Giornale Degli Orologi
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Tag: Omega

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 28/09/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 28/09/2026

    Il mondo delle lancette viaggia a ritmo serrato. E queste News orologi lo dimostrano: tra nuove partnership, aste da brivido e appuntamenti vari, il settore si muove come una biglia impazzita fra sport, spettacolo e appuntamenti da non perdere. Ecco le storie, i retroscena e i fatti di mercato che dovete assolutamente conoscere per restare al passo. Buona lettura!

    Ultim’ora – 02/10/2026

    “Mille” de Oro

    Prima boutique monomarca in Spagna per Richard Mille. A Madrid, si trova in Calle José Ortega y Gasset 10, all’angolo con Calle Claudio Coello, nel quartiere Milla de Oro. Lo spazio, di 441 metri quari distribuiti su due livelli, comprende aree di vendita, saloni privati, un laboratorio di orologeria e una sala dedicata alla lucidatura. Al piano inferiore invece, salotti privati, sala da pranzo, bar, cantina e humidor. Il progetto utilizza materiali come legno, bronzo, Ecoclay e piastrelle locali, per permeare l’identità del Brand di spirito madrileno. ¡Halaaa!


    Trofei sul Tamigi

    Svelati i nuovi trofei per i vincitori della Chanel J12 Boat Race, storica sfida tra le canoe di Oxford e Cambridge. Che, per la cronaca, si terrà l’11 aprile 2027, anno del centenario della gara femminile (nata il 15 marzo 1927). I premi, disegnati da Arnaud Chastaingt e realizzati dall’argentiere Thomas Lyte, uniscono argento lucido a cornici geometriche bianche o nere, richiamo cromatico alla collezione J12. L’anno prossimo sul Tamigi cambierà anche l’ordine delle corse: la sfida maschile precederà quella femminile.

    Talenti alla ribalta

    Sono aperte le iscrizioni per il nuovo Prix Cartier des Talents de Demain. Che unifica lo storico premio per gli orologiai (nato nel 1995) con una nuova categoria per i gioielli. Il bando si rivolge a studenti e apprendisti europei. Il tema di questa edizione è La fauna selvatica di Cartier. I candidati orologiai dovranno reinterpretare il movimento 1847 MC, mentre i gioiellieri dovranno creare una spilla a tema animalier. Le candidature sono aperte dal 1° ottobre al 30 novembre prossimo. I finalisti avranno tre mesi di tempo per completare il progetto. La premiazione avverrà nella primavera del 2027.


    Al polso di Alice

    Serenay Sarıkaya entra a far parte della famiglia di ambasciatori di Richard Mille. L’attrice turca, premiata cinque volte ai Golden Butterfly Awards e protagonista di Alice The Musical, è sempre stata appassionata di orologi, ed era fan del Marchio già prima della collaborazione. Ma la partnership nasce anche dalla sintonia personale con Amanda Mille, che sottolinea il carattere e i valori di Sankaya. Che per le foto promozionali indossa un RM 037 Automatic con diamanti snow set. Beata…

    News orologi… dall’America’s Cup – 1

    Foto courtesy Richard Mille

    Richard Mille è diventato anche Official Timekeeper di GB1, il sindacato britannico in lizza per la 38a America’s Cup. Lo abbiamo visto scendere in acqua per la prima volta lo scorso weekend nelle acque del Golfo di Napoli: con il suo AC40 in divisa di ordinanza ma con il nome del Brand in bella mostra sul fiocco. Non solo. L’accordo prevede pure che l’equipaggio di Sir Ben Aisle indossi orologi del Marchio – in primis lo skipper e il timoniere Dylan Fletcher, ma anche altri membri chiave del team. Ci dobbiamo aspettare una nuova versione dedicata dell’RM 60-01, il crono flyback con funzione regata? Chissà…

    News orologi… dall’America’s Cup – 2

    Foto courtesy Luna Rossa

    Per restare in tema, dal 24 al 27 settembre scorso, si sono svolte appunto le Regate Preliminari dell’America’s Cup. Tre giorni di vela che hanno decretato il trionfo di Luna Rossa Senior, non solo nelle regate di flotta ma soprattutto nel match race finale contro i rivali storici di Emirates Team New Zealand. Considerato che la conquista dell’Auld Mug non è solo una sfida fra barche ma anche fra marchi di orologi, il risultato del duello tra i venti del lungomare Caracciolo va letto così: Panerai 1 – Omega 0.

    A pelo d’acqua

    A proposito di vela, barche e mare… Per il quinto anno consecutivo, Eberhard & Co. si conferma Official Timekeeper del Salone Nautico di Genova. Giunto alla 66a edizione, si terrà dal 1° al 6 ottobre come sempre al quartiere La Foce/Waterfront di Levante. Dove la Maison de l’Aigle darà il nome allo storico Teatro del Mare, tradizionale palco deputato a meeting, convegni e premiazioni. E dove presenterà anche una special edition della collezione Scafograf: lo Scafograf 200 MCMLIX Bronze Edition. Ne riparleremo presto.

    Giri veloci

    Foto Vladimir Rys courtesy TAG Heuer

    Con l’annuncio del calendario di Formula 1, TAG Heuer debutta come Title Partner del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone. Per il Marchio si tratta della terza grande partnership di questo tipo, dopo Monaco nel 2025 e Madrid nel 2026. Una tripletta d’oro che celebra una vocazione di lungo corso. La scelta di Silverstone però ha un sapore speciale: proprio su questo circuito, nel 1974, nacque il mito del cronografo Heuer Silverstone, tuttora un esemplare di culto per tanti collezionisti.

    Asta al cardiopalma

    Il 7 e l’8 novembre 2026, all’Hôtel President di Ginevra, si terrà l’asta Geneva Watch Auction: XXIV . In cui Phillips in Association with Bacs & Russo batterà la prima parte di Stopping Time, la leggendaria collezione di cronografi di Pucci Papaleo. L’ editore romano (studioso ed esperto), ha passato più di trent’anni a dare la caccia ai Rolex più rari del pianeta. Ora, i primi 16 pezzi della sua raccolta (su circa 70 totali) finiranno sotto il martelletto di Aurel Bacs. Preparate i blocchetti degli assegni… e magari anche un calmante.

    L’ombelico del mondo (orologiero)

    Milano torna al centro dell’orologeria internazionale. Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2026, Palazzo Mezzanotte in piazza Affari ospita la Milano Watch Week. Concepito come piattaforma per collezionisti e appassionati, l’evento vedrà la partecipazione di 55 brand tra storiche maison e marchi indipendenti. Accanto all’esposizione degli orologi si terranno anche sessioni di approfondimento, panel tecnici e focus specifici sul mercato del vintage. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria.

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per non perderti le ultime novità…

  • Gli orologi di Venezia 83: pettegolezzi da polso

    Gli orologi di Venezia 83: pettegolezzi da polso

    “Quanto siamo fatui, pettegoli, gossippari, leggeristi, stupidini”. Mario Ajello aveva ragione. Oggi come allora: anche in questo 83o Festival di Venezia, le passerelle dei talent – dall’arrivo all’Excelsior ai tanti eventi in Laguna fino ai red carpet in Sala Grande – sono occasione per passare i loro look ai raggi X. Abiti e accessori (trucco e parrucco compresi) finiscono inevitabilmente per rubare la scena ai film in concorso. Ecco perché, qui in redazione, ci sentiamo un po’ in colpa ogni volta che facciamo pagine come questa: gli orologi di Venezia 83. Star lì a scrutare cosa indossano al polso attori e attrici, ospiti e testimonial non è cosa da giornalisti, ma da influencer e content creator. Con tutto rispetto, per carità…

    Eppure. Siamo pronti a scommettere che anche questa rubrica sugli orologi di Venezia 83 tirerà più del proverbiale carro di buoi. Piacerà e sarà letta, qui come sui social, come le (tante) precedenti della Biennale Cinema o della Notte degli Oscar. Quindi facciamo finta di lavorare per un numero di Novella 2000 d’antan e ci mettiamo di buzzo buono. Perché i lettori si divertono (forse più a criticare che ad ammirare), perché le aziende ci tengono, perché questa è la società dell’immagine in cui l’estetica diventa il contenuto. Una società in cui, per esistere, bisogna essere visti. O forse, semplicemente perché – per citare ancora Aiello -“all’informazione piacciono solo i pettegolezzi”.

    Gli orologi di Venezia 83

    Sydney Sweeney in Cartier

    @woopsee

    Bagnoire de CARTIER
    Cassa XS e bracciale manchette in oro giallo. Movimento al quarzo Swiss made.

    George Clooney in Omega

    Foto Laurent Hou /Hans Lucas /AFP via Getty Images courtesy Omega

    OMEGA Speedmaster “First Omega in Space” Cassa (39,7 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, cronografo con secondi continui.

    Marion Cotillard in Chanel

    Foto Kate Green/Getty Images courtesy Chanel

    CHANEL HORLOGERIE Première Galon Cassa (15,2 x 19,7 mm) e bangle in oro giallo, movimento al quarzo Swiss made.

    Robert Pattinson in Jaeger-LeCoultre

    Foto Sebastiano Pessina courtesy Jaeger-LeCoultre

    JAEGER-LECOULTRE Master Hybris Artistica Gyrotourbillon Westminster Cassa (43 mm) in platino e quadrante con diamanti taglio baguette. Movimento meccanico a carica manuale con Gyrotourbillon biassiale, ripetizione minuti con suoneria Westminster, calendario perpetuo, data e minuti saltanti.

    Linda Messerkingler in Baume&Mercier

    Foto Daniele Venturelli/WireImage courtesy Baume&Mercier

    Joya de BAUME&MERCIER
    Cassa (28 mm) in acciaio come il bracciale in mailles écrasées, lunetta con diamanti taglio brillante. Movimento al quarzo Swiss made.

    Carlos Sainz in Girard-Perregaux

    @carlossainz55

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Tre Ponti d’Oro Cassa (41 mm) e bracciale in acciaio con lunetta in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica con tourbillon e piccoli secondi.

    Rupert Friend in Chopard

    Foto Daniele Venturelli/WireImage courtesy Chopard

    CHOPARD L.U.C Quattro – Marc IV
    Cassa (39 mm) in oro rosa “etico”. Movimento meccanico a carica manuale con esclusiva tecnologia Quattro, autonomia di 9 giorni e datario; certificato cronometro dal Cosc; Punzone di Ginevra.

    Maurizio Lombardi in Chopard

    Foto Stefano Trovati/SGP courtesy Chopard

    CHOPARD L.U.C. Perpetual Twin Cassa (43 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica con esclusiva tecnologia Twin e calendario perpetuo; certificato cronometro dal Cosc.

    Cristiano Caccamo in Hublot

    Foto Ernesto Ruscio/Getty Images courtesy Hublot

    HUBLOT Classic Fusion Chronograph Cassa (42 mm) in ceramica. Movimento meccanico a carica automatica.

    Gabriela Andrada in Hublot

    Foto Ernesto Ruscio/Getty Images courtesy Hublot

    HUBLOT Spirit of Big Bang Titanium Diamonds Cassa (39 mm) in titanio con diamanti taglio brillante. Movimento meccanico a carica automatica.

    Álvaro de Luna in Hublot

    Foto Daniele Venturelli/WireImage courtesy Hublot

    HUBLOT Big Bang One Click Sapphire Diamonds Cassa (39 mm) in cristallo zaffiro con diamanti taglio brillante. Movimento meccanico a carica automatica. In 200 esemplari.

    Pierfrancesco Favino in Audemars Piguet

    @screenweek

    AUDEMARS PIGUET Royal Oak Jumbo Extra-Piatto Scheletrato Cassa (39 mm) e bracciale in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, scheletrato.

    p.s. Continueremo ad aggiornare questa pagina con gli orologi di Venezia 83 fino alla fine del Festival. Stay tuned…

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 07/09/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 07/09/2026

    Consueto appuntamento con le News orologi. Che come sempre vi raccontano cosa è successo nelle ultime settimane e cosa succederà prossimamente nel mondo delle lancette. Fra eventi sportivi, nuovi ambassador, aste filantropiche e inaugurazioni esclusive, anche oggi le News orologi tracciano il ritratto di un ambiente dinamico e in continua progressione. Una nota per gli appassionati di gossip: qui non troverete quasi nulla sul Festival di Venezia, che nei prossimi giorni avrà invece una pagina di News Orologi dedicata. Intanto buona lettura.

    Tempo di danza

    Eleonora Abbagnato è diventata Friend of the Brand di Gerald Charles. L’indimenticabile étoile dell’Opéra di Parigi, e ora Direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, inaugura il rapporto del Marchio con la danza. E presterà il volto e il polso alla collezione Mini Maestro, di cui incarna i valori di eleganza, precisione e leggerezza. Un sodalizio artistico che celebra la corrispondenza simmetrica fra il rigore della coreografia e l’ingegneria dei calibri, basata sull’armonia fisica e sulla fluidità dei movimenti. Applausi.

    Colpo d’arte

    Hublot è noto per i suoi legami con il mondo dell’arte. Questa volta però ha messo a segno un vero colpo da maestro: ha ingaggiato Jeff Koons come ambassador. La collaborazione unisce due mondi nati nello stesso anno, il 1980, quando il Brand iniziava a rivoluzionare l’orologeria e l’artista a ridefinire la cultura pop, con la trasformazione di oggetti quotidiani in icone globali – come il celebre Balloon Dog. Più che una semplice collaborazione estetica, la partnership verterà sulla ricerca e sulla scienza dei materiali. Ne vedremo delle belle, scommettiamo?

    Charity Auction – 1

    La Fondation Prince Albert de Monaco compie 20 anni. F.P.Journe la festeggia con un pezzo unico che farà gola a molti collezionisti: un cronografo classico con la cassa in platino e oro rosso, il movimento meccanico a carica manuale (calibro 1518.3 in oro rosso) con 80 ore di autonomia, il quadrante laccato bordeaux con scala tachimetrica e numeri ispirati alle ossa oracolari, la più antica forma di scrittura cinese conosciuta. L’esemplare sarà battuto all’asta da Phillips il 25 novembre a Singapore per finanziare i progetti di tutela ambientale della Fondazione.

    A Venezia col botto

    Robert Pattison è diventato ambasciatore di Jaeger-LeCoultre. L’annuncio ufficiale è arrivato mercoledì scorso, corredato di un bel servizio fotografico con immagini patinate in cui l’attore britannico indossa il calendario perpetuo in acciaio della nuova Master Collection. Ma la collaborazioni si è subito concretizzata in qualcosa di più reale. Solo tre giorni dopo, per la presentazione al Festival di Venezia del suo nuovo film Primetime in concorso, eccolo sfilare sul red carpet con al polso un preziosissimo Master Hybris Artistica Gyrotourbillon Westminster. Wow.

    Nozze d’argento

    Si è svolto dal 3 al 6 settembre il celeberrimo torneo di golf Omega Masters di Crans Montana. Nato nel 1939, il prestigioso evento quest’anno ha segnato un traguardo importante per la Maison di Biel, che ha festeggiato il 25° anniversario nel ruolo di title sponsor. Un legame storico che unisce i valori della cultura svizzera a un’eccellenza sportiva ai massimi livelli. Mentre al torneo principale si sono sfidati i campioni degli European e degli Asian Tours, il green della Pro-Am è stato palcoscenico per numerose celebrities: come il campione olimpico Michael Phelps, ambasciatore di Omega.

    Charity auction – 2

    Con un’operazione insolita, Rolex mette all’asta quattro pezzi unici dell’Oyster Perpetual Cosmograph Daytona. Denominata The Four Seasons, la serie si distingue per i quadranti in pietra dura e le ghiere incastonate di gemme che richiamano i colori delle quattro stagioni. L’evento, organizzato in collaborazione con la casa d’aste Phillips all’interno dell’iniziativa Perpetual Planet, si terrà a Londra il prossimo 28 settembre. L’intero ricavato sarà devoluto alla Federer Foundation, focalizzata sull’istruzione dei bambini, e a Re:wild, l’organizzazione ambientalista di Leonardo di Caprio. Ottimo.

    Indirizzo prestigioso

    A Milano, il 2 settembre scorso, H.Moser & Cie. ha inaugurato una nuova boutique monomarca. Realizzata in collaborazione con Rocca all’interno della Galleria Vittorio Emanuele, è uno spazio espositivo d’avanguardia che riflette il minimalismo concettuale della Manifattura di Neuhausen am Rhein: cemento a vista, linee essenziali, vetrine verticali ispirate alle gallerie d’arte e tocchi del blu simbolo del Brand. “Un’immersione in una visione unica dell’Alta Orologeria: indipendente, contemporanea e senza compromessi”, dicono a ragione.

    Grande ritorno

    A due secoli esatti dalla fondazione a La Chaux-de-Fonds, nel 1826, Gallet fa il suo ritorno ufficiale sul mercato. La storica Casa orologiera svizzera riparte con un progetto guidato da Breitling, che ne cura direttamente la produzione e la distribuzione, e si inserisce nella divisione “House of Brands” diretta dal Ceo Georges Kern. Il rilancio si sviluppa attorno al concetto di Wanderlust e all’esplorazione, e vede già predisposti corner dedicati all’interno di selezionate boutique Breilting. Quattro, per ora, le collezioni principali: Flying Officer, Multichron Pilot, Multichron Sport  e Gallet Classics. Ne riparleremo.

    Diamo i numeri

    Si sono conclusi ieri i Geneva Watch Days. E sono stati resi noti i dati di bilancio del “salone diffuso”. Questa settima edizione sarà ricordata per aver segnato un primato storico con 71 marchi presenti e quasi 400 novità esposte, che hanno attirato oltre 2.500 collezionisti: un’affluenza raddoppiata rispetto al 2025 e che sancisce il sorpasso del pubblico sui canali wholesale e media. I 5.000 visitatori unici del Pavillon e i 115.500 franchi svizzeri raccolti all’asta benefica di Phillips per la Scuola d’Orologeria confermano Ginevra come hub globale del collezionismo attivo. Praticamente un successo.

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per leggere le ultime novità…

  • Quadranti Tropical: perché il sole rende unici gli orologi

    Quadranti Tropical: perché il sole rende unici gli orologi

    La radiazione solare cambia la materia, ma non lo fa sempre allo stesso modo. Sulla pelle umana stimola la melanina e regala una temporanea abbronzatura. Invece negli orologi da polso prodotti fra gli anni ’40 e ’70 innesca una reazione chimica permanente: fa virare la vernice dei quadranti in ottone. Il nero profondo e specchiato delle lacche originali si degrada lentamente, e acquista sfumature marroni che variano dal nocciola al cioccolato.
    Eppure, quello che per decenni i reparti tecnici delle maison hanno considerato un banale difetto di fabbricazione – il rivestimento protettivo incapace di resistere all’azione combinata di luce, calore e umidità –, oggi è diventato uno dei fenomeni più celebrati dai collezionisti. Nel linguaggio delle grandi aste internazionali, i rari esemplari che subiscono la trasformazione assumono un nome preciso, quasi esotico: quadranti Tropical. Ma come fa un’imperfezione a diventare un valore aggiunto? La risposta si trova nell’equilibrio tra fisica e imprevedibilità.

    La chimica dietro l’imprevisto

    Per capire come nascono i quadranti Tropical è necessario guardare alla chimica industriale del secondo dopoguerra. In quegli anni, la fabbricazione di un quadrante seguiva un protocollo rigoroso. La base in ottone riceveva dapprima uno strato di fondo, poi era rivestita dai pigmenti di colore e infine sigillata con una vernice trasparente di protezione – di solito resine sintetiche o lacche zapon. Formule eccellenti per l’epoca, ma del tutto prive dei moderni filtri e stabilizzatori contro i raggi Uv.

    Quando gli orologi erano esposti al sole o utilizzati in climi tropicali per lungo tempo, i raggi ultravioletti penetravano nella finitura protettiva e spezzavano i legami molecolari dei pigmenti neri. Questo processo, sommato alla naturale ossidazione dei metalli e alle radiazioni emesse dalle paste luminescenti dell’epoca – a base di radio prima e di trizio poi -, modificava in modo permanente la rifrazione della luce sulla superficie.

    La variazione cromatica dipendeva dall’esatta formulazione chimica utilizzata dai grandi produttori specializzati – come Stern Frères, Singer o Beyeler. Minime differenze nella percentuale di solventi usata in un lotto di produzione potevano cambiare il destino di un quadrante. E determinavano la capacità della lacca di resistere al sole o di virare verso nuance tendenti al dattero piuttosto che al cacao.

    Le referenze più famose

    L’invecchiamento non colpiva quindi ogni orologio in modo identico. Alcuni modelli specifici oggi presentano una metamorfosi migliore, che ne ha ridefinito i canoni estetici e ne ha causato quotazioni da capogiro nelle aste e dagli antiquari.

    Per esempio, il Rolex Submariner Ref. 1680 e 5513. Negli esemplari prodotti tra la fine degli anni ’60 e i primi ’70, la caratteristica vernice nera opaca ha risposto al sole con una costanza e una bellezza sorprendenti. Il fondo originario si è trasformato in un marrone pieno e vellutato che la comunità dei collezionisti chiama chocolate, capace di far risaltare per contrasto le scritte serigrafate, rimaste incredibilmente nitide e bianche.

    Un altro esemplare degno di nota è poi l’Omega Speedmaster Professional Ref. 145.022-69. Nel “biennio d’oro” a cavallo tra il 1969 e il 1970, la Maison di Biel affidava a Singer i quadranti del celebre cronografo. In questa particolare referenza, il viraggio regala una tonalità tabacco intensa, priva di riflessi, in grado di creare uno stacco netto con la minuteria bianca e la lunetta nera con scala tachimetrica. L’effetto finale è carico di personalità.

    Da citare ancora il Rolex GMT-Master Ref. 1675 “Nipple Dial”. Nelle declinazioni in oro o in acciaio/oro degli anni ’70, i famosi indici applicati a forma di cono poggiano su superfici che nel corso dei decenni hanno abbandonato il nero per accogliere sfumature bronzee e nocciola. Una tavolozza quasi autunnale, perfettamente calibrata sui riflessi della cassa in metallo prezioso.

    Infine l’Audemars Piguet Royal Oak Ref. 5402 “A-Series”. Nel tempo, il quadrante con il celebre motivo Petite Tapisserie dei primissimi esemplari del 1972 ha subito una peculiare trasformazione verso un grigio-marrone cangiante. In questo caso, la luce non ha cambiato solo il colore, ma ha ridefinito il gioco di ombre e di riflessi geometrici della creazione di Gérald Genta.

    Quadranti Tropical o danneggiati?

    Nel mercato del collezionismo vintage, la differenza tra un quadrante virato e uno semplicemente rovinato si traduce in decine di migliaia di euro. I periti più esperti e i collezionisti navigati non premiano l’anomalia fine a se stessa, ma cercano l’armonia della mutazione.

    I quadranti Tropical autentici si riconoscono dalla superficie, che si presenta perfettamente piana, liscia, priva di bolle, increspature o esfoliazioni della pellicola protettiva. Il colore deve mostrare un degrado coerente e omogeneo, che spesso sfuma con grazia dal centro verso i bordi.

    Al contrario, la presenza di aloni asimmetrici – che ricordano una mappa geografica – concentrati vicino alla cassa o al foro delle lancette, è sintomo di una semplice infiltrazione di umidità o a un danno da agenti salini. Anche la tenuta della grafica è un eccellente indicatore: nel processo causato dai raggi Uv, le scritte e la minuteria rimangono nitide, sbalzate e perfettamente leggibili, mentre l’umidità tende a sbiadirle e a scioglierne i contorni.

    Come smascherare i falsi quadranti Tropical

    L’esplosione delle quotazioni dei quadranti Tropical ha spinto molti falsari a ricreare artificialmente in tempi brevi ciò che la natura e l’atmosfera hanno prodotto in decenni. Cotture in forno ad alta temperatura, bagni in soluzioni acide ed esposizioni forzate sotto lampade UV industriali sono ormai pratiche diffuse. Nel caso si voglia smascherare simili manipolazioni, l’analisi deve concentrarsi su alcuni dettagli fondamentali.

    L’incoerenza dei materiali: il tempo non è selettivo, invecchia tutti i componenti con coerenza. Se ci si trova di fronte a un quadrante virato in un marrone profondo, ma gli indici in trizio o le lancette mostrano una pasta luminescente candida e intonsa, l’orologio è quasi di sicuro un esemplare alterato in laboratorio. Oppure un “Franken”, come si dice in gergo per indicare un pezzo assemblato con componenti di orologi diversi.

    La prova del réhaut: dopo aver smontato l’orologio, si esamini il perimetro del quadrante. Questa zona – che non ha mai subito l’esposizione diretta alla luce del sole perché protetta dal réhaut – deve mostrare la tonalità nera originale o comunque un netto stacco cromatico rispetto al centro. Un disco uniformemente marrone fino all’ultimo millimetro nascosto tradisce un’immersione in un reagente chimico.

    La risposta alla luce di Wood: sotto una lampada Uv a 365 nanometri, la lacca virata dal tempo assorbe la luce in modo uniforme. Al contrario, i solventi o i protettivi moderni applicati artificialmente per fissare una cottura mostrano fluorescenze e macchie luminescenti anomale.

    L’ispezione della grafica: sotto un forte ingrandimento (almeno 10x o al microscopio stereoscopico), il viraggio termico e chimico del tempo mostra che il colore di fondo è mutato attorno alle scritte serigrafate. Invece nei falsi realizzati in laboratorio, l’agente chimico o il calore eccessivo intaccano quasi sempre anche l’inchiostro bianco o argento delle scritte. In questo modo producono micro-sbavature o screpolature sulla vernice delle lettere e ne alterano la nitidezza originaria.

    Per concludere

    In fondo, il fascino dei quadranti Tropical risiede proprio nella vulnerabilità originaria. Tutto qui: è la dimostrazione di come il tempo e gli elementi siano stati in grado di correggere l’austera precisione della meccanica. E quindi di trasformare quello che era nato come un errore chimico in una firma estetica irripetibile.

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 25/05/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 25/05/2026

    Sport e spettacolo, al cinema e in tv, nuove e vecchie partnership, riconoscimenti e il chi-indossa-cosa che non stanca mai… Consueto appuntamento con le News orologi, che anche oggi riuniscono varie (e variegate) notizie per raccontare cosa è successo nelle ultime settimane. Non proprio tutto-tutto, certo: impossibile registrare ogni minimo avvenimento dell’orologeria… Ma quelli principali, quelli che hanno catalizzato le attenzioni degli addetti ai lavori, sono qui esposti in forma breve e in chiave leggera. Perché le News orologi sono come sempre a metà tra informazione e intrattenimento. Buona lettura!

    Dallo schermo al polso

    La saga dell’agente segreto di Ian Fleming continua sulla console. Il 27 maggio esce 007 First Light, che racconta gli esordi di James Bond, a 26 anni. A vestire il polso della spia dell’Mi6 anche nel mondo virtuale, c’è un nuovo Omega. Messo a punto con gli sviluppatori del videogame, il Seamaster Diver 300 M First Light è il primo cronografo a debuttare nella storica collezione dedicata a 007. E presenta un design esclusivo: dalla cassa in acciaio e ceramica al quadrante bicompax con dettagli Pvd oro, fino al cinturino Nato. Immancabile la valvola di decompressione: del resto – a quanto si vede nell’adrenalinico trailer – l’orologio dev’essere davvero pronto a tutto…

    Buon vento!

    Per restare in quel di Biel, la notizia ufficiale è arrivata di recente, ma non è stata certo una sorpresa: Omega si conferma sponsor di Emirates Team New Zealand. Del resto il rapporto fra il Marchio elvetico e l’equipaggio kiwi è di lunga data: iniziato nel 1995 ai tempi di Sir Peter Blake, è proseguito nelle edizioni dell’America’s Cup del 2000, 2017, 2021 e 2024. Ecco perché abbiamo visto scendere in acqua la prua rossa con il logo Ω delle barche del Defender già nelle Regate Preliminari, che si sono svolte nei giorni scorsi a Cagliari. E così sarà fino all’estate 2027, quando scopriremo il vincitore della Auld Mug. Dobbiamo aspettarci un nuovo orologio dedicato anche quest’anno?

    Tra un rovescio e una volée

    Andrea Petković è diventata global ambassador di Tutima Glashütte. L’ex campionessa di tennis, durante la carriera professionistica, si è aggiudicata sette titoli WTA ed è entrata nella top 10 mondiale. Mentre ai nostri giorni, come conduttrice televisiva, autrice e opinionista, è diventata una voce influente a livello sportivo e non solo. Per questo Tutima le ha messo al polso un esemplare della collezione Sky. Così, il Brand tedesco consolida la propria presenza nel tennis, in cui si conferma anche quest’anno cronometrista ufficiale di due importanti appuntamenti su erba: l’ATP 500 di Amburgo e il WTA 500 di Berlino. E donerà altri Sky ai vincitori di questi tornei.

    In onor di Donatello

    Mega-party a Madrid organizzato da Hublot per il lancio del Big Bang Reloaded Kylian Mbappé. Che ha riunito attorno all’attaccante del Real numerose personalità del mondo dello sport (Iker Casiilas, Guti, Miguel Torres) e dello spettacolo (Paula Echevarría, Mónica Cruz, Juan Bentancourt, Iván Sánchez, Ricardo Gómez, tra gli altri). A fare gli onori di casa, il Ceo Julien Tornare. Ma i riflettori erano tutti puntati sul nuovo orologio, creato con il calciatore francese, ambasciatore del Brand dal 2018. Cassa in ceramica bianca e King Gold, il cronografo flyback è personalizzato dal numero 10 e dall’incisione Trust Yourself sulla lunetta. In 200 esemplari.

    Alta orologeria per la New Gen

    Dopo quella con Swatch, Audemars Piguet ha siglato una nuova collaborazione con Ambush, da cui è nato un inedito Royal Oak Concept Flying Tourbillon. Che è stato disegnato da Yoon Ahn, Direttrice creativa del marchio giapponese di streetwear (ma sicuramente c’è anche lo zampino del marito Verbal: il co-fondatore del Brand, produttore musicale e grande trabascone, è un grande appassionato di orologi). Cassa in titanio e quadrante in avventurina nera, il nuovo RO monta il Calibro 2982 creato ad hoc, in cui spicca la gabbia del tourbillon volante in alluminio anodizzato rosso. In 150 esemplari, è già considerato un instant cult per rampolli danarosi.

    Da Lucca al mondo

    In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, Italo Fontana ha ricevuto il Premio Leader del Made in Italy per la categoria Sviluppo Estero e Made in Italy. Il riconoscimento celebra “oltre 25 anni di ricerca stilistica, manifattura italiana e visione imprenditoriale” che hanno portato il Brand a essere apprezzato dai collezionisti internazionali e diffuso in oltre 60 Paesi nel mondo. Il creativo di Lucca, fondatore e anima di U-Boat, ha ricevuto il premio da Elena Lorenzini (accanto), Vice Capo del Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. E ha sottolineato con orgoglio l’importanza dell’identità italiana e toscana nel proprio lavoro. Congratulazioni!

    News orologi… sulla Croisette

    E poi c’è stato il Festival di Cannes, che da solo potrebbe occupare una rubrica a sé. Quasi due settimane di cronache mondane che hanno passato ai raggi X sia i film presentati in sala, sia le star che hanno calcato la Montée des Marches. Un red carpet infinito, di cui è già stato analizzato ogni singolo look, trucco e parrucco dalla stampa specializzata e dai blogger onniscenti. Qui sotto troverete quindi una super-selezione di personaggi e dei loro orologi.

    Pierfrancesco Favino in Audemars Piguet Neo Frame Jumping Hours

    Foto Kate Green/Getty Images courtesy Chanel

    Marion Cotillard in Chanel Première Galon

    Foto Amy Sussman/Getty Images courtesy Omega

    Colman Domingo in Omega Seamaster Aqua Terra 30 mm, gioielli Boucheron

    William Abadie con una versione di alta gioielleria dello Chopard Alpine Eagle al Gala AmfAR (foto Marc Ninghetto courtesy Chopard).

    Ma non si può parlare di Cannes, senza almeno citare Chopard, che del Festival è Official Partner fin dal 1998. Oltre a realizzare l’ambita Palma d’Oro, la Maison di Fleurier – o meglio, la Co-Presidente Caroline Scheufele -, disegna ogni anno la Red Carpet collection, composta da preziosissimi gioielli, ma anche orologi. Non solo. Assegna il Trophée Chopard alle giovani promesse del cinema mondiale, crea eventi speciali come la Serata per Gentiluomini e partecipa alle notti più esclusive della Côte d’Azur, come il Gala amfAR. Naturalmente “veste” innumerevoli dive e protagonisti della kermesse: impossibile citarli tutti, “accontentiamoci” di William Abadie…

    Dentro il reality

    Seiko è diventato sponsor di Money Road – Ogni tentazione ha un prezzo, il programma tv condotto da Fabio Caressa e in onda su Sky Original il giovedì sera (in streaming anche su Now e il martedì su TV8). Quindi metterà al polso dei concorrenti – 12 persone comuni, diverse per età, provenienza ed estrazione sociale, catapultate nella giungla della Malesia – sei modelli di Prospex, l’orologio più adatto ad affrontare le condizioni di vita difficili del reality, tra cui il Diver PADI, l’Alpinist e un femminile. La partnership prevede inquadrature ravvicinate, campagne online con la star del baseball Shohei Ohtani e un’attivazione social finale su Instagram. Ne vedremo delle belle…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 27/04/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 27/04/2026

    Consueto appuntamento con le News orologi sotto i riflettori nelle ultime settimane. Le notizie di oggi spaziano dal mondo dello sport a quello dello spettacolo (in senso lato), dai consigli di amministrazione alla valorizzazione del mestiere di orologiaio. Tra marketing e corporate, le news orologi delineano ancora una volta un territorio vasto e diversificato, in cui le marche si muovono in modo trasversale. Buona lettura!

    Imbattibile fuoriclasse

    Richard Mille ha un nuovo ambasciatore: Johannes Høsflot Klæbo. Classe 1996, lo sciatore norvegese è da molti considerato il miglior fondista di sempre per tecnica e velocità. Lo dimostra l’impressionante palmarès: 11 medaglie d’oro olimpiche (6 conquistate nei Giochi di Milano-Cortina), 15 medaglie d’oro iridate, 6 Coppe del Mondo generali e 9 di specialità. Mentre ha già in mente nuovi obiettivi, al polso ora indossa un RM 67-01 Automatic Extra-Flat, da lui definito: «Così sottile, liscio e leggero che quasi non mi accorgo di portarlo». Di certo l’orologio non limiterà i suoi celebri Klæbo-sprint finali…

    In volo sulle onde

    Durante la Milano Design Week, con grande clamore, è stata presentata anche la Ferrari Hypersail. E i più attenti se ne saranno subito accorti: sulla randa alare appare il nome Richard Mille (sempre lui). Nessuna comunicazione ufficiale da parte del Marchio, eppure la partecipazione all’ambizioso progetto nautico è un’implicita conseguenza della partnership con la Casa di Maranello. Impossibile qui soffermarci sul rivoluzionario monoscafo volante da 100 piedi che sembra la versione XXL di un AC75 dell’America’s Cup mixato con un Imoca. Il discorso sarebbe troppo lungo e molto tecnico. Diciamo solo che non vediamo l’ora che scenda in acqua…

    Sotto il Vesuvio

    Ce lo aspettavamo tutti, ma adesso è ufficiale: Omega si conferma Official Timekeeper della 38a America’s Cup. Del resto, ha già rivestito questo ruolo nelle edizioni del 2000, 2003, 2021 e 2024, e si è quindi costruita una solida reputazione anche nel cronometraggio sportivo nel mondo della vela. Quanto alla storica (e prestigiosa) regata, ricordiamo che si terrà per la prima volta in Italia. A Napoli, a partire dal 10 luglio 2027, vedrà il Defender (il team vincitore della scorsa edizione, Emirates New Zealand) contendersi the Old Cup con l’equipaggio che riuscirà ad aggiudicarsi la Louis Vuitton Cup. Ne riparleremo…

    Talento emergente

    È stato annunciato il vincitore del Concorso Giovani Talenti 2026: si tratta del giapponese Shin Ohno, 27 anni. Il giovane orologiaio, laureato al National Institute of Technology del Toyota College, ha convinto la giuria con il suo Fuyu-Geshiki: un orologio da appoggio con grande e piccola suoneria, ripetizione quarti e tourbillon. Ha ricevuto quindi un diploma e un contributo di 50mila franchi svizzeri direttamente dalle mani di François-Paul Journe e di Michael Tay (The Hour Glass). Non è necessario, ma vale comunque la pena di sottolineare lo scopo del Contest: scoprire i migliori orologiai di prossima generazione, supportarli e metterli sotto i riflettori…

    Il socio

    Foto Aidan Zamiri courtesy Urban Jürgensen

    Thimothée Chalamet entra in Urban Jürgensen. Non come friend of the brand – come aveva fatto finora – e nemmeno come testimonial, ma come socio. L’attore franco-statunitense ha infatti acquisito una quota di minoranza a livello societario, e intrapreso un nuovo ruolo dirigenziale come creative advisor (consulente esperto nello sviluppo di strategie di comunicazione, visive e narrative ad alto impatto). Diventa quindi socio di Kari Voutilainen (che detiene un’altra quota di minoranza) ma soprattutto della famiglia Rosenfield (quota di maggioranza). E apre così nuove prospettive per il Marchio, soprattutto verso il pubblico giovane. Se son rose, fioriranno.

    Milano per le rime

    G-Shock continua ad avere un rapporto privilegiato con la scena rap, dove ha trovato anche il nuovo ambasciatore: Artie 5ive. Nominato “Man of the Year” dal magazine GQ, il rapper milanese è diventato così protagonista della nuova campagna del Marchio, intitolata The 5ive Greatest Hits. Una miniserie video in cinque episodi, in cui l’artista racconta i momenti chiave del proprio percorso musicale e personale attraverso il concetto – caro al Brand – di shock resistance. Nel viaggio visivo fra i luoghi in cui è cresciuto, a partire dalla Bicocca, lui indossa sia i best-seller sia le novità di stagione, come il GA-2100CM della nuova collezione camouflage. Trovi i video sul profilo Ig della Marca.

    Un subacqueo sul Tamigi

    Ancora Omega ha celebrato a Londra il lancio del nuovo Seamaster Planet Ocean. E lo ha fatto con un evento esclusivo, organizzato alla Tate Modern, rinomata cornice per l’arte contemporanea trasformata per l’occasione in un avveniristico “mondo marino” con luci e proiezioni. Protagonista della serata, l’attore britannico Aaron Taylor-Johnson, volto della campagna Planet Ocean, legato all’orologio da una tradizione familiare. A fare gli onori di casa Raynald Aeschlimann, Presidente e Ceo della Maison, mentre fra gli ospiti c’erano l’ambassador francese Pierre Niney e le giovani star britanniche Connor Swindells, Tom Blyth, Jonah Hauer-King e Charlie Rowe.

    p.s. Le News orologi non dormono mai: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Omega Constellation Observatory: la nuova era della precisione

    Omega Constellation Observatory: la nuova era della precisione

    Da più di dieci anni, Omega ha fatto della precisione la propria bandiera. Era il 2015, infatti, quando ha introdotto la certificazione Master Chronometer, sviluppata in collaborazione con il Metas, l’Istituto Federale Svizzero di Metrologia. E oggi torna sullo stesso tema con il Laboratoire de Précision, un nuovo attore sulla scena elvetica degli enti certificatori di cronometria. I metodi innovativi e senza precedenti di questo istituto hanno trovato un’immediata applicazione pratica nell’Omega Constellation Observatory, un’inedita famiglia di orologi all’interno della storica collezione. Ma la sintesi di queste righe richiede spiegazioni: procediamo con ordine.

    Cos’è il Laboratoire de Précision…

    Il Laboratoire de Précision è stato annunciato da Omega nel maggio del 2024 e presentato ufficialmente da Swatch Group all’inizio di questo mese. Si tratta di un istituto fondato nel 2023 dalla Maison di Biel, ma completamente autonomo e super partes: per questo offre l’opportunità di effettuare test cronometrici a tutti i marchi e a tutti i produttori di movimenti. Può essere considerato di fatto un’alternativa al Cosc: altrettanto qualificato in quanto autorizzato dal SAS, il Servizio di Accreditamento Svizzero (l’ente preposto dal governo federale), il quale garantisce l’affidabilità, l’indipendenza e l’imparzialità dei suoi test – compiuti per conto terzi – sui calibri di orologeria. Ed è riconosciuto anche dal Metas. In Svizzera, il Laboratoire de Précision avrà due sedi: a Bienne e a Villeret, che insieme copriranno uno spazio di oltre 1000 metri quadrati dedicato alle prove di cronometria. Va sottolineato che, oltre alle attrezzature cronometriche standard, il Laboratoire ha sviluppato esclusive tecnologie elettroniche che consentono misurazioni ininterrotte di alta precisione in condizioni specifiche. In particolare la cosiddetta Dual Metric Technology, che introduce un nuovo standard di misurazione basato sull’analisi acustica continua. Vale a dire, una metodologia che rileva il suono di ogni singola oscillazione dello scappamento durante tutto il periodo di test.

    …e cosa fa

    Senza entrare troppo nel dettaglio, riporto quanto si legge sul sito ufficiale del Laboratoire de Précision. La Dual Metric Technology, perfezionata nel corso di 5 anni, è un dispositivo a forma di cubo suddiviso in unità wireless e autonome – ciascuna delle quali ospita e misura simultaneamente fino a dieci orologi. I sensori di cui è dotata acquisiscono “la firma acustica” di ogni movimento (attraverso il suono di ogni ticchettio) e contemporaneamente registrano temperatura, posizione, accelerazione, pressione atmosferica ed esposizione magnetica. Il comportamento del calibro è così osservato nelle esatte condizioni che lo influenzano. Come spiega Omega: “La misurazione acustica permette di isolare irregolarità di frequenza, reazioni alla temperatura e alla pressione, variazioni di posizione e fluttuazioni di ampiezza. Gli orologiai possono così individuare non solo l’esistenza di una variazione, ma anche dove e quando essa si verifica”. Mentre i test tradizionali consentono di acquisire un solo risultato al giorno, la Dual Metric Technology genera flussi di dati continui, fin dal primo secondo: si tratta di 5.000 misurazioni acustiche al giorno per movimento e 3.000 dati ambientali al giorno. In questo modo riunisce tutti i processi utili a fornire sia la certificazione di Cronometro (standard ISO 3159) sia quella di Master Chronometer (standard Metas N001).

    L’Omega Constellation Observatory: dal design…

    La rilevazione del suono elaborata con algoritmi sostituisce la lettura della lancetta dei secondi rilevata fotograficamente dai protocolli del Cosc. E questo permette di certificare la costanza di marcia anche di orologi privi della lancetta dei secondi: come nel caso dei nuovi Omega Constellation Observatory, ultimi eredi di una lunga tradizione di cronometri. Come ben sanno i fan del Marchio, la collezione Constellation nasce nel 1952 come evoluzione del cronometro Centenary, uscito in edizione limitata nel 1948. E il concetto di precisione è implicito anche nel simbolo stesso della collezione: la figura dell’Osservatorio astronomico che richiama i concorsi di cronometria ancora importanti a metà del secolo scorso. E che è sempre stata impressa nel medaglione sul fondello di tante generazioni di Constellation, insieme appunto alla costellazione di stelle. Proprio il legame con il passato è espresso dall’estetica vintage dei nuovi esemplari. A cominciare dal quadrante dodecagonale pie pan che, come sottolinea Omega, “arrivò poco dopo il lancio del primo Constellation (…). La finitura guilloché decora le sfaccettature del pie-pan, un dettaglio ripreso dai primi modelli Grand Luxe. Gli indici sfaccettati a forma di aquilone e le lancette Dauphine attingono ai modelli Constellation precedenti. Le anse dog-leg caratterizzavano i modelli Omega dell’epoca. Il motivo a mattoni su nove file del bracciale in maglia in oro Moonshine™ è ispirato ai classici bracciali brick, che hanno caratterizzato i primi, iconici anni del Constellation”.

    … alle caratteristiche principali

    La nuova collezione di Omega Constellation Observatory è declinata in 9 modelli, tutti con la cassa di 39,5 mm di diametro. Ma realizzata in diversi materiali, comprese le esclusive leghe d’oro sviluppate dalla Maison di Biel: quattro referenze sono in acciaio O-megasteel, due in oro Moonshine™, una in oro Sedna™, una in oro Canopus™ e una in oro e platino. Va da sé che ogni versione presenti una colorazione differente del quadrante così come del cinturino in pelle di alligatore, dalla finitura lucida e con fibbia ad ardiglione. Qualche parola sul movimento meccanico a carica automatica. O meglio sui movimenti: perché sono due, sebbene entrambi simili e derivati dalla stessa famiglia di calibri 89XX Master Chronometer. Li si distingue dal medaglione con l’Osservatorio astronomico tipico della collezione, incastonato sul rotore scheletrato. Il Calibro 8915 equipaggia l’edizione in Platinum Gold e quelle nei diversi tipi di oro: a loro volta assumono configurazioni leggermente diverse, Grand Luxe nel primo caso e Luxe nel secondo. Poi c’è il calibro 8914 Standard che è montato invece nelle varianti in acciaio. Non mi soffermo oltre perché ne riparleremo dopo aver visionato fisicamente gli orologi. Concludo con i prezzi, che ovviamente variano a seconda del metallo della cassa: il range degli Omega Constellation Observatory va dai 10.800 ai 58.600 euro. Più caro proprio per via della nuova certificazione, ma tutto sommato coerente con altri esemplari in catalogo.
  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 23/03/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 23/03/2026

    Venti giorni. Tanto è passato dalle ultime News orologi, il nostro rotocalco digitale che racconta cosa è successo nel mondo delle lancette. Il palinsensto del Giornale degli Orologi in realtà lo avrebbe previsto per lunedì scorso, ma la serata degli Oscar ha catalizzato tutte le attenzioni e fatto saltare la normale programmazione. Le News orologi di oggi devono dunque recuperare le notizie di (quasi) tre settimane: un periodo particolarmente ricco di novità soprattutto riguardo alle celebrities che hanno dominato la scena dell’orologeria. Accanto agli ambasciatori, però, dobbiamo registrare anche alcune novità a tema corporate: nuovi lanci, inaugurazioni ufficiali, curiosità. Mettetevi comodi: vi aspetta una panoramica completa sull’attualità dell’orologeria. Buona lettura!

    Valori umani

    Bvlgari ha nominato Jake Gyllenhall come nuovo Global Brand Ambassador. L’attore statunitense, premiato ai Bafta per I segreti di Brokeback Mountain (2005) e più volte candidato ai maggiori premi internazionali (dai Golden Globes agli Oscar), è noto tanto per i ruoli sul grande schermo quanto per l’impegno in progetti di promozione dei diritti universali, della non violenza e della difesa dell’ambiente. La stessa Bvlgari dichiara di averlo scelto perché incarna un’idea di lusso fatta di valori umani, cultura e relazioni autentiche. Sta di fatto che nella nuova campagna gli ha messo al polso un paio di versioni dell’Octo Finissimo Skeleton 8 Days. Fortunato…

    Salviamo il Sole

    Avete presente L’Ultima Missione: Project Hail Mary? Il nuovo film con Ryan Gosling (diretto da Phil Lord e Christopher Miller), appena uscito nelle sale, vede l’attore sfoggiare al polso per tutte le due ore e mezza di proiezione un TAG Heuer Connected Calibre E5. Uno smartwatch di nuova generazione, con la cassa in titanio grado 2 Dlc nero e il cinturino rosso in gomma, che vuole “fare da ponte fra tecnologia e determinazione umana”, per citare il comunicato ufficiale. Di sicuro ben interpreta le atmosfere fantascientifiche della vicenda, compagno ideale del protagonista impegnato in una missione solitaria per la salvezza della Terra. Anche se non sarà l’unico…

    Al polso di Miss Francia

    Festina ha un legame storico con il concorso di Miss Francia: da anni è partner della manifestazione e a ogni edizione sceglie la vincitrice come propria ambassador. Eletta Miss Francia 2026, Hinaupoko Devèze è quindi protagonista della nuova campagna del Brand: originaria di Thaiti, ha portato un tocco esotico sul set. I primi visual la vedono ritratta da un lato immersa nella vegetazione rigorosa della Polinesia francese, e dall’altro all’interno di un atelier d’artista, fra statue e bozzetti. La doppia ambientazione rimanda a due collezioni specifiche: Festina Ceramic e Festina Mademoiselle (accanto), che riassumono l’idea di femminilità del Marchio.

    Cronometro in volo

    Foto Tomas Sisk / Photonews via Getty Images courtesy Omega

    Il campione olimpico Armand “Mondo” Duplantis, detentore del record del mondo di salto con l’asta (6,31 metri) nonché ambasciatore di Omega, il 21 marzo scorso ha vinto la medaglia d’oro ai Campionati Mondiali Indoor di atletica leggera a Torun, in Polonia. Così è diventato il primo atleta a vincere quattro titoli mondiali consecutivi di salto con l’asta indoor e ha stabilito un nuovo record dei campionati con la vertiginosa altezza di 6,25 metri. Per la cronaca, durante la gara l’atleta indossava il suo Seamaster Aqua Terra Ultra-Light, realizzato interamente in titanio e derivati. A dimostrazione che con l’orologio al polso si può anche volare.

    Giorno di festa

    Foto Artur Widak/NurPhoto courtesy IWC

    Domenica 14 marzo, Kimi Antonelli è entrato nella storia della Formula 1 conquistando la sua prima vittoria iridata al Gran Premio di Cina. Il pilota del Mercedes-AMG Petronas Formula One Team si è imposto sul circuito di Shanghai ed è diventato così il secondo vincitore più giovane di sempre in un gran premio. Ma non è finita qui. La Scuderia tedesca, di cui IWC è partner, ha festeggiato la doppietta grazie al secondo posto di George Russell. Per la cronaca: sul podio, Antonelli ha indossato un Pilot’s Watch Chronograph 41 Top Gun Oceana, mentre Russell il Pilot’s Watch Automatic 41 che porta il suo nome.

    In diretta tv

    I telesapettatori più attenti lo avranno sicuramente notato. Domenica 8 marzo, durante la diretta tv dell’attesissimo derby Milan-Inter, trasmessa su sette cnali sportivi, Alexandre Pato aveva al polso un Maestro 2.0 Meteorite di Gérald Charles, inconfondibile per la forma della cassa. Se lo indossasse a titolo privato o con un accordo one spot, nulla si sa al riguardo: attualmente non risultano collaborazioni ufficiali o contratti di testimonial tra l’ex attaccante del Milan e il marchio di orologi. Resta il fatto comunque che questo momento abbia dato una grande visibilità al Brand a livello internazionale.

    Redini in rosa

    Ancora a proposito di TAG Heuer, dal prossimo 1° maggio il Brand avrà un nuovo Ceo: Béatrice Goasglas. Lo ha annunciato Stéphan Bianchi, AD della divisione Watches and Jewelry di LVMH Group, definendo la nomina nel segno della continuità strategica. Entrata in azienda nel 2018, Goasglas ha rivestito ruoli chiave nei mercati dell’Asia Pacifico e delle Americhe, e ha contribuito allo sviluppo internazionale del Marchio. Nel suo nuovo incarico guiderà TAG Heuer puntando su innovazione, valorizzazione del patrimonio e partnership, in particolare quella con la Formula 1. Le auguriamo buon lavoro!

    L’espansione continua

    Non bastava Le Brassus. Audemars Piguet ha inaugurato un’altra manifattura a Meyrin, dedicata alla produzione dell’habillage (casse, bracciali) e allo sviluppo tecnologico. Ricavata dal restauro di un edificio anni Sessanta e ampliata con ulteriori costruzioni, la nuova sede raggiunge 9mila metri quadri e può accogliere fino a 350 dipendenti. Gli spazi sono progettati per favorire collaborazione, flessibilità e benessere, con aree modulari e tanta luce naturale. La struttura adotta soluzioni sostenibili, e vanta certificazioni Minergie, pannelli solari, recupero delle acque piovane e sistemi integgigenti di gestione energetica. Ottimo.

    Rarità all’asta. E in mostra

    Phillips, in associazione con Bacs and Russo, batterà all’asta un rarissimo Patek Philippe World Time Ref. 2523 del 1953. Con la cassa di 36 mm in oro giallo e il quadrante in smalto cloisonné che riproduce la mappa del Sud America, è uno dei due esemplari noti con questa configurazione e l’unico a essere mai stato offerto pubblicamente. Un autentico capolavoro di tecnica e alto artigianato che sarà il principale highlight della Geneva Watch Auction XXIII, in programma per il 9 e 10 maggio prossimi. La vendita si preannuncia già come “da record”: l’orologio ha una stima iniziale superiore ai 5 milioni di franchi svizzeri. Staremo a vedere.

    Chi fosse interessato a vedere fisicamente il Patek Philippe World Time Ref. 2523 e le altre rarità in vendita da Phillips, potrà farlo nei prossimi giorni a Milano, da Verga 1947. Martedì 31 marzo e mercoledì 1° aprile, infatti, lo storico retailer ospiterà gli highlight dell’asta nella boutique multimarca di via Vincenzo Capelli 4, sotto i grattacieli di Porta Nuova. Sarà l’unica possibilità per ammirare questi straordinari esemplari in Italia: l’esposizione fa parte di un tour che in aprile toccherà soltanto le principali capitali internazionali. Un’occasione da non perdere.

    Latest, aggiornamenti del 26-03-2026

    Fuori dal ring

    Foto @odieuxboby courtesy Richard Mille

    La famiglia di Richard Mille si allarga, ancora. E con “l’adozione” di Ilia Topuria si apre per la prima volta agli sport da combattimento. Nato in Germania, l’atleta georgiano-spagnolo – cintura nera di jiu-jitsu brasiliano e di wrestling, nonché pugile di alto rango – è campione imbattuto UFC (Ultimate Fighting Championship, l’organizzazione Usa di arti marziali miste) nei pesi piuma e nei pesi leggeri, con un record di 17 vittorie consecutive, molte delle quali conquistate per KO al primo round. Non a caso lo chiamano El Matador! Al polso, il Brand gli ha messo un leggerissimo l’RM 67-02 Automatic Extra-Flat, super-efficiente e aggressivo. Come lui.

    Talenti emergenti

    La 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives ha un vincitore. Anzi, due: Hazemann & Monnin (accanto). Un nuovo Marchio fondato da un duo di orologiai, Victor Monnin e Alexander Hazemann, che ha aperto il proprio atelier in Svizzera nel 2024 (ma è frutto di un’amicizia più lunga, iniziata ai tempi del corso di orologeria frequentato da entrambi al Liceo Faure di Morteau, in Francia). A colpire la giuria di celebri addetti ai lavori è stato il loro School Watch, con indicazione istantanea delle ore saltanti e suoneria al passaggio, premiato durante una cerimonia che si è svolta a Parigi lo scorso 24 marzo. Ne risentiremo parlare presto, scommettiamo?

    p.s. Le News orologi non finiscono qui: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Gli orologi degli Oscar 2026: trend e modelli da red carpet

    Gli orologi degli Oscar 2026: trend e modelli da red carpet

    Siamo sinceri: non avevamo la minima intenzione di proporvi gli orologi degli Oscar 2026. Non volevamo rifare un argomento già affrontato più volte, e oltretutto sapere “chi-ha indossato-cosa” in fondo ci frega relativamente. Così, almeno, la pensavamo fino a poco fa. Poi sono cominciate ad arrivare in redazione, a raffica, le e-mail a tema degli uffici stampa. Tante, troppe per essere ignorate… E ci si siamo resi conto che non avremmo potuto “bucare” la notizia, non sarebbe stato giusto nei confronti di chi ci legge.

    Ecco quindi gli orologi degli Oscar 2026, o almeno una selezione di quelli avvistati all’Academy e al party di Vanity Fair. Presentati velocemente in forma fotografica, perché le immagini a volte possono essere più significative delle parole. Ecco quindi una galleria di personaggi – tutti messi giù da gara, ma ci asteniamo dai commenti sugli outfit – con il relativo orologio indossato per l’occasione. Così si può notare meglio che gli orologi degli Oscar 2026 hanno fatto saltare completamente la distinzione di genere. Tant’è: certi polsi da virilone esibivano con orgoglio esemplari fino a ieri considerati da donna, di piccole dimensioni e ricchi di diamanti.

    Altre tendenze da red carpet e dintorni? Tanto oro rosa, e una certa affettazione nell’indossare rigorosamente una spilla di ordinanza. Non stupisce più di tanto constatare la presenza di diversi esemplari vintage, a dimostrarzione di quanto il secondo polso ormai sia importante anche per le maison. Ci fa piacere poi vedere che diverse signore non si sono limitate a scegliere solo preziosissimi gioielli (come al solito), ma si sono decise a sfoggiare anche un orologio. Era ora!

    Pedro Pascal in Chanel

    Foto Mike Coppola/Getty Images courtesy Chanel

    CHANEL Boy-Friend
    Cassa (26,7 x 34,6 mm) in oro beige, movimento automatico con datario, quadrante guilloché.

    Chris Evans in Chopard

    Foto Mike Coppola/Getty Images courtesy Chopard

    CHOPARD L.U.C XPS
    Cassa (40 mm) in oro rosa, movimento automatico extrapiatto con piccoli secondi, quadrante soleil.

    Usher in Jaeger-LeCoultre

    Foto Frazer Harrison/WireImage courtesy Jaeger-LeCoultre

    JAEGER-LECOULTRE Rendez-Vous Classic Night and Day
    Cassa (29 mm) in oro rosa, movimento automatico con funzione giorno/notte, quadrante guilloché.

    Domhnall Gleeson in Jaeger-LeCoultre

    JAEGER-LECOULTE Reverso Tribute Monoface Small Seconds Cassa ribaltabile (27,4 x 45,6 mm) in oro rosa, movimento meccanico a carica manuale con piccoli secondi, quadrante soleil.

    Amy Madigan in Omega

    Foto JC Olivera/WWD via Getty Images courtesy Omega

    OMEGA Seamaster Aqua Terra 150M 30 mm
    Cassa (30 mm) e bracciale in acciaio e oro Moonshine, movimento automatico, quadrante in madreperlaindici e lunetta con diamanti.

    Reece Feldman in Omega

    Foto Kevin Mazur/Getty Images courtesy Omega

    OMEGA Seamaster Aqua Terra 150M 30 mm
    Cassa (30 mm) e bracciale in oro Moonshine, movimento automatico, quadrante soleil, indici e lunetta con diamanti.

    Michael B. Jordan in Piaget

    Foto Valerie Macon / AFP via Getty Images courtesy Piaget

    PIAGET Vintage Watch
    Cassa in oro rosa, movimento meccanico a carica manuale, quadrante con diamanti.

    Kerry Condon in Piaget

    Foto Savion Washington/Penske Media via Getty Images courtesy Piaget

    PIAGET Limelight Gala
    Cassa (26 mm) in oro bianco, movimento al quarzo Swiss made, quadrante in madreperla, indici, lunetta e anse con diamanti (circa 2.30 ct in totale).

    Mason Thames in TAG Heuer

    Foto Savion Washington/Penske Media via Getty Images courtesy TAG Heuer

    TAG HEUER Link River of Diamonds vintage
    Cassa (24 mm) e bracciale in acciaio completamente tempestati di diamanti (circa 2.18 ct), movimento al quarzo Swiss made con datario, quadrante in madreperla, indici con diamanti.

    Barry Keoghan in Hublot

    Foto Dia Dipasupil/FilmMagic courtesy Hublot

    HUBLOT Spirit of Big Bang Steel Pave 32 mm
    Cassa (32 mm) in acciaio, movimento automatico con datario, quadrante mat, lunetta, anse e maglia d’attacco del cinturino con diamanti.

    Rita Ora in Hublot

    Foto Neilson Barnard/Getty Images courtesy Hublot

    HUBLOT Big Bang One Click Steel Full Pave 33mm

    Cassa (33 mm) in acciaio, movimento automatico con datario, quadrante, lunetta, anse e maglie d’attacco del cinturino con diamanti (1.16 ct in totale).

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 09/03/2026

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 09/03/2026

    Tornano ancora una volta le nostre Latest. Vale a dire la rubrica dedicata alle novità uscite nelle ultime settimane in tutti i segmenti di mercato, suddivise per fasce di prezzo. Come sempre qui presentiamo i nuovi orologi in forma breve, con una foto e le caratteristiche essenziali riassunte in poche righe. Perché le Latest vogliono solo informare, dare un’idea di cosa c’è di nuovo. Niente altro. Rimandiamo chi fosse interessato a saperne di più su un particolare esemplare, a visitare il relativo sito ufficiale. A te la scelta.

    Latest… solo per pochi

    H. MOSER & CIE Streamliner Alpine Drivers and Mechanics Pink Editions Nato dalla collaborazione con i piloti del team di F1 Alpine e ispirato alla loro livrea rosa e blu, è il primo cronografo scheletrato realizzato in-house (con Agenhor) Tanti i riferimenti alla monoposto e al mondo della Casa francese: doppi ponti a V ispirati alle sospensioni della A526, il rotore traforato che richiama il cerchione della A110, il ponte centrale del fondello a forma di casco… La cassa in acciaio misura 42,3 mm, il movimento automatico, calibro HMC 700, è dotato di 3 giorni di autonomia e di funzione fly-back. In 50 esemplari, in vendita in un set con un esemplare connesso. 59mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    AK(H)OR Ak-10 Vert Emeraude des Cimes
    Nuova interpretazione della linea Le Temps en Équilibre, si distingue per il colore vivido e ricco di sfumature, accentuato dalla lavorazione a nido d’ape della zona centrale del quadrante, “in levitazione” (brevettato). Nella cassa di 39 mm in acciaio ospita un movimento meccanico a carica manuale, calibro AK10, con autonomia di 60 ore, sviluppato in esclusiva e certificato cronometro dal Cosc. Esiste anche con quadrante soleil e lunetta incastonata di diamanti. Da 28.800 franchi svizzeri.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Automatic 36 Steel Alta Rosa
    Prosegue la ricerca cromatica della Maison per la celebre collezione, in cui il colore è ormai diventato un vero e proprio segno distintivo. Dopo l’agave blu, ecco quindi il rosa (della luce all’alba più che del fiore) che tinge il quadrante guilloché Grain d’Orge. Quanto alle altre caratteristiche, tutto rimane com’era: habillage in acciaio ma con lunetta zigrinata in platino, cassa di 36 mm, bracciale rastremato lucido-satinato. Il movimento è sempre il calibro PF770, a carica
    automatica, con 60 ore di autonomia. Eccelsa la qualità. 24.200 euro.

    Da 20mila a 10mila euro

    OMEGA Seamaster Diver 300m Milano Cortina 2026
    In occasione dell’apertura dei Giochi Paralimpici Milano Cortina 2026 (6/15 marzo), la Maison di Biel ha svelato l’orologio a tema, che riprende l’estetica del cronografo per i Giochi Olimpici. Questo però è un diver con la cassa di 43,5 mm in titanio grado 5: impermeabile fino a 30 atm, ha la valvola di decompressione e la lunetta girevole unidirezionale in ceramica. Il movimento è il calibro Co-Axial 8806, con 55 ore di autonomia e certificazione Metas. Simile a quel precedente il quadrante “effetto ghiacciato” con il logo delle Olimpiadi, impresso anche sul fondello. Da notare la lancetta centrale dei secondi con i colori dei 5 cerchi. 10.500 euro.

    BREMONT Altitude MB Meteor “Felix the Cat”
    Che c’entra Felix the Cat con il Brand britannico? C’entra. Perché entrambi sono legati al mondo dell’aviazione: lo storico personaggio dei cartoon appare infatti nell’insegna dello squadrone di caccia VFA-31 della US Navy, noto come “Tomcatters”. E ci sta quindi che appaia sul quadrante Stealth, pronto a portarsi via il numero 6. L’orologio, che rende omaggio ai sedili eiettabili Martin Baker, è in titanio grado 2 Dlc nero. Ed è equipaggiato da un movimento automatico, calibro BB14-AH (base La Joux-Perret G100) con 68 ore di autonomia, sospeso nella cassa Trip-Tick di 42 mm con un supporto in gomma flessibile e schermatura in ferro dolce. In 500 esemplari, 7.150 euro.

    Latest a meno di 5mila euro

    CUERVO Y SOBRINOS Churchill Sir Winston
    La collezione dedicata al grande statista britannico si amplia con tre nuovi esemplari. Tutti con la cassa in acciaio e titanio di 43 mm e il movimento automatico, calibro Sellita SW240-1 con funzione day-date, si distinguono per il colore del quadrante, guilloché a Clou de Paris: silver, nero o bordeaux. Ciascuno è fornito di cinturino in pelle di alligatore e di bracciale in acciaio, incluso nel packaging stile humidor. In 282 esemplari per ogni referenza, 4.400 euro.

    EBERHARD & CO. Gilda Peacock
    Versione inedita del bestseller femminile della Casa, presenta una decorazione unica e distintiva: le piume di pavone. Il quadrante è infatti realizzato con una speciale tecnica, che prevede prima l’incisione al laser del motivo a raggi di sole e poi l’applicazione dei colori, in modo tale che le piume risultino in rilievo e sembrino dotate di riflessi iridescenti. La cassa in acciaio lucido, che mantiene la forma ovale di sempre, misura 32 x 38 mm, il movimento è al quarzo Swiss made.

    LEBOIS & CO. Heritage Sector Chronograph Aventurine
    L’estetica è sempre quella, tipicamente rétro. Ma l’avventurina dona all’orologio una personalità unica: non solo per i tipici bagliori effetto “cielo stellato”, ma anche perché il quadrante è composto da due sottilissimi dischi sovrapposti, con i contatori “ritagliati” a creare profondità. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro, il movimento è il calibro La Joux Perret LC-450, a carica manuale e con 68 ore di autonomia. In pre-ordine online da domani 10 marzo, in consegna da luglio. Lo si può richiedere anche da Portanuova Gioielli a Bergamo o da Cristilli a Roma. 3.850 euro.

    RAYMOND WEIL Millesimé Small Second Tuxedo Dial
    Ispirato allo stile Art Déco, festeggia il 50° anniversario dalla fondazione della Casa ginevrina. La cassa in acciaio di 39 mm ospita un quadrante suddiviso a settori, dai forti contrasti cromatici. E un movimento automatico, calibro RW4251 (base Sellita SW260-1), con piccoli secondi. Tre le versioni disponibili: Black and White (accanto), Midnight Blue (blu e nero) e Red Grape (bordeaux e grigio chiarissimo). Da 2.250 euro.

    TISSOT T-Race MotoGP 2026 45 mm
    Per il Motomondiale appena iniziato, è uscita – puntualissima – la collezione del Cronometrista ufficiale, da 20 anni partner della MotoGP. Tra i tanti modelli, abbiamo scelto il pezzo (per noi) di punta: l’automatico, in edizione limitata. La cassa di 45 mm in acciaio 316 L ha la lunetta in carbonio forgiato e la carrure Pvd nero. Il movimento è un calibro Valjoux A05, scheletrato, con 68 ore di autonomia. Il cinturino in gomma ha l’interno che ricorda un battistrada. In 2026 esemplari, 2.175 euro.

    STEWART DAWSON SD 911 Black
    Il Brand inglese dedica a tutti gli appassionati di Porsche un orologio che trasforma il tachimetro della 911 S degli anni ’60 in un esemplare da polso: stesso sfondo nero opaco, stessa grafica, stessa lancetta centrale rossa, stesse frecce verdi all’11 e all’1. La cassa in acciaio 316L misura 42 mm di diametro e monta un movimento automatico, calibro Sellita SW200. Perfino il cinturino in nappa con imputure (realizzato in Italia) ricorda i sedili originali della vettura. 1.490 euro.

    SEIKO 5 Sports Huf
    Secondo collaboration model sviluppato dalla Casa giapponese con il marchio di streetwear americano. L’ispirazione deriva da un esemplare degli anni ’70, rivisitato però in chiave attuale secondo i gusti e la cultura dello skateboarding. Interamente realizzato in acciaio, l’orologio ha la cassa di 39,4 mm e il quadrante semitrasparente “verde Huf” con la doppia finestrella della funzione day-date. La specifica sfumatura ritorna anche sul fondello, che permette di intravvedere il calibro 4R36, a carica automatica, ovviamente di produzione giapponese. Il vetro è in Hardlex©. In 7.000 esemplari, 410 euro.

  • News orologi: fatti e notizie da non perdere – 02/03/2026

    News orologi: fatti e notizie da non perdere – 02/03/2026

    Il titolo è nuovo, ma la rubrica è sempre quella. Tornano le Cronache dell’orologeria, che d’ora in poi si chiameranno semplicemente News orologi per essere più chiare e comprensibili da tutti. In questa raccolta di “brevi di cronaca” troveremo come sempre le notizie più aggiornate dal mondo delle lancette. Dalle architetture effimere che animeranno la prossima Milano Design Week, fino alle intuizioni meccaniche di Leonardo da Vinci che tornano a scandire il tempo dopo secoli di silenzio. Non solo. Nelle News orologi di oggi vedremo anche come il mecenatismo d’eccellenza sostenga l’arte contemporanea a Gstaad, o un intero sistema museale a Dresda. O come i polsi delle celebrities internazionali – da Ed Sheeran ad Andrea Bocelli – raccontino storie di stile e passione autentica. E tanto altro ancora. Buona lettura.

    Colpo di polso

    Foto courtesy Lorenzo Montanelli

    Parliamo di Andrea Bocelli a Sanremo. No, non dello scenografico arrivo a cavallo per interpretare al meglio il ruolo di ospite d’onore, fortemente voluto da Carlo Conti per ricordare Pippo Baudo. Ma della conferenza stampa di sabato 28 febbraio, dove il tenore ha indossato un Breitling Navitimer Automatic GMT 41, in oro rosa, con quadrante verde e il classico regolo calcolatore. Il che ha lasciato interdetto qualcuno, perché Bocelli non è ambasciatore della Casa di Grenchen. Però, a scanso di equivoci, è sempre stato un grande estimatore dell’orologeria: e lo ha dimostrato in tante occasioni, sia attraverso collaborazioni a scopo benefico sia con pezzi esclusivi al polso.

    Tra pop e Ceratanium

    Foto Mark Surridge courtesy IWC

    Non solo chitarre e tatuaggi. Ed Sheeran, in concerto al Marvel Stadium di Melbourne il 26 febbraio scorso, ha sfoggiato sul palco un IWC Portugieser Chronograph Ceratanium®. Niente oro o diamanti, è un esemplare rigoroso, quasi sobrio: all-black, cattivissimo e molto tecnico. Con la cassa fatta in un materiale brevettato: un mix di ceramica e titanio, leggero ma super-resistente. Del resto, che il cantautore britannico sia un appassionato (e grande collezionista) di orologi, è cosa nota. E qui, tra una ballad acustica, un assolo adrenalinico e cori da brividi, ha dimostrato che si può anche riempire uno stadio, ma farlo con lo stile (e l’orologio) giusto è tutta un’altra musica. 

    Mecenate contemporaneo

    Ancora una volta F.P.Journe conferma la propria funzione di mecenate nel mondo dell’arte contemporanea. Alla scorsa edizione di Art Gstaad – che si è tenuta dal 19 al 22 febbraio, sotto il tendone del Festival-Zelt -, ha affiancato di nuovo il format “a misura d’uomo” di Maze, il collettivo fondato da Thomas Hug nonché ideatore di una rete di fiere boutique. Quest’anno, il Maze/Art Awards F.P.Journe è stato vinto dall’artista brasiliana Sonia Gomez con l’opera Untitled, 2024, presentata dalla galleria Mendes Wood DM. Una scultura tessile, che fonde tradizioni popolari e arte astratta, subito acquisita dal Marchio di orologi per donarla al Kunstmuseum Basel.

