Attualità

“Un uomo & il suo orologio”, storie di esemplari famosi. E non

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Esce oggi in libreria un volume ricco di curiosità, aneddoti e ricordi tutti da scoprire. Perché gli orologi non indicano solo l’ora, ma possono assumere valori personali e significati più profondi

Arriva oggi nelle librerie “Un uomo & il suo orologio”, la traduzione del libro “A Man & His Watch” uscito in inglese un paio d’anni fa. L’autore è Matt Hranek – fotografo, globetrotter, collaboratore della rivista “Traveller”, fondatore del sito “The William Brown Project”, epicureo più che semplice gourmet, appassionato di “bella meccanica” in senso lato e di orologeria in particolare. Ok, ma cos’ha di interessante questo suo volume?

Può aiutare il sottotitolo: “Orologi iconici e storie degli uomini che li hanno indossati”. Ma ancora di più leggere la prefazione: in cui l’autore racconta dell’orologio di suo padre e del valore affettivo che ha tuttora per lui. Perché, spiega, certi orologi “non servono solo a segnare l’ora, ma hanno un significato più profondo. (…) Segnano le occasioni speciali, raccontano al mondo chi siete e, se siete fortunati, possono legarvi alle persone per voi più importanti”.

Ecco allora, nelle 216 pagine riccamente illustrate, le storie più o meno divertenti, ma sempre confidenziali, quasi intime, riguardo a 76 orologi e relativi proprietari (o viceversa, viste le strette connessioni). In cui si ritrovano celebrità di ieri e di oggi, uomini ricchi e famosi, ma anche persone qualsiasi, collezionisti, amici e colleghi di Hranek stesso. Che descrivono pezzi della propria vita, rievocano aneddoti, compiono riflessioni, svelano ricordi personali ed emozioni. Niente di scontato, comunque. Ne emerge invece un collage di esistenze, una galleria di varia umanità che rende unico “Un uomo & il suo orologio”.

Si ritrovano per esempio pezzi celeberrimi come il Rolex Daytona di Paul Newman, il Cartier di Santos-Dumont e quello di Alain Delon. Oppure l’Heuer Monaco di Steve McQueen e l’Autavia di Jo Siffert, il Longines Angolo Orario di Lindbergh… Ma anche altri meno noti come il Corum di Elvis Presley, il Patek Philippe di Andy Warhol, l’Omega di Kennedy e il Tiffany & Co di Roosevelt. E ancora gli Swatch, i Timex, i Seiko, e i tanti altri esemplari “comuni” di perfetti sconosciuti, individui reali con le proprie idee, esperienze, passioni. “Un orologio è pur sempre un orologio, è la storia che c’è dietro a renderlo eccezionale”, scrive ancora Hranek.

Un’ultima considerazione. Il libro “Un uomo & il suo orologio” vede finalmente la stampa in italiano grazie a L’ippocampo di Milano. Una casa editrice indipendente – ma partner di grandi editori come Phaidon e Gestalten -, specializzata in titoli di qualità e in libri illustrati di arte, design, fotografia, lifestyle. Cui va riconosciuto un doppio merito: permettere la lettura al pubblico italiano con un’ottima traduzione (a cura di Paolo Bassotti) e con un prezzo di copertina accessibile ai più (29.900 euro).

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