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RM 72-01 Le Mans Classic, il Richard Mille da gara

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Ci sono nomi che sono parte del nostro immaginario, dell’inconscio collettivo: nel mondo dell’auto basta dire Le Mans oppure Ferrari per scatenare fantasie e visioni. Due parole affiancate di recente – il 10/11 giugno -, nel centenario della corsa forse più iconica del pianeta, vinta proprio dalla Rossa di Maranello. E con lei il suo partner, Richard Mille. Per restare nel circuito di Le Sarthe, il Marchio è di nuovo protagonista nella Le Mans Classic, in cui si sfidano vetture d’epoca che hanno partecipato alla 24 Ore. Organizzata dal 2002, fin dall’inizio la gara biennale vede Richard Mille nel ruolo di sponsor. E in quanto tale, per l’11a edizione in scena proprio questo weekend, ha creato il nuovo RM 72-01 Le Mans Classic.

A dire il vero è dal 2008 che Richard Mille dedica all’evento una serie speciale di orologi, ogni anno differenti: per esempio, nel 2018 c’è stato l’RM 11-03, nel 2021 l’RM 029… Modelli diversi, accomunati però dalla stessa livrea bianca e verde – i colori ufficiali della competizione – e dalla stessa sorte. Come quei precedenti, infatti, anche l’RM 72-01 Le Mans Classic è oggetto del desiderio per molti, ma destinato a pochi: sia per la tiratura limitata a 150 esemplari, sia per il prezzo di 295mila franchi svizzeri (più Iva).

Dal canto suo, l’orologio ci avvince con il look modernissimo del quadrante, giocato nei toni del bianco, rosso e nero che evocano immediatamente i concetti di pista e di velocità. Ma ci colpisce anche con il movimento scheletrato, eseguito ai massimi livelli. Sebbene, a dirla tutta, la meccanica dell’RM 72-01 Le Mans Classic sia rimasta immutata da quella dell’omonimo cronografo del 2020, qui raccontato da Augusto Veroni. Un concentrato di tecnologia e di savoir-faire che merita comunque un richiamo, almeno per sommi capi.

Meccanica a effetti speciali

Per entrare nel dettaglio, il calibro CRMC1, di manifattura, è un cronografo flyback. Una funzione utile quando si vogliono prendere diversi tempi in successione, effettuare più rilevazioni in sequenza, ma anche un inequivocabile segno di maestria meccanica. In questo caso poi mantiene la massima precisione grazie alla separazione tra il sistema cronografico e quello di indicazione del tempo. Adotta infatti un ripartitore di coppia – brevettato dalla Maison – grazie al quale la coppia generata dalla carica è separata tra la sezione ore e minuti da una parte e la cronografia dall’altra. Il vantaggio fondamentale è quello di azionare la cronografia direttamente, attingendo alla sorgente di energia attraverso due pignoni oscillanti, fulcro del brevetto.

A carica automatica, il movimento vanta un’autonomia di 50 ore e si ricarica tramite un rotore bidirezionale in platino, sostenuto da cuscinetti a sfere ceramici. Notevole è il tempo di rotazione del bariletto che contiene la molla di carica, portato a sole cinque ore rispetto alle canoniche sette ore e mezza. Una scelta che ha permesso di aumentare in modo significativo le performance della sezione di potenza.

Altre caratteristiche del movimento

Oggetto supertecnologico, l’RM 72-01 Le Mans Classic sfrutta le caratteristiche di materiali come il titanio grado 5, resistentissimo alla corrosione e noto per la sua estrema rigidità. Si tratta infatti di una lega in cui il 90% è titanio, mentre alluminio e vanadio sono presenti in piccole, ma fondamentali, tracce, rispettivamente al 6 ed al 4%. Perché questa scelta? La grande resistenza della lega così ottenuta la rende ottimale per la realizzazione della platina inferiore e dei ponti, elementi che notoriamente richiedono doti di grande resistenza.

Il calibro CRMC1 misura poco più di 29 x 31 mm e ha uno spessore di 6 mm. E i 39 rubini sono garanti di attriti per i perni ridotti al minimo fisiologico. La frequenza di oscillazione di 4 Hz, cioè 28.800 alternanze/ ora, è il battito del suo microscopico cuore: un bilanciere a inerzia variabile, dotato di spirale libera e protetto da urti e shock grazie all’Incabloc trasparente. Dettaglio apparentemente minore, ma al contrario molto importante, è la scelta di un angolo di pressione di 20° nelle ruote dentate. Quindi di uno speciale profilo per i denti, in grado di compensare minime irregolarità tra le ruote e contribuire alle prestazioni del tutto eccezionali del movimento.

L’estetica “tecnica” dell’RM 72-01 Le Mans Classic

Non meno tecnico l’alloggiamento riservato a una tale meraviglia meccanica. La cassa dell’RM 72-01 Le Mans Classic è in quarzo Tpt, un materiale ottenuto dalla sovrapposizione di oltre seicento strati di filamenti paralleli ricavati da fibre di silicio. La colorazione è il risultato della loro saturazione in una speciale resina, in questo caso nei due colori, il bianco e il verde, attraverso un processo che ha richiesto lo sviluppo di una macchina apposita, anch’essa protetta da brevetto di Richard Mille. Ma la colorazione è solo una prima parte del trattamento. Per rendere il materiale idoneo alla lavorazione meccanica, una volta colorato è sottoposto a riscaldamento e pressioni che gli conferiscono caratteristiche speciali, con tecniche mutuate dalla lavorazione dei materiali per l’avionica.

La cassa così ottenuta misura 38,40 x 47,34 mm x 11,68 di spessore. Resistente all’acqua fino alle canoniche 3 atmosfere, utilizza come guarnizioni tre O-ring. Sempre in titanio grado 5 sono le viti, per un totale di venti, e il quadrante traforato, in pratica limitato ai tre contatori o poco più. Completano le informazioni sul quadrante l’indicatore della data a finestrella verticale, di grandi dimensioni, collocato a ore 7. E il selettore di funzione, consueto per Richard Mille: riportato con la piccola lancetta a ore 3, permette di scegliere, a corona estratta, tra l’opzione di ricarica (W), correzione del datario (D) e rimessa all’ora (H). Da notare che il suo funzionamento è simile a quello del cambio di un’automobile.

Il vetro zaffiro, posto sia sul lato frontale sia su quello posteriore, offre massima visibilità della meccanica sottostante, dalle finiture maniacali. Ma è difficile raccontare a parole le emozioni che un pezzo del genere sa trasmettere. I numeri, ne siamo certi, sanno parlare ai lettori più tecnici, ma resta il fatto che indossarlo al polso è un’esperienza eccitante.