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H. Moser & Cie, l’insospettabile riconoscibilità dell’anonimato

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Niente indici né logo. In barba alle più basilari leggi del marketing. Provocazione, vincente, di un marchio indipendente come H. Moser & Cie. Piccolo sì, ma con una riconosciuta voce in capitolo. Quella del suo Ceo Edouard Meylan

Tre anni fa ha detto la sua sulla questione smartwatch&affini con un orologio-provocazione 100 per cento meccanico dal design “equivoco” identico a quello di un noto connesso. L’anno successivo, per puntare questa volta i riflettori sul problema legato allo Swiss Made, ha presentato un orologio con cassa in autentico formaggio svizzero consolidato da apposita resina. Stravaganze, ma solo all’apparenza. Piuttosto, un modo intelligente per approcciare argomenti delicati con la giusta arguzia e ironia. Fondamentale per ottenere l’effetto desiderato: ovvero attirare l’attenzione. Un piccolo brand, H. Moser & Cie., ma dalla grande voce. Che dietro a metodi anticonvenzionali e ad un layout estetico unico dei propri orologi si fa forte di un prodotto contraddistinto da un’eccellenza tecnica di notevole spessore. Imprescindibile, come confermato dal suo Ceo Edouard Meylan, incontrato a Milano sul finire del mese di giugno.

Siete un brand a suo modo unico. Come nasce questa vostra attitudine?

Quando sono arrivato in H. Moser & Cie. mi sono imbattuto in orologi dal design molto “tedesco” ma anche in movimenti meccanicamente ineccepibili, rigorosi. E quando ci siamo chiesti perché il brand non avesse più il successo di un tempo abbiamo trovato in questa combinazione di fattori la nostra risposta. Troppo understated, e realizzabile da chiunque. Specialmente in Germania. Ci serviva qualcosa di più personale, che non rinunciasse a influenze francesi, svizzere, latine. Questo marchio può essere unico solo combinando tutti questi aspetti. La nostra attitudine nasce qui, dalla volontà di conciliare tutto questo, tradizione e modernismo.

Non avete logo né indici. In un’epoca di personalizzazioni spinte, quasi una scelta anti-marketing. Ha pagato?

Lo è! Tutto è nato proprio da questa idea. Concentrare l’attenzione solo sul prodotto, per me, un oggetto d’arte, come un dipinto. Se indossi un bell’abito non ci vorresti scritto davanti “Giorgio Armani 100 per cento Pure Cachemire”. Perché allora dare su un orologio informazioni come “chronometer” o “300m” oltre al nome del brand e all’indicazione “Swiss Made”? Perché riprodurre un libretto istruzioni sul quadrante? È una cosa che a mio modo di vedere va bene per il mass market, dove tutte queste informazioni devono aiutare a vendere il prodotto, ma non in un orologio H. Moser & Cie. Perché parla da e non ha bisogno di altro. Ecco perché se vogliamo scrivere qualcosa lo facciamo sul lato del fondello. Non abbiamo bisogno di mettere nulla in bella mostra. Disturberebbe la bellezza del prodotto.

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