Approfondimenti

Tourbillon Smiley: l’RM 88 di Richard Mille e l’arte del sorriso

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Richard Mille torna a giocare. Un po’ come aveva fatto con la collezione Bonbon, con il nuovo RM 88 Automatic Tourbillon Smiley crea un orologio ironico, perfino goliardico, ma dai contenuti tecnici elevatissimi. Sia perché è un tourbillon, sia per il ricorso all’arte della “miniatura in 3D”. Una sfida tecnica nascosta da un’estetica ludica, un altro esemplare estremo – com’è il suo solito. Anche questo destinato a far parlare di sé, a causare infinite discussioni e provocare schieramenti, favorevoli contro detrattori.

Un linguaggio per immagini

Protagonista dell’RM 88 Tourbillon Smiley è appunto lo Smiley, la faccina sorridente, madre di tutte le emoji. Apparsa per la prima volta il 1° gennaio 1972, quando il giornalista francese Franklin Loufrani la pubblica sul quotidiano France Soir, a illustrare un articolo in prima pagina intitolato “Prendetevi il tempo per sorridere”. Nasceva così un’icona, nel senso letterale del termine (privo cioè delle accezioni modaiole e di marketing che la vedono oggi parola stra-abusata, fino alla nausea). Un’autentica icona, da cui è nato un intero linguaggio, comunicativo, immediato, diretto. Sempre più diffuso con l’affermarsi delle e-mail, dei servizi di messaggistica istantanea e dei social media.

Analizzato, sezionato da esperti di semantica, scienziati e dotti accademici, lo Smiley e ciò che ne deriva – è stato visto come pittogramma, come ideogramma, come logogramma, come “segno con funzione paralinguistica”. Non un imbarbarimento, non qualcosa che impoverisce la lingua, ma al contrario una forma di “grafia emotiva” che favorirebbe l’uso ortodosso dell’ortografia. Sul significato però sono sempre stati tutti d’accordo: è un’immagine che emana ottimismo, foriera di buone notizie e di positività. Con buona pace della Gen Z e dei giovanissimi utenti di TikTok, che le attribuiscono un valore sarcastico, la usano con condiscendenza, come uno sbeffeggio, uno sfottò. Vedeteci quello che volete, evidentemente l’RM 88 Tourbillon Smiley non fa per voi…

Un universo pop. Però esclusivo

Del resto, un fondo di presa in giro c’è anche nell’orologio di Richard Mille… Che oltretutto non si limita a piazzare lo Smiley al centro della scena, ma lo circonda di tutti gli oggetti “pop” dai colori fluo che compongono l’immaginario della celebre emoji, di cui esprimono la stessa visione festosa e gioia di vivere. Qui un sole splendente e un’ananas succulenta, lì un arcobaleno con nuvoletta, un bicchiere da cocktail e un fiore spampanato… O, ancora, un fenicottero rosa e un cactus tipo cartoon, proprio come quelli macro, gonfiabili che si usano per decorare feste a tema e party in piscina. Solo che nell’RM 88 Automatic Tourbillon Smiley hanno dimensioni lillipuziane, rimandano al mondo dell’infinitamente piccolo che appartiene ai mestieri d’arte tipici dell’alta orologeria.

Per realizzare simili dettagli microscopici, infatti, Richard Mille si è rivolto al maître graveur Oliver Kuhn, Direttore dell’omonimo Atelier Création con sede nel Canton Jura, noto nell’ambiente per aver collaborato anche con altre marche indipendenti. Il maestro nelle miniature è riuscito quindi a plasmare nell’oro quelle minuscole figurette, lunghe pochi millimetri e leggerissime (meno di un grammo), ma ricche di dettagli e perfettamente rifinite. In grado di rispondere appieno alle indicazioni date da Cécile Guenat, Direttrice del settore Creatività e Sviluppo della Maison. Per intenderci: la lavorazione del micro-arcobaleno, composto da quattro tonalità d’oro con diverse finiture microbillé e satinate, ha richiesto più di 25 ore di lavoro. Fate voi…

Il movimento dell’RM 88 Automatic Tourbillon Smiley

Ma per i progettisti di Richard Mille il problema non era solo riuscire a ottenere questi elementi XXS. Si trattava piuttosto della loro collocazione: trovare il posto giusto all’interno del movimento, così da dar loro rilievo senza però compromettere la funzionalità meccanica. I tecnici hanno quindi dovuto sviluppare una costruzione del tutto nuova: il calibro CRMT7, scheletrato e a carica automatica. Settimo calibro con tourbillon della Casa, dalla speciale architettura: non solo per la peculiare collocazione dei componenti, ma anche per la presenza di strutture studiate ad hoc in cui sistemare i piccoli decori in tutta sicurezza. Quindi è stata messa a punto una seconda platina ausiliaria sul lato sinistro (lato quadrante), in cui le microsculture sono montate su un piano inclinato per accentuarne l’effetto volumetrico. Poi un ponte aggiuntivo in Arcap micropallinato  per posizionare la faccina sorridente, e specifici supporti per gli altri mini-ornamenti.

Il tutto senza rinunciare ovviamente a quelle caratteristiche tecniche diventate ormai imprescindibili nei movimenti della Casa. A cominciare dal tourbillon, certo, che qui ha il ponte superiore che ricorda un’esplosione nei fumetti, con il profilo microbillé, satinato e dall’anglage lucido. Per passare a platina e ponti in titanio grado 5, anneriti da un trattamento Pvd come di consueto, per garantire rigidità e un piano perfettamente orizzontale. O ancora il bariletto a rotazione rapida, che compie un giro completo in 5 ore anziché in 7,5, per migliorare le prestazioni. E il bilanciere a inerzia variabile con spirale libera, che permette una più facile manutenzione e una regolazione più accurata, è più resistente in caso di eventuali urti e migliora i risultati cronometrici sul lungo periodo. Oltre a tutte le altre piccole diavolerie cui Richard Mille ci ha ormai abituati.

Dulcis in fundo

Per ulteriori informazioni rimando alle didascalie della gallery in alto. A onor di cronaca, però, devo aggiungere ancora due dati non da poco. Cose logiche, per quanti sono riusciti a leggere fin qui. La prima è che l’RM 88 Tourbillon Smiley è realizzato in un’edizione limitata di 50 esemplari. La seconda è che costa un milione e cento franchi svizzeri. Non a caso all’inizio parlavo di “esemplare estremo”, in tutti i sensi, ironia compresa. E con quanto ne consegue…