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Tudor Ranger, il lancio (artico) a Londra. Le cronache di PDV #XIX

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Riprendiamo, dopo una lunga interruzione, le cronache di PDV: i Percorsi di Viaggio del nostro inviato, Paolo De Vecchi. Che questa volta è partito alla volta di Londra, tra i pochissimi giornalisti italiani invitati alla presentazione mondiale del Tudor Ranger. E si è trovato piacevolmente coinvolto in un’atmosfera tra il glaciale e il friendly… con contorno di celebrità

Blocchi di ghiaccio con inseriti gli orologi come su un piedistallo. Svolazzanti nubi gelate ottenute con azoto liquido ad avvolgere i bicchieri dei long drink lungo il bancone-bar. E sullo sfondo immagini di una spedizione in Groenlandia, l’enorme territorio nordico disabitato e avvolto da un gelo perenne. Ecco parte dell’allestimento “frozen” realizzato da Tudor, in occasione dell’evento svoltosi durante la prima settimana di luglio per il lancio della nuova collezione Tudor Ranger. Avvenuta nei Tobacco Docks, a Londra, lungo il Tamigi.

Oltre all’interesse del luogo, bisogna dire che i giornalisti internazionali partecipanti hanno assistito a un vivace scambio di battute tra i padroni di casa, conditi dal tipico British humour, a proposito del graditissimo senso di refrigerio che emanava quella bella messa in scena. Sottolineato da una rinfrescante bevanda a base di limonata, miele e qualche goccia di whisky (con variante ginger ale e arancio, ma sempre accompagnata del distillato scozzese). E capitato proprio nei primi giorni della calura, portatrice di un mese di luglio particolarmente accanito (anche) verso la Terra d’Albione.

Richiamati al tema reale dell’evento, dopo l’iniziale clima tipo “vacanza”, ci siamo trovati di fronte a una serietà e professionalità tipicamente britanniche, quando si parla di esplorazione e missioni ai confini del mondo. Materia di cui i sudditi di Sua Maestà sono indubbiamente esperti e non hanno rivali.

Alla scoperta dell’Artide

Il tema era il 70° anniversario della British North Greenland Expedition. Una missione che dalle acque del Tamigi – da Deptford, per l’esattezza, una zona di Londra con i tipici magazzini d’inizio Novecento in acciaio e mattoni rossi – portò una trentina di uomini, capitanati da James Simpson, verso le zone glaciali del nostro pianeta. Si muovevano su mezzi cingolati e con cani da slitta per compiere studi di glaciologia, meteorologia e geologia, in un’ardita spedizione durata un paio d’anni. E tra gli strumenti in dotazione avevano anche orologi Tudor normalmente in produzione, della serie Oyster Prince: il primo modello automatico e impermeabile del Marchio, con un’estetica e una tecnologia progettate per resistere a ogni condizione d’uso.

Ovvio che accompagnare la British North Greenland Expedition fu un’occasione unica per sperimentare su un campo particolarmente difficile e problematico gli Oyster in dotazione, che tornarono alla base con numerose certificazioni d’idoneità. Venne ad esempio registrato giornalmente su quaderni graduati lo scarto di marcia tra gli orologi e il segnale orario della Bbc, oltre al resistere alle basse temperature e agli urti. Appunti maneggiati e conservati con cura dagli esploratori tra il 1952 e il 1954, e disposti nelle vetrine allestite negli spazi dei Tobacco Docks insieme a un esemplare originale della spedizione, fotografie sul campo e altri reperti.

Il Tudor Ranger tra i Vip

La degna celebrazione di questo anniversario è stata oggi occasione per il lancio della nuova collezione Tudor Ranger. Un nome registrato dalla Marca fin dal 1929, finora utilizzato solo per connotare nel senso dell’avventura alcune serie, ma mai riportato sul quadrante. Il Tudor Ranger riprende dunque il concetto dello strumento del tempo da spedizione: robusto, pratico e dal prezzo accessibile. Con un’estetica essenziale, ha la cassa in acciaio di 39 millimetri di diametro, il movimento automatico di manifattura, calibro MT5402, il quadrante di chiara e immediata leggibilità. Tre le versioni: con bracciale in acciaio (e regolazione rapida della lunghezza); con cinturino in tessuto jacquard (lo produce l’azienda artigianale francese Julien Faure), oppure ibrido (in caucciù naturale e cuoio nero testurizzato).

Oltre all’interessante novità, presentata in un altrettanto adeguato contesto, Tudor ha riservato due graditissime sorprese per gli invitati, una all’inizio e una alla fine dell’evento. La prima è stata la presentazione affidata a una docente dell’Università di Cambridge, esperta in geografie ed esplorazione. Che non ha fatto il minimo accenno agli orologi, ma ha raccontato scientificamente il contesto in cui essi si trovarono, valorizzandoli indubbiamente molto più che con una semplice descrizione. La seconda: l’arrivo di David Beckham, ambasciatore del Marchio e magnifico rappresentante dello stile britannico (era tra gli invitati – in tight – al Giubileo della Regina Elisabetta II). Oltre che, ovvio, celeberrimo calciatore, a suo tempo regista del Manchester United e capitano della nazionale inglese.