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Fun-tastic Swatch Art: suggestioni artistiche nei nuovi Swatch

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Swatch Art Specials & dintorni: nelle collezioni Swatch per l’autunno/inverno si trovano molteplici riferimenti alla storia dell’arte. Veri o presunti, comunque divertenti

Che lo Swatch sia un oggetto d’arte è risaputo: fin dal 1984, quando uscì il primo Swatch Art Special firmato da Kiki Picasso. Da allora è stato un mezzo espressivo privilegiato per innumerevoli artisti di varia ascendenza: da Keith Haring a Folon, da Mimmo Paladino a Valerio Adami, da Mimmo Rotella ad Arnaldo Pomodoro, e ancora Nam Yun Paik, Pierre et Gilles, David LaChapelle e tantissimi altri, fino al più recente Ugo Nespolo.

Dai singoli alle istituzioni: l’estate scorsa Swatch ha iniziato a collaborare anche con grandi musei internazionali. Il primo è il Rijksmuseum di Amsterdam, le cui raccolte – filtrate dalla leggerezza, dall’ironia e dal colore tipici di Swatch – sono servite come fonte d’ispirazione per tre nuovi Art Specials. Dutch Skies rielabora le nuvole sullo sfondo di un’incisione del 1636 di Jacob Neefs, “Spectacle with ship with fireworks, and the columns of Hercules”: tinto di bianco e azzurro, il cielo di cumulonembi qui diventa un motivo pop simile alla panna montata. Invece Lady Buzz si rifà alla decorazione di un antico astuccio per ventaglio, in legno laccato e dettagli in tessuto: con fiori, foglie e insetti a comporre una natura morta fiamminga. Mentre Pink & Versa riprende un particolare di “Adamo ed Eva (la caduta dell’uomo)”, tela manierista di Cornelis Cornelisz van Haarlem, datata 1592: in cui la posa plateale di Eva è trasformata nel gesto di un selfie.

Il bello è che questi tre orologi non sono in vendita solo nello shop del museo, ma si trovano ovunque, in tutte le boutique e dai rivenditori Swatch (anche online): perché fanno parte della collezione Worldhood, presentata per questo autunno/inverno. E che comprende diversi esemplari di matrice artistica: primo fra tutti Leroicestmoi, interpretazione “dada” del celebre “Ritratto di Luigi XIV” di Hyacinthe Rigaud, del 1701, esposto al Louvre di Parigi. In cui il Re Sole appare in versione gangsta, con tanto di occhiali neri, cappellino e medaglione bling-bling – un’immagine irrispettosa e iconoclasta, un po’ come la “Gioconda baffuta” di Duchamp. Ma non è il solo: anche altri orologi, se li si guarda con occhio critico, mostrano evidenti influenze pittoriche. Per esempio, Color Crossing ha un cinturino che sembra ritagliato da una delle tante “Stripes” di Gerard Richter. Mentre Fuzzy Logic ricorda un’opera dell’espressionismo astratto di Jackson Pollock: con le tante goccioline di colore “spruzzate” a caso, quasi lanciate dallo schizzo di un pennello, proprio come nella tecnica del dripping – base essenziale dell’Action Painting.

Ma i designer di Swatch hanno attinto a piene mani alla storia dell’arte anche per l’altra collezione autunno/inverno, intitolata Think Fun. Che riunisce modelli come Roug’heure, un susseguirsi di grandi campi cromatici come in un dipinto di Mark Rothko. Oppure Psycadelic, un alternarsi ritmico di righe colorate pseudo-minimalista, alla Frank Stella. Ma anche Sixtease, dalla grafica in bianco-e-nero, che crea effetti ipnotici e illusioni bidimensionali come nell’Op Art di Victor Vasarely. O ancora Graftic, che riecheggia gli studi sulla scomposizione della luce e le teorie elettromagnetiche presenti nell’avanguardia di Giacomo Balla. E il gioco di rimandi potrebbe continuare: a voi cercarne altri…

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