Attualità

Lucky Stones: il gusto di Missoni per le pietre di colore

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Ma chi l’ha detto che i marchi fashion non possono seguire la grande orologeria di tradizione? Lo fa, con un risultato più che convincente, Missoni nella nuova collezione M2 Lucky Stones: quattro esemplari da donna in cui il quadrante in pietra dura si sposa benissimo con un design “classico”. E gli accenti di moda si concentrano nella sola lunetta, che diventa spazio riservato a una logomania evidente, seppur non invadente.

I quadranti “minerali”, ieri e oggi

I quadranti in pietra dura sono una passione storica nel mondo delle lancette. Si diffondono negli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso, con quel gusto per la sperimentazione, l’inventiva e l’originalità tipico dell’epoca. La prima (e la più famosa) maison a utilizzarli è Piaget, che riesce a inserire sottili lastre di gemme colorate all’interno della cassa grazie allo sviluppo di un’innovativa tecnologia: i movimenti extrapiatti – come il celeberrimo calibro 9P, sottile solo 2 mm, svelato al pubblico nel 1957.

Così, la Manifattura della Cote aux Fées fa dei quadranti in pietra dura un proprio segno distintivo. Se ne serve per realizzare elegantissimi orologi da uomo e preziosi modelli da donna, passati alla storia per i personaggi illustri che li hanno indossati. Uno per tutti, il piccolo esemplare d’oro con quadrante in giada di Jacky Kennedy – indimenticata icona di stile di quegli anni. Ma soprattutto rimangono memorabili certi pezzi unici con bracciale scultura – inattesi, creativi, assolutamente strepitosi –, diventati un simbolo “dell’immaginazione al potere” nell’orologeria.

Non solo Piaget, comunque. Sono tante le case che ieri come oggi mettono alla prova il proprio savoir-faire con i quadranti minerali. Basti pensare a Patek Philippe, a Rolex, a Cartier, a Chopard o, in tempi più recenti, a Jaquet Droz – che si distingue per l’uso dei materiali lapidei più insoliti: il diaspro, la bronzite, la spettrolite… Sì, perché negli ultimi periodi la tendenza dei quadranti in pietra dura è tornata prepotente in tutti i segmenti di mercato. Complice forse il desiderio di esclusività che contraddistingue l’orologeria contemporanea.

Lucky Stones, le gemme fortunate di Missoni

Proprio in questo quadro s’inserisce la collezione Lucky Stones di Missoni, cui si deve riconoscere prima di tutto una certa ricerca nella scelta delle pietre. Probabilmente dettata dal desiderio della Maison di ottenere particolari effetti cromatici, in sintonia con l’uso del colore che le appartiene fin dalle origini. Ecco infatti gemme come la malachite e l’onice, entrambe dalle specifiche striature, a volte più rettilinee altre più arrotondate. La prima deve il proprio colore alla presenza di rame; la seconda è un tipo di calcedonio, ovvero di quarzo microcristallino, e può essere di diverse tonalità, dal bianco al bruno al nero. Missoni l’ha voluta nel tono più scuro e profondo.

Ma se la malachite e l’onice sono ricorrenti, se non proprio immancabili, nella produzione orologiera, meno scontate sono le altre gemme che appaiono nella collezione Lucky Stone: l’arenaria rossa o blu. L’arenaria, vale la pena ricordarlo, è una pietra sedimentaria molto diffusa, composta in prevalenza da grani di quarzo di dimensioni uniformi. Oltre al vantaggio della disponibilità in natura, offre anche quello del colore rosso, dovuto alla presenza di ossido di ferro. L’arenaria blu invece è un materiale artificiale, formato da vetro cui sono aggiunti cristalli di quarzo.

In entrambi i casi, proprio l’inclusione di quei piccoli cristalli di quarzo dona alle pietre particolari bagliori, dovuti alla riflessione della luce, con un effetto che gli studiosi definiscono come fenomeno dell’avventurescenza – a ricordare appunto il quarzo avventurina, o il vetro avventurina che lo imita. Senza avventurarmi nei significati, veri o presunti, e nelle proprietà benefiche delle diverse pietre dure secondo la cristalloterapia, qui mi limito a sottolineare che Missoni attribuisce loro un potere portafortuna. Quasi fossero un amuleto, come si evince dal nome stesso della collezione.

Informazioni pratiche

Tutti gli esemplari Lucky Stones sono realizzati in acciaio – impreziosito, in alcune referenze, da un rivestimento ionico color champagne oppure oro rosa. Di dimensioni femminili (34,5 mm di diametro), hanno la lunetta ornata dal marchio Missoni, ripetuto più volte senza soluzione di continuità, ben visibile ma con discrezione, con un gioco di satinatura sulla superficie lucida. E racchiudono un movimento al quarzo Swiss made, che dalla sua non solo ha una grande precisione, ma permette anche di contenere lo spessore della cassa e mantenere armoniose proporzioni.

Completa il look il bracciale in metallo coordinato, dalle maglie ad H intervallate da link lucidi, facilmente intercambiabile grazie al sistema Quick-change. In alternativa si può sostituire con un cinturino, incluso nel packaging delle versioni in arenaria: in tessuto, dall’emblematico motivo zigzag, accentua la valenza modaiola e rende l’orologio riconoscibile fin da lontano. Infine il prezzo, che va dai 630 ai 700 euro. Considerati nell’insieme, i Lucky Stones sono un perfetto dono portebonheur, da regalare o da regalarsi.