Giornale Degli Orologi
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Tag: Bulova Lunar Pilot

  • Lunar Pilot Black Hole: il lato oscuro di Bulova

    Lunar Pilot Black Hole: il lato oscuro di Bulova

    Oltre che essere un orologio bello e con una storia alle spalle, il Lunar Pilot di Bulova è anche una garanzia per il Brand. Le referenze classiche con la cassa da 45 mm sono sempre apprezzate dagli appassionati, quelle con la cassa da 43,5 mm sono diventate dei bestseller, le edizioni limitate come quella in meteorite o la Timascus sono andate via come il pane. Ecco perché la nuova edizione limitata Lunar Pilot Black Hole, di cui scrivo in questo articolo, ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo crack per il marchio del gruppo Citizen.

    Il quadrante del Lunar Pilot Black Hole

    Non torno sulla storia del Lunar Pilot. Ne ha scritto in maniera precisa e documentata, come solo lui sa fare, il nostro Francesco Consumi in questo articolo. Vado subito al sodo del Bulova Lunar Pilot Black Hole, le cui novità sono interessanti. A partire dal diametro. Già il passaggio dai 45 ai 43,5 mm era stato accolto con favore dai collezionisti e dal mercato. Però non bastava, perché la community degli appassionati di Bulova chiedeva un ulteriore “dimagrimento”.

    Et voilà: il diametro del Bulova Lunar Pilot Black Hole scende a 41 mm. Mantiene comunque la stessa struttura di cassa e lo stesso design originale, con i vistosi pulsanti cronografici allungati a goccia e la grande corona, pensata per l’uso con i guanti da astronauta. La lunetta tachimetrica sul réhaut interno, a base 500, dà al cronografo quel tocco di sportività che lo contraddistingue da sempre.

    L’altra novità è data dal colore che, come dice il nome, è il nero più completo, sia per il bracciale sia per il quadrante. Su quest’ultimo, Bulova ha utilizzato la vernice Musou Black, che l’industria orologiera conosce da qualche anno. Sono diversi, infatti, i marchi che la impiegano per i quadranti, in virtù della peculiare caratteristica: la capacità di assorbire il 99,4% della luce visibile. 

    In giapponese “musou” significa qualcosa come “senza pari, ineguagliabile, unico nel suo genere” e in effetti la proprietà di questa vernice è qualcosa di unico. Più o meno analogo è il Vantablack, sviluppato con nanotubi di carbonio, che assorbe un po’ di più: il 99,965% dello spettro visibile. Però non è una vernice liquida, ma un rivestimento speciale, applicato con una tecnica complessa.

    Musou is the new black

    Il risultato dell’impiego del Musou Black è un quadrante scuro e affascinante, dalla cui ombra nera emergono indici e lancette trattati con Super-LumiNova di colore grigio, che offre una luminescenza di colore blu. Insieme a essi, spicca il bianco degli indici dei contatori, unica nota differente nel buio più totale.

    Il nero si estende alla cassa e al bracciale, che si distinguono per la finitura opaca e antiriflesso, un unicum attualmente all’interno della collezione Lunar Pilot. Finitura e colore sono ottenuti grazie alla combinazione tra una lavorazione sabbiata e un trattamento Pvd che si estende anche alla fibbia con chiusura a farfalla. Un design, quello della fibbia, che aiuta la vestibilità al polso insieme alla dimensione di cassa.

    Il calibro ad alta frequenza del Lunar Pilot Black Hole

    Ah, dimenticavo. L’altro elemento che spicca sul quadrante del Lunar Pilot Black Hole è la scritta 262 kHz nel contatore dei 60 minuti, a ore 6. Come nelle altre referenze della collezione, indica che nella cassa lavora un calibro al quarzo ad altissima frequenza, ossia 262,144 kHz. Si tratta del calibro NP20 ad alta precisione che, in realtà, altro non è che un calibro Bulova 8136. È stato messo a punto per il Brand da Miyota, azienda che, come Bulova, appartiene al gruppo Citizen.

    Probabilmente lo chiamano NP20 e non 8136 solo per ragioni di marketing. Forse hanno voluto cambiare il nome del movimento in NP20 affinché sembrasse più un calibro specifico di Bulova, evitando di utilizzare il tipico sistema di numerazione a quattro cifre dei calibri Citizen. Di certo, è un movimento esclusivo di Bulova e questo ci basta.

