Ho sempre trovato interessanti gli excursus dell’orologeria negli altri campi del sapere, soprattutto quando non si tratta di semplici (e un po’ forzate) operazioni di marketing. Nel caso di Rado, per esempio, le connessioni con il mondo del design e dell’architettura appaiono non solo coerenti ma perfino naturali, per quanto sono radicate nel Dna del Marchio. Nel corso del tempo, infatti, Rado ha collaborato con una trentina di designer, artisti, associazioni. Tra gli altri, ha siglato in particolare un accordo con Les Couleurs Suisse, l’organizzazione incaricata dalla Fondazione Le Corbusier di concedere l’uso dell’Architectural Polychromy, la palette di colori del grande creativo. Una partnership sfociata nel 2019 in una prima collezione a tema, sviluppata negli anni in una serie di 12 esemplari, e che oggi si arricchisce ulteriormente di tre nuovi True Round Le Corbusier.
A essere sincera questi ultimi modelli si chiamerebbero True Round x Les Couleurs® Le Corbusier® Special Edition. Ma ho deciso di prendermi “una licenza poetica” e di abbreviare il nome, così da renderlo più facile da scrivere e da ricordare. Perché questi esemplari meritano davvero di essere raccontati, sia per i contenuti tecnici, o meglio materici, della loro costruzione, sia per i riferimenti alle opere dell’illustre architetto svizzero. E meritano anche di essere conosciuti dal grande pubblico, almeno di quegli appassionati che amano approfondire lo storytelling degli orologi, intesi come oggetti che sanno anche emozionare. Quindi, bando alle ciance. Cominciamo.
Le Corbusier e l’orologeria
Credo che il personaggio sia così famoso da non aver bisogno di presentazioni. Ma penso comunque sia utile ricordare qualche suo dato biografico, per evidenziarne i legami personali con l’orologeria. Perché Charles-Édouard Jeanneret (questo il suo vero nome) nacque nel 1887 a La Chaux-de-Fonds, culla della tradizione orologiera. Il padre era uno smaltatore di quadranti e il giovane Charles-Edouard fu iscritto alla locale Scuola d’Arte proprio per seguire le orme paterne. A scuola si dimostrò particolarmente abile nell’uso del bulino, tant’è che sembrava davvero destinato a diventare un bravissimo incisore di orologi, all’epoca spesso decorati secondo i dettami dello stile Liberty e dell’Art Nouveau. All’architettura arrivò poi, in un secondo momento, grazie a un insegnante… ma non divaghiamo.
Da adulto, Le Corbusier credeva nella sinestesia delle arti, cioè nell’integrazione fra architettura, design d’interni, design industriale e armonia cromatica. Creò quindi uno strumento per la progettazione architettonica dello spazio e del colore: un sistema cromatico universale basato su “tastiere di colori” che sarà poi definito Policromia Architettonica, appunto. Nel 1931, compila un primo campionario composto da 43 colori. Nel 1959 realizza una seconda gamma di 20 tonalità, più sature e brillanti. Le 63 tinte da lui selezionate sono ancora oggi attuali, ricorrenti nei progetti architettonici e nei prodotti di design, in tutto il mondo. E le si ritrova anche nella ceramica di Rado.
Non a caso definito Master of Materials, il Brand di Lengnau riesce infatti a riprodurre esattamente quelle sfumature grazie alla lunga esperienza maturata nel settore. A partire dal 1986, quando introdusse l’ormai celebre materiale hi-tech sul mercato, è stato capace di sviluppare molteplici cromie. Devo ricordare infatti che il colore della ceramica non è un’aggiunta successiva, ma dipende dai pigmenti utilizzati durante la fabbricazione stessa. La ceramica dei tre nuovi True Round Le Corbusier riprende altrettanti colori della Policromia Architettonica, che ritorna pure nei dettagli attraverso quattro accostamenti cromatici. Non solo: l’intera palette di 63 tonalità è rappresentata anche sul fondello di ciascun esemplare, in piccole strisce sull’oblò in vetro zaffiro.
True Round Le Corbusier
Ma non si tratta soltanto di richiami cromatici. Gli orologi della nuova collezione True Round Le Corbusier rendono omaggio ad alcuni degli edifici più famosi firmati dal Maestro del Movimento Moderno. A cominciare da La Cité Radieuse o, per meglio dire, l’Unité d’Habitation di Marsiglia. Un complesso residenziale, costruito tra il 1946 e il 1952, che nel 2016 è entrato a far parte dei siti Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Realizzato in bréton brut, ovvero in cemento grezzo chiaro, ha una struttura a listelli, che crea un susseguirsi di pieni e di vuoti. Entrambi questi elementi ritornano nell’orologio: il primo nel colore della ceramica, l’Ivory White (Rif. 4320B nella Policromia Architettonica), il secondo nelle incisioni al laser sul quadrante.
Un’altra suggestione deriva poi dal Carpenter Center for the Visual Arts, all’interno della Università di Harvard, a Cambridge, Massachusetts. L’unico progetto di Le Corbusier negli Stati Uniti, realizzato nel 1963 (due anni prima di morire). Anche qui, il colore e la struttura dell’edificio sono rievocati nell’orologio. Cassa e bracciale sono in ceramica Iron Grey (numero 32010 della Policromia Architettonica), che riprende la monocromia grigia del cemento grezzo, mentre l’estetica a righe verticali di una sezione dell’esterno è incisa al laser sul quadrante.
Il terzo orologio, infine, celebra Le Corbusier urbanista e la sua utopica città di Chandigarh. Concepita come nuova capitale dello Stato del Punjab nel 1951 per volontà dell’allora Primo ministro indiano Nehru, permise al grande architetto di testare le sue teorie architettoniche in chiave monumentale. Ci vollero due anni per costruirla sulle colline alla base dell’Himalaya, secondo un ordinato sistema a griglia, con ampi boulevard alberati e parchi che integrano la natura nel contesto urbano. Il colore della ceramica, Ivory Black (4320E della Policromia Architettonica), anche qui richiama il cemento dei fabbricati di matrice brutalista. Invece le incisioni al laser sul quadrante sono liberamente ispirate a una parte della facciata del Palazzo dell’Assemblea, uno dei tre edifici pubblici noti come Capitol Complex.
Le caratteristiche comuni della collezione
Le tre referenze della linea True Round Le Corbusier hanno però caratteristiche comuni, sia nell’abbigliamento sia nella meccanica. La cassa monoblocco misura 40 mm di diametro e ospita il calibro R763 a carica automatica, con 80 ore di autonomia. Al polso, gli orologi risultano estremamente confortevoli da indossare, proprio grazie alle qualità intrinseche della ceramica. Un materiale leggero ma resistente agli urti e ai graffi, piacevole al tatto, del tutto anallergico e che assume rapidamente la temperatura corporea. Trovate altre informazioni al riguardo nelle didascalie in alto. Qui concludo come sempre con l’indicazione di prezzo. Ciascuno dei True Round Le Corbusier costa 2.800 euro, in linea con molti altri esemplari della Casa.