    Il suono del tempo

    Milano fa un salto indietro nel tempo: giovedì 5 marzo, alle 18, al Museo Leonardo3 (piazza della Scala, ingresso in Galleria), prende vita l’orologio progettato da Leonardo da Vinci tra il 1490 e il 1493. A dare il primo “tic” ufficiale sarà Adrian Fartade, in dialogo con Edoardo Zanon, Direttore scientifico del Museo. Un esemplare unico, ricostruito dal maestro artigiano Alberto Gorla e da Angelo Brunoni sulla base degli studi del Codice Madrid, insieme al Regolatore del Tempo (Codice Atlantico), che anticipa il pendolo di Galileo. Entrambi rimangono esposti in collezione permanente. L’evento è aperto al pubblico: selfie sì, ma soprattutto ascolto! Fabio Parri                               

    La collaborazione continua

    A. Lange & Söhne festeggia 20 anni di partnership con la Dresden State Art Collections (SKD). E ne annuncia il rinnovo fino al 2031. A beneficiarne sono tutt’e 15 le istituzioni che fanno parte del complesso museale di Dresda – compreso lo Zwinger, con il celebre Gabinetto Reale degli Strumenti Matematici e Fisici, e l’Albertinum, con le sue raccolte di arte moderna e contemporanea. Il che si traduce non solo in sostegno economico, ma anche nell’organizzazione di mostre particolari, nel restauro delle gallerie e nel finanziamento del Lernort, il centro di apprendimento di scienze naturali per i giovani, che fa capo proprio al Mathematisch-Physikalische Salon. Ben fatto!

    Shopping (non solo) olimpico

    Di recente, Rocca ha annunciato l’apertura di una nuova boutique all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa, con un ampio spazio dedicato a Omega. Tutto quadra: il negozio è stato inaugurato in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, dove la Maison di Biel svolge il ruolo di Cronometrista ufficiale. E lo stesso evento ha generato un traffico extra di passeggeri per lo scalo intercontinentale, punto di arrivo e di partenza per migliaia di persone. L’operazione, ça va sans dire, ha ulteriormente rafforzato il rapporto fra l’unica catena italiana di orologeria/gioielleria di proprietà del Gruppo Damiani e il Marchio che fa capo a Swatch Group.

    J Class & Co.

    Foto © Sailing Energy / The Superyacth Cupdefault courtesy Richard Mille

    Richard Mille è diventato Title Partner della Superyacht Cup Palma. L’esclusiva regata, che riunisce spettacolari barche a vela superiori ai 24 metri, si terrà dal 24 al 27 giugno prossimi, come sempre nella baia di Palma de Maiorca. E proprio quest’anno celebra il 30° anniversario: organizzata anche stavolta dal Real Club Náutico de Palma, nell’edizione 2026 torna nella sede storica del Club de Mar-Mallorca, recentemente ristrutturato, e vede l’introduzione della nuova Divisione Multiscafi, accanto alle categorie già esistenti. Ma ne va ricordata anche la fama: sia per le competizioni di alto livello, sia per i momenti mondani. Un evento, insomma, perfetto per Richard Mille.

    A difesa del Pianeta

    Finora si chiamavano Rolex Awards for Enterprise e si tenevano ogni due anni. Ma in occasione del 50° anniversario, celebrato proprio nel 2026, i premi dedicati dalla Casa della Corona alla protezione del pianeta cambiano nome e frequenza: d’ora in poi saranno solo Rolex Awards e avranno cadenza annuale. Annunciate anche le 5 vincitrici dell’edizione di quest’anno: i loro progetti spaziano dalla protezione del panda gigante in Cina a quella delle api senza pungiglione in Amazzonia (accanto), dalla salvaguardia dell’ecosistema Leuser a Sumatra a quella del delta del fiume Niger, fino agli studi sulle potenziali pandemie nell’Africa occidentale. Applausi.

    p.s. Le News orologi non finiscono qui: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 06/02/2026

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 06/02/2026

    Negli ultimi giorni, nelle ultime ore, si sono susseguite una serie di notizie bomba che hanno un po’ sconquassato il mondo delle lancette. Troppo ghiotte per essere ignorate, meritano invece di essere pubblicate subito. Ecco perché queste Cronache dell’orologeria – che di solito sono un appuntamento fisso del lunedì (con qualche eccezione) – escono oggi. Oltre ai piccoli terremoti all’interno delle case, segnaliamo comunque anche altre news di ordinaria amministrazione. Che riguardano eventi di marketing, operazioni commerciali, celebrazioni… Buona lettura!

    Offerta shock

    Jérôme Lambert sarebbe in trattative con Richemont Group per l’acquisto di Jaeger-LeCoultre. Secondo lo scoop di Miss Tweed, rimbalzato ieri su innumerevoli siti, il Ceo della Grande Maison affronterebbe l’operazione da oltre un miliardo di franchi svizzeri con fondi propri e il sostegno di partner finanziari. La testata indipendente parigina, specializzata in moda e lusso, in questo modo va a suffragare le voci in circolazione da anni, secondo cui la Multinazionale avrebbe un piano strategico per ristrutturare il proprio portafoglio di marche. E dopo la vendita di Baume & Mercier al Gruppo Damiani, l’orologeria sarebbe proprio nell’occhio del ciclone…

    La fine di un’era

    Stephen Forsey è fuori da Greubel Forsey. Lo ha annunciato lo stesso Maestro orologiaio con una dichiarazione nero su bianco (anzi bianco su nero) sul proprio feed di Instagram. La dimissioni da tutti i ruoli ricoperti all’interno del Marchio, da lui fondato nel 2004 insieme all’ormai ex socio Robert Greubel, sono dovute a “persistenti divergenze” e “cambiamenti strategici gestionali”. Ma la sua uscita sarebbe stata accelerata: Il talentuoso orologiaio britannico dice di essere stato sollevato dalle proprie mansioni operative con effetto immediato, nonostante il suo contratto terminasse il 31 maggio. Comunque resta proprietario delle quote societarie di minoranza…

    Vintage garantito

    Dopo l’adesione al Rolex Certified Pre-Owned, il programma di secondo polso della Casa della Corona, Rocca estende con un nuovo progetto la propria presenza nel segmento dell’usato sicuro: il Rocca Certified Pre-Owned, che propone selezionati orologi d’alta gamma, opportunamente revisionati, verificati e certificati. Per questo ha potenziato il proprio team, con esperti dedicati all’assortimento e alla definizione dei prezzi di acquisto e vendita. Il servizio è disponibile sia online sia nei negozi fisici: attivo per ora solo in alcune boutique, sarà progressivamente esteso ai principali punti vendita all’interno della catena di negozi di proprietà del Gruppo Damiani.

    Rarità in vendita

    Un Reverso Small Seconds del 1936.

    Sempre a proposito di Jaeger-LeCoultre, è uscito ieri il quinto episodio del programma The Collectibles, questa volta dedicato al Reverso. La Grande Maison ha quindi messo a disposizione dei collezionisti più appassionati otto Reverso, tutti datati fra il 1931 e il 1937, perfettamente revisionati dagli orologiai del Museo (alcuni subito venduti, a dimostrare l’eccezionalità dei pezzi). La capsule collection è stata lanciata con una mostra a New York, aperta al pubblico fino al 23 febbraio nella boutique monomarca di Madison Avenue. Occasione che permetterà anche di acquistare gli esemplari. Chi fosse interessato ma non sta a New York, comunque, può trovarli sul sito ufficiale.

    Vivere le Olimpiadi

    Taglio del nastro, ieri, per l’Omega Pavillion in piazza San Babila, a Milano. Uno spazio che per tutta la durata dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali (quindi fino al 15 marzo) resterà aperto al pubblico, a testimoniare il ruolo di Cronometrista Ufficiale della Maison di Biel anche a Milano-Cortina 2026. All’interno si potranno vivere esperienze memorabili, tra foto, video, oggetti reali e installazioni tecnologiche. Come per esempio trovarsi in un (vero) bob olimpico o provare l’adrenalina di un salto di sci freestyle. Ingresso gratuito.

    Da sinistra. Raynald Aeschlimann, Ceo e Presidente di Omega, Kirsty Coventry, Presidente del Comitato Olimpico Internazionale; e Alain Zobrist, Ceo di Omega Timing, all’inaugurazione del Padiglione Omega in centro a Milano.

    In diretta da Seul

    Per qualcuno potrà anche essere un emerito sconosciuto, ma per la maggior parte del mondo è un’autentica star. Jung Kook, la voce dei BTS (ma anche cantante solista) è diventato ambasciatore globale di Hublot. La collaborazione, dicono, si basa sul concetto di fusion, che accomuna tanto la filosofia della Casa di Nyon quanto lo stile musicale del performer coreano. Sta di fatto che l’artista ora indossa il Big Bang Original Unico, lanciato proprio il mese scorso. Un bel colpo, ora che non solo è stata annunciata la reunion della band più famosa del K-pop, ma è attesissimo il loro nuovo album – che uscirà il 20 marzo -, seguito da un tour mondiale. Per la gioia degli Army…

  • Le novità di gennaio 2026. Latest – 26/01/2026

    Le novità di gennaio 2026. Latest – 26/01/2026

    Contrariamente a quanto ci aspettavamo, non è stato un mese scarso di novità. Al di là della LVMH Watch Week (di cui trovate una sintesi qui), sono state numerose le Case che hanno lanciato nuovi prodotti. A tal punto che per realizzare questa pagina, abbiamo dovuto fare una netta scrematura di tutto il materiale arrivato in redazione nelle scorse settimane. Non ce ne vogliano i marchi che sono rimasti esclusi, li recupereremo prossimamente. Qui abbiamo voluto privilegiare gli esemplari più facilmente reperibili in Italia a scapito di quelli dalla distribuzione selettiva.

    In questo modo abbiamo anche dato un tetto massimo di prezzo, il che farà felici i collezionisti dal budget più contenuto… Già così, però, qui sotto vedrete alcuni modelli premium o, per meglio dire, che non appartengono alla consueta fascia di mercato dei loro produttori. Una spinta verso l’alto dettata sempre da buone ragioni, ma che può comunque lasciare qualche perplessità soprattutto nel pubblico meno preparato. Abbiamo cercato di spiegarne i motivi, ma per saperne di più vi rimandiamo, come sempre, ai siti ufficiali dei brand.

    Latest a meno di 20mila euro

    WYLER VETTA Crono 130
    Estetica rétro e meccanica d’epoca per un bel cronografo che rende omaggio alla storia del Marchio. La cassa monoblocco in oro rosa (37,5 mm) riprende quella di un modello degli anni ’40 del Novecento, eccetto che nel vetro in zaffiro bombato e nel fondello avvitato (sempre con oblò in zaffiro). Il movimento meccanico a carica manuale è il calibro Vetta 130, derivato dal Valjoux 23, con ruota a colonne e bilanciere grande e lento (18.000 A/h), rifinito con tutti i sacri crismi e revisionato ad hoc. Notevole il quadrante gilt, con doppia scala tachimetrica e telemetrica. 16.900 euro.

    OMEGA Seamaster Diver 300M Milano-Cortina 2026
    Terzo esemplare dedicato alle Olimpiadi Invernali, era stato annunciato per il mese prossimo, e invece eccolo già qui. Le caratteristiche essenziali sono quelle della collezione: impermeabilità fino a 30 atm, valvola di decompressione e calibro Co-Axial Master Chronometer 8806. L’estetica però è personalizzata: la cassa di 43,5 mm in titanio grado 5 ha la lunetta in ceramica bianca, il quadrante e il fondello presentano il logo dell’attesissimo evento. 10.500 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    MAURICE LACROIX 1975 Master Grand Date Retrograde
    Le indicazioni retrograde sono una specialità per il Marchio di Saignelégier, che qui svela il 26° movimento Masterpiece. Si tratta del calibro di manifattura ML302, a carica automatica e con ponti scheletrati, ben visibile attraverso il vetro zaffiro del quadrante. Che riporta appunto l’indicazione del giorno della settimana con lancetta ad andamento retrogrado, in acciaio azzurrato per una migliore visibilità, e il grande datario a ore 12. La cassa in acciaio misura 42 mm di diametro. 7.950 euro.

    CHANEL Première Ruban Rouge
    Inedita versione flamboyant del primo esemplare creato dalla Maison nel 1987. La piccola cassa in oro giallo (15,2 x 19,7 mm) sembra attraversata da un nastro di satin, talmente perfetto è l’accordo cromatico fra il quadrante laccato soleil e il cinturino in caucciù effetto velour. Altri dettagli degni di nota: il fondello in titanio, il diamante taglio brillante incastonato sulla corona, il movimento al quarzo Swiss made. Il tutto sotteso da una frase di Mademoiselle Coco: Le rouge c’est la vie (il rosso è vita). 5.800 euro.

    CASIO MRG-B21100D
    L’ispirazione deriva dall’artigianato giapponese. Cioè dal kigumi, la tecnica tradizionale dell’incastro del legno, e dal colore blu profondo chiamatohanada-iro, che danno una precisa identità al quadrante. La tecnologia però è modernissima: la lunetta è in Cobarion® (una super-lega più dura del titanio ma dalla lucentezza simile al platino), mentre il movimento multifunzione, a energia luminosa, è radiocontrollato e si connette via Bluetooth allo smartphone. La cassa di 44 mm in titanio è composta da 27 elementi, lucidati a mano prima dell’assemblaggio, il bracciale è in titanio. Solo per utenti Casio ID, 4.200 euro.

    PAUL PICOT Firshire Megarotor Classic Sectors
    Uscito nel 2023 in limited edition, l’elegante tre lancette è tornato alla scorsa edizione edizione di Vicenzaoro con un nuovo bracciale a 9 file, dai link a grana di riso completamente lucidati. Per il resto, tutto resta com’era. La cassa di 42 mm di diametro in acciaio ospita un quadrante blu o argenté soleil, ispirato agli anni ’60 nella suddivisione a settori. Il movimento automatico, calibro PP 1440 (base Eta 2892), ha la massa oscillante in tungsteno sovradimensionata, che ne aumenta la forza di inerzia e permette la ricarica in tempi più brevi. 3.400 euro.

    YEMA Skin Diver Slim Bronze CMM.20 Limited Edition
    Reinterpreta in chiave attuale i subacquei realizzati dal Brand negli anni Sessanta. I richiami al passato sono ben presenti nel quadrante in smalto opaco, dai grandi indici triangolari (con i numeri arabi ai quarti), la lancetta dei minuti a freccia e lollipop dei secondi centrali. ha la cassa da 39 mm in bronzo, impermeabile fino a 30 atm, con la lunetta girevole unidirezionale in zaffiro faded ghost. Ed è equipaggiato dall’ormai noto calibro CMM.20 di manifattura, sottile solo 3,7 mm, con micro-rotore decentrato, autonomia di 70 ore e performance (quasi) da cronometro Cosc. In 200 esemplari, 2.249 euro.

    Latest a meno di 1000 euro

    ALPINA Alpine Extreme Solarmetre
    È la prima collezione a carica “solare” del Brand ed è dotata di una tecnologia all’avanguardia. Grazie al nuovo calibro AL-140, sviluppato in collaborazione con la manifattura La Joux-Perret (che fa sempre parte del Gruppo Citizen come Alpina), la ricarica è immediata. Un minuto di esposizione alla luce permette un’intera giornata di funzionamento, mentre una ricarica completa offre fino a 10 mesi di autonomia. Cinque le versioni. Quelle con quadrante bianco, azzurro o blu hanno il cinturino in caucciù. Quelle con quadrante bordeaux o verde acqua, il bracciale in acciaio. Da 995 euro.  

    MIDO Multifort 8 One Crown
    Dopo il modello a due corone, l’esemplare con un’unica corona – da cui prende nome. Come il precedente esprime l’idea di Tecnometria, mix di tecnologia e geometria inventato dalla Marca. Realizzato interamente in acciaio satinato dai profili lucidi, presenta la cassa di 40 mm con la lunetta sfaccettata a 8 lati e il quadrante decorato da scanalature orizzontali. Monta il Calibro 80, a carica automatica, con 80 ore di autonomia e spirale in Nivachron. Il bracciale a tre file, integrato e rastremato, è intercambiabile. 990 euro.

    SWATCH X GUGGENHEIM Monet’s Palazzo Ducale
    Dopo il Louvre, il Beaubourg, il MoMa (in ordine sparso, tanto per citarne alcuni), continua il viaggio del Marchio tra i grandi musei del mondo. Stavolta tocca alle inestimabili raccolte della famiglia di magnati americani: quella riunita dalla mitica Peggy sul Canal Grande a Venezia e quella dello zio Salomon sulla Fifth Avenue a New York. Quattro le opere riprodotte: oltre al Palazzo Ducale di Monet (accanto, anche in versione Pay), le Ballerine di Degas, il Don Giovanni bavarese di Klee e Alchemy di Pollock. Con la cassa in plastica da 34 o 41 mm, e il movimento al quarzo Swiss made, a partire da 100 euro.

  • Gli orologi dei Golden Globes 2026, fra preziosità ed eccessi

    Gli orologi dei Golden Globes 2026, fra preziosità ed eccessi

    Si è svolta la notte scorsa l’83ª cerimonia di consegna dei Golden Globes, i premi conferiti dalla stampa specializzata internazionale ai migliori film e programmi tv. Sul red carpet del Beverly Hilton, in quel di Beverly Hills, California, hanno quindi sfilato i protagonisti della scena cinematografica, messi giù da gara per incarnare un ideale di eleganza e di glamour. Ma se i loro look erano più o meno “classici”, con le dovute eccezioni, non altrettanto si può dire per ciò che indossavano al polso. Gli orologi dei Golden Globes 2026 sembravano rispondere tutti a uno stesso diktat: brillare.

    Dimenticatevi il minimalismo. Che fossero in oro o in platino, in acciaio o in titanio, gli orologi dei Golden Globes 2026 risplendevano sempre sotto i riflettori grazie a studiate finiture, testurizzate, lucide o lucidissime. Molto spesso erano perfino incastonati di diamanti – anche ad alta caratura – a smentire il luogo comune che vuole le pietre appannaggio delle signore. Altro che Diamonds are the best girl’s friends, perfino Marylin oggi si rifiuterebbe di cantarlo… E poco importa fossero solo tempo scheletrati o ricchi di complicazioni. L’importante era aggiungere preziosità alla preziosità.

    Ma anche chi non ha indossato un esemplare-gioiello, ha fatto di tutto per non passare inosservato. Per esempio con la scelta di una marca inusuale, di un quadrante dal colore vivace, di un modello fuori dalle righe. Accanto a pezzi originali, azzeccatissime scelte di stile e qualche forzatura, si sono visti casi estremi al limite del pacchiano. Ma così va oggi. Giudicate voi: date un’occhiata agli orologi dei Golden Globes 2026. E fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social.

    Tramell Tillman in Audemars Piguet

    Foto Amy Sussman/Getty Images courtesy Boucheron

    Audemars Piguet Royal Oak Jumbo Extrathin Openworked. Cassa (39 mm) e bracciale in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 7124, ultrapiatto (2,7 mm di spessore) e scheletrato. (Spilla e anelli, Boucheron).

    Jacob Elordi in Cartier

    Foto Michael Buckner @jacobeleordicom

    Cartier Privé Tank Normale Squelette. Cassa (27,8 x 35,2 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 9628 MC, scheletrato e con funzione giorno/notte. Lunetta, corona e fibbia con con diamanti (2 ct circa). Edizione limitata di 20 esemplari.

    Dwayne Johnson in Chopard

    Foto Matt Winkelmeyer/GA/
    The Hollywood Reporter via Getty Images courtesy Chopard

    Chopard Alpine Eagle 41 XP Frozen Summit. Cassa (41 mm) e bracciale in oro bianco etico con 29,02 carati di diamanti taglio baguette. Movimento meccanico a carica automatica, ultrapiatto, calibroL.U.C 96.41-L, con doppio bariletto. Certificato dal Punzone di Ginevra. (Spilla e anello, Chopard).

    Jennifer Lawrence in Longines

    Foto Michael Buckner/2026GG/Penske Media via Getty Images courtesy Longines.

    Longines Vintage. Cassa XS e bracciale in platino. Movimento meccanico a carica manuale d’epoca. Lunetta con diamanti taglio brillante. Pezzo unico, 1916.

    Colman Domingo in Omega

    Foto Kevin Mazur/Getty Images courtesy Omega

    Omega Speedmaster 38. Cassa (38 mm) in acciaio. Mocimento meccanico a carica automatica, calibro 3330, cronografo
    con scappamento Co-Axial, spirale in silicio e ruota a colonne; certificato cronometro dal Cosc. Contatori e lunetta con diamanti taglio brillante. (Spille e anello, Boucheron).

    George Clooney in Omega

    Foto Rich Polk/2026GG/Penske Media via Getty Images courtesy Omega.

    Omega Seamaster AquaTerra. Cassa (41 mm) e bracciale in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8900, con scappamento Co-Axial, spirale in silicio, due bariletti, 60 ore di autonomia; certificato Master Chronometer dal Metas. Quadrante sfumato.

    Patrick Schwarzenegger in Omega

    Foto Monica Schipper/Getty Images courtesy Omega.

    Omega Speedmaster Moonwatch Professional. Cassa (42 mm) in oro Moonshine™. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 3861, cronografo con scappamento Co-Axial, spirale in silicio e secondi continui; certificato Master Chronometer dal Metas. Lunetta in ceramica nera. (Spilla Dolce & Gabbana).

    Wagner Moura in Omega

    Foto Tommaso Boddi/2026GG/ Penske Media via Getty Images courtesy Omega.

    Omega De Ville Trésor. Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 8910, con scappamento Co-Axial, autonomia di 3 giorni e piccoli secondi; certificato Master Chronometer dal Metas. Lunetta con diamanti.

    Thimothy Chalamet in Urban Jürgensen

    Foto Amy Sussman/Getty Images courtesy Urban Jürgensen

    Urban Jürgensen UJ-2. Cassa (39 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Calibro UJ-2, con scappamento diretto a doppia ruota, indicazione dell’autonomia piccoli secondi. (Collana e anello, Cartier).

    Adam Scott in Vacheron Constantin

    @goldenglobes

    Vacheron Constantin Traditionnelle Perpetual Calendar Ultra-thin. Cassa (36,5 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1120 QP, ultrapiatto (4,05 mm di spessore) con calendario perpetuo e fasi di luna; fregiato del Punzone di Ginevra.

    Matthew Rhys in Hublot

    Foto Kevin Mazur/Getty Images courtesy Hublot

    Hublot Classic Fusion Chronograph King Gold. Cassa (42 mm) in oro rosso, lucida e satinata. Movimento meccanico a carica automatica, calibroHUB1153, cronografo con ruota a colonne e secondi continui.

    Jeremy Allen White in Louis Vuitton

    Foto Steve Granitz/FilmMagic courtesy Louis Vuitton.

    Louis Vuitton Tambour. Cassa (40 mm) e bracciale in acciaio e oro rosa. Movimento meccanico a carica autoamtica, calibro LFT023, con piccoli secondi; certificato cronometro dal Geneva Observatory.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews – 09/01/2026

    Cronache dell’orologeria. News and previews – 09/01/2026

    Primo appuntamento dell’anno con le Cronache dell’orologeria. Che tornano con una serie di notizie di corporate di varia origine e natura: dalla campagna pubblicitaria dedicata all’evento sportivo più importante dell’anno per passare agli appuntamenti fieristici col secondo polso; dalle nuove partnership – aziendali o sportive – fino alle trasmissioni dedicate al mondo delle lancette. Spigolature che le Cronache dell’orologeria hanno ricercato minuziosamente per tenervi informati sulle novità più importanti. Buona lettura!

    Olimpiche emozioni

    Una nuova campagna celebra il ruolo di Cronometrista ufficiale di Omega ai prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Protagonisti, 12 campioni di varie discipline che sono anche ambasciatori del Marchio: per esempio, la biatleta italiana Dorothea Wierer, la pattinatrice di velocità cinese Gao Tingyu, o il Team Schwaller, squadra svizzera di curling maschile. Composta da una serie di visual su sfondo bianco che promuovono lo Speedmaster dedicato all’evento, prevede anche un video (accanto, un frame) centrato sulle emozioni della gara e della vittoria, la cui colonna sonora evoca il battito cardiaco. Da vedere su Youtube.

    Sfide estreme – 1

    La Land Rover Defender Dakar D7X-R

    Bell & Ross è diventato partner e cronometrista ufficiale del team Defender Rally. E in quanto tale partecipa al Campionato del Mondo Rally-Raid 2026 (W2RC), un’avventura in cinque tappe che toccherà tutti i continenti e terminerà con l’Abu Dhabi Desert Challenge il prossimo novembre. La prima, già iniziata, è la Dakar 2026, che dal 3 al 17 gennaio attraversa l’Arabia Saudita lungo un percorso ad anello di quasi 8mila chilometri. Per affrontare la sabbia del deserto, il Marchio franco-svizzero ha messo al polso dell’equipaggio il BR-X3 Black Titanium, con la cassa in titanio leggera ma ultra-resistente e il movimento automatico certificato Cosc. In bocca al lupo!

    Sfide estreme – 2

    Alpina è diventato cronometrista ufficiale della Route du Rhum. Giunta alla 13a edizione, la leggendaria regata transatlantica partirà il 1° novembre prossimo da Saint-Malo, Francia, alla volta di Pointe-à-Pitre, Guadalupa – come indica anche il titolo stesso, Destination Guadeloupe. Il Marchio di Citizen Group detterà dunque il tempo per i 117 skipper che attraverseranno in solitaria l’Oceano con le loro imbarcazioni – suddivise in diverse classi -, lungo un percorso di circa 3.542 miglia nautiche (6.560 km). Forte della lunga esperienza nel mondo marino, Alpina ha già annunciato l’uscita di diverse edizioni limitate dedicate all’evento. Non vediamo l’ora di scoprirle…

    Sinergie strategiche

    Il Gruppo Morellato ha acquisito la distribuzione in Italia di Fossil Group. Si trova quindi in portafoglio non solo gli orologi e i gioielli del marchio Fossil ma anche quelli di Emporio Armani, Armani Exchange, Michael Kors e Diesel, prodotti in licenza con partnership decennali. Così il colosso di Richardson, Texas – che negli ultimi anni sta operando un piano di ristrutturazione globale – rafforzerà la propria presenza sul territorio nazionale attraverso la struttura e l’organizzazione del gruppo veneto. Vale a dire: logistica efficiente, servizi post-vendita avanzati e processi operativi mirati, oltre a una rete di vendita dedicata (già annunciata tra l’altro da Morellato).

    Cronache dell’orologeria… vicentina

    Dal 16 al 19 gennaio, contestualmente a Vicenzaoro, si terrà ancora una volta VO Vintage. Che quest’anno riunisce 55 espositori, e in particolare 27 dealer di secondo polso – fra nomi noti e nuove presenze. Prevista, fra sabato e domenica, anche una serie di incontri e conferenze: come Gli stati generali del vintage, con Stefano Mazzariol, Andrea Foffi, Antonio Nocco, tra gli altri; la presentazione del libro Storia dell’Orologeria italiana di Ugo Pancani; o ancora l’analisi dei cronografi sdoppianti di Richard Mille condotta da Enrico Zazzali. Da non perdere la mostra dedicata ai Rolex GMT-Master con quadrante Gilt, datati 1960/67. Ingresso gratuito, previa registrazione.

    L’orologeria in streaming

    S’intitola Man of the Hour la serie tv interpretata da Wei Ko, in onda da oggi su Discovery+ negli States. Un viaggio in 8 episodi, girati fra Los Angeles, Parigi, Ginevra e Singapore, in cui il fondatore di Revolution investiga la scena orologiera internazionale per svelare i “dietro le quinte” di altrettanti marchi: F.P.Journe, Chopard, De Bethune, Urban Jürgensen, Rexhep Rexhepi, Greubel Forsey, Louis Vuitton, MB&F. Non solo le persone, però – titolari, manager, maître horologer… Ma anche le loro passioni, la loro vita quotidiana, la loro dimensione più intima. Il tutto approfondito da una serie di podcast, After Hours, disponibile su Spotify ed Apple Music. Da ascoltare.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Milano Cortina 2026 e il cronometraggio di Omega

    Milano Cortina 2026 e il cronometraggio di Omega

    Manca un mese esatto ma se ne parla ormai da parecchio tempo. Quest’anno, almeno dal punto di vista dello sport, inizia con grandi gioie e soddisfazioni. Per gli atleti che si porteranno a casa meritate medaglie, ma anche per quelli che, fedeli al serafico motto “l’importante non è vincere, ma partecipare”, saranno stati in gara ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio con discipline che oltre al molto popolare sci, riservano momenti di spettacolo non molto diffusi in Italia come bob, hockey, slittino, pattinaggio artistico e di velocità. In tutto questo, è ancora una volta confermato il ruolo di Omega come cronometrista ufficiale, che mette in campo una ben consolidata e sperimentata tecnologia in questo settore di precisione.

    Soprattutto grazie al supporto di Swiss Timing, una società che fa parte di Swatch Group, come la stessa Omega (ma anche Longines e Tissot, a loro volta e a vario titolo coinvolti nella misurazione dei tempi nello sport). Proprietaria di un’altissima competenza nella ricerca e nello sviluppo, oltre che nella produzione e nel brevetto di apparecchiature specifiche per il cronometraggio. Grande attesa, dunque, ma anche un gran valore aggiunto dal fatto che eventi del genere mancavano da molti anni nel nostro Paese. Ultimi appuntamenti: nel 1956, sempre Cortina d’Ampezzo, e nel 2006, Torino.

    Gli Omega per Milano Cortina 2026

    Al di là dell’aspetto prettamente specialistico e giustamente omaggiando anche quello commerciale e collezionistico, Omega ha iniziato un proprio “conto alla rovescia” lo scorso 29 ottobre. Quando mancavano esattamente 100 giorni al debutto dei Giochi Olimpici Invernali, ha presentato lo Speedmaster Milano Cortina 2026. Nello specifico, un cronografo automatico in acciaio con 52 ore di autonomia e un ben equilibrato diametro “unisex” di 38 millimetri. Particolari che lo riguardano sono certi dettagli come il quadrante bianco laccato “effetto ghiaccio”, la scala tachimetrica sulla lunetta in ceramica blu e il fondello personalizzato dai loghi olimpici.

    Dal punto di vista del prodotto, comunque, Omega aveva già lanciato all’inizio dell’anno scorso un altro orologio dedicato ai Giochi Olimpici Invernali, dall’estetica molto “classica”: un Seamaster solo tempo automatico con la cassa in oro Moonshine™ (le lega esclusiva di Omega). Mentre già corrono ben accreditate voci di un nuovo lancio in grande stile il prossimo febbraio, proprio in concomitanza con lo svolgimento di Milano Cortina.

    Fra memoria e progettazione

    Contemporaneamente al lancio dello Speedmaster e all’avvio del countdown, Omega ha anche invitato un ristretto numero di giornalisti in un’avvincente trasferta Oltralpe. Che ci ha portati a vistare non solo il sito produttivo della Maison a Bienne, ma anche il Museo Olimpico di Losanna. Qui sono custoditi cimeli e immagini a testimonianza della storia dei Giochi, dall’antichità greca ai giorni nostri. Interessanti e di grande valore artistico poi le opere a tema sparse nel parco circostante, tra cui spiccano capolavori di Botero, Rodin e Tinguely.

    Ancora e soprattutto, all’interno dello speciale “tour olimpico” elvetico, abbiamo avuto modo di visitare il “sancta sanctorum” del cronometraggio: proprio la sede della società Swiss Timing, a Corgémont, nel Canton Berna. Il luogo di nascita e di sviluppo delle tecnologie per il cronometraggio di precisione e la gestione dei risultati per più di un centinaio di discipline sportive. Dove avviene la progettazione e la produzione dei tabelloni elettronici, dei sistemi di fotofinish e dei software per la distribuzione dei risultati ai media. 

    Il progredire della tecnologia

    Proprio a proposito del cronometraggio professionale, vale la pena ricordare che esattamente 20 anni fa, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, Omega aveva applicato i transponder alle caviglie degli atleti. Quella speciale tecnologia perfezionò la misurazione dei tempi di gare particolarmente competitive come quelle dell’inseguimento a squadre con pattini su ghiaccio.

    In due decenni, il settore della misurazione dei tempi – totali, parziali e intermedi, tutti immediatamente confrontabili tra loro e con scansioni sempre più piccole – ha fatto grandi progressi. Come è logico immaginare, ma anche per via dell’Intelligenza Artificiale, che gestisce sensori di movimento e sistemi di posizionamento. In questo modo speciali telecamere permettono per esempio la registrazione in tempo reale di altezza e lunghezza di un salto nel pattinaggio artistico, mentre in quello di velocità il rilevamento automatico delle false partenze.

    Omega a Milano Cortina 2026

    Per i prossimi Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, invece, Omega mette in campo qualcosa come 300 cronometristi, 130 tonnellate di attrezzature, 80 tabelloni tra generali e specifici, circa 100 chilometri tra cavi e fibre ottiche. Per capire la portata del progresso tecnologico del settore in meno di un secolo, basta ricordare che il Marchio svizzero – attivo dal 1848 – aveva iniziato già nel 1932 il cronometraggio ai Giochi Olimpici di Los Angeles, seguite nel ’36 da quelle invernali di Garmish-Partenkirchen, nelle Alpi Bavaresi. Ma all’epoca inviò un unico tecnico attrezzato con una ventina di cronometri a carica manuale e con precisione a 1/10 di secondo.

    Mentre oggi, per i 116 eventi nelle 8 discipline sportive di Milano Cortina 2026, mette a dispizione attrezzature all’avanguardia. Solo per citare gli strumenti più eclatanti, meritano almeno un cenno lo Scan O’Vision Myria, fotocamera da fotofinish in grado di registrare fino a 10.000 immagini digitali al secondo. E lo speciale chip fissato allo scarpone dello sciatore con sensori radar e di movimento, in modo da misurare in tempo reale e continuo la velocità, l’accelerazione e la decelerazione di ogni atleta.

  • Libri di orologi, le strenne da mettere sotto l’Albero

    Libri di orologi, le strenne da mettere sotto l’Albero

    Il regalo migliore per un collezionista? Un orologio, ovviamente. Ma quando ciò non è possibile, per i motivi più svariati, si può sempre optare per un bel volume a tema. Perché i libri di orologi sono una fonte di informazione ben più qualificata di quelle che possiamo trovare in Rete – blogger e forum inclusi -, in quanto sono il risultato di anni di studi e ricerche. E sono quindi strumenti indispensabili per ampliare la propria cultura orologiera e per coltivare la propria passione.

    Ma non basta. Ai nostri giorni i libri di orologi sono sempre più specializzati. E permettono quindi di approfondire il sapere dirottandolo sugli interessi personali. Lo conferma proprio questa pagina di libri di orologi: in cui, accanto alle monografie su particolari maison, appaiono quelle sui singoli modelli. Oltre a un manuale per districarsi nel segmento del secondo polso, ci sono perfino titoli che parlano di gossip e di costume. A ciascuno il suo.

    Passione subacquea

    La collana si arricchisce di un nuovo libro, Seamaster Only, dall’impostazione storica e tecnica come i precedenti. Concentrato sulla collezione nata nel 1957 e in particolare sul Seamaster 300, è analizzato approfonditamente in ogni dettaglio dagli autori, Grégoire Rossier e Anthony Marquié, con il contributo di Kox e Ash Lambe. Le introduzioni sono firmate dal Presidente e Ceo di Omega Raynald Aeschlimann, e dall’esploratore subacqueo Victor Vescovo. Interessante sia per i collezionisti più esperti che per i neofiti. In inglese o in francese, 608 pagine, più di 1000 illustrazioni.

    AA.VV., Seamaster Only, watchprint.com, 250 franchi svizzeri.

    Quadranti da collezione

    In assoluto la prima monografia dedicata esclusivamente ai quadranti dell’Omega Speedmaster. Realizzata dagli stessi autori di Moonwatch Only, ormai ferratissimi sul tema, Moonwatch Dials presenta tutti i 150 quadranti prodotti dalla Maison di Biel per l’orologio andato sulla Luna, fotografati per l’occasione da Luca Garbiati. Una panoramica completa che ne racconta l’evoluzione dal 1957 a oggi e ne valorizza gli aspetti estetici e collezionistici. Anche il volume, del resto, ha un valore collezionistico: stampato solo in 150 copie, è racchiuso in un cofanetto cartonato, che include un poster e un certificato individuale. In inglese, 364 pagine, oltre 200 illustrazioni.

    Grégoire Rossier, Anthony Marquié, Moonwatch Dials, Watchfid, 1.450 euro.

    Storia di un classico

    Da un’icona a un’altra. Dopo il successo della monografia sul Submariner, pubblicata lo scorso anno, quest’autunno è uscito Oyster Perpetual Datejust. A Watch that Made History. Stesso autore e stesso editore del precedente, è la prima “biografia” ufficiale dello storico orologio, realizzata in collaborazione con la Casa della Corona. Traccia quindi 80 anni di storia, dall’idea del fondatore Hans Wildorf alla condizione di status symbol che riveste tuttora, attraverso testimonianze d’epoca, estratte dagli archivi ginevrini, e immagini attuali, che lo ritraggono per esempio al polso di celebrità del mondo dello spettacolo o dello sport. In inglese o in francese, 224 pagine.

    Nicholas Faulkes, Oyster Perpetual Datejust. A Watch that Made History, Rolex/Wallpaper, 100 sterline.

    Micromeccanica d’eccezione

    Un curatissimo coffee table book su un marchio di alta orologeria, pressoché sconosciuto al grande pubblico. Scritto da un giornalista specializzato, Ferdinand Berthoud. The Quest for Precision ripercorre non solo la storia del maître horloger settecentesco, creatore di precisissimi cronometri da marina, ma anche quella dell’attuale Brand, riportato in vita da Karl-Friedrich Scheufele (co-Presidente di Chopard), nel 2006. Un’occasione per immergersi in un mondo esclusivo in cui la micromeccanica è sintesi di tradizionali savoir-faire e tecnologie d’avanguardia. In inglese, 232 pagine, 120 illustrazioni.

    Olivier Müller, Ferdinand Berthoud. The Quest for Precision, Assouline, 195 euro.

    Guida autorevole

    Seconda edizione dell’annuario Kairós Watches & Collectors. Realizzata con il contributo di Marco Pagani (ex manager di Richemont Group dalla lunga esperienza), si conferma un riferimento attendibile per i collezionisti di secondo polso. Classifica più di 2mila esemplari di 118 maison, analizza i risultati delle vendite all’incanto delle principali case d’asta e include anche interviste a esperti retailer. In un mercato che, lo scorso anno, ha raggiunto i 25 milioni di euro, è un’autentica miniera di informazioni. A partire dalla copertina: che interpreta, in percentuale, il valore economico dei primi 10 marchi. In italiano e in inglese, 192 pagine, reperibile nello shop di Arbiter.

    Kairós Watches & Collectors 2025, Phoenix Editore, 70 euro.

    Al polso dei Vip

    “Il sogno di ogni voyeur di orologi che diventa realtà”: così lo definisce The Jewellery Editor. Perché Watch Spotting. The Collectors racconta le collezioni di esemplari di una trentina di personaggi famosi del mondo del cinema, della musica, dello sport. Di ieri e di oggi: da Jay-Z a Ed Shiran, da Brad Pitt a Orlando Bloom, da Paul Newman a Sylvester Stallone, da Cristiano Ronaldo a Lewis Hamilton fino a Roger Federer – tanto per citarne alcuni. E in questo modo dimostra come gli orologi, indossati nelle apparizioni pubbliche come nella vita privata, siano diventati nell’immaginario collettivo simboli di ricchezza e successo. In inglese, 160 pagine, 117 illustrazioni.

    Rhonda Riche, Watch Spotting: the Collectors, ACC Art Books, 25 sterline.

    All that Ice

    Un viaggio nel mondo scintillante degli orologi dei rapper. Curato dai redattori di hiphop.de Leon Schäfers, Jeanette Lang e Tobias Kargoll, Million Dollar Hip Hop Watches ripercorre la storia dell’hip-hop dagli esordi nel Bronx al successo mondiale, attraverso gli orologi più significativi. Esemplari super-esclusivi (spesso personalizzati), nei quali i diamanti sono elementi imprescindibili. Dal Rolex Datejust di 2Pac all’Hublot da 5 milioni di euro di Jay-Z fino ai pezzi unici, su misura, di Jacob & Co. Ma non sono solo espressioni di identità e status symbol: mettono in luce anche la maestria artigianale delle maison produttrici. In inglese, 320 pagine, circa 300 illustrazioni.

    AA.VV., Million Dollar Hip Hop Watches, teNeues, 100 euro.
  • Cronache dell’Orologeria – News & previews – 1° dicembre 2025

    Cronache dell’Orologeria – News & previews – 1° dicembre 2025

    È da tanto che non escono le Cronache dell’Orologeria: le ultime praticamente risalgono a un mese fa. Non per volontaria indifferenza da parte nostra, sia chiaro, e nemmeno per mancanza di fatti interessanti. Semplicemente, non c’è stato spazio nel palinsesto del Giornale degli Orologi. Dobbiamo quindi correre subito ai ripari: insieme alle notizie più recenti, in queste Cronache dell’Orologeria andremo allora a recuperare anche alcuni eventi successi nelle ultime settimane. Dalle collaborazioni eccellenti agli impegni ambientali, dalle curiosità alle fiere d’arte, anche queste Cronache dell’Orologeria forniscono un ritratto vitale del mondo delle lancette… Buona lettura.

    Vista sull’Oceano

    Maga-party a Miami, il 19 novembre scorso, per il lancio del nuovo Omega Planet Ocean. Nell’avveniristica architettura del Faena Forum, progettata da Rem Khoolaas e aperta sull’acqua, l’ospite d’onore della serata è stato Glen Powell, neo-ambassador del Marchio nonché protagonista della nuova campagna insieme a Aaron Taylor-Johnson. Oltre a lui, comunque, hanno partecipato all’evento parecchi personaggi famosi, testimonial ufficiali o friend of the brand internazionali: da Mondo Duplantis a Colman Domingo, da Diego Boneta Inoxtag fino a Jacob Rott. A fare gli onori di casa, naturalmente, il Presidente e Ceo Raynald Aeschlimann.

    Cura del mare

    Sempre a Miami, nella stessa occasione, Omega ha annunciato anche la partnership con il Seamaster Seahorse Rescue Center. Un istituto, con sede a Marina di Ravenna, attivo nella tutela e conservazione dei cavallucci marini nel Mar Adriatico, dove la specie è in via di estinzione. E dove, per intenderci, lo scorso anno ha salvato 1.200 esemplari e li ha reintrodotti in aree protette. A dispetto delle piccole dimensioni, infatti, i cavallucci marini sono importantissimi per la bioversità. Ma non sembri una collaborazione casuale: Omega è impegnato nella salvaguardia marina da tempo. E l’ippocampo è il simbolo della collezione Seamaster fin dagli anni Cinquanta…

    Arte per amore dell’arte

    F.P.Journe – si sa – è ormai legato a doppio filo con il mondo dell’arte contemporanea: da almeno un decennio sostiene artisti e musei con sempre nuove acquisizioni. In quest’ottica va vista l’istituzione del MAZE/Art Awards F.P.Journe, all’interno dell’omonima piattaforma con cui collabora dal giugno scorso per la promozione artistica al di fuori dei tradizionali formati fieristici. Il nuovo premio è stato attribuito all’artista brasiliano Victor Fidelis, autore di No limit do privado (nella foto), presentata durante la fiera MIRA a Parigi, dedicata alla scena contemporanea latino-americana. Un’opera che colpisce per la forza visiva e la sensibilità narrativa. Bravo!

    Orologi e passioni

    Nuovo indirizzo per Roger Dubuis. Che a Ginevra ha da poco inaugurato Le Lounge, in place du Molard. Un concept store che da un lato intende celebrare il 30° anniversario della Marca nella città che l’ha vista nascere, e dall’altro vuole facilitare la connessione e la comunicazione con il pubblico internazionale di appassionati. In un’atmosfera calda e lussuosa, lo spazio infatti consente un’esperienza immersiva nei valori della Casa, favorita anche dal personale poliglotta e dal mood edonistico, fra il bar e la rifornitissima cantina. Nel corso dell’anno prossimo, poi, l’esclusivo salotto ospiterà eventi speciali, lanci di nuove edizioni limitate e servizi personalizzati.

    Dal pensiero al polso

    Il massimo della personalizzazione? Swatch Ai-Dada, il nuovo servizio di “intelligenza artistica”che vi permette di creare il vostro Swatch secondo i vostri desideri. Basta accedere al proprio account, descrivere come lo si vuole e, una volta completato il design, lo si può customizzare ulteriormente con la scelta dei dettagli (per esempio il colore degli indici). Il risultato è un New Gent unico che riporta sul fondello la scritta 1/1, a ribadire il concetto. Com’è possibile? L’IA di Swatch si basa su 40 anni di creazioni, con tutti i legami, gli eventi, le collaborazioni del Marchio con l’universo artistico. A proposito: Dada rimanda al Dadaismo, certo…

    Capsule d’autore

    Continuano le escursioni di G-Shock nel mondo del rap. E questa volta tocca a Sfera Ebbasta firmare i nuovi esemplari del Marchio giapponese, diventato ormai un fenomeno di cultura. La collaborazione, iniziata nel 2023 con la campagna ufficiale, in questo caso però vede l’artista italiano andare oltre il semplice ruolo di ambassador e partecipare in prima persona al processo creativo. Gli orologi ne rispecchiano dunque gusti ed estetica: i colori sono i suoi favoriti (rosso, nero, bianco), il logo S€ appare sul quadrante e il cinturino è decorato con un motivo di filo spinato, tipico dell’immaginario urban. La limited edition di 3600 pezzi sarà in vendita dal 3 dicembre.

    CityLife sottozero

    Ancora una volta Seiko è stato sponsor ufficiale della Stramilano Sottozero 2025, l’edizione invernale della corsa che si è tenuta a CityLife lo scorso 30 novembre e ha coinvolto atleti, appassionati e famiglie. Due i percorsi: uno competitivo da 10 km e uno a passo libero da 10 o da 5 km. I vincitori della gara competitiva hanno ricevuto un orologio Prospex Speedtimer (e lo stesso orologio è andato a un runner della corsa non competitiva mediante un concorso), ma tutti i partecipanti hanno ricevuto un dono dal Marchio giapponese. Così Seiko conferma il proprio impegno nel sostenere eventi sportivi che promuovono valori di performance, benessere e comunità.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/11/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/11/2025

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria. Sotto i riflettori, questa settimana, prima di tutto l’imminente Watches of Italy, per cui è partito il conto alla rovescia: per noi che siamo media partner, era impossibile non informarvi sulle ultime iniziative. Sempre a proposito di saloni, da Milano andiamo a Dubai, dove prossimamente si sposta il baricentro dell’industria del tempo… Quindi le nostre Cronache dell’orologeria toccano Ginevra, per un’asta importante e per un concorso dedicato ai talenti emergenti, per poi far ritorno a Milano con un’altra curiosità tra lo sportivo e il mondano. Perché il mondo delle lancette non si ferma mai. Buona lettura!

    WOI 6: aggiornamenti

    A pochi giorni dall’apertura della 6a edizione di Watches of Italy, ecco qualche importante novità. Prima di tutto: chiuse le iscrizioni, si contano una cinquantina di espositori. Mica male. Poi, oltre alla conferenza del professor Pancani, sabato 8 si terrà anche la presentazione del nuovo esemplare di Inceptum, Epsilon, nato dalla penna del designer Carmelo Amalfi (Bludimelo) e animato dal calibro di manifattura I-02 (alle 14.30, sempre in sala conferenze). Ma soprattutto è stata annunciata la presenza del Maestro Vincent Calabrese (accanto). Il grande orologiaio di origini italiane, famoso per le collaborazioni con le maggiori maison elvetiche, nel pomeriggio di domenica racconterà di sé e della propria visione orologiera, e mostrerà alcune sue creazioni. Da non perdere. L’ingresso è libero, previa registrazione. Per chi non l’avesse ancora fatto, basta cliccare sui banner in alto o in homepage.

    Trasferta negli Emirati

    Decima edizione della Dubai Watch Week. Dal 19 al 23 novembre prossimi, al Dubai Mall e al Burj Park (accanto), si daranno appuntamento oltre 90 marchi internazionali: non solo le principalicase svizzere, ma anche brand indipendenti provenienti da tutto il mondo. Tra lanci di nuovi nomi e di edizioni limitate create ad hoc per l’occasione, si terranno anche una cinquantina di panel, incontri, tavole rotonde. E poi laboratori, conferenze interattive e masterclass gestiti dal forum House of Horology. Non una “ormale” fiera dell’orologeria, dunque, ma anche un summit di settore e un palcoscenico dell’evoluzione orologiera. Che merita il viaggio…

    Pezzi unici all’asta

    Finalmente è online il catalogo completo dell’asta organizzata da Sotheby’s per i 250 anni di Breguet. Non a caso definita come “la più importante vendita dedicata al marchio degli ultimi trent’anni”, riunisce ben 73 pezzi, storici e contemporanei, da tasca, da polso e da appoggio (quali pendulette e perfino cronometri da marina). Tanti gli highlight, difficile scegliere. Qui citiamo almeno il N. 1890, un tourbillon a 4 minuti con scappamento naturale e i secondi da osservazione, realizzato tra il 1801 e il 1809 (simile al N.1176 citato qui). E il primo Classique Souscription 2025 (accanto), che lo scorso aprile ha inaugurato le celebrazioni dell’Anniversario…

    Per gli orologiai di domani

    Alexis Fruhauff, vincitore dello Young Talent Competition 2025

    Sono aperte fino a febbraio le iscrizioni al Concorso per Giovani Talenti di F.P.Journe. Organizzato ogni anno dal 2015 con il supporto di The Hour Glass, mira a “sostenere gli studenti di orologeria e i neolaureati affinché si facciano strada nel mondo dell’orologeria indipendente”. Aperto ai giovani dai 18 ai 30 anni, anche autodidatti, ne valuta i progetti secondo criteri di originalità creativa, complessità tecnica, design e finiture, qualità artigianale. Il vincitore non solo guadagnerà in notorietà, ma riceverà anche 50mila franchi svizzeri per sviluppare il proprio progetto. Chi fosse interessato, compili il modulo online sul sito ufficiale del Marchio. In bocca al lupo!

    A casa dell’Official Timekeeper

    Per la prima volta in assoluto, Omega aprirà l’Omega House anche per i Giochi Olimpici Invernali. Dal 7 al 21 febbraio prossimi, in occasione di Milano-Cortina 2026, trasformerà infatti il Ristorante Cracco – nel cuore della città lombarda, in Galleria Vittorio Emanuele II – nell’esclusivo spazio dedicato agli atleti e agli ospiti del Circo bianco. Al pianterreno, l’Omega Café by Cracco rinnoverà l’ambiente ma continuerà a essere gestito dallo staff dello Chef. I piani superiori, invece, diventeranno un vero e proprio ritrovo olimpico: dove, la sera, si svolgeranno eventi e momenti speciali in cui si incontreranno anche gli amici e gli ambasciatori della Casa. Sportivi e non.

    Grande Ago!

    Era ora. Finalmente l’orologeria si è accorta di un mito italiano delle due ruote negli anni ’60/’70: Giacomo Agostini. A rendergli omaggio è Hautlence, che gli dedica il Linear Giacomo Agostini. Un’edizione limitata di 28 esemplari, definita dalla Casa “un bolide da polso”: cassa XL in acciaio, quadrante multilivello e movimento automatico (sviluppato con Agenhor) dotato di 3 giorni di autonomia, doppia spirale e tourbillon, oltre alla tipica ora saltante lineare retrograda. Un tripudio di rosso con accenti di giallo – i “suoi” colori -, dominato dal n° 15, a ricordare i titoli iridati del grande campione. Speriamo che presto si celebrino anche le 122 vittorie nel MotoGP…

    Troupe di talento

    Si è tenuto il 5 novembre l’ormai tradizionale Hamilton Behind the Camera Awards. Giunto alla 14a edizione, il premio celebra le maestranze e i professionisti che lavorano dietro le quinte e contribuiscono a creare la magia del cinema – anche se spesso restano sconosciuti al grande pubblico. L’ambito riconoscimento quest’anno è andato per esempio al regista Benny Safdie (per il film The Smashing Machine), che ha ricevuto il premio dalle mani di Dwayne Johnson (accanto); il creatore di effetti speciali Mike Hill (per Frankestein), premiato da Guillermo del Toro; la costumista Colleen Atwood (per Una battaglia dopo l’altra), premiata da Teyana Taylor…

    p.s. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 30/10/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 30/10/2025

    Tornano le Latest, con le novità di prodotto uscite nell’ultimo periodo. Questa volta però ci siamo volutamente concentrati su una fascia di prezzo accessibile quasi per tutti. Date un’occhiata alle Latest qui sotto: su una decina di esemplari presentati, ce ne sono cinque che costano meno di 7mila euro e altri quattro che costano meno di 2mila. Perché va bene sognare, va bene guardare ai marchi di lusso senza rosicare, ma ogni tanto è importante anche togliersi lo soddisfazione di comprare qualcosa. Un solo consiglio: se vedete un orologio che vi piace, non limitatevi a guardare le foto e a leggere la nostra recensione. Andate sul sito ufficiale del marchio che vi interessa e trovere sicuramente delle alternative. A voi la scelta.

    BREGUET Reine de Naples 8925
    Un nuovo esemplare-gioiello va ad arricchire la storica collezione. Realizzato per la prima volta in oro Breguet, esibisce un inedito bracciale a boule, che richiama la forma della tipica ansa centrale. La cassa misura 25 x 33 mm ed è ornata di diamanti, il quadrante soleil presenta il giro delle ore decentrato e guilloché (ma esiste anche in madreperla o in avventurina, e il classico diamante a goccia a ore 12. Monta il calibro 586/1, un piccolo movimento automatico con spirale in silicio. 83.300 euro

    PATEK PHILIPPE Gondolo Serata “Zèbres”
    Il femminilissimo orologio da sera d’ispirazione Art Déco torna in una preziosa versione “illustrata”. Ma non si tratta del “solito” (seppur pregevole) smalto. Piuttosto di una tecnica innovativa: il quadrante in cristallo zaffiro è inciso e rivestito di inchiostro su entrambi i lati, quindi metallizzato nero e rivestito di vernice bianca sul retro, così da creare profondità e volume. La cassa cambré in oro rosa misura 28,6 x 40,85 mm ed è impreziosita da oltre 2 carati di spessartiti taglio brillante in doppio dégradé, dal cognac al mandarino. Movimento al quarzo Swiss made. 43.124 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Micro-Rotor Steel & Rose Gold Nuova referenza della riuscitissima collezione, affianca all’abbinamento acciaio & oro rosa un quadrante Stone Blue, vibrante di riflessi grazie al guilloché Grain d’Orge. Quanto al resto, tutto rimane com’era: la cassa di 40 mm di diametro, sottile 7,8 mm, la lunetta zigrinata, il bel bracciale rastremato… Il movimento è sempre il calibro PF703, di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro rosa e finiture superlative. 28.200 franchi svizzeri.

    Latest sotto i 10mila euro

    OMEGA Speedmaster Milano-Cortina 2026
    Uscito ieri, a 100 giorni esatti dall’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, è il primo della serie dedicata alla manifestazione in cui il Marchio sarà – come sempre – cronometrista ufficiale. In acciaio, ha la cassa di 38 mm con lunetta in ceramica, il quadrante laccato effetto ghiaccio, il fondello personalizzato e il bracciale con sistema brevettato di regolazione fine. Il movimento è il calibro Co-Axial 3330 con ruota a colonne, spirale in silicio, secondi continui e certificato ufficiale di cronometro del Cosc. Nel datario si trova il logo dell’evento. 6.800 euro.

    BELL & ROSS BR-03 Gmt Compass
    Una bussola da polso, con tanto di gradi e punti cardinali, leggibile tramite la lancetta rossa delle ore. Ma anche un secondo fuso orario, grazie alla lunetta girevole bidirezionale con le 24 ore e la funzione giorno/notte. La cassa carré misura 42 mm di lato ed è impermeabile fino a 10 bar, il movimento automatico è il calibro BR-CAL. 303 (base Eta 2893 o Sellita equivalente), il cinturino in caucciù. In pratica, un orologio “da navigazione”, in senso lato. Edizione limitata di 500 esemplari, 4.900 euro.

    CUERVO y SOBRINOS Historiador Tradición
    Primo esemplare con certificazione Cosc del Marchio svizzero-cubano, è animato da un movimento automatico, calibro Soprod Newton P092. Ma mantiene la tipica ispirazione vintage della collezione: la cassa di 40 mm in acciaio, priva di lunetta, con vetro zaffiro glass box e lunghe anse aggettanti, riprende i modelli della Casa degli anni 50. Il quadrante, decorato à frappage e con il doppio cartiglio, è disponibile in tre versioni: argenté, champagne e bordeaux. Edizione limitata di 282 esemplari per colore, 3.400 euro.

    ORIS Aquis Pro 1000M
    Sviluppato in collaborazione con i diver professionisti, reinterpreta l’esemplare più tecnico della Casa di Holstein lanciato nel 2023. La cassa di 47,9 mm di diametro, in titanio Pvd grigio, è impermeabile fino a 100 bar ed è dotata del Rotation Safety System brevettato che impedisce qualsiasi manomissione accidentale della lunetta durante le immersioni. Il movimento automatico è il calibro Oris 733. Il cinturino in caucciù è fornito di un sistema di allungamento. In vendita con un secondo cinturino in caucciù nero. 3.400 euro.

    LEBOIS & Co. Heritage Small Seconds
    L’estetica è quella degli esemplari originali prodotti dal Marchio negli anni ’40/’50 del secolo scorso: cassa in acciaio di 37,8 mm di diametro, quadrante soleil con piccoli secondi e vetro zaffiro bombato. Ma i tre modelli – Baton, Numeral e Script – montano tutti un movimento automatico di nuova concezione, calibro LC-350, certificato cronometro dal Cosc. Un Founder’s launch di 100 pezzi, ciascuno accompagnato da un bracciale Flexi e da un maglione in regalo. In prevendita fino al 28 novembre, consegna dalla prossima primavera, 2.200 euro.

    Latest sotto i 2000 euro

    YEMA Navygraf Pearl CMM.20
    Lo storico modello torna in versione sofisticata, con il quadrante e la lunetta (girevole unidirezionale) in madreperla naturale, nei toni dell’azzurro o del nero. La cassa in acciaio 316L misura 39 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 bar. È equipaggiato dal calibro CMM.20 di manifattura, sottile 3,7 mm di spessore grazie al micro-rotore decentrato in tungsteno, con ponti anneriti e decorati, autonomia di 70 ore e uno scarto di marcia (-3/+7) non lontano dai criteri del Cosc. Edizione limitata di 200 esemplari, da 1.990 euro.

    MIDO Multifort Chronometer1 Racer
    L’ispirazione sportiva, al mondo delle corse, è solo estetica. Ma è comunque efficace, concentrata com’è nei colori azzurro e arancione presenti sul quadrante – a Côtes de Genève annerite – e nel cinturino (intercambiabile) in pelle stampata. La cassa in acciaio Pvd nero misura 42 mm di diametro, mentre il movimento è il celebre Calibro 80: a carica automatica, con autonomia di 80 ore e spirale in silicio, qui nell’allestimento con funzione day-date e certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. In vendita con un secondo cinturino traforato in pelle nera, stile racing. 1.590 euro.

    ORIENT STAR M34 F7 Semi Skeleton
    Un eclettico dress watch – anzi, due – che punta tutto sul lay-out multilivello, in cui spiccano l’apertura sul bilanciere e le indicazioni dei piccoli secondi e dell’autonomia residua. Realizzato in acciaio, ha la cassa di 40 mm ed è alimentato dal calibro F7F44 realizzato “in casa” da Seiko (ovviamente di fabbricazione giapponese). Esiste con quadrante argenté oppure blu, più notturno, sempre dal motivo radiale e dalla ricca finitura lucida ottenuta con uno spesso rivestimento trasparente. In vendita sull’e-commerce tedesco del Marchio, 1.114,99 euro.

    RAYMOND WEIL Toccata Heritage
    Debutto di una nuova collezione, che rende omaggio al design “di forma” del passato, dall’eleganza classica. Ed è declinata in 9 referenze, suddivise per dimensioni e movimento. Il formato 33 x 38 mm ospita un calibro a carica manuale; il 31 x 36 mm invece un movimento al quarzo Swiss made. Cassa in acciaio, anche Pvd color oro (giallo o rosa) e con lunetta tempestata di diamanti. Cinturino in pelle di diverse cromie coordinate al quadrante, o in alternativa bracciale in metallo nella stessa tonalità della cassa. Da 1.075 euro.

  • Omega Dark Side of the Moon, guida ai nuovi modelli in ceramica

    Omega Dark Side of the Moon, guida ai nuovi modelli in ceramica

    Ci sono molti lati oscuri e sconosciuti nel nostro Universo, nello spazio infinito del sistema solare, della nostra galassia e dei gruppi di galassie di cui conosciamo l’esistenza. Insomma, luoghi lontani, lontanissimi da raggiungere. Persino per la luce. E poi ce n’è uno, carico di fascino e mistero, vicino a noi più di quanto immaginiamo. Ne avvertiamo l’invisibile esistenza soprattutto di sera, in quelle notti in cui la Luna si manifesta ai nostri occhi in tutta la sua bellezza. È il lato oscuro, nascosto, della Luna, opposto a quello che riusciamo a vedere. Perché, si sa, la Luna impiega lo stesso tempo a ruotare su se stessa e a girare intorno a noi, quindi mostra alla Terra sempre la stessa “faccia”. L’altra, quella opposta, sfugge alla vista ma non all’immaginazione.

    Ed è questa che nel 2013 ha ispirato Omega a dar vita, all’interno della linea di orologi Speedmaster, alla collezione Dark Side of the Moon, il “Lato oscuro della Luna” per l’appunto. Quello cantato anche dai Pink Floyd nell’omonimo album del 1972, rimasto nella memoria collettiva e non solo dei rockettari. Una collezione che, vuoi per il soggetto extraterrestre cui si ispira, vuoi per il legame stretto che dai primi anni Sessanta a oggi Omega mantiene con la Luna, è subito diventata iconica. Non quanto la collezione dei Moonwatch, ma quasi. Perché, voglio sottolinearlo, gli Omega Dark Side of the Moon, pur essendo degli Speedmaster, non sono Moonwatch.

    Omega e la Luna, un legame indissolubile

    La collezione non nasce solo per celebrare il lato oscuro della Luna in sé. Ha origine da una missione spaziale, non di secondaria importanza: l’Apollo 8 del 1968. La prima del programma spaziale americano Apollo, con equipaggio, a lasciare l’orbita terrestre e a entrare in quella della Luna, orbitandole intorno per poi tornare sulla Terra. Gli astronauti a bordo – Frank Borman, Jim Lovell e William Anders – sono stati quindi i primi esseri umani a uscire dalla gravità terrestre, a osservare la Terra dallo spazio nella sua interezza e a entrare nel campo gravitazionale lunare. Non solo. Furono anche i primi a osservare con i loro occhi il lato nascosto della Luna, il famoso Dark Side of the Moon.

    E fra i primi a vagare nello spazio interrompendo ogni contatto radio con la Terra. Prima che ciò accadesse, Lovell, pilota del modulo di comando, comunicando con il Kennedy Space Center, pronunciò la celebre frase: «We’ll see you on the other side», ossia «Ci vediamo dall’altra parte». Lui e gli altri astronauti, in quella missione, avevano al polso un orologio Omega Speedmaster. Ecco, il primo Omega Dark Side of the Moon nasce nel 2013 per ricordare quell’impresa. Poi – lo sanno tutti – altri Speedmaster avrebbero accompagnato, a luglio del 1969, gli astronauti della successiva missione Apollo 11, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, nel primo allunaggio della storia.

    Alla versione già in commercio Dark Side of the Moon Apollo 8, Omega affianca oggi sette nuove referenze, di cui vi descrivo alcune particolarità.

    Una meccanica esclusiva

    Tutt’e sette i nuovi orologi hanno la cassa in ceramica di 44,25 mm di diametro e, come da tradizione Speedmaster, tutt’e sette sono cronografi. In più sono certificati Master Chronometer e incassano movimenti di manifattura dotati dell’esclusivo scappamento Co-Axial. Ora, i fan di Omega, i lettori più affezionati del Giornale degli Orologi così come i più esperti e informati in orologeria sanno benissimo di cosa sto parlando. Per tutti gli altri credo sia opportuno almeno ricordare in breve di cosa si tratta, rimandando comunque i più interessati a eventuali approfondimenti.

    Lanciato nel 1999, lo scappamento Co-Axial è stato inventato dal maestro orologiaio George Daniels e messo a punto dalla stessa Omega. Ha una costruzione tale da permettere un minor attrito fra i suoi componenti e una minore lubrificazione, che si traducono in una maggiore affidabilità e costanza di marcia. Di conseguenza riduce anche la necessità di eseguire nel tempo interventi di manutenzione. La questione ovviamente è molto complessa di come ve la sto raccotando in queste righe. Per saperne di più, potete andare a leggere la spiegazione scritta in queste pagine da Augusto Veroni.

    La definizione Master Chronometer invece si riferisce a una certificazione di cronometria rilasciata dal Metas (Istituto Federale di Metrologia), che è un ente indipendente – come del resto è indipendente il Cosc (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres). Rispetto alla certificazione di cronometro del Cosc, però, si basa su un più rigido protocollo di test, si applica all’intero orologio e non solo al movimento, richiede requisiti più severi e garantisce scarti di minore entità: 0/+5 secondi al giorno (contro i -4/+6 del Cosc). È stata introdotta da Omega nel 2015, dapprima su alcuni esemplari e poi via via su un numero sempre più ampio di orologi con l’obiettivo di raggiungere l’intera produzione.

    Omega Dark Side of the Moon: quattro movimenti di manifattura

    I nuovi Omega Dark Side of the Moon, dicevo, si differenziano fra loro sia per quanto riguarda l’estetica che per la meccanica. Li possiamo suddividere in quattro gruppi: Dark-Dark, Dark-Red, Dark-White e Grey-Grey. Non si tratta di categorie ufficiali, mi raccomando: ma solo di indicazioni utili a riconoscere le sette diverse versioni.

    Dark-Dark. Cominciamo dalla prima variante (che comprende le referenze 310.92.44.51.01.005 e 310.92.44.51.01.003). I due orologi hanno total look nero e sono animati dal calibro Omega 9900 Black Edition, a carica automatica: in cui il nero si ritrova sulle platine, sui ponti, sulla massa oscillante e su tutti gli altri elementi del movimento osservabili attraverso il fondello in vetro zaffiro. Entrambi mostrano due contatori – con i secondi continui a ore 9, mentre quello a ore 3 ha le lancette dei minuti e delle ore cronografiche coassiali – e il datario a ore 6. Si distinguono tra loro per il cinturino in caucciù oppure in tessuto, per essere più precisi in nylon che riveste un interno in caucciù.

    Dark-Red. Passiamo quindi al modello che dispone della lancetta centrale dei secondi cronografici di colore rosso (referenza 310.92.44.51.01.001). Integra il calibro Omega 9908 a carica manuale, anch’esso interamente brunito. Si tratta ancora di un cronografo bicompax, con ore e minuti crono in un unico contatore e i secondi continui nell’altro, tuttavia privo di datario. Ed è disponibile solo con il cinturino in caucciù.

    Dark-White. Altri due esemplari (referenze 310.92.44.51.01.004 e 310.92.44.51.01.002) rappresentano la versione rivisitata dell’Omega Dark Side of the Moon originale. Molto simili ai modelli all black, sono caratterizzati però da indici e lancette in oro bianco che offrono un’ottima visibilità. Montano lo stesso movimento dei precedenti, il calibro Omega 9900 a carica automatica – qui però in versione non annerita -, e riportano quindi ore e minuti crono in un unico contatore, secondi continui e datario. Anch’essi sono corredati di due cinturini, in caucciù o in tessuto.

    Grey-Grey. Gli ultimi due, infine, inaugurano la sotto-collezione Grey Side of the Moon (referenze 310.92.44.50.06.00 e 310.92.44.50.06.001). Sono equipaggiati dal calibro Omega 3869 a carica manuale, senza data, che ricrea sul quadrante la classica configurazione tricompax 3-6-9 – tanto amata dagli appassionati di cronografi -, con ore e minuti crono in due contatori separati e i secondi continui. Anche qui la differenza fra i due esemplari sta nel diverso materiale dei cinturini.

    La ceramica Omega

    Non temete per i tanti numeri: quello che ho appena scritto risulta molto intuitivo se guardate le immagini sopra e leggete le rispettive didascalie. Ci tengo però a sottolineare che tutti i nuovi Omega Dark Side of the Moon presentano un’architettura ridisegnata, dai profili più sottili rispetto ai modelli del passato. Il che è stato possibile anche grazie alle migliorate tecniche di lavorazione della ceramica, che Omega ha affinato in quattro anni di sviluppo.

    In effetti, la maestria con cui la Maison di Biel produce e lavora la ceramica è evidente. Per esempio, il doppio strato (in ceramica, appunto) di cui si compongono i quadranti ripropone il già apprezzato effetto di profondità che si osserva negli altri Speedmaster. Aggiungo poi che le versioni Dark-White utilizzano per la scala tachimetrica della lunetta e per il logo sulla corona il Liquidmetal. Ricordo che è un materiale ceramico speciale contenente zirconio, titanio, rame, nichel e berillio, tre volte più resistente ai colpi e ai graffi dell’acciaio inossidabile.

    La funzione fuso orario

    Se leggete le specifiche dei modelli con movimento Omega 9900, Omega 9900 Total Black e Omega 9908, vi trovate di fronte alla funzione fuso orario. Che può essere, a una prima osservazione, attribuita al contatore a ore 9, con le lancette di ore e minuti crono coassiali. Scambiare quel contatore per un secondo fuso orario è davvero un attimo. In realtà, l’Omega Dark Side of the Moon può mostrare un fuso orario per volta.

    Ma se volate da un capo all’altro del mondo, vi basterà, una volta giunti a destinazione, estrarre la corona in posizione 2 (le posizioni sono in tutto tre), e ruotarla in avanti o indietro per far scattare la lancetta delle ore di un’ora in avanti o di un’ora indietro, senza modificare la posizione dei minuti. Al passaggio, in un verso o nell’altro, delle ore 24, la data avanza oppure indietreggia. Si tratta quindi di una caratteristica aggiuntiva per rendere più facile la vita dei grandi viaggiatori che posseggono un Dark Side of the Moon e altri Omega. L’attenzione al cliente si rivela anche in queste “piccole cose”.

    Omega Dark Side of the Moon: dal contrasto bianco-nero al total black

    Dal punto di vista estetico, la nuova collezione può davvero soddisfare tutti i gusti. Se i modelli con contrasto bianco-nero sono leggibili con ogni tipo di luce, la versione total black però mi ha lasciato un po’ perplesso. La scelta di proporre in nero qualsiasi elemento visibile sul quadrante, dalle lancette agli indici al lay-out, può rendere difficile la consultazione delle informazioni. L’unico aiuto alla leggibilità arriva dalla differente riflessione della luce da parte delle superfici lucide e di quelle opache. La finestrella della data per esempio fa luce su un disco in cui il nero è usato tanto per lo sfondo quanto per i numeri. Se avete qualche problema di presbiopia, l’assoluta mancanza di contrasto potrebbe non fare al vostro caso.

    Opinione personale, s’intende. Il nostro Direttore, Daniela, Fagnola, afferma al contrario di apprezzare le versioni total black, da lei soprannominate Phantom. Sostiene che si tratta di una delle tendenze più affermate nell’orologeria contemporanea. Una tendenza che, in fondo, è figlia del nostro tempo. Proprio perché ormai leggere l’ora al polso è quasi pleonastico, visto che la si ritrova ovunque negli strumenti tecnologici di cui siamo circondati (dallo smartwatch al computer al forno a micronde…), l’orologio assume altre valenze. Per esempio di accessorio che cattura l’attenzione, e in questo senso può anche essere in qualche modo “misterioso”. Fermo restando il suo valore di “status“, di oggetto che trasmette, a chi li sa cogliere, messaggi di cultura, passione, possibilità economiche. Ma non divaghiamo.

    Decisamente più leggibile l’esemplare Dark-Red con lancetta centrale rossa. Che è anche una delle più sottili: 13,02 mm contro i 15,09 mm dei modelli total black e di quelli con contrasto bianco-nero.

    Grey Side of the Moon, le due facce della Luna sullo stesso orologio

    Se parliamo di spessore, che di un orologio determina spesso la vestibilità e la praticità d’uso, a spiccare è la versione Grey Side of the Moon a carica manuale. Con i suoi 12,97 mm surclassa la referenza da 13,02 mm e stacca nettamente i restanti modelli che si attestano sui 15,09 mm di spessore. L’assenza infatti di un rotore di carica, come spesso capita, permette ai progettisti di ridurre lo spessore del calibro e, di conseguenza, quello della cassa destinata a ospitarlo.

