Giornale Degli Orologi
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Tag: Massimo Carraro

  • Gli orologi Karl Lagerfeld, un debutto internazionale

    Gli orologi Karl Lagerfeld, un debutto internazionale

    Per la prossima primavera-estate, esordisce la prima collezione di orologi Karl Lagerfeld (e, in parallelo, anche quella di gioielli). In tutto una trentina di esemplari in grado di cogliere l’essenza rock-chic della moda firmata dal geniale stilista. Tedesco di nascita ma parigino d’adozione, il “Kaiser” non ha certo bisogno di presentazioni. Designer visionario e poliedrico, grande fotografo e appassionato bibliofilo, per decenni è stato Direttore artistico di Fendi (fin dal 1965) e di Chanel (dal 1983). Ma intanto aveva fondato anche la propria Casa di moda, nel 1984, poi rilanciata nel 2011. Sul logo del Marchio eponimo campeggia la sua effigie, con gli immancabili occhiali neri, i capelli legati in una coda e l’alto colletto inamidato della camicia bianca, fatta su misura.

    Il retroscena

    Una premessa sugli orologi Karl Lagerfeld, però, è d’obbligo. La nuova collezione è scaturita dall’accordo di licenza siglato nel luglio scorso da Massimo Carraro, Presidente di Morellato Group, e Pier Paolo Righi, Ceo della Maison con sede ad Amsterdam, che custodisce l’eredità della griffe di Lagerfeld. I designer di quest’ultima, guidati dal Direttore creativo Hun Kim, si sono occupati dello sviluppo estetico delle collezioni. E hanno lavorato a stretto contatto con i progettisti del Gruppo di Padova, cui sono state affidate la produzione e la distribuzione. Morellato Group, vale la pena ricordarlo, presiede un importante network con 650 negozi di proprietà in Italia, Francia e Germania, 6 siti di e-commerce e oltre 7mila rivenditori wholesale.

    C’è da dire che i fashion watches altro non sono che la trasposizione al polso dei caratteri di un brand. La loro difficoltà sta proprio nella capacità di cogliere lo stile, l’immaginario e il mood della marca in questione per trasferirli nei pochi centimetri di un orologio. E soprattuto di saperlo fare con efficacia, in modo tale da rendere gli esemplari subito riconoscibili e ben identificabili – almeno agli occhi degli addetti ai lavori, oltre che degli appassionati di moda e dei fan della Casa. Un’operazione che mi sembra ben riuscita, nel caso degli orologi Karl Lagerfeld, fin dai primi pezzi lanciati in anteprima per la Fall/Winter 2024/25. E ora ripresentati all’interno di una collezione più ampia ma comunque organica, diversificata ma coerente.

    Gli orologi Karl Lagerfeld

    Riguardo alla propria moda, Karl Lagerfeld una volta disse che tutto ciò che portava il suo nome era molto simile a come lui stesso avrebbe immaginato di vestirsi se fosse stato una donna. Ecco allora che la palette cromatica degli outfit KL riflette la sua personalità. Ed è quindi dominata dal bianco-e-nero (con pochi sprazzi vivaci), e dal metallo argentato (con qualche tocco d’oro). Proprio come la collezione di orologi Karl Lagerfeld. Suddivisa in tre linee, è giocata sulla stessa tavolozza di colori. E presenta elementi ricorrenti: come la corona decorata da un cabochon di smalto nero, talvolta posta al 2 con una piccola catena appesa, o i cristalli taglio baguette, anche carré, sempre bianchi o neri.

    La cassa, lady size, può essere rotonda, in due formati (33 o 35 mm di diametro), ma anche “di forma” – ottagonale, dagli angoli stondati -, comunque di dimensioni ridotte. La lunetta è liscia oppure incastonata di cristalli, b&w, anche accostati tra loro. Il bracciale è lucido, tipo Oyster ma con link centrali sfaccettati, oppure con lunghe maglie ad H. In alternativa ci sono i cinturini in pelle, alcuni personalizzati da un motivo matelassé a forma di “K”. Riguardo al quadrante, si passa da versioni più essenziali, con finitura soleil e sottili indici a bastone, ad altre più preziose, con indici in cristalli, fino al full pavé.

