Attualità

Awake, Lilian Thibault e i quadranti Métiers d’Art

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Nel panorama dell’orologeria indipendente, dove spesso la differenza si gioca sull’originalità meccanica e di design, Lilian Thibault ha scelto di partire da un’altra domanda: che cosa racconta davvero un quadrante? È da questa intuizione che nasce Awake − marchio fondato a Parigi nel 2019, ma con la produzione dislocata a La Chaux-de-Fonds −, cresciuto rapidamente fino a ritagliarsi uno spazio riconoscibile tra i microbrand più interessanti della nuova generazione.

La filosofia di Awake

Thibault non proviene dalla classica dinastia orologiera né da una grande manifattura svizzera. Il suo percorso è quello di un imprenditore e collezionista che ha guardato all’orologio come oggetto culturale prima ancora che tecnico. Dopo un esordio segnato da una forte attenzione ai materiali innovativi e alla sostenibilità, Awake ha compiuto una scelta netta: concentrare risorse, ricerca e investimenti sui Métiers d’Art, trasformando il quadrante nel vero centro gravitazionale del progetto.

Una decisione non scontata per un brand indipendente, perché significa affidarsi a lavorazioni lente, complesse, spesso realizzate a mano e quindi difficilmente realizzabili. Ma è proprio in questa tensione tra visione creativa e sostenibilità imprenditoriale che si definisce il carattere di Awake. Da qui scaturiscono orologi in cui texture, profondità e riflessi non sono semplici effetti estetici, ma la manifestazione visibile di competenze artigiane che rischiano di scomparire. Vedere per credere la collezione Son Mài, i cui quadranti sono realizzati a mano con antiche tecniche di laccatura vietnamita, che richiedono anche 10-15 ore di lavoro per ogni singolo pezzo.

Oggi Thibault guida Awake con un’idea chiara: costruire un linguaggio riconoscibile, in cui tecnica svizzera, sensibilità francese e cultura decorativa “universale” dialogano senza compromessi. Non per inseguire la complicazione meccanica, ma per dare valore a ciò che l’occhio incontra per primo − e che troppo spesso viene dato per scontato. Tutto questo si concretizza in una politica di prezzi assolutamente accessibili al pubblico più vasto, quasi a ribadire che la cultura orologiera deve essere patrimonio di tutti.

Quattro chiacchiere con Lilian Thibault

Qual è la storia di Awake e perché la scelta di puntare su quadranti speciali realizzati a mano?
La missione di Awake è racchiusa nel suo nome. Vogliamo risvegliare la consapevolezza del patrimonio dell’umanità − quell’eredità che condividiamo tutti. È ciò che ammiriamo, ciò che cerchiamo di preservare e ciò che desideriamo trasmettere. In ciascuno dei nostri orologi, tecniche secolari vengono eseguite da artigiani di grande talento. Preservare e tramandare questi Métiers d’Art è per noi fondamentale, in un mondo in cui la maggior parte di ciò che ci circonda è diventato digitale, prodotto in serie e spesso usa e getta. In questo modo risvegliamo l’artigianalità − portando alla luce la manualità e la storia che si celano dietro mestieri rari, e mettendo in dialogo secoli di savoir-faire con la cultura contemporanea, affinché questa eredità continui a ispirare.

Può riassumere la filosofia di Awake in tre parole?
La cultura ci ispira. La creatività ci entusiasma. L’artigianalità definisce il modo in cui realizziamo la nostra visione.

Quali sono i vantaggi di un marchio indipendente come Awake?
Senza dubbio siamo guidati dalla passione e non poniamo limiti a quanto possiamo spingerci in termini di creatività e innovazione. Le nostre dimensioni e la nostra struttura ci rendono estremamente agili, permettendoci di muoverci rapidamente e prendere decisioni coraggiose. Le difficoltà non derivano dall’essere indipendenti, ma dal nostro desiderio costante di sorprendere e di offrire sempre di più. A un certo punto, questa mentalità diventa una corsa senza fine − ma è anche ciò che ci tiene vivi.

Com’è andato il 2025 e quali sono i progetti per il futuro?
Alla fine del 2024 abbiamo compiuto un importante cambio di direzione, decidendo di concentrarci esclusivamente sui Métiers d’Art. È stata una scelta rischiosa, dettata dal desiderio di abbracciare pienamente ciò che ci ispira davvero e che ci permette di esprimere la nostra unicità. Il 2025 è stato l’anno più strategico dalla nascita di Awake. Una scommessa importante, arrivata dopo tre anni di lavoro intenso, investimenti significativi e sviluppo approfondito.

Alla fine, il 2025 si è rivelato il nostro anno di maggior successo. Non ci siamo mai sentiti così sostenuti e incoraggiati dai clienti, dai media e dall’industria − anche grazie a due importanti riconoscimenti ottenuti per Frosted Leaf. Guardando al futuro, la nostra missione è chiara: approfondire ulteriormente la nostra competenza nei mestieri rari, superare nuovi confini artistici ed elevare sempre di più la dimensione emozionale dei nostri orologi.

Avete concentrato il 100% dell’attenzione sul quadrante con risultati notevoli. Avete in programma di introdurre qualche piccola complicazione?
Abbiamo molti progetti in cantiere per i prossimi tre anni. Sul fronte del design, delle specifiche tecniche, di nuove tecniche artigianali capaci di incantare − e forse anche con sviluppi interessanti sul versante del movimento − siamo in continua esplorazione. Non posso dire molto di più, perché si tratta di progetti riservati. Ma, da veri amanti dell’orologeria, siamo guidati dalla curiosità: amiamo esplorare nuove idee e migliorare costantemente ciò di cui siamo già orgogliosi.

Il suo sogno per Awake?
Il riconoscimento dell’industria è sempre un grande traguardo, ma ciò che mi motiva davvero è il riconoscimento dei collezionisti. Lavoriamo instancabilmente ogni giorno per offrire emozioni inedite e un valore autentico. Il Dna artistico e creativo di Awake è ciò che amiamo di più − ed è ciò che realmente ci distingue. Il mio sogno diventerà realtà quando ogni appassionato di orologi comprenderà ciò che rappresentiamo.

Ha collaborato Oriano Lanfranconi


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