Attualità

Milano Cortina 2026 e il cronometraggio di Omega

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Manca un mese esatto ma se ne parla ormai da parecchio tempo. Quest’anno, almeno dal punto di vista dello sport, inizia con grandi gioie e soddisfazioni. Per gli atleti che si porteranno a casa meritate medaglie, ma anche per quelli che, fedeli al serafico motto “l’importante non è vincere, ma partecipare”, saranno stati in gara ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio con discipline che oltre al molto popolare sci, riservano momenti di spettacolo non molto diffusi in Italia come bob, hockey, slittino, pattinaggio artistico e di velocità. In tutto questo, è ancora una volta confermato il ruolo di Omega come cronometrista ufficiale, che mette in campo una ben consolidata e sperimentata tecnologia in questo settore di precisione.

Soprattutto grazie al supporto di Swiss Timing, una società che fa parte di Swatch Group, come la stessa Omega (ma anche Longines e Tissot, a loro volta e a vario titolo coinvolti nella misurazione dei tempi nello sport). Proprietaria di un’altissima competenza nella ricerca e nello sviluppo, oltre che nella produzione e nel brevetto di apparecchiature specifiche per il cronometraggio. Grande attesa, dunque, ma anche un gran valore aggiunto dal fatto che eventi del genere mancavano da molti anni nel nostro Paese. Ultimi appuntamenti: nel 1956, sempre Cortina d’Ampezzo, e nel 2006, Torino.

Gli Omega per Milano Cortina 2026

Al di là dell’aspetto prettamente specialistico e giustamente omaggiando anche quello commerciale e collezionistico, Omega ha iniziato un proprio “conto alla rovescia” lo scorso 29 ottobre. Quando mancavano esattamente 100 giorni al debutto dei Giochi Olimpici Invernali, ha presentato lo Speedmaster Milano Cortina 2026. Nello specifico, un cronografo automatico in acciaio con 52 ore di autonomia e un ben equilibrato diametro “unisex” di 38 millimetri. Particolari che lo riguardano sono certi dettagli come il quadrante bianco laccato “effetto ghiaccio”, la scala tachimetrica sulla lunetta in ceramica blu e il fondello personalizzato dai loghi olimpici.

Dal punto di vista del prodotto, comunque, Omega aveva già lanciato all’inizio dell’anno scorso un altro orologio dedicato ai Giochi Olimpici Invernali, dall’estetica molto “classica”: un Seamaster solo tempo automatico con la cassa in oro Moonshine™ (le lega esclusiva di Omega). Mentre già corrono ben accreditate voci di un nuovo lancio in grande stile il prossimo febbraio, proprio in concomitanza con lo svolgimento di Milano Cortina.

Fra memoria e progettazione

Contemporaneamente al lancio dello Speedmaster e all’avvio del countdown, Omega ha anche invitato un ristretto numero di giornalisti in un’avvincente trasferta Oltralpe. Che ci ha portati a vistare non solo il sito produttivo della Maison a Bienne, ma anche il Museo Olimpico di Losanna. Qui sono custoditi cimeli e immagini a testimonianza della storia dei Giochi, dall’antichità greca ai giorni nostri. Interessanti e di grande valore artistico poi le opere a tema sparse nel parco circostante, tra cui spiccano capolavori di Botero, Rodin e Tinguely.

Ancora e soprattutto, all’interno dello speciale “tour olimpico” elvetico, abbiamo avuto modo di visitare il “sancta sanctorum” del cronometraggio: proprio la sede della società Swiss Timing, a Corgémont, nel Canton Berna. Il luogo di nascita e di sviluppo delle tecnologie per il cronometraggio di precisione e la gestione dei risultati per più di un centinaio di discipline sportive. Dove avviene la progettazione e la produzione dei tabelloni elettronici, dei sistemi di fotofinish e dei software per la distribuzione dei risultati ai media. 

Il progredire della tecnologia

Proprio a proposito del cronometraggio professionale, vale la pena ricordare che esattamente 20 anni fa, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, Omega aveva applicato i transponder alle caviglie degli atleti. Quella speciale tecnologia perfezionò la misurazione dei tempi di gare particolarmente competitive come quelle dell’inseguimento a squadre con pattini su ghiaccio.

In due decenni, il settore della misurazione dei tempi – totali, parziali e intermedi, tutti immediatamente confrontabili tra loro e con scansioni sempre più piccole – ha fatto grandi progressi. Come è logico immaginare, ma anche per via dell’Intelligenza Artificiale, che gestisce sensori di movimento e sistemi di posizionamento. In questo modo speciali telecamere permettono per esempio la registrazione in tempo reale di altezza e lunghezza di un salto nel pattinaggio artistico, mentre in quello di velocità il rilevamento automatico delle false partenze.

Omega a Milano Cortina 2026

Per i prossimi Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, invece, Omega mette in campo qualcosa come 300 cronometristi, 130 tonnellate di attrezzature, 80 tabelloni tra generali e specifici, circa 100 chilometri tra cavi e fibre ottiche. Per capire la portata del progresso tecnologico del settore in meno di un secolo, basta ricordare che il Marchio svizzero – attivo dal 1848 – aveva iniziato già nel 1932 il cronometraggio ai Giochi Olimpici di Los Angeles, seguite nel ’36 da quelle invernali di Garmish-Partenkirchen, nelle Alpi Bavaresi. Ma all’epoca inviò un unico tecnico attrezzato con una ventina di cronometri a carica manuale e con precisione a 1/10 di secondo.

Mentre oggi, per i 116 eventi nelle 8 discipline sportive di Milano Cortina 2026, mette a dispizione attrezzature all’avanguardia. Solo per citare gli strumenti più eclatanti, meritano almeno un cenno lo Scan O’Vision Myria, fotocamera da fotofinish in grado di registrare fino a 10.000 immagini digitali al secondo. E lo speciale chip fissato allo scarpone dello sciatore con sensori radar e di movimento, in modo da misurare in tempo reale e continuo la velocità, l’accelerazione e la decelerazione di ogni atleta.