    Ma la versione Grey Side of the Moon ha a mio parere un altro plus dalla propria parte. Prende spunto dalla frase pronunciata da Jim Lovell, quando la navicella, dopo aver sorvolato il lato nascosto della Luna, riprese i contatti con la Terra: «The Moon is essentially grey». Ossia «La Luna è essenzialmente grigia». Questo speciale modello esibisce, grazie a precise incisioni laser, entrambe le facce della Luna. La faccia visibile si trova sul quadrante parzialmente scheletrato; quella invisibile su platina e ponti del movimento, ed emerge osservando l’orologio dall’oblò in vetro zaffiro sul fondello. La stessa frase è incisa lungo l’anello in acciaio che incastona il vetro.

    Considerazioni finali e prezzi

    Per riassumere: sulla qualità dei materiali impiegati e sulla maestria di Omega nella lavorazione e finitura degli elementi in ceramica, c’è poco da dire. I nuovi Dark Side of the Moon esaltano entrambi gli aspetti più di quanto facessero i precedenti. Costano più dei Moonwatch, ma hanno un diametro maggiore e vantano lo scappamento Co-Axial e la certificazione Master Chronometer. Premessa indispensabile per introdurre i prezzi. Vale a dire: 15.600 euro per i Dark-White, 15.900 euro per i total black e il Dark-Red, 16.300 euro per le varianti Grey Side of the Moon. Siamo mediamente al doppio di un Moonwatch di base. A decidere se tale prezzo è giustificato o meno sarà lo stesso mercato.                           

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 01/09/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 01/09/2025

    Tornano le Cronache dell’orologeria, più composite che mai. Le notizie di oggi spaziano infatti dal cinema all’intrattenimento, dallo sport al corporate, e parlano di testimonial, meeting, collaborazioni. Un po’ come se le case di orologeria non si fossero mai fermate, per tutta l’estate, e avessero continuato a organizzare operazioni di marketing, eventi, appuntamenti… In effetti il settore sembra proprio non dormire mai. Buona lettura!

    Miscellanea

    In particolare, a essere davvero infaticabile è stata Omega, che per tutto agosto ha continuato a informarci sulle attività svolte. Per evitare che queste Cronache dell’orologeria si trasformino in una pagina monografica sulla Maison di Biel, riassumiamo allora le tante notizie in questo paragrafo. A cominciare dalla serie tv 007: Road to a Million (Prime Video), che vede la presenza dei suoi orologi in ogni episodio. Per passare all’attore Colman Domingo, nuovo Friend of the Brand che ha fatto visita alla Manifattura. Per terminare con il golf, tra l’Omega Master di Crans Montana, il gala cui ha partecipato Eddie Redmaine (accanto), e il nuovo ambasciatore Wyndham Clark.

    Charming George

    Foto Earl Gibson III/Deadline via Getty Images courtesy Omega

    Sarà per l’elegantissimo smoking blu. O per l’eterna aria da gigione. Sta di fatto che George Clooney, sul red carpet dell’82a Mostra internazionale d’arte cinematografica, era così impeccabile che qui in redazione lo abbiamo eletto simbolo dell’intero Festival di Venezia – almeno su queste pagine. Del resto l’attore americano – sempre più fascinoso, a dispetto dell’età – ha dato una vera e propria lezione di stile. Merito anche dell’Omega che indossava al polso: un Seamaster 37 mm con cassa in oro Moonshine™ e quadrante in smalto Grand Feu. Tutt’altro che sportivo, sebbene dedicato alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Semplicemente perfetto.

    Stregata dalla Luna

    Jennifer Lawrence è di nuovo protagonista di una campagna Longines. Ambasciatrice d’eleganza dal 2022, la pluripremiata attrice (vincitrice anche di un Oscar) questa volta presta il volto e il polso alla nuova linea PrimaLuna. Le immagini – suggestive, quasi oniriche – la ritraggono in un teatro dell’opera vuoto, che non solo ne mette in luce la personalità sfaccettata ma sottolinea anche la dimensione “privata” – quasi intima – dell’orologio, compagno inseparabile in tutti i momenti della vita quotidiana. Tra l’altro il nuovo adv accompagnerà i diversi lanci che si protrarranno per il prossimo trimestre, a illustrare le tante, tantissime referenze della collezione.

    San Siro time

    Il Presidente di Sector Massimo Carraro e il dirigente dell’Inter Giorgio Ricci

    Sector No Limits ha stretto un partnership pluriennale con FC Internazionale Milano. Quindi, a partire dalla stagione 2025/2026, sarà official timekeeper dell’Inter. Il che significa che scandirà il tempo nelle partite in casa della squadra nerazzurra e personalizzerà tutti gli orologi ufficiali presenti a San Siro. Non solo. La collaborazione già prevede una serie di attività mirate a coinvolgere gli appassionati, per rafforzare la connessione emotiva con il pubblico. E naturalmente sfocerà presto in una collezione di orologi dedicati, ispirati ai colori della squadra e decorati con il logo ufficiale, per far felici i tifosi del club. Confidiamo nelle tirature limitate a sufficienza per tutti…

    Memorabilia

    Ayrton Senna ai tempi della McLaren in un ritratto esposto in via Montenapoleone a Milano.

    In occasione del GP d’Italia di Formula 1 (Monza, 5/7 settembre), TAG Heuer ha organizzato a Milano alcune iniziative per celebrare il proprio ritorno nel ruolo di cronometrista ufficiale in F1. Da oggi e fino al 14 del mese, lungo via Montenapoleone, allestisce una mostra fotografica composta da 20 pannelli in cui ripercorre il proprio legame con il mondo delle corse negli ultimi 50 anni. Sempre lì, nei pressi della boutique monomarca, il TAG Heuer Box sarà uno spazio aperto al pubblico dedicato al gaming. Mentre al TAG Heuer Hub, nel non lontano Spazio San Babila, dal 4 al 7 il Brand esporrà la monoposto dell’attuale partner Red Bull Racing e, al piano superiore, orologi e cimeli della F1. Da non perdere.

    Spazio indie

    Il prossimo 16 ottobre, in occasione della New York Watch Week, si terrà Indies.NYC, una serata speciale organizzata per promuovere 8 brand indipendenti. Non una fiera ma un momento di incontro che vuole mettere in contatto collezionisti, appassionati e addetti ai lavori, per far conoscere la creatività e la maestria dei giovani artigiani e favorire lo sviluppo della prossima generazione di orologiai. Allo Hudson Yards di Manhattan (location ancora da definire), dalle 16 alle 21, si daranno quindi appuntamento nomi già noti (come M.A.D. Editions) o meno noti (Philippe Narbel, Cavasino), più un focus su Rogé Bastide. Andateci, se sarete nella Grande Mela…

    Acquisto mirato

    Audemars Piguet ha annunciato l’acquisizione della quota di maggioranza della Inhotec S.A., un’azienda specializzata nella produzione di ebauches e componenti meccanici per l’alta orologeria. Fondata 10 anni fa da Alexandre Eme, con sede a Le Locle, da tempo è uno dei fornitori della Maison stessa. In futuro manterrà la propria ragione sociale, l’indipendenza operativa e il portafoglio clienti. Del resto l’operazione serve proprio a rafforzarne la posizione nel settore – così si dichiara – e a sostenerne lo sviluppo a lungo termine. “Per dimostrare l’impegno di AP nel preservare da un lato l’industria orologiera svizzera e dall’altro la propria indipendenza”. Bene.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità dell’estate – 04/08/2025

    Latest. Le novità dell’estate – 04/08/2025

    Le nostre Latest non escono da qualche settimana: vi sono mancate? Ecco allora finalmente le novità presentate in questo periodo dalle marche di orologeria, come sempre trasversali ai prezzi e ai segmenti di mercato. Che però sono state così numerose da costringerci a dividerle in due tranche. Alle Latest di oggi seguirà quindi una seconda puntata il 18 agosto. Vi auguriamo di gustarvele in riva al mare o in alta quota, comunque in totale relax. Noi qui in redazione ci daremo il cambio per tenervi sempre aggiornati. Non ci aspettiamo grandi cose nelle prossime settimane perché anche gli uffici stampa italiani saranno in ferie… ma non si mai. Intanto buone vacanze!

    Latest… solo per pochi

    IWC Portugiesier Tourbillon Rétrograde Chronographe
    Nomen Omen. Un cronografo con funzione flyback, indicazione retrograda della data e tourbillon volante (a un minuto). Il tutto fornito dal calibro 89900, di manifattura, con àncora e ruota di scappamento trattate con l’esclusiva tecnologia Diamond Shell,® che migliora gli attriti e contribuisce all’autonomia di 68. All’altezza l’habillage: la cassa in Armor Gold® e il quadrante Obsidian realizzato con 15 strati di lacca. Edizione limitata di 100 esemplari, 151mila euro.

    ULYSSE NARDIN Blast Free Wheel Maillechort
    Prende nome dal materiale del quadrante – chiamiamolo così, anche se sembra più una platina su cui sono sospesi i componenti meccanici. Risultato di due anni di sviluppo, il calibro UN-176, a carica manuale, è un concentrato di tecnologia. Comprende un doppio bariletto che garantisce un’autonomia di 7 giorni, visualizzata dall’insolito display al 4; un tourbillon volante a ore 6, con lo scappamento a forza costante Anchor Constant Escapement in silicio (brevettato). E tante altre peculiarità, come la costruzione della cassa in oro bianco con carrure in vetro zaffiro, tutte da scoprire. Edizione limitata di 50 esemplari, 128.100 euro.

    Da 20mila a 5 mila euro

    GIRARD-PERREGAUX Laureato 42 mm Infinite Grey
    Il design è inconfondibile, fedele a quello di 50 anni fa: cassa tonneau, lunetta ottagonale, bracciale integrato. Ma l’esemplare è reso unico dal quadrante flinqué soleil, rivestito da uno smato Grand Feu grigio tendente al blu. Poi, da segnalare, le altre caratteristiche: movimento automatico, calibro GP01800-2524 di manifattura, diametro di 42 mm, impermeabilità fino a 10 atmosfere. Un “classico” rivisitato. 18.800 euro.

    HUBLOT Classic Fusion Essential Taupe
    Quarto capitolo della serie monocromatica, declinato stavolta in tonalità color talpa (un insolito mix di grigio e marrone). La cassa in titanio grado 5 è declinata in due formati: 42 o 45 mm di diametro. Diverso quindi il movimento automatico: rispettivamente calibro HUB1110 e HUB112. In entrambi i casi però il quadrante è decorato da una finitura soleil, e il cinturino è realizzato in un mix di caucciù e tessuto. 8.800 euro. Attenzione che la versione più grande è in vendita solo online.

    EBERHARD & CO. Lancia HF
    Presentato insieme alle Ypsilon HF e Ypsilon HF Line, lo scorso giugno, segna la collaborazione con Lancia. Il che non stupisce certo, visti i legami del Marchio col mondo delle 4 ruote. Colpiscono invece i richiami al passato (evidenti per chi li sa cogliere): il logo HF che reinterpreta i colori della Fulvia Coupé del 1966; il lettering inclinato simile a quello della Delta degli anni ‘90; e il celebre elefantino rosso, voluto da Gianni Lancia nel 1953. La cassa in acciaio misura 41 mm, il movimento è automatico, il quadrante è disponibile in blu, bianco o nero. Edizione limitata di 150 esemplari per colore, in vendita nell’ultimo trimestre dell’anno. Prezzo non (ancora) dichiarato.

    OMEGA Railmaster
    Torna uno dei modelli più longevi della Manifattura di Biel. Nato nel 1957, era dedicato a chi lavorava nelle ferrovie: aveva un gabbia interna in ferro dolce per proteggere il movimento dai campi magnetici fino a 1000 gauss. Oggi invece monta un movimento Master Chronometer reisistente fino a 15mila gauss. Anzi due: calibro 8806 (a due lancette) o 8804 (con piccoli secondi). Quattro le nuove versioni con cassa in acciaio da 38 mm: con quadrante sfumato grigio o marrone, con cinturino in pelle abbinato o con bracciale in acciaio. Da 5.700 euro.

    Latest sotto i 1000 euro

    BALTIC Hermétique Summer
    Si definisce “effervescente, trasgressiva, improntata alla leggerezza” la nuova versione del field watch del Marchio francese. Che si distingue per l’ispirazione ai colori della California degli anni ’70: turchese, arancione, rosa o giallo. La cassa di 37 mm di diametro in acciaio 316L, impermeabile fino a 15 bar, ospita un movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 9039. Esiste con il cinturino Tropic in gomma nero o coordinato al quadrante, oppure con il bracciale a chicchi di riso o Flat link. Da 671 euro.

    SWATCH MoonSwatch Mission to Earthphase – Moonshine Gold
    Torna l’orologio che visualizza le fasi terrestri. Con la cassa in Bioceramic blu navy e il cinturino in caucciù, questa volta ha il quadrante decorato da Snoopy astronauta insieme all’immancabile Woodstock. Il movimento al quarzo riporta le fasi della Terra, quelle della Luna rivestite di oro Moonshine® (la lega esclusiva di Omega), i secondi crono centrali e i secondi continui In vendita solo il 9 agosto, plenilunio, in pochi, selezionati Swatch Store al mondo (trovate l’elenco sul sito ufficiale). 385 euro.

    BREIL Hoop
    Un orologio-gioiello di design, divertente e poco impegnativo. Interamente realizzato in acciaio, anche Ip color oro, ha la cassa ovale (di 22×25 mm) e il bracciale rigido a cerchio, un bangle essenziale con chiusura a scomparsa. Il quadrante su due livelli è decorato con indici in cristallo, il movimento è al quarzo. Da 158 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 7 luglio 2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 7 luglio 2025

    E siamo alle ultime Cronache dell’orologeria prima della pausa estiva. A luglio, infatti, l’industria delle lancette tradizionalmente si ferma: fabbriche chiuse, e stop alle attività di marketing, anche a livello internazionale – con poche, pochissime eccezioni. Ma non vi perderete nulla, tranquilli. Nei prossimi giorni come sempre terremo aggiornata questa pagina. Poi, nel caso succedesse qualcosa di eclatante, ve la racconteremo a settembre. Intanto buona lettura. E buone vacanze!

    Legendary bike

    Richard Mille aveva annunciato la partnership con Brough Superior lo scorso aprile. E ora la RMB01 è pronta – anche se in realtà è frutto di 18 mesi di lavoro fra i due team. Ispirata alle Board Track Racers, in auge negli States negli anni ’10 del ‘900, è la sintesi dei codici estetici di entrambi i Marchi. Caratteristici dello stile Richard Mille, per esempio, sono i cerchioni a razze ispirati ai ruotismi degli orologi o i coperchi dei carter motore che ricordano i calibri con tourbillon. Con il telaio in carbonio e il motore bicilindrico a V da 997 cc, la moto sarà in vendita da fine anno in 150 esemplari numerati e in 3 colori: Noctural Sapphire, Selene e Pearl of Speed. Per i fan più facoltosi.

    Un grande ritorno

    L.Leroy, orologio-pendente “a tatto”, 1810 circa.

    Finora erano solo indiscrezioni, ora è una certezza: torna L.Leroy. La Maison, fondata a Parigi da Charles Leroy nel 1785, riappare dunque sul mercato dopo una decina d’anni di assenza (o poco meno), proprio in occasione del 240° anniversario. Oggi di proprietà di Miguel Rodriguez (lo stesso di Perrelet e Soprod, nonché Presidente del Gruppo Festina), svelerà ai Geneva Watch Day un esemplare nuovo di pacca – su cui non si sa nulla, se non che sarà una grande complicazione. In attesa della novità, vale la pena di andarsi a ri-studiare il passato della Casa, protagonista nella storia della cronometria. I cui pezzi oggi sono esposti nei maggiori musei internazionali dell’orologeria, pubblici e privati.

    Fra Jodel e Vacherin

    Jaeger-LeCoultre ha restaurato Le Chalet, una baita d’alpeggio del XIX secolo nella Vallée de Joux, in una località chiamata Les Chaumilles. A 1.360 metri d’altitudine, sul lato occidentale del Mont Tendre, nel comune di Le Chenit (che ha contribuito al recupero architettonico), l’antico edificio mantiene tutto il proprio fascino rurale, fra antiche travi, tavaillon, le piastrelle di legno tipiche della zona, e il tradizionale thuyé, l’enorme camino piramidale sotto cui si produceva il formaggio. Ma da nucleo dell’economia locale ora diventa sede dell’ospitalità della Grande Maison. Che offrirà questo rifugio immerso nel verde per momenti di relax e convivialità. Solo su invito.

    Cronache dell’orologeria… meritevole

    Anche quest’anno, per la seconda volta consecutiva, il Gruppo Sowind è stato premiato come una delle Best Managed Companies da parte di Deloitte Private. Il riconoscimento, per gli organizzatori, ha l’obiettivo di identificare e “valorizzare le società che dimostrano passione e impegno a raggiungere e mantenere gli standard più elevati nella gestione aziendale e capacità di perseguire uno sviluppo sostenibile”. Per il Ceo Patrick Pruniaux e i manager di Girard-Perregaux e Ulysse Nardin, il premio sottolinea “l’eccellenza del Gruppo, guidato (…) da una continua attenzione e adattabilità in un contesto globale in evoluzione”. Come dire: so’ soddisfazioni.

    Il tempo di Martina

    Il pubblico la ama per i tratti fondamentali del suo carattere: freschezza, autenticità, passione, impegno… Di recente Martina Klein è diventata il nuovo volto di Festina. La modella, attrice comica e conduttrice tv spagnola – ma argentina di origine – affianca dunque lo storico ambasciatore Gerard Butler nel rappresentare i valori del Brand. E proprio insieme all’attore/produttore britannico ha appena finito di girare a New York la nuova campagna, che sarà diffusa a settembre. Sintetizzata dal claim Festina, My Time, è un invito a prendersi una pausa, a ritrovare sé stessi e il proprio tempo. «Per me il tempo personale è un lusso necessario», commenta lei…

    30 candeline

    Fra le tante celebrazioni del 2025 c’è anche il 30° anniversario di Roger Dubuis. Fondata a Ginevra dall’omonimo Maître horloger insieme a Carlos Dias nel 1995, la Manifattura si è distinta fin da subito per l’approccio originale all’orologeria, basato su un’estetica subito riconoscibile, dalla forte personalità, e una meccanica d’eccellenza, testimoniata anche dal Poinçon de Genève. Oltre alla produzione “in casa” del sistema bilanciere/spirale, va segnalata la predilezione per le complicazioni: dal tourbillon alle indicazioni con lancetta ad andamento retrogrado, presenti anche nelle ultime novità di quest’anno. Che meriterebbero un approfondimento…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 30 giugno 2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 30 giugno 2025

    Cosa è successo nel mondo delle lancette nelle ultime settimane? E cosa succederà nelle prossime? Ve lo raccontano le Cronache dell’orologeria di oggi. Una sequenza di notizie di attualità di vario genere, ma che sanno tanto d’estate: concerti, regate, appuntamenti da bon vivant… Non mancano le fiere: quelle di settore annunciate con ampio anticipo – visto che si terranno a settembre. Del resto la stagione calda è appena iniziata: presto le attività di marketing si fermeranno e anche le Cronache dell’orologeria andranno in vacanza, almeno per un po’. Ma intanto godiamoci queste news. Buona lettura.

    Design in mostra

    Il 16 e 17 giugno scorso si è svolta la prima edizione di Maze Design Basel, il nuovo salone dell’universo Maze che ha debuttato dopo la cancellazione di Design Miami/Basel. Nella suggestiva Offene Kirche Elisabethen, la chiesa neogotica di fronte alla Kunsthalle, un gruppo di rinomate gallerie si è quindi dato appuntamento per celebrare il design dagli anni ’50 a oggi. Per esempio, Thomas Fritsch di Parigi, Thomsen Gallery di New York, Pierre-Marie Giraud di Bruxelles… Partner dell’evento: F.P.Journe. Che ha così ampliato il proprio impegno per la conservazione del patrimonio culturale, per sostenere ancora una volta l’arte in tutte le sue forme.

    On stage

    S’intitola Marco negli stadi 2025 la tournée di Marco Mengoni partita il 21 giugno a Lignano e prevista fino al 24 luglio, con tappe in tutt’Italia (occhio che molte sono già sold out). Ai fan più accaniti non sarà sfuggito che il cantante, durante il concerto di apertura, aveva al polso un nuovo Omega Railmaster. Del resto è Friend of the Brand dal 2023 e, a quanto pare, prende l’incarico molto seriamente. Basta dare un’occhiata al suo feed di Instagram per notare che indossa gli orologi del Marchio in ogni occasione: sul palco, nei video come nella vita reale. E lo farà anche nella seconda parte del tour, che fra ottobre e dicembre toccherà molte città europee. Scommettiamo?

    Megaposter

    Impossibile non vederle, se vi trovate nel posto giusto. A Milano in corso Como, alle Colonne di San Lorenzo e sui Navigli (alzaia Naviglio Grande). A Torino in largo Saluzzo, nel quartiere di San Salvario (nella foto). A Roma in via Tunisi, nel cuore del Rione Prati. E a Napoli nella storica via Toledo… Basta alzare lo sguardo per farsi catturare dalle mega-affissioni con cui Baume&Mercier promuove i nuovi modelli al femminile della collezione Riviera. I ledwall digitali presentano sia immagini statiche che dinamiche e raggiungono perfino i 150 metri quadri di superficie. Ma il tempo sta per scadere: la campagna Dooh (Digital Out of Home) termina proprio oggi.

    Boutique pop-up

    Quest’estate, Vacheron Constantin ha un nuovo indirizzo in una delle mete italiane del turismo d’élite: Forte dei Marmi. Aperto in collaborazione con Cassetti, l’inedito temporary store si trova in via Carducci 6D e ha la vetrina che fa angolo con via Marconi – incrocio fra i più chic della cittadina della Versilia. Ovunque, lo spazio è dominato dal logo dell’anniversario (la Maison ginevrina celebra i 270 anni in questo 2025). E accoglie i visitatori in un’atmosfera rilassata e charmante: all’interno, accanto alle novità delle collezioni in catalogo, è anche possibile usufruire di servizi esclusivi come appuntamenti privati e consulenze su misura. Ma solo fino al prossimo 31 agosto.

    Margarita e dintorni

    Per il terzo anno consecutivo, Seiko è official timekeeper della Como Lake Cocktail Week, la manifestazione organizzata dal 1° al 6 luglio per celebrare la cultura della mixology. Il Marchio giapponese presenzierà a numerosi eventi, dalla serata d’inaugurazione a Villa d’Este a Cernobbio, alla sfida fra barman nella creazione di un cocktail d’autore. Non per nulla ha in catalogo anche una collezione a tema, la Seiko Presage Cocktail, che amplierà con alcuni esemplari da donna. Tre automatici in acciaio, ispirati a famosi drink ghiacciati: il Frozen Skydiving, il Frozen Mojito e il Frozen Banana Daiquiri. Le signore ringraziano, sorseggiando un Cosmopolitan…

    O’ mar’e Mergellina

    Panerai rinnova la partnership con Luna Rossa, in lizza per la conquista della 38a America’s Cup. Che oltretutto – non è più una novità – per la prima volta nella sua storia secolare si terrà proprio in Italia, nel 2027, a Napoli, nello specchio d’acqua fra Posillipo e Castel dell’Ovo – mentre le basi degli equipaggi saranno a Bagnoli. La Maison fiorentina sarà a fianco del team di Patrizio Bertelli per la terza edizione consecutiva del trofeo velico più prestigioso del mondo. E anche questa volta ha realizzato ad hoc dei nuovi esemplari della linea dedicata: il Luminor Chrono Flyback Luna Rossa PAM01654 e il Luminor Luna Rossa PAM01653. Ne riparleremo.

    Cronache dell’orologeria… ginevrina

    Dal 4 al 7 settembre si terrà la sesta edizione dei Geneva Watch Days. L’evento orologiero “di nuova concezione, rilassato e decentrato”, quest’anno prospetta numeri da record, a cominciare dalle 66 marche espositrici. Tante le novità. Il Padiglione centrale, improntato sull’idea By the sea, by the lake, si amplia e assume un’atmosfera marinara, per meglio esporre oltre 150 orologi. Poi ci sarà Calibership, in assoluto il primo campionato di regolazione orologiera: con 40 aspiranti regolatori, seguiti dagli studenti della Scuola di Orologeria di Ginevra, che si cimenteranno nella messa a punto di calibri Sellita, che poi saranno esaminati dal Cosc. Di nuovo, ne riparleremo.

    Usato sicuro

    Torna l’edizione autunnale di Vicenzaoro. E in contemporanea, dal 5 all’8 settembre, torna anche VO Vintage, il marketplace organizzato da Italian Exhibition Group dedicato al secondo polso. Una manifestazione che nel tempo ha visto crescere il numero di appassionati (collezionisti, neofiti o semplici curiosi) e confermare la presenza di rinomati dealer (come Vintage Watches and Cars di Andrea Foffi, Il Quadrante di Antonio Nocco, Perusia Watches di Marco Cesari e Spangaro Watches). Ricco anche il calendario di appuntamenti, conferenze e tavole rotonde, con gli esperti del settore. Ingresso libero, previa registrazione sul sito ufficiale dell’evento.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Aqua Terra 30 mm: il piccolo segreto di Omega

    Aqua Terra 30 mm: il piccolo segreto di Omega

    Un passaparola fra amiche. Una confidenza intima e gioiosa, sussurrata da una all’altra con complicità, fino a essere condivisa da tutte. E il piccolo segreto – o almeno quello che avrebbe dovuto essere tale – che diventa un segreto di Pulcinella, per citare la Commedia dell’Arte. Insomma, “una cosa da donne”, nel senso più letterale e positivo del termine. È la sintesi della campagna My little secret dedicata da Omega al nuovo Aqua Terra 30 mm, e interpretata da sei protagoniste del mondo dello spettacolo, in senso lato. Due attrici, due musiciste, due modelle (perdonatemi le etichette “di comodo”), ciascuna raccontata sul sito ufficiale da una serie di oggetti e da una frase significativa. Ciascuna con la propria personalità, espressa al meglio dalla scelta dell’orologio.

    Le sei protagoniste

    Andiamo in ordine alfabetico (per nome), così da non far torto a nessuna. C’è Ariana DeBose, attrice e performer a Broadway, pluripremiata con Oscar, Bafta e Golden Globe, che indossa un Aqua Terra 30 mm con quadrante grigio e lunetta incastonata di diamanti. Poi c’è Ashley Graham, modella, imprenditrice e promotrice della body diversity nel mondo della moda (mogul, si definisce lei), con un esemplare dal quadrante blu. Quindi Danielle Marsh, star del K-pop ma anche modella e cantautrice, che ha scelto una referenza bicolore con quadrante argenté.

    Per passare a Marisa Abela, anche lei vincitrice di un Bafta ma diventata universalmente nota per il ruolo di Amy Winehouse, sul cui polso spicca un essenziale Aqua Terra 30 mm con quadrante nero. Ancora, Sunday Rose Kidman Urban: che, oltre a solcare le passerelle, ha seguito le orme di mamma Nicole ed è entrata a far parte della famiglia Omega proprio con l’Aqua Terra 30 mm – da lei scelto con quadrante lavanda. Infine Tems, cantante e produttrice discografica premiata anche con un Grammy, che indossa con nonchalance un modello interamente in oro Moonshine™.

    La collezione Aqua Terra 30 mm: 12 esemplari…

    Come è facile intuire dalla scelta dell’esemplare prediletto da parte di ciascuna protagonista, la collezione è molto ampia. A dirla tutta, ancora più ampia di quanto ci si immagini: 12 varianti in totale, realizzate in diversi materiali. Cinque sono in acciaio, due in acciaio e oro Moonshine™, una in acciaio e oro Sedna™, tre interamente in oro Moonshine™ e una interamente in oro Sedna™. Tutte con la cassa di 30 mm di diametro – una dimensione inedita nella famigli di orologi, lanciata per la prima volta dalla Maison di Biel nel 2002. E tutte con il bracciale integrato, a tre file, dotato di fibbia a farfalla ed esclusivo sistema di regolazione fine per renderlo più confortevole al polso.

    In tanti colori i quadranti: laccato bianco o nero, entrambi mat; laccato e spazzolato soleil nei toni del blu, grigio, verde, lavanda, cioccolato, lino, dorato, argenté; oppure in madreperla, più tradizionale. Gli indici delle ore sono applicati e rivestiti di materiale luminescente, come le lancette di ore e minuti a daga. (Un grazie di cuore ai progettisti Omega: è raro che negli orologi “da signora” sia presente il Super-LumiNova, quasi noi donne avessimo la vista a infrarossi…). A ore 6 spicca una finestrella rotonda per il datario, circondata da un sottile anello metallico lucido. Un dettaglio che rimanda alla versione dell’Aqua Terra Shades uscita due anni fa e che ci fa capire – oggi come allora – quanta attenzione sia stata rivolta dai designer Omega per rendere la collezione il più possibile femminile, a 360°.

    … e due calibri

    Il che è vero anche dal punto di vista meccanico. I progettisti della Maison di Biel hanno infatti sviluppato ad hoc per la collezione Aqua Terra 30 mm ben due movimenti della famiglia Master Chronometer: il calibro 8750 e il calibro 8751, ambedue a carica automatica. Di piccole dimensioni proprio per far sì che si adatti al meglio alla cassa dal diametro contenuto, sono sostanzialmente identici se non per la massa oscillante. Che è in metallo pesante con finitura rodiata per i modelli in acciaio o bicolore, in oro Sedna™ per quelli più preziosi. Trovate tutte le caratteristiche tecniche nelle didascalie della gallery in alto.

    Qui ci tengo solo a ricordare il significato della definizione Master Chronometer. Che rappresenta, per citare il Ceo e Presidente della Maison di Biel Raynald Aeschlimann: «La massima espressione dell’ingegneria e della precisione di Omega». Si tratta di una certificazione basata su 8 test rigorosi, effettuati in 10 giorni da parte dell’Istituto Federale Svizzero di Metrologia (Metas) per garantite i più elevati standard del settore in termini di affidabilità, costanza di marcia e resistenza magnetica. Gli orologi certificati Master Chronometer offrono quindi prestazioni cronometriche superiori a quelle assicurate dal Cosc. Per intenderci, lo scarto giornaliero accettato dal Metas si aggira su 0/+5 secondi (o +7, dipende dal tipo di calibro), contro i -4/+6 del Cosc.

    I prezzi degli Aqua Terra 30 mm

    Alle tante referenze che compongono la collezione Aqua Terra 30 mm corrispondono ovviamente prezzi diversi. Si passa quindi dai 7mila euro per le referenze più basic in acciaio, agli 11.700 per la versione bicolore in acciaio e oro Moonshine™, ai 12.500 per quella in acciaio e oro Sedna™. Poi dai 14.200 per l’esemplare in acciaio con diamanti agli indici e sulla lunetta, ai 19.000 per quello bicolore acciaio e oro Moonshine™, sempre con diamanti. Infine dai 34.400 delle varianti interamente in oro (quale che sia) fino agli oltre 42mila per quelle in oro Moonshine™ con diamanti (per essere precisi: 42.200 per quella con quadrante soleil, o 42.600 per l’altra con quadrante in madreperla).

    Insomma, una gamma di prezzi estremamente varia, un po’ per tutte le possibilità economiche. Certo, l’entry price non è proprio alla portata di chiunque, ma bisogna considerare che si tratta di orologi tecnologicamente all’avanguardia. Con una meccanica, cioè, che probabilmente si attesta come il non plus ultra per prestazioni, almeno a livello industriale. Cosa rara, per il pubblico femminile. Poi siamo sempre nell’ambito dell’alta orologeria, che è élitaria per definizione. E questo è tutt’altro che un segreto…

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 26/05/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 26/05/2025

    Se volete restare aggiornati su quanto è stato lanciato di recente dalle case di orologeria, le Latest fanno per voi. Uscite a quindici giorni di distanza dalle precedenti, vi informano sulle novità senza perdere tempo: con testi semplici e veloci da leggere, che arrivano subito al sodo e vi raccontano l’essenziale, quello che c’è da sapere su un orologio. Così potete farvi un’idea di ciò che vi interessa davvero, ed eventualmente andare poi ad approfondirlo sul sito della casa madre. A voi la scelta.

    Latest, solo per pochi/e

    VACHERON CONSTANTIN Overseas Grand Complication Openface La collezione sportiva della Manifattura ginevrina integra, per la prima volta con questo esemplare, una ripetizione minuti, un calendario perpetuo e un tourbillon (più l’indicazione dell’autonomia sul fondello). Risultato di 8 anni di sviluppo, ha la cassa in titanio grado 5 e il movimento meccanico a carica manuale, calibro 2755 QP, sottile 7,9 mm. Visibile anche dal lato anteripre, grazie al quadrante in vetro zaffiro. Produzione limitata, prezzo non dichiarato.

    BVLGARI Serpenti Aeterna Watch
    C’era da aspettarselo – e noi ce lo aspettavamo… Il nuovo bangle watch della Maison romana torna in ulteriori versioni di alta gioielleria. In questo caso diventa parte della collezione Polychroma, presentata di recente con un mega-evento a Taormina. Forgiato nell’oro bianco, si veste di pietre preziose, come sempre incastonate a neve: 4.80 carati di smeraldi più 4.93 carati di diamanti (e altri 25 punti nel pavé sul quadrante). In alternativa, esiste anche con zaffiri blu. Movimento al quarzo Swiss made. Prezzo non dichiarato.

    CZAPEK & CIE Promenade Diamond Drops
    Sequel ideale dell’ipnotico Promenade Goutte d’Or, se ne distngue per il quadrante in oro bianco interamente tempestato di pietre preziose. Diamanti e zaffiri, incastonati “a neve”, raggiungono un totale di 3.08 carati, cui si sommano altri 1.63 carati sulla lunetta e sulla corona. La cassa in oro bianco misura 38 mm di diametro e ospita il consueto calibro SXH5.1, a carica automatica, con micro-rotore decentrato in platino, 60 ore di autonomia e piccoli secondi. Edizione limitata di 10 esemplari, 82mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    Latest da 10 a 5mila euro

    OMEGA Railmaster
    Torna un orologio di culto della Maison di Biel. Nato nel 1957 come parte di una trilogia di orologi professionali – accanto al primo Speedmaster e al Seamaster 300 m -, nella nuova versione si allinea all’estetica del Seamaster Aqua Terra. La cassa in acciaio misura 38 mm di diametro e ospita il calibro Co-Axial Master Chronometer 8806 – che gli garantisce una resistenza al magnetismo 15 volte superiore ai modelli originali, ed è certificato cronometro dal Metas. Quattro le referenze disponibili: questa costa 6.100 euro.

    GRAND SEIKO Heritage SBGW323
    Ispirato al 44GS del 1967, si distingue per la sfumatura del quadrante, che secondo lo storytelling del marketing renderebbe omaggio ai fiori dell’albero dell’Imperatrice (Kiri per i giapponesi, ma il nome scientifico è Paulownia Tomentosa). A noi preme di più sottolineare Il calibro 9S64, a carica manuale, con spirale e molla di carica in lega proprietaria e 3 giorni di autonomia. Realizzato interamente in acciaio, ha la cassa di 36,5 mm di diametro. 6mila euro.

    Da 5mila a 1.000 euro

    SEIKO Prospex Marinemaster Professional
    Il Marchio giapponese festeggia i 60 anni dal primo diver. E lo fa con un esemplare ispirato nelle linee a un modello del ’68 e nella costruzione a un altro del ’75. Realizzato in titanio “con rivestimento super-resistente”, ha la cassa monoblocco di 45,4 mm di diametro, impermeabile fino a 60 bar, e il quadrante sfumato, decorato da un motivo a onde. Monta un movimento automatico, calibro 8L45, con componenti in Spron, la lega proprietaria, e 3 giorni di autonomia. Edizione limitata di 600 esemplari, in vendita da luglio, 4.900 euro.

    VENEZIANICO Redentore Utopia
    L’utopia in questione è lo sviluppo di un proprio movimento, di manifattura italiana: un movimento “ideale” (anche secondo la community del Marchio), messo a punto ad hoc. Ed ecco il risultato: il calibro V5000, nato dalla collaborazione con Oisa 1937 in due anni di confronto fra Fausto Berizzi e Andrea Menegazzo. A carica manuale, un quattro ponti con bilanciere a inerzia variabile, autonomia di 60 ore, vanta una serie di caratteristica che vale la pena scoprire sul sito ufficiale. La cassa in acciaio 316L misura 38 mm di diametro per 8,9 di spessore, il quadrante guilloché è inciso a mano. Edizione limitata di 100 esemplari, in vendita dal 28 maggio, 4.500 euro.

    CUERVO Y SOBRINOS Historiador Asturias Pequeños Secundos
    La celebre collezione del marchio cubano (ma elvetico d’adozione) si amplia con questa nuova referenza. Che mantiene il consueto design ispirato agli anni Quaranta ma lo reinterpreta in chiave più sofisticata, grazie al quadrante opaco color crema e al profilo argenté del contatore dei piccoli secondi. La cassa in acciaio lucido misura come sempre 40 mm di diametro, ma ospita un diverso movimento automatico, un calibro Sellita Sw261. Edizione limitata di 82 esemplari (in omaggio all’anno di fondazione della Casa, il 1882), 2.900 euro.

    BAUME&MERCIER Riviera Summer Edition 10811
    La versione femminile della celebre collezione, per l’estate ormai alle porte, adotta i colori della Côte d’Azur. E acquista un quadrante dai toni pastello – azzurro, rosa, champagne -, sempre decorato da un motivo a onde. La cassa in acciaio, di 33 mm di diametro, mantiene la tipica lunetta dodecagonale serrata da quattro viti. Il movimento al quarzo è di produzione svizzera. 1.950 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    BREIL Manta Seeker Automatic 300
    Un bel subacqueo professionale, impermeabile fino a 30 bar e dall’estetica vintage. L’ispirazione agli anni ’70 è evidente sia nella costruzione della cassa tonneau con la corona alle 4.30, sia nella grafica del quadrante, con le spesse lancette a bastone e gli indici sfaccettati. Contemporanei sono invece le proporzioni, 42 mm di diametro per 13,45 mm di spessore, e il movimento automatico giapponese, calibro Miyota 8215. La vocazione per le immersioni è dichiarata anche dal cinturino in poliuretano, a fisarmonica. 319 euro.

    HIP HOP Master #LivingInColor
    Il Marchio milanese spegne 40 candeline. E festeggia il compleanno con una collezione coloratissima, in cui ripercorre la propria storia con i modelli più rappresentativi dei diversi decenni. Tutti con la consueta cassa estraibile e il cinturino (con carrure integrata) in colori fluo, effetto jelly: dal “classico” Hero.32 all’Hero.Dot Solar che si carica con la luce, fino allo smartwatch Hero.Next, passando per il più maschile Master (accanto). Che ha la cassa di 41 mm con la lunetta in alluminio, e può alternare un look verde petrolio a un altro bianco trasparente. Il prezzo è di 59,90 euro. Ne riparleremo.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/05/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/05/2025

    Cinema, haute cousine e auto d’epoca. Boutique monomarca, campagne pubblicitarie e mostre-mercato. Spaziano tra mondi e ambiti diversi – in Italia e all’estero – le notizie delle Cronache dell’orologeria di questa settimana. Che così raccontano le infinite e instancabili attività del marketing nell’industria delle lancette. Buona lettura.

    Amata Umbria

    Si è tenuta lo scorso weekend la Coppa della Perugina, dedicata alle auto d’epoca costruite fino al 1965. Erede della corsa voluta un secolo fa da Giovanni Buitoni, l’edizione 2025 ha visto la partecipazione di oltre 110 equipaggi internazionali. E si è snodata fra il Lago Trasimeno, Gualdo Tadino, la Valsorda, Città della Pieve e naturalmente Perugia. Ancora una volta, Main sponsor e Official timekeeper della manifestazione è stato Eberhard & Co. Che ha premiato con i propri cronografi i vincitori: Portoghese-Rubinie, primi nella classifica assoluta a bordo di una Fiat 103 P Berlina 1100 R del 1967; e Segale-Devoto, primi nella Rievocazione, su una Aston Martin Le Mans del ’33.

    Cronache dell’orologeria… cinematografica

    Danielle e Quentin Tarantino (foto Daniele Venturelli / WireImage courtesy Chopard).

    Consueta parata di stelle sul red carpet del 78° Cannes International Film Festival, che si tiene proprio in questi giorni. Ma per noi i riflettori sono puntati sulle celebrities che indossano gli orologi della Maison Chopard, Official partner dell’evento fin dal 1998 e creatrice della Palma d’Oro. Come Quentin Tarantino, Patrick Schwarzenegger, Robert Pattinson, o ancora William Abadie, Greg Tarzan Davies, Juno Mak, Louis Koo… Tutti con al polso un diverso esemplare della collezione L.U.C: con la cassa in oro “etico”, in platino o in Lucent Steel, il quadrante in smalto o in lacca ma sempre con calibri di manifattura. Perfetti per l’atmosfera glam-chic delle serate.

    Sempre a Cannes, anche quest’anno Chopard ha organizzato un dîner privé per selezionatissimi ospiti. Sul rooftop dell’Hôtel Martinez affacciato sulla Croisette, la Co-Presidente nonché Direttrice artistica Caroline Scheufele ha accolto un ristretto gruppo di amici, tra cui la Presidente della giuria Juliette Binoche, la modella Irina Shayk, l’attrice Amina Khalil. Tutti insieme hanno celebrato la collezione di orologi L’Heure du Diamant, che brillava letteralmente nelle teche. A firmare la cena placé lo chef Sylvestre Wahid (due stelle Michelin). Poi il live della cantautrice Sienna Spiro, seguito dal Dj set di Nathalie Duchêne, per tirar tardi…

    Sempre a proposito di grande schermo, ma lontano dai riflettori della Croisette… La “famiglia” di Omega si è allargata: e ha accolto Aaron Taylor-Johnson, anche fisicamente. Non appena è stato nominato ambasciatore, infatti, l’attore britannico è andato subito nel quartier generale della Marca, in quel di Biel/Bienne. Un bel colpo, per lui che è appassionato di orologi: paragonabile alla fama di Kick-Ass, al successo del “suo” John Lennon in Nowhere Boy o al Golden Globe che si è aggiudicato per il serial killer di Animali notturni. Tant’è che, durante la visita in manifattura, aveva già al polso uno Speedmaster First Omega in Space. È evidente che il ragazzo se ne intende…

    Cronache dell’orologeria… gastronomica

    Cyrus Genève ha un nuovo friend of the Brand: lo chef stellato Stefan Heilmann. Di origini tedesche, classe 1982, si è guadagnato le prime due stelle Michelin nel 2016 come capo chef del ristorante Ecco all’Hotel Atlantis di Zurigo. Poi di nuovo, altre due stelle come Executive Chef del lussuoso boutique hotel Widder, sempre a Zurigo, e l’anno successivo il titolo di Chef svizzero dell’anno da parte della guida indipendente Gault Millau. Nei piatti combina le tradizioni della cucina francese con sapori esotici, ispirati ai suoi viaggi. Che sia proprio per sottolineare la vocazione internazionale della sua cucina che si è messo al polso un Klepcys GMT Retrograde? Chissà…

    Tra fate e ballerine

    In Italia, questa primavera, gli appassionati di Van Cleef & Arpels hanno a disposizione due nuovi indirizzi per trovare le preziose creazioni della Maison. Prima di tutto la boutique monomarca di Firenze, inaugurata il 7 maggio scorso in un antico palazzo nella centralissima via de’ Tornabuoni. Dove oltretutto, fino alla fine di luglio, sarà possibile visitare la mostra Welcome to Van Cleef & Arpels’ world, che riunisce una selezione di pezzi storici provenienti dalla raccolta parigina. E poi il temporary store di Capri, aperto in via Camerelle fino al 31 ottobre prossimo. Accanto ai monomarca di Milano e Roma, altri due spazi in cui immergersi nel mondo incantato della Maison…

    Kermesse al Castello

    La location merita, già di suo. Perché è uno dei luoghi più fascinosi e magici della Lombardia: un antico maniero, immerso nella campagna e circondato dall’originario fossato (con tanto di fantasma, la Dama Bianca). Se poi ci aggiungete che farà da cornice a un evento imperdibile, capite perché domenica 25 maggio sarà tassativo andare al Castello di Padernello (Borgo San Giacomo, Bs). Dove più di 50 espositori selezionati si riuniranno per Orologiko Mania: l’occasione perfetta per vedere, scambiare o acquistare orologi di tutti i generi – da polso, da tasca, pendole grandi e piccole. Ingresso libero, dalle 11 (le 10 per i soci) alle 18. Una festa per tutti gli appassionati.

    La Forza sia con voi

    Sarà lanciata il 21 maggio la nuova campagna di comunicazione di Breil. Composta da un video e una serie di immagini, sintetizza i valori e l’identità del Marchio milanese attraverso il payoff We are made of Steel – in riferimento al principale materiale con cui sono fatti i gioielli e gli orologi in catalogo. “Una celebrazione della forza condivisa, dell’autenticità e del coraggio di affermarsi, insieme”, spiega il comunicato ufficiale. Con la regia di Laura Days e la fotografia di Matteo Strocchia, la campagna è stata realizzata dall’agenzia Kiwi, Part of Uniting Group. E seguirà un’imponente pianificazione, soprattutto digitale e social. Impossibile non vederla…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • L’Omega Speedmaster e i 60 anni della “qualificazione” Nasa

    L’Omega Speedmaster e i 60 anni della “qualificazione” Nasa

    Gli anniversari rappresentano per il mondo dell’orologeria occasioni straordinarie per riportare alla memoria o celebrare modelli che, in un modo o nell’altro, hanno fatto la storia di un marchio. Nuove complicazioni, materiali inediti, genesi di collezioni divenute iconiche nel tempo sono motivi più che validi per riprendere gli orologi a distanza di decadi, rivisitarli in chiave moderna e proporli agli appassionati. Omega, dobbiamo ammetterlo, vanta primati di prestigio assoluto, molti dei quali legati alla collezione di cronografi a carica manuale Speedmaster.

    Considerata un’icona fuori dal tempo, la serie di Omega Speedmaster ha per esempio prodotto la referenza 105.012-65 che il 20 luglio 1969 ha accompagnato gli astronauti della missione Apollo 11 nel primo allunaggio della storia. Un’impresa memorabile che – come tutti sanno – è valsa allo Speedmaster in questione e ai modelli che ne hanno tratto ispirazione negli anni a venire il nome di Moonwatch (Orologio della Luna). 

    Non tutti sanno però che una precedente referenza della stessa serie (la 105.003) aveva già partecipato a importanti missioni spaziali statunitensi. E che la certificazione con cui la Nasa ha dichiarato quell’esemplare idoneo alla conquista dello spazio risale al 1° marzo 1965. Ecco, in questo 2025 Omega festeggia il 60° anniversario di quello storico traguardo. Di cui, nei paragrafi che seguono, provo a ripercorrere le tappe.

    Un orologio meccanico da affiancare ai misuratori elettronici

    Anno 1963. Si conclude il progetto Mercury, il primo programma spaziale a stelle e strisce ad aver inviato esseri umani in orbita intorno alla Terra. Sette astronauti in tutto, passati alla storia come i “Mercury Seven”, hanno di fatto inaugurato la corsa allo spazio, affidandosi totalmente alle strumentazioni elettroniche dei vari moduli. Strumentazioni tanto avanzate (in relazione ai tempi, s’intende) quanto dipendenti dalla corrente elettrica fornita dagli accumulatori di bordo.
    Ma per le missioni future gli astronauti chiedono di poter affiancare ai misuratori elettronici degli orologi meccanici, il cui funzionamento fosse indipendente dalla corrente elettrica. La richiesta è ufficialmente inoltrata a Donald Kent “Deke” Slayton, Direttore delle Operazioni Nasa per i programmi spaziali Mercury, Gemini e Apollo.

    Anno 1964. Slayton accoglie la richiesta e la inoltra a diverse manifatture orologiere chiedendo l’invio di cronografi meccanici di alta qualità. Questi sarebbero stati sottoposti a rigorosi test interni coordinati dall’ingegnere James Ragan. A spedire i propri campioni ai laboratori Nasa – secondo alcune fonti – sono soltanto quattro marche. Secondo altre sarebbero state dieci.
    Noi del Giornale degli Orologi conosciamo anche una versione inedita alla quale sentiamo però di dar credito. In un’intervista rilasciata dallo stesso Ragan ad Augusto Veroni, di cui qui trovate un estratto, l’ex ingegnere fa riferimento a orologi acquistati da emissari della Nasa in incognito presso diversi rivenditori americani.

    Le prime selezioni. E Omega va avanti

    In un caso o nell’altro, Omega partecipa alla storica selezione. Alcuni orologi sono scartati in partenza, non possedendo i requisiti di base per poter accedere ai test. Ne restano tre: Omega, con lo Speedmaster ref. 105.003, è fra questi. È un cronografo da 39,7 mm di diametro, con indici luminosi in trizio (il Super-LumiNova sarebbe arrivato quasi 35 anni più tardi), scala tachimetrica sulla lunetta, vetro in plexiglas, pulsanti crono di medie dimensioni e assenza di spallette di protezione per la corona.

    Ad animarlo il famoso calibro 321 basato su ruota a colonne. I test hanno inizio. Due degli orologi in prova si fermano già al primo, quello dell’alta temperatura: 70° C per le prime 48 ore, 90° C per i successivi 30 minuti. Deformazione delle lancette e del vetro zaffiro le cause principali del fallimento. L’Omega Speedmaster ne esce indenne e va avanti. 

    L’accelerazione del razzo Saturn V

    Vi lascio immaginare quali e quanti test l’orologio selezionato avrebbe dovuto superare per essere considerato così affidabile da essere incluso fra gli strumenti in dotazione ai piloti. Le missioni non ammettono errori, né possibilità di recupero: un orologio deve funzionare dalla partenza al rientro sulla Terra. Qualsiasi anomalia di marcia o arresto non sarebbero stati in alcun modo rimediabili. Badate bene che un orologio meccanico poteva fare la differenza fra il successo e l’insuccesso di una missione, come qualche anno più tardi avrebbe dimostrato la missione Apollo 13. Anche a tal riguardo vi sveliamo alcune curiosità nella nostra intervista a James Ragan.

    Senza entrare nel merito delle condizioni fisiche e delle continue variazioni di temperatura e pressione cui gli orologi sarebbero stati sottoposti, vi ricordo che le accelerazioni subite dai piloti durante le varie sequenze di lancio sono ai limiti della tolleranza per qualsiasi adulto non opportunamente allenato e formato. Vi do giusto qualche numero.
    Il mitico Saturn V, il razzo che ha portato in orbita il LEM (Lunar Excursion Module, il mezzo che si sarebbe poi posato sulla superficie lunare quella notte di luglio del 1969), nella prima sequenza di lancio aveva il compito di raggiungere un’altitudine di 61 km a una velocità di 8.600 km/h in appena due minuti e mezzo. L’accelerazione necessaria era tale da far raggiungere al Saturn V i 2 km di quota alla velocità di 1.800 km/h.        

    11 test in tutto. L’Omega Speedmaster è l’unico a superarli

    I test riservati agli orologi furono in tutto 11. Quei test, come in più occasioni l’ingegnere Nasa James Ragan ha ricordato, erano gli stessi cui erano sottoposti gli altri strumenti di bordo. «Il fatto che un orologio riuscisse a superare quei test sorprese persino me», ricorda Ragan. «Quello specifico ambiente era stato creato per i dispositivi destinati alle navicelle. Era tutt’altro che facile. Quei test erano i più estremi cui si potesse sottoporre un dispositivo».

    Senza entrare nel merito di ciascuna prova, mi limito a elencarle per tipo. Test alle alte temperature, test alle basse temperature, test sottovuoto, test di umidità, test di corrosione, test di resistenza agli urti, test di accelerazione, test alle basse pressioni, test alle alte pressioni, test di vibrazione e test del suono. Il test di accelerazione, ritenuto cruciale per un orologio che doveva seguire un razzo spaziale nella sua complessa fase di lancio, consisteva nel sottoporre l’orologio a una forza massima di 7,25 G per 5 minuti, per poi incrementarla fino a 16 G, lungo tre assi, per un intervallo di tempo pari a 30 secondi. G è l’accelerazione di gravità, quella subita da qualsiasi corpo in caduta libera in un campo gravitazionale, e assume un valore medio di 9,8 m/s2. Moltiplicando per 16 questo valore, si ottiene l’impressionante accelerazione di 156,8 m/s2.   

    Prima dell’Apollo 11. Le missioni del programma Gemini

    L’unico ad arrivare fino alla fine del percorso segnando sempre l’ora esatta fu l’Omega Speedmaster ST 105.003. La Nasa, quel 1° marzo 1965, era finalmente in possesso dell’orologio che avrebbe preso parte alle successive missioni spaziali con equipaggio.

    Solo dopo tre settimane infatti, l’Omega Speedmaster ST 105.003 avrebbe accompagnato gli astronauti Virgil Ivan “Gus” Grissom e John Young nella missione Gemini 3. Poi, dopo aver beneficiato di alcuni miglioramenti, Edward White nella celebre e fotografata “passeggiata spaziale” del 1965, nella missione Gemini 4. E ancora, nel 1968, nella missione Apollo 8 che per la prima volta svelò all’occhio umano “l’altro lato della Luna”. Per consegnarsi definitivamente alla Storia (quella con la “S” maiuscola), il 20 luglio 1969, con la missione Apollo 11, il primo e memorabile allunaggio di Neil Armstrong e Buzz Aldrin. 

    È importante sottolineare che gli esemplari utilizzati in quegli anni oltre i confini terrestri erano gli stessi destinati da Omega alla vendita. Gli stessi cioè che le persone comuni potevano ammirare nelle vetrine dei negozi e comprare. L’unica modifica apportata e richiesta dagli stessi piloti consisteva in un cinturino in Velcro® che permetteva di indossarli sopra la tuta spaziale.        

    Gli Omega Speedmaster Moonwatch oggi

    Faccio una premessa a scanso di equivoci: tutti i Moonwatch sono Speedmaster, ma non tutti gli Speedmaster sono Moonwatch. Questo perché la serie dei cronografi Speedmaster è nata nel 1957 ispirandosi al mondo delle auto da corsa, non all’esplorazione spaziale. La mitica lunetta con scala tachimetrica, pensata per misurare la velocità media di un’auto sulla distanza di 1 km, ne è una diretta testimonianza.

    Gli attuali Omega Speedmaster ’57 (diametro di 40,5 mm) rappresentano infatti l’evoluzione di quei primi modelli. Gli Speedmaster First Omega in Space (diametro di 39,7 mm) si ispirano invece a un esemplare precedente a quello che ha ottenuto la qualificazione Nasa del ’65 e che quest’anno festeggia i 60 anni. Si tratta dell’Omega CK 2998 indossato dall’astronauta Walter Schirra il 3 ottobre 1962 per la missione Sigma 7 del progetto spaziale Mercury. Non un orologio testato in particolari condizioni, ma – stando a quanto tramandato – una scelta personale del pilota.

    Poi ci sono gli Speedmaster Dark Side of the Moon (diametro di 44,24 mm), ispirati agli esemplari utilizzati dagli astronauti dell’Apollo 8 che nel 1968 hanno visto per la prima volta la “faccia nascosta della Luna”. E ancora gli Speedmaster Calibro 321 (diametro di 39,7 mm), che montano un movimento sviluppato a partire da quello in uso fino al 1968. Interamente revisionato, è il risultato di due anni di studi e ricerche nei quali il Marchio ha utilizzato addirittura la Tac per esplorare l’interno dell’ST 105.003 che aveva al polso Eugene “Gene” Cernan durante l’Apollo 17 del 1972.

    E veniamo ai Moonwatch derivati da quello usato per il primo sbarco sulla Luna del 1969, base per i modelli contrassegnati dalla dicitura “Professional”. Hanno tutti la cassa di 42 mm di diamtero, il vetro in esalite (plexiglas) o zaffiro sintetico a seconda delle referenze, calibro Omega 3861 a carica manuale (come l’originale) e sono fatti di vari materiali che spaziano dall’acciaio inossidabile all’oro Sedna o all’oro Canopus. Emblematico il fondello a vite che riporta incise le famose scritte: Flight-Qualified by Nasa in 1965 for all manned space missions. E ancora: The first watch worn on the Moon. Il resto è storia.        

  • Seamaster Bronze Gold, l’evoluzione dell’Omega “James Bond”

    Seamaster Bronze Gold, l’evoluzione dell’Omega “James Bond”

    La collezione Omega Seamaster Diver 300M si amplia con due nuovi modelli che abbinano il Bronze Gold, un materiale speciale a cui dedico sotto un intero paragrafo, al color borgogna della lunetta in alluminio. Il primo (ref. 210.92.42.20.01.003) unisce alla cassa in Bronze Gold un cinturino in caucciù di colore nero, il secondo (ref. 210.90.42.20.01.003) punta interamente sulla pregiata lega metallica, sia per quanto riguarda la cassa, sia per il bracciale in maglia milanese. Entrambi prendono ispirazione dal famoso Seamaster Diver 300M 007 Edition in titanio del 2020, indossato da Daniel Graig/007 durante le riprese di No Time do Die, 25° film della saga cinematografica legata a James Bond, l’agente segreto più famoso del cinema.  

    I precedenti   

    Un esemplare, quest’ultimo, che negli ultimi tempi ha dato vita ad almeno due versioni degne di nota, attualmente in catalogo. In primis il Seamaster Diver 300M in acciaio. Avvistato in anteprima al polso dello stesso attore britannico la scorsa estate, durante le Olimpiadi di Parigi, ha suscitato scalpore fra gli appassionati del Brand, che si sono calmati solo con il lancio ufficiale dell’orologio, in autunno. O, meglio, degli orologi, quattro in tutto (li vedete nella gallery in alto), con la cassa di 42 mm dal vetro zaffiro a box. Maggiore apprezzamento sembra aver avuto la referenza più marcatamente vintage: con il quadrante e l’inserto della lunetta realizzati in alluminio anodizzato nero, e il bracciale in maglia milanese. Proprio come quello di James Bond.

    Un’altra variazione sul tema è poi uscita in dicembre. In questo caso la gamma del Seamaster Diver 300M è stata arricchita da un esemplare dal look verde con dettagli color oro. Stessa cassa in titanio grado 2 spazzolato, stesso diametro da 42 mm, stesso vetro zaffiro a box del James Bond. Cambia però la lunetta, che è in Bronze Gold, anche se mantiene l’inserto in alluminio anodizzato. Sempre in alluminio anodizzato anche il quadrante, mentre la corona e la valvola di decompressione sono in Bronze Gold, riportato in Pdv anche su lancette e indici applicati. Due le opzioni per allacciarlo al polso: bracciale in maglia milanese o cinturino in caucciù. Vi rimando al sito ufficiale di Omega per conoscere i prezzi e soprattutto vedere l’intera collezione, per cogliere a colpo d’occhio le differenze fra i tanti modelli.

    Affinità

    Anche i due nuovi Omega Seamaster Diver 300M Bronze Gold ripropongono i tratti salienti dell’originale di James Bond cui si ispirano. Per esempio, la vocazione alle immersioni – tratto storicamente distintivo della linea – è confermata dall’impermeabilità fino a 30 bar (come si evince dal nome) e dalla valvola di decompressione, posta a ore 10 e ad azionamento manuale.
    Il materiale luminescente che riveste gli indici applicati, le tre lancette, nonché gli elementi grafici della lunetta, è riproposto ancora nel suggestivo color sabbia dall’effetto vintage. Che, in condizioni di scarsa luminosità ambientale, si “accende” di azzurro per consentire una facile lettura dell’ora e dei tempi di immersione. La lancetta dei minuti invece ha un’emissione verde.

    Rimane immutato anche il materiale del quadrante e della lunetta: l’alluminio anodizzato. Nero sabbiato per il quadrante, un bel borgogna – il bordeaux tipico dei vini dell’omonima regione francese – per l’inserto della lunetta. Si tratta, per essere precisi, di un processo di anodizzazione che utilizza come elettrolita l’acido ossalico. Meno diffuso del metodo che si serve di acido solforico, è stato brevettato in Giappone nel 1923 e ampiamente adottato in Germania, soprattutto nelle applicazioni architettoniche. Ricordo che l’anodizzazione offre molteplici vantaggi: crea uno strato notevolmente più sottile rispetto alla vernice o alla polvere, ma estremamente persistente e duro, resistente all’abrasione, all’usura, ai graffi e alla corrosione. Oltretutto non sbiadisce nemmeno in tempi lunghi.

    Il calibro 8806 montato nel Seamaster Bronze Gold

    Il movimento, di manifattura, è il noto Calibro 8806, derivato dall’8800 del 1999 e caratterizzato, come quest’ultimo, dall’implementazione di uno scappamento coassiale (Co-Axial), messo a punto dalla stessa Omega. Più nel dettaglio, il calibro 8806 si distingue dall’8800 per l’assenza della data. Ed è uno dei più affidabili e di pregio nella sua fascia di prezzo, non solo per l’uso dello scappamento Co-Axial in luogo del più diffuso scappamento ad àncora svizzera, ma anche per le finiture che lo impreziosiscono, in molti punti realizzate a mano. Lo si capisce non appena lo si osserva attraverso il fondello in vetro zaffiro. Le lavorazioni artigianali eseguite sulla platina e sulla massa oscillante (ad azione di carica bidirezionale) e le viti brunite ne sono un chiaro indizio.

    Senza entrare nel merito delle peculiarità costruttive, è bene ricordare che lo scappamento Co-Axial è stato sviluppato da Omega per garantire ai propri orologi una maggiore precisione e una migliore resistenza meccanica. Lo scappamento ad àncora svizzera comporta infatti una maggiore quantità di attriti fra gli elementi che lo compongono (ruota, ancora, ponte e plateau), favorendone l’usura e richiedendo interventi di lubrificazione più frequenti. Lo scappamento coassiale invece, benché più complesso dal punto di vista strutturale, riduce gli attriti in favore della costanza di marcia e della minore usura meccanica.

    Se ciò non bastasse, aggiungo che il calibro Omega 8806 sfrutta un bilanciere a inerzia variabile con spirale in silicio, resistente ai campi magnetici, ed è certificato Master Chronometer dall’Istituto Federale Svizzero di Metrologia (Metas). Una certificazione che riguarda l’impermeabilità, le prestazioni cronometriche, l’autonomia (55 ore nel caso dell’Omega Seamaster Diver 300M) e l’antimagnetismo.              

    Il Bronze Gold di Omega

    A scanso di equivoci, faccio una precisazione: il Bronze Gold di cui Omega fa ampio uso con i nuovi Omega Seamaster Diver 300M non è uno speciale tipo di oro color bronzo. Al contrario, è una variante di bronzo color oro. Lo sottolineo perché qualora foste attratti dalla referenza in Bronze Gold totale (la 210.90.42.20.01.003), vi trovereste di fronte a un modello con cassa e bracciale in bronzo. Un bronzo speciale, sì, che contiene oro in piccola percentuale, ma pur sempre un bronzo. Mi spiego meglio.

    Il bronzo altro non è se non una lega metallica ottenuta mettendo insieme e fondendo rame e stagno. Quest’ultimo, in percentuale che di solito non supera il 9%. Ai due componenti principali se ne aggiunge spesso un terzo (e anche un quarto se serve), in proporzioni variabili per ottenere leghe che soddisfino determinate proprietà chimico-fisiche. Nel caso di Omega e del Bronze Gold, i componenti che si aggiungono al rame e allo stagno sono l’oro 9K (9 carati), il palladio e l’argento. L’oro 9K, a sua volta, è una lega di oro e argento, in cui il metallo nobile per eccellenza rappresenta il 37,5% del totale.

    Ne deriva una lega metallica ricercata, che risponde ai requisiti di resistenza alla corrosione e di durata nel tempo. Il Bronze Gold infatti, anche se indossato ogni giorno, non risente dell’effetto ossidante dell’ambiente (che spesso nel bronzo si manifesta con patine di colore verdastro), mantenendo invariato il colore nel tempo. Un materiale, quindi, fuori dall’ordinario, messo a punto negli anni dal team di ricerca e sviluppo di casa Omega. E come tale, anche abbastanza costoso. Tanto più se si considera che viene finemente lavorato per dar vita a un bracciale in maglia milanese.

    Considerazioni e prezzi

    La serie Omega Seamaster Diver 300M è fra le più apprezzate sul panorama degli orologi subacquei di alta orologeria. L’ampia varietà di materiali e colori che si ritrovano in collezione (al momento in cui scrivo conta quasi 60 referenze) permette a chiunque di individuare la propria combinazione preferita. L’abbinamento del Bronze Gold con il quadrante nero e la lunetta borgogna a mio avviso è particolarmente azzeccato. Il contrasto cromatico si accentua ancora di più nel modello con cinturino nero in caucciù. I prezzi sono quelli a cui Omega ci ha ormai abituati: 15.600 euro per la referenza col cinturino; 31.200 euro per quella col bracciale.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/03/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/03/2025

    Tra sport, intrattenimento e curiosità, queste Cronache dell’orologeria riuniscono personaggi ed eventi finiti sotto i riflettori dell’industria del tempo nelle ultime settimane. Notizie brevi esposte alla spicciolata, senza un ordine cronologico, raccontate sempre in modo semplice e diretto. Necessariamente sintetiche per non farvi perdere tempo, ma sufficienti per tenervi informati. Qualcuna vedrà poi un opportuno approfondimento nei prossimi giorni. Buona lettura!

    Campagna urbana

    Sul grande schermo lo abbiamo visto recitare in Alien: Romulus, ma è noto soprattutto per il ruolo di Mal nella serie Netflix Tenebre e ossa. Ora Archie Renaux è protagonista anche della nuova campagna realizzata da Tissot. Sullo sfondo di una modernissima metropoli, l’attore britannico si muove con sicurezza e sembra controllare il tempo e gli elementi naturali con il suo PRC 100 Solar, che cattura la luce grazie all’innovativa tecnologia Lightmaster Solar. Del resto, pare proprio che nella vita reale sia un vero appassionato di orologi…

    Fascino da vendere

    Austin Butler è il nuovo volto di Breitling. Diventato famoso per l’interpretazione magistrale di Elvis, l’attore statunitense ha legato la propria immagine a ruoli libertari (The Bickeriders, Masters of the Air). Ed è quindi perfetto per incarnare il nuovo Top Time B31 del Brand. Detto, fatto: eccolo come protagonista della campagna per il primo “solo tempo” sviluppato in-house in quel di Grenchen. Ma lo si è già visto indossare anche un Navitimer e un Chronomat. Mentre Kern ha dichiarato che faranno un pezzo unico solo per lui. Staremo a vedere.

    Futuristiche visioni

    Vivian Stauffer, Ceo di Hamilton, con Hideo Kojima

    Nuovo excursus di Hamilton nel mondo dei videogame. Stavolta ha collaborato con il visionario Hideo Kojima per l’attesissimo sequel di Death Stranding. Ma non si è limitato a inventare l’orologio in-game di Death Stranding 2: on the Beach. Lo ha anche realizzato fisicamente. I progettisti del Marchio hanno infatti sviluppato, sulla base dell’American Classic Boulton, un esemplare reale in grado di riflettere le atmosfere tecno-apocalittiche del gioco. Il risultato – lo vedete in alto – sarà in vendita da giugno, per l’uscita di Death Stranding 2.

    Artistici frame

    In mostra a 24 OpeRE: Mario Giacomelli, Scanno, 1957. (Foto Cecé Casile courtesy Eberhard & Co.)

    Dal 20 al 23 marzo, al SuperStudio Più di via Tortona, a Milano, si tiene Mia Photo Fair, la principale fiera d’arte in Italia dedicata alla fotografia. Tra gli sponsor, anche quest’anno, Eberhard & Co.: che stavolta organizza nel proprio Spazio la mostra 24 OpeRE, improntata sul dialogo fra l’immagine – una per ogni ora del giorno – e la cornice. Nei 24 scatti di grandi fotografi – da Antonio Biasiucci a Luigi Ghirri, tanto per citarne un paio – il soggetto è infatti inquadrato all’interno di una creazione realizzata ad hoc dall’artista Cecé Casile. Da vedere.

    Senza tempo

    Non è frequente vedere gli orologi nelle sfilate, almeno ai nostri giorni. Louis Vuitton ha quindi stupito gli addetti ai lavori per averli fatti uscire sulle passerelle dell’Autunno-Inverno 2025/26. Si trattava di alcuni pezzi storici, parte della collezione LV II, disegnata da Gae Aulenti nel 1988. Da polso o sautoir, con la cassa in ceramica verde o nera (e il movimento al quarzo con funzione di sveglia), sono apparsi in cinque look a rappresentare lo spirito del viaggio, caro alla Maison. Ma hanno anche dimostrato quanto un design ben fatto resti sempre attuale.

    Cronache dell’orologeria… ampezzana 1

    A Cortina d’Ampezzo, si è conclusa ieri la WinteRace, gara di regolarità classica che ha visto per l’ottava volta Girard-Perregaux nel ruolo di cronometrista ufficiale. Questa 12a edizione – riservata a una settantina di iscritti, fra vetture storiche (la più vecchia datata 1935) e Icon (costruite dal 2000 a oggi) – si è svolta lungo un percorso di 460 km, tra Italia e Austria. Ed è stata occasione di lancio del Laureato Skeleton WinteRace Edition (in alto), una special edition dell’esemplare scheletrato già in catalogo, interamente in ceramica nera.

    Cronache dell’orologeria… ampezzana 2

    Omega, come sempre, sarà cronometrista ufficiale anche delle prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. A un anno esatto dall’apertura dei Giochi Paralimpici, il 6 marzo scorso, la Maison di Biel ha quindi fatto partire il tradizionale Countdown Clock, installato in piazza Angelo Dibona, nel centro della cittadina sulle Dolomiti. Oltre alle autorità riunite per il taglio del nastro, da segnalare la presenza di due Brand ambassador paralimpici: l’americana Oksana Masters, specialista nel biathlon, e lo sciatore svizzero Théo Gmür.

    Melbourne, Albert Park

    Chi ieri si è svegliato alle 5 di mattina per seguire la prima gara della stagione, lo avrà notato di sicuro. TAG Heuer ha debuttato al GP d’Australia come official timekeeper della Formula 1. Anche se il nome più visto, fuori e dentro la pista, è stato quello di Louis Vuitton, title sponsor della corsa, il Brand si è messo in evidenza con il Pit Lane Clock. Un orologio ad alte prestazioni e di grandi dimensioni – 1,2 metri di diametro, 35 chili di peso -, integrato nel sistema di cronometraggio. Lo rivedremo in futuro, sincronizzato su ogni circuito…

    Bitcoin, Ethereum & Co.

    Pisa 1940 sta per introdurre i pagamenti in criptovalute. Grazie alla collaborazione con Luna Pay, potrà accettare la maggior parte delle criptomonete sia nel flagship store di via Verri a Milano, sia online, sul sito ufficiale. Diventa così il primo retailer italiano di orologi e gioielli ad adottare questo servizio di pagamento, che offre transazioni tecnologicamente avanzate, rapide e sicure a una nuova generazione di collezionisti e appassionati. Un ulteriore passo avanti nella trasformazione digitale dell’azienda, intrapresa negli ultimi anni.

    Passione per la precisione

    Un nuovo logo, un nuovo sito internet, nuovi social media e una nuova newsletter. È chiaro: il Cosc – il Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres – si rinnova. Ma non è solo una questione di immagine. Dopo più di 50 anni al servizio delle aziende come garanzia di costanza di marcia e affidabilità dei calibri, ora si rivolge anche ai clienti finali. In tempi brevi, una nuova certificazione sarà destinata ai privati che potranno conoscere i dati specifici del movimento montato nel loro orologio. In nome dell’eccellenza svizzera.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai.. .E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • LuxeConsult, Morgan Stanley e l’orologeria svizzera nel 2024

    LuxeConsult, Morgan Stanley e l’orologeria svizzera nel 2024

    I numeri ufficiali dei grandi marchi orologieri svizzeri sono da sempre meglio custoditi dei tre segreti di Fatima. Potreste torturare manager e amministratori delegati, ma non scucireste loro nemmeno una virgola su vendite, ricavi e fatturati. Per fortuna, però, in questo caso non serve scomodare il Papa per avere qualche idea. Anche quest’anno, come nei precedenti sette, ci hanno pensato la società di consulenza LuxeConsult e l’istituto finanziario Morgan Stanley a provare a fotografare le performance dei 50 brand principali sul mercato nel 2024.

