Attualità

Gem Dior, il gioco di parole di un orologio couture

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L‘aristocratica Victoire de Castellane quando era piccola voleva imparare ogni giorno una parola nuova. Una questione di curiosità e di metodo permesso dalla sua infanzia dorata e mai noiosa in una delle più antiche famiglia di Francia (la progenie risale all’anno Mille). La sua idea di tempo le ha permesso di giocare, anche da adulta, con lettere, abbreviazioni e similitudini. Di solito è sempre sintetica nelle definizioni e invece un anno fa, prima della pandemia, aveva intitolato una collezione di gioielli Gem Dior. Definizione che gli anglofoni avevano subito collegato a una rara gemma, magari trovata in qualche sperduto anfratto della Terra.

E invece è tutta un’omofonia che svela un amore incondizionato per la maison. Gem, pronunciato in francese, significa j’aime ovvero io amo. Poteva dire j’adior o j’adore (come è scritto sulle T-shirt), ma Victoire si è sempre distinta in ogni campo e anche questa volta ha dato un’altra interpretazione alle parole. Un vizio che non ha mai perso e che aveva già quando, dal 1984 al 1998, lavorava da Chanel. «Gioca sempre, anche quando lavora. Ecco perché le viene tutto così bene», mi aveva detto di lei Karl Lagerfeld mentre parlavamo di bijoux al Lido di Venezia.

È invece la prima volta che nomina sia la collezione di gioielleria di pezzi unici (sold out) che quella di orologeria con lo stesso prefisso, ovvero Gem Dior. Una scelta anche cronologica visto che, secondo il suo Instagram, il prototipo è nato l’11 maggio 2018 e aveva un cinturino in tessuto. Ora la linea si compone di sette orologi dal forte potere evocativo. Il primo è tutto nei ricordi che Victoire aveva in casa, dato che il quadrante in malachite ricorda molto i Piaget degli anni ’70 che tutto il jet-set aveva al polso, genitori compresi.

Contrariamente ad altre creazioni più figurative, Gem Dior è volutamente astratta perché nasce «dall’osservazione di pietre che mi piacevano». Come la tormalina grezza, che tagliata al centro può svelare forme romboidali complesse. Lei si è lasciata affascinare dal colore interno per poi usarne solo i contorni. E così anche il bracciale ha lati intagliati e incastonati in obliquo. Ovviamente asimmetrici.

Il motivo di questi moduli scomposti è dovuto a gemme tessili che Victoire ha trovato negli archivi della Maison. Tutti i modelli di Christian Dior sono infatti registrati su libri, nelle cui pagine ogni abito è classificato in una maxi riga che riporta il nome del look, un disegno veloce del capo e un campione di tessuto. La successione di questi strisce colorate di tessuto ha generato una sinapsi creativa da cui è nato il bracciale dell’orologio

Senza fermaglio, è realizzato in oro con (o senza) malachite, lapislazzuli, corniola, opale rosa, occhio di tigre e diamanti. Il contrasto è assolutamente elegante e moderno se lo si indossa con il braccialetto dallo spessore minore o con gli anelli in oro rosa. Se poi vi stancate, sappiate che esiste anche un cinturino intercambiabile in pelle nera offerto in dotazione. In alternativa potreste scegliere un’altra versione del Dior Gem: interamente in oro, con o senza diamanti. Oppure in acciaio, molto meno impegnativa.