    Il Lunar Pilot Black Hole è realizzato in edizione limitata a 6.000 esemplari di cui 500 destinati all’Italia. Bella la confezione speciale chiamata “Black Hole”: oltre all’orologio, include un astuccio da viaggio e una sveglia da viaggio, il cui design richiama quello degli strumenti di bordo della capsula lunare impiegata nella missione Apollo 15 del 1971. Il comandante di quella missione, David Scott, indossò sopra la tuta spaziale il proprio Lunar Pilot personale durante la passeggiata sulla Luna e le operazioni extraveicolari sul suolo del nostro satellite naturale.

    Prezzo e conclusioni

    Chiudo con quello che interessa di più a chi è arrivato fino a qui a leggere, ossia il prezzo: 1.460 euro. Un prezzo di fascia alta per un marchio come Bulova, ma che nel caso del Lunar Pilot Black Hole è giustificato sia dall’impiego di materiali speciali, sia dal fatto che 2,5 mm di cassa in meno implicano un cambio anche nella linea produttiva.

    Se sia questa una dimensione destinata a entrare in pianta stabile nella collezione, con altre referenze future, non lo so, anche se penso sia probabile. Quello che so, o che immagino, è che i 500 pezzi per l’Italia sono destinati a durare un amen. È il fascino della storia, combinato a un prodotto azzeccato.

  • Il Lunar Pilot di Bulova si fa pop

    Il Lunar Pilot di Bulova si fa pop

    Personalmente ho sempre trovato il Lunar Pilot di Bulova uno degli orologi più seriosi in circolazione. L’estetica funzionale, fedele a sé stessa fin dai tempi delle missioni lunari della Nasa negli anni ’70, fa il pari con il quarzo ad alta frequenza che oggi lo equipaggia: affidabile, robusto, preciso. Il prototipo del cosiddetto tool watch, insomma, con il fascino che gli deriva dall’essere sbarcato sul nostro satellite al polso degli astronauti oltre 50 anni fa.

    Negli anni, però, il Lunar Pilot ha cominciato a strizzare l’occhio a colori e materiali diversi. Abbiamo visto così il quadrante, da nero, farsi rosso o “panda blu” e rivestirsi di meteorite. Abbiamo visto la cassa passare dai 43,3 mm di diametro dell’originale a una misura più maschia di 45 mm, per poi tornare alla dimensione storica. E oggi, finalmente, vediamo l’orologio prendersi meno sul serio.

    Budii, il nuovo amico del Lunar Pilot

    Come? Grazie a una di quelle operazioni che, con un anglicismo che trovo odioso ma che purtroppo va per la maggiore anche in orologeria, chiamano collab. (Che ovviamente sta per collaboration: troppa fatica a dire collaborazione? L’idiozia imperversa, ndr). Per la precisione, con l’artista brasiliano Thiago Rosinhole, noto agli appassionati di Pop Art per Budii, il celebre personaggio da lui creato. Si tratta di una specie di topone fatto in origine con una combinazione di resina e fibra di vetro, dipinto a mano con una miscela di vernice spray in acrilico e pennarelli professionali. Per l’occasione, l’artista ha trasformato Budii in un astronauta e lo ha associato al Lunar Pilot, del quale ha dato un’interpretazione personale lavorando sul quadrante.

    La scelta di Thiago Rosinhole per questa operazione non è stata casuale. Oltre ad aver prestato la propria opera a brand internazionali per personalizzare i loro prodotti, il paulista è uno di quelli che si chiamano Bulovers. Un amante della Marca, insomma, che non si è tirato indietro quando si è trattato di mettere la propria arte al servizio di un simbolo come il Lunar Pilot.

    Ovviamente non torno qui sulla storia del Lunar Pilot, della quale trovate ampia sintesi in questo documentatissimo articolo. Qui è interessante parlare del tocco d’artista personale che Thiago Rosinhole ha messo nell’orologio e della particolare tecnica impiegata, quasi alchemica, per dare vita a un quadrante unico in tutti i sensi.

    Timascus: un nome misterioso

    In tutti i sensi perché la tecnica adottata dall’artista e il materiale impiegato rendono unico ciascun quadrante. Il materiale è il cosiddetto Timascus, o Timasco. Un nome che richiama l’acciaio Damasco, il quale però è un termine generico utilizzato per indicare leghe di acciaio con saldature che formano motivi diversi, mentre Timascus è un marchio registrato. In linea di massima, si tratta di una versione in titanio del Damasco, con diverse leghe di titanio mescolate insieme a formare un motivo ornamentale.

