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Zenith e l’intuizione vincente dietro alla DGR

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La Distinguished Gentleman’s Ride è un raduno di moto organizzato ogni anno a livello internazionale. Dallo stile rétro e dal fine benefico. Ma se è rimasta una delle poche partnership attive del brand di Le Locle, ci sarà pure un perché…

Era circa un anno fa. Con Julien Tornare, in quei giorni alla guida di Zenith nei panni di Ceo da soli sei mesi circa (è salito in carica il 1 maggio 2017), si chiacchiera del più e del meno. Di passioni condivise e, automaticamente o quasi, anche di sponsorizzazioni. Un campo, questo, in cui il brand di Le Locle in tempi recenti non ha certo fatto economia: tante le collaborazioni attive, perfino troppe. Almeno a giudizio dello stesso Julien Tornare che, nell’occasione, annuncia infatti un bel repulisti all’orizzonte. Ma cosa sacrificare in un 2018 al tempo ormai alle porte? Tutto ma non la DGR. L’affermazione lascia lì per lì un po’ perplessi. Perché la DGR in questione è infatti la Distinguished Gentleman’s Ride. Un evento motociclistico “popolare”, nato nel 2012 in Australia ma appoggiato da Zenith solo a partire dal 2016. Capire perché un raduno – dal successo basato fondamentalmente sul passaparola – sia considerato da una marca orologiera più strategico a livello commerciale e di brand awareness di una patinata partnership in ambito sportivo, è allora forse più importante che fare un resoconto dell’evento stesso, andato nuovamente in scena con successo lo scorso 30 settembre.

Investire sulla nautica sportiva, così come sulle competizioni di auto d’epoca – tanto per fare un esempio restando negli ambiti fino allo scorso anno familiari a Zenith – è un po’ come pescare nel mare con una lenza ad amo singolo. Salvo rari casi fortunati, si finisce così per trovarsi sempre o nel posto sbagliato (in poche nazioni il motorismo d’epoca è un cult ma nella maggior parte ha un seguito pari a zero, e così anche la vela), o nel momento sbagliato (basta un fine settimana di brutto tempo per generare un bel proliferare di tribune vuote). Risultato: investimenti assicurati, risultati non altrettanto. E allora d’accordo la passione, ma forse meglio rivolgersi altrove e cambiare strategia. E qui va dato atto a Julien Tornare di aver colto nel segno, come gli va dato atto di aver compreso le potenzialità della Distinguished Gentleman’s Ride. Per capire appieno il perché, alla DGR occorre andarci. Si inforca una moto, o meglio una bobber, una scrambler, una chopper o una café racer vintage, ci si veste in stile Goodwood Revival, fuori moda ma automaticamente alla moda, e ci si presenta al via. Ove ci si può subito rendere conto di un fenomeno di costume dalla portata difficilmente immaginabile.

Quest’anno i motociclisti sono stati infatti oltre 112mila. Ma, ciò che più conta, sono scesi in strada più o meno contemporaneamente (tenendo conto dei fusi orari) in 648 città di 102 Paesi al mondo. Un pubblico omogeneo o, come direbbero gli esperti di marketing, “perfettamente targettizzato”. Una manna dal cielo. Tutti motociclisti, tutti appassionati del vintage e delle customizzazioni, tutti amanti di uno stile ben preciso, tutti – visto il livello medio delle due ruote scese in strada – con buona se non ottima possibilità di spesa. Aspetto, questo, non trascurabile, parlando pur sempre di orologeria che conta. In buona sostanza: “una fazza, una razza”. Con cui Zenith, grazie alla portata ormai planetaria dell’evento, ha potuto instaurare un dialogo diretto in tutto il globo e per di più in una singola giornata. Scendendo tra la gente, mischiandosi ad essa, condividendo realmente valori e passioni comuni in maniera sincera, persino terra a terra. E venendo da essa percepito di conseguenza come un marchio realmente vicino ai suoi gusti. E per di più con il prodotto giusto, si veda la collezione Pilot, uno dei pilastri del nuovo corso. Non a caso, famiglia d’origine del Pilot Type 20 Chronograph Ton Up Black, modello celebrativo della manifestazione.

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