    Lo hanno fatto elaborando stime relative a fatturato, numero di pezzi venduti, quote di mercato e prezzo medio, per limitarmi ai dati più significativi. Uno studio che, insieme al Deloitte Swiss Watch Industry Study, è lo strumento più chiaro e attendibile per avere un’idea della direzione presa dall’industria orologiera svizzera.

    La top 50 del report relativo al 2023 (fonte: LuxeConsult, Morgan Stanley Research estimates)

    Se, da un lato, il rapporto relativo al 2023 aveva mostrato un record nell’andamento del mercato, dall’altro indicava un potenziale rallentamento delle vendite per il 2024. Una frenata dovuta a un contesto macroeconomico e geopolitico incerti, che avrebbero potuto influire sulla domanda negli Stati Uniti, in Europa e soprattutto in Cina. Non che fosse necessario essere il Divino Otelma per prevederlo, ma i dati di export del 2024 hanno confermato in pieno le previsioni di LuxeConsult e Morgan Stanley e il loro nuovo rapporto annuale ci mette sopra il suo bel timbro.

    L’industria e le conferme di LuxeConsult e Morgan Stanley

    Come ho scritto poco più di un mese fa, secondo la Federazione svizzera dell’industria orologiera (FHS), esportazioni e fatturato globale nel 2024 sono calati. Chi lo ha visto come una normalizzazione, chi come l’inizio di una recessione. In ogni caso, gli attori dell’industria hanno lavorato all’insegna della prudenza. Se, da un lato, la FHS fornisce un’immagine generale del settore, il rapporto di LuxeConsult e Morgan Stanley ha il pregio di fare “nomi e cognomi”. Fuor di metafora, di analizzare le performance dei marchi affiancandovi numeri e percentuali. Stimati, sottolineo ancora.

    Ciò che colpisce nel rapporto annuale riferito al 2024 è la certificazione di una polarizzazione del mercato. Da una parte i grandi brand che non hanno quasi sofferto o hanno continuato a crescere; dall’altra, il medio e basso di gamma che ha registrato un calo delle vendite. È una dinamica comune a quasi tutte le categorie merceologiche che fanno parte dei beni di lusso, ma nell’orologeria la tendenza è ancora più evidente. Lo scorso anno, gli orologi con un prezzo superiore ai 50mila franchi hanno rappresentato il 33,5% del valore totale delle esportazioni svizzere.

    Inoltre, va sottolineato che nel 2024 non si è contratto solo il fatturato complessivo stimato dei primi 50 marchi, passato dai 36,127 miliardi di franchi del 2023 a 35,258 miliardi, ma anche il numero di pezzi venduti, passati da quasi 16 milioni a poco più di 13 milioni. Prima ho scomodato il Divino Otelma, ora scomodo Einstein: non serve essere un genio per capire che questa dinamica indica un aumento significativo del prezzo medio degli orologi nel corso di un anno. Certo, ci potranno anche essere marchi che hanno venduto meglio le referenze più costose, ma il trend generale parla di un innalzamento di buona parte delle soglie di prezzo.

    La top 10 di LuxeConsult e Morgan Stanley

    Entrando nel dettaglio dei marchi, la classifica dei primi dieci per fatturato non è cambiata dal 2023: Rolex, Cartier, Omega, Audemars Piguet, Patek Philippe, Richard Mille, Longines, Vacheron Constantin, Breitling, Tissot. Di questi, la metà è cresciuta rispetto all’anno prima, altri cinque sono calati. E dei cinque cresciuti, quattro sono brand indipendenti: Rolex (10,5 miliardi di franchi circa), Audemars Piguet (2,4 miliardi), Patek Philippe (2,3) e Richard Mille (1,6). Il quinto cresciuto è Cartier (a oltre 3 miliardi).

    La top 50 relativa al 2024. A fianco dei brand, una freccina indica chi è salito e chi è sceso: (fonte: LuxeConsult, Morgan Stanley Research estimates)

    Uno sguardo dettagliato alle prime posizioni evidenzia quella polarizzazione cui ho accennato all’inizio. Se i quattro indipendenti di cui sopra continuano a crescere pur in una situazione generale non facile, i gruppi quotati in Borsa hanno perso quote di mercato complessive. Giù LVMH – pur con le eccezioni di Bulgari e TAG Heuer, passato dal 15° all’11° posto -, Richemont e Swatch Group, che ha registrato un calo delle vendite del 14,6%. Stesso destino per altri indipendenti meno strutturati. Nello specifico, il dato aggregato di Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet e Richard Mille parla di una quota di mercato del 47%. Nel 2019, ultimo anno “sano” prima dello tsunami del Covid, questa percentuale si fermava al 36,8.

    Clamoroso il caso di Rolex che, pur essendo cresciuto meno nel 2024 rispetto al 2023, è arrivato ad avere una quota di mercato del 32%, dal 30% dell’anno prima. Solo Rolex, senza Tudor, che anzi è passato dalla 17a alla 21a posizione (da 545 a 360 milioni di franchi). Per quanto ne so, nessun altro marchio nel mondo del lusso ha una posizione così dominante nel proprio settore merceologico. A suffragare un aumento medio dei prezzi o la predilezione per referenze preziose, c’è la dinamica proprio di Rolex. Meno pezzi venduti (da 1 milione e 240.000 a 1 milione e 176.000) ma fatturato in crescita.

    I gioiellieri e gli indipendenti

    Un discorso a parte merita Cartier, secondo dietro a Rolex pur con uno scarto abissale (poco più di 3 miliardi di fatturato, 680.000 pezzi venduti e una quota di mercato dell’8%). È infatti, insieme a Van Cleef & Arpels, l’unico marchio del Gruppo Richemont in crescita. E non è un caso che entrambi siano gioiellieri e orologiai: l’altro brand con questa natura, Bulgari, è cresciuto anch’esso guadagnando quote di mercato (da 1% a 2%) e fatturato (da 445 milioni di franchi a quasi 500). L’altro gioielliere, Harry Winston, secondo LuxeConsult e Morgan Stanley, è finito nella spirale negativa di Swatch Group dimezzando il fatturato stimato, da 111 a 55 milioni.

    Il report evidenzia infine una tendenza interessante, soprattutto per i collezionisti. La crescita costante e continua dei piccoli marchi artigianali e indipendenti come H. Moser & Cie. e F.P. Journe. Manifatture da poche centinaia se non decine di pezzi all’anno, con prezzi medi di decine di migliaia di euro, stando alle analisi dello studio sono destinate a non conoscere crisi, almeno nel breve termine. Merito di una crescente attenzione verso l’altissima orologeria artigianale e della loro capacità di offrire prodotti con una forte identità distintiva. Non a caso, al 50° posto della classifica è entrato per la prima volta MB&F.

    Una tendenza, quest’ultima, che a suo modo è anch’essa polarizzazione. Anche se quella vera, su cui LuxeConsult e Morgan Stanley ci danno materia per pensare, si trova al vertice della piramide. Con i loro marchi, Rolex, Swatch Group, Richemont e Patek Philippe insieme hanno il 77% delle quote di mercato, che diventano l’82% se ci aggiungiamo LVMH. Too big to fail, insomma, tanto i gruppi quanto l’intera orologeria svizzera? Meditate gente, meditate…

  • MoonSwatch 1965: quando il Moonwatch… imparò a volare

    MoonSwatch 1965: quando il Moonwatch… imparò a volare

    Parafrasando la celebre hit di Britney Spears mi viene da scrivere “Oops! It did it again”. Swatch lo ha fatto ancora, ha lanciato un nuovo MoonSwatch, il MoonSwatch 1965. Questa volta l’occasione sono i 60 anni da quando lo Speedmaster di Omega ha ottenuto la qualifica di idoneità al volo spaziale. Un’occasione coerente con la collezione e con il rapporto che lega MoonSwatch e Speedmaster.

    Il lancio della collezione MoonSwatch a marzo del 2022 è stato l’unico, vero e indiscusso crack dell’orologeria degli ultimi anni. Un’onda lunga che per alcune referenze dura tuttora, anche grazie alla capacità di Swatch di tenere alta l’attenzione sulla linea con nuove uscite periodiche, non sempre a mio avviso coerenti come invece è quello del MoonSwatch 1965.

    MoonSwatch sì, MoonSwatch no

    Al di là dei Mission to Moon con la lancetta dei secondi in oro, con le fragole, i fiocchi di neve, le lanterne svizzere e altre amenità fuori controllo, alcune varianti degli scorsi anni hanno avuto senso. Penso ai due orologi con fasi lunari, il bianco e il nero, con Snoopy accoccolato sulle lune: coerente con la storia lunare dello Speedmaster e con il legame che lo unisce al bracchetto disegnato da Charles M. Schulz. 

    O ancora al Mission to Earthphase, con la complicazione delle fasi terrestri proposta come prima assoluta in orologeria. Una visione che gli astronauti avevano dalla superficie lunare per cui, anche qui, sensata. Un po’ meno, a mio avviso, il Mission to Super Blue Moonphase: l’omaggio alla luna piena di colore blu del 19 agosto, la prima superluna dell’anno, mi è tanto sembrato un modo furbo per tenere viva la collezione. Così come i tre orologi della linea Mission on Earth (Lava, Polar Lights e Desert): dopotutto parliamo di MoonSwatch, non di EarthSwatch.

    Invece stavolta, per come la vedo io, il MoonSwatch 1965 è totalmente sensato. Perché con il suo quadrante candido è un omaggio anche a tutti gli Speedmaster bianchi che, negli anni, sono diventate referenze ricercatissime dai collezionisti. E perché l’ottenimento della qualifica di idoneità al volo spaziale da parte del cronografo di Omega è una delle pietre miliari dell’orologeria, a prescindere dal fatto che l’orologio piaccia o meno.

    Altro che marketing…

    A tal proposito, in questo articolo voglio deliberatamente tralasciare di parlare del MoonSwatch 1965. O meglio, lascio che a farlo siano le didascalie per ciò che riguarda le caratteristiche dell’orologio, che in alcuni casi lo distinguono dagli altri pezzi della collezione, in altri sono quelle che ben conosciamo fin dal lancio del marzo 2022. Credo siano più interessanti un excursus storico (breve, lo prometto, e spero non noioso) sulla corsa allo spazio dell’orologeria negli anni  ’60 e il racconto di ciò che significa, per un orologio, essere abilitato all’uso in orbita.

    Una cosa che chi non è del settore considera spesso come un argomento di vendita, che Omega utilizza da sei decenni per rendere appetibile il proprio cronografo. Qualcosa che, invece, ha alle spalle una serie di procedure e di test rigorosissimi i quali, all’epoca, facevano tremare qualsiasi manifattura orologiera intendesse mandare i propri pezzi in orbita. Il fatto di averli superati era e rimane una conquista tecnologica per l’intero settore.

    Dalla storia al MoonSwatch 1965

    Con l’inizio del programma spaziale americano, la Nasa – l’Agenzia spaziale statunitense – tra le altre cose si mise anche alla ricerca di orologi e cronometri per il calcolo dei tempi a bordo delle navicelle. Dovevano essere strumenti estremamente affidabili per un programma spaziale che puntava a stabilire la superiorità degli Stati Uniti in quel settore, principalmente sull’Urss.

    La selezione ufficiale per avere strumenti capaci di sottostare a prove impegnative in situazioni ambientali estreme, senza perdere precisione e affidabilità, portò alla decisione di scegliere un solo modello prodotto da un singolo marchio. La Nasa chiese a dieci produttori di presentare domanda come fornitori: Elgin, Benrus, Bulova, Gruen, Hamilton, Longines, Mido, Lucien Piccard, Omega e Rolex.

    Stando ai documenti della Nasa presenti nell’archivio dell’Omega Museum di Bienne, risposero all’offerta formale della Nasa per ottenere i cosiddetti RFP (o Request for Proposals) solo quattro marchi dei dieci interpellati: Omega, Longines-Wittnauer, Rolex e Hamilton. Quest’ultima però scartata subito perché, pur realizzando ottimi cronografi certificati, aveva in produzione solo pezzi da tasca.

    Omega mise sul piatto lo Speedmaster ST105.003 – con il calibro Lemania 321 -, Longines-Wittnauer il cronografo 235T, Rolex il 6238, conosciuto anche come pre-Daytona, con un Valjoux 72 nella cassa. Tutt’e tre dovettero sottostare alle terribili prove da sforzo richieste dalla Nasa, che riassumo per comodità più sotto, ma solo lo Speedmaster, benché acciaccato, riuscì a ottenere risultati soddisfacenti. Lo testimonia il resoconto scritto dell’assistente Direttore per le operazioni dell’equipaggio a bordo del Lem di Apollo 11, con data 1° marzo 1965, quella celebrata dal MoonSwatch 1965.

    I risultati dei test

    Secondo il report, il Rolex si fermò due volte durante il test dell’umidità relativa; nel test ad alta temperatura la lancetta dei secondi si piegò e le altre lancette si bloccarono, cosa che indusse la Nasa a non effettuare altri test. Nel Longines-Wittnauer, il vetro si piegò e si staccò durante i test ad alta temperatura e di decompressione. Non furono effettuati ulteriori test su quel cronografo.

    Lo Speedmaster andò avanti di 21 minuti durante il test di decompressione e ne perse 15 durante quello di accelerazione, con anche la distruzione del materiale luminescente durante le prove. Tuttavia, come risultato globale dei test, funzionò in modo soddisfacente e la Nasa ne raccomandò l’impiego per la sua “maggiore precisione, affidabilità, leggibilità e facilità d’uso”.

    All’inferno e ritorno (per Omega)

    Che cosa dovette sopportare quell’orologio cui oggi il MoonSwatch 1965 rende omaggio per poter volare nello spazio? Undici, terribili test, di cui si trova oggi un resoconto nell’archivio storico di Omega. Test ad alte temperature, in cui era esposto a 70°C per 48 ore, poi a 93°C per 30 minuti in un vuoto parziale. Basse temperature: esposto a -18°C per 4 ore. Sotto vuoto: riscaldato in una camera a vuoto e poi raffreddato a -18°C per diversi cicli. Umidità: esposto a dieci cicli di 24 ore in condizioni di umidità superiore al 95%, con temperature tra 25°C e 70°C.

    E poi ancora, test di corrosione: esposto a un’atmosfera di ossigeno a 70°C per 48 ore. Resistenza agli urti: esposto a sei urti di 40 G in sei direzioni diverse. Accelerazione: sottoposto ad accelerazione progressiva a 7,25 G per circa cinque minuti e poi a 16 G per 30 secondi in tre assi. Bassa pressione: sottoposto a una pressione di 10-6 atmosfere a 70°C per 90 minuti, poi a 93°C per 30 minuti. Naturalmente, test in alta pressione: aria a 1,6 atmosfere per 60 minuti. Test di vibrazione, in cui era sottoposto a vibrazioni casuali su tre assi tra 5 e 2.000 Hz, con un’accelerazione di 8,8 G. Infine, il test del suono: bombardato a 130 decibel a frequenze da 40 a 10.000 Hz per 30 minuti.

    Insomma, un inferno, altro che argomento di marketing. Giusto quindi, da parte di Swatch, omaggiare quel traguardo e quella data con il MoonSwatch 1965 che, lo ricordo per i distratti, non è un Moonwatch. Ma se metterselo al polso può far sentire chi lo indossa parte della storia dell’orologeria, che cosa dire se non… missione compiuta?

  • Gli orologi con quadrante bordeaux. Non burgundy, please

    Gli orologi con quadrante bordeaux. Non burgundy, please

    Oggi parliamo degli orologi con il quadrante bordeaux. Una tendenza che si è andata affermando negli ultimi anni, in modo lento e inesorabile: dapprima con pochi, sporadici pezzi, poi via via sempre più diffusa in tutti i segmenti di mercato. E fin qui tutto bene. Il bordeaux è un bel colore pieno, un rosso scuro che cattura l’attenzione e sta bene sia con i metalli algidi sia con quelli dalla tonalità più calda. Ma… c’è un ma. Nelle comunicazioni ufficiali delle marche, vale a dire le cartelle stampa, sta diventando un’abitudine comune parlare di orologi con quadrante burgundy. Anche nelle traduzioni per i diversi Paesi. Per cui quanti le usano senza discernimento, poi le riporteranno pari pari. E la Rete si riempirà di orridi quadranti burgundy…

    Per favore, no. Non chiamatelo burgundy, non c’è motivo. A meno che non siate madrelingua inglese, e allora ci sta: per voi potrebbe essere normale infarcire il discorso di termini anglosassoni, e poi lo pronuncerete di sicuro in modo corretto (bɜː.ɡən.di, se conoscete i simboli dell’alfabeto fonetico internazionale). Ma non vi rendete conto che letto così com’è scritto, alla maniera italiana (b-u-r-g-ù-n-d-i), non vuol dir niente, anzi risulta brutto e perfino ridicolo? Oltretutto, per essere pignoli, con quel nome è esistita un’antica popolazione germanica che migrò dalla Scandinavia all’Europa Continentale, secoli prima di Cristo. Ma nessuno la conosce e comunque non avrebbe senso riferirsi a quella tribù, nel nostro contesto.

    Qualcuno ce lo spieghi: perché, perché si deve usare la parola burgundy per indicare un colore che abbiamo sempre chiamato bordeaux? Davvero dire burgundy ci rende (o ci fa sentire) tanto più fighi? Cosa c’è che non va nel bordeaux? A noi ricorda l’ottimo vino prodotto nell’omonima regione della Francia. E del resto il termine deriva proprio da lì. Da quel mix di viola e marrone che ricorda le tonalità dell’uva matura. Tant’è che esistono diverse sfumature del colore bordeaux, che possono virare di volta in volta verso il porpora, lo scarlatto, il rubino o il granata. Proprio come il nobile “rosso”.

    Lo si può vedere anche negli orologi con quadrante bordeaux riportati qui sotto. Che, per inciso, appartengono a tutti i generi – dai solo tempo ai complicati, dagli esemplari-gioiello agli sportivi – e di conseguenza a tutte le fasce di prezzo, alcuni più datati, altri appena usciti. Poi, se proprio non vi piace il francese bordeaux, potete sempre tradurlo in italiano. Se Dio vuole la nostra lingua è ricchissima di vocaboli per indicare le tante, particolari varietà di vino rosso con le relative cromie: borgogna, barolo, merlot fino al più generico vinaccia. E non per questo sembreremmo degli avvinazzati… Sarebbe divertente parlare di orologi con quadrante bordeaux quasi avessimo i calici alzati in un brindisi virtuale. Prosit!

    12 orologi con quadrante bordeaux. In ordine di prezzo

    PIAGET Limelight Gala
    Cassa (32 mm) in oro rosa. Movimento al quarzo Swiss made (fabbricato “in casa”). Quadrante in smalto Grand Feu, lunetta con diamanti, zaffiri rosa e rubini in dégradé (5.4 carati in totale), vetro zaffiro, bracciale in oro rosa décor Palace. 115mila euro.

    H.MOSER & CIE. Pioneer Tourbillon Burgundy
    Cassa (40 mm) in oro rosso 5N, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 805 di manifattura, con autonomia di 3 giorni, tourbillon volante a doppia spirale. Quadrante sfumato, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma, traforata. 59.900 franchi svizzeri.

    CARTIER Tank Louis Cartier
    Cassa (25,5 x 33,7 mm, 6,6 mm di spessore) in oro giallo. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 1917 MC di manifattura. Quadrante laccato, lancette a gladio, corona perlata con zaffiro cabochon, vetro zaffiro, fondello “chiuso” e inciso, cinturino in pelle di alligatore. 14.300 euro.

    OMEGA Constellation
    Cassa (36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CoAxial Master Chronometer 8880 di manifattura, con autonomia di 55 ore e certificazione Metas. Quadrante soleil, indici e lunetta con diamanti taglio brillante (0.76 ct in totale), vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore e vitello. 13.500 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Monoface Small Seconds
    Cassa reversibile (27,4 x 45,6 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro JLC 822 di manifattura, di forma, con piccoli secondi. Quadrante soleil, indici applicati, vetro zaffiro, fondello in acciaio, personalizzabile, cinturino in pelle di vitello, intercambiabile. 11.600 euro.

    BREITLING Chronomat Automatic Gmt 40 Six Nations Wales
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Breitling 32, con secondo fuso orario, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante a righe con finitura opaca o spazzolata, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta girevole unidriezionale, vetro zaffiro, bracciale Rouleaux in acciaio. Edizione limitata di 250 esemplari dedicati alla squadra di rugby del Galles, 5.950 euro.

    BAUME & MERCIER Classima 10691
    Cassa (34 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, con datario. Quadrante satinato soleil, numeri e indici applicati, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio, intercambiabile. 3.050 euro.

    LONGINES Legend Diver
    Cassa (36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L592 realizzato in esclusiva da Eta, con spirale in silicio e datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, réhaut girevole, vetro zaffiro bombato, fondello inciso, cinturino in nylon. 2.800 euro.

    HAMILTON Jazzmaster Open Heart Auto
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H10, con spirale in Nivachron e autonomia di 80 ore. Quadrante traforato e sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle. 1.145 euro.

    SEIKO Prospex Speedtimer Solar Chronograph SSC953P1
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo, calibro V192, a carica solare, con autonomia fino a 6 mesi, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. In vendita con un secondo cinturino in pelle incluso nel packaging. Edizione limitata di 2.400 esemplari creati in esclusiva per il mercato europeo. 780 euro.

    BULOVA Jet Star
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 bar. Movimento al quarzo, calibro HPQ Precisionist brevettato, ad alta frequenza (262 kHz) con datario. Quadrante sfumato soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 429 euro.

    OOO OUT OF ORDER Red Pilot Chronograph
    Cassa (43 mm) in acciaio 316L con processo di invecchiamento brevettato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo di fabbricazione giapponese, cronografo con datario. Quadrante sfumato mat, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole unidirezionale, fondello inciso, cinturino in silicone. 410 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/03/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/03/2025

    A Hollywood e dintorni. Così si potrebbero intitolare queste Cronache dell’orologeria, dedicate in gran parte a uno degli eventi più glamorous dell’anno: la premiazione degli Oscar, andata in scena proprio la notte scorsa. La novità della serata sta nel grande sfoggio di pietre preziose anche da parte degli uomini. Non solo con le spille più vistose appuntate sui rever delle giacche e una panoplia puntuale di collane, anelli, orecchini, ma anche con numerosi orologi-gioiello apparsi sui polsi maschili.

    E poco importa che a essere tempestati di gemme fossero eleganti solo tempo o cronografi sportivi. Si trattava comunque di modelli femminili, o almeno così presentati al momento del lancio e considerati tali fino a ieri. Ma non ora: è un po’ come se la fluidità tipica della società di oggi avesse contagiato anche l’orologeria. E la conferma che non esiste più alcuna distinzione di genere si ha avuta con Thimothy Chalamet, che indossava un piccolo Cartier Bagnoire con smeraldi e rubini del 1960. Su, su, non arricciate il naso. Vedremo se sarà un tendenza passeggera o destinata a durare.

    Non solo. In queste Cronache dell’orologeria non possono mancare comunque altre notizie a tema corporate, fra nuove partnership, riaperture, inaugurazioni e iniziative varie. Buona lettura.

    Breath in, breath out

    Sponsor degli Oscar (e dell’Academy) dal 2017, Rolex festeggia però i 10 anni di presenza alla cerimonia di consegna con la Greenroom. Uno spazio a ridosso del palco principale del Dolby Theatre, in cui nominati e premiati possono rifugiarsi, durante la serata, per qualche attimo di decompressione lontano dai riflettori. Quest’anno la sala è diventata ancora più rilassante grazie all’ambientazione “naturale”, ispirata a Rewilding Chile e Rewilding Argentina, due progetti del Rolex Perpetual Planet Initiative. Keep calm and carry on…

    Cronache dell’orologeria… pettegola: agli Academy Awards

    Foto Rich Polk/Penske Media via Getty Images courtesy Omega

    Alla notte degli Oscar, parata di stelle per Omega. Che ha fatto bingo con il De Ville Trésor bordeaux indossato da Kieran Culkin (accanto), premiato come Miglior attore non protagonista. Poi un De Ville Prestige per Guy Pearce, un altro per Clarence Maclin, e due Moonwatch per Denis Villeneuve e Colman Domingo. Al top però c’era il Seamaster AquaTerra con diamanti e rubini di Robert Downey Jr. Lo show è poi continuato al party di Vanity Fair, dove l’ex Tony Stark ha cambiato orologio e ha sfoggiato questo nuovo Seamaster…

    Foto Lexie Moreland/WWD via Getty Images courtesy IWC

    Presenza ricorrente sul red carpet al Dolby Theatre, ieri sera, è stata anche quella di IWC. Che ha vestito i polsi di alcuni degli uomini più chic della serata con scelte (quasi) sempre azzeccate. Per Jeremy Pope (accanto) un Portofino Automatic con bracciale in maglia milanese, perfetto sul completo di Balmain dell’attore. Un altro Portofino Automatic per Joe Locke, un Ingenieur Automatic per Sterling K. Brown e un Portugieser Perpetual Calendar per Paul Tazewell. Il cui quadrante verde spezzava il rigore dello smoking principesco.

    L’ambasciatore della Corona

    Un frame del video Reach for the Crown

    La notizia era uscita in anteprima su WatchPro, un paio di settimane fa: Leonardo DiCaprio è entrato a far parte della famiglia Rolex. Nessun annuncio ufficiale al riguardo. L’attore però è apparso, accanto agli altri testimonial (da Tiger Woods a Roger Federer, da James Cameron a Martin Scorsese), in un paio di frame di Reach for the Crown, lo spot diffuso sui canali Instagram e YouTube di Rolex. Del resto, Leo non ha mai nascosto di essere un fan del Daytona. Chissà se ora la Casa della Corona sosterrà anche la LDC Foundation…

    Un capolavoro artigianale

    Foto by Pascal Le Segretain/Getty Images courtesy Dolce&Gabbana

    Al Grand Dîner du Louvre, che si è tenuto il 4 marzo per raccogliere fondi a favore del Museo parigino, c’era anche lei: Eva Herzigova. Chic-chissima in una robe-de-soir Dolce&Gabbana Alta Moda, sfoggiava uno straordinario sautoir della collezione Alta Gioielleria della Casa. Che in realtà era un preziosissimo montre-à-secret a forma di libro, ispirato alle creazioni rinascimentali. Un pezzo unico in oro, diamanti e gemme di colore, decorato sulla copertina con una miniatura di Beatrice d’Este, e all’interno un quadrante in full pavé. Superbe!

    Lancette & racchette

    Dal 7 al 9 marzo prossimi, Fiera Milano Rho farà da cornice a Racquet Trend, una “tre giorni” dedicata interamente agli sport di racchetta. Tennis e padel soprattutto, ma non solo: anche tennis da tavolo, pickleball, beach tennis… Cronometrista ufficiale dell’expo: Eberhard & Co. Che prenderà i tempi delle gare fra grandi atleti e delle esibizioni fra giornalisti, delle masterclass tenute da esperti e coach, delle prove racchetta, dei convegni e dei corsi di formazione… In un calendario ricco di eventi, imperdibile per gli appassionati.

    Un servizio esclusivo

    Mai nome fu più azzeccato: Not for Sale. Perché il nuovo OOO – Out of Order® x Pisa 1940 davvero non è in vendita. Si tratta infatti di un “orologio di cortesia”, dato temporaneamente in uso gratuito ai clienti della storica orologeria milanese che portano in assistenza il proprio esemplare per manutenzione/riparazione. Un servizio simile a quello offerto per le auto da concessionari e officine, con la differenza che qui si può anche non aver cura dell’esemplare in questione, damaged in Italy già di suo. Come si legge sul réhaut: “Please, Treat me Bad”…

    Shopping in Laguna…

    Foto UCStudio_Ve courtesy TAG Heuer

    Nelle scorse settimane TAG Heuer ha riaperto la storica boutique a Venezia. Inaugurata nel 2012 in San Marco 1298, a pochi passi dalla celeberrima piazza, di recente è stata oggetto di accurati lavori di restauro. Il restyling ha ottimizzato gli spazi interni – con la creazione di un salottino di vendita – e valorizzato l’esposizione degli esemplari. Così, negli ambienti arredati con legno, vetro e metallo, ora trovano posto grandi e piccoli memorabilia che hanno segnato la storia del Marchio. E che fanno la gioia degli appassionati… Da visitare.

    …e sulle Dolomiti

    Swatch ha aperto un nuovo pop-up store a Cortina d’Ampezzo. Un grande, coloratissimo ambiente di design – in via 29 Maggio 1 -, illuminato da quattro vetrine e da luci industriali, con tonalità pop alle pareti e gli orologi a portata di mano. Dove, fra suggestioni spaziali e atmosfere marine, va in scena l’immaginario del Brand. Al cocktail d’inaugurazione, lo scorso sabato 22 febbraio, qui si è dato appuntamento il Tout-Cortina più modaiolo e cool: un centinaio di persone che hanno brindato al ritmo del Dj-set di Leonardo Laio.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 24/02/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 24/02/2025

    Consueto appuntamento con le Latest, la rubrica che vi tiene informati sulle novità presentate dalle marche di recente, in tutti i segmenti del mercato. Come al solito, le nostre Latest sono organizzate per fasce di prezzo, in ordine decrescente, per aiutarvi a individuare cosa c’è di nuovo in accordo con la vostra capacità di spesa. Ma andate avanti a leggere anche se non avete intenzione di acquistare nulla: l’importante è restare aggiornati…

    Latest solo per pochi

    IWC Big Pilot’s Watch Shock Absorber XPL Toto Wolff x Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Il nome lunghissimo ne sintetizza l’essenza. Per la prima volta, la Casa di Sciaffusa dedica al Team Principal della scuderia (partner storico) un esemplare dotato del sistema Sprin-g Protect. Cioè quel dispositivo, brevettato, in grado di ammortizzare le forti accelerazioni e sollecitazioni cui l’orologio può essere soggetto in F1. La cassa (44 mm) è in Ceratanium®, mix di ceramica e titanio. Il movimento automatico, calibro 32101 di manifattura, ha componenti in alluminio e un’autonomia di 5 giorni. In 100 esemplari, 104mila euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Micro-Rotor Platinum Blue Stone
    Il design minimale non tragga in inganno. Il lusso – quello vero – non è ostentazione: rimane nascosto. Come si evince dal nome, questo orologio è interamente realizzato in platino, il metallo in assoluto più prezioso – ben percepibile al polso, per l’elevato peso specifico. La cassa (40 mm) racchiude un nuovo quadrante sabbiato e il consueto calibro PF703 di manifattura, con micro-rotore decentrato, anch’esso in platino per garantire l’efficienza di carica. Superlative le finiture. In 25 esemplari, 85mila franchi svizzeri.

    Sotto i 50mila euro

    OMEGA Seamaster Diver 300 42 mm
    È l’ultima variazione sul tema della storica famiglia di subacquei. Interamente realizzato in Bronze Gold, l’esclusiva lega di bronzo (con oro, palladio e argento) della Casa, ha come peculiarità l’alluminio anodizzato bordeaux della lunetta girevole unidirezionale. La cassa (42 mm) è impermeabile fino a 30 bar, il quadrante è sempre in alluminio (ma sabbiato nero), il bracciale in maglia milanese dona un gusto rétro. L’orologio è equipaggiato dal calibro automatico 8806, Co-Axial Master Chronometer, ovviamente sviluppato “in casa”. 31.200 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Cronografo Aston Martin Edition
    La collaborazione fra la storica Manifattura e la Casa britannica continua. E dà vita a questo esemplare con un particolarissimo quadrante iridescente, risultato di un lungo e accurato processo di lavorazione: composto da 15 strati di vernice automobilistica, interagisce con la luce per creare diverse sfumature, dal verde all’arancione. Realizzato interamente in titanio grado 5, (con la cassa di 42 mm), il cronografo monta il celebre calibro automatico GP03300, prodotto in-house. 23.900 euro.

    élégante by F.P.JOURNE Titalyt® 48 Black Dial
    Nuova versione dell’orologio elettromeccanico del Maestro ginevrino. La novità sta nel quadrante nero in vetro zaffiro luminescente, ben visibile in tutte le condizioni di luce. Le altre caratteristiche, già note, restano immutate. La cassa tortue di dimensioni extra-large (40×48 mm) rimane in titanio grado 5 con rivestimento in Titalyt®, un trattamento di ossidazione elettrolitica al plasma che lo rende più duro e resistente. L’esclusivo calibro 1210, dotato di una lunghissima autonomia e prodotto “in casa”, è sempre capace di sospendere la misura del tempo e riattivarla a piacere… Circa 17mila euro.

    HUBLOT Classic Fusion Special Edition Pisa 1940
    La partnership di lunga data fra la Casa di Nyon e l’Orologeria milanese, sfociata nel 2022 nella boutique monomarca di via Verri, oggi si concretizza in un esemplare esclusivo. Disegnato da Vittorio Carena Studio, rende omaggio al capoluogo lombardo nella decorazione del quadrante, che ricorda la cupola della Galleria Vittorio Emanuele. La cassa (42 mm) ospita un movimento automatico, calibro HUB1110. In 25 esemplari: 10 in titanio, 10 in ceramica nera e 5 in King Gold. Da 10.500 euro.

    Sotto i 10mila euro

    Turbine PERRELET x seconde/seconde
    Un orologio ironico e divertente, sfociato dall’inedita collaborazione. L’artista gioca con l’idea della pericolosità della turbine – con le tipiche 12 pale in alluminio anodizzato che a ogni gesto ruotano come un’elica – e inserisce un bel cartello di pericolo “Attenzione alle mani” che si muove a ritmo dei secondi. Sotto il logo appare la scritta sulla sicurezza presente nelle fabbriche inglesi, sul fondello una dedica personalizzata. La cassa (41 mm) è in titanio grado 2 Dlc nero, il calibro automatico P-331-MH, prodotto in esclusiva da Soprod, ha due certificazioni: Cosc e Chronofiable®. In 25 esemplari, 5.180 euro.

    BELL & ROSS BR 03 Astro
    È uno degli esemplari più originali degli ultimi anni. Il quadrante mostra ciò che vedrebbe un ipotetico osservatore all’interno di una stazione spaziale lontana dall’orbita terrestre. Al centro della scena c’è il nostro Pianeta blu, attorno al quale ruotano un satellite artificiale (in realtà la lancetta dei secondi) e la Luna (quella dei minuti), mentre più distante si scorge Marte (che indica le ore). La cassa (41 mm) è in ceramica microbillé, il movimento è automatico (base Sellita Sw300-1). In 999 esemplari, 4.990 euro.

    NORQAIN Freedom 60 GMT 40mm Bronze Anthracite
    La collezione dedicata agli amanti degli spazi aperti si amplia con questo nuovo esemplare per grandi viaggiatori. La cassa (40 mm) in bronzo satinato è destinata a personalizzarsi nel colore, a seconda dell’uso e dell’ambiente in cui si trova. Il movimento automatico, calibro NN20/2 realizzato in esclusiva da Kenissi, ha un’autonomia di 70 ore ed è certificato cronometro dal Cosc. In 300 esemplari, 4.350 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    PHILIP WATCH Caribe Sport Automatico Day Date
    L’ultimo erede della collezione nata negli anni ’70 si distingue per l’indicazione del giorno della settimana che ne accentua la vocazione sport-chic. La cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar, ospita un movimento automatico, calibro Sellita Sw240. Sulla lunetta spicca un dettaglio vintage, il bracciale in acciaio (tipo Jubilée) è rastremato. L’orologio è in vendita in uno special pack che include un cinturino addizionale in tessuto tecnico e silicone, coordinato al quadrante. 999 euro.

    D1 MILANO Aura
    In bilico fra estetica d’antan e mood contemporaneo, l’inedita collezione femminile del Marchio colpisce per la monocromia di cassa (23 mm), quadrante, bracciale. L’acciaio spazzolato di tutte le superfici (eccetto il piano orizzontale della carrure, lucido) ha infatti subito un trattamento Pvd color oro – ma esiste anche color argento, gunmetal, verde o viola. Sul display minimal, due i dettagli di stile: il logo al 6 e la lancetta dei minuti scheletrata. Il movimento è al quarzo. Da 295 a 325 euro.

    TRUSSARDI T-Inedito
    Cassa (42 mm) in acciaio e quadrante essenziale, un orologio che enfatizza con decisione il proprio carattere virile tramite il doppio cinturino a polsiera (removibile). Che allude al tradizionale savoir-faire della Casa nella pelletteria – evidente non solo agli aficionados ma a chiunque abbia un minimo di cultura in storia della moda. Il movimento è al quarzo. 169 euro.

    CASIO x Pac-Man
    Il Marchio giapponese celebra i 45 anni dell’amato videogioco con 4 orologi digitali in edizione limitata. L’A168WEPC-7A sfoggia dettagli neon e il mitico Waka Waka serigrafato. L’F-91WPC-1A, compatto e leggero, ha cronometro e allarme. Il CA-53WPC-1B (accanto) richiama i cabinati della sala giochi con lunetta gialla e calcolatrice a 8 cifre. L’ABL-100WEPC-1B, total black, offre Bluetooth e contapassi. Tutti gli esemplari hanno fondelli incisi e quadranti a labirinto retroilluminati. Un mix perfetto di rétro e tecnologia che farà battere il cuore di ogni gamer! Da 59,90 euro. Fabio Parri

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/02/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/02/2025

    Tornano le Cronache dell’orologeria. Oggi parliamo di nuovi ambasciatori, scelti nel mondo dello spettacolo come dello sport, con news dell’ultim’ora. Quelle, per intenderci, che riguardano la 78a edizione dei Bafta – i British Academy of Film and Television Arts Awards -, andati in scena proprio ieri sera alla Royal Festival Hall di Londra. (E no, niente Sanremo: la Rai ci ha fatto ‘na capa tanta da prima di Natale, non se ne può più…). E poi fiere, imminenti o annunciate, eventi, negozi e altro ancora. In un consueto “fritto misto” di notizie (selezionate), che toccano un po’ tutti gli interessi dell’industria delle lancette. Buona lettura!

    Il fascino del supereroe

    Longines ha un nuovo Ambasciatore dell’Eleganza: Henry Cavill. Noto per aver vestito i panni di Superman, protagonista del DC Extended Universe per più di un decennio, l’attore inglese in realtà sa mettersi alla prova con i ruoli più disparati. Del resto, chi non se lo ricorda agli esordi, come duca di Suffolk nella serie The Tudors? In attesa di vederlo nel nuovo film di Guy Ritchie In the Gray e nel live-action di Voltron, eccolo nella campagna della Casa di St.Imier: con qualche ruga in più, ma con charme immutato e classe da vendere.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Edward Berger ai Bafta (foto Kate Green/Getty Images courtesy Omega).

    In prima fila (si fa per dire) alla cerimonia di premiazione dei Bafta di Londra, ieri sera, c’era Omega. O meglio, c’erano i suoi orologi, che spiccavano al polso dei protagonisti della serata. Come il regista del superpremiato “thriller papale” Conclave, Edward Berger, che sfoggiava un De Ville Trésor. Mentre Guy Pearce, in lizza per The Brutalist, indossava uno Speedmaster ’57, Yura Borisov portava un Seamaster Aqua Terra. E ancora Tom Felton, nel ruolo di presentatore, che aveva un De Ville Prestige… tanto per gradire.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    James McAvoy ai Bafta (foto Joe Maher/BAFTA/Getty Images for BAFTA courtesy IWC).

    Sempre in tema di “chi-ha-indossato-cosa” ai Bafta, meritano almeno un cenno anche altrattori con i relativi esemplari. Al polso di James McAvoy è stato avvistato un IWC Portugieser Perpetual Calendar. Jeff Goldblum invece esibiva un femminilissimo (!) Vacheron Constantin Egérie tempestato di diamanti. Sebastian Stan un Cartier Tank e Dev Patel un altro Cartier Tank, però vintage. Ancora, Jeremy Strong un Richard Mille RM-63Automatic Winding Dizzy Hands. Orlando Bloom un Porsche Design Chronograph 1… Ci fermiamo qui, ma l’elenco potrebbe continuare.

    Salone d’arte

    Lee Bae, Brushtrole D1, presentato da Perrotin (foto Claire Dorn courtesy F.P.Journe).

    Ancora una volta F.P.Journe conferma il proprio legame con la scena artistica internazionale. Anche quest’anno ha infatti sostenuto Maze Art Gstaad, che si è tenuta dal 14 al 16 febbraio scorsi. Sotto il tendone del Festival-Zelt, questa seconda edizione ha riunito 35 gallerie internazionali provenienti da 12 Paesi, con l’ambizioso obiettivo di offrire uno sguardo raffinato sull’arte moderna e contemporanea, sul design da collezione e sull’alta gioielleria. Con un’interessante mix di riferimenti classici e sperimentazioni contemporanee.

    Racchette e lancette

    Si sa: da oltre 30 anni, Rado è legato a filo doppio con il tennis professionistico e coltiva talenti della racchetta vecchi e nuovi. Di recente ha ampliato la propria “squadra” con l’ingaggio di Barbora Krejčíková. Un nome che non ha bisogno di presentazioni: ottima doppista, con un palmarès da paura (12 titoli del Grande Slam e un oro olimpico), è la campionessa in carica di Wimbledon femminile. Ora, il Marchio di Legnanu le ha già messo al polso un Anatom Automatic: scommettiamo che la tennista ceca lo sfoggerà anche in campo?

    Sul circuito del Principato

    La Red Bull Racing di Max Verstappen al GP di Monaco 2024 (foto Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images courtesy TAG Heuer).

    La collaborazione fra TAG Heuer e l’Automobile Club de Monaco non è proprio una novità (è stata siglata nel 2011), ma quest’anno si concretizza in qualcosa in più. Ora che il Marchio elvetico è cronometrista ufficiale in F1, diventa anche title sponsor della tappa monegasca (23/25 maggio prossimi): che assume quindi il nome ufficiale di Formula 1 Tag Heuer Grand Prix de Monaco. Per l’occasione, nei paddock saranno esposti gli orologi dell’omonima collezione. A proposito: è lecito aspettarsi un esemplare dedicato?

    Da un Monaco all’altro

    Dettaglio della locandina della mostra multimediale Watches and Talents sui mestieri d’arte dell’orologeria

    Il weekend prossimo, il centro dell’orologeria (e della gioielleria) si sposta a Monaco di Baviera: dove, dal 21 al 24 febbraio, si tiene l’ormai tradizionale salone di Inhorgenta. Un’occasione per visitare, oltre agli stand dei 112 espositori nel padiglione 1 della Messe Münich, la mostra Watches and Talents della FHH, partecipare a dibattiti e tavole rotonde con i protagonisti del settore – da Mario Peserico a Federico Ziviani, da Andrea Furlan a Manuel Emch fino a Rolf Studer – e perfino cimentarsi con un Unitas. Info: inhorgenta.com

    Piccoli marchi crescono

    Chi l’avrebbe detto? Watches of Italy ha uno spin-off: Watches of Jesolo, che si terrà il 10/ 11 maggio nella cittadina veneta. Non una replica della fiera di Novi Ligure, ma un’inedita vetrina in cui si troveranno anche microbrand internazionali. Già previsti più di 50 marchi espositori, la presenza di noti content creator da Londra o Dubai, la partnership con Swiss Creative Lab e vari eventi che si terranno al Palazzo del Turismo – tipo il live painting a tema orologiero. Il tutto, a ingresso libero. Ne riparleremo…

    La stanza delle meraviglie

    A Roma, in via Condotti, Bulgari ha riaperto il New Curiosity Shop. Qui, Sotirio Bulgari, fondatore della Casa, aveva inaugurato nel 1905 l’Old Curiosity Shop di dickensiana memoria, a metà fra una Wunderkammer e un bazaar di preziosi. Diventato “New” nel 2018, lo spazio esponeva gioielli e accessori accanto a stravaganti oggetti di design. Oggi, dopo mesi di ristrutturazione, è invece dedicato esclusivamente all’orologeria della Maison, dalle collezioni in catalogo ai pezzi in tiratura limitata/issima. Da visitare.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • L’Eta Delirium e la corsa alla sottigliezza

    L’Eta Delirium e la corsa alla sottigliezza

    Con il nostro racconto stiamo ormai giungendo alla fine degli anni ‘70. La guerra per il mercato di massa sta volgendo male per gli svizzeri, il quarzo sta diventando sempre più economico e sta occupando pressoché tutte le fasce di mercato. In Svizzera si sta facendo largo l’idea che sia impossibile competere sul prezzo, ma che si debba alzare l’asticella della qualità e dell’innovazione. A dire il vero, l’arrivo di lì a qualche anno degli Swatch smentì in parte questo assunto.
    Nel 1978 i giapponesi presentarono un orologio di soli 3 mm di spessore. Questa fu la molla che spinse Maurice Grimm a dedicarsi all’ideazione di un movimento ancora più sottile. Se non si possono battere sulla quantità, che sia perlomeno possibile riprendersi lo scettro dell’innovazione. Ed è così che si arriva all’Eta Delirium.

    Maurice Grimm, progettista geniale

    Grimm non è proprio l’ultimo arrivato. Ha studiato all’École technique di La Chaux-de-Fonds, è progettista di orologi e nel periodo di cui stiamo parlando ha già lavorato in Jaeger-Le Coultre, Audemars Piguet, Omega e Movado. Quando arriva l’epoca del quarzo si specializza anche in elettronica. In quel momento stava lavorando in Eta, che entro pochi anni sarebbe stata assorbita nel Gruppo Swatch.

    Lui stesso racconta così la genesi del progetto: «Nel 1978 ci fu una sorta di click nella fabbricazione di orologi elettronici, perché i giapponesi avevano presentato un orologio inferiore ai 3 mm di spessore. Il mio Direttore tecnico insisté perché se ne facesse uno al di sotto dei 2 millimetri. Ho voluto accettare la sfida. Mi ricordo che una sera ero nel mio ufficio e mi divertivo a disegnare su un blocco a quadretti da 4 millimetri, a grandezza reale lo spessore del mio orologio. Ero preoccupato. “In questi due millimetri”, mi sono detto, “devo mettere un quarzo, un circuito elettronico con più di 800 transistor, un motore, delle ruote e una pila”. Detto questo, dovevo trovare molto velocemente una soluzione; in sei mesi avevamo un orologio che detronizzò i giapponesi. Dovettero ritirare dal mercato il loro orologio».

    La genesi dell’Eta Delirium

    I problemi da risolvere non erano pochi. Prima di tutto reperire i componenti: Grimm voleva che fossero tutti di produzione svizzera. Dopo anni di importazione di circuiti integrati dagli Stati Uniti e di quarzi dal Giappone, gli elvetici si erano resi indipendenti e stavano perfino diventando grossi esportatori. Dopo aver reperito le componenti, il secondo problema era far entrare in uno spessore simile il quarzo. Alla fine degli anni ‘70 il grosso parallelepipedo tagliato a mano che regolava gli orologi da polso dell’inizio del decennio era diventato un ben più piccolo diapason inserito in un tubetto cilindrico. Piccolo, ma pur sempre grossotto rispetto all’idea che aveva Grimm: dovette limare il tubetto per farlo entrare nei prototipi.

    Il problema maggiore, però, era il terzo: far entrare tutti i ruotismi. E qui, Grimm tira fuori il vero colpo di genio: fare a meno dei ponti! Come si sa, fino ad allora i movimenti degli orologi erano tenuti insieme dai ponti superiore e inferiore a formare un unico meccanismo, poi incassato. La sua idea è fare del tutto a meno dei ponti e imperniare le ruote direttamente sulla cassa, rendendola così un elemento strutturale.
    Quest’ idea, mai vista prima di allora, verrà brevettata. E sarà alla base di un prodotto di vastissimo successo: è infatti la modalità costruttiva degli Swatch, i quali hanno tutte le ruote imperniate sul fondo della cassa – in questo caso per questioni di economia e non di spessore, dal momento che anche gli Skin attuali si fermano a 5,5 mm.

    Imperniare i ruotismi direttamente sul fondello della cassa però è alla base anche degli ultrapiatti meccanici dei giorni nostri. Basti pensare a certi Piaget Altiplano di ultima generazione o ai Bulgari Finissimo per ritrovare la stessa costruzione.

    Dal nome Delirium alla produzione

    Last but not least, il nome in codice da dare al progetto. In questo, Grimm non si è rivelato geniale come negli altri aspetti. In francese, il termine ultrasottile si dice très mince, che suona simile al latino tremens. Da lì gli viene in mente delirium tremens. Poi, dal momento che invece in tedesco il gioco di parole non vuol dire nulla, tiene solo la prima parola. E Delirium sia!

    Eta, per statuto, produce solo progetti e movimenti ma non orologi. Quelle rare volte che ha messo in vendita prodotti completi, tipo il curioso Esa 9176, ha fatto ricorso a nomi diversi. Le case che monteranno l’Eta Delirium saranno quattro: Longines, Eterna, Concord e Omega. Nota sempre Grimm con una certa ironia: «Ognuno lo vendeva a nome suo, ognuno diceva che era lui che l’aveva fabbricato. Ne ho ricavato qualcosa: mi hanno pagato 15 giorni di vacanza in America».

    E infatti Longines chiamerà l’orologio Feuille d’or (o Golden Leaf). Eterna, semplicemente Quartz. Concord (con poca originalità) Delirium. Mentre Omega sceglierà l’inspiegabile nome di Dinosaure. Ognuno di loro interpreta l’Eta Delirium in modo personale, portando al movimento ulteriori affinamenti. Ne sarà prodotta persino una strabiliante versione da 0,98 mm, che risulterà rischiosa da indossare perché si incurvava con la semplice azione di stringere il cinturino.

    I pezzi prodotti alla fine saranno oltre 11.000, che non è poco per orologi che andavano dai 4.500 ai 15.000 dollari dell’epoca. Al di là, però, del successo del singolo prodotto, sarà importante la strada aperta, che porterà alla rinascita dell’orologeria svizzera grazie a Swatch. Le idee infatti che renderanno possibile produrre in Europa orologi poco costosi sono già tutte presenti qui.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane. 06/02/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane. 06/02/2025

    Questo è un periodo ricco di lanci: ecco perché le nostre Latest tornano a distanza di pochi giorni dall’ultima uscita, la settimana scorsa. Alcune marche di orologeria cominciano a introdurre, in super-anteprima, le novità che saranno poi esposte a Watches and Wonders Geneva, in primavera. Altre proseguono con il loro consueto calendario, che ormai segue la logica del see now, buy now. Cioè, una volta presentati, gli orologi sono subito disponibili all’acquisto. Qui sotto comunque li trovate in ordine di prezzo. Per qualsiasi informazione ulteriore, vi rimandiamo, come sempre, al sito ufficiale dei rispettivi produttori.

    Solo per pochi

    PIAGET Polo Flying Tourbillon Moonphase
    Una nuova, grande complicazione entra nella storica famiglia di orologi, rilanciata nel 2016. Il tourbillon volante e le fasi lunari astronomiche convivono nel calibro ultrapiatto 642P, “di forma e a carica manuale (4 mm di spessore), mostrato in parte all’interno del quadrante. La cassa in titanio misura 44 mm di diametro e 9,8 mm di spessore. L’edizione limitata di 88 esemplari sarà ufficialemnte presentata al Salone di Geneva il prossimo aprile. 115mila euro.

    PAMIGIANI FLEURIER Tonda Xiali Chinese Calendar
    Dopo l’acciaio, l’oro rosa. La nuova versione del Calendario cinese, che va ad affiancare quella lanciata nel 2023, regala una nuova veste, più preziosa, alla strepitosa meccanica. Che visualizza – lo ricordiamo – i 24 termini solari (Jieqi), le fasi lunari, i segni dello zodiaco, i 10 steli celesti e i 12 rami terreni. Non un semplice orologio, ma un vero e proprio omaggio alla civiltà dell’ex Celeste Impero. La cassa misura 42 mm di diametro, il calibro PF008 è a carica automatica. 97mila franchi svizzeri.

    H. MOSER & CIE Pioneer Tourbillon Burgundy
    La cassa di 40 mm in oro rosso e il movimento automatico, con 3 giorni di autonomia, dispositivo tourbillon e doppia spirale, sono ricorrenti nella collezione. La novità sta nel colore del quadrante sfumato soleil, rivestito in lacca: bordeaux, o se preferite borgogna (questioni di nuance: qualcuno ci spieghi, per favore, perché va di moda la definizione inglese, se il vino oltretutto è francese). E nell’audace accostamento con il cinturino verde militare. De gustibus… 59.900 franchi svizzeri.

    OMEGA Seamaster 37 Milano Cortina 2026
    A un anno esatto dall’apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, il Brand celebra il proprio ruolo – storico – di cronometrista ufficiale con un esemplare all’insegna della tradizione. Rivisitata: sì, ha la cassa di 37 mm di diametro e il quadrante in smalto Grand Feu, ma è realizzato nell’esclusivo oro Moonshine™ e animato da un movimento Co-Axial, il calibro 8807 a carica automatica, certificato Master Chronometer. 21.500 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Tourbillon Manufacture
    Da quando è uscito, nel 2023, è stato declinato in diverse referenze, anche con quadrante in pietra dura. Questa iterazione, dal total look verde, va a completare l’offerta cromatica delle varianti in acciaio. Per il resto, le caratteristiche essenziali rimangono immutate: la cassa di 39 mm di diametro racchiude il calibro di manifattura FC-980, con spirale e ancora in silicio. Apprezzato sia per la comprovata affidabilità, sia per il prezzo accessibile. In 150 esemplari, 14.995 euro.

    Latest sotto i 10mila euro

    BREITLING Chronomat Automatic Gmt 40 Six Nations Italy
    Cronometrista ufficiale per il quarto anno del Guinness Six Nations, la Casa di Grenchen dedica per la prima volta al torneo di rugby sei modelli femminili, uno per ogni nazione, all’interno della storica famiglia di orologi. Con cassa da 32 mm in acciaio e movimento al quarzo Swiss made, ciascuno è personalizzato nel colore del quadrante e riprodotto in 77 esemplari. In più ha creato anche una nuova versione con secondo fuso orario, sempre con cassa in acciaio ma da 40 mm e con movimento automatico. In 250 esemplari, 5.950 euro.

    PERRELET Turbine Urban Skeleton
    L’esemplare più celebre della Maison come non s’è mai visto. In versione scheletrata, con il calibro P-331 (realizzato in esclusiva da Soprod), che acquista la sigla SQ e fa bella mostra di sé sotto le pale in alluminio anodizzato nero (10, anziché 12 come al solito). Altre novità: l’assenza di quadrante, la cassa (42 mm) in acciaio Pvd nero che adotta per la prima volta la forma à coussin, gli indici fissati sul réhaut – che sembrano sospesi e accentuano l’effetto di profondità. In tre versioni: verde, rosso o blu. 5.750 euro.

    MAURICE LACROIX Aikon Automatic Skeleton
    La scheletratura colpisce ancora. Questa volta va a “intaccare” i componenti del calibro ML135 (basato sul Sellita SW200-1), mostrati attraverso i ponti superiori, anch’essi traforati e colorati in “blu Maurice Lacroix” (oppure in grigio). Interamente in acciaio, lucido e satinato, l’orologio è disponibile in due formati di cassa: 39 oppure 42 mm di diametro. Identico il prezzo: 3.600 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    SEIKO Prospex Speedtimer
    Un’inedita versione del celebre cronografo al quarzo, realizzata in esclusiva per il mercato europeo. La cassa in acciaio misura 39 mm di diametro, il quadrante prende ispirazione dal colore della carrozzeria di certe auto d’epoca, il bracciale in acciaio è intercambiabile con un cinturino in pelle marrone, traforata. Ma la vera particolarità sta nel calibro a carica solare, che garantisce un’autonomia di 6 mesi anche se non esposto alla luce. Edizione limitata di 2.400 esemplari, 780 euro.

    ATARI x NUBEO WATCHES Asteroids
    Le due aziende celebrano i 45 anni del famosissimo gioco Arcade con un’esclusiva limited edition, in cui l’originale quadrante multilivello reinterpreta gli elementi degli asteroidi e delle navicelle spaziali. Gli Ufo di ore e minuti, più l’astronave al centro per i secondi, si trovano su dischi rotanti e creano un intrigante gioco di luci grazie al Super-LumiNova. La cassa misura 50 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 atm, il movimento automatico ovviamente è di produzione giapponese. In 5 varianti da 125 esemplari ciascuna, in vendita solo negli States. Da 499 dollari. Fabio Parri

    CITIZEN Metropolitan Sport
    Uno sportivo dal gusto contemporaneo, urban sì (come dichiara il nome), ma dalla forte personalià. La cassa in acciaio misura 41 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 bar, il movimento Eco-Drive assicura un’autonomia di 6 mesi anche se lasciato nel cassetto. Segni particolari: la lunetta ottagonale, spazzolata, e il quadrante dall’ottima leggibilità. Blu oppure nero, a nido d’ape, risulta nitido grazie al contrasto con i lunghi indici trapezoidali rivestiti di materiale luminescente, come le lancette. A prova di presbite. 179 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/01/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/01/2025

    Dopo una lunga assenza, tornano le Cronache dell’orologeria. Per raccontarvi una selezione di notizie di corporate, di sport, di spettacolo, come sempre in ordine sparso e in modo sintetico. Si va dalle curiosità sul chi-indossa-cosa alle riflessioni semi-serie su quanto succederà la prossima primavera a Ginevra, tra il salone e gli eventi-satellite. Anche se per ora l’attenzione di tutti sembra concentrata su quello che sarà presententato alla LVMH Watch Week, che vede l’esordio di Louis Vuitton, Tiffany & Co., L’Epée, accanto ai consueti marchi storici… Il che, come dire, fa già venire l’acquolina in bocca. Buona lettura!

    Kolossal brutalista

    Foto Dave Bennett/Wireimage courtesy Omega

    In Italia deve ancora uscire (arriverà nelle sale il 6 febbraio), ma The Brutalist è di sicuro il film del momento. Pluripremiato ai Golden Globes, lanciato verso gli Oscar, fa discutere tanto per l’uso dell’Ai quanto per l’inatteso successo al botteghino, a dispetto della lunghezza esagerata. E intanto finisce anche sotto i riflettori dell’orologeria: perché Guy Pearce, co-protagonista accanto ad Adrien Brody, alla première londinese aveva al polso un bell’Omega Speedmaster 57. Che non poteva certo passare inosservato…

    The best

    Non solo Pablo Mac Donough. Un nuovo giocatore di polo entra nella fanta-squadra di Richard Mille: Adolfo “Proroto” Cambiaso. Figlio d’arte (il padre è il leggendario Adolfo Sr.), Proroto (in spagnolo fagiolo) è salito in sella a 4 anni, a 6 ha impugnato la prima stecca e fin da ragazzino ha dimostrato in campo un ritmo e un’intelligenza da campione – tant’è che a 17 ha raggiunto handicap 10. Ora che ne ha 19 ha già vinto di tutto. Riguardo all’RM 67-02 che porta al polso dice: «Non lo sento nemmeno». Per forza, “pesa” solo 32 grammi…

    Show must go on

    Dal 2020, la LVMH Watch Week è il primo evento dell’anno per il mondo delle lancette, con un richiamo internazionale. La kermesse d’inizio 2025, originariamente prevista a Los Angeles, per ovvi (e tragici) motivi è stato delocalizzata, a Parigi e a New York, e suddivisa in due tranche: oggi e domani, e poi ancora il 30-31 del mese. Ma rimane comunque importante perché è la prima volta che il Gruppo manda in scena tutt’e nove i propri marchi di orologeria, che presenteranno le rispettive novità. Ne riparleremo…

    Provocazione, irritazione

    Che la prossima edizione di Time to Watches si svolgerà a Villa Sarasian lo si sapeva. L’organizzazione del contro-salone ginevrino, che si terrà nelle stesse date di Watches and Wonders, lo aveva annunciato lo scorso ottobre. Ma l’ultima notizia è che gli espositori sono diventati 70: 70 marchi indipendenti, alcuni anche con un certo appeal, che richiameranno il pubblico di giornalisti e rivenditori dal vicinissimo Palexpo. I quali, sia chiaro, sono ospiti di WandW… Sembra ormai guerra aperta. L’orologeria svizzera troverà mai un accordo?

    Cronache dell’orologeria… in fiera

    Si chiude oggi VO Vintage, la mostra-mercato di orologi (e gioielli) d’epoca organizzata da Italian Exhibition Group, in occasione di Vicenzoro January. Che ha visto un weekend all’insegna della cultura orologiera con numerose tavole rotonde. Da segnalare almeno il doppio focus su Panerai, cui ha partecipato anche Carlo Maria Ceppi (curatore dell’Heritage del Marchio), e il talk 65 anni… e sono volati! dedicato all’anniversario delle Frecce Tricolori, con la presentazione del libro di Ugo Pancani sulla storia dell’orologeria italiana.

    Venue and revenue

    Non chiamatelo microbrand, non lo è più. Anche se è nato solo nel 2017, Venezianico ha ormai dimensioni industriali. Lo confermano i numeri dichiarati di recente dal Marchio stesso, che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 11 milioni di euro, più che triplicato nell’ultimo biennio e in crescita del 47% rispetto al 2023 (allora si aggirava attorno ai 7,4 milioni di euro). Un successo segnato anche dall’apertura del Venezianico Atelier a San Donà di Piave (nella foto), la scorsa primavera. E già si annunciano grandi novità per il 2025…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Speedmaster Moonphase Meteorite: Omega, la Luna e lo Spazio

    Speedmaster Moonphase Meteorite: Omega, la Luna e lo Spazio

    Prima o poi doveva succedere. Perché è un’associazione naturale, quasi ovvia: se c’è un orologio che è legittimato ad ammantarsi di materiale extraterrestre non può che essere questo. Lo Speedmaster, certo – e cos’altro, se no? L’esemplare che nello Spazio c’è andato davvero: e ha partecipato a innumerevoli missioni della Nasa, non solo al polso degli astronauti del programma Apollo, ma anche di quelli del programma Gemini e prima ancora del programma Mercury, sin dalla fine degli anni Cinquanta. Ecco allora che Omega presenta finalmente una speciale versione dello storico modello con quadrante e altri dettagli in “roccia spaziale”: lo Speedmaster Moonphase Meteorite, appunto.

    Una complicazione appropriata

    Ma – come il nome lascia intendere – in questa inedita interpretazione dell’orologio che è andato sulla Luna c’è un altro elemento importante da sottolineare. Niente che riguardi l’estetica, intendiamoci. Invece una particolarità meccanica che qui trova (mi ripeto) una collocazione appropriata e quanto mai plausibile: le fasi lunari. La complicazione astronomica più poetica, incastonata a ore 6, diventa l’essenza meccanica (concedetemi l’ossimoro) del nuovo esemplare. Tanto più che è parte di un movimento che appare ora per la prima volta e che quindi potrebbe essere stato messo a punto ad hoc. Il calibro Co-Axial Master Chronometer 9914, di cui parleremo poi, a carica manuale come vuole la tradizione del Moonwatch.

    Sia chiaro, non è la prima volta che le fasi di luna appaiono nello Speedmaster. Avevano esordito in passato, nel lontano 1985, con il calibro 866 che le esponeva in un’insolita posizione a ore 12, e tornarono in diverse referenze degli anni Ottanta e Novanta. Poi, dal 2003, rieccole in vari modelli Professional, equipaggiati dal calibro 1866, evoluzione del precedente movimento su base Lemania. Più di recente, le fasi lunari si ritrovano nello Speedmaster Moonphase presentato a Baselworld nel 2016. Animato dal calibro 9904, potrebbe essere considerato l’immediato predecessore del nuovo Speedmaster Moonphase Meteorite, sebbene le differenze fra i due esemplari non siano poche. C’è da dire infatti, che rispetto a quello, Omega ha apportato numerosi cambiamenti…  

    Le caratteristiche dello Speedmaster Moonphase Meteorite

    La cassa, prima di tutto. In acciaio, misura 43 mm di diametro (contro i precedenti 44,25 mm e più coerente con i 42 degli altri Speedmaster in catalogo, in quell’ottica contemporanea di revisione delle dimensioni). Dall’architettura asimmetrica come di consueto e con le caratteristiche anse “a lira”, ha la lunetta in ceramica blu oppure nera con la scala tachimetrica impressa in smalto bianco. Completa il look il bracciale in acciaio, a tre file, del genere definito “Nixon” dai fan di Omega (dal nome del Presidente americano cui fui offerto un Moonwatch nel 1969). Infine, il vetro zaffiro a box che fornisce maggior profondità al quadrante in meteorite.

    Già, il quadrante in meteorite, protagonista assoluto dell’habillage. Ho chiesto informazioni a Omega sulle origini del materiale ferroso: e la risposta è che proviene dalla meteorite Muonionalusta, proprio come i display dei Constellation Meteorite, la collezione uscita più o meno un annetto fa. Ma il legame fra le due famiglie di orologi va anche oltre. Perché l’esperienza accumulata in quell’occasione nel trattamento cromatico delle meteoriti è stata utile anche adesso. Il quadrante dello Speedmaster Moonphase Meteorite è stato infatti colorato di grigio o di nero con un rivestimento galvanizzato.

    Sempre a proposito di meteoriti, Omega dichiara invece la provenienza di quella utilizzata per le due Lune poste a ore 6, che indicano rispettivamente le fasi percepite nell’emisfero settentrionale e meridionale del Pianeta. Si tratta proprio di una meteorite lunare, appositamente tagliata in due minuscoli cabochon che così forniscono una rappresentazione realistica del nostro Satellite. E, per accentuare ancora di più il senso dello story-telling (potenza del marketing!), lo sfondo che le circonda riproduce esattamente la collocazione delle stelle nel cielo di Biel/Bienne la notte dell’allunaggio dell’Apollo 11, in quel 20 luglio 1969.

    Un movimento evoluto

    Passiamo dunque al calibro Co-Axial Master Chronometer 9914, che chiaramente appartiene alla famiglia di calibri 99XX, montati all’interno di altri esemplari in catalogo. Tipo il 9908 dello Speedmaster Chronoscope del 2021 (o anche dell’ultima versione uscita l’estate scorsa per le Olimpiadi). Oppure il 9906 degli Speedmaster 57 “colorati” lanciati nel 2022. A carica manuale, come scrivevo sopra, è uno sviluppo del calibro 9900, con la platina della complicazione sovrapposta al movimento cronografico di base. Il che comunque non va troppo a influire sul volume complessivo, visto che il movimento ha uno spessore di 7,15 mm. La cassa invece misura 13,6 mm (di spessore) contro i 16,85 dello Speedmaster Moonphase del 2016, che però era un automatico.

    La costruzione rimane quella degli altri esemplari. Dal fondello dell’orologio si vede la platina aperta sul bilanciere, fissato con un grande ponte massiccio e fulcro della decorazione. In sintesi, si tratta di un cronografo con ruota a colonne, spirale in silicio e autonomia di 60 ore. Altre particolarità tecniche sono sottintese alla definizione Co-Axial Master Chronometer. Quindi, scappamento Co-assiale e certificazione del Metas, l’Istituto federale di metrologia che lo ha sottoposto a 8 rigorosissimi test (dopo che il movimento è stato certificato dal Cosc). E che ne garantisce non solo la costanza di marcia ma anche la resistenza ai campi magnetici fino a 15mila gauss. Trovate comunque ulteriori dettagli nelle didascalie della gallery.

    Prezzo e disponibilità dello Speedmaster Moonphase Meteorite

    Mancano ancora le ultime informazioni, quelle che tanti appassionati vorrebbero sapere per prime. Il prezzo dello Speedmaster Moonphase Meteorite è di 19.100 euro, indipendentemente dalla versione. Che non sono pochi, ve ne do atto, ma sui quali influisce non solo il quadrante in meteorite ma ancor più lo sviluppo del movimento. Poi la disponibilità: l’orologio non è ancora in vendita online, ma come al solito sarà innanzitutto distribuito nei negozi monomarca. Quindi il consiglio agli interessati è di recarsi in boutique (in Italia sono quattro: Roma, Milano, Firenze e Venezia) a chiedere informazioni. E valutarne l’acquisto dopo averlo attentamente analizzato con un lentino. Anche a costo di restare incantati fra le figure di Widmanstätten e le Côtes de Genève arabescate. Quando si dice stregati dalla Luna…

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 09/01/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 09/01/2025

    Consueto appuntamento con le novità da polso. Nelle Latest di oggi diamo il benvenuto all’anno nuovo e presentiamo i primi orologi del 2025. Ma non solo: andiamo anche a recuperare alcuni esemplari lanciati prima di Natale. Con qualche eccezione: nelle ultime settimane infatti sono apparsi numerosi modelli dedicati al segno del Serpente dell’Oroscopo cinese o a San Valentino, che qui non prendiamo in considerazione perché li tratteremo a tempo debito. In compenso copriamo come sempre tutti i segmenti di mercato e, per facilitarvi la lettura, dividiamo le Latest in ordine di prezzo. Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social.

    Latest… solo per pochi

    ROGER DUBUIS Excalibur Monotourbillon Blue Hour
    Prende nome da quelle particolari sfumature di blu tipiche del crepuscolo, qui evocate dalla lunetta incastonata di gemme in tonalità dégradé. Mica robetta: 50 zaffiri e 10 diamanti taglio baguette per un totale di 2.94 carati. Cui vanno aggiunti la cassa (42 mm) in oro rosa e soprattutto il movimento di manifattura: il calibro RD512, a carica manuale, scheletrato, con il tipico ponte a stella in oro, tourbillon volante e 3 giorni di autonomia, fregiato del Punzone di Ginevra. In 28 esemplari, reperibili solo nelle boutique monomarca. Prezzo non disponibile.

    BOVET Récital 21
    Nuovo look per il celebre calendario perpetuo della Maison. Nella cassa (44,4 mm) in titanio grado 5 lucido, il quadrante in vetro zaffiro svela integralmente i 464 componenti del movimento di manifattura. A carica manuale, riporta l’indicazione retrograda della data, il giorno della settimana e il mese su dischi, l’anno bisestile a finestrella (a ore 3). Sul lato fondello, invece, si trovano l’indicazione dell’autonomia di 5 giorni e il dispositivo brevettato dei doppi secondi coassiali. Degno di nota il sistema di correzione: una volta regolata la data con l’apposito pulsante, le altre funzioni si sincronizzano in automatico. Edizione limitata di 60 esemplari per colore: blu, verde o marrone. 92.000 franchi svizzeri (tasse escluse).

    HUBLOT Spirit of Big Bang Sang Bleu All Black Pavé
    Il concetto di All Black risale al 2006, la collaborazione con Maxime Plescia-Büchi, fondatore di Sang Bleu, al 2016. L’ultimo modello della collezione tonneau del Brand fonde questi due mondi. E il risultato è un cronografo dalla cassa sfaccettata (42 mm), in ceramica lucida, interamente tempestata di diamanti neri, per un totale di 2,4 carati. Il quadrante in zaffiro, dal motivo “esoterico”, mostra il movimento automatico scheletrato, calibro HUB4700 di manifattura. Edizione limitata di 200 esemplari, 49.100 euro.

    A meno di 20mila euro

    OMEGA Speedmaster Pilot
    Prende ispirazione dal Flightmaster del 1969 realizzato con specifiche militari per i piloti dell’U.S. Air Force. Ma la vocazione aeronautica è evidente in numerosi dettagli, dall’orizzonte artificiale nel contatore dei secondi continui alla lancetta centrale dei secondi crono a forma di aereo. Interamente realizzato in acciaio spazzolato, ha la cassa (40,85 mm) impermeabile fino a 10 atm, e il movimento automatico, calibro Co-Axial Master Chronometer 9900, con autonomia di 60 ore. 10.600 euro.

    LONGINES Ultra-Chrone Carbon
    La Casa della Clessidra Alata adotta per la prima volta il carbonio. E lo fa con la riedizione di un celebre esemplare del 1968, rilanciato nel 2022 in acciaio. La cassa coussin (43 mm) acquista così una straordinaria leggerezza e resistenza. Per il resto, tutto rimane com’era nell’immediato precedente: il quadrante sabbiato con il logo d’epoca, l’impermeabilità fino a 30 atm e soprattutto il movimento automatico ad alta frequenza (5Hz) – l’esclusivo calibro L.836.6, di cui Timelab garantisce la cronometria. 5.500 euro.