    Timascus è appunto un termine composto da “Titanio” e “Damasco” e non è nuovissimo in orologeria (qualche brand minore lo ha utilizzato per la cassa). Tanto che se ne parla da almeno quattro o cinque anni – anche se è poco diffuso. Questo materiale innovativo è stato inizialmente creato da un gruppo di amici artigiani del metallo, gli americani Tom Ferry, Bill Cottrell e Chuck Bybee. 

    Come l’acciaio Damasco, il Timascus è costituito da due o più leghe laminate e saldate insieme in modo da formare elementi decorativi. Il Timascus utilizza titanio commercialmente puro oppure Grado 5. Mentre l’acciaio Damasco richiede l’incisione con acido per far risaltare i motivi, il Timascus utilizza più comunemente il calore o l’anodizzazione. La miscela ufficiale di leghe del Timascus sembra mostrare un maggior contrasto cromatico attraverso la colorazione a caldo rispetto all’anodizzazione. Le finiture lucide producono i colori più brillanti, mentre le finiture satinate possono dare un aspetto visivamente più contrastante.

    Il nuovo abito del Lunar Pilot

    Ebbene, la lavorazione che Thiago Rosinhole fa del Timascus porta il quadrante ad assumere venature policrome che vanno dall’azzurro, al blu, dal bordeaux al lilla. Il tutto creando motivi non geometrici ma casuali, che danno un effetto quasi marmorizzato o, meglio ancora, damascato. È il motivo per cui non ci sono due quadranti uguali e ciascuno di questi Bulova Lunar Pilot è a tutti gli effetti un pezzo unico.

    L’artista piega, fonde e forgia la lega di titanio mediante calore e pressione, con il risultato di ottenere, grazie alla diversa resistenza all’ossidazione tra i vari componenti della lega, disegni, linee e colori a contrasto fusi in forme affascinanti. L’effetto è quello di un quadrante caratterizzato da effetti e combinazioni di colore futuristici.

    Di sicuro una scelta molto audace per un marchio storico come Bulova, ancora di più perché applicata a una delle sue collezioni più celebri e, come ho scritto all’inizio, senza troppi fronzoli da sempre. Un Lunar Pilot per veri Bulovers, insomma, purché disposti ad accettare uno strappo alla regola della tradizione nel nome dell’arte. Perché Thiago Rosinhole ha messo la propria firma non solo sul quadrante ma anche sullo storico fondello.

    Detto questo, nelle didascalie trovate ulteriori dettagli. Chiudo con il costo, che si posiziona piuttosto in alto nella scala prezzi di Bulova: 1.550 euro. Un numero che richiama i 150 anni che il marchio festeggia (piuttosto in sordina) nel 2025 e che è giustificato dal fatto che si tratta di una edizione limitata: 5.500 pezzi/mondo di cui 300 per l’Italia. Che dire? Bulovers e art-lovers, fatevi sotto.

  • Lunar Pilot Meteorite: un altro viaggio spaziale di Bulova

    Lunar Pilot Meteorite: un altro viaggio spaziale di Bulova

    Per i fan della Marca è un autentico oggetto di culto. Ma ora Lunar Pilot di Bulova viene lanciato in una versione mai vista prima: con il quadrante in meteorite. Un materiale non solo di tendenza, ma particolarmente adatto a questo esemplare dal passato “spaziale”, che certo non ha bisogno di presentazioni. Però l’uscita imminente del nuovo Lunar Pilot Meteorite merita una doverosa recensione: cominciamo quindi con il ripercorrerne la storia, almeno per sommi capi. Per saperne di più, ti invitiamo a leggere quello che aveva scritto Francesco Consumi l’anno scorso a questo link. 

    Bulova sulla Luna

    Facciamo allora un salto indietro nel tempo di oltre mezzo secolo, quando la conquista dello spazio era un tema di grande attualità, proprio come ai nostri giorni. Il Marchio americano Bulova era fornitore della Nasa fin dalla metà degli anni Cinquanta e aveva partecipato a 46 missioni con l’innovativo Accutron, il movimento al diapason montato come strumentazione di bordo. Nel 1969 era stato lasciato sulla Luna come timer interno al sismografo che monitorava il Mare della Tranquillità.