    Ma è proprio sul quadrante che si notano le personalizzazioni più riuscite: come il pattern satinato KL, che riprende il ritratto del logo, ripetuto sull’intera superficie in ton-sur-ton, dall’effetto “vedo-non-vedo”. Oppure il “classico” disegno Ikon Karl posto al centro, ben visibile perché scintillante di cristalli diamond dust. Manca solo il ritratto dell’amata Choupette, la Micia birmana, ma sono sicura che apparirà ben presto anche sotto le lancette. Del resto è già protagonista dei gioielli…

    Ulteriori informazioni

    Concludo con qualche dettaglio in più e le solite informazioni “di servizio”. Tutti gli orologi Karl Lagerfeld sono animati da un movimento al quarzo. Si tratta quasi esclusivamente di “solo tempo” (con l’eccezione di un cronografo), con un range di prezzo che si aggira grosso modo fra i 180 e i 250 euro circa. Per ora tutti gli esemplari sono dedicati solo ai polsi delle donne: già si sa, comunque, che in futuro usciranno declinazioni per il pubblico maschile. Alcuni modelli si trovano anche sull’e-commerce del Marchio, ma l’intera collezione è già in vendita sui canali distributivi di Morellato Group e in quelli di Karl Lagerfeld.

  • “Lo scoglio del leone” e l’impegno di Sector nella sostenibilità

    “Lo scoglio del leone” e l’impegno di Sector nella sostenibilità

    “I valori dell’ambiente e della natura intesi come valori della convivenza”. Così Massimo Carraro, Presidente di Sector No Limits, riassume i motivi della sponsorizzazione del film “Lo scoglio del leone“, diretto da Rosario Scandura. Una produzione indipendente, presentata fuori concorso alla Festa del Cinema di Roma, e ieri sera protagonista di un talk-show a Casa Alice.

    L’evento, organizzato dal magazine digitale “The Hot Corn” in partnership con Sector No Limits, è stato un momento di riflessione sul modo in cui il cinema racconta le problematiche ambientali. Tra gli ospiti, da citare almeno Neri Marcoré e Donatella Finocchiaro, oltre ovviamente al regista e agli attori del film. Che tratta proprio di tutela dell’ambiente e per questo ha ricevuto il premio Hot Corn Green.

    “Lo scoglio del leone” infatti affronta il tema della pesca clandestina, dell’abusivismo edilizio, dei danni causati all’eco-sistema dai comportamenti errati dell’uomo. E narra, attraverso gli occhi di Saro, un ragazzo siciliano, il senso di “attaccamento” alla propria terra e l’impegno per difenderla. Ma cosa unisce un’azienda che produce orologi a un’operazione così toccante e vicina ai temi della sostenibilità ambientale?

    Come spiega Massimo Carraro, si tratta della “volontà di fare sistema” e di lavorare con serietà per ridurre l’impatto ambientale. A cominciare proprio dalla sponsorizzazione del film: “In verità è qualcosa di più”, precisa subito. “L’idea nasce ancora prima che il film venisse girato. Perché il regista è un caro amico, originario di Acireale e con una forte passione interiore”, nei confronti dell’Isola e dell’ambiente.

    “Mi ha affascinato”, racconta, “come nel film si intreccino meravigliosamente i temi della natura, del mare, la bellezza della Sicilia, con i valori umani. Per esempio il rapporto fra nonno e nipote. Perché i valori dell’ambiente e della natura sono i valori della convivenza”, spiega appunto. “E poi c’è stata un’interessante coincidenza di tempi con il nostro progetto Save the Ocean“, lanciato in anteprima proprio ieri sera alla Festa del Cinema di Roma. “Sul mercato a partire dalla primavera 2020, è basato sull’utilizzo di plastica riciclata proveniente dagli oceani”.

    Save the Ocean infatti è la nuova collezione di orologi Sector – 6 referenze in totale, 3 da uomo e 3 da donna -, realizzati interamente con plastica riciclata. “Con questo progetto acquistiamo plastica raccolta dai mari da alcune associazioni – e quindi di fatto ne finanziamo l’attività”, afferma ancora Carraro; “e poi utilizziamo appunto la plastica riciclata per i nostri orologi”. In particolare per la cassa e la fibbia, mentre il cinturino Nato è realizzato in Pet. Per farla breve, un esemplare totalmente ecosostenibile.

    “C’è un’altra cosa che mi sta particolarmente a cuore”, continua Carraro. “Oggi in molti parlano di sostenibilità ma pochi fanno davvero qualcosa di concreto. Però io sono convinto che il consumatore, il pubblico, sia intelligente e non si faccia fregare da nessuno: sa distinguere tra un prodotto genuino e uno tarocco”. Cioè tra un prodotto che rispetta davvero l’ambiente e un altro che invece millanta solo di farlo.

    Del resto, Sector è un marchio sportivo, da sempre legato al mare, all’outdoor, alla natura. E la collezione Save the Ocean esprime perfettamente i valori della marca. Ma il sostegno al film “Lo scoglio del leone” rivela un vero e proprio “credo” dell’azienda, un’etica reale che merita di essere sottolineata. “Oggigiorno parlare unicamente di profitto come obiettivo aziendale è una visione un po’ superata”, conclude Carraro. “La responsabilità delle aziende leader (come Sector No Limits, ndr) è quella di essere leader anche nel processo di trasformazione verso la sostenibilità”. Come non essere d’accordo?