    ORIS Pro-Pilot X Miss Piggy Edition
    La collaborazione del Brand con i Muppets continua. Dopo l’orologio dedicato a Kermit, ecco quello per la Maialina più stilosa (e prepotente) dello showbiz. La cassa (34 mm) in acciaio racchiude un quadrante rosa shocking con lunghi indici a bastone ton-sur-ton e un diamante baguette (coltivato in laboratorio) a ore 12. Il movimento automatico (base Sellita) presenta sulla massa oscillante un ritratto di Miss Piggy, che fa capolino durante la carica – ma appare solo ogni tanto. Come una vera diva. 2.800 euro.

    SEIKO Prospex Speedtimer
    Ispirato all’omonimo cronografo prodotto dal Marchio giapponese nel 1972, ne riprende il quadrante Reverse Panda e il design tonneau della cassa dai pulsanti a pompa. Come quello, soprattutto, ha un movimento automatico con ruota a colonne e innesto verticale – che quando esordì, nel 1969, segnò gli standard della cronografia d’alta gamma. In acciaio con rivestimento extraduro, ha un formato non eccessivo (42 mm) ed è animato dal calibro 8R48, ovviamente realizzato “in casa”. 2.700 euro.

    Latest per tutte le tasche

    OOO – OUT OF ORDER Shaker Gin Tonic Automatic Gmt
    La fortunata serie di orologi a tema mixology si amplia di un nuovo cocktail – forse il più rinomato a livello mondiale -, le cui sfumate trasparenze si ritrovano nel quadrante in vetro dégradé. In vetro bombato anche l’inserto della ghiera girevole unidirezionale (l’orologio è come sempre un subacqueo, impermeabile fino a 30 atm). La cassa (40 mm) e il bracciale sono in acciaio, il movimento automatico (calibro Seiko NH34A) fornisce anche un secondo fuso orario. Edizione limitata di 100 esemplari, 595 euro.

    Lanciato il 17 dicembre, lo Shaker Gin Tonic è andato a ruba ed è ormai introvabile. Inseriamo quindi in queste Latest un altro esemplare di OOO – Out of Order, che si possa ancora acquistare…

    OOO – OUT OF ORDER Casanova 38 mm Mother of Pearl
    Sgombriamo subito il campo da un luogo comune: la madreperla non è un materiale “da donna”. Il fatto che sia frequente trovarlo nell’orologeria femminile dipende dalla sua preziosità e fragilità, che ben si adattano ai polsi delle signore. Ma nell’uso che ne fa il Brand veneziano perde qualsiasi connotazione femminea, almeno in questo esemplare che si ricollega alla lavorazione artigianale della Laguna. In acciaio spazzolato, nella cassa (38 mm) impermeabile fino a 10 atm monta un movimento al quarzo Swiss made. Esiste anche con quadrante turchese o rosa. 345 euro.

    TISSOT Désir
    Un bel femminile dal design curatissimo e per niente scontato. La cassa bombata, lady size (28 mm), presenta infatti dettagli inattesi: come la corona al 2, le anse centrali o, in alcuni modelli, il réhaut scintillante. In 6 versioni, in acciaio anche bicolore (in dettagli Pvd oro giallo o rosa), con quadrante in varie fogge e materiali, bracciale in metallo o cinturino in pelle. Ma tutti con un pratico e affidabile movimento al quarzo, rigorosamente Swiss made. Da 295 euro.

    BREIL New One Chrono
    La collezione di cronografi si arricchisce di una nuova cromia: il verde. Colore di tendenza, tinge il quadrante e crea un bel contrasto con i contatori canna di fucile e con l’intero habillage in acciaio lucido-satinato. Mantiene comunque l’urban mood tipico della linea, la cassa importante (43 mm), il bracciale con i link centrali esagonali e il movimento al quarzo con datario. 290 euro.

  • I 10 orologi del 2024 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2024 che ricorderemo

    Come sempre, la fine di dicembre è il momento dei bilanci, delle riflessioni. In ambito orologiero, viene spontaneo chiedersi quali esemplari resteranno impressi nella nostra memoria come i più rappresentativi dei 12 mesi appena trascorsi. Ecco allora i 10 orologi del 2024 più memorabili – almeno secondo noi. Quelli che ricorderemo in futuro, che ci verranno in mente quando penseremo all’anno che sta per finire. Qui elencati rigorosamente in ordine alfabetico.

    Per ognuno dei 10 orologi del 2024 vi forniamo i motivi che ci hanno portato a sceglierli, con una breve descrizione dei dati essenziali e il prezzo. Come vedrete, abbiamo voluto prendere in considerazione esemplari trasversali ai diversi segmenti di mercato e realizzati dalle marche più celebri, perché sono di sicuro i più indimenticabili. Se però pensate ce ne siano altri da ricordare, fatecelo sapere sui nostri social: così pubblicheremo anche i 10 orologi del 2024 più votati da voi.

    AUDEMARS PIGUET (Re)Master02
    Attuale interpretazione di un esemplare del 1961, ne accentua non solo le dimensioni, ma anche il carattere. E con quelle forme spigolose ispirate al Brutalismo, non passa certo inosservato. Oltretutto è ancora più d’effetto se si pensa alla “classicità” del (Re)Master01.
    Cassa asimmetrica (41 mm) in Sand Gold (lega d’oro esclusiva della Casa), movimento meccanico a carica automatica, calibro 7129 di manifattura. Edizione limitata di 250 esemplari, 47.800 euro.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra Cosc
    Del record in sé, francamente, ce ne infischiamo… Ma è un ultrapiatto sconvolgente per la leggerezza estrema, per l’estetica personalissima, per le interessanti soluzioni tecniche della costruzione. Impossibili da dimenticare.
    Cassa (40 mm x 1,7 di spessore) e bracciale in titanio, movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL180 sviluppato con Concepto, e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Edizione limitata di 20 esemplari, 600mila franchi svizzeri.

    EBERHARD & CO. Chronographe 1887 Edition Limitée
    Sarà per l’estetica vintage, ispirata ai modelli degli anni Trenta conservati nel Museo aziendale. O sarà per il calibro, appositamente realizzato. Sta di fatto che questo cronografo flyback ti si imprime nella mente per non uscirne più.
    Cassa (41,5 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica manuale, calibro EB 280, sviluppato in esclusiva con Manufacture Amt. Edizione limitata di 250 esemplari, 6.960 euro.

    IWC Portugieser Eternal Calendar
    È il primo calendario secolare prodotto industrialmente. E ha un valore tecnico innegabile: riconosce le eccezioni degli anni bisestili nel Calendario gregoriano e riporta fasi di luna che devono essere corrette di un giorno ogni 45 milioni di anni. In sintesi è un progresso per l’intero settore.
    Cassa (44,5 mm) in platino, movimento meccanico a carica automatica, calibro con 7 giorni di autonomia. 150mila franchi svizzeri.

    LONGINES Conquest Heritage Central Power Reserve
    Ridar vita a un “classico” con materiali, meccaniche e sensibilità di oggi è sempre meritevole. Ancor di più se il “classico” il questione – datato 1959 – ha una complicazione come l’indicazione centrale dell’autonomia residua. Che era ed è rimasta un unicum.
    Cassa (38 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica automatica, calibro L896.5 sviluppato in esclusiva da Eta. In tre versioni, 4.300 euro.

    OMEGA Speedmaster Moonwatch Professional
    Lasciate perdere la storiella delle tute spaziali e le altre amenità da marketing. Questo particolare Moonwatch merita di entrare nei 10 orologi del 2024 proprio per l’insolito (ma ben fatto) quadrante bianco. Dai nobili precedenti.
    Cassa (42 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial 3861 con certificazione Metas. 8.700 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Toric
    Noi che seguiamo fin dall’inizio l’evoluzione della Marca sotto Guido Terreni, non possiamo che apprezzare il lavoro svolto sul primo orologio di Michel Parmigiani. Rivisitato da un completo restyling, è diventato uno dei dress watch più chic e raffinati del momento.
    Cassa (40,6 mm x 8,8 di spessore) in oro rosa, oppure in platino; movimento meccanico a carica manuale, calibro PF780 di manifattura. Da 45mila franchi svizzeri.

    PATEK PHILIPPE Cubitus
    Può piacere o non piacere – cosa del tutto ininfluente. Ma è di sicuro l’orologio (o forse dovremmo dire la collezione) più discusso dello scorso autunno. Quello che ha suscitato un gran polverone, quello che ha diviso il pubblico fra detrattori e sostenitori. Davvero indimenticabile…
    Cassa (45 mm) e bracciale in acciaio, oppure in acciaio e oro; movimento meccanico a carica automatica, calibro 26-330 S C di manifattura. Da 41.580 euro.

    PIAGET Polo 79
    Fedele riedizione dell’esemplare uscito 45 anni fa, rispetto a quello – non ce ne vogliano gli appassionati di vintage – è però una spanna sopra. Perché? Ovvio, per la qualità della meccanica: un tempo montava un movimento al quarzo, oggi un raffinatissimo ultrapiatto.
    Cassa (38 mm x 7,45 di spessore) e bracciale in oro giallo godronato, movimento meccanico a carica automatica, calibro 1200P1 di manifattura. 82mila euro.

    TUDOR Black Bay Chrono Pink
    Che sia un omaggio alla Maglia Rosa del Giro d’Italia, all’Inter Miami o a Jay Chou poco importa. Ciò che conta è aver sdoganato il quadrante rosa su un orologio maschile – alla faccia dei vecchi tromboni più tradizionalisti.
    Cassa (41 mm) e bracciale in acciaio, movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5813 di manifattura e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 5.790 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/12/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/12/2024

    Ancora qualche aggiornamento, prima delle vacanze natalizie – che bloccheranno per qualche settimana tutte le attività di marketing. E in effetti è proprio il Natale il soggetto primario di queste Cronache dell’orologeria. O, per essere più precisi, le campagne di Natale, che da settimane imperversano ovunque: dai siti internet alle pagine social, fino alle pubblicità sui giornali. A titolo rappresentativo, ci soffermiamo su tre esempi in particolare – scelti in modo arbitrario, certo: del resto è proprio impossibile pubblicarle tutte. E poi altre notizie di vario genere: boutique, visite in manifattura, esperienze esclusive… Buona lettura. E auguri!

    Cronache dell’orologeria… natalizia – 1

    Un carosello di ritratti di un festoso gruppo di amiche che si scambiano i regali, complici, gioiose e sorridenti (caso raro nella moda!). È l’ormai tradizionale clip End of the Year di Chanel Joaillerie, interpretata da Mona Tougaard, Yoon Young Bae e Anna Ewers, ma in cui i veri protagonisti sono proprio gli orologi e i gioielli della Maison. In particolare il J12 Calibre 12.1 e Calibre 12.2, il Boy-Friend e il Première Edtion Original, più i pezzi delle collezioni Coco Crush, Comète, N° 5, Camélia e Ruban, tipici dell’immaginario Chanel.

    Cronache dell’orologeria… natalizia – 2

    S’intitola Fiabe di precisione la campagna di Omega per le imminenti festività. Quattro video (e relativi scatti) dedicati ad altrettanti orologi: lo Speedmaster 38 mm, il Constellation Meteorite, il Seamaster Aqua Terra e il De Ville Prestige, emblematici delle rispettive famiglie in catalogo. Ciascuno è immortalato da riprese ravvicinate, che ne mettono in evidenza ogni minimo dettaglio e finitura. E ciascuno è posto al centro di uno sfondo rosso, non solo tonalità natalizia per eccellenza ma anche colore caratteristico della Maison di Biel.

    Ospiti a casa

    A proposito della sede di Biel, Omega di recente ha ricevuto i fondatori di Privateer, Steve Wozniak e Alex Fielding, che hanno visitato la Manifattura e il Museo del Brand. Un modo per rafforzare la collaborazione con l’azienda americana e insieme riaffermare il proprio interesse nello Spazio. Privateer, lo ricordiamo, si occupa di tecnologia spaziale e infrastruttura dati. Soprattutto, cerca soluzioni per la crescita sostenibile dell’economia spaziale, per le sfide create dai detriti spaziali e dal traffico dei sempre più numerosi satelliti.

    Cronache dell’orologeria… natalizia – 3

    Da citare anche la campagna Longines, che ci trasporta in un mondo ancora più fatato. Il quartier generale dei “Campi lunghi” fa da scenario a un’animazione digitale molto natalizia: la notte ghiacciata, il panorama innevato, gli alberi coperti di luci, un enorme abete le cui sfere di vetro racchiudono gli orologi… Tanti gli esemplari presenti: dal Mini DolceVita al Conquest Heritage, dal Flagship Heritage fino allo Spirit Zulu Time… Qualcuno conservato nell’apposito pacchetto regalo, altri nelle caratteristiche boule de neige.

    Shopping meneghino

    Sempre Longines ha inaugurato la seconda boutique italiana, dopo Roma: un nuovo flagship store a Milano, al civico 15 del centralissimo corso Vittorio Emanuele II. Un grande spazio di 250 metri quadri, distribuiti su tre livelli, con il piano -1 concepito come spazio polifunzionale per ospitare eventi e presentazioni. Gli arredi riflettono lo stile della Casa della Clessidra Alata, semplice ed elegante insieme, tra materiali ispirati al territorio (come la scala in pietra lombarda) e pezzi di design firmati da celebri maestri italiani. Da vedere.

    Salone da Vip

    Foto Keystone/Valentin Flauraud courtesy Watches and Wonders

    Volete visitare il prossimo Salone di Geneva, ma non avete voglia di mischiarvi tra la folla e la marmaglia? Watches and Wonders vi offre un Pacchetto Premium per un’esperienza da Vip. Nei tre giorni di apertura al pubblico (5-7/4/2025), potrete per esempio partecipare a presentazioni esclusive delle novità, ma avrete anche una lounge riservata a disposizione, un accesso prioritario che vi farà saltare le file al guardaroba e alla security, o il parcheggio gratuito. Il costo? 550 franchi. Occhio però che le prenotazioni terminano domani…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 9/12/2024

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 9/12/2024

    Siamo ormai sotto Natale. E, come sempre, le case di orologeria hanno invaso il mercato con le loro proposte per uno dei periodi più importanti dell’anno in termini di vendite. Ecco quindi una selezione degli ultimi lanci – latest, appunto – per tenervi aggiornati su quanto potete trovare online e nei negozi. Qui mostrati in ordine di prezzo, dal top di gamma all’entry level, così da permettervi di individuare più facilmente il vostro budget di spesa. Del resto regalare (o regalarsi ) un orologio non sarà il massimo dell’originalità, ma ha sempre il suo perché… e non solo per gli appassionati.

    Latest… solo per pochi

    BREGUET Tradition Chronographe Indépendant 7077
    S’ispira, come tutta la collezione, agli orologi da sottoscrizione ideati da A.L. Breguet, ed è una versione nuova solo nell’estetica, per la scelta cromatica blu. Quanto alla meccanica, monta sempre l’originalissimo calibro 580 DR di manifattura, giocato sulla simmetria. Con doppio bilanciere e due ruotismi indipendenti: uno per il cronografo, l’altro per ore e minuti, così che l’attivazione del primo non influisca sulla costanza di marcia. Le lancette ad andamento retrogrado indicano l’autonomia e i minuti crono. La cassa (44 mm) è in oro bianco. 102.900 euro.

    Latest da 20mila a 10mila

    RESSENCE Type 9 Aqua
    Colpisce per il colore, un inedito turchese. Ma la vera novità sta nell’indicazione dei minuti, riportata per la prima volta sulla lunetta. E nella cassa più piccola (39 mm) realizzata in titanio grado 5, per cui risulta estremamente leggero: 39 g, cinturino compreso. Per il resto, conserva il modulo brevettato di visualizzazione Rocs (Ressence Orbital Convex System) basato sull’Eta 2892-2, con la tipica rotazione dell’intero quadrante. Per averlo, però, si dovrà aspettare febbraio. Adesso è disponibile solo in versione Grey. Circa 16.500 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato 38 mm Sage Green
    In attesa del 50° anniversario della collezione (lanciata nel 1975), la Manifattura declina nei colori del 42 mm – verde salvia oppure blu notte – la versione più piccola, da 38 mm. Il design è sempre quello del 2017, con la lunetta più importante rispetto al passato e il bracciale rastremato H-link. Superlative come al solito le finiture, sia dell’habillage interamente in acciaio, sia del movimento, il ben noto calibro 03300 a carica automatica. Un tocco speciale, i dettagli dorati sul quadrante a clou de Paris. 15.700 euro.

    IWC Ingenieur Automatic 40
    È un grande classico della Casa di Sciaffusa e non ha bisogno di presentazioni. Dopo il restyling dello scorso anno – direttamente ispirato al modello di Gérald Genta, con la lunetta fissata da 5 viti a brugola e il bracciale rastremato -, ora ritorna rinnovato nel colore. Con il tipico quadrante dal motivo stampato in un bel blu “pieno”, che va ad affiancare il nero, l’argenté e il verde già in catalogo. Il movimento è sempre il calibro automatico 32111 con 5 giorni di autonomia. 13.000 euro.

    OMEGA Seamaster Diver 300M
    Estetica vintage per un’altra variazione sul tema del Diver 007. Che stavolta torna in versione titanio grado 2 e Bronze Gold – l’esclusiva lega (brevettata) di bronzo con oro 9 kt, palladio e argento, il cui colore si colloca a metà strada fra l’oro Moonshine™ e l’oro Sedna™. La cassa (42 mm), dotata di valvola di decompressione, ospita il calibro Co-Axial Master Chronometer 8806. La lunetta è in alluminio, il vetro zaffiro bombato, il bracciale in maglia milanese. 12.000 euro.

    Da 10mila a 1000 euro

    BELL & ROSS BR-05 Artic Blue
    La particolarità è evidente a colpo d’occhio: il quadrante sembra scheggiato, quasi fosse scolpito in un blocco di ghiaccio che sta per frantumarsi. In realtà è realizzato in vetro colorato, con le crepe riprodotte tramite incisione al laser e tampografia, e gli indici a bastone che sembrano sospesi. La cassa (40 mm) e il bracciale rastremato sono in acciaio, il movimento scheletrato è il calibro automatico BR-CAL-322-1. L’edizione limitata di 250 esemplari è in vendita online o nelle boutique monomarca. 8.300 euro.

    SEIKO Astron GPS Solar Dual Time
    In occasione del centenario dal primo orologio da polso con il nome del Marchio, sono uscite 4 nuove referenze (fra cui una serie limitata) del celebre cronografo multifunzione. Realizzato in titanio grado 2 (cassa di 42 mm), è dotato di un movimento a carica solare, calibro 5X83, che si connette al Gps due volte al giorno per garantire una perfetta regolazione dell’ora e del fuso orario. In più, basta premere contemporaneamente i due pulsanti per invertire la posizione dell’ora locale e di quella “di casa”. 2.600 euro.

    MIDO Multifort Mechanical Limited Edition
    Realizzato per festeggiare i 90 anni della collezione, si distingue per il quadrante che riproduce i componenti del movimento. Non solo. Bariletto, bilanciere, ruote & Co. risultano ben visibili anche al buio, perché tratteggiati in Super-LumiNova, arancione e blu (come le lancette). Realizzato in acciaio, nella cassa XL (44 mm) monta un movimento meccanico a carica manuale (base Eta), decorato a Côtes de Genève, con un grande e lento bilanciere (18.000 A/h). In vendita con 2 cinturini aggiuntivi. Edizione limitata di 999 esemplari, 1.590 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    UNIMATIC x South Park UT4-SP
    Per la seconda collaborazione con la serie animata più irriverente della tv, il Marchio ha scelto il Modello 4. Con la cassa (40 mm) in acciaio 316L spazzolato e il movimento al quarzo, si distingue per i coloratissimi personaggi che spiccano a ore 6. Cui sono ispirati anche altrettanti cinturini in dotazione nel packaging speciale: Nato in nylon arancione o in Cordura turchese, in pelle cioccolato, in poliuretano termoplastico verde (oltre al classico Nato in nylon nero montato di serie). Edizione limitata di 200 esemplari, 660 euro.

    BREIL Sport Titanium
    Prosegue la collaborazione fra il Marchio milanese e la Polizia di Stato, sfociata ora in questo nuovo cronografo. Con la cassa (43 mm) in titanio grado 2 e il movimento al quarzo, presenta numerosi riferimenti alla Forza di pubblica sicurezza: i colori ufficiali, blu e grigio; il logo Polizia Sportswear con la Pantera stilizzata a ore 12; il Tricolore agli indici… Il quadrante in fibra di carbonio è protetto da un vetro zaffiro, il fondello è personalizzato. 379 euro.

    CALVIN KLEIN Iconic Automatic
    Lo stile minimal è quello tipico del Brand. Ma le linee pulite sono aggiornate da un dettaglio: la C sul quadrante soleil, al posto della minuteria. Con cassa (40 mm) e bracciale in acciaio, è animato da un movimento automatico di produzione giapponese, mostrato dal fondello trasparente. Esiste anche con quadrante nero, 279 euro.

    N.B. La nostra pagina di Latest sarà via via riaggiornata. Tornate a vederla prossimamente per restare informati…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2024

    Cosa è successo di recente nel mondo delle lancette? Qui di seguito trovate, in sintesi, le notizie che hanno tenuto banco negli ultimi giorni. Tante e di tutti i generi, spaziano dagli eventi mondani ai testimonial, dall’intrattenimento al corporate. Del resto, lo scopo delle Cronache dell’orologeria è proprio questo: raccontarvi in breve l’essenziale… Buona lettura.

    Assassin’s wrist

    Chiunque segua The Day of the Jackal su Sky Atlantic se ne sarà accorto: in tantissime scene, lo Sciacallo porta un Omega sempre diverso. Nei panni del camaleontico sicario, protagonista della serie tv tratta dal romanzo di Frederick Forsyth, non a caso c’è uno strepitoso Eddie Redmayne, ambasciatore della Maison di Biel. Mentre al suo polso finora si sono visti un Globemaster in oro, un Railmaster e un AquaTerra. Il tutto pare proprio una libera scelta della costumista e non una massiccia operazione di product placement. Ci crediamo.

    Cronache dell’orologeria… hollywoodiana – 1

    Foto Gilbert Flores/Variety via Getty Images courtesy Omega

    Lo scorso 17 novembre, al Ray Dolby Ballroom dell’Ovation Hollywood di Los Angeles, si sono tenuti i Governors Awards, cerimonia che attribuisce i premi voluti dall’Academy’s Board. Sul tappeto rosso dell’annuale gala hanno così sfilato molte star griffate Omega. Prima fra tutti Nicole Kidman, che sfoggiava uno chic-chissimo pezzo in platino e diamanti degli anni Venti. Poi Scoot Mc Nairy e Yura Borisov, ciascuno con un De Ville Prestige. Ma a catturare l’attenzione dei più curiosi è stato l’orologio di Daniel Craig. Inedito.

    Cronache dell’orologeria… hollywoodiana – 2

    Ancora a Hollywood, ma all’Athletic Club, il 14 novembre si è svolta la premiazione degli Hamilton Behind the Camera Awards presentati da Variety. Giunto alla 13a edizione, l’evento celebra i professionisti che lavorano dietro la macchina da presa. Qualche nome? Joe Walker per il montaggio di Dune: parte II. Chris O’Hara, stuntsman in The Fall Guy. Gia Coppola per la regia di The Last Showgirl. Ryan Reynolds (nella foto) per la sceneggiatura di Deadpool & Wolverine… Non c’è modo migliore per sottolineare il rapporto del Brand con il mondo del cinema.

    The Voice

    Unimatic ha un nuovo ambasciatore: Vittorio Grigolo. Presenza ricorrente sui più grandi palcoscenici del mondo e noto per aver lavorato con i migliori direttori d’orchestra, il celebre tenore incarna l’eccellenza e lo stile italiano cari al Marchio (così dicono fonti ufficiali). In futuro vedremo come si svilupperà la collaborazione. In attesa di sentirlo all’inizio di dicembre all’Opéra MonteCarlo per un insolito tributo a Frank Sinatra, lo possiamo vedere in un bel servizio fotografico realizzato da Stefano Galuzzi. Eclettico, Vittorio…

    Premio alla creatività

    Il trofeo per il vincitore del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives

    Louis Vuitton ha annunciato l’apertura delle candidature per la 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives. Il concorso, biennale, è un riconoscimento al pensiero creativo e al talento degli orologiai indipendenti, ed è organizzato con La Fabrique du Temps, la Manifattura che fa capo al Marchio. Alla scorsa edizione, vinta da Raúl Pagès per il Régulateur à Détente RP1, hanno partecipato più di mille artigiani provenienti da 15 Paesi: chissà se quest’anno si farà il bis… Le iscrizioni sono aperte fino al 15 aprile.

    Grande ritorno

    Il portafoglio di Pisa 1940 si amplia con un nome prestigioso nell’alta orologeria: Daniel Roth. Fondato come marchio indipendente dall’omonimo orologiaio nel 1988, passato nel 2000 a Bulgari, oggi è parte di LVMH (che lo ha acquisito nel 2011 insieme alla Maison romana) e gestito da La Fabrique du Temps. Un piacevole ritorno per l’Orologeria milanese, che lo rappresentava già negli anni ’90 e contribuì a farlo conoscere sul mercato italiano. Pochi gli esemplari disponibili: del resto la produzione attuale si aggira attorno ai 100 pezzi l’anno.

    La casa dei quadranti

    Sempre il 14 novembre c’è stata l’inaugurazione ufficiale della manifattura Bulgari a Saignelégier. Restaurata e ampliata (ora raggiunge i 4.400 mq), la fabbrica è stata rimodernata dal punto di vista dei macchinari e dei sistemi di produzione come della sostenibilità e del benessere di chi ci lavora. È dedicata alla produzione di casse e quadranti, e prevede anche un laboratorio specializzato in mestieri d’arte, dall’intarsio di piume o pietre dure alla micro-pittura. Un ulteriore passo verso l’integrazione verticale della Maison romana.

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  • Oroscopo di novembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di novembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Ci avviciniamo alla fine di questo 2024, un anno ricco di avvenimenti, sia sul piano personale che su quello generale del Pianeta. Vediamo quindi insieme l’oroscopo di novembre: come di consueto, per prima cosa, analizziamo astronomicamente e astrologicamente il Cielo del mese, poi passiamo alle analisi per i nati sotto i vari segni e agli orologi che più potrebbero rispecchiarne le personalità e i modi di essere.

    Prendiamo l’oroscopo di novembre con l’indispensabile pizzico di ironia: l’astrologia non è una scienza, nel senso moderno del termine, ma per gli Antichi lo era. Al punto di definire l’astronomia, quindi la scienza del moto dei corpi celesti, come sua ancella. Ma il discorso si farebbe lungo: passiamo a esaminare cosa succederà lassù, durante questo penultimo mese del 2024.

    Novembre apre con un Novilunio il giorno 1, nel segno dello Scorpione: un segnale d’inizio che avrà conseguenze sui diversi segni. Il 15, Saturno entrerà, in moto diretto, nei Pesci, mentre subito dopo, il 16, avremo il Plenilunio in Toro.
    Altro evento il giorno 20, quando il lentissimo Plutone lascerà il segno del Capricorno per entrare in Acquario, dove risiederà per i prossimi vent’anni. Il Sole entrerà nel segno del Sagittario il 22, e il 26 Mercurio, in Sagittario, inizierà il proprio moto retrogrado.
    Non resta ora che vedere, segno dopo segno, come tutto questo andrà a riflettersi sui nati nei dodici segni e che cosa potemmo suggerire, conseguentemente, di portare al polso.

    Ariete

    Plenilunio nel primo giorno del mese, in Scorpione: tutto converge per conferire grande importanza ai cambiamenti, soprattutto per voi, che con questo evento nella vostra Casa della Trasformazione dovrete affrontare mutamenti importanti. Che siano prevedibili o che giungano inattesi, saranno con ogni probabilità d’impatto nella vostra sfera emotiva. Non interpretateli come un rischio o una devastazione: sarà la buona occasione per portare alla luce il vostro io più autentico. Il passaggio di Plutone in Acquario sarà di aiuto: vi ritroverete ad assumere nuove responsabilità, ma anche a cogliere soddisfazioni e riconoscimenti. Premiatevi con un bell’esemplare dalle complicazioni utili.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Power Reserve Big Date Manufacture Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-735 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 50 ore, fasi di luna e grande datario. Quadrante soleil, indici applicati, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 4.995 euro.

    Toro

    La trasformazione imposta dal Novilunio sarà solo una fase di passaggio verso il Plenilunio proprio in Toro: ecco tutti i segni del Cielo necessari per ridefinire il vostro ruolo nel rapporto con gli altri. Famiglia, scuola, azienda, amici: non abbiate timore di mostrare quei lati di voi che finora erano rimasti un po’ in penombra. Il Plenilunio in Toro conferirà massima efficacia alle vostre azioni, ogni vostra decisione sarà sostenuta dagli astri. Non dimenticate che il Toro è signore della gola: attenzione a quanto direte, ma anche – più banalmente – ai malanni di stagione, che vi potrebbero colpire proprio lì. Affrontare il mondo con un’altra persona comunque vi faciliterà la vita. Scegliete un orologio dai nobili natali, che potrete indossare entrambi.

    VULCAIN Cricket President 36 Pistacchio Green
    Cassa (36 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro V10 di manifattura, con doppio bariletto e funzione di allarme. Quadrante soleil, numeri applicati, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 25 esemplari, 4.540 euro.

    Gemelli

    L’oroscopo di novembre annuncia trasformazioni in vista anche per voi. Che si tratti del risultato di un periodo di introspezione, del supporto sapiente di un terapeuta o di una decisione ben meditata, questo mese verrà alla luce una nuova versione di voi. È tempo di brillare, ma tenete presente che Mercurio retrogrado e il passaggio del Sole in Sagittario vi indurranno a rivisitare e a rivalutare alcune relazioni date per scontate e consolidate. Siate obiettivi, soprattutto verso voi stessi. Senza ferire chi non lo merita, non insistete a portare avanti rapporti che – alla lunga – potrebbero rivelarsi dannosi per voi. Adottate un orologio d’ispirazione “celestiale”, che vi sia di supporto in tante situazioni.

    BREITLING Navitimer Automatic 41
    Cassa (41 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B17 (base Eta 2824). Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, réhaut con regolo calcolatore, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. 5.600 euro.

    Cancro

    Per i nati sotto il segno del Cancro, Plutone ha sempre svolto un ruolo importante nella sfera dei rapporti e delle relazioni. Per l’ultima volta, dati i suoi tempi, lo saluterete in Capricorno e lo vedrete passare in Acquario. La conseguenza? Lascerete necessariamente le valutazioni di carattere più superficiale e immediato, in tutti i campi, per abbracciare analisi più sottili e profonde. Vi scoprirete capaci di leggere ben al di là delle apparenze, sia che si tratti di eventi che di persone. Un dono, sicuramente, ma che vi renderà più consapevoli e più attenti nelle vostre scelte. Anche riguardo a ciò che indossate al polso: privilegiate il meglio.

    EBERHARD & CO. Chronographe 1887 Edition Limitée
    Cassa (41,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro EB 280 sviluppato in esclusiva con la Manufacture AMT di Sellita, cronografo con ruota a colonne, pulsante di reset del cronografo coassiale alla corona, funzione flyback. Quadrante con scala telemetrica e tachimetrica, vetro zaffiro bombato, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 250 esemplari, 6.960 euro.

    Leone

    Cari nati sotto il segno del Leone, questo mese vi costringerà, con il suo quadro astrale, a uscire allo scoperto. Passerete dal piano delle riflessioni, su voi stessi e sugli altri, a quello dell’azione. Terminate le considerazioni astratte, dovrete prendere, rapidamente, decisioni su come rapportarvi con il mondo esterno e non avrete modo di tergiversare. L’oroscopo di novembre registra il ritorno di Saturno in moto diretto. La cosa vi aiuterà, soprattutto emotivamente, liberandovi da quell’aura un poco negativa che aveva contrassegnato il vostro recente passato. Cercate di navigare sempre in acque tranquille: procuratevi un esemplare che possa farvi da nocchiere…

    TAG HEUER Carrera Chronograph Skipper
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro TH20-06 di manifattura, con autonomia di 80 ore, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante spazzolato circolare con contatori crono a contrasto (totalizzatore dei 15 minuti tripartito per i tempi di regata), lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro glassbox, fondello in vetro zaffiro, cinturino in tessuto. 6.850 euro.

    Vergine

    Dovrete trovare la forza di guardare diritto negli occhi quanti – con vari mezzi, più o meno coscientemente – avevano influenzato la vostra autostima, in tutto il periodo in cui Saturno era nei Pesci. Saturno ritorna in modo diretto il 15: sarà il momento perfetto per chiarire a voi stessi chi siete, senza essere vittime dei pregiudizi altrui. Mercurio retrogrado in Sagittario vi libererà da tanti pensieri che vi avevano sinora trattenuto dal mostrare più apertamente la vostra vera natura e i vostri sentimenti. Muovetevi con cautela: non è detto che il vostro vero volto non possa mandare all’aria i piani, non sempre benevoli, che altri avevano fatto su di voi. Indossate un esemplare dall’estetica semplice e pulita.

    IWC Portofino Automatic
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 35111 (base Sellita Sw300-1a), con datario. Quadrante argenté, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 5.300 euro.

    Bilancia

    Mese complessivamente positivo, in cui noterete, soprattutto nell’ultima decade, un senso di liberazione derivante dalla scomparsa di un peso che da troppo tempo gravava sulle vostre spalle. Tanto che ormai quasi non lo notavate più. Ma appena sarà svanito, percepirete chiaramente la riguadagnata libertà e una leggerezza che riconoscerete subito. Secondo il vostro oroscopo di novembre, comunque, è tempo di investire, soprattutto su voi stessi: che si tratti del vostro aspetto, del guardaroba, della sfera psicofisica o di altri ambiti, per voi la trasformazione sarà da leggere in questo senso. Cominciate col rinnovare ciò che avete al polso: scegliete un marchio giovane, dal gusto contemporaneo.

    NORQAIN Indipendence Skeleton Chrono
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Norqain 8K, scheletrato, con autonomia di 62 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante traforato, lancette e indici applicati, placcati oro e luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in caucciù con motivo maglia milanese. Produzione limitata, 5.700 euro.

    Scorpione

    Inutile nasconderlo: voi nati sotto il segno dello Scorpione siete tra i soggetti più complessi. Non è facile comprendervi e soprattutto intuire cosa siate veramente, al di sotto del vostro volto pubblico. Secondo il vostro oroscopo di novembre, questo mese vi indurrà a prendere coscienza di un fatto importante: a furia di fingere verso il mondo esterno, alcuni vostri aspetti simulati hanno finito per prendere il sopravvento. Estirpateli, lasciate nuovamente emergere la vostra vera natura. Vivere dietro una maschera, alla lunga, non solo non è utile, ma vi costringe a spendere energie che – prima o poi – si esauriscono. Evitatelo, almeno al polso: dotatevi di un esemplare dalla lunga autonomia.

    BAUME&MERCIER Clifton 10756
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, fasi di luna e datario a lancetta. Quadrante sfumato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. 4.950 euro.

    Sagittario

    Le stelle accarezzano il vostro lato più incline ai sensi, perfino a un certo edonismo: nuovi progetti vi potrebbero attrarre. Niente di male nell’esaminarli, ma non perdete il vostro proverbiale senso pratico, prima di aderire a strane avventure che potrebbero, alla lunga, crearvi danni. Il vostro oroscopo di novembre segnala, nell’ultima decade, opportunità in ambito finanziario, di sicuro allettanti ma che devono essere soppesate con saggezza. Siete proverbialmente attenti, da questo punto di vista, ma attenzione alle lusinghe di chi forse è più incline a trarre vantaggio per sé che non a raccontarvi i veri scopi di quanto vi starà proponendo. Scegliete un orologio che sia un investimento sicuro.

    ROLEX Oyster Perpetual 41
    Cassa (41 mm) in acciaio Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore, spirale paramagnetica. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio Oystersteel. Certificato Cronometro Superlativo. 6.650 euro.

    Capricorno

    Venere farà capolino il giorno 12, aiutandovi a riscoprire, e a lasciar trasparire, quei lati di voi che sono più teneri, più delicati, che solitamente restano nascosti dalla vostra ben nota corazza. Il passaggio di Plutone proprio nel vostro segno vi caricherà di entusiasmo e positività. Ottimi entrambi, ma sempre da tenere sotto controllo con intelligenza ed astuzia. Cogliete pure le buone opportunità, ma ricordatevi sempre che le vipere possono annidarsi anche tra i più bei fiori del giardino. In sintesi, il vostro oroscopo di novembre consiglia: mai abbassare la guardia. Soprattutto in questo mese, che vi prospetta una vita sociale molto attiva. Lasciate il vostro orologio parli per voi, come un bel biglietto da visita.

    OMEGA Speedmaster 38
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3330 (base Longines 688.2 modificato) con scappamento Co-Axial e spirale in silicio, cronografo con ruota a colonne, secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 6.200 euro.

    Acquario

    Sin dall’inizio del mese vi accorgerete di avere in voi nuove energie, nuovi spunti. Cosa ottima in sé, ma che vi costringerà a stabilire delle priorità: per raggiungere gli obiettivi primari, dovrete per forza accantonare – magari solo temporaneamente – tutto quello che potrebbe distrarvi. L’uscita di Plutone dal vostro segno si farà sentire: l’unico rischio è un certo senso di ebbrezza e la relativa confusione. Focalizzare e concentrare i vostri sforzi sarà l’unico metodo per non sprecare le occasioni e, al tempo stesso, non arrivare al traguardo esausti. Assecondate il vostro oroscopo di novembre con un esemplare dal colore vitaminico, in grado di ricaricarvi ogni qualvolta guardate l’orario.

    BELL & ROSS BR V2-92 Orange
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR-CAL.302 (base Sellita Sw300-1a), con datario. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con inserto in alluminio anodizzato nero, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. 3.800 euro.

    Pesci

    Se – come può accadere – ultimamente avete avuto dei momenti di poca chiarezza proprio su voi stessi, sulle vostre vere ragioni di essere e su quello che davvero volevate nella vita, avere Saturno che riprende il proprio moto diretto nel vostro segno sarà di grande aiuto. Prendete del tempo per voi stessi, pace, silenzio, calma interiore per avventurarvi nel viaggio più prezioso: quello alla ricerca della vostra anima. Mercurio retrogrado in Sagittario sarà il vostro sostegno per quei piani ambiziosi sulla vostra carriera. Se siete sicuri di avere tutte le frecce giuste al vostro arco, non abbiate paura: è arrivato il momento di fare centro. Mettete al polso un orologio che evochi orizzonti aperti e paesaggi naturali da esplorare.

    BREMONT Terra Nova 40.5 Date “Caramel”
    Cassa (40,5 mm) in acciaio 904L, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BE-36AE (base Sellita SW220-1 modificato), con datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio 904L. Edizione limitata di 100 esemplari, 3.850 euro.



  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/10/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 28/10/2024

    Tra eventi sportivi, gossip e appuntamenti futuri, le Cronache dell’orologeria di questa settimana registrano la consueta varietà di interessi toccati dal marketing dell’industria delle lancette. Sotto i riflettori, in particolare, l’Annual Academy Musum Gala: che, sostenuto e presentato da Rolex – nel ruolo di Founding Supporter e Official Watch del Museo dal 2021 -, ha prestato il fianco al solito contorno di spetegulèss tanto amato dai più curiosi. Buona lettura!

    Tra piste e resort

    Si è tenuta dal 16 al 21 ottobre scorsi la 1a edizione del Rally A’Shira Richard Mille. Una gara di regolarità tutta al femminile lungo un suggestivo percorso di 850 km in Arabia Saudita, da Medina ad AlUla fino alle rive del Mar Rosso, cui hanno partecipato una ventina di 4×4. Non è la prima volta che Richard Mille rende omaggio alle donne pilota: basti pensare all’R.M Racing Team, al Rallye des Princesses, alle partnership con Aurora Straus e Lilou Wadoux. L’orologio ufficiale dell’evento? L’RM 07-04 Automatic Sport, naturalmente…

    Voga, voga

    Probabilmente è la regata sul Tamigi più famosa del mondo. The Boat Race è la tradizionale gara di canottaggio in cui le università di Oxford e Cambridge si sfidano a suon di pagaiate fin dal 1829. Ma dalla prossima edizione si chiamerà The Chanel J12 Boat Race, a celebrare il nuovo sponsor e cronometrista ufficiale. Domenica 13 aprile 2025, dunque, sia gli equipaggi maschili che femminili dei Dark/Light Blue vogheranno sotto l’egida dell’orologio in ceramica dalle origini veliche. Mademoiselle Coco ne sarebbe orgogliosa.

    A 50 nodi

    Di regata in regata. Se avete guardato la finale in tv, lo avete visto bene – in numerose inquadrature, anche ravvicinate. L’Omega Seamaster Planet Ocean ETNZ spiccava, con la sua livrea nera e turchese, al polso di Peter Burling e compagni. Naturalmente, dopo la schiacciante vittoria su Ineos Britannia di Sir Ben Ainslie, la Maison di Biel si è congratulata con il Team neozelandese. Del resto, come non farlo? Per la terza volta consecutivi, i Kiwi si sono portati a casa la Vecchia Brocca. E hanno dimostrato di essere ancora i migliori…

    Cronache dell’orologeria… mondana

    Sabato 19 ottobre, a Los Angeles, si è svolto il quarto Academy Museum Gala, l’evento di beneficenza organizzato annualmente per raccogliere fondi a favore del Museo. Una serata ad alto tasso di glamour, in cui tutta Hollywood si è riunita per festaggiare Paul Mescal, protagonista del Gladiatore II, l’attrice Rita Moreno e il regista Quentin Tarantino per la loro influenza nel mondo del cinema. Ma anche un’occasione per vedere le star sfilare sul tappeto rosso – quasi fosse un assaggio della Notte degli Oscar -, rigorosamente in smoking e abiti da sera. Con relativo sfoggio di orologi (e gioielli), che le Cronache dell’orologeria non possono ignorare…

    Foto Valerie Macon/Afp via Getty Images courtesy Omega

    Tanti gli ambasciatori Omega avvistati sul red carpet, con al polso gli esemplari della Maison di Biel. A cominciare da Eddie Redmain (in Valentino versione Alessandro Michele) con un Seamaster Aqua Terra 38 mm in acciaio, per passare a Nicole Kidman (in Balenciaga HC) con un De Ville Mini Trésor 26 mm in oro Moonshine™. E poi Ariana Debose con un Constellation 28 mm in acciaio/oro e diamanti, Regé-Jean Page anche lui con un Constellation ma da 39 mm in oro giallo, fino a Ke Huy Quan, con un altro Aqua Terra 38 mm in acciaio…

    Foto Emma McIntyre/Getty Images for Academy Museum of Motion Pictures courtesy IWC

    Altro marchio, altri testimonial. Anche la Casa di Sciaffusa ha schierato i personaggi più in vista del proprio entourage, per interpretare gli orologi del momento. Come Sterling K. Brown (nella foto), che aveva un Ingenieur Automatic 40 in acciaio. O Josh Greenbaum con un Portugieser Chronograph da 41 mm (in alto), sempre in acciaio – portato con nonchalance grazie al polso importante. Mentre Damson Idris con un bel Portugieser Perpetual Calendar 42 Boutique Edition, con cassa in oro rosso da 42,4 mm.

    Foto Amy Sussman/Getty Images courtesy Hublot

    Ancora, John Legend (nella foto) aveva al polso un Hublot Classic Fusion Orlinski in titanio, con cassa da 40 mm, lunetta e bracciale incastonati di diamanti. Ma concludiamo il “chi ha indossato cosa” all’Academy Museum Gala con un paio di autentiche chicche: Paul Mescal aveva un minuscolo Tank Louis Cartier in oro giallo, e Dwyane Wade un altrettanto piccolo Eternity di Tiffany & Co. in oro bianco con diamanti. Conclusione: per i polsi più virili, il trend del momento vuole gli orologi da donna. Meglio se lillipuziani…

    Prossimamente, a Ginevra

    Per la prossima edizione, la 4a, prevista dal 1° al 6 aprile 2025, Time to Watches cambia sede. E si trasferisce a Villa Sarasin, a un minuto (a piedi) dal Palexpo – proprio fuori dall’Entrata 1, in cima alle scale. Così, gli oltre 50 espositori del “contro-salone” ginevrino, perlopiù marchi indipendenti ma anche qualche fornitore, accoglieranno gli ospiti nei propri spazi privati all’interno della prestigiosa location. Certo, quelli di Watches and Wonders non ne saranno felici. Ma gli operatori del settore, che avranno vita più facile, ringraziano…

    Sinergie vincenti

    Compie 20 anni la partnership fra F.P.Journe e Corvo&C. Che si è consolidata nel corso del tempo e ha visto la società di distribuzione milanese contribuire fattivamente al successo del Marchio nel nostro Paese. Fondamentale l’apporto dei negozi di GMT-Great Masters of Time: dalla boutique di Porto Cervo (2007), a quelle di Milano, prima in corso Magenta (2009) e poi nel Brian&Barry Building (2014) – sede del primo Espace FPJ in Italia. Fino all’apertura in via della Spiga (2021), location di un Espace FPJ interamente dedicato (nella foto).

    Domenica in villa

    Foto courtesy Società San Paolo

    Domenica 3 novembre, l’associazione Orologiko organizza a Cinisello Balsamo un evento gratuito per tutti gli appassionati di orologeria, grandi e piccini. Dalle 10 alle 18, nella splendida Villa Casati Stampa, in piazza Soncino 6 (nella foto), Orologiko Mania ospiterà espositori con orologi di ogni tipo, ma anche attività didattiche per avvicinare i giovanissimi al mondo delle lancette e una cantante lirica di fama internazionale come ospite. Un’occasione unica alle porte di Milano, a ingresso libero, per una domenica ticchettante!

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Il tourbillon centrale, parte 1. Cinque esemplari sul mercato

    Il tourbillon centrale, parte 1. Cinque esemplari sul mercato

    Il primo è stato quello di Omega. Lanciato nel 1994, è stato più volte rivisitato nel tempo ed è tuttora in catalogo. Nel 2004, per esempio, è uscito in versione scheletrata, con movimento automatico certificato cronometro. Nel 2007 invece ha acquisito lo scappamento Co-Axial. Mentre l’esemplare più recente, del 2020, è il De Ville Central Tourbillon, a carica manuale, con cassa in oro Sedna™/oro Canopus™ e la certificazione Master Chronometer. Ma non è l’unico orologio del genere presente sul mercato: parecchie maison negli ultimi anni hanno sviluppato questa stessa complicazione a modo proprio. A tal punto che il tourbillon centrale sembra essere diventato una vera e propria tendenza nel segmento dell’alta orologeria, diffusa soprattutto in questo 2024.

    Sia chiaro, il tourbillon centrale non è cosa da poco. Si tratta di ristudiare l’intera architettura del calibro, per collocare il bilanciere e la relativa gabbia al centro dell’impianto e trovare la posizione più opportuna per gli altri componenti. Il che vuol dire sviluppare un movimento del tutto nuovo, con i conseguenti investimenti (e sbattimenti) che ne derivano. Senza pensare alle oggettive difficoltà tecniche imposte da una simile costruzione: dove diavolo si vanno a imperniare le lancette? Non si può nemmeno fare un quadrante decentrato… La soluzione più immediata (e utilizzata) è trasformarle in indici posti su dischi rotanti, anche se c’è chi preferisce la configurazione ore saltanti e minuti retrogradi. Ma lo vedremo poi…

    Ciascuna casa ha infatti messo a punto il proprio movimento e la propria estetica, e ha dato vita a un esemplare con tourbillon centrale personalizzato, unico e facilmente riconoscibile. Senza voler essere esaustivi, ne abbiamo riuniti una decina fra quelli attualmente in produzione. Ve li raccontiamo in modo sintetico qui e nella prossima puntata. Poi, se siete interessati a qualche pezzo in particolare, beh, sta a voi documentarvi. Guardate sul sito del produttore, chiedete al vostro orologiaio di fiducia, andate dai concessionari… Perché ogni orologio qui accennato meriterebbe un approfondimento – fosse anche solo per comprendere il motivo per cui costa così tanto.

    I nuovissimi tourbillon centrali

    A cominciare dall’ultimo arrivato – in ordine di tempo, s’intende: l’Hublot MP-15 Takashi Murakami Tourbillon Sapphire Rainbow. Presentato proprio ieri, è l’erede dell’esemplare lanciato lo scorso anno, con la “cassa” (se ancora si può chiamare così la struttura a forma di fiore tipica di Murakami) interamente in vetro zaffiro, mentre questo ha i petali in titanio completamente tempestati di zaffiri multicolor. Il tourbillon centrale è mostrato sotto la famosa faccina sorridente, che è in realtà una semi-sfera in vetro zaffiro. Giocoso, divertente come gli altri orologi nati dalla collaborazione della Casa di Nyon con l’artista giapponese, dietro l’aspetto ludico nasconde un’avanzata ingegneria meccanica. Ed è realizzato in un’edizione limitata di 20 pezzi.

    È stato invece presentato il mese scorso il Purity Central Tourbillon di ArtyA. Un orologio caratterizzato da un imponente tourbillon volante (la gabbia ha un diametro di 20 mm), che lavora a 4 Hz (28.800 alternanze orarie). Frequenza abbastanza insolita per un bilanciere di grandi dimensioni. Il tourbillon centrale è poi messo ulteriormente in evidenza da un anello circostante fisso, in vetro zaffiro colorato, su cui sono impresse le indicazioni di ore e minuti. A ruotare sono come sempre gli indici triangolari, posti su un disco perimetrale. I tre pezzi unici – uno per colore: verde, blu o rosso – hanno la cassa sempre in vetro zaffiro, materiale amato da Yvan Arpa e ricorrente in molte sue creazioni.

    Il tourbillon centrale a Watches & Wonders

    È stata esposta invece a Watches & Wonders Shanghai, un paio di mesi fa, la versione più preziosa dell’Orbis in Machina di Roger Dubuis,in 8 esemplari. La cassa in oro rosso, incastonata di diamanti e rubini baguette, pone al centro del display il tourbillon volante. E riporta l’indicazione di ore e minuti su dischi sempre in oro, governati da un sistema in attesa di brevetto. I secondi invece sono indicati da una lancetta montata sulla gabbia del tourbillon, fatta per metà di titanio e per metà di una lega como-cobalto. In realtà l’orologio è una variazione sul tema del modello presentato alla stessa manifestazione di Ginevra, la scorsa primavera, sempre con la cassa in oro rosa ma senza gemme. Replicato in 28 esemplari, è in vendita solo nelle boutique monomarca.

    In effetti, al Salone organizzato sul Lemano dalla FHH, si è visto anche un altro orologio a tema. L’Arceau Duc Attelé di Hermès: un super-complicato che unisce al tourbillon centrale anche la ripetizione minuti. Sviluppato in collaborazione con i tecnici di Le Cercle des Horlogers, è un tourbillon centrale a triplo asse dotato di bilanciere ad alta frequenza (36.000 alternanze/ora, 5 Hz), quindi risulta ancora più suggestivo del solito. Il movimento meccanico a carica manuale rende omaggio al logo attuale di Hermès – una carrozza trainata da due cavalli – in vari componenti: i ruotismi ricordano le ruote della carrozza, l’ingranaggio della cremagliera e i martelletti sono a forma di cavallo. L’orologio è prodotto in 24 esemplari con con cassa in titanio grado 5 e quadrante guilloché e altrettanti in oro rosa con quadrante in avventurina.

    Ne mancano all’appello tanti altri, fra quelli presentati sempre a Ginevra, la scorsa primavera, ma nei vari Fuorisalone – e gli altri, precedenti, usciti l’anno scorso o ancora prima. Nomi non da poco: Bulgari, Frank Muller, Cyrus, Gucci… Ne riparleremo presto.

    continua…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 14/10/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 14/10/2024

    Cos’è successo nell’industria del tempo, nelle ultime settimane? Ve lo raccontiamo con le nostre Cronache dell’orologeria: notizie in pillole, facili da leggere e poco impegnative, per chi non ha tempo da perdere ma vuole comunque restare informato. In questa puntata troverete quindi un po’ di sport, tanto corporate e nuovi indirizzi. “Brevi” di cronaca focalizzate come sempre su quanto accade in Italia, ma con una vista internazionale. Buona lettura!

    1924/2024

    Solo per pochi, l’evento organizzato a Parigi per i cent’anni di Citizen. Un’eccezionale occasione di incontro con i manager del Colosso giapponese, ma anche un’esclusiva cena di gala in una dimora privata. E soprattutto una retrospettiva che ha riunito le pietre miliari della produzione in questo secolo di storia, dall’Eco-Drive al radiocontrollato (e non solo). Esposta anche la riedizione del primo pezzo marchiato Citizen: un esemplare da tasca del 1924, ricreato con le tecniche di oggi, ma con l’attenzione maniacale per le finiture dell’epoca.

    Meeting in Sassonia

    L’1 e 2 ottobre si è svolto il 5° Forum Nomos Glashütte. Un appuntamento ormai ricorrente che anche quest’anno ha riunito giornalisti, influencer e rivenditori nella cittadina sassone per discutere del presente e del futuro dell’orologeria. Immancabili le novità: il Tangente 2date e il nuovo calibro DUW 4601, il 12° prodotto dalla Manifattura, a carica manuale e con regolazione rapida della data. Tra l’altro i vertici del Marchio sono stati insigniti dell’Ordine Federale Tedesco al Merito del Castello Bellevue di Berlino. Bene.

    Tra salti e derapate

    Lo scorso weekend, a San Marino, consueto appuntamento con il mondo dei motori per la 22a edizione di Rallylegend. Tre giorni di adrenalina, fumo di gomme e pubblico entusiasta, dove Eberhard & Co. è stato ancora una volta sponsor e official timekeeper. Tra i momenti da ricordare, la consegna del Champion V a Stig Blomqvist come premio alla carriera e dei Tazio Nuvolari Desk Clock al team Veiby-Abrahamsen, i “numeri” di Miki Biaison a bordo della Lancia 037 e le sessioni di autografi di quest’ultimo e di François Delecour…

    Cronache dell’orologeria… veneziana – 1

    A Venezia, Calle Larga XXII Marzo è nota per essere la via dello shopping di lusso. Ora anche Omega ha “preso casa” qui e vi ha trasferito la storica boutique dalla vicina Salizada San Moisé. Uno spazio di oltre 200 metri quadri, arredati con gusto contemporaneo: marmo, ottone, legno e pelle i materiali, luce ovunque e colori chiari con tocchi di rosso e oro. Organizzato su due piani, vede a livello strada la collezione di orologi con il banco dell’orologiaio; a quello superiore gli spazi riservati alla vendita, con il balcone aperto sulla strada. Da vedere.

    Cronache dell’orologeria… veneziana – 2

    Sempre nel cuore della Serenissima, Tudor ha aperto una boutique monomarca in piazza San Marco 44, proprio sotto il Campanile, in collaborazione con Salvadori (sì, lo stesso gioielliere delle boutique Rolex e Panerai lì vicino). L’ambiente modernissimo è interamente giocato sul contrasto del rosso e del nero, ma il pavimento a pianterreno e il soffitto a volte del primo piano sono quelli originari. E donano all’esperienza d’acquisto qualcosa di indimenticabile – come del resto la vista della piazza dall’ampia vetrina. Di nuovo, da visitare.

    A suon di đồng

    Locman è sbarcato in Vietnam (uno dei Paesi con migliori prospettive di crescita economica): e ha stretto un accordo con la L&M Luxury Timepieces per la distribuzione dei propri orologi. Il 2 ottobre, a Ho Chi Minh City, ha quindi festeggiato la partnership con un evento esclusivo al Park Hyatt Saigon, cui hanno partecipato diverse celebrities del Sud-est asiatico, accanto a giornalisti, influencer e top client. A fare gli onori di casa, l’Ad del Brand elbano, Edoardo Lauber, insieme a Pham Lam, fondatrice e Ceo della società vietnamita (nella foto).

    Lancette e racchette

    Inaspettato esordio nel mondo del tennis per Luigi Verga Orologi. Che ha siglato una nuova partnership con un autentico tempio sportivo meneghino, il Tennis Club Milano Alberto Bonacossa, fondato nel 1893. Per festeggiare l’accordo – destinato anche a supportare i talenti emergenti sulla terra rossa -, l’Orologeria di corso Vercelli ha organizzato un evento esclusivo, la sera del 9 ottobre scorso. Un cocktail che si è svolto nel grande salone della storica istituzione e ha riunito amici e clienti attorno a Valeria Verga. Prosit.

    Alla ricerca del tempo perduto

    Un’iniziativa insolita a proposito del concetto di “tempo”. S’intitola Storie che non esistono il podcast ideato e condotto da Antonio Losito per Pisa 1940. Ovvero, sei storie di donne del passato, dimenticate ma che meritano di essere riscoperte per la portata innovativa delle loro personalità, raccontate attraverso un dialogo ideale con altrettante donne di oggi. Una coppia per tutte: Hatshepsut, faraone della XVIII dinastia, e l’archeologa subacquea Teresa Saitta. Da ascoltare su Spotify (e altre piattaforme), in uscita due alla volta per tre giovedì.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • First Omega in Space: torna lo Speedmaster vintage

    First Omega in Space: torna lo Speedmaster vintage

    L’epopea spaziale di Omega ritorna, ancora una volta, sotto i riflettori. L’occasione è l’anniversario di un’impresa del programma Mercury, celebrata con la riedizione di uno storico orologio: lo Speedmaster CK 2998. Una sigla poco nota alla gente comune, ma che fa entusiasmare i collezionisti e i fan della Marca anche solo al sentirla nominare. Perché è la referenza del cosiddetto First Omega in Space: il primo Omega, appunto, ad andare nello spazio.

    Presentato lo scorso 3 ottobre in una versione fedele all’originale nell’estetica, il nuovo First Omega in Space ora monta un calibro Master Chronometer. Fa parte quindi di quella generale revisione operata dalla Maison di Biel per riaggiornare la meccanica dei propri modelli più rappresentativi, alla luce delle tecnologie di ultima generazione. Ma la storia di questo esemplare merita di essere raccontata per bene, quindi partiamo dall’inizio.

    Lo Speedmaster, si sa, nasce nel 1957. Due anni dopo, nel ’59, Omega realizzò la seconda generazione della famiglia di orologi, con lo stesso movimento della precedente – il mitico calibro 321 (Lemania 2321) – ma con delle modifiche evidenti. Piccoli dettagli che facevano però la differenza: le lancette Alpha al posto di quelle Broad Arrow, la lunetta con la scala tachimetrica in alluminio nero e non più in acciaio, il cinturino in pelle invece del bracciale.

    L’orologio di Schirra

    Proprio di questo modello si innamorò Walter Schirra – Wally, per gli amici – pilota della US Navy di origine sarda nonché aspirante astronauta del programma Mercury. Uno dei primi 7 scelti dalla Nasa in una rosa di 110, con l’obiettivo di mandare l’Uomo nell’orbita terrestre. La leggenda vuole che Schirra acquistò lo Speedmaster CK 2998 in una gioielleria di Houston, qualche mese prima di partire per lo Spazio, conquistato forse dal design del quadrante ispirato al cruscotto delle auto sportive italiane, probabilmente per farsi un regalo in vista della missione. O almeno così si dice…

    Schirra era stato nominato infatti pilota di riserva del lancio Mercury-Atlas 7, nel maggio 1962, anche se poi in realtà non partì con quella navicella volo che fu invece assegnata a Scott Carpenter. Partì invece come pilota titolare della missione successiva, la Mercury-Atlas 8, lanciata da Cape Canaveral il 3 ottobre 1962: a bordo della capsula Sigma 7, orbitò per 6 volte attorno alla Terra e raddoppiò il tempo di permanenza nello spazio rispetto alle missioni precedenti. In un’operazione registrata negli annali della Nasa come “da manuale”.

    Per la cronaca, durante la permanenza negli spazi ristretti della Sigma 7, in quelle 9 ore e passa di volo, aveva al polso il suo Speedmaster. Lo aveva indossato a titolo personale, con l’intenzione di utilizzarlo come back-up per l’orologio di bordo. Anche se non fu una scelta ufficiale dell’agenzia spaziale (né l’orologio né gli apparecchi interni al veicolo spaziale furono allora sottoposti a test specifici), il CK 2998 funzionò perfettamente. Divenne così, di fatto, il primo Omega nello spazio. E inaugurò la serie di esemplari utilizzati – poi su protocollo Nasa – per le esplorazioni spaziali.

    Il successo del CK 2998 nel tempo

    Alla fine, l’esemplare di proprietà di Schirra tornò “a casa”. Omega lo riacquistò a un’asta di Sotheby’s, il 19 febbraio 1994, e presumibilmente lo conserva fra i propri cimeli, nelle raccolte del Museo di Biel. Tanto per capirci sulla preziosità degli orologi appartenuti a Schirra, un altro Speedmaster dell’astronauta fu venduto da RR Auction nel novembre del 2022, per quasi due milioni di dollari: era un pezzo commemorativo in oro, donatogli durante una cena di gala organizzata nel 1969 all’Hotel Warwick di Houston… Ma non divaghiamo.

    A Baselworld 2012, per festeggiare il 50° anniversario della Missione Mercury-Atlas 8, la Manifattura presentò un nuovo Speedmaster First Omega in Space. Un’edizione speciale numerata, non limitata, rimasta in produzione fino al 2021. Molto simile all’originale: stesso design simmetrico della cassa con le anse dritte, stesso quadrante a tre contatori con il logo in rilievo, stesso cinturino in pelle marrone effetto vintage. Poche le differenze, alcune microscopiche e visibili solo dall’occhio esperto di un “impallinato”, altre irreversibilmente sostanziali.

    Tra le prime, le lancette dei tre contatori: ad Alpha quella dei secondi continui, a bastoncino quelle dei totalizzatori cronografici; poi l’assenza del Dot over Ninety sulla scala tachimetrica (il puntino in corrispondenza del 90, un’ossessione per certi amatori). Tra le seconde modifiche, il quadrante piatto (non a gradini), il vetro zaffiro a box (esalite, addio) e ovviamente il calibro 1861, all’epoca l’ultima evoluzione del leggendario 321. Sempre a carica manuale, aveva 2 giorni di autonomia e lo smistamento delle funzioni crono a navette.

    Il nuovo First Omega in Space 2024

    E arriviamo finalmente ai nostri giorni. Il First Omega in Space attuale riprende anch’esso il design originario ma si distingue dai precedenti in alcuni dettagli e componenti. La cassa in acciaio misura 39,7 mm di diametro e presenta le consuete anse dritte (sebbene leggermente diverse dall’esemplare di 12 anni fa). Filologicamente corretta la lunetta: sempre in alluminio anodizzato nero, ma con l’amato Dot over Ninety redivivo. Il vetro zaffiro ha una nuova forma bombata, che ricorda molto di più quello in esalite degli esordi.

    Il quadrante torna a essere a gradini, ma cambia leggermente colore: diventa ora grigio-blu scuro, grazie a un trattamento Cvd (Chemical Vapor Deposition, deposizione chimica da vapore), con una finitura spazzolata soleil. Ci sono le consuete lancette centrali Alpha di ore e minuti, a bastone per i secondi cronografici; di nuovo Alpha quella nel contatore dei secondi continui, a bastoncino per le ore e i minuti crono. Indici anch’essi a bastone marroni, effetto vintage. Il logo applicato a ore 12 è accompagnato dal font storico per le scritte Omega e Speedmaster.

    Come accennavo all’inizio, la differenza fondamentale sta ovviamente nel movimento. Il nuovo First Omega in Space è equipaggiato dal modernissimo calibro 3861, l’ultimo erede del 321, presente anche in altri Speedmaster attuali. Sempre a carica manuale, è dotato però di scappamento Co-Axial, 50 ore di autonomia e spirale in silicio; antimagnetico fino a 15mila gauss, vanta la certificazione del Metas. Trovate ulteriori informazioni nella gallery qui in alto.

    Prezzi e disponibilità

    Il First Omega in Space di oggi è declinato in tre versioni: con il cinturino in pelle di vitello marrone, simile al pezzo d’epoca, oppure nero (entrambe con impunture beige a contrasto); in alternativa con il bracciale in acciaio a tre file, dai link centrali piatti, con un sistema di micro-regolazione per meglio adattarlo al polso. Cambiano, di conseguenza, i prezzi: 8.400 euro (con cinturino) e 8.800 (con bracciale). Lo si trova comunque già in vendita nelle boutique monomarca (non online). Che certo in assoluto non sono pochi, ma vanno valutati per la storia e per la qualità complessiva. Se mi dovessi mettere nei panni di un collezionista, sinceramente un pensierino ce lo farei…

  • Latest. Le ultime uscite sul mercato – 07/10/2024

    Latest. Le ultime uscite sul mercato – 07/10/2024

    Ed eccoci di nuovo con la rubrica dedicata alle novità presentate nelle ultime settimane. Tornano le nostre Latest, per tenervi informati su ciò che è arrivato (o sta per arrivare) nei negozi. Organizzate come sempre in ordine di prezzo, per orientarvi nella scelta. Con una sola eccezione: un pezzo unico praticamente irraggiungibile, che però merita una segnalazione per come è fatto. Perché – vi piaccia o non vi piaccia, poco importa – è un concentrato di savoir-faire, che dimostra cosa si può fare nei pochi centimetri quadrati (o meglio, cubici) di un orologio da polso.

    Latest… solo per pochi

    JAQUET DROZ The Rolling Stones Automaton – Some Girls
    JD rende di nuovo omaggio alla Band inglese e prende ispirazione dalla controversa copertina dell’album di Miss You (1978), fra automi e mestieri d’arte. Sul quadrante dipinto a mano ci sono le miniature degli strumenti scolpite in 3D nell’oro rosa (chitarre, basso, amplificatori, batteria, microfono, perfino l’armonica di Jagger). L’anello esterno (con solchi e puntina) riproduce un vinile che ruota in 30 secondi, mentre la linguaccia a ore 9 si allunga e si ritrae. Pezzo unico, prezzo non disponibile.

    RICHARD MILLE RM 65-01 McLaren W1
    Attiva dal 2016, la collaborazione con la Casa britannica tocca i vertici con questo nuovo cronografo sdoppiante ispirato all’omonima supercar: la W1, appunto. Altrettanto performante il movimento, la cui frequenza è stata aumentata fino a 5 Hz per misurare il 10° di secondo ed è dotato di un sistema di ricarica rapida (oltre che di 2 ruote a colonne). Notevole la cassa, in Carbon Tpt, che riprende l’architettura “aero-cell” dell’auto nella doppia lunetta merlata, autentica sfida realizzativa. Una vera “racing machine on the wrist”… Edizione limitata di 500 esemplari, prezzo non disponibile.

    H.MOSER & CIE Pioneer Retrograde Seconds Midnight Blue
    Lo stile minimale è consueto: cassa 42,8 mm, quadrante sfumato, c’è perfino il logo trasparente. Ma in basso spicca un’insolita indicazione ad andamento retrogrado, in cui la lancetta dei secondi torna istantaneamente a zero due volte al minuto. Un’innovativa complicazione con tanto di camma esibita con orgoglio a ore 6. Quando la meccanica fa spettacolo… 19.900 franchi svizzeri.

    BELL & ROSS BR-X5 Racing
    L’ispirazione motorsport è evidente, nell’estetica come nei materiali. La cassa (41 mm di lato) e il bracciale sono in titanio, la lunetta è in fibra di carbonio, l’indicazione dell’autonomia ricorda quella del livello del carburante. Il movimento automatico, di manifattura, è certificato cronometro dal Cosc. Edizione limitata di 500 esemplari, 11.900 euro.

    OMEGA Speedmaster Serie Anniversario
    First Omega in Space. Ovvero, il primo Omega ad andare nello spazio. Nel 1962, al polso dell’astronauta Walter Schirra, il modello CK-2998 orbitò per sei volte attorno alla Terra durante la missione Mercury Atlas 8 (Sigma 7). E ora ritorna in una fascinosa versione, dall’estetica fedele all’originale (eccetto per lievi ritocchi): cassa di 39,7 mm, Dot over Ninety, vetro zaffiro bombato. Ovviamente è rinnovato però nella meccanica: monta il calibro 3861, con scappamento Co-Axial e certificato Master Chronometer. Ne riparleremo. 8.400 euro.

    Latest… sotto 5000 euro

    LONGINES Flagship Heritage
    La “nave ammiraglia” della Casa della Clessidra Alata, in servizio fin dal 1957 e tornata lo scorso anno in versione complicata, torna in tre nuove varianti di colore: avana, verde, grigio antracite. Come sempre, la cassa in acciaio misura 38,5 mm, l’esclusivo movimento automatico (con componenti in silicio) vanta 3 giorni di autonomia, il quadrante soleil riporta a ore 6 il datario e le fasi lunari. 3.450 euro.

    ORIS Diver Sixty-Five Cotton Candy
    Lo stile rétro è sempre quello del modello datato 1965, ma l’habillage si rinnova completamente per la scelta del materiale: il bronzo, qui adottato per tutti i componenti, corona compresa. Una lega metallica speciale, destinata a mutare nel tempo e, in un certo senso, a personalizzarsi. La cassa di 38 mm di diametro è impermeabile fino a 10 atm, il movimento automatico. 2.850 euro.

    NOMOS GLASHUETTE Tangente 2date
    Assoluta novità presentata al Nomos Forum, un esemplare con doppio datario, riportato in rosso nella finestrella a ore 6 e lungo il perimetro del quadrante, tramite i due segmenti colorati. La cassa in acciaio misura 37,5 mm, il movimento di manifattura è il calibro DUW 4601, a carica manuale – sottile ed elegantemente decorato. 2.580 euro.

    TISSOT PRX Carbon 40 mm
    Il PRX come non l’avete mai visto. Leggerissimo ma estremamente resistente, ha la cassa e il quadrante in carbonio forgiato, che rende ciascun esemplare diverso dagli altri. Il movimento rimane comunque il ben noto Powermatic 80, con spirale in silicio e 80 ore di autonomia, il cinturino in caucciù è intercambiabile, come sempre. 1.075 euro

    … e sotto 1000 euro

    BULOVA Super Seville
    Un tuffo negli anni Settanta, per la cassa di 38 mm a televisore e per il movimento al quarzo – qui rivisitato in versione Precisionist (HPQ, brevettata), che ha una frequenza di 262 kHz, otto volte lo standard, e pochi secondi di scarto all’anno. In più, negli States, la campagna di lancio ha coinvolto Ryan Reynolds e la sua nuova società, MNTN Matched. In acciaio o Ip oro giallo, per un’estetica ancora più vintage, da 499 euro.

    SECTOR NO LIMITS Sector Titanium Millemetri
    Per celebrare la propria storia, fatta di eroi dell’estremo e di imprese indimenticabili, il Marchio ha creato la Legend Collection, ispirata ai più celebri modelli del passato. Come questo subacqueo, “icona degli anni Novanta e del Diving Sector Team”, interamente realizzato in titanio. La cassa di 43 mm, impermeabile fino a 100 bar, appunto, ospita un movimento automatico di produzione giapponese, con funzione day-date. 399 euro.

    SWATCH Break Free – From the Archive
    Era il 20 settembre 1984 quando, al Roxy di New York, si tenne lo Swatch World Breakdance Championship: un evento indimenticabile, con la locandina di Keith Haring (presente anche in giuria). Un esemplare creato per la manifestazione e il poster ora rivivono in versione Bioceramic What If?, mentre dalla collaborazione con il grande street artist l’anno successivo nacquero 4 orologi altrettanto indimenticabili. Proprio per il Modèle avec Personnages, Haring creò un bozzetto che ora vede per la prima volta la luce come New Gent Biosourced da 41 mm (accanto). In vendita dal 17 ottobre, anche in versione SwatchPay! Da 179 euro.