    Il Moonwatch ufficiale però era un altro. Per andare comunque sulla Luna al polso degli astronauti, Omar Bradley, il Presidente di Bulova dell’epoca, regalò il prototipo di un cronografo Pilot al comandante della missione Apollo 15, David Scott. Primo uomo a guidare il Rover e settimo a camminare sul suolo lunare, il colonnello Scott indossò quell’orologio, a titolo privato, per tutta la missione. Era il 1971. Poi, più nulla fino agli anni Duemila.  

    La seconda vita del Lunar Pilot

    Nel novembre 2015, infatti, il prototipo di Scott finisce all’asta e viene battuto dal martelletto di RR Auctions per 1 milione e 600mila dollari. Un record, del tutto inaspettato. A gennaio dell’anno dopo, Bulova mette in vendita quindi l’orologio “di serie”, che chiama proprio Lunar Pilot. Ad animarlo c’è un movimento al quarzo UHF (Ultra High Frequency), sviluppato nel 2010 come Precisionist: ad altissima frequenza, vibra a 262.144 kHz. Ed è quindi 8 volte più “veloce” del solito quarzo.

    Da allora il Lunar Pilot è messo definitivamente in produzione ed è declinato in diversi modelli. Nel 2021, esce in una serie limitata per celebrare i 50 anni dell’Apollo 15, poi di nuovo l’anno scorso in quattro referenze, che danno vita a una vera e propria collezione. Un successo, dimostrato dal fatto che la disponibilità si esaurisce in breve e gli esemplari vanno subito sold-out. 

    Il nuovo Lunar Pilot Meteorite

    Un destino simile sembra preannunciarsi anche per la nuova versione 2024. Il Lunar Pilot Meteorite sarà prodotto in 5000 esemplari per tutto il mondo, dei quali 1000 sbarcheranno in Italia dall’inizio di aprile. Chi fosse interessato all’acquisto, dunque, farà bene a darsi una mossa e contattare al più presto il più vicino concessionario Bulova. Quanto costerà? 1.290 euro.

    Un prezzo al pubblico lontano dai 790 euro dell’edizione precedente, ma in gran parte motivato proprio dal quadrante in meteorite, su cui vale la pena spendere qualche parola. Si tratta di un frammento del meteorite Muonionalusta, vecchio di 4,5 miliardi di anni, ritrovato nella Scandinavia del Nord all’inizio del Novecento. Opportunamente “affettato”, cioè ridotto a un disco sottilissimo per poter essere incassato, rivela le tipiche strisce di Widmanstätten: sempre diverse, rendono unico ogni pezzo. 

    Le altre caratteristiche tecniche

    Anche il resto dell’abbigliamento del Lunar Pilot Meteorite è in linea con il pregiato quadrante. La cassa infatti è realizzata in titanio grado 5 sabbiato e acciaio, e misura 43,5 mm di diametro come l’esemplare originale, di cui conserva i tipici pulsanti cronografici ad aletta. È protetta da un vetro zaffiro ed è impermeabile fino a 5 atmosfere. Le lancette e gli indici sono rivestiti in Super-LumiNova a emissione verde per offrire una perfetta visibilità anche al buio; i contatori sono neri e decorati da cerchi concentrici, mentre sul réhaut è affissa la scala tachimetrica per il calcolo della velocità.

    Sul contatore dei secondi continui, a ore 6, si legge 262 kHz, proprio a sottolineare la presenza di un movimento al quarzo ad alta frequenza. Si tratta del calibro N20, brevettato, ora definito High Precisionist Quartz, fornito di un’accuratezza notevole (+ o – 5 secondi al mese). In grado di misurare il 20° di secondo, che si legge nel contatore a ore 3, riporta anche i minuti crono a ore 9, mentre a ore 6 si trovano i secondi continui.

    Il fondello chiuso è personalizzato da un medaglione commemorativo, su cui è incisa l’immagine di un astronauta che cammina sul suolo lunare. Vi si trovano poi la data della missione Apollo 15, la citazione del meteorite Muonionalusta e il numero progressivo dell’edizione limitata. Infine il cinturino Nato, in pelle nera, chiuso da una fibbia ad ardiglione. Il Lunar Pilot Meteorite è consegnato in una confezione speciale, con certificato di autenticità e libretto sulla storia dell’esemplare.

    E tu, lo avevi riconosciuto?