Vetrine

La ricerca (di gruppo) è la chiave per il futuro

Quanto conta investire in Ricerca & Sviluppo? Tanto, tantissimo. Perché bisogna pensare a lungo termine, a una produzione fatta di continue novità. In cui le basi dell’orologeria di tradizione convivano con le innovazioni, di materiali e tecnologie. Come dimostra anche Swatch Group

Fondamentalmente lo schema è semplice: prima di investire in Ricerca e Sviluppo si cerca di capire a chi, eventualmente, potrebbero tornar utili le ricerche fatte. Più marche possiedi (e più differenziate sono, come nel caso di Swatch Group), più è probabile che la ricerca ti torni utile e che gli investimenti si rivelino redditizi.

Esempio. Swatch ha elaborato un progetto per creare un nuovo orologio meccanico, che potremmo chiamare Sistem51, composto di pochi elementi uniti fra loro da un metodo di costruzione totalmente automatizzato. Investimento richiesto: 90 milioni di franchi svizzeri. Troppo per una sola marca, Swatch, che oltretutto deve mantenere bassi i prezzi. Ma con un piccolo investimento extra la stessa ricerca sforna come effetto collaterale un movimento, il Powermatic 80, che può essere declinato in un ventaglio di proposte da utilizzare per Tissot, Hamilton, Mido, Longines e Rado. Un affare. Poi quel movimento viene rovesciato per portare il rotore sotto il quadrante, e con il rotore il bilanciere con la spirale antimagnetica di nuova concezione. Nasce lo Swatch FlyMagic. Spirale che presto sarà montata su tutti gli Swatch meccanici e poi anche sui discendenti del Powermatic 80: un vero affare.

O parliamo dello scappamento Co-Axial, che nessuno era riuscito a realizzare a prezzi umani. Ci riesce Omega, lo scappamento se lo pappa lei e se lo tiene. Ma il vantaggio delle nuove tecnologie necessarie per consentire a Nivarox di realizzarlo è suddiviso fra tutte le marche del gruppo.

Compresa Breguet, che a questo punto può sperimentare a costi più bassi diversi tipi di bilanciere, alcuni dei quali saranno utilizzati da Blancpain che, a sua volta, condividerà con Jaquet Droz nuovi movimenti… E così via: sono queste le nuove frontiere della ricerca. Superate le quali anche l’orologeria svizzera, tradizionale e innovativa al tempo stesso, potrà affrontare la nuova era digital senza tradire le proprie origini.

Condividi l'articolo