  • Il Beta 21, il CEH e la corsa al quarzo – parte 2: l’industralizzazione

    Il Beta 21, il CEH e la corsa al quarzo – parte 2: l’industralizzazione

    Proseguiamo il discorso sulla nascita del primo movimento al quarzo di fabbricazione svizzera. Dopo le vicende degli esordi, entriamo nel vivo della produzione e vediamo chi (e come) ha utilizzato il Beta 21…

    Per la produzione industriale del Beta 21 le case svizzere avevano avviato un consorzio nel 1968 e la realizzazione era affidata a tre diverse industrie. Il CEH stesso produceva il modulo elettronico col circuito integrato, il motore col risonatore era prodotto da Omega, mentre la parte meccanica usciva dalla fabbrica della Ebauches S.A.

    Il costo industriale del Beta 21 non era da meno del Seiko: migliaia di franchi. Come previsto fu relegato nella fascia alta di mercato, tanto che quasi tutti i produttori lo hanno incassato in oro, il che ne provocherà la prematura sparizione dal mercato negli anni seguenti. Oggi è pressoché impossibile trovare esemplari dei modelli con cassa in oro e con un marchio che non abbia un proprio valore riconosciuto. Se è ancora fattibile trovare i Rolex non c’è praticamente un solo Bulova che si sia salvato dal crogiolo del fonditore.

    Chi monta il Beta 21

    Il calibro Beta 21 è incassato da ben 16 marche. Fin da subito però i bassi volumi e gli alti costi rendono chiaro a tutti che questo è solo un prodotto di transizione, commercializzato così com’è nell’attesa che le conoscenze acquisite tramite CEH si riversino in qualcosa di più maturo e personalizzato. Il fatto che il movimento sia uguale per tutti in un mondo poco abituato alla collaborazione lo fa sentire un estraneo a qualsiasi segmento di clientela. Al giorno d’oggi che molti orologi montano calibri tutti uguali, spesso di provenienza orientale, non ci si farebbe neanche caso.

    Alla fine i numeri saranno bassi ma non minuscoli: 6.000 esemplari di Beta 21 e 50.000 di Beta 22. Quest’ultimo è venduto solo da Omega con i nomi di 1301 e 1302, e presenta solo aggiornamenti all’elettronica che seguono il progresso nella miniaturizzazione dei componenti. Per riscontro, il Seiko 35SQ è stato prodotto in soli 1.800 esemplari. A parte Omega e IWC, tutti gli altri produttori metteranno sul mercato un solo lotto di orologi ricavato dalla loro parte dei 6.000 calibri. Qualcuno – come Bulova e Longines – si fermerà alla produzione di prototipi. Alcuni, tra cui Rolex, usciranno dal CEH per dedicarsi allo sviluppo di calibri in proprio.

    I produttori

    Omega

    Omega sarà alla fine il maggior produttore, con oltre 50.000 esemplari. La prima versione viene denominata Omega 1300, incassata in un massiccio Constellation di forma rettangolare e con la corona a sinistra.

    Successivamente produrrà il calibro 1301, sempre per la linea Constellation, in cassa forse ancora più massiccia ma con quadrante rotondo. La corona passa a destra. La differenza col 1300 si limita all’elettronica evoluta, ma comunque intercambiabile con la precendente versione, e al disco della data con i numeri leggermente sfalsati rispetto al precedente per adattarsi al montaggio ruotato di 180°. Il datario resta comunque al 6. Il diminuito consumo permette di montare una pila più bassa.

    Infine, il calibro 1302, privo di datario e sfera secondi. L’albero dei secondi è presente ma tappato da un rubino incastrato nel corrispondente foro nella sfera dei minuti. Lo scopo era di avere un movimento più piccolo (la ruota del datario fuoriesce dal profilo rettangolare) e soprattutto più basso (mancando il ponte del datario), tanto che le misure dei 1302 non si discostano da quelle usuali del periodo.

    IWC

    Anche IWC produrrà più lotti, col nome di Quartz Electronic. Prenderanno i nomi di C.2001 nel 1971 e C.2002 nel 1974. Il primo lotto uscirà in elegante cassa di forma: in acciaio, oro bianco, giallo e platino, in 150 esemplari per tipo di metallo. Il secondo lotto vedrà una massiccia cassa con bracciale integrato della linea Da Vinci. IWC iInfine sarà l’unico produttore a ricavarne un orologio da tasca. La produzione del 2002 alla fine conterà 9.600 pezzi.

    Longines

    La Casa della Clessidra alata produsse il Quartz-Chron, un orologio abbastanza massiccio. Non è chiaro se sia rimasto allo stadio di prototipo o se abbia effettivamente raggiunto il mercato, poiché la maison era spaventata dal costo della soluzione offerta dal CEH, specialmente del chip integrato. Per questo motivo non aveva mai abbandonato il lavoro in proprio.

    Da tempo si dedicava infatti alla ricerca col segretissimo “progetto clessidra”, che già nel 1962 aveva dato luogo al calibro L400 elettronico con bilanciere, per esemplari da polso, e nel 1965 al calibro 800 al quarzo per gli apparati di bordo. Alla fine il sodalizio con il CEH non è comunque vano. Molti dei concetti finiscono nel 6512: un calibro che ha un aspetto ancora più “sperimentale” del Beta 21, una vera meraviglia di saldature. D’altronde, quello che non metti nel chip lo devi pur montare sotto forma di componenti discreti.

    Bulova

    La Casa americana è uscita con una limitata produzione, chiamata come la precedente generazione: Accuquartz. Il calibro 10EACD era montato in orologi dall’aspetto molto massiccio, con cassa in oro e corona a sinistra.

    Bulova in un primo momento aveva adattato il quarzo all’attuale linea di produzione dei diapason: presentò così il calibro 224 Accuquartz, in cui il diapason perde la funzione di cadenzare il tempo e funziona da solo motore alla stessa guisa del risonatore CEH. Nel 1977 presenta il 242, un movimento al quarzo “classico”, in realtà prodotto da Citizen.

    Rolex

    Inizialmente il Rolex 5100 sembra un successo. I primi 1.000 pezzi vengono esauriti addirittura in prevendita, ma sarà un fuoco di paglia. L’interesse scema subito. Le cause sono da ricercare nel design poco riuscito, molto massiccio (40 mm) a causa della forma e dimensioni del calibro, e diverso dalla produzione del periodo, tanto che sul quadrante riporta solo la scritta “Quartz” e non “Oyster”. L’aspetto gli farà guadagnare il nomignolo di “Texano”.

    Infine, il fondello a scatto fa ulteriormente storcere il naso al pubblico. Il vero problema era però culturale: sia per la Casa che per la clientela non era un vero Rolex. Eppure, tra i suoi pregi, sarà per esempio il primo Rolex a montare un vetro zaffiro. E poi l’acquisto della seconda e ultima serie numerata, realizzata dalla Casa, dà diritto all’iscrizione al Rolex Quartz Club e a visitare la sede di Ginevra.

    Alla fine ne verranno prodotti 900 esemplari in oro giallo e 99 (c’è chi dice 100) in oro bianco. La produzione cessa nel 1972. La Casa della Corona abbandonerà anche il consorzio CEH nello stesso anno e nel 1977 presenterà il calibro 5035-5055 “Oysterquartz”, che verrà prodotto in 25.000 esemplari ininterrottamente fino al 2001.

    Altri marchi

    Passiamo in rassegna velocemente la produzione di altri marchi. A cominciare da Rado, che realizza il Rado Quartz 8192, calibro 412A, in 400 esemplari.
    Jaeger-LeCoultre produce 200 pezzi col nome, poi riutilizzato, di “Masterquartz”. Non è dato sapere se siano stati effettivamente messi in vendita.
    Bucherer fabbrica dei modelli chiamati semplicemente “Quartz”; quello con la cassa poligonale misura ben 46 mm di diametro.
    Patek Philippe produce il Calibro 2420 su base Beta 21 e Beta 22, in varie fogge, tutte in oro (bianco o giallo).
    Piaget si serve sia del Beta 21 che del 22, fino al 1976, quando esce con il proprio calibro al quarzo.

    La tecnica del Beta 21

    Il movimento è composto (anche visivamente) da tre parti distinte. La prima è il modulo elettronico, montato su una schedina la cui faccia superiore è occupata dal circuito integrato che contiene i divisori e l’alimentazione del motore. I divisori sono soltanto 5 perché si deve passare dagli 8192 Hz del quarzo ai 256 del motore. Oggi sono 15, perché si passa da 32.768 Hz a 1.

    Poi c’è la faccia inferiore, che nella prima versione è occupata interamente dal tubo del quarzo, che nelle versioni successive della schedina – se ne conoscono almeno 4 – si ridurrà progressivamente di dimensioni. Il motore, come detto, è composto da un risuonatore fissato elasticamente al ponte. A un estremo ha un magnete permanente, dall’altra un contrappeso. A un quarto circa della lunghezza, dal lato del contrappeso, è fissato il cricchetto con rubino in cima che impegna una piccola ruota (3 mm) con 200 denti. Due bobine fissate al ponte sono attraversate dalla corrente elettrica 256 volte al secondo, mettendo in vibrazione il risuonatore.

    La terza e ultima parte è il modulo meccanico, con o senza datario. Il datario avanza premendo la corona e ruotandola in senso antiorario.

    Conclusioni

    Questa invenzione ha un’importanza che va al di là dei numeri di vendita o della sua durata: 4 anni di produzione per 56.000 esemplari non sono di per sé cifre da storia dell’orologeria. È evidente che il CEH abbia messo in vendita un progetto ancora immaturo allo scopo di monetizzare gli 8 anni di ricerca fin lì spesi e soprattutto non farsi battere sul tempo dai giapponesi.

    Tuttavia, contano soprattutto le ricadute su tutti i progetti successivi, che alla fine sono affinamenti e miniaturizzazioni di componenti che qui sono già presenti – fatto salvo il motore passo-passo, che grazie al costo e consumo di corrente diminuito sarà possibile montare al posto del risonatore. Quest’ultimo passo verrà compiuto dall’industria svizzera l’anno successivo da Girard-Perregaux col calibro 350. Se avete fatto caso questo nome è l’unico che non ho ancora citato. Fin da subito la Manifattura non è salita sul treno del consorzio CEH, ma si è sviluppata in casa il proprio movimento al quarzo. Questa però è un’altra storia: ne parleremo presto…

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 13/09/2024

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 13/09/2024

    Consueto appuntamento con le Latest, la rubrica fatta apposta per presentarvi – appunto – le ultime novità di prodotto. Che nelle scorse settimane, fra quanto mostrato dagli espositori ai Geneva Watch Days e le tradizionali uscite autunnali degli altri marchi, sono state particolarmente numerose. Perciò, dobbiamo ammetterlo, qui in redazione abbiamo dovuto fare una decisa cernita di tutto il materiale raccolto in questo periodo. Una selezione faticosa ma opportuna, per evitare di rendere questa pagina troppo affollata.

    Ma prendiamoci tempo: in caso di dubbi e ripensamenti, vorrà dire che nei prossimi giorni amplieremo le Latest di oggi con qualche altro esemplare… Tornate a visitare questa pagina, dunque: ne varrà la pena. Intanto però godetevi i pezzi che meritano, secondo noi. Per ognuno troverete, come sempre, i tratti essenziali insieme a una sommaria descrizione. Nel caso vogliate saperne di più su qualche orologio, vi rimandiamo come sempre al relativo sito ufficiale. Le Latest in fondo vorrebbero proprio farvi incuriosire…

    BIVER Automatique
    Dopo la complessità degli esordi, arriva l’essenzialità del solo tempo. Per niente semplice, a dire il vero, vista l’accuratezza e l’originalità con cui è stato studiato ogni singolo componente. Con cassa da 39 mm in oro rosa oppure in platino e quadrante nello stesso metallo, splendidamente lavorato, è uno di quegli orologi che non ti stancherai mai di guardare. Spettacolare il movimento, con micro-rotore decentrato, 65 ore di autonomia e finiture strepitose. Per chi davvero conosce gli orologi… Da 78.000 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    OMEGA Constellation
    La storica collezione acquista nuove versioni femminili: 20 referenze in acciaio, acciaio/oro, oro Moonshine o Sedna, tutte con lunetta incastonata di diamanti e bracciale coordinato. Diversi i formati: 25, 28 o 29 mm, e tanti i colori del quadrante, accomunati dalla speciale decorazione che si irradia dalla stella, simbolo dei Constellation. Al top (per noi) gli esemplari più grandi, che racchiudono un calibro automatico Co-Axial Master Chronometer. Da 8.200 euro.

    PANERAI Submersible QuarantaQuattro Luna Rossa Pam01681
    State seguendo i Round Robin? Tifate anche voi per la Barca italiana? Allora sarete cointenti di sapere che Panerai, da bravo sponsor, continua a sostenere l’immagine dell’amata Luna. E lo fa anche con questa nuova edizione limitata dal quadrante argenté soleil, che richiama lo scafo dell’AC75. Nella cassa in acciaio satinato monta un calibro P.900, con 3 giorni di autonomia. Attenzione però: i 137 esemplari sono in vendita solo online e nelle boutique monomarca. 12.300 euro.

    MONTBLANC 1858 Geosphere Chronograph 0 Oxygen
    Brand ambassador dal 2020, Reinhold Messner compie 80 anni. per festeggiarlo, la Marca gli dedica questo nuovo cronografo, realizzato in edizione limitata di 290 esemplari: un numero che richiama l’altezza dell’Everest (29.031 piedi, pari ai fatidici 8.848 metri), di cui il grande scalatore ha raggiunto più volte la vetta. La cassa in titanio, di 44 mm di diametro, ospita un quadrante decorato a mano con la tecnica del gratté boisé, che ricorda la struttura dei ghiacci perenni. Il calibro automatico, di manifattura, è montato in assenza di ossigeno, con un procedimento ormai celebre… 9.800 euro.

    ORIS Aquis Chronograph
    Come vuole la tradizione, dopo il “solo tempo”, ecco che arriva il cronografo. Che mantiene inalterate le caratteristiche della collezione, tipo l’impermeabilità fino a 30 atm o le spallette di protezione della corona, ma ne accentua lo spirito sportivo con la misura dei tempi brevi. In versione tricompax, è animato da un calibro automatico con 62 ore di autonomia. La cassa di 43,5 mm ha la lunetta girevole unidirezionale in ceramica e un bel quadrante blu sfumato, effetto raggi di sole sott’acqua. 4.400 euro.

    ALPINA Alpiner Extreme Skeleton Automatic
    Sportiva come sempre, la collezione legata all’elemento Terra del Marchio adotta un inedito look. La possente cassa a cuscino – 39 x 40,5 mm – si priva del quadrante per mostrare, per la prima volta, la meccanica: un movimento automatico scheletrato, sviluppato su base Sellita (SW-200). Due le versioni: con dettagli blu coordinati al cinturino in gomma, oppure grigio, in monocromia, con bracciale. In questo caso costa 2.695 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    TISSOT PRX Ufo Robot Grendizer
    Appena uscito ci ha entusiasmato – basta leggere la nostra recensione. Ma mica solo noi… Ha creato talmente scalpore che in due ore l’e-commerce ufficiale ha volatilizzato le scorte. Se siete tra i tanti rimasti a bocca asciutta, per voi c’è una buona notizia: in questi giorni è in distribuzione il riassortimento. Quindi potrete trovarlo presto nelle boutique monomarca, di nuovo online e in futuro anche da selezionati rivenditori. Tranquilli, resterà per tanto l’orologio del momento: magari intanto registratevi per restare aggiornati… 895 euro.

    LOCMAN Mare Amerigo Vespucci
    Mentre la nave-scuola della nostra Marina Militare continua a circumnavigare il Globo come ambasciatrice d’italianità, l’azienda elbana amplia la collezione dedicata con tre nuovi esemplari al quarzo. Assoluta new entry è questo inedito Mare, con la cassa in acciaio e titanio di 44 mm. Il quadrante soleil è decorato dalla mappa del mondo, lo stemma della Forza Armata e la silhouette della stessa Amerigo Vespucci. Le date 2023/2025 stanno proprio a ricordare la durata del periplo. 498 euro.

    D1 MILANO Polycarbon Dot
    Look inedito per l’esemplare iper-leggero del Marchio, che si veste di coloratissimi pois su fondo nero (oppure bianco). Ispirato alla tecnica del dripping – tipica dell’Espressionismo astratto e resa famosa da Jackson Pollock -, vede l’orologio cosparso da una miriade di gocce multicolor. Il fatto che il processo di caduta delle vernici sia del tutto casuale, fa sì che non esistano due modelli uguali. La cassa misura 37 mm di diametro, il movimento è al quarzo. Fra moda, arte e unicità. 179 euro.

    FESTINA Ceramic
    Sportivi, coloratissimi, no gender: sei nuovi cronografi al quarzo vanno ad arricchire il catalogo del Brand spagnolo. Realizzati in acciaio con la lunetta in ceramica (da qui il nome), hanno la cassa da 39 mm, mentre il quadrante si distingue per i contatori e la lancetta centrale dei secondi crono in ton-sur-ton. Vivacissime le cromie: azzurro cielo, blu elettrico, rosa e verde, più una versione in madreperla e un’altra “panda”, argenté e nero. Da 149 euro.

    SWATCH Bioceramic What if… Monochrome
    Alternativo e divertente, lo Swatch quadrato adotta monocromie a contrasto. I nuovi modelli si chiamano Blackagain e Allwhite, nomi sufficientemente evocativi da non aver bisogno di spiegazioni. La cassa in Bioceramic misura 33 mm di lato, il vetro è in materiale biosourced, il movimento al quarzo Swiss made ha la funzione day-date, anche il cinturino è in materiale di origine biologica. 110 euro.

  • Gli orologi di Venezia 81, fra scelte azzeccate e cadute di stile

    Gli orologi di Venezia 81, fra scelte azzeccate e cadute di stile

    È di sicuro uno degli appuntamenti mondani più attesi a livello globale. Tanto per gli addetti ai lavori quanto per i fan, che sperano di incontrare – anche per un semplice autografo – i propri idoli. Ma, si sa, il Festival Internazionale del Cinema di Venezia non è solo il luogo in cui vedere in anteprima le grandi produzioni internazionali. È anche un evento fashion, in cui sfilano abiti, gioielli e orologi che contribuiscono a creare quell’aura di glamour e di magia, tipica della settima arte. Certo, con l’immancabile contorno di gossip, chiacchiere e pagelle… In prima fila ci siamo anche noi, pronti a guardare il red carpet con occhio critico, zoomando sul polso delle celebrities. Ecco allora gli orologi di Venezia 81: cioè gli esemplari avvistati in questa 81a edizione della Biennale Cinema di Venezia, dallo sbarco al Lido fino all’ingresso in Sala Grande. Se non proprio tutti, almeno i principali.

    Cartier, sponsor ufficiale del festival

    Cominciamo da Cartier, Main sponsor del Festival, che ha conquistato l’attenzione di tutti con i fantasmagorici gioielli fatti indossare da dive e divine (da Isabelle Huppert a Sofia Coppola, da Lou Doillon ad Amal Clooney). Ma anche grazie agli incontri con i protagonisti del grande schermo, fra Masterclass e Conversazioni, dove sono intervenuti fra l’altro grandi nomi. Come Richard Gere, privo di orologio, sostituito al polso da una collana tibetana. E Claude Lelouch, celebrato anche con il Cartier Glory to the Filmmaker Award.

    Tra gli ambasciatori Cartier invece si è notato Rami Malek, indimenticabile nel ruolo di Freddy Mercury, che ha sfoggiato con classe e ironia vari pezzi Panthère e un Tank Louis Cartier. Anche l’attore francese Raphaël Quenard, in Laguna per il film E i figli dopo di loro di Nicolas Mathieu, indossava un Tank (ma in versione mini). Mentre l’attore britannico Aaron Taylor-Johnson e il magnate saudita Mohammed Al Turki (neo-sposo dell’immarcescibile Naomi Campbell) hanno optato per un Santos.

    La doppietta di Omega

    Ormai sarà pure un uomo di mezza età (63 anni compiuti), ma George Clooney conserva alla grande quel fascino intramontabile da bello e impossibile, simpatica canaglia che abbiamo imparato ad amare in film come Ocean’s Eleven a Money Monster, tanto per citarne un paio. A Venezia ’81 ha presentato il suo ultimo Wolfs – Lupi solitari, dove recita insieme all’amico-fratello di sempre Brad Pitt. Per tutto il soggiorno in Laguna, il Brand ambassador di Omega ha mantenuto il proprio stile inalterato, perfino durante i 40 minuti di gag sul tappeto rosso con Brad. Sempre e ovunque inappuntabile, con al polso un De Ville Hour Vision.

    Altro ambasciatore di Omega è anche Daniel Craig, che ha ormai superato il ruolo di James Bond interpretato per ben cinque volte, per diventare più carismatico e raffinato. Ormai prossimo come Clooney all’età matura (ha 56 anni), Craig ha dimostrato il suo talento più autentico nel nuovo Queer di Luca Guadagnino. L’orologio resta per lui una cosa seria: alla proiezione speciale del film ha indossato un bel Seamaster Aqua Terra.

    Il Reverso torna al Lido

    Visto che gli orologi di Venezia 81 sono davvero tanti, continuiamo con Jaeger-LeCoultre. Che ha messo al polso dei propri ambasciatori referenze differenti dell’orologio Art Déco per eccellenza, “di casa” al Festival soprattutto in passato. Nicholas Hoult, per esempio, è arrivato in Laguna insieme a Jude Law per il film The Order con un Reverso Chronograph – perfetto con lo stile casual di jeans più Principe di Galles con cui ha presenziato alla conferenza stampa. Mentre la sera, in smoking sul tappeto rosso, aveva un elegantissimo Reverso Small Second. Impeccabile.

    Anche l’altro Global ambassador JLC, il cantante cinese Jackson Lee, ha sfoggiato un Reverso Chronograph per partecipare all’Armani Beauty Dinner all’Arsenale. Ma ci è piaciuto meno, non tanto per la scelta del cronografo, coerente con il look informale, quanto per il completo stesso. Rosa, con tanto di pantaloni con coulisse: ben poco adatto a una cena di gala. Ma ai giovani, si sa, si perdona tutto. Un altro Reverso è stato poi avvistato al polso dell’attore/modello Sam Asghari, sia all’imbarcadero sia alla stessa cena di Re Giorgio. Ma visto che il Marchio non ha divulgato alcuna comunicazione al riguardo, è probabile che l’ex di Britney Spears lo abbia indossato a titolo “privato”.

    Altre scelte di stile

    Andiamo avanti con i vari Friend of the brand, non si sa bene se spontanei o assoldati… Per esempio Sacha Baron Cohen, interprete insieme a Cate Blanchet della serie The Disclaimer di Alfonso Cuarón, portava al polso un IWC Portugieser Chronograph che non ci ha molto convinto. Avremmo preferito un “solo tempo”, visto il look classicissimo sul red carpet.

    Fra gli attori italiani, ci ha colpito invece lo stile di Pierfrancesco Favino, a Venezia per Maria (il biopic sulla Callas) con Angelina Jolie. Il nostro “Picchio” del cuore ha sempre esibito un Audemars Piguet Royal Oak Doppio Bilanciere Scheletrato con identica nonchalance, sia sotto il completo Louis Vuitton custom made della serata, sia con il look più informale alla Masterclass di Campari.

    Gli orologi di Venezia 81: quelli privati

    A quanto pare, invece, Brad Pitt al Lido aveva al polso un Patek Philippe. Nessuna dichiarazione ufficiale, ovviamente, da parte della Manifattura, che per policy aziendale mantiene il più assoluto riserbo sui nomi di quanti acquistano i suoi orologi. L’attore fra l’altro era reduce da un bello shooting del GQ americano, in cui indossava un prezioso Nautilus… Mentre sul taxi d’acqua che l’ha portato al Lido aveva al polso un Calatrava, che ha continuato a indossare per tutto il soggiorno in Laguna. C’è chi dice che entrambi gli esemplari provengano dalla sua collezione privata. Chissà…

    Concludo la rassegna degli orologi di Venezia 81 con il TAG Heuer Monaco di Antonio Banderas. Anche questo, siamo pronti a scommetterci, dettato da una scelta personale dell’attore spagnolo, che deve averlo pescato dalla propria raccolta, incurante del dress code. Qualcuno per favore lo dica al suo stylist: un crono sportivo “di forma”, così celebre da essere subito riconoscibile, sotto lo smoking… anche no.

  • Il CEH, la corsa al quarzo e il Beta 21 – parte 1: gli esordi

    Il CEH, la corsa al quarzo e il Beta 21 – parte 1: gli esordi

    Riprendiamo il discorso sugli orologi elettrici e sull’avvento degli elettronici. Come abbiamo visto nelle precedenti puntate, per oltre un decennio gli orologi hanno avuto la pila ma non il quarzo. Ora arriviamo alla nascita del primo movimento al quarzo realizzato in Svizzera: il celebre Beta 21, prodotto dal CEH, un “consorzio” cui partecipavano una ventina di grandi marche…

    Le leggi della fisica recitano che la precisione aumenta all’aumentare della frequenza. La meccanica, pur portata al limite, al massimo è arrivata a 50 Hz con i cronometri sovietici in grado di misurare il centesimo di secondo. Molti orologi elettrici mutuano il bilanciere dai meccanici e in sostanza si limitano a sostituire la molla di carica con l’energia elettrica. Per questo non riescono ad andare oltre le poche oscillazioni al secondo. Fa eccezione l’Accutron, che arriva a 360 Hz.

    Si capisce quindi perché il quarzo abbia sempre affascinato gli orologiai. Si tratta di una pietra che – opportunamente tagliata – può raggiungere le decine di migliaia di oscillazioni al secondo. Prima di arrivare al fatidico 1969, anno che stravolge l’orologeria, occorreranno però decenni di ricerche e di altre invenzioni.

    Per farla breve possiamo partire dal 1927, quando nei laboratori della Bell Telephones viene creato il primo orologio al quarzo. «Di già?», potreste esclamare. Sì: solo che il quarzo ha le dimensioni di un bidone. Occorre iniziare a miniaturizzare e a contenere i consumi. Un altro passo fondamentale sarà l’invenzione, nel 1954, delle pile a bottone. Decenni di esperimenti – furono testate persino batterie fatte a banana per adattarsi allo spazio disponibile nelle casse – dimostrarono che ogni altra forma portava inevitabilmente alla perdita di acido molto prima dell’esaurirsi degli elettroni.

    Il CEH

    Arriviamo quindi al 1960, quando gli svizzeri si svegliano: Gérard Bauer, l’allora Presidente della Fédération de l’industrie horlogère suisse, di formazione diplomatico (era stato anche ambasciatore a Parigi), si convince che il progresso verso l’orologeria elettronica sia inevitabile. Soprattutto, afferma, «Americani e Giapponesi non ci chiederanno il permesso per progettare orologi elettronici».
    Cerca dunque di convincere in tutti i modi i produttori svizzeri a finanziare per la prima volta nella storia la nascita di un laboratorio di ricerca comune. Quindi “ruba” alla General Electric Roger Wellinger, il quale a sua volta trova i primi 12 ingegneri capaci di impegnarsi nei nuovi studi.

    Così, il 30 gennaio 1962 a Neuchâtel, nasce il CEH, Centre Eléctronique Horloger. Che ha come obiettivo quello di “creare un orologio da polso elettronico con almeno un vantaggio rispetto agli orologi esistenti”. Si decide di tenere segreti i risultati delle ricerche persino ai soci finanziatori, le principali case di orologeria, per evitare che qualcuna utilizzi i risultati prima delle altre.
    Nel 1966 il CEH assume anche Max Hetzel, l’inventore degli Accutron: il quale nel 1963 aveva già lasciato Bulova e New York per entrare al Laboratoire Suisse de Recherche Horlogère (LSRH) di Neuchâtel.

    Il progetto Alpha

    Negli anni ‘60 si pensava che il diapason avesse ancora una lunga vita davanti a sé, e che il progetto originale dell’Accutron 214 avesse ampio spazio per miglioramenti. In particolare, il diapason dell’Accutron era simmetrico solo su un asse, per cui risentiva pesantemente della posizione spaziale. Se la precisione a parità di posizione era di ±2 secondi al giorno, lo scarto tra dritto e rovesciato era ±4,5 sec/giorno.

    Per esplorare questo spazio viene avviato il progetto Alpha sotto la direzione di Heinz Waldburger, un matematico assunto dal CEH. Che concepisce un diapason simmetrico su due assi in modo da liberarsi dell’errore di posizione. Questo diapason ha forma di “8” schiacciato o, se preferite, di “H” con le gambe cave, ed è imperniato al centro. Nel 1964 il progetto è presentato alla commissione scientifica diretta da Pierre de Haller, che lo accoglie tiepidamente. Tutti sono infatti coscienti che la possibilità di infrangere brevetti Bulova è poco concreta.

    Nonostante ciò, e nonostante la concorrenza interna degli altri progetti che sembrano promettere meglio, Alpha va avanti. Inaspettatamente, però, il 30 aprile 1966 Waldburger si dimette. Il progetto Alpha è allora affidato a un suo collaboratore, Kurt Wolff, che dovrà risolvere principalmente i problemi di trattamento termico del diapason e – tanto per cambiare – di tenuta stagna delle pile cilindriche specifiche per questo calibro. Wolff, però, viene improvvisamente a mancare il 13 giugno 1966. A questo punto la direzione del CEH recepisce i segnali inviati dal destino e chiude il progetto nel marzo 1968. Il progetto Alpha si rivela alla fine troppo conservatore rispetto agli altri e apporta solo marginali miglioramenti.

    Hetzel e lo Swissonic

    Nel frattempo Max Hetzel, che pur essendo entrato nel CEH fa un po’ azienda a sé, sta sviluppando un proprio progetto, il cui nome è Swissonic. Anche il suo scopo è migliorare il movimento al diapason e al contempo superare i suoi stessi brevetti, rimasti in mano a Bulova. Lui suggerisce, nel 1965, di trattare in ogni caso con la sua ex-azienda per vedere di ottenere una licenza. È convinto infatti che un orologio da polso al quarzo sia irrealizzabile per gli eccessivi consumi di tutti i componenti.

    Questa tenace contrarietà personale trova sponda nella Direzione e nella commissione scientifica. D’altronde Hetzel è il Deus ex machina del diapason e l’unica persona all’interno del consorzio che sia riuscito a portare un progetto dal foglio bianco alla produzione industriale di massa, con oltre 5 milioni di esemplari prodotti.

    Il primo prototipo vede un diapason sempre simmetrico su un solo asse, ma di una forma particolare pensata per ridurre l’errore posizionale. I bracci del diapason seguono il bordo del calibro e ospitano all’interno la pila. La frequenza iniziale è 480 Hz, ma l’idea è portarla a 720. Nel frattempo, con la solita abilità, Hetzel si occupa anche di allestire la linea di produzione per realizzare 5.000 prototipi in 3 anni con 3 milioni di franchi di budget.

    Nel 1966 un prototipo viene portato al Concorso di cronometria dell’Osservatorio di Neuchâtel, dove prende un punteggio di 2,25. Lo scorno è che nello stesso anno partecipa anche un prototipo di ESA MoSaBa – il futuro calibro 9162, che prende 1,64 (i valori più piccoli sono migliori). Il segreto sta nel diapason simmetrico su due assi e con contrappesi, come nel progetto Alpha. L’anno successivo ESA fa ancora meglio con 0,93. Il problema principale dello Swissonic è che, così com’è, vìola ancora i brevetti Bulova. Si decide perciò di fermare anche questo progetto per concentrarsi su quello più promettente di tutti: il Beta.

    Il Megasonic di Omega

    Nel 1969 Max Hetzel si sposta alla Elresor SA, una sussidiaria di Omega, portandosi dietro il progetto, sul quale registra altri 4 brevetti. Lì ridisegna il movimento: per raggiungere i 720 Hz senza alzare i consumi si inventa un diapason asimmetrico, dove i due rebbi, a causa delle diverse dimensioni e masse, vibrano a due frequenze diverse pur avendo lo stesso consumo di un diapason simmetrico. In questo modo il braccio più leggero arriva ai 720 Hz richiesti.

    Per oltrepassare definitivamente i brevetti Bulova, sul braccio più piccolo applica un micromotore (6×1,5 mm), che lui chiama “topo”. All’interno del quale, in un bagno d’olio, si trovano due indici, che scuotendosi fanno girare una minuscola ruota; la quale poi trasmette il moto per via magnetica alla prima ruota e da lì, sempre magneticamente, il moto raggiunge la seconda. È il calibro Megasonic, industrializzato come Omega 1220/1230 e venduto fino al 1975. Il canto del cigno dell’orologeria elettrica senza quarzo.

    Il CEH e il progetto Beta

    Torniamo ora al CEH: l’unico progetto rimasto è il Beta. Diretto da Max Forrer, era così segreto che neppure Hetzel era a conoscenza dei risultati notevoli che aveva raggiunto. Nell’ambito del Beta, ci si rende conto che occorre un chip integrato. Come sorgenti per la misurazione del tempo si valuta di tutto, persino di utilizzare il tempo di disintegrazione di un pezzo di plutonio! Fu studiata anche la possibilità di un orologio radiocontrollato, sulla frequenza dei 75 Hz. Quest’ultimo progetto fu fermato nel 1969 dopo 1000 prototipi, ma l’idea è poi stata realizzata davvero con i ricevitori DCF.

    Alla fine si decide per il quarzo, tagliato in forma di barra in dimensioni tali da vibrare a 8.192 Hz. Ai tempi il quarzo si tagliava a mano, per cui le dimensioni erano ragguardevoli e la frequenza di vibrazione bassa, il che portava anche il vantaggio di non dover integrare troppi circuiti divisori, che consumavano molta energia. Si incontrano notevoli problemi nel tagliare il quarzo a mano e soprattutto nell’incapsularlo sottovuoto. All’epoca non c’erano macchine pensate per ricavare il vuoto in un contenitore così piccolo.

    La forma di barra era anche molto facile alle rotture. La produzione del quarzo accumulerà un tale ritardo che si rivelerà fatale nella gara con Seiko. Il cristallo di quarzo doveva essere prodotto da Oscilloquartz, che però dedica pochi uomini e mezzi all’operazione, perdendo quei pochi mesi che faranno scivolare la presentazione all’anno successivo.

    Dal momento che l’orologio avrebbe comunque avuto delle lancette, occorreva in ogni caso sviluppare un motore. I motori passo-passo tipo Lavet esistevano da anni, ma avevano consumi eccessivi. Il progetto Beta si sdoppia per studiare due soluzioni alternative: Beta 1 avrebbe utilizzato un motore passo-passo a 0,5 Hz (mezzo giro al secondo), mentre Beta 2 un risuonatore asimmetrico a 256 Hz. La battaglia la vince quest’ultimo perché consuma molto meno, ma la guerra sarà vinta dai motori passo-passo dopo che Seiko migliorò l’idea di Lavet, abbassando di molto i consumi e creando quel motore che a tutt’oggi muove miliardi di orologi al quarzo.

    Gara tra prototipi del CEH

    La decisione di non diffondere alcun dettaglio prima di avere prototipi funzionanti crea una certa ansia nelle varie maison socie e finanziatrici del CEH. E non si può loro dare del tutto torto: per 5 anni non esce assolutamente niente da un laboratorio con 24 ingegneri impiegati a tempo pieno. In realtà serpeggiava anche un sentimento ambiguo nella mente dei produttori: la nuova tecnologia avrebbe potuto danneggiare le vendite dei tradizionali orologi meccanici.

    I sistemi Beta 1 e 2 sono infine presentati al CdA del CEH nell’agosto 1967, e nel dicembre è organizzato un seminario per i finanziatori. I due progetti erano stati tenuti così segreti che per le case di orologeria fu uno shock. Come dicevo, fu scelto il Beta 2 perché permetteva la durata di un anno della batteria.

    Dieci Beta 2 furono portati in gara all’Osservatorio di Neuchâtel, prendendo i primi dieci posti con scarti di pochi decimi di secondo al giorno, surclassando i calibri di Seiko. Come aneddoto sulla precisione dei Beta si si racconta che Forrer, con un Beta 2 al polso facesse visita nel 1968 agli stabilimenti HP. All’ingresso c’era un secondario comandato da un orologio atomico, e tra questo e il suo Beta Forrer notò uno scarto di 3 secondi. Chiese se l’orologio atomico fosse preciso, suscitando una certa ironia, ma dopo un controllo venne fuori che l’orologio atomico era avanti di 2 secondi.

    Il fatidico 1969

    Ora che è stata definita la tecnologia, inizia la corsa per la presentazione. La gara è con i giapponesi di Seiko, i quali erano partiti con i loro studi già nel 1959 col progetto Epson 59A. Tutti sanno che la lotta è puramente una questione di prestigio, perché né gli svizzeri né i nipponici sono in grado di produrre in volumi i loro calibri al quarzo e oltretutto i costi sono proibitivi. In realtà in Europa si pensava che il quarzo sarebbe stato relegato all’alto di gamma. Nessuno in Occidente aveva sentore che in pochissimi anni avrebbe invaso ogni segmento di mercato, fino quasi a uccidere la produzione svizzera.

    La gara comunque è vinta dai giapponesi. Il giorno di Natale 1969 a Tokyo presentano il loro Seiko Astron 35SQ. Mostrano i primi 100 pezzi, in oro massiccio, del costo di 450.000 yen: quanto un’automobile.
    Gli svizzeri arrivano secondi. Come scrivevo prima, lo scivolone di Oscilloquartz nel realizzare i quarzi si è rivelato fatale. Alla fiera di Basilea del 5 maggio 1970 finalmente sono presentati i primi 1000 calibri, il cui nome commerciale è divenuto Beta 21, contrazione di Beta 2.1 che indicava ulteriori rifiniture al Beta 2.

    Continua…

  • Gli orologi dell’America’s Cup, tra novità e pezzi già in catalogo

    Gli orologi dell’America’s Cup, tra novità e pezzi già in catalogo

    Il più antico e celebre trofeo velico, si sa, da sempre vanta legami con l’industria del tempo. E l’edizione di quest’anno vede tre celebri case nel ruolo di sponsor di altrettanti equipaggi. Ecco allora gli orologi dell’America’s Cup, aggiornati all’ultimo modello

    Giovedì 29, a Barcellona, iniziano i Round Robin della Louis Vuitton Cup, le prime selezioni per l’America’s Cup vera e propria. Ma già nella Final Preliminary Regatta dei giorni scorsi, la terza dopo quelle di Vilanova i La Geltrú e Jeddah dell’anno scorso, gli osservatori più attenti possono aver colto alcuni segni rivelatori che preannunciano possibili scenari futuri. Per esempio che due barche in particolare sembrano sovrastare le altre per velocità e preparazione (Taihora e Luna Rossa, c’erano dubbi?). O che gli AC-75 sono difficili e complessi, richiedono tempi di reazione infinitesimali e portano la gara a livelli finora impensabili. Mentre gli appassionati del mondo delle lancette avranno sicuramente notato che sulle vele e sugli scafi spiccano i nomi di tre marchi illustri. Il che fa della Coppa America non solo una competizione velica, ma anche una sfida fra le case di orologeria. Come sempre, del resto.

    Omega & ETNZ

    La Maison di Biel gioca un duplice ruolo nelle ultime edizioni dell’America’s Cup. Da un lato è cronometrista ufficiale dell’intera manifestazione e di tutte le regate che ne fanno parte. In questa veste, proprio di recente, ha presentato l’esemplare “ufficiale” (chiamiamolo così) fra i tanti orologi dell’America’s Cup: il Seamaster Diver 300M America’s Cup. Sul quale però – non me ne vogliano i cultori di Omega – evito di soffermarmi, per non ripetermi. D’altro canto, poi, è anche sponsor di Emirates Team New Zealand, attuale detentore dell’Auld Mug. Con i Kiwi, a dire il vero, Omega intrattiene un rapporto decennale. Che risale a metà degli anni Novanta, quando il sindacato di Sir Peter Blake affidò il timone di Black Magic a un giovane Russell Coutts.

    Rende omaggio proprio al Defender (perfino nei colori) il Seamaster Planet Ocean Deep Black ETNZ Edition: un cronografo automatico uscito lo scorso anno, ma più attuale che mai. Ne riassumo velocemente le caratteristiche. Cassa (45,5 mm di diametro) in ceramica, impermeabile fino a 60 atm. Calibro Co-Axial Master Chronometer 9900, con autonomia di 60 ore e tutti i sacri crismi della certificazione del Metas, che ne attesta fra l’altro la cronometria. Due cinturini intercambiabili, in gomma, nero e turchese. Nel contatore a ore 3, riporta il conto alla rovescia, utile nelle fasi di pre-partenza, per segnalare i fatidici 5 minuti che precedono il colpo di cannone all’inizio del match race. Ne avevo scritto in modo approfondito al momento del lancio: gli interessati possono rileggersi qui la recensione completa…

    Panerai & Luna Rossa

    La Maison fiorentina è entrata invece in America’s Cup come sponsor di Oracle’s Team nel 2017, quando i catamarani veleggiavano alle Bermuda. Ma nel 2019, mentre Larry Ellison e Russell Coutts davano vita al circuito Sail GP, Panerai ha iniziato la partnership con Luna Rossa – i cui risvolti all’insegna del Tricolore nazionale erano stati messi in evidenza illo tempore da Augusto Veroni. Da allora Panerai ha dedicato alla collaborazione numerosi esemplari, in cui ha dato spazio anche alla ricerca di nuovi materiali, tecnologici e super-performanti. Come il nuovo Ti-Ceramitech®, adoperato nella cassa dell’omonimo Submersible QuarantaQuattro (PAM01466)… Senza dimenticare le altre novità a tema presentate in primavera a Watches and Wonders Geneva, fra cui spicca perfino un tourbillon. E che potremmo sempre considerare nel novero degli orologi dell’America’s Cup.

    Ed è proprio alla collezione Submersible già in catalogo che si dovranno rivolgere tutti coloro che vorrebbero il nuovissimo Submersible Luna Rossa Carbotech™ (PAM 01563), ma resteranno a bocca asciutta. Lanciato proprio ieri, l’inedito orologio è infatti realizzato solo in 37 esemplari (perché si tratta della 37a America’s Cup), e sarà reperibile esclusivamente online, per 24 ore, sull’e-commerce del Marchio, il 5 settembre. La corsa contro il tempo è già iniziata: i più curiosi trovano tutte le informazioni sul sito ufficiale. Io mi limito, anche in questo caso, a una breve descrizione di quello che è, a tutti gli effetti, il più esclusivo fra gli orologi dell’America’s Cup. Cassa (42 mm) in Carbotech™, impermeabile fino a 50 atmosfere. Movimento automatico, calibro P900, con autonomia di 3 giorni. Cinturino in bi-materiale (tessuto e gomma) personalizzato, in alternativa a un altro in gomma blu, compreso nel packaging.

    Chi non riuscirà ad accaparrarsi nulla, però, non si disperi. Fonti certe e ben informate mi hanno assicurato che, il 7 settembre, Panerai lancerà un ulteriore modello dedicato a Luna Rossa. Negli stessi giorni, fra l’altro, aprirà anche una nuova boutique a Barcellona… Ma non divaghiamo e passiamo ad altro.

    Tudor & Alinghi

    Per la cronaca, Tudor è attivo nella vela anche come cronometrista ufficiale del Bol d’Or Mirabaud, la storica regata di flotta che si tiene sul Lago di Ginevra e riunisce migliaia di velisti (un po’ come la nostra Barcolana, che però si svolge in acqua salata!). In Coppa America è sbarcato nel 2022, quando ha scelto di affiancare il team di Alinghi Red Bull Racing per la conquista della Vecchia Brocca, in una collaborazione tutta rosso-crociata. Per annunciare la partnership, lo scorso anno ha lanciato due nuovi esemplari – un solo tempo e un cronografo -, realizzati negli stessi materiali dei monoscafi con hydrofoil che gareggiano nelle acque della Rosa de Foc…

    Qui mi concentro sul solo tempo del Pelagos FXD “Alinghi Red Bull Racing Edition”, per elencare i dati tecnici essenziali. Cassa (42 mm) in composito di carbonio – una “prima” per il Brand -, impermeabile fino a 20 atm. Movimento automatico, calibro MT5602 di manifattura, con autonomia di (quasi) 3 giorni e certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Lunetta girevole unidirezionale in titanio e ceramica, che si può utilizzare anche come conto alla rovescia. Cinturino in tessuto con chiusura a strappo, per il massimo confort al polso. Non così diversa la versione crono, eccetto per il diametro della cassa (43 mm) e ovviamente il movimento, calibro MT5813, sempre di manifattura. A favore degli orologi per l’America’s Cup di Tudor c’è anche il prezzo, più accessibile. Il che non guasta: in fondo la Coppa America è una festa popolare…

  • Seamaster Diver America’s Cup, Omega a Barcellona

    Seamaster Diver America’s Cup, Omega a Barcellona

    È un’estate impegnativa, questa, per Omega. L’eco delle Olimpiadi di Parigi si è appena spenta e già si accendono i riflettori su un altro evento sportivo di rilievo: la Louis Vuitton 37th America’s Cup, che inizierà il 22 agosto. Di nuovo compreso nel proprio ruolo di Official Timekeeper, il Marchio ha così presentato quello che potremmo definire l’orologio ufficiale della celeberrima manifestazione: l’inedito Seamaster Diver 300M America’s Cup.

    Lanciato venerdì scorso – mentre tutt’Italia era ancora in vacanza –, a una settimana esatta dalla cerimonia inaugurale, il Seamaster Diver 300M America’s Cup è il simbolo della precisione cronometrica con cui Omega misurerà ogni virata e ogni giro di boa delle regate che si terranno nelle acque di fronte a Barcellona, con un fitto calendario, fino al 27 ottobre.

    Omega in regata

    A cominciare dalla terza e ultima Final Preliminary Regatta, in cui i team useranno per la prima volta i nuovi AC75, per passare ai Round Robin della Louis Vuitton Cup (le cosiddette Challenger Selection Series), fino ai match race finali fra lo sfidante che ne uscirà vittorioso e il Defender, Emirates Team New Zealand, in quelle che saranno le regate della vera e propria America’s Cup. Senza dimenticare i gironi di gara della Young America’s Cup e della Puig Women’s America’s Cup, in cui saranno protagonisti rispettivamente gli equipaggi più giovani e quelli femminili, a bordo dei monotipi AC40.

    En passant, ricordo che Omega è stata cronometrista ufficiale dell’America’s Cup anche nelle edizioni del 1999 (quella che ha fatto sognare milioni di italiani, dopo la vittoria di Luna Rossa di Francesco de Angelis su American One di Paul Cayard), del 2003 e del 2021. E che la Maison di Biel è legata ai Kiwi fin dal 1995, quando il Team New Zealand di Sir Peter Blake ha strappato a San Diego l’Old Mug a Young America, grazie a un agguerritissimo Roussel Coutts. Tuttavia non è la sola casa di orologeria a partecipare a questa 37a Coppa America… Ma ne riparleremo presto.

    Un’edizione celebrativa

    Intanto concentriamoci sul nuovo Seamaster Diver 300M America’s Cup. Che appartiene a una collezione creata nel 1993 e da allora ricorrente nelle incursioni di Omega nel mondo della vela, come dimostra anche l’esemplare dedicato alla 36a edizione dell’America’s Cup, che avevo recensito tre anni fa. Articolo cui vi rimando per saperne di più sull’andar per mare storicamente vissuto da Omega (così evito di annoiarvi e di ripetermi).

    Come quel precedente, dunque, anche il nuovo Seamaster Diver 300M America’s Cup è ricco di dettagli costruttivi che raccontano il savoir-faire e le competenze a tema della Casa di Biel. Li passeremo in rassegna fra un attimo. Intanto però ci tengo a sottolineare che si tratta di un’edizione ad alto valore collezionistico, sebbene non sia realizzata in tiratura limitata, proprio per quei dettagli commemorativi del trofeo velico più antico e famoso del mondo. Vediamoli.

    Le peculiarità estetiche del Seamaster Diver 300M America’s Cup…

    Fin dalla prima occhiata, si notano le grandi lancette scheletrate: quella delle ore profilate di blu e quella dei minuti profilata di rosso. Quest’ultima riporta il tempo sulla lunetta unidirezionale girevole con inserto in ceramica blu, in cui i primi 15 minuti sono scanditi da tre sezioni (di 5 minuti l’una) per le fasi di pre-partenza. Gli ultimi fatidici 5 sono sottolineati da una bandiera nautica e dalla scritta “start”. Del resto, sono proprio quelli i minuti determinanti nei match race, perché stabiliscono non solo quale barca varcherà per prima la linea di partenza al colpo di cannone, ma a volte le intere sorti della regata.

    A proposito di lancette, da notare che quella dei secondi centrali, sempre blu, ha il contrappeso personalizzato con la silhouette dell’ambitissima “Vecchia Brocca”. Il quadrante in ceramica bianca è decorato da un motivo a onde inciso al laser. Anche il fondello è personalizzato: sull’oblò in vetro zaffiro spicca il logo blu della 37a America’s Cup, il cui nome ritorna sull’acciaio circostante insieme alla scritta “Barcelona 2024”. E sono proprio questi particolari a rendere l’orologio desiderabile, almeno agli occhi dei velisti più appassionati.   

    …e quelle tecniche

    La cassa del Seamaster Diver 300M America’s Cup misura 42 mm di diametro ed è come sempre in acciaio 316L. Un tipo di acciaio non a caso chiamato “marino”, grazie alla presenza di una piccola percentuale di molibdeno, in grado di rendere la lega metallica più resistente alla corrosione e quindi adatta all’uso in ambienti altamente caustici come l’acqua di mare. Come dichiarato nel nome, poi, l’impermeabilità raggiunge le 30 atmosfere: più che sufficienti per resistere alla pressione di spruzzi e ondate perfino durante una bolina “stretta”. Non c’è bisogno di ricordare – vero? – che le barche dell’America’s Cup volano sui foil e hanno le murate alte, ma i normali scafi ancora no…

    Riguardo al movimento, il Seamaster Diver 300M America’s Cup monta il calibro Co-Axial Master Chronometer 8806, del quale riporto come sempre le caratteristiche nelle didascalie. Qui mi limito a sottolineare l’autonomia di 55 ore e la certificazione Master Chronometer, che ne garantisce non solo la costanza di marcia ben oltre i criteri del Cosc, ma anche la resistenza ai campi magnetici (almeno fino alle capacità di misurazione dei nostri strumenti) e le prestazioni di livello. Secondo quanto stabilito dai criteri dell’Istituto Federale Svizzero di Metrologia (Metas).

    I prezzi del Seamaster Diver 300M America’s Cup

    Concludo con le ultime informazioni relative ai prezzi, dettati dalla presenza del cinturino o del bracciale – che comunque, possono essere fra loro intercambiabili in quanto forniti del sistema brevettato Omega Quick-Change. La versione con cinturino in caucciù blu (e fibbia déployante) costa 6.900 euro. Invece quella con il bracciale in acciaio a 5 file (sempre con fibbia déployante ma anche con estensione per la muta) costa 7.300 euro. Al momento, entrambi non si trovano ancora in vendita online, sull’e-commerce del Marchio. Ma, per essere informati sulla disponibilità, è possibile iscriversi alla lista dei desideri o chiedere al proprio rivenditore di fiducia. Oppure – per accorciare i tempi – rivolgersi alle boutique monomarca, che li riceveranno sicuramente per prime.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2024

    Eccoci di nuovo qui con le Cronache dell’orologeria, per raccontarvi le ultime novità dal mondo delle lancette. A cominciare dalle notizie in arrivo da Parigi, che in questi giorni è il centro del mondo, ma non solo. Qui di seguito troverete anche altri eventi e curiosità varie – compreso l’immancabile gossip – perché vogliamo tenervi aggiornati, al passo con l’informazione, prima della pausa estiva: da domani infatti le Cronache dell’orologeria vanno in ferie. Ma non preoccupatevi: dietro le quinte continueremo a raccogliere comunicati, a fare rassegna stampa, così da ritrovarci al rientro più preparati che mai. Buona lettura – e buone vacanze!

    A ognuno il suo

    Due frame del video Minimilians

    L’ultima creazione di MB&F? I Minimilians. Personaggi fantastici, tra i Minions e Casper, hanno la testa fatta come gli orologi del Brand: ecco quindi il Minimilian Frog, il Minimilian Aquapod, il Minimilian Mark 2… Disegnati da Maximilian Maertens (autore di Orb, T-Rex e Tri-Pod) e realizzati in poliammide (con stampante 3D), andranno a gratificare i circa 1.100 iscritti a The Tribe, la community di quanti possiedono un MB&F. Ogni Minimilian raggiungerà l’esemplare coordinato, nuovo o di secondo polso. Divertente!

    Cronache dell’orologeria… olimpica – 1

    L’inizio dei Giochi Olimpici ha visto il countdown di Omega raggiungere lo zero. E mentre lo strumento installato al Porto di La Bourdonnais, non lontano dalla Tour Eiffel, è ripartito per i Giochi Paralimpici, la Maison di Biel ha inaugurato l’Omega Pavillion al centro del Parc de Bercy, vicino alla Bercy Arena, per celebrare il proprio ruolo di official timekeeper fin dal 1932. La struttura interattiva, che prevede installazioni dedicate alle diverse discipline, è aperta al pubblico per tutta la durata delle Olimpiadi. Se siete a Parigi, andate a visitarla.

    Cronache dell’orologeria… olimpica – 2

    Foto Quinn Rooney/Getty Images courtesy Omega

    I Giochi sono appena iniziati ma per Omega già fioccano le prime medaglie. Il Brand ambassador francese Léon Marchard, ieri sera, ha vinto l’oro nei 400 misti dopo una gara spettacolare, con il pubblico che gli batteva il ritmo durante i tratti a rana e lui che ha stracciato non solo gli altri atleti in vasca, ma anche il record olimpico. A proposito di ambasciatori, tante le celebrities presenti all’inaugurazione di Casa Omega, tra cui Cindy Craword e Kaia Gerber. Alle Olimpiadi anche la mondanità gioca la sua parte.

    76, Avenue des Champs-Elysées

    Sempre a Parigi, sugli Champs-Elysées, Breitling ha appena aperto un pop-up store di 400 metri quadri, grande quanto la boutique di Madison Avenue a New York. Un’esperienza immersiva nel mondo del Brand, non solo per l’acquisto di nuove collezioni e per l’assistenza post-vendita (dal cambio cinturino alla completa revisione) ma anche per gli spazi dedicati a Deus e a Triumph, per il grande lounge bar e per l’organizzazione di eventi futuri. Preludio della boutique (definitiva) che nel 2025 sarà installata due civici più in là…

    Pardo d’oro e dintorni

    Prosegue la storica collaborazione fra Locarno Film Festival e Swatch. Che durante la celebre kermesse – giunta quest’anno alla 77a edizione e prevista dal 7 al 17 agosto – ha promosso varie iniziative. Come gli Swatch Studios, a pochi passi da piazza Grande, che esporrà anche un’opera d’arte virtuale dell’artista Luo Bi, ex residente dello Swatch Art Peace Hotel. Ma anche lo Swatch First Feature Award, un premio di 15mila franchi assegnato al miglior regista emergente. E un orologio, naturalmente: quadrato, come un frame di celluloide.

    Musica dal vivo

    Dal 5 al 20 luglio, si è tenuta la 58a edizione del Montreux Jazz Festival, che ha visto per la quinta volta Audemars Piguet nel ruolo di Global Partner. Dalla base dell’AP lounge, la Maison di Le Brassus ha organizzato (fuori dalla scaletta ufficiale) l’evento Audemars Piguet Parallel all’insegna della musica elettronica. Il 17 luglio, quindi, ha fatto salire sul palco il trio svizzero Mont Rouge, il dj/producer brasiliano Mochakk e l’artista sudafricana dell’afro-house Black Coffee. E, in più, ha partecipato anche alla festa di chiusura. Applausi.

    Nella Città Proibita

    Vacheron Constantin ha siglato una nuova partnership con l’Istituto educativo del Museo del Palazzo di Pechino. Il che non stupisce, visto che la Maison ginevrina collabora con grandi musei internazionali (Met, Louvre, Barbier-Muller) fin dal 2007. E che con la Cina ha rapporti secolari, iniziati nel 1845. Resta però tutto da scoprire quello che i due faranno insieme: si parla di progetti condivisi, collaborazioni creative, lectio magistralis di orologeria, programmi di ricerca e di scambio, sviluppo di mostre ed eventi speciali… Vedremo.

    Cambio in pista

    Foto James Moy courtesy Rolex

    Le voci risalgono a inizio mese e hanno ormai sempre più credito. Sembra proprio che Rolex, allo scadere del contratto – nel 2025 – lascerà la sponsorizzazione della Formula 1. E c’è già chi morde il freno per prendere il suo posto: il Gruppo LVMH, pronto a fare un investimento di 150 milioni di dollari (contro i 50 spesi illo tempore da Rolex) per rilanciare TAG Heuer nel settore. Il che è coerente sia con il passato del Brand, sia con quanto diceva Frédéric Arnault. I diretti interessati si sono trincerati dietro un “no comment”, ma… ci sta.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Parigi 2024, Omega fa il tris di orologi

    Parigi 2024, Omega fa il tris di orologi

    Non si può dire che Omega, in qualità di cronometrista ufficiale delle Olimpiadi di Parigi 2024, non si sia mossa per tempo nella creazione di orologi dedicati alla ricorrenza. A un anno esatto dall’inaugurazione dei Giochi, il 26 luglio 2023, aveva presentato a Parigi il Seamaster Diver 300M Parigi 2024, in concomitanza con l’avvio del countdown olimpico.

    Poi, a metà aprile, a 100 giorni dalla cerimonia di apertura, è stata la volta dello Speedmaster Chronoscope nei colori della competizione. Infine, eccoci sotto data con il terzo orologio olimpico, il Bronze Gold Edizione Parigi 2024. Una sorpresa, una scelta che predilige l’eleganza alla sportività. Proprio per questo motivo parto da lui, non solo perché è la novità.

    Bronze Gold Edizione Parigi 2024: la novità

    Con il Bronze Gold Edizione Parigi 2024 Omega compie un’operazione interessante. Riesce a condensare in un orologio dall’estetica classica buona parte dei richiami alla sportività e alla tradizione olimpica che caratterizzano il Marchio. Parto dai materiali. La cassa è una bella misura da 39 mm di diametro per 11,7 mm di spessore, creata in Bronze Gold, da cui il nome della referenza. 

    Come i più attenti di voi sapranno, si tratta di una lega proprietaria di Omega, al pari del Sedna Gold, del Moonshine Gold e del Canopus Gold. La troviamo anche in una referenza dello Speedmaster Chronoscope e in un Seamaster 300.

    Il vantaggio di avere una fonderia propria, sta anche in questa capacità che ha il Brand di creare leghe uniche. Il fatto che il Bronze Gold sia costituito da oro (37,5%), palladio e argento può interessare o meno. Ciò che mi attira di più è la tonalità particolarmente calda di questo materiale, che ben ricordo perché ho potuto provare sia il Chronoscope, sia il Seamaster 300.

    Quindi Bronze Gold, ossia due metalli delle medaglie olimpiche. E l’argento? Voilà, eccolo nel quadrante, realizzato interamente con questo metallo, come ricorda la dicitura Ag925 al centro. L’estetica molto classica è un’alternanza di lavorazioni a Clous de Paris e a satinatura circolare. La prima si trova nella parte centrale del quadrante stesso e in quella dei piccoli secondi a ore 6; la seconda è invece nell’anello dei piccoli secondi e nel doppio giro esterno della minuteria. Molto bello il logo Omega, che nel Bronze Gold Edizione Parigi 2024 è scritto con i caratteri che aveva negli anni ’30.

    Con un occhio alla tradizione

    Perché è lì che si trova l’altro richiamo alla tradizione olimpica del Brand. Se il suo impegno come cronometrista dei Cinque cerchi risale ai Giochi di Los Angeles 1932, di pochi anni posteriore è l’orologio al quale si ispira, nell’estetica, il Bronze Gold Edizione Parigi 2024: la cosiddetta referenza CK 859 del 1939. Un pezzo cui Omega aveva già reso omaggio alcuni anni fa con un’edizione numerata in acciaio, anch’essa con quadrante in argento ma liscio, lancette e indici azzurrati.

    Il tocco di classe di quell’edizione numerata era il fondello in vetro zaffiro, che consentiva la visione del calibro Omega 8926 a carica manuale. Lo stesso calibro incassato nell’edizione per Parigi 2024, il cui fondello è però chiuso per consentire di ospitare il logo dei Giochi. Un peccato, perché le finiture del calibro 8926 sono superlative, per essere un movimento industriale; merito soprattutto delle Côtes de Genève radiali sui ponti. Oltre all’estetica c’è anche tanta tecnica, poiché parliamo di un calibro Co-Axial certificato Master Chronometer dal METAS, con tutto ciò che questo significa. 

    Speedmaster Chronoscope Parigi 2024: medaglia d’oro (Moonshine)

    Nel rimandarvi alle didascalie per ulteriori dettagli sull’orologio, passo agli altri due esemplari che Omega ha creato per le Olimpiadi di quest’anno. Parto dal più recente, lo Speedmaster Chronoscope Parigi 2024. Un orologio che ha le medesime caratteristiche della collezione lanciata nel 2021 e di cui ho scritto in questo articolo, al quale potete fare riferimento per rinfrescarvi la memoria sui dettagli generali della linea. Che viene estesa con gli orologi olimpici introducendo nuovi materiali e nuovi colori.

    Sono infatti due gli Speedmaster Chronoscope Parigi 2024, uno con cassa in acciaio e uno con cassa in oro Moonshine, usato per la prima volta in collezione. Per entrambi le stesse misure: 43 mm per 13 mm e una distanza da ansa ad ansa di 48,6 mm. Oltre al materiale della cassa, li distingue anche quello della lunetta: nella referenza in acciaio è in alluminio anodizzato, in quella in oro è in ceramica nera.

    Il quadrante è identico nelle due referenze: opalino bianco-argentato con la configurazione del Chronoscope a due contatori, che sono scuri a contrasto. Hanno una finitura concentrica che riprende quella del disco della minuteria, i cui indici in numeri arabi sono in oro Moonshine. Tonalità dell’oro che si trova sui numeri e sulle scale dei due contatori, sulle lancette del cronografo e su quelle di ore e minuti.

    Il calibro e il bracciale

    Come nel caso del Bronze Gold Edizione Parigi 2024, anche in questi orologi il fondello è chiuso. E, come sopra, è un peccato. Il calibro Omega Co-Axial Master Chronometer 9908 presente nella cassa della referenza in acciaio, così come il 9909 alloggiato in quella in oro, hanno anch’essi una finitura eccellente. Si tratta dello stesso movimento a carica manuale impiegato nello Speedmaster ’57 (là ha in più la data), con la platina a 3/4 lavorata a Côtes de Genève radiali che originano dal bilanciere, posizionato in basso a destra. Il cronografo ha la ruota a colonne con innesto verticale e il doppio bariletto, per un’autonomia di 60 ore. 

    Lo Speedmaster Chronoscope per Parigi 2024 può essere scelto con il bracciale metallico associato alla cassa, dotato di fibbia pieghevole con microregolazione, oppure con un cinturino in pelle con fibbia ad ardiglione. Il cinturino è traforato e sportivo nella versione in acciaio, liscio ed elegante in quella in oro.

    Seamaster Diver 300M Parigi 2024: scintillante

    L’orologio meno recente lanciato da Omega per Parigi 2024 è il Seamaster Diver 300M, che compie oggi un anno. Ha in sé i tratti che lo caratterizzano fin dagli esordi della collezione, ragion per cui ha scelto di distinguersi per un dettaglio ben visibile: la lunetta in oro Moonshine, lega che per la prima volta il Brand impiega in questa gamma. Ha la scala di immersione in rilievo positivo, con i numeri ulteriormente messi in risalto dalla finitura lucida che contrasta con quella grené della lunetta. Una lavorazione che personalmente trovo molto elegante e che Omega ha riservato, all’interno della collezione, ad alcune referenze particolari.

    Mi vengono in mente quelle dei primi anni 2000 dedicate all’America’s Cup o alcune create in occasione del rilancio della collezione, nel 2018. Tra di esse il modello di punta in titanio, tantalio e oro Sedna, con questa lega che arricchiva la corona, la valvola di decompressione, alcuni elementi del bracciale e la lunetta. Tra gli orologi olimpici, ricordo il Seamaster Diver 300M dedicato ai Giochi invernali di Pechino 2022, con lunetta in rilievo in titanio come quella del Nekton Edition.

    È tutt’oro quel che luccica

    Il quadrante in ceramica bianca ha il motivo a onde che troviamo sulle referenze moderne del Seamaster Diver 300M; ha una finitura opaca sulla quale spiccano le creste lucide delle onde. Nel quadrante vi sono sottili riferimenti alle Olimpiadi di Parigi 2024; il carattere tipografico dei numeri del datario è il medesimo di quello dei Giochi e il logo dell’evento è presente sulla lancetta dei secondi, a due terzi circa della lunghezza. Un escamotage che dà alla lancetta un sapore “lollipop” leggero e sportivo.

    A proposito di lancette, quelle del Seamaster Diver 300M Parigi 2024 hanno un trattamento Pvd in oro Moonshine e gli indici delle ore, applicati, sono realizzati nello stesso materiale. Il richiamo alla lunetta è evidente, così come quello al metallo della medaglia destinata agli atleti migliori. Una medaglia che chi indossa l’orologio può portare idealmente al polso: sul fondello è applicato un medaglione in oro Moonshine ablato al laser con inciso il logo olimpico.

    Insomma, anche quest’anno Omega ha messo in campo tutta la propria potenza di fuoco per fare delle Olimpiadi la vetrina perfetta attraverso cui mostrare di cosa è capace. Lo ha fatto non solo con l’enorme dispiegamento di uomini e mezzi portati a Parigi, ma anche e soprattutto con la forza che le deriva dall’essere il terzo marchio di orologi svizzeri per fatturato stimato. Perché, gira che ti rigira, quello è il suo business e quello sa fare terribilmente bene: tre esemplari per un unico evento, non sono bruscolini. Tre, come i gradini del podio olimpico, che il Marchio occupa ormai a pieno titolo.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/07/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria, per tenervi informati sui fatti e gli eventi delle ultime settimane nell’industria del Tempo. Quindi parliamo prima di tutto di sport – com’è giusto che sia, durante la stagione calda e con le Olimpiadi in vista. Ma in queste Cronache dell’orologeria c’è posto anche per le notizie corporate, in senso lato. Si sa, il marketing delle case orologiere se ne inventa sempre una. E non si ferma mai, anzi smentisce chi pensa che in Svizzera vadano tutti in vacanza a luglio… Buona lettura.

    Realtà aumentata

    C’è Gianmarco Tamberi che salta l’Arc de Triomphe, Mondo Duoplantis la chiesa del Sacre Coeur, Céline Boutier che tira da un gargoyle di Notre Dame… Come cronometrista ufficiale, Omega celebra i Giochi Olimpici di Parigi con una campagna video interpretata dai propri ambasciatori. Girata con la realtà virtuale, è ambientata fra i più celebri monumenti della Ville Lumière, in un gioco di proporzioni e prospettive dagli scorci unici. Annunciata un mese fa, a pochi giorni dalla cerimonia di apertura è più attuale che mai. Da vedere.

    Passione rossa

    Dal 26 al 28 luglio prossimi, al circuito Marco Simoncelli di Misano, si tiene la 12a edizione della World Ducati Week, il più grande raduno internazionale di appassionati dell’omonima due ruote. Tre giorni di pura goduria tra eventi in paddock, sessioni in pista, esibizioni di stuntmen e show serali. Dove, ancora una volta, si conferma cronometrista ufficiale Locman – partner della Rossa dal 2017. Che, è bene ricordarlo, ha in catalogo una collezione dedicata, realizzata in collaborazione con il Centro Stile di Borgo Panigale. Per Ducatisti veri.

    Cronache dell’orologeria… pettegola

    Lewis Hamilton al Grand Premio di Ungheria. (Foto Dean Mouhtaropoulos/ Getty Images courtesy Iwc).

    Ieri, al Gran Premio di Ungheria, Lewis Hamilton è salito sul 3° gradino del podio con al polso un Big Pilot’s Perpetual Calendar Top Gun Lake Tahoe di Iwc, in ceramica bianca, ben visibile sopra la tuta nera. Stessa scena due settimane fa, per la vittoria di Silverstone, al Gran Premio d’Inghilterra. Dove però il sette volte campione del mondo di F1 (nonché Brand ambassador, come l’intera scuderia) esibiva un altro orologio: un Pilot’s Watch Performance Chronograph 41 Mercedes-Amg Petronas Formula One™ Team (in alto). C’è chi può…

    A proposito di arte

    Il 6 e 7 luglio scorsi, al Grimaldi Forum di Monaco, si è svolta l’8a edizione di artmonte-carlo: la piccola ed eclettica fiera d’arte moderna e contemporanea, che quest’anno ha riunito 27 gallerie internazionali e circa 200 artisti. Presente anche F.P.Journe: il 5 luglio, durante il vernissage, il Maestro ginevrino in persona ha assegnato il Prix artmonte-carlo F.P.Journe ad Anna Boghiguian, rappresentata da Franco Noero, per la scultura Untitled 2023. Puntualmente donata al Nouveau Musée National de Monaco. Così si fa…

    Versilia mon amour

    All’inizio del mese, Swatch ha aperto un temporary store a Forte dei Marmi, in via Spinetti 6, nel cuore dello shopping firmato. Uno spazio all’insegna del colore e dell’allegria, in cui si trovano le collezioni più estive e fluo del Brand, come Swatch Neon o Bioceramic What if…? Se vi state chiedendo che ci azzecca il Marchio più pop di tutta la Svizzera delle lancette con la storica meta del turismo d’élite, la risposta è semplice. Il MoonSwatch fa gola a tutti: facoltosi imprenditori, politici, volti noti dello spettacolo e dello sport…

    Nuove sinergie

    Morellato Group ha siglato un nuovo accordo di licenza con Karl Lagerfeld per la produzione di orologi e gioielli. La partnership prevede che alla Maison parigina spetti la direzione creativa, mentre al Gruppo veneto lo sviluppo prodotto e la distribuzione – che avverrà sia attraverso canali tradizionali (la capillare rete di negozi di proprietà e di retailer in tutto il mondo) sia online (gli e-commerce Morellato più karl.com). Previste due collezioni all’anno, la prima già il prossimo autunno-inverno. Non vediamo l’ora di vederla.

    Reshuffle (trad. rimpasto)

    C’è chi lo chiama “valzer delle poltrone” – e basta guardare quanto è successo, di recente, nella Divisione orologeria di LVMH, per capire perché. Dopo 20 anni Ricardo Guadalupe lascia il ruolo di Ceo di Hublot per assumere quello (simbolico) di Presidente onorario. A Nyon sarà sostituito da Julien Tornare, per lungo tempo a capo di Zenith ma da 6 mesi alle redini di TAG Heuer, dove arriverà invece Antoine Pin, storico Ceo di Bulgari. Proprio da Bulgari, poi, Laura Burdese è stata nominata vice Ceo. Un bel rimescolamento, no?

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Parigi 2024: Alain Zobrist racconta il cronometraggio di Omega

    Parigi 2024: Alain Zobrist racconta il cronometraggio di Omega

    Il compianto e storico direttore de La Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, scrisse una volta che “l’Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport”. Tra poco meno di un mese cominceranno i Giochi di Parigi 2024, un momento di sfida non solo per gli atleti, ma anche per chi deve misurarne le prestazioni. Parliamo di Omega, o meglio, di Swiss Timing, la società di Swatch Group che ha sede nella località svizzera di Corgémont e tiene il tempo dei Cinque Cerchi.

    Fondata nel 1972, affonda le radici a più di un secolo fa, alle prime attività di cronometraggio sportivo dei “marchi gemelli” Omega e Longines, i cui team timing si fusero in Swiss Timing nel 1988. L’ho visitata poco tempo fa e ho avuto occasione di parlare con Alain Zobrist, che è Ceo della società ed Head of Olympic Timing per Omega. Il quale mi ha raccontato complessità, emozioni e curiosità dietro all’importante compito di cronometrista olimpico, con vista su Parigi 2024.

    Il Giornale degli Orologi: Quando cominciò il rapporto tra Omega e i Giochi olimpici?
    Alain Zobrist: La storia è cominciata circa 90 anni fa, nel 1932: quando Omega è stata selezionata come cronometrista ufficiale dei Giochi olimpici di Los Angeles. Inviò un solo orologiaio dalla Svizzera, con 30 cronografi. Fu selezionata perché i suoi 30 cronografi erano certificati con la precisione al decimo di secondo, la più grande innovazione dell’epoca.

