Siamo abituati a pensare a Eberhard & Co. come a un marchio di tool watch. Il Chrono 4, lo Scafograf, il Contodat, l’Extra-Fort, lo Scientigraf sono tutti esempi di una produzione altamente tecnica, funzionale, maschile. Perfino quando si passa a esemplari più classici, come quelli della collezione 1887, l’aspetto vintage ed elegante non può negare la valenza sportiva, evidente soprattutto nel cronografo – grande specialità della Casa fin dai primi decenni del secolo scorso. Eppure, nel catalogo della Maison de l’Aigle, c’è un orologio di design che sembra sovvertire i canoni abituali (e i nostri preconcetti): il femminilissimo Gilda. Che nell’ultima versione esprime al meglio il proprio potenziale versatile e creativo: basta dare solo un’occhiata al Gilda Peacock per coglierne il potere immaginifico, quasi visionario.
Eberhard al femminile
Prima di descrivere il Gilda Peacock, però, è necessaria una breve introduzione storica. Già negli anni Dieci del Novecento, Eberhard & Co. realizzava esemplari da signora, fantasiosi e “di forma”. In un primo tempo raffinatissimi modelli in oro giallo con la cassa carré dagli angoli allungati. Quindi, a partire dagli anni Venti, pregiati montres à bijoux in platino e diamanti oppure (soprattutto) in oro giallo e smalti policromi. Influenzati dall’Art Nouveau prima e dall’Art Déco poi, avevano linee rettangolari o allungate (quasi a navette), e decori dai motivi floreali o geometrici.
Gilda nasce nel 2010 come erede di quella lunga tradizione, ripresa nell’estetica originale, innovativa e tutt’altro che scontata, e nell’innata preziosità. Anch’esso ha la cassa “di forma”, questa volta ellittica, in acciaio o in oro rosa. La silhouette è sottile e ricurva, dall’ergonomia studiata per avvolgere in modo morbido il polso femminile. Tant’è che il vetro zaffiro convesso, per non dire sferico, è stato brevettato. Ancora forte è la vocazione decorativa: fin dai primi esemplari, sul quadrante in madreperla o soleil spiccano grandi numeri romani dalle dimensioni irregolari. E il fondello è ornato da un delicato pattern floreale.
Negli anni il Gilda conosce numerose variazioni sul tema. La lunetta è incastonata da una fila di diamanti allineati, oppure da un’onda di diamanti e gemme colorate – rubini e zaffiri. I numeri romani, inizialmente fuori asse, anche colorati e perfino rivestiti di brillanti, si raddrizzano e vengono “tagliati” da un ovale orizzontale. Al loro posto appaiono quindi le cifre arabe, con un type corsivo ispirato ai numeri Breguet. Il quadrante acquista una lavorazione a raggi di sole, con cerchi concentrici in sovraimpressione, oppure un guilloché flinqué con un ovale incastonato. La carrure diventa interamente tempestata di diamanti (con tutte le difficoltà comportate dalle superfici curve).
L’originalità del Gilda Peacock
Eppure, finora, non si era mai visto niente di simile al Gilda Peacock, il cui quadrante presenta un decoro a piume di pavone. Ora, il pavone è un soggetto che in genere appartiene all’alta orologeria femminile, riprodotto sia con le meccaniche complicate sia con i mestieri d’arte (marqueterie di vere piume inclusa). Mi vengono in mente nomi come Piaget, Bulgari, Chopard, Fabergé, tanto per citarne alcuni… Un tema talmente suggestivo da essere ripreso poi da tanti marchi, perfino fashion. Ma Eberhard & Co. lo interpreta a modo proprio, in forma inedita. Non mostra l’animale interamente, ne suggerisce soltanto la presenza attraverso la riproduzione del piumaggio.
Non mi soffermerò sul significato assunto dal pavone, o meglio dall’indossare una o più piume di pavone, nelle diverse culture di ieri e di oggi. Ricordo che, per via di quegli ocelli dai toni cangianti, le piume sono di volta in volta intese come simbolo di rinnovamento, immortalità e rinascita, di ricchezza e abbondanza, di regalità, protezione divina e perfino di onniscienza. A me in tutta sincerità ricordano l’Oriente, l’India soprattutto, dove il pavone è considerato un animale sacro, associato a diverse divinità. Quasi un essere magico, emblema di protezione dal male, immune dal veleno e capace di vincere i serpenti.
Per tornare con i piedi per terra, è molto interessante la tecnica con cui Eberhard & Co. ha realizzato il quadrante del Gilda Peacock, più complicato del solito per via della forma ellittica e leggermente bombata. Prima di tutto, la piastra metallica è stata incisa al laser con un motivo radiante: un passaggio che ha bisogno di otto ore di lavoro. Il rilutato è una texture a rilievo ispirata proprio alla struttura delle piume, cioè ai filamenti primari e secondari (barbe e barbule) che si sviluppano dallo stelo (rachide) centrale. Quindi si passa alla colorazione, eseguita con numerosi passaggi e diverse tonalità, per ricreare l’iridescenza e le sfumature cromatiche delle piume. In questo modo si raggiunge un effetto finale è di notevole profondità.
Ultime informazioni
Se il soggetto del Gilda Peacock è insolito per la Casa, le altre caratteristiche sono quelle ricorrenti nella collezione. La cassa in acciaio, come al solito leggerissima ed estremamente confortevole, misura 32,1 x 38 mm ed è sottile solo 7,8 mm. La finitura lucida ne sottolinea la vocazione elegante, mentre la consueta decorazione floreale sul fondello è personalizzata dal nome Gilda in rosso. All’interno monta come sempre un movimento al quarzo Swiss made. Infine merita un cenno il cinturino in pelle di alligatore blu lapislazzuli con cuciture in lurex argentato. Il prezzo al pubblico è di 3.690 euro, coerente con la gamma di costo degli altri Gilda in catalogo.