    GdO: Com’era il cronometraggio prima del 1932?
    AZ: Ciascun giudice aveva il proprio cronografo, non c’era uniformità. E le differenze nella qualità della rilevazione erano troppe.

    GdO: Che squadra porterete a Parigi 2024?
    AZ: Avremo 550 cronometristi e 350 tonnellate di attrezzatura. Abbiamo cominciato a prepararci tre anni fa con una squadra fissa a Parigi. La collaborazione è a tutti i livelli, anche con gli architetti che hanno progettato le strutture, in modo da avere lo spazio per le nostre attrezzature, le connessioni eccetera. Circa 10 giorni prima della cerimonia di apertura prepareremo tutto, ce ne vorranno un paio per allestire e per gli ultimi test: l’obiettivo è essere pronti due giorni prima della cerimonia.

    GdO: Quando comincia la preparazione di un’olimpiade?
    AZ: Circa 3 anni prima dell’evento. Il team per Los Angeles 2028 andrà in California tra circa un anno, ma abbiamo già un gruppo di lavoro per Milano-Cortina 2026.

    GdO: C’è un limite alla misurazione della precisione?
    AZ: Penso che l’innovazione non abbia limiti nel nostro campo. I limiti sono altrove. Posso arrivare a cronometrare al milionesimo di secondo, ma il punto sta nell’adattare il cronometraggio alle esigenze di ciascuno sport: è lo sport che impone il limite. Per esempio, nel nuoto avrebbe senso misurare al millesimo di secondo? A mio avviso no, perché in questo sport già un centesimo di secondo equivale al tocco di un’unghia. La precisione nella misurazione del tempo teoricamente non ha limiti, ma oggi quello che interessa di più è forse monitorare ciò che accade durante la prestazione, più che il risultato finale, ed è possibile grazie all‘intelligenza artificiale.

    GdO: Quali discipline, secondo lei, hanno avuto i maggiori benefici dal vostro lavoro?
    AZ: Non ne sceglierei una in particolare. Cerchiamo di sviluppare la nostra tecnologia in modo olistico, non solo per alcune discipline: diciamo che tutti ne hanno beneficiato in misura diversa. Anche alcuni al di fuori delle Olimpiadi, come nei motori: non tutti sanno che in GT2 abbiamo introdotto un sistema per la gestione del track limit attraverso l’intelligenza artificiale, prima che esso fosse adottato in Formula 1.

    GdO: Per l’intelligenza artificiale, Parigi 2024 sarà un bel banco di prova. Come contribuisce al vostro lavoro?
    AZ: In due modi. Da una parte misurando i dati, dall’altra analizzandoli. Sono due protocolli distinti che lavorano in sinergia. Abbiamo iniziato nel 2017 a usare i primi modelli di intelligenza artificiale, applicandoli per la prima volta ai Giochi invernali del 2018. Serve tempo per sviluppare e provare questo tipo di soluzioni e non dimentichiamo che abbiamo perso due anni a causa del Covid.

    GdO: A Parigi 2024 sarà più difficile cronometrare o elaborare i dati?
    AZ: Cronometrare. Per avere i dati corretti devi avere un cronometraggio perfetto. Ho detto tutto. 

    GdO: Quanto è importante per voi avere alle spalle un grande gruppo come Swatch?
    AZ: Fondamentale. Lavoriamo per coprire oltre 500 eventi sportivi all’anno, abbiamo soluzioni adatte a oltre un centinaio di sport. Del resto è una vocazione del gruppo, che ha molti altri marchi impegnati nel cronometraggio sportivo di diverse discipline. Il contratto del Comitato Olimpico è con Swatch Group: questo è un investimento che il gruppo fa con l’intero movimento olimpico.

    GdO: C’è un episodio che è stato per lei la maggior fonte di soddisfazione da quanto fa questo lavoro?
    AZ: Le due Olimpiadi durante il Covid, Tokyo 2020 e Pechino 2022, perché in 8 mesi abbiamo dovuto gestire due eventi mostruosi come questi. È stato molto sfidante per tutto il nostro team, oltretutto in un ambiente particolare. Essere stati capaci di farlo, con la qualità con cui lo abbiamo fatto, con alcune innovazioni, è stato un grande risultato per l’azienda. 

    GdO: Quando sviluppate una nuova tecnologia lo fate in collaborazione con gli atleti?
    AZ: Sì. Di solito andiamo dove si allenano o gareggiano, parliamo con gli allenatori e lo staff per capire come possiamo esserci utili a vicenda. Devono avere la massima fiducia nella nostra tecnologia, per questo li coinvolgiamo sempre nell’intero processo. Normalmente cominciano a provare i nostri sistemi un paio di anni prima dei Giochi, in modo che possano farci avere per tempo le loro impressioni e suggerirci eventuali miglioramenti.

    GdO: Quali sono le competenze che deve mettere nel suo lavoro come Ceo?
    AZ: Io ho una formazione economica e di marketing, non sono un ingegnere. Penso non ci siano differenze tra guidare Swiss Timing e guidare un’altra azienda. Devi sapere apprezzare le persone, capire come farle crescere come professionisti e umanamente, coinvolgere gli elementi migliori e farli lavorare al meglio come squadra. Il lavoro di squadra per me è il centro di tutto.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 24/06/24

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 24/06/24

    Torna l’appuntamento con le più recenti novità da polso – latest, appunto -, presentate ufficialmente dai vari marchi negli ultimi quindici giorni. Per tenervi informati nel caso non riusciate a guardare quotidianamente i social media dell’orologeria. E aggiornarvi su cosa offre il mercato nelle varie fasce di prezzo. Con brevi presentazioni, come al solito, in grado di raccontarvi l’essenziale senza farvi perdere tempo. Poi, per conoscere nel dettaglio qualche modello in particolare, potete sempre andare sul relativo sito ufficiale. Le nostre Latest servono proprio a questo…

    Latest oltre 50mila euro

    RICHARD MILLE RM 65-01 Chronograph
    Il cronografo sdoppiante del Brand (di cui ci siamo già occupati qui) torna in una nuova, coloratissima versione. Anzi, due: con la cassa in Quartz Tpt (a base di silice e resine) declinata nei toni più intensi dell’azzurro cielo oppure del giallo (entrambi molto solari), ciascuna in tiratura limitata di 120 esemplari. Nulla cambia invece riguardo al movimento automatico, come sempre “di forma” e fornito di 60 ore di autonomia nonché di ruota a colonne per lo smistamento delle funzioni crono. Avremo modo di riparlarne presto. Prezzo non disponibile.

    VACHERON CONSTANTIN Traditionnelle Tourbillon Cronografo
    La Collection Excellence Platine si arricchisce con questo complicato. Il cui movimento meccanico a carica manuale, calibro 3200, concentra tourbillon, cronografo monopulsante e indicazione dell’autonomia (di 60 ore). Cassa (42,5 mm), quadrante, fibbia e perfino le impunture del cinturino sono in platino. L’orologio è naturalmente certificato dal Punzone di Ginevra ed è realizzato in un’edizione limitata di 50 esemplari, solo per estimatori. Prezzo non disponibile.

    DE BETHUNE DB Eight
    Nuovo look per il cronografo monopulsante della Casa. Che al Siar Summer Event di Mexico City si è moltiplicato in due ulteriori versioni: blu con cassa (42,4mm) in oro bianco, oppure color cioccolato con cassa in oro giallo. Immutato resta il calibro DB3000 concepito da Denis Flageollet: a carica manuale, con ruota a colonne e autonomia di 60 ore, si distingue per il grande contatore istantaneo dei minuti crono a ore 6. Che lo rende in apparenza simile a un classicissimo “solo tempo”. 98.000 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    GERALD CHARLES Maestro 9.0 Roman Tourbillon
    Prende nome dai numeri romani, ma colpisce soprattutto per il quadrante, in oro rosa martellato ovviamente a mano: un lavoro artigianale che rende ogni pezzo unico. La cassa (39 x 41 mm) in acciaio ha la tipica lunetta a gradini rivestita con un trattamento galvanico blu. Il movimento, meccanico a carica automatica, è dotato di tourbillon a un minuto e di massa oscillante da un motivo a nido d’ape disegnato illo tempore dal maestro Gérald Genta. Edizione limitata di 90 esemplari, 82.400 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    Tra 10mila e 30mila euro

    BOVET Récital 12
    Il primo esemplare della Maison fornito di bracciale, ha un’impronta sport-chic. Realizzato in due anni di sviluppo con l’idea di essere portato tutti i giorni, è interamente in titanio grado 5. La cassa (40 mm) presenta il quadrante guilloché decentrato, che rivela parte del movimento. Il calibro a carica manuale, prodotto in-house (spirale compresa), vanta un’eccezionale autonomia di 7 giorni, la cui indicazione è riportata tra le ore 12 e le ore una, mentre a ore 9 sono presenti i piccoli secondi. Curatissimi i dettagli, maniacali le finiture. 29.800 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    BELL & ROSS BR05 Artline Steel & Gold
    Il bicolore come non s’è mai visto, con l’oro rosa decorato da scanalature verticali. Coerente con l’esemplare introdotto nel 2022, il cui motivo conferiva una connotazione “artistica” alla collezione – da qui il nome. Con la cassa (40 mm) e il bracciale integrato in acciaio, e il quadrante soleil cioccolato, monta il consueto movimento automatico BR-Cal.321, su base Sellita SW300-1A, con autonomia di 54 ore. In preordine (consegna a luglio), 12.900 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    OMEGA Seamaster Aqua Terra 150M

    L’orologio passe-partout della Maison di Biel torna con il quadrante laccato nero (e privo del caratteristico motivo teak). In tre formati: con la cassa in acciaio da 41, da 38 o da 34 mm di diametro. Tutt’e tre con movimento Co-Axial Master Chronometer, a carica automatica: il calibro 8900 con 60 ore di autonomia montato nel primo, il calibro 8800 con 55 ore di autonomia negli altri due. Leggermente diverse anche le indicazioni nel modello più piccolo, ma tutti con lo stesso bracciale e lo stesso prezzo: 7.400 euro.

    OMEGA Seamaster Aqua Terra 150M
    Armand “Mondo” Duplantis, Brand ambassador dal 2020, lo scorso aprile ha superato “il muro” dei 6 metri e 24 centimetri. E oggi la Casa biennese lo festeggia con questo esemplare dedicato, ricco di dettagli personalizzati: a cominciare dai colori, che sono quelli della bandiera svedese, per passare alla lancetta dei secondi centrali che ricorda l’asta per saltare… La cassa (41 mm) è in acciaio lucido-satinato, il movimento automatico è il calibro Co-Axial Master Chronometer 8900, con 60 ore di autonomia. 7.000 euro.

    ORIS Divers Sixty-Five Calibre 400
    Il Brand racconta di averlo realizzato dopo insistente richiesta della propria community di appassionati. La celebre collezione di subacquei dall’estetica d’antan monta infatti qui per la prima volta il calibro 400 di manifattura, dotato di 5 giorni di autonomia e notevole resistenza ai campi magnetici. Interamente in acciaio, ha la cassa (38 mm) impermeabile fino a 10 bar, e il quadrante soleil in una brillante tonalità di verde. Come tutti gli esemplari con questo movimento automatico vanta una garanzia di 10 anni e una manutenzione consigliata nello stesso intervallo di tempo. 3.600 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Highlife Chronograph Automatic
    Creato per festeggiare i 25 anni dell’omonima collezione, si distingue per il bel contrasto fra il quadrante panna e i contatori verde scuro. La cassa (41 mm) è in acciaio, il movimento automatico è il calibro FC-391, prodotto dai “cugini” di La Joux-Perret con modulo per la cronografia. Il packaging include tre cinturini intercambiabili. Edizione limitata di 1.888 esemplari, 3.495 euro.

    JAGUAR Balancier
    Il genere è quello degli Open Heart, diventato ormai un “classico” dell’orologeria meccanica. La collezione, articolata in quattro referenze, vede al top (secondo noi) questa versione con quadrante verde e dettagli color oro rosa, a contrasto. Interamente realizzato in acciaio, ha la cassa extralarge (44 mm), la lunetta ottagonale fissata da 4 viti, il bracciale integrato dal design complesso, definito Snake. Il movimento automatico è un calibro Newton, sviluppato da Soprod – che come il Marchio appartiene al Gruppo Festina. 1.995 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    UNIMATIC X MR PORTER Modello Cinque ref. U5S-MP
    L’esemplare è ormai noto, ma questa versione – lanciata proprio oggi – non ha precedenti. Realizzata in collaborazione con il celebre portale di moda online, è particolare non solo per il color salvia, ma anche per la finitura mat di tutte le superfici, che la rendono super-tecnica. La cassa in acciaio (solo 36 mm di diametro) è impermeabile fino a 30 bar, il movimento automatico è il calibro Sellita Sw200-1b, il cinturino in Tpu è intercambiabile con un altro in pelle scamosciata, incluso nel packaging. Edizione limitata di 50 esemplari, 850 euro.

    PLEIN SPORT Eclipse
    Nasce come femminile ma si presta anche ai polsi maschili dei fashion addicted, grazie alle dimensioni della cassa non troppo minuscole (36 mm). E anche per l’estetica tosta, dominata dal lettering del Marchio sulla lunetta e dall’iconico “graffio” sul quadrante. Due le versioni: in acciaio bicolore oppure color oro giallo, entrambe con il bracciale personalizzato dalla testa della Tigre in 3D. Il movimento al quarzo è realizzato da Seiko. 229 euro

    SAMSUNG Galaxy Watch FE
    Per chi vuole sentirsi fit senza svenire dal prezzo, il nuovo smartwatch del produttore promette di tenervi d’occhio 24 ore su 24, pessime abitudini di sonno estive comprese. Con oltre 100 modalità di allenamento, sarà come avere un personal trainer al polso, ma senza i rimproveri per la pizza della sera prima! Disponibile in tre colori per essere abbinato all’outfit da palestra (o da divano), è l’amico perfetto per chi vuole prendersi cura di sé… o almeno fingere di farlo con stile! 199 euro. (Fabio Parri)

    CLUSE Féroce Mini
    Un accessorio moda dai colori vitaminici. Interamente in acciaio Pvd oro giallo, ha la cassa lady size (31,5 mm), il movimento al quarzo e il quadrante con pattern d’ispirazione “organica”. In due cromie: turchese come il mare o arancione come il sole al tramonto. Un piccolo bijou perfetto per l’estate. 109,95 euro.

    ALVIERO MARTINI 1a CLASSE Nizza
    Continua il tour immaginario del Fashion brand, vocato al viaggio per definizione. In questo caso la mappa su mezzo quadrante è delimitata proprio dalla Costa Azzurra, dove si trova la città presente nel nome, mentre l’altro mezzo quadrante è decorato dal lettering del Marchio. Con la cassa (30 mm) in acciaio e il movimento al quarzo, si allaccia al polso con il cinturino in pelle dall’iconica stampa Geo Map. 99 euro.

  • Omega Speedmaster Moonwatch: c’è bianco e bianco…

    Omega Speedmaster Moonwatch: c’è bianco e bianco…

    Quando il nuovo Omega Speedmaster Moonwatch con quadrante bianco è stato lanciato, ai primi di marzo, ha generato un effetto curioso in chi si è trovato a scriverne o a parlarne. Ossia, il focalizzarsi in maniera quasi maniacale ed esaustiva sul collegamento tra il colore del quadrante e quello delle tute spaziali che gli astronauti impiegano per le attività extraveicolari. Un parallelo suggerito dalla comunicazione di Omega a supporto della nuova referenza. Parallelo indubbiamente vero e significativo che ai più è parso come l’unico argomento figo su cui insistere, senza pensare a che cosa significa il bianco nella storia dello Speedmaster. Un parallelo così abusato dai media, che mi ha indotto ad aspettare un po’ prima di scrivere del cronografo.

    È vero che al cronografo è associato, dalla maggior parte dei non addetti ai lavori, il quadrante nero. Perché lo Speedmaster è nato così e così è stato consacrato il Moonwatch dall’epopea delle missioni lunari della Nasa. Ma è altrettanto vero che i quadranti bianchi hanno un posto non di secondo piano nella storia dell’orologio. Referenze che sono diventate oggetti di culto per molti appassionati, che hanno una storia alle spalle spesso non meno interessante di quella del cronografo di nero vestito. Vale la pena soffermarcisi un attimo.

    White is the new black

    Il predecessore più illustre è forse il cosiddetto Moonwatch “Albino”, lanciato da Omega in occasione dei 40 anni dello Speedmaster, nel 1997. Prodotto in soli 500 pezzi e in esclusiva per il mercato italiano, aveva un quadrante bianco sporco, quasi un crema, che si differenziava da quello dell’orologio attuale. 

    Una referenza che vale la pena di ricordare anche per un altro paio di dettagli. Intanto perché era dotata di un doppio vetro zaffiro, uno sul quadrante (al posto dell’esalite) e uno sul fondello. Quest’ultimo consentiva la visione del calibro 1863 introdotto per la prima volta quell’anno. Così come per la prima volta, in quel 1997, fece la comparsa sullo Speedmaster il Super-LumiNova, seconda chicca dell’“Albino”.

    La storia dello Speedmaster Moonwatch “tutto bianco” passa poi per il celebre Alaska Project, referenza ricercatissima del 2008 la cui storia parte però quasi quarant’anni prima. Dai prototipi sviluppati per la Nasa a fine anni ’60, con quadranti color argento/bianco. La funzione del colore non era estetica ma pratica: riflettere meglio la luce solare e il calore, particolarmente aggressivi al di fuori dell’atmosfera terrestre. 

    Caratteristiche di quel modello erano le due lancette del cronografo a forma di capsula spaziale. Anche in questo caso, non per bellezza ma per praticità: puntavano verso le tracce dei minuti e delle ore ed erano meglio leggibili in condizioni difficili, a causa delle vibrazioni a bordo delle navicelle spaziali. La loro forma avrebbe caratterizzato i modelli successivi degli anni ’70, arrivando fino alla referenza del 2008 (e al Moonswatch Misson To Mars).

    L’ultimo Speedmaster Moonwatch tutto bianco che voglio ricordare è l’Apollo 13 Silver Snoopy Award presentato a Baselworld 2015 per celebrare i 45 anni della pericolosa missione. Un’altra edizione limitata, stavolta di 1.970 pezzi, con calibro Omega 1861, quadrante bianco con scritte e lancette nere.

    Il bello dello Speedmaster Moonwatch bianco? Il quadrante

    Lo Speedmaster Moonwatch è uscito anche con versioni panda, come una delle referenze dedicate alle Olimpiadi di Tokyo 2020, o come l’ultimo Silver Snoopy Award del 2020, con i contatori blu. Ma andrei troppo per le lunghe se ne scrivessi, per cui eccoci all’ultimo bianco della serie. Che, mi sbilancio subito, trovo davvero bello. Come sempre, cercherò di farvi capire perché il mio apprezzamento è motivato e non è solo una sensazione a pelle. 

    E per questo vi dico che la bellezza dell’orologio sta proprio nel quadrante. O meglio, nella sua laccatura. Non si tratta infatti di un bianco piatto, ma di un colore che, grazie proprio alla finitura laccata, impreziosisce l’estetica dell’orologio. L’effetto è quasi quello della porcellana Arita giapponese o dello smalto Grand Feu che tanto è apprezzato nell’alta orologeria svizzera. E il bello è, a mio avviso, che un risultato così è ottenuto con processi industriali e non “artigianali”.

    È un concetto che ho già espresso parlando del Bulova Marine Star: guai a demonizzare le lavorazioni industriali, se queste portano dei risultati di alto livello. E nel caso del quadrante di questo Speedmaster Moonwatch, il livello c’è. Specialmente perché la laccatura dà all’orologio una luminosità uniforme che ha il pregio di accentuare il design cosiddetto “step” del quadrante, smussandone e ammorbidendone contemporaneamente le finiture.

    Ricordo che il design “step” individua i diversi livelli di profondità che, sul quadrante, hanno l’anello della minuteria, la parte centrale e i contatori cronografici. Profondità differenti unite tra loro proprio dai gradini (step) del design, che in questo orologio sono smussati, morbidi e omogenei all’intera estetica dell’orologio. Una sensazione che diventa certezza se si osserva il quadrante lateralmente. Gli indici neri delle ore, applicati, spiccano in modo forte insieme alla punta rossa della lancetta dei secondi cronografici, contrastando la morbidezza dell’insieme.

    Meccanica e design

    Per strizzare ancora di più l’occhio ai collezionisti, Omega ha messo sulla lunetta tachimetrica il celebre “Dot over 90”. Detto che la lunetta nera è in alluminio anodizzato, ricordo l’importanza del dettaglio del “Dot over 90”. Indica infatti il posizionamento del puntino indicatore al di sopra del numero 90 sulla lunetta stessa e non al fianco di esso. Non è banale, perché questa posizione è tipica degli Speedmaster Moonwatch prodotti prima del 1970. Che oggi, ça va sans dire, sono le referenze di gran lunga più ricercate.

    Per il bracciale e i cinturini, Omega ha fatto le cose in grande con tre opzioni. Naturalmente è presente il classico bracciale del Moonwatch, d’ispirazione vintage, a cinque file e con le maglie incurvate, che alternano finiture lucide e satinate. Per chi preferisce sentirsi il polso più leggero, sono disponibili anche un cinturino racing in pelle nera micro-traforata con impunture bianche o uno in caucciù con trattamento antibatterico. Bello il dettaglio che lo caratterizza: la parte interna è decorata con un motivo in rilievo che riproduce la superficie lunare.

    Poco da dire sul movimento. O meglio, ci sarebbe tanto da dire, ma il calibro manuale Co-Axial Master Chronometer 3861 che lavora nella cassa è piuttosto noto. Realizzato nel 2019, dopo quattro anni di sviluppo, introduce rispetto ai predecessori alcune migliorie: come l’autonomia di 50 ore, la resistenza ai campi magnetici fino a 15.000 gauss, lo scappamento Co-Axial e la spirale del bilanciere in silicio.

    Come dice il nome, è certificato Master Chronometer e approvato dal Metas, l’ufficio di metrologia della Confederazione svizzera. Che cosa significhi questo in termini di precisione, lo potete leggere qui. Di certo, Omega sottopone ogni singolo Moonwatch a otto rigorosi test prima di fargli lasciare la Manifattura per essere supervisionato dall’Istituto elvetico di metrologia.

    Lo Speedmaster Moonwatch che parla al cuore

    Che dire quindi in più? Ah, certo. Che se volete acquistare questo orologio, lasciate perdere l’e-commerce ufficiale Omega. Al momento, per quanto ci è stato comunicato dalle nostre fonti, lo Speedmaster Moonwatch bianco è disponibile solo nelle boutique monomarca – a fronte, dicono, di una breve lista d’attesa, e con un prezzo che va da 8.700 a 9.100 euro -, mentre per la reperibilità sull’e-commerce e nei concessionari autorizzati ancora non ci sono notizie precise.

    Chiaro segnale del fatto che Omega ci ha preso, creando quella desiderabilità intorno all’oggetto che è croce e delizia per i brand. L’orologio piace, è fuori di dubbio. Piace perché ha meccanica, perché ha estetica e perché, lo abbiamo visto, ha qualcosa che va al di là delle tute spaziali. Di fronte a orologi come questo, la sostanza riesce a parlare al cuore di più e meglio di quanto non sappia fare il marketing. Pensateci.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 06/05/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 06/05/2024

    Tornano, come di consueto, le Cronache dell’orologeria. Che questa settimana si muovono tra il mondo dello spettacolo e quello dello sport, con una puntata nel circuito dell’arte. Come sempre, presentiamo le notizie in modo sintetico, per non annoiarvi. Ma per saperne di più e approfondire le diverse news, vi rimandiamo ai vari social e siti ufficiali delle diverse marche qui citate. Buona lettura!

    So chic!

    Lo scorso 27 aprile, a Los Angeles, Nicole Kidman ha ricevuto l’Afi Life Achievement Award, il premio alla carriera istituito dall’American Film Institute per quanti contribuiscono ad arricchire la cultura negli States. Ambasciatrice Omega fin dal 2005, l’attrice australiana in quell’occasione ha sfoggiato anche un orologio creato ad hoc dalla Maison di Biel: un meritatissimo De Ville Mini Trésor da 26 mm in Moonshine™ Gold. Che oltretutto si abbinava alla perfezione con l’abito Balenciaga fatto interamente di paillettes d’oro.

    Stravaganza in vetta

    Sempre a Los Angeles, Montblanc ha organizzato un megaparty per presentare la nuova campagna video dedicata ai 100 anni della penna Meisterstück (ma, tra gli accessori, ci sono anche i nuovi Iced Sea Automatic Date). Tante le celebrities presenti: Adrien Brody, Bianca Balti, Callum Turner, e ancora Rupert Friend, Jason Schwartzman, Wes Anderson… Proprio questi ultimi sono i protagonisti del divertente “corto” (diretto dallo stesso Anderson), ambientato in un’ipotetica sede della Maison sul Monte Bianco. Da vedere, qui.

    Il tempo secondo Kate

    Da una prima donna a un’altra. Kate Winslet ha fatto da madrina per il lancio del nuovo Longines Mini DolceVita con cinturino a triplo giro. Ambasciatrice d’eleganza dal 2010, l’attrice britannica è protagonista della nuova campagna, firmata dal fotografo/regista Greg Williams con un suggestivo bianco e nero. Girata in una giornata brumosa, fra casali di campagna e solitarie scogliere, mette in evidenza il suo rapporto con gli elementi naturali, il vento, il mare. «Time to think, time to just… be», recita – più intensa che mai.

    Cronache dell’orologeria… artistica

    Partner di Frieze Art Fair anche per il 2024, Breguet ha iniziato una nuova collaborazione con Jenn Ellis, curatrice artistica indipendente svizzero-colombiana. Con cui ha avviato, nell’edizione newyorkese della Fiera appena conclusa, un progetto annuale sul tema dell’evoluzione. La mostra inaugurale, intitolata An Atlas of US, ha esposto le opere dell’artista di Singapore Dawn Ng: grandi blocchi di ghiaccio composti da strati di pigmenti colorati, che nel tempo si sciolgono. E si prestano a vari livelli di lettura. Fate vobis…

    Eleganza in mare

    Dal 2 al 15 giugno prossimi, si terrà la 2a edizione della Richard Mille Cup. Organizzata sotto il guidone di quattro prestigiosi yacht club, vedrà sfidarsi fra regate e passage races (anche notturne) una dozzina di scafi d’epoca, da Falmouth a Le Havre, nel canale della Manica. Aperta a schooner e cutter costruiti tra la fine dell’Ottocento e la fine degli anni Trenta, in lizza per il trofeo in argento firmato dal gioielliere della Corona, Garrand, conta anche la presenza di celebri signore del mare come le Moonbeam III e IV dei cantieri Fife. Magnifiche…

    Grand Tour

    Nuovo friend of the Brand per Seiko Italia: Ivan Basso. Leggenda vivente del ciclismo, negli anni Duemila ha vinto due edizioni del Giro d’Italia ed è salito due volte sul podio al Tour de France. Anche se non corre più, non ha certo appeso la bici al chiodo: oggi ha una sua squadra, il Team Polti Kometa, fondata con Alberto Contador. Entrato nella nutrita community del marchio giapponese, Ivan il Terribile ha scelto di mettere al polso un Prospex Speedtimer e uno speciale Astron Gps Solar realizzato per Medici senza Frontiere. Bene!

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Speedmaster 38, il lato glamorous di Omega

    Speedmaster 38, il lato glamorous di Omega

    Non è certo la prima volta che Omega presenta lo Speedmaster in formato ridotto. Già negli anni Novanta del secolo scorso aveva prodotto lo Speedmaster Reduced, con la cassa di 39 mm di diametro. Ma non c’è bisogno di spingersi tanto indietro nel tempo. In epoca più recente ha lanciato infatti lo Speedmaster 38, di 38 mm di diametro appunto, declinato in 14 referenze. Famosa la cosiddetta versione Cappuccino: con la cassa in acciaio e oro SednaTM, quadrante argenté dai riflessi panna e contatori color tortora, coordinati alla lunetta in alluminio e al cinturino in pelle di alligatore. Tuttora in collezione, nella versione priva di diamanti, a testimoniarne il grande successo.

    A quella prima tranche uscita nel 2017, ha fatto poi seguito una seconda nel 2020, con altri 4 modelli ad ampliare la collezione. E ora i nuovi esemplari, 8 in tutto: 4 in acciaio, 2 con la cassa in oro SednaTM e altrettanti in oro MoonshineTM, le leghe sviluppate in esclusiva da Omega. Non si tratta però di una semplice estensione di linea: piuttosto di uno step ulteriore. Un’evoluzione che prende spunto da quei precedenti e li sviluppa in qualcosa di nuovo. Al di là delle differenze fisiche, quest’ultima generazione di Speedmaster 38 colpisce per il mood inedito, quel certo non so che che li rende più preziosi, eppure non femminei, inclini alla fluidità di genere, coerenti con i gusti e la sensibilità dei nostri giorni. Soprattutto, considerate anche le modalità di lancio, ad alto tasso di glamour.

    Un lancio stellare

    Prima di tutto perché a dare un volto alla nuova collezione Speedmaster 38 sono Kaia Gerber, Han So-hee e Liu Shishi – ambasciatrici della Casa alle diverse latitudini. E poi per il grande evento internazionale organizzato a Milano lo scorso 23 aprile, in concomitanza con la presentazione degli orologi. Breve parentesi: non è stata la prima volta in cui Omega ha scelto il capoluogo lombardo per battezzare una novità a livello mondiale. A settembre 2021 fu Villa Necchi Campiglio a ospitare una cena esclusiva con invitati da tutto il mondo, in occasione del lancio dello Speedmaster Chronoscope. Questa volta invece la cornice è stata il Maka Loft al quartiere Isola, dove si sono ritrovati amici del Brand, giornalisti e influencer da ogni angolo della Terra. E c’eravamo anche noi.

    A fare gli onori di casa il Ceo Raynald Aeschlimann, accompagnato da numerose celebrità internazionali. Tra cui le ambassador Naomie Harris e Alessandra Ambrosio, gli amici del Marchio Hero Fiennes-Tiffin, Alisha Boe e Jonathan Bailey, e l’attore francese Niels Schneider. Numerose anche le stelle italiane dello spettacolo e dello sport. Tra le prime, le attrici Miriam Leone, Valentina Romani, Matilda Lutz e gli attori Stefano Accorsi e Pierpaolo Spollon, oltre al cantante Marco Mengoni. Insieme a loro, gli atleti Omega: la biathleta Dorothea Wierer, i nuotatori Federica Pellegrini e Thomas Ceccon e la campionessa paralimpica Bebe Vio. Musica e glamour sono stati accompagnati da un catering di altissimo livello creato da Carlo Cracco, anch’esso friend of the Brand. Lo chef non ha mancato di presentarsi in sala per salutare le celebrities e intrattenersi con gli ospiti.

    Luce à go-go

    Del resto, il côté glam (come direbbero i francesi) dello Speedmaster 38 è evidente fin dalla prima occhiata. Rispetto alle versioni già in catalogo, infatti, gli esemplari più attuali presentano dettagli in grado di cambiare i segni distintivi della collezione stessa, senza snaturarla. Via la caratteristica doppia lunetta del passato, per esempio. Definita dalla scala tachimetrica interna circondata all’esterno da piccoli diamanti, lascia ora il posto a un singolo giro di diamanti di grandi dimensioni, che in totale raggiungono addirittura un carato e mezzo. Di elevata qualità, con il loro fuoco sprigionano bagliori iridescenti che fanno brillare ogni orologio di luce propria.

    Quindi i tipici contatori cronografici di forma ovale, ispirati a certi modelli d’antan della collezione De Ville. I contatori, a dire il vero, sono circolari, ma si trovano inscritti all’interno di un profilo ellittico. Bene. Nei nuovi Speedmaster 38, gli estremi arrotondati sono sottolineati da due parentesi di diamanti fissati da griffe e posizionati a scalare, più grandi al centro e via via più piccoli verso le estremità, fino a diventare semplici punti metallici. Non un lavoro da poco per il maestro incastonatore… Ma di sicuro di grande efficacia, visti gli effetti luminosi creati all’interno dei contatori stessi.

    Qualcosa del genere si era già visto sullo Speedmaster 38 del 2017, nella versione dal total look bianco. Lì, però, il quadrante e i totalizzatori erano in madreperla: un materiale che dava una connotazione fortemente femminile all’orologio. Adesso invece il quadrante è interamente decorato da una finitura spazzolata soleil, che si staglia come sfondo sotto la lavorazione azuré (a cerchi concentrici) dei tre contatori. E, sotto l’incidenza dei riflessi esterni, conferisce al lay-out una luminosità diffusa, emblematica degli orologi eleganti della tradizione e priva di qualsiasi prerogativa di genere. Questo indipendentemente dal colore: verde scuro o marrone cioccolato, le due cromie che caratterizzano le ultime referenze.

    La collezione Speedmaster 38 in sintesi

    Per riassumere, dunque, gli 8 esemplari della nuova linea Speedmaster 38 si distinguono per il metallo della cassa e la tonalità del quadrante. I modelli in oro Moonshine si abbinano al quadrante verde, quelli in oro Sedna al quadrante marrone, mentre quelli in acciaio esistono in entrambe le cromie. Ciascuna variante è poi disponibile sia con il cinturino in pelle di alligatore coordinato al quadrante, sia con il bracciale Nixon nello stesso metallo della cassa. Non è questa la sede per rievocare la storia del bracciale Nixon. Ci limitiamo dunque a ricordare che ne era dotato lo Speedmaster celebrativo dell’Allunaggio donato nel 1969 all’allora Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Il quale dovette però rifiutare l’orologio, nel rispetto delle norme in vigore. Ma non divaghiamo…

    La presenza del bracciale o del cinturino chiaramente influisce sui prezzi, che vanno da 19.500 a 51.900 euro. Nelle didascalie in alto riportiamo le indicazioni più precise per alcuni esemplari, ma per avere il quadro complessivo è opportuno consultare l’e-commerce ufficiale, che riporta l’intera collezione. Riguardo al movimento, infine, nulla cambia rispetto ai precedenti di qualche anno fa. Oggi come ieri gli Speedmaster 38 montano il calibro Co-Axial 3330, ovviamente di manifattura. A carica automatica, è fornito di scappamento Co-Axial e spirale in silicio, e di ruota a colonne per la gestione delle funzioni crono. Ed è dotato anche di certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Oggi come ieri, però, il movimento è nascosto dietro il fondello pieno, decorato con l’effigie dell’Ippocampo. Ovvero il logo storico della collezione, condiviso con la famiglia di Seamaster. Ma anche questa è un’altra storia…

  • Gli orologi degli Oscar 2024. Le nostre pagelle sul red carpet

    Gli orologi degli Oscar 2024. Le nostre pagelle sul red carpet

    L’ha trasmessa in diretta perfino Mamma Rai. La cerimonia della 96a edizione degli Academy Awards, andata in scena la notte scorsa (ora italiana), ha avuto addosso gli occhi del mondo intero. Non solo per i i film che avrebbero davvero ricevuto l’ambita statuetta, ma anche per il contorno di glamour che da sempre è parte della premiazione. Riflettori puntati allora sulle star che hanno solcato il tappeto rosso del Dolby Theatre, illuminate dai bagliori di mille flash. Rispettato il dress code senza troppe eccentricità, se Dio vuole, la passerella ha visto smoking sartoriali e abiti di alta moda, accessoriati comme il faut da gioielli da sogno. Ma noi, come tutti gli impallinati di micromeccanica, abbiamo zoomato invece sui polsi dei protagonisti. E qui ci concentriamo dunque sugli orologi degli Oscar 2024. Un tema che merita qualche avvertenza.

    Gli orologi degli Oscar 2024: istruzioni per l’uso

    Prima considerazione. Questa rassegna sarà soprattutto al maschile. E ci dispiace molto che le signore – o meglio le loro stylist – abbiano in gran parte snobbato il mondo delle lancette. Sembra quasi di essere rimasti al secolo scorso, quando si credeva che gli orologi fossero “cose da uomini”. Manco fossimo ancora condizionati dall’idea che guardare l’ora per le donne sia segno di maleducazione, tradisca noia o desiderio di andar via. Peccato: le poche eccezioni dimostrano che gli orologi degli Oscar possono dare grandi lezioni di stile, anche al femminile.

    Seconda considerazione: questa volta non ci siamo limitati a indicare chi-ha-indossato-cosa, ci siamo spinti oltre. E abbiamo voluto dare una pagella alle associazioni abito/orologio. Giudizi soggettivi e tutt’altro che insindacabili, ovviamente: non prendeteci troppo sul serio. Ciascuno è libero di indossare ciò che vuole, ovunque. Ma noi siamo della vecchia guardia e abbiamo un’idea ben precisa del galateo orologiero, che qui abbiamo voluto esprimere in totale libertà. Non se la prendano dunque gli insufficienti e i bocciati: il voto non riguarda l’esemplare in sé, non vuole valutare l’orologio né dal punto di vista estetico né tecnico. Giudichiamo solo l’abbinamento con il look e soprattutto il contesto. Formale, non si scappa…

    Terza considerazione: spesso le celebrities sono ambasciatori/ambasciatrici dei grandi marchi, quindi le loro scelte sono vincolate da termini contrattuali, noti solo ai diretti interessati. Non ce ne vogliano i lettori, dunque, se i volti e i nomi sono un po’ sempre gli stessi, ricorrenti sui vari red carpet: agli Oscar come ai Bafta, ai Golden Globe e in altri premi, non solo cinematografici. Ecco perché, per quanto possibile, abbiamo cercato di inserire qualche personaggio meno inflazionato…

    Quarta considerazione: la nostra pagella non può né vuole essere esaustiva di tutti gli orologi degli Oscar 2024. Siamo condizionati dallo spazio, dalla redazione scarna e dalla disponibilità fotografica: le persone qui ritratte sono tutti personaggi famosi, che hanno diritti di immagine ben precisi. Quindi, se volete inondare i nostri social con messaggi tipo “c’era anche questo”, “Tizio portava quello”… fate pure, ma sappiate che non possiamo pubblicare tutti. Ecco quindi chi-e-cosa abbiamo scelto.

    Anya Taylor-Joy in Jaeger-leCoultre. Voto: 10

    Foto Mike Coppola / Getty Images courtesy Jaeger-LeCoultre

    Voi pensatela come volete. Ma per noi l’abito a sirena di Dior H.C. – con tanto di coda e squame di strass e paillettes – era perfetto con il 101 Reine. Un autentico gioiello in oro bianco con diamanti e il microscopico calibro a carica manuale, in pendant con la parure di Tiffany & Co. Divina.

    Da’Vine Joy Randolph in Omega. Voto: 9

    La vincitrice dell’Oscar come Miglior attrice non protagonista indossava un abito Louis Vuitton con maniche di piume che celavano appena l’Omega Constellation Meteorite in acciaio. Inappuntabile l’abbinamento, però avremmo preferito un esemplare in oro bianco. Bene comunque.

    Joseph Quinn in IWC. Voto: 9

    Smoking impeccabile, con tanto di spilla d’ordinanza, ma portato con nonchalance senza papillon. Un tocco casual ribadito dall’IWC Portofino in acciaio con lancette, indici e numeri dorati, ineccepibile nella scelta cromatica del bianco e nero. Non male per uno che era lì in veste di accompagnatore…

    Colman Domingo in Omega. Voto: 9

    Le premesse non erano delle migliori: doppiopetto con bottoni gioiello, papillon prezioso, stivali texani, anelli a profusione. Invece l’insieme aveva il suo perché e la scelta dell’orologio era azzeccata. Per la cronaca, era un De Ville Prestige da 40 mm in acciaio con quadrante nero Pvd bombato.

    Cillian Murphy in Omega. Voto: 8

    Il Miglior Attore Protagonista, in smoking Versace personalizzato, aveva al polso un De Ville Prestige da 41 mm in acciaio con quadrante verde pino. Noi lo avremmo preferito bianco o nero, ma lui, che di stile ne ha da vendere, insiste sulle proprie origini irlandesi. E poi un tocco di stravaganza non guasta…

    Sterling Kelby Brown in IWC. Voto: 8

    Sarebbe meglio evitare le complicazioni sul red carpet, ma l’IWC Portuguese Regulator Tourbillon tutto sommato ci sta anche. Gli abbiamo tolto un punto, però, per il colore del cinturino: il marrone è accettabile solo se coordinato allo smoking. Da notare la preziosissima spilla Boucheron Barette in platino.

    Robert Downey Jr. in Jaeger-LeCoultre. Voto: 7

    Foto Jeff Kravitz / Getty Images courtesy Jaeger-LeCoultre

    La scelta del Reverso, di suo, sarebbe indiscutibile: l’eleganza Art Déco si sposa con tutto, anche con il completo Yves Saint Laurent. Più discutibile l’oro rosa della cassa, ma tutto sommato era in accordo con le lenti colorate. No assoluto invece al cronografo: per fortuna la cassa è ribaltabile…

    Ryan Goslin in TAG Heuer. Voto: 7

    Foto Mike Coppola / Getty Images courtesy TAG Heuer

    Bene la cassa in oro bianco di dimensioni contenute (36 mm), ma per il resto il Carrera Plasma Diamant d’Avangarde non sarebbe proprio l’ideale per la soirée. Però i diamanti di laboratorio che lo rendono unico non solo si abbinavano al completo Gucci: erano perfetti con l’abito fucsia del live I’m just Ken. Promosso!

    Bradley Cooper in Louis Vuitton. Voto: 6

    Vestito Vuitton da capo a piedi, ma senza cravatta, sotto la giacca doppiopetto aveva un Tambour: un solo tempo come piace a noi, ma con qualche riserva. Passi la secondiera al 6, passi la successione di minuteria e giro delle ore, ma il quadrante marrone e il total look oro rosa proprio non riusciamo a farceli piacere.

    Matthew McConaughey in Jacob & Co. Voto: 6

    Sia chiaro: Jean Bugatti è un Signor Orologio, dalla meccanica sopraffina. Ma in questa situazione anche no. A parte la cassa in oro rosa di grandi dimensioni, con quel doppio tourbillon è troppo vistoso. Gli diamo la sufficienza perché l’affissione anomala non lo identifica subito come cronografo…

    Cord Jefferson in Omega. Voto: 5

    Per la Maison di Biel è l’orologio del momento. Ed è giusto trovarlo al polso del premiato per la Miglior sceneggiatura non originale. Ma il nuovo Speedmaster Moonwatch con quadrante bianco qui è fuori contesto. Troppo sportivo, con i contatori in bella mostra e il bracciale in acciaio. Non siamo su un circuito automobilistico…

    Simu Liu in Jacob & Co. Voto: 5

    Il blu dominante potrebbe anche andar bene, se indossato con uno smoking in tinta. Meno bene l’oro rosa della cassa e soprattutto delle decorazioni sul quadrante. Fra il doppio fuso orario, la rosa dei venti e soprattutto la raffigurazione dei continenti, The World is Yours Dual Time Zone è francamente eccessivo.

  • Polsi a colori, 7 orologi per la primavera

    Polsi a colori, 7 orologi per la primavera

    La tendenza è in atto già da tempo, ma non accenna ad arretrare. Anzi, con l’arrivo della bella stagione sembra ritrovare nuova verve, diffondersi sempre più. Ci riferiamo ai quadranti colorati, dilagante mania in tutti i segmenti di mercato, forse per attirare il pubblico più giovane o forse per svecchiare un po’ quello più tradizionalista. Sta di fatto che nelle ultime stagioni è tutto un susseguirsi di sperimentazioni cromatiche, con i marchi che sembrano fare a gara nella ricerca di sfumature insolite, rare, perfino azzardate. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: gli orologi si vestono con una tavolozza di turchesi, di verdi, di gialli, impensabile in passato. Ormai i polsi a colori sono una realtà impossibile da ignorare.

    Notevole, oltretutto, è la scelta cromatica che ci viene offerta per ogni singolo esemplare. Un esempio? Il Club Campus di Nomos Glashütte: già in produzione in parecchie cromie, ora ne acquista altre due, Endless Blue e Nonstop Red. Già, perché alle audaci tonalità in catalogo la Marca associa nomi accattivanti: Absolute Grey, Deep Pink, Blue Purple, Cream Coral, Electric Green, Future Orange… Ma non è certo l’unico caso nel panorama orologiero internazionale, è solo il più recente. Basti pensare alle collezioni uscite negli ultimi anni – dagli Omega Aqua Terra Shades ai Citizen Tsuyosa, tanto per ricordarne un paio – per farsi un’idea di quante possibilità abbiamo a disposizione. I polsi a colori sono davvero alla portata di tutti.

    “Colori a primavera? Avanguardia pura”, potrebbe obiettare qualcuno con la citazione ironica di Miranda Presley nel Diavolo veste Prada, adattata alla situazione. Allora, per divertirci un po’, possiamo cercare di riconoscere ciascuna sfumatura nel modo più esatto possibile: con un attributo particolare, un rimando pratico, un precedente nobile… Una ben precisa gradazione di rosso, per intenderci, potrebbe essere di volta in volta un “rosso pompeiano”, un “rosso Ferrari”, un “rosso veneziano”, un “rosso Valentino”… Un blu, invece, un “Blue Klein”, un “blu di Prussia”, un “blu Savoia”, un “blu oltremare”, ceruleo, zaffiro e così via. Perché? Ma per giocare con la nostra cultura, ovvio. E per evitare alla lunga di annoiarci. Anche se i polsi a colori, alla fine, difficilmente potrebbero stancare.

    7 orologi per polsi a colori

    Presentiamo qui di seguito alcuni esemplari a tema, fra le ultime uscite sul mercato e qualche “classico” da riscoprire, senza alcuna pretesa di voler essere esaustivi con quanto si può trovare sul mercato. Di ogni modello inseriamo solo un’immagine, ma in fondo alla didascalia elenchiamo i colori disponibili. Per saperne di più, e avere un quadro completo delle declinazioni cromatiche di ciascuno, vi rimandiamo al sito ufficiale del relativo produttore.

    CITIZEN Tsuyosa
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di fabbricazione giapponese, con datario. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, bracciale in acciaio. Esiste anche con quadrante verde, azzurro o in altri colori “classici”. 299 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Campus 38 nonstop red
    Cassa (38,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Alfa di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante mat, lancette, numeri e indici applicati (e profilati di azzurro) luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello personalizzabile, cinturino in Alcantara. 1.400 euro.

    CUERVO Y SOBRINOS Historiador Asturias
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYS 5124 (base La Joux-Perret G100) con autonomia di 68 ore e datario. Quadrante soleil, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle Cordoba. Esiste anche rosso, verde e grigio. 2.200 euro.

    GIULIANO MAZZUOLI Manometro Acquamarina
    Cassa cilindrica (45 mm) in acciaio, impemeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta 2824/2. Quadrante soleil, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello chiuso, cinturino in cuoio toscano. Esiste anche con quadrante verde muschio, biondo scuro, blu madreperla o rosa madreperla. 3.600 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual 36
    Cassa (36 mm) in acciaio Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante mat, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello chiuso, bracciale in acciaio. Esiste anche blu, verde, turchese e argenté. 6.350 euro.

    OMEGA Aqua Terra Shades Saffron
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial Master Chronometer 8800 di manifattura, con autonomia di 55 ore e datario. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. Esiste anche rosso, blu, verde o sabbia. 7.400 euro.

    CARTIER Tank Louis Cartier
    Cassa (25,56 x 33,7 mm x 6,6 mm di spessore) in oro giallo. Movimento meccanico a carica manuale, calibro MC 1917, di manifattura e di forma. Quadrante laccato, corona ornata da uno zaffiro blu cabochon, vetro zaffiro, fondello chiuso, cinturino in pelle di alligatore. Esiste anche bordeaux. 14.300 euro.

  • Il Calendario Annuale in 6 esemplari. Più uno

    Il Calendario Annuale in 6 esemplari. Più uno

    “Anno bisesto, anno funesto”, recita un vecchio detto popolare. E il 2024 è proprio un anno bisestile, cioè ha febbraio composto da 29 giorni, anziché 28 come di consueto. Ed è proprio perché ci stiamo avvicinando alla fine del mese più corto che abbiamo deciso di dedicare la seguente Vetrina al Calendario Annuale. Il complicato che ogni anno, in questo periodo, catalizza le attenzioni di chi ha la fortuna di possederlo, in quanto richiede l’aggiornamento del datario. Unico intervento di regolazione manuale in 365 giorni, semplice ma necessario.

    Non ce l’aspettavamo: ma la nostra ricerca di quanto offre il mercato, ahinoi, è stata più ardua del previsto. I marchi che realizzano il Calendario Annuale si contano sulle dita di una mano. Un vero peccato, secondo noi. Oltre a raccontarvi cosa potreste comprarvi, allora, questa pagina vuole essere un invito rivolto alle case di orologeria di riconsiderare la produzione del calendario annuale. Una complicazione tecnicamente interessante, per i puristi della meccanica. E, per tutti, più pratica di un calendario completo e meno costosa di un calendario perpetuo – che invece ai nostri giorni sono molto diffusi nei cataloghi delle marche.

    Cos’è il calendario annuale

    Il Calendario annuale è stato presentato nel 1996 come brevetto esclusivo di Patek Philippe. Ed è uno strumento in grado di indicare il giorno della settimana, il mese e la data, e di riconoscere automaticamente le lunghezze variabili dei mesi di 30 e 31 giorni. In un orologio con calendario annuale – a patto che rimanga sempre in funzione, s’intende – la data richiede una correzione manuale una sola volta all’anno, al passaggio dalla fine di febbraio al 1° marzo. Negli anni non bisestili la si deve far avanzare di 3 giorni, di 2 in quelli bisestili.

    Come dichiara la stessa Manifattura ginevrina: “Questo sistema ingegnoso cela una tecnica estremamente sofisticata. Anziché affidarsi ai sistemi a bascula utilizzati nei calendari perpetui, gli ingegneri di Patek Philippe hanno interamente ripensato l’architettura del movimento, che funziona principalmente mediante ruote e pignoni. Risultato: il calibro 324 S QA LU 24H è la somma di 347 componenti, mentre sono circa 280 quelli che compongono un calendario perpetuo tradizionale con fasi lunari”.

    Qualche considerazione

    La paternità della complicazione spiega anche perché, fra tutte le marche che abbiamo passato in rassegna per comporre la nostra rubrica, Patek Philippe sia l’unica a offrire un’ampia scelta di modelli con Calendario Annuale, rinnovata di continuo con un periodico turn-over e sempre nuovi lanci. La Maison oggi ha infatti in produzione ben 17 referenze a tema, compresi gli ultimi esemplari lanciati lo scorso anno: la nuova versione del Calendario Annuale Ref. 5905R e l’inedito Aquanaut 5261R. Fra i tanti, abbiamo scelto il Nautilus 5726A per una questione di prezzo, consapevoli che si tratta di un investimento notevole.

    Del resto abbiamo usato lo stesso criterio – che potremmo definire best prize – anche nella selezione degli orologi elencati qui sotto. Vi rimandiamo ai relativi siti ufficiali per prendere visione delle alternative esistenti. Abbiamo escluso ovviamente quei modelli prodotti in passato, soprattutto all’inizio del nuovo Millennio, ma non più in collezione. Certo, alcuni erano notevoli e potreste ritrovarli sul mercato dell’usato – pardon, del secondo polso, come si dice oggi. Ma noi preferiamo riferirci sempre al “primo polso”, per deformazione professionale…

    Dalla nostra scelta abbiamo scartato anche gli esemplari pluricomplicati, per i quali il calendario annuale è solo una funzione aggiuntiva ad altre principali. Che comunque, di per sé, non sono numerosi: tipo il Torpilleur Annual Chronograph di Ulysse Nardin, lo Sky-Dweller di Rolex o l’Heritage Bicompax Annual di Carl Bucherer, per fare qualche nome. Abbiamo privilegiato cioè modelli con calendario annuale puro e semplice, senza ulteriori complicazioni se non le fasi lunari naturalmente collegate. Si tratta perlopiù di pezzi alto di gamma, rivolti a un’élite ristretta, ma siamo comunque riusciti a individuarne anche un paio dai prezzi più accessibili. Eccoli, dunque, in ordine di prezzo.

    6 (+1) modelli di calendario annuale

    LAURENT FERRIER Ecole Annual Calendar Slate Grey Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro LF126.01 di manifattura, con 80 ore di autonomia, indicazione della giorno della settimana e della data a finestrella, del datario con lancetta centrale, piccoli secondi. Quadrante spazzolato, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 52.500 franchi svizzeri + tasse.

    PATEK PHILIPPE Nautilus 5726A Calendario Annuale Fasi di Luna Cassa (40,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S QA LU 24H/303 di manifattura, con rotore in oro, indicazione della data, del giorno della settimana e del mese a finestrella, delle fasi di Luna coassiale alle 24 ore. Quadrante in dégradé con righe orizzontali a rilievo, lancette e indici applicati in oro, luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 51.440 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Calendario Annuale Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF339 di manifattura, con 50 ore di autonomia, indicazione del giorno della settimana e del mese a lancetta, indicazione retrograda del datario, doppie fasi di Luna. Quadrante guilloché grain d’orge, lancette scheletrate e indici applicati, lunetta zigrinata in platino, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in acciaio. 40mila euro.

    GLASHÜTTE ORIGINAL PanoMatic Calendar
    Cassa (42 mm) in oro rosso. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 92-09 di manifattura, con spirale in silicio, 100 ore di autonomia, indicazione retrograda del mese, grande datario, fasi ed età della Luna, piccoli secondi. Quadrante opalino argenté con contatori azuré, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle scamosciata di alligatore della Louisiana. 31mila euro (con fibbia ad ardiglione).

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Bathyscaphe Quantième Annuel Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6054.P di manifattura, con spirale in silicio, 3 giorni di autonomia, indicazione del giorno della settimana, della data e del mese a finestrella. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in tela vela. 28.650 euro.

    OMEGA Constellation Globemaster
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial Master Chronometer Annual Calendar 8922 di manifattura, con spirale in silicio, 55 ore di autonomia, indicazione del mese a lancetta, datario a finestrella; certificato Master Chronometer. Quadrante “Pie Pan”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 10.300 euro.

    LONGINES Master Collection
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L897 realizzato in esclusiva da Eta, con 3 giorni di autonomia, indicazione dei mesi e della data a finestrella, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. 2.850 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/02/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/02/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria, con la consueta selezione di notizie di varia origine e tematica. Immancabile, ancora una volta, la dose settimanale di gossip, con il “chi ha indossato cosa” sul tappeto rosso dei Bafta. Transeat. Del resto fra sponsorizzazioni presentate in anteprima, collaborazioni continuative e nuove aperture, l’orologeria non sembra proprio volersi fermare mai. Buona lettura.

    Edizioni de luxe

    Due nuovi titoli a tema motorsport per Cercle d’Art, la prestigiosa casa editrice di libri d’arte che fa capo a Richard Mille. Il primo è una lussuosa edizione limitata del libro del centenario della 24 Ore di Le Mans. Il secondo, Car Racing 1970, è il sesto volume (quello conclusivo) della collana che racconta le corse automobilistiche degli anni 1965/1970, attraverso le immagini di DPPI (Diffusion Presse Photo International), la più antica agenzia fotografica specializzata in automobilismo. Due vere chicche, non solo per bibliofili.

    Al polso di…

    Foto Kate Green/Bafta/Getty Images for Bafta courtesy Omega

    Ieri sera, alla Royal Festival Hall di Londra, si è svolta la 77a edizione dei British Academy Film Awards. Un’altra vetrina per Omega, che ha fatto sfilare i propri ambassador con relativi orologi. A cominciare da Cillyan Murphy, protagonista del pluripremiato Oppenheimer (nella foto), che indossava un De Ville Prestige. Per passare al regista Cord Jefferson, che portava un De Ville Trésor, e Barry Keoghan con un Seamaster Aqua Terra, fino a Colman Domingo, Enzo Vogrincic e David Jonsson con altri tre (diversi) De Ville Prestige. Chic q.b.

    Bios vs Tanathos

    La storica partnership fra Hublot e i Depeche Mode è sfociata in un nuovo esemplare: lo Spirit of Big Bang Depeche Mode, appunto. Non l’ennesimo, banale orologio con il teschio: il cranio spettrale qui è in linea con l’ultimo album (nonché prossimo tour) della Band, Memento Mori. Spicca infatti davanti a una clessidra con tanto di mini-sfere che rotolano a ogni gesto del polso, a rappresentare il trascorrere del tempo. In più i 100 pezzi della serie limitata raccolgono fondi per l’organizzazione Conservation Collective. Bene così…

    Verso la design week

    Anche quest’anno Panerai sarà di nuovo Official timekeeper del Salone del Mobile. L’annuncio è stato dato alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, che dal 16 al 21 aprile prossimi trasformerà Milano nella capitale internazionale del design. Due gli spazi Panerai dedicati all’animazione: il pop-up store a Rho Fiera Milano (nella foto), progettato “in casa”, e Casa Panerai inaugurata di recente in via Montenapoleone. Per l’occasione avverrà anche il lancio di un nuovo orologio, in esclusiva per un mese sul mercato italiano. Ne riparleremo.

    Ars gratia artis

    Altra conferma nel mondo delle manifestazioni extra-settore è la rinnovata partnership tra Swatch e La Biennale di Venezia. Alla 60a Esposizione internazionale d’arte, intitolata Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere e curata da Adriano Pedrosa (20 aprile/24 novembre), il Marchio svizzero porterà quindi all’Arsenale – nella rassegna Swatch Faces 2024 – le opere di cinque talenti dello Swatch Art Piece Hotel, mentre ai Giardini ospiterà un celebre artista asiatico. Per chi ama l’arte contemporanea, un evento imperdibile.

    Shopping newyorkese

    Grand Seiko ha aperto un nuovo flagship store a New York, al 540 di Madison Avenue, all’angolo con la 55a Strada. Con i suoi 580 metri quadri organizzati su due piani, è la più grande boutique del Marchio a livello globale. Gli spazi ariosi, arredati con un design minimale, mirano a restituire l’atmosfera e la cultura giapponesi, fra superfici bianche brillanti e legno chiaro, ispirato alla tradizionale lavorazione chiamata kumiko. E promettono ai fan del marchio un’esperienza d’acquisto memorabile, in un mercato sempre più importante…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Curioso… Di recente, mentre qui in redazione stavamo navigando in un noto forum di orologeria, ci siamo imbattuti in un thread che trattava del bracciale integrato. Nel quale il moderatore si lamentava della carenza di modelli così fatti – sostanzialmente perché costosi e “non di moda” –, ad eccezione degli esemplari storici che ne sono da sempre corredati. La cosa ci ha fatto sorridere. Sono trascorsi dieci anni – non pochi, è vero – ma la situazione ai nostri giorni appare completamente ribaltata. Perché il bracciale integrato non solo si ritrova in tantissime collezioni recenti, ma è presente in tutti i segmenti di mercato. Cioè è diventato ormai a una tendenza diffusa e trasversale, all’insegna di quel gusto neo-rétro che va per la maggiore.

    Cos’è il bracciale integrato

    Per bracciale integrato si intende, in poche parole e a fini divulgativi, un bracciale che non si aggancia come di consueto alle tradizionali anse, separate e ben distinte dal corpo della cassa, ma risulta un tutt’uno con la carrure. La costruzione particolare presenta appunto una perfetta integrazione delle maglie d’attacco nello spessore della cassa, così da offrire, sia dal punto di vista visivo sia al tatto, una totale continuità fra i diversi componenti dell’habillage.

    Due precisazioni. La prima potrà sembrare inutile ai lettori più esperti, ma è sempre meglio ribadirla, viste le sciocchezze che circolano in Rete. Si definisce “bracciale” l’elemento in metallo (o in ceramica o in qualsiasi altro materiale rigido) che permette di indossare l’orologio al polso. Se invece è in pelle, in tessuto, in gomma o quant’altro si chiama “cinturino”. La seconda: qui ci riferiamo al bracciale integrato inteso in senso esclusivamente orologiero. Tralasciamo invece quell’architettura tipica della gioielleria in cui è la cassa a essere integrata all’interno del bracciale. Ne parleremo magari in un’altra occasione.

    Ieri e oggi

    Il bracciale integrato di nostro interesse nasce negli anni Settanta, una stagione fertile per le innovazioni orologiere tanto tecnologiche quanto estetiche. Rappresenta un simbolo di modernità del design e si afferma con esemplari oggi di culto come il Nautilus di Patek Philippe, il Royal Oak di Audemars Piguet, l’Ingenieur di IWC – tutti scaturiti dalla matita di Gérald Genta. Ma anche il 222 di Vacheron Constantin, il Laureato di Girard-Perregaux, il Riviera di Baume&Mercier o certi Constellation di Omega (tipo l’Electroquartz prima e il Manhattan un paio di decenni dopo). E poi il Polo di Piaget, rieditato di recente in un’edizione fedele all’originale, recensita qui.

    Sta di fatto che sono soprattutto manifatture di un certo tipo a produrlo. Perché richiede un lungo e attento studio in fase di progettazione, numerosi prototipi per vagliarne l’assetto e una cura particolare nell’assemblaggio. Insomma, risulta più problematico di un bracciale “normale”. Il che era vero soprattutto in passato, quando non esistevano i programmi CAD… Certo la moderna tecnologia aiuta: sia a trovare soluzioni per rendere il bracciale intercambiabile (cosa impossibile negli esemplari d’epoca), sia a ridurre i costi. Ed è il motivo per cui attualmente si trovano in vendita orologi con il bracciale rastremato anche a poche centinaia di euro. Vedere sotto per credere.

    Anche la vestibilità sembra più problematica. O meglio, la struttura stessa è al contempo uno svantaggio e un vantaggio: tutto dipende dal rapporto fra il diametro della cassa e quello del polso. Lo svantaggio sta nel fatto che il bracciale integrato non ha grandi capacità di adattamento, soprattutto quando non c’è proporzione fra ciò che si desidera e ciò che si può realmente indossare. Al contrario, però, se il lug-to-lug corrisponde al diametro del polso, l’orologio ha una vestibilità perfetta, ben salda, estremamente equilibrata. E regala sensazioni di vero piacere.

    La nostra selezione

    Ecco allora una serie di esemplari a tema, suddivisi per fasce di prezzo e senza nessuna ambizione di volervi offrire una panoramica completa ed esaustiva. Quelli che trovate qui sono solo una minima parte degli orologi con bracciale integrato attualmente in vendita. Ci sono i mostri sacri dell’orologeria, così famosi da non aver bisogno di presentazioni, ma anche creazioni lanciate da poco, magari meno note ai più. Così come sono rappresentate le maison più rinomate, i nomi dell’orologeria industriale ma anche marchi artigianali e indipendenti. Il mondo è bello perché è vario, e al bracciale rastremato non resiste nessuno.

    Ancora, abbiamo accostato versioni da uomo, da donna – là dove esiste ancora la differenza – o privi di connotazione di genere. Per questioni di uniformità estetica poi abbiamo volutamente scelto metalli “freddi”, ma esistono naturalmente anche bracciali integrati nei colori più caldi dell’oro o perfino in ceramica colorata. E, per lo stesso motivo, ci siamo concentrati soprattutto sui “solo tempo”, consapevoli comunque che molti modelli da noi prescelti appartengono a collezioni ricche di complicazioni. Proprio per presentarvi un’ampia gamma di prezzi, non abbiamo badato neppure al tipo di movimento: qui sotto quindi troverete anche qualche esemplare al quarzo. Va bene comunque.

    Sopra i 20mila euro

    LAURENT FERRIER Sport Auto Blue
    In titanio grado 5. Cassa di 41,5 mm e quadrante sfumato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LF270.01 di manifattura, con micro-rotore decentrato, 3 giorni di autonomia, piccoli secondi e datario. 48mila franchi svizzeri, tasse escluse.

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ladies Automatic 7118/1A
    In acciaio. Cassa di 35,2 mm e quadrante opalescente, con onde a rilievo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S C di manifattura, con secondi centrali e datario. 32.430 euro.

    H.MOSER & CIE Streamliner Small Seconds Blue Enamel
    In acciaio. Cassa di 39 mm e quadrante in smalto Grand Feu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 500, con micro-rotore decentrato, 74 ore di autonomia e piccoli secondi. 29.900 franchi svizzeri. Per approfondire, leggi qui.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante argenté soleil. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5100 di manifattura, con secondi centrali e datario. Certificato dal Punzone di Ginevra. Il packaging include due cinturini, intercambiabili. 27.800 euro.

    Dai 10 ai 20mila euro

    LOUIS VUITTON Tambour
    In acciaio. Cassa di 40 mm e quadrante multilivello, spazzolato al centro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato e piccoli secondi; con certificato ufficiale di cronometro (Geneva Observatory). 19.500 euro.

    CHOPARD Alpine Eagle
    In Lucent Steel. Cassa di 41 mm e quadrante con finitura ispirata all’iride delle aquile. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 01.01-C, con 70 ore di autonomia, secondi centrali e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 17.400 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Copper
    In acciaio. Cassa di 38 mm e quadrante a Clou de Paris. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GP03300 di manifattura, con secondi centrali e datario. 15.700 euro

    IWC Ingenieur Automatic 40
    In acciaio. Cassa di 40 mm con cassa interna in ferro dolce e quadrante a Tapisserie. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111 realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, secondi centrali e datario. 13mila euro.

    OMEGA Constellation Meteorite
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante in meteorite Pvd blu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8900 Co-Axial Master Chronometer di manifattura, con secondi centrali e datario; resistente ai campi magnetici, certificato cronometro dal Metas. 10.500 euro. Ne riparleremo…

    Dai 10mila ai 1.000 euro

    BELL & ROSS BR 05 Black Steel
    In acciaio. Cassa 40 mm e quadrante opaco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR321, con secondi al centro e datario. 5.300 euro.

    PERRELET Turbine 41 Titanium
    In titanio grado 2. Cassa di 41 mm e quadrante con turbina girevole. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P331-MH di manifattura, con secondi centrali; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc e Chronofiable). 4.850 euro.

    Sotto i 1000 euro

    TISSOT PRX Powermatic 80
    In acciaio. Cassa di 40 oppure di 35 mm e quadrante stampato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Powermatic 80 realizzato in esclusiva, con 80 ore di autonomia, secondi centrali e datario. 775 euro.

    LOCMAN Stealth Titanium
    In titanio. Cassa di 42 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo con secondi centrali e datario. 759 euro.

    D1 MILANO Ultra Thin Zephyr Silver
    In acciaio. Cassa di 30 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo. 335 euro.

    TIMEX Q Timex Reissue
    In acciaio. Cassa di 38 mm con lunetta girevole. Movimento al quarzo con funzione day-date. 179 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 13/02/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 13/02/2024

    Ed eccoci di nuovo con le Cronache dell’orologeria. Che riuniscono come al solito le notizie della settimana appena trascorsa, in cui lo spazio si divide fra l’immancabile gossip del Festival di Sanremo (ma non solo) e una nuova, prestigiosissima boutique, ma anche quelle recuperate dalla settimana precedente – come vi avevamo promesso -, improntate soprattutto su temi sportivi. Perché la stagione della Formula 1 si avvicina e le marche orologiere fanno a gara per piazzarsi in pole position. Ne riparleremo…

    Scrigno d’arte

    Il 9 febbraio, a New York, Chanel ha inaugurato un nuovo flagship store sulla Fifth Avenue, il primo negli Stati Uniti dedicato a orologi e gioielli. Dove l’architetto Peter Marino ha dato il meglio di sé per trasformare i due piani all’interno del Crown Building (1921) in puro stile Chanel. Tra il granito nero e il bronzo dorato, arredi antichi e decori Goossens eco di rue Cambon, si trovano anche opere d’arte contemporanea. Numerose le celebrities accorse all’evento: tipo Katie Holmes, Michelle Williams, Kerry Washington…

    The place to be

    Si sa: Sanremo è ormai una vetrina imprescindibile anche per le case di orologeria, che si contendono i polsi di cantanti, conduttori, ospiti. Ecco allora gli Omega Moonwatch di Marco Mengoni (in due versioni; i gioielli invece erano Tiffany & Co.), il Santos de Cartier di Mahmood, il Royal Oak di Lazza, gli Swatch What if su Dargen D’amico… E ci sta, con i numeri di telespettatori raggiunti ogni anno. Ma ci sono stati anche i testimonial “spontanei”: vedi Russell Crowe con il suo Nautilus. Rosicate, gente, rosicate…

    Brividi sul ghiaccio

    Dopo Sanremo, un altro evento ricorrente (sportivo, stavolta) ha visto di nuovo impegnata Omega: la Celebrity Bob Run, la storica gara di bob a squadre che si tiene a St. Moritz, simbolo della tradizione di cronometraggio della Maison in questa disciplina. All’edizione 2024 hanno partecipato Kaia Gerber, Diplo, Shay Mitchell, Noah Beck, Ashley Graham, Jess Glynne, O’Shea Jackson Jr., Gavin Casalegno e Arcángel, che pare si siano divertiti un mondo. Come, certi nomi non vi dicono niente? A voi il compito di scoprire chi sono.

    Intanto, ai Grammy

    Ci risiamo. Dopo Rihanna, anche Taylor Swift s’è messa l’orologio al collo. Lo si è visto ai 66th Grammy Awards, dove la cantante è stata premiata per la quarta volta. L’semplare in questione era un Concord vintage, incastonato dalla jewel designer Lorraine Schwartz in un chocker di diamanti neri e mischiato ad altre collane di diamanti. Con le lancette ferme sulle 12, era un chiaro riferimento al titolo del suo album Midnights. Del resto, se anche fose stato funzionante, Swifty avrebbe potuto vedere l’ora solo con uno specchio… Bah!

    Cronache dell’orologeria… in F1

    In vista del Mondiale

    Tudor vanta una lunga storia nei motorsport: negli anni ’60 sponsorizzava un team di endurance e, nel tempo, ha sempre avuto un legame speciale con Porsche. Ora invece torna in pista come partner del Visa Cash App Formula One Team, la scuderia Racing Bulls che sostituisce AlphaTauri. Tant’è che ne ha già personalizzato le VCARB 01, svelate qualche giorno fa. Ma, durante la presentazione delle monoposto e dei piloti, al polso di Ricciardo è apparso un inedito Black Bay con quadrante blu. Sarà questo il nuovo orologio ufficiale?

    Sinergie strategiche 1

    Da sinistra. Lawrence Stroll e Patrick Pruniaux.

    Ancora a proposito di motorsport, Girard-Perregaux e Aston Martin hanno rinnovato la partnership. Tre anni e cinque orologi dopo aver siglato il primo accordo, Patrick Pruniaux (Ceo della Manifattura elvetica) e Lawrence Stroll (Presidente esecutivo della Casa britannica) hanno dato il via a un nuovo ciclo di collaborazione creativa, basata su una concezione condivisa del lusso (quello vero), oltre che un’amicizia ormai collaudata. A noi era piaciuto molto il Neo Bridges Aston Martin Edition: a quando la prossima macchina da polso?

    Sinergie strategiche 2

    Da sinistra. David Gendry, Vicepresidente di BWT Alpine F1 Team, e Edouard Meylan, Ceo di H.Moser & Cie.

    Sempre in tema di quattro ruote, è stata annunciata anche la partnership fra H. Moser & Cie. e Alpine Motorsports. La Marca elvetica sarà così coinvolta a 360° in tutte le attività della Casa francese: dal BWT Alpine F1 Team, all’Alpine Endurance Team, dall’Alpine Academy fino al Rac(H)er… E già si parla di un programma di scambi tra il Centro tecnologico di Enstone e la Manifattura di Neuhausen-am-Rheinfall. Siamo curiosi di vedere quali orologi scaturiranno da questa alleanza: ci aspettiamo grandi cose…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/02/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/02/2024

    Spazio alle Cronache dell’orologeria di questa settimana. Per le quali abbiamo dovuto fare una spietata selezione, tante erano le notizie arrivate in redazione nei giorni scorsi. Ma – tranquilli… – non vi perderete nulla: ne recupereremo molte nelle Cronache dell’orologeria della prossima settimana. Intanto godiamoci questo ricco panorama di novità e anteprime che si destreggia fra manifestazioni artistiche, aste charity, eventi di vario tipo. Perché l’orologeria ormai si muove in modo mirato, stratificato, nel piccolo come nel grande, a livello locale, nazionale o internazionale. A noi spetta la scelta della dimensione, sulla base dei nostri interessi e della possibilità di viaggiare. Buona lettura.

    I🧡Street Art

    Per la terza volta, Wyler Vetta celebra l’anno appena trascorso collaborando con un artista: in questo caso John Matos, aka Crash. Nato e cresciuto nel Bronx, il rinomato graffitista, uno dei padri della Aerosol Revolution (la Rivoluzione delle bombolette spray), ha creato così per il Marchio del Gruppo Binda un “murales su canvas” ispirato al Dynawind Esercito. L’esemplare più rappresentativo del Brand per il 2023 rivive così in un’interpretazione unica, dall’energia dirompente e dai colori vividi. La stampa è riprodotta solo in 100 esemplari.

    Sotto il martelletto

    Dal 12 al 24 febbraio, per conto di Omega, Sotheby’s disperderà un set di 11 valigie, ciascuna contenente gli 11 Omega x Swatch “Mission to Moonshine Gold”. L’asta si terrà online e sarà preceduta da un tour che esporrà le valigie nelle boutique Omega delle principal capitali internazionali e farà tappa anche a Milano. L’iniziativa ha un fine benefico: i proventi andranno interamente a favore di Orbis International, associazione non governativa impegnata contro la cecità e l’ipovisione, di cui Omega è partner dal 2011.

    Ciaone all’elettronica

    Fossil Group ha annunciato il suo addio al mondo degli smartwatch. Il colosso texano ha deciso di tornare alle radici, rivolgendo attenzioni e risorse sui prodotti che gli hanno dato fama mondiale: orologi tradizionali, gioielli fashion e articoli di pelletteria. Su, non fate quella faccia, amanti degli smartwatch! Fossil ha assicurato che continuerà a supportare gli esemplari venduti ancora per qualche anno a venire. La domanda piuttosto è un’altra: chi ne raccoglierà il testimone nel segmento degli accessori moda? Fabio Parri

    Lusso in Qatar

    Da oggi e fino all’11 febbraio, si tiene la Doha Jewellery and Watches Exhibition 2024. Giunta alla 20a edizione, di nuovo al Doha Exhibition and Convention Centre, la fiera riunisce oltre 500 marchi alto di gamma, fra maison storiche e brand indipendenti – da Patek Philippe a Bulgari, da Cyrus Watches a Mouawad, da Tiffany & Co. a Dolce&Gabbana, tanto per citarne alcuni – con focus sui talenti artigianali locali. Attesi 30mila visitatori internazionali, tra cui Irina Shayk e Thierry Henry, protagonisti della campagna di lancio.

    Storie fiorentine

    Inaugurata nel 2014, la boutique Vacheron Constantin su Ponte Vecchio, a Firenze, è una delle più suggestive della Manifattura. Perché si trova all’interno di quella che fu l’antica cappella dell’oratorio del Santo Sepolcro, proprio sotto il tabernacolo affrescato da Giovanni da San Giovanni nel 1592. Recentemente rinnovata con un restyling che ne valorizza la storicità, merita una visita anche per un altro motivo: la mostra Less’ential, una selezione di elegantissimi pezzi storici, visibile ancora per pochi giorni. Da non perdere.

    Vendo/scambio… gioco!

    Appuntamento l’11 febbraio a Pessano con Bornago (Mi) per un’edizione straordinaria di Orologiko Mania, la mostra-mercato organizzata dal forum Orologiko.it. Sui banchi di oltre 40 espositori, in piazza della Resistenza, si troveranno orologi da polso, da tasca, pendole ed esemplari elettro-meccanici. Oltre alle occasioni di acquisto, scambio e permuta, da segnalare la sala didattica: dove i bambini conosceranno l’importanza dell’oggetto orologio, mentre i ragazzi saranno impegnati in un workshop di assemblaggio. Ingresso libero.

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  • 7 orologi per la neve: cosa scegliere per andare a sciare

    7 orologi per la neve: cosa scegliere per andare a sciare

    Noi li preferiamo candidi e leggeri. Candidi perché si accordano ai paesaggi innevati, leggeri per non sentirli addosso mentre siamo sulle piste. Di cosa parliamo? Ma degli orologi da portare con noi in settimana bianca, naturalmente. Poco importa come ci piace vivere la montagna: affrontare una nera o andare a fare fondo, pennellare delle belle S o scendere a spazzaneve, giocare con lo slittino o usare lo snowskate… Ciò che conta è avere al polso un esemplare adatto. Necessario, perché sappiamo quanto sia bello ed estraniante restare lassù – anche senza avventurarsi in fuoripista per sentirsi davvero lontani dal mondo. Quanto sia facile perdere la cognizione del tempo mentre ci si diverte, anche in mezzo alla folla. Per questo allora abbiamo selezionato appositamente 7 orologi per la neve, riuniti in questa pagina.

    Che poi, va beh, il colore è una questione di gusti ed è assolutamente arbitrario, anzi soggettivo. A noi il bianco piace perché si adatta a qualsiasi look, e spicca sui tipici piumini e accessori dai toni vitaminici. Ma se qualcuno preferisce tonalità fluo va bene lo stesso. Le stesse marche di orologi, del resto, sviluppano modelli ad hoc per le alte quote in cromie diverse – come si può vedere qui sotto.

    Più importante è invece il materiale, possibilmente ad alte prestazioni, o meglio peso piuma: noi abbiamo privilegiato la ceramica, perché regala una sensazione di estremo comfort, anche se influisce sul prezzo finale… Ma è chiaro che non si può prescindere dall’intramontabile acciaio – sebbene sempre con dettagli in ceramica. A proposito: nella scelta di questi 7 orologi per la neve, abbiamo cercato come al solito di essere trasversali ai segmenti di mercato, perché la disponibilità economica non è proprio uguale per tutti. Mentre la passione per la bella orologeria – quella sì – è comune a tutti noi. Ed è indipendente dal reddito.

    Ma la caratteristica principale di questi 7 orologi per la neve, il dato davvero essenziale, è l’impermeabilità. Lo raccomandiamo vivamente: almeno 5 atmosfere (o 5 bar, che dir si voglia), meglio ancora 10. E la cosa non vale solo per i 7 orologi per la neve qui riuniti, ma è una regola aurea da tenere a mente. Soprattutto, qualsiasi esemplare decidiamo di indossare per andare in montagna, portiamolo prima dal nostro orologiaio di fiducia a fare un veloce controllo. Un test della tenuta stagna, un cambio delle guarnizioni – se necessario – costa poco in termini di tempo e di denaro, ma è fondamentale. Perché la neve altro non è che acqua ghiacciata… Chi vuole approfondire il discorso, può rileggersi questo vademecum: scritto da Augusto Veroni qualche anno fa, rimane sempre attuale.

    Un’ultima particolarità dei “nostri” 7 orologi per la neve riguarda infine la funzionalità. Proprio perché siamo competitivi con noi stessi, o semplicemente perché vogliamo misurare le nostre performance quali che siano, ci siamo concentrati solo sui cronografi. Utili, utilissimi in tante circostanze e ancora di più quando si va sciare, ci danno la possibilità di tenere sotto controllo infinite situazioni, sta solo a noi decidere quali. Nulla osta, ovvio, mettersi al polso un “solo tempo”. Ma se perfino le stesse case di orologeria associano quasi sempre dei cronografi ai campioni di sci che sono loro testimonial… ci sarà pur un motivo, no?

    7 orologi per la neve: qualche suggerimento…

    …in ordine di prezzo, dal più costoso al più economico.

    HUBLOT Big Bang Integrated White Ceramic Cassa (42 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Unico Hub1280, con autonomia di 3 giorni, cronografo con ruota a colonne (visibile dal quadrante), funzione flyback e secondi continui. Quadrante aperto, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in ceramica. 25.200 euro. Anche Aleksander Kilde indossa al polso un Big Bang Unico, non proprio questo modello ma…

    OMEGA Speedmaster Dark Side of the Moon Cassa (44,5 mm) in ceramica, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial 9300, con indicazione di ore e minuti crono in un unico contatore, secondi continui e datario. Quadrante laccato, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle. 14.300 euro.

    IWC Pilot’s Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe” Cassa (44,5 mm) in ceramica e acciaio, impermeabile fino a 6 atm e con cassa interna in ferro dolce per schermare il movimento dai campi magnetici. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 69380, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco con contatori azuré, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in caucciù. 13mila euro. È l’orologio indossato anche da Eileen Gu, sciatrice freestyle ambasciatrice della Casa di Sciaffusa.

    CHANEL Cronografo J12 Cassa (41 mm) in ceramica, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, cronografo con secondi continui, datario e con certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante laccato, lancette luminescenti, indici con diamanti, lunetta girevole unidirezionale, vetro zaffiro, bracciale in ceramica. 12.150 euro.

    MONTBLANC 1858 Automatic Chronograph 0 Oxygen The 8000 Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm e dall’interno totalmente privo di ossigeno. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MB 25.13, con secondi continui. Quadrante effetto ghiaccio, lancette e numeri luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con inserto in ceramica, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio, intercambiabile. 5.100 euro.

    LONGINES Conquest Marco Odermatt Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabiel fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L898, con autonomia di 59 ore e spirale in silicio, cronografo con secondi continui. Quadrante soleil, contatori argenté, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro autografato, cinturino in tessuto; corredato da un secondo cinturino Nato. Orologio realizzato in collaborazione con il campione svizzero, ambasciatore del Marchio della Clessidra alata. 4.550 euro.

    DOXA Sub 200 C-Graph 2 Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica autimatica, cronografo con secondi continui. Quadrante soleil, lancette e indici luminecscenti, lunetta girevole unidirezionale con anello in ceramica, vetro zaffiro, cinturino in caucciù. 2.950 euro.

  • Dark Side of the Moon Apollo 8. Giocare con l’Omega Speedmaster

    Dark Side of the Moon Apollo 8. Giocare con l’Omega Speedmaster

    Che sia andato sulla Luna, lo sanno tutti: non a caso lo chiamano Moonwatch. Forse però non tutti sanno che l’Omega Speedmaster non fu utilizzato soltanto dagli astronauti dell’Apollo 11. Faceva parte invece dell’equipaggiamento in dotazione di tutte le missioni spaziali americane Apollo (1961/’72), finalizzate proprio a portare l’Uomo sulla Luna. E prima ancora di quelle del programma Gemini (1963/’66) e di molte del programma Mercury (1958/’63). In pratica fu testimone dei progressi della Nasa nei viaggi spaziali, dalla prima passeggiata nell’orbita terrestre di Ed White della Gemini 4 (1965), al primo volo orbitale attorno alla Luna degli astronauti dell’Apollo 8 (1968). E proprio quest’ultima avventura ha ispirato la Maison di Biel per la collezione Dark Side of the Moon, che oggi si arricchisce di un nuovo esemplare dedicato all’Apollo 8. Ma per spiegarmi meglio devo fare un passo indietro, anzi due.

    L’Apollo 8

    Cito Wikipedia: “L’Apollo 8 fu la seconda missione con equipaggio del programma spaziale statunitense Apollo. La navicella (…) divenne la prima con uomini a bordo a lasciare l’orbita della Terra, a raggiungere la Luna, a orbitare attorno a essa e a tornare in sicurezza sulla Terra”.
    L’equipaggio era formato da tre astronauti: il comandante Frank Borman, il pilota del modulo di comando James Lovell e il pilota del modulo lunare William Anders. Furono loro quindi i primi uomini a uscire dal campo gravitazionale terrestre e a entrare in quello di un altro corpo celeste. I primi a vedere la Terra dallo spazio e a fotografarla mentre sorge all’orizzonte, in un’immagine della Nasa diventata famosissima.

    Furono anche i primi americani a vedere con i propri occhi com’è fatto il lato nascosto della Luna, la faccia che resta sempre al buio. L’emisfero (per usare un termine scientifico, anche se in realtà si tratta solo del 41% e non della metà esatta) che non si può osservare dalla Terra a causa della rotazione sincrona del nostro satellite. (Vale a dire: il periodo di rotazione della Luna attorno al proprio asse e il periodo di rivoluzione attorno alla Terra hanno pari durata). Qualcosa di così misterioso e al tempo stesso così mitico da diventare metafora del “lato buio”, cioè di quegli aspetti dell’animo umano che sfuggono al controllo razionale. Gli stessi cantati dai Pink Floyd nell’omonimo album del ’73: un capolavoro indimenticabile.

    L’Apollo 8 partì il 21 dicembre 1968 con il razzo Saturn V dalla base di Cape Canaveral, in Florida: fu il primo lancio con equipaggio effettuato dal celebre Kennedy Space Center. Impiegò tre giorni a raggiungere la Luna. E orbitò attorno ad essa dieci volte nel corso di 20 ore – come racconta ancora Wikipedia –, durante le quali gli astronauti girarono anche una trasmissione televisiva in cui lessero i primi 10 versetti del libro della Genesi. Era la vigilia di Natale e all’epoca fu il programma tv più visto della storia. L’Apollo 8 tornò sulla Terra il 27 dicembre 1968 e ammarò nel Nord dell’Oceano Pacifico.

    La collezione Speedmaster Dark Side of the Moon

    Bene. In occasione del 50° anniversario della missione Apollo 8, nel 2018, Omega rese omaggio all’impresa con un inedito esemplare dedicato. Versione moderna e (se possibile) più suggestiva dello Speedmaster, ne reinterpretava i codici stilistici con nuovi materiali. Il nome Dark Side of the Moon Apollo 8 alludeva al look completamente nera. Il primo esemplare avea la cassa in ceramica e il quadrante scheletrato che mostrava il movimento brunito e lavorato con la tecnica dell’ablazione al laser. I ponti e la platina, sapientemente decorati, riproducevano così la superficie lunare in modo realistico: la faccia visibile sul lato quadrante, quella nascosta sul lato fondello. Il movimento in questione era il calibro 1816, rinominato ad hoc 1868.

    A dire il vero, però, la nascita della collezione è di qualche anno precedente. Quel modello dall’estetica nera con dettagli gialli era stato infatti anticipato, nel 2013, da un altro Speedmaster all black. La cassa era sempre in ceramica e il fondello in vetro zaffiro riportava proprio le parole Dark Side of the Moon. Bicompax, con le funzioni di ore e minuti crono concentrate in un unico contatore a ore 9, montava il calibro Co-Axial 9300. L’anno successivo, fu poi la volta della versione Grey Side of the Moon, con la cassa in ceramica grigia. Uscì poi anche in ceramica bianca. Nel tempo, si sono susseguite altre varianti, di cui ricordo qui solo i nomi: Sedna Black, Pitch Black, Vintage Black, Black Black. Abbastanza significativi per intuire le loro peculiarità cromatiche.

    Il nuovo Dark Side of the Moon Apollo 8: l’estetica…

    E arrivo finalmente al cronografo appena presentato, oggetto di questa recensione. Che nell’aspetto ricorda tanto il modello del 2018. Molto simile, almeno a una prima occhiata, è la cassa, sempre in ceramica nera e di 44,25 mm di diametro, con i dettagli gialli sul quadrante. Ma a guardarla bene la nuova referenza risulta molto più raffinata. A cominciare proprio dalla raffigurazione del suolo lunare, riprodotto sui ponti e platine con un’ablazione al laser, qui di gran lunga più completa e particolareggiata. Con i componenti e l’intera architettura leggermente ridisegnati, e con un numero minore di viti visibili.

    Se le lancette cronografiche rimangono identiche, tutt’e tre verniciate in giallo – a bastone quelle di ore e minuti, a punta quella centrale dei secondi – ben diversa è quella dei secondi continui. Ora riprende la forma in 3D del razzo Saturn V, che portò l’Apollo 8 fuori dall’atmosfera terrestre. Realizzata in titanio, in attesa di brevetto – vista l’originalità, è sacrosanto che sia brevettata –, è un dettaglio importante, che trasforma l’intera estetica. Perché regala all’orologio un aspetto ludico e fantasioso, evocativo dei giochi con i missili che si facevano da bambini.

    Altra differenza sta poi nella scala tachimetrica, come sempre incisa sulla lunetta in ceramica lucida. Qui però i numeri e la scritta Tachimeter (in passato gialla) sono bianchi, e soprattutto riempiti di smalto Grand Feu. Un altro dettaglio qualificante, perché si tratta di una tecnica che deve essere eseguita rigorosamente a mano, prevede un passaggio in forno e comporta tempi di lavorazione più lunghi della normale laccatura. E influisce anch’esso sul costo di produzione – quindi sul prezzo finale.

    … e la meccanica

    Completamente rinnovata è poi la meccanica del nuovo Dark Side of the Moon Apollo 8. Il movimento a carica manuale – comme il faut, per gli Speedmaster –, è ora il calibro 3869. Ovvero una versione parzialmente scheletrata del calibro 3861, che nel 2021 ha sostituito lo storico 1861 della collezione. Anche qui, appunto, platina e ponti sono incisi al laser, a ritrarre la faccia visibile della Luna sul lato quadrante, e quella nascosta sul lato fondello.

    Va detto però che il nuovo calibro fa parte della famiglia Co-Axial Master Chronometer. Di conseguenza presenta tutte le caratteristiche della certificazione rilasciata dall’Istituto Federale Svizzero di Metrologia (Metas). Ovvero – per ricordare solo le principali – scappamento Co-Axial, resistenza al magnetismo fino a 15mila gauss (il massimo che gli strumenti possono misurare), performance cronometriche con un errore di 0/+5 secondi al giorno, resistenza agli urti di 5000G.

    Meritano almeno un cenno anche le consuete peculiarità, che poi sono quelle del calibro 3861. Le elenco in breve: autonomia di 50 ore, spirale in silicio, bilanciere a inerzia variabile, frequenza di 21.600 a/h, smistamento delle funzioni cronografiche a navette con innesto orizzontale. Per saperne di più, riporto qui per comodità il link all’articolo di Davide Passoni, che spiegava per filo e per segno il movimento. Scritto illo tempore, proprio quando lo Speedmaster cominciò a fregiarsi della certificazione Master Chronometer.

    Info pratiche

    Concludo, come di consueto, con le necessarie informazioni “di servizio”. Il prezzo, innanzitutto: il nuovo Dark Side of the Moon Apollo 8 costa 15.900 euro. Non alla portata di tutti, sicuramente, ma spiegabile proprio con quanto ho raccontato finora. E poi la disponibilità. Al momento è già in vendita nelle boutique monomarca, presto arriverà anche dai rivenditori, mentre non si può ancora acquistare online. Ma vale la pena di andare a vederlo fisicamente, per toccarlo, provarlo, giocarci un po’. Mai sottovalutare il potere dell’immaginazione, nemmeno in un adulto…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 15/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 15/01/2024

    Cominciamo bene la settimana con le notizie principali dall’industria delle lancette. Le Cronache dell’orologeria registrano infatti una serie di eventi in programma, fra cui spicca la principale fiera di settore, in Italia. E poi ancora news di prodotto, gare di equitazione o di auto d’epoca, più qualche pettegolezzo in tema di celebrità, tanto per non farci mancare niente… Insomma, come sempre le Cronache dell’orologeria rivelano un panorama attivo e multiforme. Buona lettura.

    Appuntamento a Vicenza

    Compie 70 anni il salone di Vicenzaoro, organizzato da Italian Exhibition Group dal 19 al 23 gennaio. Che anche in questa edizione prevede due spazi dedicati al mondo delle lancette: Time, dove esporranno celebri marchi indipendenti come Locman, Maurice Lacroix, Edox o U-Boat, e una selezione di microbrand in collaborazione con WOI – Watches of Italy. Poi VO Vintage (fino al 22/1), dedicato al secondo polso. Dove sono previsti anche incontri e seminari con ospiti illustri, dal maître horloger Giulio Papi al professor Ugo Pancani…

    So chic!

    Less’ential, l’eleganza come forma d’arte è il titolo della mostra organizzata da Vacheron Constantin nella boutique milanese di via Verri 9, dal 17 al 25 gennaio. Che esporrà una decina di pezzi storici, provenienti dalla Heritage Private Collection della Manifattura, scelti secondo criteri di purezza estetica. Gli orologi, che vanno dal 1827 al 1978, riflettono i gusti delle diverse epoche, come il Bauhaus o l’Art Déco. Ma raccontano anche le capacità meccaniche della Casa, espresse per esempio negli intramontabili ultrapiatti. Da vedere.

    Nel mare lunare

    Prosegue la collaborazione Swatch-Blancpain con un nuovo esemplare della collezione Bioceramic Scuba Fifty Fathoms. Qualche giorno fa è uscito infatti l’inedito Ocean of Storms, dedicato all’Oceano delle Tempeste. Non si tratta quindi di una massa d’acqua terrestre, ma di un “mare” sulla Luna: la più grande macchia scura sulla faccia visibile del nostro Satellite, che gli scienziati chiamano Oceanus Procellarum. Come i suoi precedenti, l’orologio non è in edizione limitata e si trova in vendita soltanto in selezionati indirizzi. Occhio…

    Videogame da polso

    Stanchi degli smartwatch troppo seri e sofisticati, che vi dicono solamente quanto siete stressati e quanti passi dovete ancora fare? Forse è tempo di ritornare ai tempi d’oro dei videogiochi. Con Retro Gaming Watch, un gadget dal look rétro-futuristico che ha già conquistato migliaia di sostenitori su Kickstarter, potrete sfidare amici a Tetris, Pac-Man, Snake e altri classici… direttamente dal polso! Per la serie, perché preoccuparsi delle calorie bruciate quando puoi preoccuparti dei punti guadagnati? (Fabio Parri)

    Superare gli ostacoli

    Dall’11 al 14 gennaio, a Basilea, si è tenuto il Longines CHI Classic Basel. La tappa svizzera della Coppa del mondo di salto a ostacoli della Fei ha visto al primo posto il belga Pieter Devos, che montava Mom’s Toupie de la Roque, mentre il Longines Grand Prix è stato vinto da Kevin Staut su Visconti du Telman. Entrambi sono stati premiati (anche) con un esemplare della Casa della Clessidra alata. La quale non ha perso l’occasione per presentare al pubblico il nuovo Mini DolceVita. Particolarmente apprezzato dalle signore.

    Alla “corsa sui chiodi”

    Dal 18 al 21 gennaio, com’è ormai tradizione, Madonna di Campiglio ospita la Winther Marathon. La rinomata gara di regolarità per auto d’epoca quest’anno impegnerà 120 equipaggi per 16 ore di guida, in un percorso lungo 520 km tra 15 passi dolomitici. La novità però è il main sponsor: al posto dello storico Eberhard & Co., ci sarà VeriWatch, marchio pugliese fondato nel 1956. Che premierà con gli esemplari della collezione Octopus i vincitori della classifica assoluta e dell’omonimo trofeo organizzato sabato sul Lago Ghiacciato.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Si sono svolti ieri – 14 gennaio – a Los Angeles/Santa Monica i Critics Choice Awards, i premi attribuiti dalla critica alle migliori produzioni cinematografiche e programmi tv, da molti considerati un antipasto degli Oscar. Anche questa 29a edizione ha visto sul tappeto rosso la consueta parata di star, che ha scatenato il solito gioco del “chi indossa cosa” tanto amato dal pubblico e dai blogger di ogni età. Noi ci limitiamo a pubblicare solo un paio di foto di celebrities con i loro orologi, e citiamo gli altri nel testo. Così costringiamo i nostri lettori a leggere e non solo a guardare le figure…

    Foto Amy Sussman/WireImage courtesy Jaeger-LeCoultre

    Lui sarà anche un autentico tamarro, ma è considerato un sex symbol ed è oggettivamente un grande artista. Sta di fatto che Lenny Kravitz, in quanto ambasciatore di Jaeger-Le Coultre, ieri sera aveva al polso un Reverso Tribute Duoface Tourbillon in oro rosa, a contrasto con lo smoking cut-out indossato sulla pelle nuda, con contorno di croci, catenazze e gioielli vari in ogni dove. Mentre impeccabile nel suo completo scuro era Robert Downey Jr., che portava un Reverso Tribute Calendar in acciaio. Lo stile, si sa, è sempre personale…

    Foto Frazer Harrison/Getty Images courtesy IWC

    Altro marchio protagonista sullo stesso red carpet: IWC, con il suo fitto seguito di friends of the brand. A cominciare da Sterling K. Brown (accanto), che aveva al polso un Portugieser Chronograph in acciaio. Per passare a Tom Hiddleston, che indossava un altro Portugieser, un Regulateur Tourbillon. Fino a Joseph Lee, con un elegantissimo Portofino Automatic. Da citare – anche se in un altro contesto: a NYC, alla “prima” di Mean Girl – l’idolo delle ragazzine Christopher Briney con un Portugieser Automatic. Giovane, ma con le idee chiare.

    Foto Frazer Harrison/Getty Images courtesy Omega

    Ma la squadra più numerosa ai Critics Choice Awards è stata quella di Omega. C’erano infatti Cillian Murphy con uno chic-chissimo De Ville Prestige in oro Sedna™. Poi Charles Melton con un De Ville Trésor in acciaio, Barry Keoghan con un Seamaster AquaTerra in acciaio e lunetta incastonata di diamanti, James Marsden con un altro Seamaster AquaTerra – Shades – in acciaio. E ancora Colman Domingo con un De Ville Trésor in acciaio e diamanti, e Phil Dunster con un De Ville Prestige bicolore.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    Dopo aver pubblicato queste News, la stessa sera del 15 gennaio, si è tenuta la 75a edizione degli Emmy Awards, i più importanti premi televisivi degli Stati Uniti. Anche in questo caso non vi racconteremo chi è stato premiato e per cosa, ma faremo una selezione di celebrities in base a cosa avevano al polso. I nomi dei marchi si ripetono perché (è evidente) sono quelli che puntano maggiormente sulla formula del vestire i personaggi noti, fra ambasciatori permanenti e occasionali friend of the Brand…

    Foto Monica Schipper/WireImage courtesy IWC

    Cominciamo comunque da Kieran Culkin, che è andato a ritirare la meritata statuetta con un appropriatissimo IWC Portugieser Automatic 40 (nella foto). Portavano orologi della Casa di Sciaffusa anche Tom Hiddleston, che sfoggiava un Portugieser Minute Repeater Squelette; Rob McElhenney che aveva un altro Portugieser, un Perpetual Calendar 42 Boutique Edition, mentre Steven Krueger indossava un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe”, Charlie Puth e Kumail Nanjiani un Ingenieur Automatic 40.

    Foto Gilbert Flores/Variety via Getty Images courtesy Omega

    Al polso degli attori, premiati e non, ritorna anche il nome di Omega, il cui Constellation Globemaster 41 mm faceva capolino sotto lo smoking di Theo James (nella foto). Ariana DeBose indossava invece un De Ville Trésor 36 mm, che appartiene alla collezione più gettonata in questa occasione. Altri De Ville Trésor da 40 mm spiccavano infatti su James Marsden, Colman Domingo e Bill Hader, mentre due modelli di De Ville Prestige 41 mm sono apparsi su Young Mazino e Phil Dunster. Che dire? Approviamo la scelta dei “solotempo”.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/01/2024

    Primo appuntamento con le Cronache dell’orologeria del 2024. L’anno è appena iniziato, ma ha già fornito alcune interessanti notizie orologiere: cambi al vertice, sponsorizzazioni sportive e spetegulèss vari (tipo “chi indossa cosa”)… Puntualmente registrate dalle nostre Cronache dell’orologeria, fra il serio e il faceto. Buona lettura.

    Promoveatur ut amoveatur?

    Cambi di poltrone da LVMH. Frédéric Arnault, secondogenito del patron Bernard, è stato nominato Ceo di LVMH Watches (ruolo creato ad hoc). Lascia dunque le redini di TAG Heuer, che deteneva dal 2020, per la supervisione di Hublot, Zenith e TAG Heuer, ma dovrà rispondere a Stéphane Bianchi, già a capo della divisione Watches & Jewelry. Il nuovo Ceo di TAG Heuer è invece Julien Tornare, dal 2017 Ceo di Zenith. Mentre il nuovo Ceo di Zenith sarà Benoit de Clerck, in arrivo da Richemont Group. Vedremo presto le prime ripercussioni…

    Tra le sabbie dell’Arabia…

    Il Rally Dakar è partito il 5 gennaio ed è già al centro della cronaca, per la gara avvincente come per i primi incidenti. A noi interessa perché, per il quarto anno consecutivo, affida il ruolo di cronometrista ufficiale a Rebellion. Che, oltre a registrare i ritmi serrati dei concorrenti, ha presentato puntuale anche due orologi dedicati: il Predator Chrono Dakar 2024 (accanto) e il Predator 2.0 3 Hands Dakar (in alto). Due automatici con la cassa XL in fibra di carbonio e i colori del deserto. Realizzati in 15 esemplari, estremi come la corsa…

    … e i ghiacci dell’Antartide

    Per testare il 1858 Geosphere 0 Oxygen South Pole Limited Edition, Montblanc ha partecipato all’Antarctic Ice Marathon, durissima gara che si è svolta ai piedi dei monti Ellsworth lo scorso dicembre (ma è stata comunicata solo oggi), a una latitudine di 80° Sud, non lontano dal Polo. Al polso del Managing director Laurent Lecamp e dell’alpinista ambasciatore Simon Messner (sì, il figlio di Reinhold), l’orologio ha sfidato le rigidissime temperature locali e ha continuato imperterrito la propria marcia. Bene così.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Proprio ieri a Los Angeles si è tenuta l’81a edizione dei Golden Globes, con il solito contorno di gossip e di glamour. Tanti gli orologi avvistati fra il tappeto rosso e la cena di gala al Beverly Hilton Hotel: Robert Downey Jr, per esempio, indossava un Reverso di Jaeger-LeCoultre, Will Farrell un Omega Seamaster 007 (accanto), Barry Keoghan un altro Omega Seamaster Aqua Terra di gioielleria, Timothée Chalamet un preziosissimo Crash de Cartier, Ryan Goslin un TAG Heuer Carrera Date, Simu Liu un Vacheron Constantin Patrimony Day-Date…

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    Sempre ai Golden Globe, i più attenti hanno notato anche un Louis Vuitton Tambour al polso di Bradley Cooper, un Serpenti (haute joaillerie) di Bulgari sfoggiato da Selena Gomez, un Tag Heuer Carrera Chronograph portato da Kieran Culkin e un IWC Portugieser Automatic su John Krasinski (accanto). Sempre a proposito di IWC, un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe” è apparso a un recente evento in West Hollywood, sotto il bomber griffatissimo di Barry Keoghan. Che evidentemente ogni giorno cambia orologio…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Gli orologi del 2023 più memorabili

    Gli orologi del 2023 più memorabili

    Il 2023 è finito, chiuso, archiviato. Ma cosa rimarrà nei nostri ricordi, dell’anno orologiero appena trascorso? Quali sono gli orologi del 2023 che resteranno impressi nella nostra memoria, quando in futuro guarderemo indietro? Abbiamo passato in rassegna, con lucidità e distacco, l’intera produzione dell’industria svizzera delle lancette uscita negli scorsi 12 mesi. E abbiamo individuato gli esemplari più rilevanti, quelli che secondo noi hanno dato un apporto concreto nel progresso della tecnica o nell’evoluzione del gusto. Ed ecco le nostre scelte.

    PATEK PHILIPPE Calatrava 24 Ore Travel Time
    La Manifattura ginevrina fa rivivere le ore italiche e contemporaneamente trova una soluzione originale per la visualizzazione del secondo fuso orario. Il tutto con un’estrema facilità d’uso: al posto dei tradizionali pulsanti correttori dell’ora locale posti sulla carrure, si usa direttamente la corona. Patek non si smentisce mai…

    RICHARD MILLE RM30-01 Automatico Rotore disinseribile
    L’estetica tipica nasconde un nuovo calibro, risultato di un decennio di studi (e più) realizzati dal Marchio sul controllo dell’energia, calibrata sulle esigenze d’uso. Qui il rotore a geometria regolabile si disinnesta automaticamente dal meccanismo di carica, una volta raggiunte le 55 ore di autonomia; e si ricollega sotto le 40 ore. Il che permette al movimento di funzionare sempre in condizioni ottimali.

    OMEGA Speedmaster Superacing
    Non poteva che essere un esemplare della collezione faro a introdurre una della maggiori innovazioni degli ultimi tempi: la tecnologia Spirate. In sintesi, un’inedita spirale in silicio, dalla particolare architettura e con un sistema di regolazione integrato (in aggiunta a quello del bilanciere a inerzia variabile). Che consente scarti di 0/+2 al giorno. Impressionante…

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Tech Gombessa
    Realizzato in occasione del 70° compleanno della collezione, si distingue per l’insolita lunetta girevole unidirezionale tarata sulle 3 ore. Cioè il tempo massimo per un’immersione professionale con respiratore a circuito chiuso. Messo a punto in 4 anni di test, è dedicato alle spedizioni di Laurent Ballesta e sottolinea l’impegno della Casa nella salvaguardia degli oceani.

    MB&F HM11 Architect
    Tra le insolite macchine orologiere cui il Marchio ci ha ormai abituato, un esemplare ancora più strano del solito. Sì, per la visualizzazione delle informazioni: i tre display mostrano ore e minuti, l’autonomia residua e la temperatura (da quanto non si vedeva un termometro meccanico?). Ma anche per la costruzione del movimento, con tourbillon centrale e il sistema di ricarica, attraverso la rotazione della cassa. Geniale.

    CARTIER Santos Dumont Squelette
    La scheletratura – funzionale, modernissima – è quella inventata dalla stessa Maison una quindicina d’anni fa. Ma quell’aeroplanino sul micro-rotore decentrato (ispirato al Demoiselle, un monoplano ultraleggero realizzato dal pioniere dell’aviazione nel 1907) acquista un particolare significato. Ludico. Non solo per chi indossa l’orologio, ma anche da parte di Cartier, che gioca con le proprie icone. Un plauso all’autoironia.

    ORIS ProPilot x Kermit Edition
    Sarà per il colore, sarà per il Kermit day (la visualizzazione del personaggio all’interno del datario, una volta al mese), sta di fatto che a nostro parere questo è in assoluto il miglior comic watch tra gli orologi del 2023. (E concedeteci la licenza poetica, visto che il personaggio disneyano non appartiene al mondo dei cartoon ma a quello dei pupazzi). Ancora più meritevole per il movimento di manifattura. E perché non è in tiratura limitata…

    p.s. Gli orologi del 2023 qui riuniti non seguono né un ordine di importanza né un ordine alfabetico, ma sono disposti semplicemente sul filo dei nostri ricordi…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2023

    Come ogni anno in questo periodo le marche di orologeria si sbizzarriscono nel partecipare a eventi di ogni tipo. Ecco perché le Cronache dell’orologeria di questa settimana saltano di palo in frasca e toccano gli argomenti più disparati. Ci sono eventi come le mostre, i premi gastronomici, le inaugurazioni di boutique monomarca, le fiere di settore, ma anche le trasmissioni tv e le partnership in un settore seguitissimo come il calcio. Tanto per non annoiarvi mai… Buona lettura.

    Orgoglio rossoblu

    Genoa o Sampdoria? Nel derby calcistico che appassiona tutti i liguri (e non solo), Eberhard & Co. si è schierata: e ha scelto la parte del Grifone. Forse per la lunga tradizione che accomuna il club più antico del calcio italiano (nato nel 1893) e la Maison de l’Aigle (fondata nel 1887), forse perché fra rapaci ci si intende, fatto sta che ha presentato un esclusivo Traversetolo. A carica manuale, è personalizzato dai colori, dal logo e dal numero dell’anniversario. Ed è realizzato in 130 esemplari, in vendita solo nella Gioielleria Luigi Codevilla di Genova.

    Un mondo in vetrina

    Da sinistra. Il Presidente di Omega Usa Arnaud Michon, Nicole Kidman e il Ceo Raynald Aeschlimann

    Dal 9 al 19 novembre, alla Chelsey Factory di Manhattan, si è tenuta la mostra Planet Omega. Un ritratto della Maison di Biel, suddiviso per sezioni (Sport e Giochi Olimpici, Spazio, Oceano, James Bond, Amici e Precisione) e raccontato con pezzi storici (come lo Slimline di John F. Kennedy). Ma anche un’occasione mondana, che ha visto l’arrivo di una processione di celebrities – da Daniel Craig a Cindy Crawford, da Kaia Gerber fino agli astronauti Charlie Duke e Nicole Stott. Madrina dell’evento: Nicole Kidman. Felicissimi gli ospiti, entusiasti i visitatori…

    Come Bond, James Bond

    Dal 10 novembre, su Prime Video, è disponibile 007: Road to a Million, una serie reality ispirata alla saga dell’agente segreto più famoso del mondo. In cui nove coppie si sfidano in imprese estreme in giro per il mondo per conquistare il premio finale di un milione di sterline, con The Controller (Brian Cox, la star di Succession) che ne decreta il destino. Da notare che nella missione in Giamaica, i concorrenti sono equipaggiati da un Omega Seamaster Diver 300M 007 Edition, lo stesso indossato da Daniel Craig nel 2001 in No Time to Die. Chi vincerà?

    Cronache dell’orologeria… gastronomica

    Partner della Guida Michelin e fautore di un’art de vivre raffinata, Blancpain anche quest’anno ha partecipato all’evento Michelin Star Revelation, che si è svolto al Teatro Grande di Brescia, il 14 novembre. Durante la cerimonia di rivelazione delle Stelle alle migliori tavole della Penisola, quindi, la Manifattura ha svelato anche il Michelin Special Award Chef Mentor 2024. Che è stato consegnato dal Brand manager di Blancpain Italia Roberto Castagna a Gaetano Trovato, del Ristorante Arnolfo di Colle Val d’Elsa. Complimenti! 

    Salotto milanese

    Nuovo flagship store Panerai a Milano. Nel cuore del Quadrilatero della moda, in via Montenapoleone 19, la boutique monomarca si sviluppa su 160 metri quadrati organizzati su due piani e offre un’esperienza immersiva nel mondo del Marchio, con tanto di Bar Italiano a intrattenere gli ospiti. All’inaugurazione di Casa Panerai, il 9 novembre, erano presenti il Ceo Jean-Marc Pontroué, il Sindaco di Milano Beppe Sala e un nutrito (quanto variegato) gruppo di ospiti: tra cui Max Sirena, Ermanno Keller, Beatrice Valli, Alessandro Squarzi…

    Tra palme e grattacieli

    Ha chiuso i battenti proprio ieri la più grande fiera dell’orologeria in Medio Oriente: la Dubai Watch Week. Questa VI edizione, organizzata dal 16 al 20 novembre a The Gate, nel cuore del distretto finanziario, ha registrato numeri da record: oltre 100mila metri quadri di superficie, 63 espositori (fra grandi marche e artigiani indipendenti), più di 36mila visitatori… Ma oltre a luogo votato al business, si è confermata anche un evento culturale con tavole rotonde, masterclass, laboratori. E un’ospitalità eccezionale, a detta di chi c’è stato.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Planet Ocean Dark Grey: Omega alla ricerca della leggerezza

    Planet Ocean Dark Grey: Omega alla ricerca della leggerezza

    Sedna, Canopus, Moonshine Gold. Sono le esclusive leghe d’oro sviluppate da Omega, da qualche anno impegnata nello sviluppo di materiali innovativi per l’orologeria. Determinata nella ricerca di un ideale di cassa in grado di dare il massimo in termini di design, protezione del movimento e comfort al polso, la Maison di Biel vaglia quindi diverse soluzioni. Basti pensare all’esperimento con il gamma titanio dell’Aqua Terra Ultralight o alla realizzazione del Planet Ocean Ultra Deep in O-Mega Steel. Adesso invece si orienta verso i materiali di sintesi: come la ceramica al nitruro di silicio, applicata nel nuovo Seamaster Planet Ocean 600M Co-Axial Master Chronometer GMT 45,5 Dark Grey. Un nome lunghissimo che da qui in poi riassumerò semplicemente in Planet Ocean Dark Grey.

    La ceramica in nitruro di silicio

    Il nitruro di silicio è un composto chimico di silicio e azoto con formula Si3N4 e struttura atomica cristallina. È prodotto mediante pressatura e sinterizzazione di polvere di silicio in gas inerte – azoto, appunto – che genera una ceramica particolare per micro-struttura e proprietà. Un materiale super-duro, ma di bassa densità, quindi molto leggero (60% più leggero dell’acciaio e il doppio della ceramica a base di ossido di zirconio). Allo stesso tempo è altamente resistente all’usura, alla corrosione, alle fratture, agli shock termici. Di colore grigio scuro/nero, può essere lavorato e lucidato fino a raggiungere finiture di elevata qualità.

    Mi scuso con gli addetti ai lavori e gli esperti del settore per l’estrema sintesi con cui tratto l’argomento. Faccio divulgazione e potrei essere considerata approssimativa e superficiale, ma cerco di concentrarmi su ciò che è essenziale. Del resto la materia è complessa e ha una lunga storia, iniziata a metà Ottocento: quando due scienziati, un chimico francese e uno tedesco, hanno realizzato le prime preparazioni a base di nitruro di silicio. Gli studi sono continuati per circa un secolo, ma sono rimasti a lungo privi di prospettive commerciali. Solo verso gli anni ’50 del Novecento si è cominciato a utilizzarlo a livello industriale.

    Le applicazioni pratiche

    Non presente in natura e creata solo in laboratorio, questo tipo di ceramica ha lo svantaggio di essere costosa proprio per le fasi di produzione. Il rapporto costi/prestazioni tuttavia può essere conveniente in quelle applicazioni che richiedono una prospettiva temporale molto lunga e bassi costi di manutenzione. La ceramica al nitruro di silicio si pone perciò come valida alternativa alle super-leghe o ad altri materiali high-tech. Comunque, il progredire della tecnologia ne fa diminuire i costi, così da farle trovare impieghi sempre più ampi nei settori più disparati.

    Oggi per esempio è usata nell’industria automobilistica ma anche in quella aerospaziale, per i vari elementi dei motori e dei propulsori, così come nei micro-otturatori del telescopio spaziale James Webb. Poi nell’industria meccanica (in senso lato), dai cuscinetti a sfera agli utensili per il taglio e la lavorazione dei metalli, fino ai componenti per pompe, valvole, ugelli. E perfino ambito medico e in elettronica. Ma a quanto mi risulta è la prima volta in assoluto che viene utilizzata in orologeria.

    L’estetica del Planet Ocean Dark Grey…

    Omega se ne serve ovviamente per la cassa del Planet Ocean Dark Grey – la cui connotazione cromatica deriva proprio dal materiale ceramico. Anche altre caratteristiche si possono desumere già dal nome, come il diametro di 45,5 mm e l’impermeabilità fino a 60 atmosfere (sebbene sia stata testata, come sempre nell’industria orologiera svizzera, fino al 25% in più per garantire maggiore sicurezza in immersione). Mentre l’architettura è quella tipica della collezione Seamaster, tripartita e con le anse integrate, leggermente ritorte.

    Proprio per non appesantire la struttura e continuare a giocare con la leggerezza, Omega ha realizzato il quadrante in titanio grado 5 dalla finitura sabbiata. (Non mi soffermo volutamente su questa lega molto diffusa in orologeria e di cui ci siamo già più volte occupati). E sempre in titanio grado 5 sono anche la lunetta girevole unidirezionale, la corona e la valvola di decompressione. L’inserto della ghiera è invece in ceramica al nitruro di silicio, così come il fondello, serrato con il sistema di chiusura (brevettata) Naiad Lock. Fronte e retro sono ovviamente protetti da vetro zaffiro, anch’esso leggero ma molto resistente. Grazie alla presenza di questi componenti, il peso totale della cassa è di 107 grammi, movimento compreso.   

    … e la meccanica

    Già, perché il titanio grado 5 ritorna anche nel movimento che anima il Planet Ocean Dark Grey: nella platina e nei ponti del calibro Co-Axial Master Chronometer 8906 Ti, chiaramente concepito e fabbricato “in casa”. Se va ricordato che il titanio grado 5 è un materiale estremamente difficile da gestire – s’incendia facilmente, deve essere lavorato in camere pressurizzate con gas inerte e ha quindi alti costi di lavorazione –, di contro va anche detto che ponti e platina in titanio grado 5 conferiscono peculiari doti di rigidità e robustezza al movimento stesso.

    Si tratta, in particolare, di uno sviluppo del calibro 8900, il primo a ricevere la certificazione Master Chronometer, dotato appunto di secondo fuso orario. Nel dettaglio, il calibro 8906 Ti monta lo scappamento Co-Axial, la spirale in silicio, il bilanciere senza racchetta e due bariletti che lavorano in serie. A carica automatica, ha un’autonomia di 60 ore. Anche le altre caratteristiche sono quelle comuni agli esemplari che hanno ricevuto la certificazione Metas, come la resistenza ai campi magnetici fino a 15mila gauss e uno scarto di 0/+5 secondi al giorno.

    Per concludere

    La descrizione non potrebbe essere però completa senza l’indicazione del prezzo al pubblico e la reperibilità sul mercato. Con i suoi 24.900 euro il Planet Ocean Dark Grey è il più costoso fra i Planet Ocean in catalogo (esclusi ovviamente i modelli in oro o con pietre preziose). Ma credo che quanto ho scritto fin qui ne spieghi il motivo. Non si sa ancora, invece, quando sarà messo effettivamente in vendita – un po’ come lo Speedmaster SuperRacing, presentato a inizio anno ma non ancora disponibile. Entrerà a far parte comunque della collezione permanente e non sarà in serie limitata, anche se – c’è da scommetterci – avrà una produzione limitata di pochi pezzi all’anno.

    Di certo non si tratta di un orologio “per tutti”. Al di là della disponibilità economica (che è un fattore fondamentale per l’acquisto), ci sono i gusti soggettivi (la monocromia grigia a me personalmente piace, ma non tutti la pensano così) e le dimensioni ragguardevoli (che per alcuni potrebbero essere un deterrente). Per quanto mi riguarda, comunque, non credo che Omega abbia realizzato il Planet Ocean Dark Grey con fini prettamente commerciali, per incidere sul fatturato. Lo ha fatto piuttosto per dimostrare le proprie capacità tecniche, il proprio savoir-faire, la propria volontà di innovare, di sperimentare. E saper apprezzare queste cose, beh, è questione di cultura.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/10/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 20/10/2023

    Sport e sostenibilità: ecco i temi delle nostre Cronache dell’orologeria di oggi. Il primo per recuperare gli eventi che si sono svolti nelle ultime settimane (come avevamo preannunciato qui), il secondo per raccontarvi gli aggiornamenti in un settore in cui il marketing continua a essere iperattivo. Del resto, se lo sport raggiunge un vasto pubblico di tutte le età, lo sviluppo sostenibile interessa gli ambiti Millennials e Post-Millennials. Niente da aggiungere…

    Miti del rally

    Da sinistra. Mario Peserico, Juha Kankkunen e Miki Biasion. (Foto Massimo Bettiol courtesy Eberhard & Co.).

    Dal 12 al 15 ottobre, nella Repubblica di San Marino, si è svolta la 21a edizione del Rallylegend, che ha visto di nuovo Eberhard & Co. come sponsor e official timekeeper. In presenza di un pubblico da record, la Maison ha poi patrocinato un evento speciale, il 30° Juha Kankkunen Anniversary – Eberhard & Co. Legend Event, in cui ha premiato il fuoriclasse finlandese con un Champion V. E ha anche ha festeggiato due anniversari nella carriera di Miki Biasion. Per la cronaca, l’ambassador aveva in dotazione una Ford Escort Cosworth e un bel Chrono 4 Pards…

    La Classica del Garda

    Nell’ultimo weekend di settembre, invece, si è tenuto il 15° Memorial Morandi. Una gara di regolarità per vetture anteguerra (fino al 1940), dedicata a Giuseppe Morandi, vincitore nel 1927 della prima Mille Miglia al volante di una OM Superba. Organizzata sul Lago di Garda, anche quest’anno è stata sponsorizzata da Paul Picot, che ha premiato i vincitori con un Gentleman Morandi Classic 42. E ha colto l’occasione per presentare il nuovo Gentleman Chrono Blazer: un cronografo che sarebbe piaciuto anche al pilota castiglionese…

    Vela a Trieste

    Dalle auto alla vela. A inizio ottobre, consueto appuntamento nel Golfo di Trieste con la Barcolana, la regata più grande del mondo. Tra le 1.773 imbarcazioni iscritte a questa 55a edizione, da citare Anywave – sponsorizzata (di nuovo) da Paul Picot – che si è aggiudicata un 6° posto assoluto. E Fanatic (nella foto), che ha contato sull’appoggio di un altro marchio firmato Paul Picot: Levrette 1832. Qui in redazione, però, rimane l’annoso dubbio: perché nessun brand di orologi si fa avanti per diventare cronometrista ufficiale dello spettacolare trofeo?

    Sul cemento di Qizhong

    Foto Lintao Zhang / Getty Images courtesy Gerald Charles.

    L’abbiamo visto. È andata a Hubert Hurkacz la vittoria dell’ultima edizione Atp Masters 1000, terminata il 15 ottobre a Shanghai. E poco importa se, tre giorni dopo, è stato battuto all’Atp 500 di Tokyo. Ciò che conta è che il tennista polacco sia riuscito nell’impresa di conquistare il titolo per la seconda volta (la prima a Miami nel 2021). Poi a noi interessa soprattutto che Hubi abbia vinto con al polso il Maestro GC Sport Royal Blue di Gerald Charles, un ultrapiatto leggerissimo (ha la cassa in titanio) e resistente agli shock. Non c’è prova migliore…

    Tu chiamale se vuoi emozioni

    Un tour in manifattura non è un’esperienza comune, neanche per i Vip. L’anno vissuta però di recente quattro sportivi italiani, privilegiati dal fatto di essere ambasciatori di Omega. Bebe Vio, Gianmarco Tamberi, Gregorio Paltrinieri e Rossella Fiamingo hanno infatti avuto la fortuna di visitare l’avveniristica sede del Marchio a Biel, in un edificio progettato dall’archistar Shigeru Ban con criteri ecosostenibili. Non conosciamo i loro commenti, ma siamo certi che la tecnologia dei reparti di produzione deve averli impressionati. Non poco.

    Cronache dell’orologeria… circolare

    Foto Dimitrios Kambouris / Getty Images for Sunshine Sachs courtesy ID Genève.

    Leonardo Di Caprio, si sa, è da sempre impegnato nella tutela dell’ambiente. Ma è la prima volta che entra nell’economia circolare dell’orologeria: ha infatti investito in ID Genève, nel corso di una recente raccolta di capitale per finanziare la start-up svizzera. Che realizza esemplari con materiali riciclati (ne avevamo parlato qui…) e si è servita del nuovo impianto Panatere a energia solare per produrre i modelli della collezione Circular S. Uno dei quali è stato già avvistato al polso dell’attore durante una cena a New York (nella foto). Bravo Leo.

    Cronache dell’orologeria… sostenibile

    Maurice Lacroix rinnova la collaborazione con #tide, azienda specializzata nel riciclo di plastica prelevata dagli oceani. La partnership prevedeva il recupero di 10 milioni di bottiglie in tre anni, nei mari della Thailandia: ma dopo un anno e mezzo se ne sono già raccolte 7 milioni, che sono servite alla creazione dei coloratissimi Aikon #tide (e del loro packaging). Non solo. Al successo dell’operazione si devono aggiungere i benefici per i lavoratori e le comunità locali. Perché fare del bene all’ambiente fa bene anche alla gente…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Quadranti cioccolato, una tendenza di ritorno

    Quadranti cioccolato, una tendenza di ritorno

    Qualcuno è stato presentato a Watches and Wonders, la scorsa primavera. Altri sono appena usciti, tra le novità di quest’ultimo trimestre. In ogni caso, la tendenza è forte e chiara, e non può essere sfuggita ai più attenti osservatori del settore: sono tornati gli orologi con quadrante color cioccolato. Sono tornati perché andavano di moda all’inizio del nuovo Millennio, attorno al 2006 per essere precisi, anche se solo il pubblico più agé se li può ricordare. Corsi e ricorsi dell’orologeria… Proprio come in passato, oltretutto, i quadranti cioccolato in realtà conoscono infinite sfumature di marrone: dal nocciola all’avana, dall’ocra scura al terra di Siena, dal castagna al cappuccino – solo per citarne alcune.

    Allo stesso modo, la varietà si riscontra anche nella tipologia di esemplari. I quadranti cioccolato sono un fenomeno trasversale alle funzioni (si ritrovano nei solo tempo come nei complicati) e ai segmenti di mercato (piacciono all’entry level come all’alto di gamma). Per questo qui sotto trovate modelli tanto diversi per genere e per prezzo: il chocotime è contagioso… Certo, il marrone non è un colore facile, c’è chi lo ama e chi lo detesta (lungi da noi l’intenzione di convincere chiunque a farselo piacere). Ma è indubbio che al polso attira l’attenzione, soprattutto se accostato ai toni più caldi dell’oro, in particolare all’oro rosa o rosso (vero o riprodotto con trattamenti di superficie).

    Ecco allora le nostre scelte in fatto di quadranti cioccolato. Di seguito abbiamo riunito le tante nuove uscite dell’anno, arricchite da qualche pezzo “classico”. Li abbiamo suddivisi per fasce di prezzo, e ordinati in modo decrescente, così da rendere più facile la consultazione in riferimento al proprio budget. Come sempre la nostra vetrina non vuole essere esaustiva di tutti gli orologi a tema disponibili sul mercato, ma solo “un assaggio” dei pezzi in vendita. Se a qualcuno ne venissero in mente altri, comunque, può sempre segnalarceli sui nostri social…

    Quadranti cioccolato oltre i 50mila euro

    BREGUET Marine Tourbillon
    Cassa (42,5 mm) in oro rosa, impermabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 581 di manifattura, con autonomia di 80 ore e dispositivo tourbillon. Quadrante soleil, lancette e numeri romani applicati in oro e luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. 163.600 euro.

    PATEK PHILIPPE Aquanaut Chronograph Ref. 5968R
    Cassa (42,2 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CH 28‑520 C di manifattura, cronografo con funzione e datario. Quadrante soleil con motivo Aquanaut inciso, lancette, indici e numeri in oro, applicati e luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù a rilievo. 76.300 euro.

    Dai 50mila ai 10mila euro

    GERALD CHARLES Maestro 2.0 Ultra-Thin
    Cassa (39 x 41 mm; 8,7 mm di spessore) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GCA 3002 realizzato in esclusiva da Vaucher Fleurier, sottile 3,7 mm. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma vulcanizzata. 33.800 euro.

    VACHERON CONSTANTIN Fiftysix
    Cassa (40 mm) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1326 di manifattura, con datario. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, applicati come i numeri, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di vitello. 28.300 euro.

    BREITLING Top Time B01
    Cassa (41 mm) in oro rosso, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B01 di manifattura, con autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne e secondi continui; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante opaco, lancette e indici applicati luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle stile racing. 19.200 euro.

    ROLEX Datejust
    Cassa (41 mm) in acciaio Oystersteel, impermabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3235 di manifattura, con spirale paramagnetica, autonomia di 70 ore e datario istantaneo. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta in oro Everose, vetro zaffiro, bracciale Oyster in acciaio Oysterlsteel e oro Everose. Orologio personalizzabile, certificato Cronometro Superlativo. 14.150 euro.

    Quadranti cioccolato dai 10mila ai 1.000 euro

    OMEGA Seamaster Aqua Terra Shades
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial Master Chronometer 8800, con datario; certificato dal Metas. Quadrante soleil, lancette e indici apllicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. 7.400 euro.

    FREDERIQUE CONSTANT Highlife Worldtimer Manufacture Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC-718 di manifattura, con ore del mondo, funzione giorno/notte e datario a lancetta. Quadrante soleil con il globo in rilievo, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile. Il packaging include un bracciale in acciaio. 4.295 euro.

    BAUME&MERCIER Clifton 10713
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic di manifattura, con ruota di scappamento in silicio, autonomia di 5 giorni e datario; antimagnetico fino a 1.500 gauss e con certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante sfumato con “mirino”, lunetta rivestita in oro rosa, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle dalla patina vintage. 4.200 euro.

    BELL & ROSS BR03 Golden Heritage
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatic, calibro BR 302, con autonomia di 54 ore e datario. Quadrante soleil, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in pelle. Il packaging include un secondo cinturino in tessuto nero ultraresistente. 3.990 euro.

    TUDOR Royal
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro T601, con datario. Quadrante soleil, lancette luminescenti, numeri romani applicati, lunetta scanalata in oro giallo,vetro zaffiro, bracciale in acciaio con link rivestiti di oro giallo. 3.710 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Sport neomatik 39 Tabac
    Cassa (39,5 mm, 8,7 mm di spessore) in acciaio, impermeabile fino a 20 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro DUW 3001 di manifattura, con scappamento proprietario (Swingh System Nomos) e piccoli secondi. Quadrante soleil, lancette, indici e numeri apllicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzabile, bracciale in acciaio. 2.820 euro.

    Quadranti cioccolato sotto i 1.000 euro

    POLICE Malawi
    Cassa (45 mm) in acciaio Ip brown, impermeabile fino a 5 bar. Movimento al quarzo multifunzione. Quadrante mat, indici luminescenti, cinturino in pelle. 199 euro.

    DANIEL WELLINGTON St. Mawes Amber
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L con doppia placcatura in oro orsa. Movimento al quarzo. Quadrante soleil, cinturino in nappa. 189 euro.

    FOSSIL Cronografo Neutra
    Cassa (44 mm) in acciaio Ip oro rosa, impermeabile fino a 5 bar. Movimento al quarzo, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante soleil, cinturino in pelle. 169 euro.

    TIMBERLAND Ocean Plastic
    Cassa (44 mm) in plastica riciclata recuperata dagli oceani, impermeabile fino a 5 bar. Movimento al quarzo. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, cinturino in pelle con logo impresso. 99 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 29/09/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 29/09/2023

    Ed eccoci di nuovo con le Cronache dell’orologeria, realizzate per tenervi aggiornati sulle novità di marketing dal mondo delle lancette. Anche questa settimana le notizie selezionate sono tante e varie, fra eventi mondani, sponsorizzazioni sportive, collaborazioni più o meno eccellenti, volti e indirizzi vecchi e nuovi. Come sempre, insomma, le Cronache dell’orologeria ritraggono un ambiente più che vivace. Instancabile. Buona lettura!

    Dolce Vita newyorkese

    Per il lancio del Mini DolceVita, il 22 settembre scorso, Longines ha organizzato un mega-party al City’s Gotham Hall di New York. A far gli onori di casa alla serata dalle atmosfere italiane, il Ceo Matthias Breschan, che si è circondato da un parterre di star internazionali e volti noti dell’intrattenimento e dello sport. Come la cantante sudcoreana Suzy, ma soprattutto Jennifer Lawrence, Ambasciatrice di eleganza Longines. Proprio l’attrice Premio Oscar ha anche interpretato la campagna dedicata alla nuova collezione. Ne riparleremo.

    A ritmo del Primero

    Eletto tra i migliori dj a livello mondiale, Carl Cox firma la seconda collaborazione con Zenith. Dopo il Defy 21, uscito tre anni fa, ora ha realizzato il Defy Extreme Limited Edition in acciaio e oro giallo: un cronografo in 100 esemplari, ispirato al mondo del clubbing. Non solo. In occasione del lancio a Londra, lo scorso 21 settembre, Cox si è esibito al Raffles Chelsea in un esclusivo (ma affollato) dj-set. E ha anche creato ad hoc la playlist Carl Cox x Zenith che include il brano This is our Time. Da ascoltare su Spotify e sul sito ufficiale della Manifattura.

    Dalla Svezia con furore

    Per la nuova campagna Autunno/Inverno, Daniel Wellington ha scelto due protagonisti della scena svedese, amati dal pubblico più giovane: Elsa Hosk e Sam Ezeh. Lei, ex Angelo di Victoria Secret, è un personaggio ad alto tasso di glamour. Lui, musicista di talento in bilico fra pop e hip hop, produce un sound rarefatto che arriva dritto al cuore. Entrambi prestano il volto (e il polso) agli orologi delle collezioni Petite e Quadro, in scatti dalle atmosfere fashion e dall’estetica tagliente che rimandano al decennio scorso. Tutti da vedere.

    Shopping nella Capitale

    Omega ha riaperto la boutique nella via dello shopping di Roma. Lo spazio di via dei Condotti è stato interamente ristrutturato e ora accoglie gli ospiti in un ambiente ancora più lussuoso, fra arredi in legno chiaro, finiture in ottone e una scenografica scala elicoidale in vetro che porta alla lounge del piano superiore (a quello inferiore si trova invece il banco di lavoro dell’orologiaio). Al cocktail di inaugurazione, il 21 settembre scorso, erano presenti molti Friend of the Brand, tra cui Gregorio Paltrinieri e Rossella Fiamingo. Welcome…

    Dai Campioni agli Evocatori

    G-Shock continua a offrire sempre nuovi collaboration model. L’ultimo deriva dalla partnership con Riot Games, produttore e sviluppatore di League of Legends: il gioco multiplayer che non solo riunisce decine di milioni di appassionati, ma è anche diventato uno degli e-sport più seguiti al mondo, con tanto di tornei e leghe professionistiche. Due i modelli in collezione: uno dedicato al carismatico personaggio di Jinx; l’altro al Hextech, quel mix di stregoneria e tecnologia tipico del mondo di LoL. Se avete “una certa”, passate oltre…

    Cronache dell’orologeria “verde”

    Festina è diventata sponsor ufficiale del Trofeo Oceánico Elcano. Ispirato alla circumnavigazione del Globo realizzata nel 1522 dal navigatore spagnolo Juan Sebastián Elcano (1486/1526), il primo europeo a compiere l’impresa, è un giro del mondo in barca a vela – o meglio, aperto a scafi di tutti i tipi purché abbiano una propulsione “pulita”. Il percorso verso ovest, con partenza e arrivo in Andalusia, prevede infatti zero emissioni. Per l’occasione, il Marchio spagnolo ha presentato una nuova collezione di Diver. E cosa se no?

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Planet Ocean ETNZ: Omega, i Kiwi e l’America’s Cup

    Planet Ocean ETNZ: Omega, i Kiwi e l’America’s Cup

    Lo show è iniziato. Lo scorso weekend, a Vilanova i la Geltrú – non lontano da Barcellona –, si sono tenute le regate preliminari della 37a America’s Cup, che si svolgerà fra agosto e ottobre 2024. Sono stati tre giorni di gare in condizioni non ottimali, con regate di flotta e match race disputati fra tempeste e venti volubili, vinti alla fine da American Magic a solo un punto di distacco da Emirates Team New Zealand (e con Luna Rossa quarta classificata). Comunque per Omega, sponsor dei Kiwi dal lontano 1995, l’occasione perfetta per lanciare il nuovo Seamaster Planet Ocean Deep Black Emirates Team New Zealand Edition. Un nome lunghissimo: per comodità qui di seguito lo chiamerò semplicemente Planet Ocean ETNZ.

    Omega e l’America’s Cup

    Tranquilli, vi eviterò l’ennesimo pistolotto sull’impegno della Maison di Biel nel mondo della vela. Oltretutto Il Giornale degli Orologi se n’è già occupato altrove, non vale la pena di star qui a ripetere tutta la solfa. Ricorderò solo che è anche cronometrista ufficiale delle competizioni annesse e connesse all’ex Coppa delle Cento Ghinee. Ha assunto questo ruolo a Auckland nel 2000 (quando l’Italia intera faceva le notti in bianco per vedere Luna Rossa alla tele), è rimasta tale nell’edizione successiva del 2003 (che ho avuto la fortuna di seguire dal vivo, insieme a Paolo De Vecchi e ad altri pochi, fortunati giornalisti), per poi tornare a esserlo nel 2021. E di nuovo adesso, per la quarta volta.

    Va da sé che nel tempo Omega ha anche affiancato grandi nomi della vela: da Peter Blake a Russell Coutts, da Dean Barker a Ellen Mac Arthur. E oggi François Gabart, Quentin Delapierre, Peter Burling e Blair Tuke. Con loro e nella lunga esperienza accumulata nell’andar per mare, ha assimilato specifiche conoscenze – puntualmente applicate nella produzione di Seamaster sviluppati ad hoc per le regate. Penso per esempio al Chronostop di fine anni Sessanta, allo Yachting o al Regatta dei Settanta, al Racing 300M o al Chrono NZL-32 dei primi Duemila, fino ai più recenti Planet Ocean ETNZ del 2017, Planet Ocean 600M America’s Cup del 2020, o ancora il Diver 300M realizzato sempre per la Coppa America, ma del 2021. E l’elenco non è certo completo…

    Il Planet Ocean ETNZ

    Tanto basta però per comprendere che il nuovo Planet Ocean ETNZ è solo l’ultimo modello, in ordine di tempo, che il Brand dedica alla vela. Di suo – come recita il titolo sul sito di Omega – è un Planet Ocean 600 Co-Axial Master Chronometer Chronograph 45,5 mm. E a poco a poco, nelle prossime righe, chiariremo questa definizione. Ma è subito identificabile per i colori ufficiali: quell’accostamento di nero e turchese che compone l’attuale livrea dell’equipaggio governato dal Royal New Zealand Yacht Squadron.

    La cassa infatti è in ceramica nera ed è ricca di numerossimi dettagli turchese: la minuteria, il numero 12, il lettering della collezione, la lancetta centrale dei secondi crono (sfumata), il profilo del contatore a ore 3, le guarnizioni sui pulsanti, il decoro sul fondello, le impunture del cinturino… Le dimensioni importanti, 45,5 mm di diametro, sottolineano che si tratta di uno strumento tecnico, così come il dato dell’impermeabilità: 60 atmosfere. Capace di resistere all’impatto delle ondate che colpiscono gli “scafi volanti” a più di 50 nodi.

    Meccanica e particolarità

    Il Planet Ocean ETNZ è un cronografo a carica automatica animato dal calibro 9900, di manifattura. Che in questo caso riporta sul quadrante, nel contatore al 3, appunto, il conto alla rovescia, utile per calcolare il timing (cioè il tempo impiegato per coprire una certa distanza) e arrivare lanciati alla linea di partenza. Durante le concitate fasi che precedono il colpo di cannone d’inizio regata – e in particolare negli ultimi 5 minuti, anche se già mezz’ora/tre quarti d’ora prima la tattica è fondamentale – le barche concorrenti ingaggiano infatti una spettacolare ma spietata “danza”, per decidere su quale lato del campo di regata intendono navigare e varcare per prime l’immaginaria linea dello start.

    Per il resto, le caratteristiche meccaniche del movimento sono quelle cui Omega ci ha ormai abituati – anche se ciascuna di esse denota estrema qualità e prestazioni di elevato livello. Ovvero scappamento Co-Axial, spirale in silicio, due bariletti che lavorano in serie e garantiscono un’autonomia di 60 ore, resistenza a campi magnetici fino a 15mila gauss, certificato di cronometria rilasciato dal Metas (l’Istituto elvetico di metrologia che ha sottoposto l’orologio a una serie di test specifici). Per ulteriori dettagli tecnici vi rimando alle didascalie in alto.

    Ultime informazioni

    Concludo come di consueto con le informazioni sul prezzo e sulla disponibilità. Il Planet Ocean ETNZ costa 14.900 euro. Che non sono affatto pochi, è vero, ma sono in linea con il segmento più alto della collezione Seamaster, e poi riflettono i rialzi cui l’intera orologeria è andata soggetta negli ultimi tempi. Ma non è questa la sede per capirne i perché, affronteremo il lungo discorso in un altro momento. Aggiungo invece che l’orologio arriverà nei negozi il prossimo ottobre. Non è in tiratura limitata, ma chi fosse interessato all’acquisto farebbe bene a prenotarlo in boutique o dai concessionari. I fan dei New Zealand per primi…

  • Il MoSaBa e gli altri ESA al diapason

    Il MoSaBa e gli altri ESA al diapason

    Proseguiamo il racconto dei movimenti al diapason realizzati dalla ESA tra gli anni Sessanta e Settanta, e lasciato in sospeso la scorsa settimana… Protagonista il MoSaBa, uno dei calibri più famosi dell’epoca.

    All’inizio degli anni Sessanta si pensa che il diapason abbia un grande avvenire davanti a sé e che ci sia spazio per molti miglioramenti. Il progetto originale 214 di Max Hetzel si rivela infatti troppo sensibile agli urti e alla posizione, con notevoli scarti dovuti alla gravità terrestre. A un certo momento si troveranno contemporaneamente a lavorare sul diapason, oltre a Bulova con le evoluzioni del 214, anche il Centre Eletronique Horloger (CEH) con i progetti Alpha e Gamma, Hetzel stesso (che faceva un po’ azienda a sé all’interno di CEH) col progetto Swissonic, e la stessa ESA.

    Soluzione diapason: gli esordi del MoSaBa 9160

    Proprio la ESA avvia nel 1961 gli studi su insistenza del Direttore di ETA, Heinrich Stamm. A capo del team c’è André Beyner. La soluzione ai problemi gravitazionali è un diapason completamente ridisegnato, a forma di “H”, e fissato al centro anziché in basso, con i magneti a un estremo e all’altro dei contrappesi. Questa forma riduce grandemente gli errori posizionali e aumenta la resistenza agli urti. Ciò permette di stare nel ±1 secondo al giorno di precisione e ±0,5 secondi di scarto posizionale: un buon miglioramento rispetto all’Accutron originale, che aveva uno scarto di ±2 secondi se immobile ma ben ±4,5 se in posizioni diverse. La frequenza di vibrazione è 300 Hz. Nonostante le molte differenze e migliorìe, il concetto è comunque lo stesso dell’Accutron, tanto che richiedere una licenza Bulova è imprescindibile. Il movimento prende il nome di MoSaBa, dal francese Montre Sans Balancier.

    Il miglioramento tecnico e qualitativo è evidente, stante anche i molti anni trascorsi dal progetto di Hetzel e il prezzo più alto in cui si posizionano questi modelli: i due moduli con le bobine sono facilmente smontabili senza rimuovere il diapason, la parte elettronica è molto miniaturizzata. Il modulo motore è separato dalla platina col resto del treno e il datario. In generale il movimento è molto più facile da disassemblare, revisionare e rimontare. Nel corso degli anni le bobine si sono rivelate sensibili all’umidità e all’acido delle pile (quella lato pila si rovina più facilmente). Inoltre occorre una mano esperta per regolarne la velocità: capita spesso che una regolazione fatta a tentativi comporti il raddoppio della velocità del motore, perché a certe condizioni l’indice fissato al braccio del diapason prende due denti anziché uno a ogni vibrazione.

    Quasi come Orazi e Curiazi

    Nel 1965 il MoSaBa è pronto, ma rimane ancora da chiedere la licenza. Come ai tempi leggendari della Roma dell’età regia, si incontrarono 3 persone per ESA (André Beynier, Léo e François Dupasquier) e 4 per Bulova (Sol Flick, Harry Hensel, Jules Sandoz e Hans Schaller). Dopo 3 anni di discussioni ci si accorda per un milione di dollari una tantum, svariati dollari per ogni movimento e l’incisione di “Licensed by Bulova” sul ponte superiore.

    Appena si trova l’accordo, nel 1968, viene presentato il calibro 9160, senza data. Non si sa se sia stato incassato in qualche orologio: personalmente non ne ho mai visto un esemplare. L’anno successivo arriva il modello a più vasta diffusione, il 9162 col datario, mentre occorrerà attendere il 1972 per la versione day/date, numerata 9164. Il modulo elettronico era prodotto da EEM, la parte meccanica da ETA.

    Il successo del MoSaBa

    Il MoSaBa ha conosciuto un ottimo successo ed è stato incassato, con diversi gradi di finiture, da Omega (per la maggior parte), Longines, Movado, Zenith, IWC, Solvil & Titus, Certina, Baume & Mercier, Tissot, Rado, Eterna e altri ancora. Dopo la fine della produzione, nel 1976, una parte dei fondi di magazzino fu acquistata da Imado per realizzare il modello Tuning Fork. Il MoSaBa è stato prodotto anche ad Hong Kong per il mercato asiatico con i nomi di 536.111 (9162) e 536.121 (9164).

    Siccome al pari del maiale non si butta via nulla, sono sopravvissuti persino i fondi dei fondi. E nel 1990, alla Fiera di Basilea, la Technos di Neuchâtel presenta l’orologio Mosaba, con fondello trasparente, che al giorno d’oggi è reperibile soprattutto in Giappone.
    Tuttora è estremamente facile trovare sia orologi che incassano il MoSaBA, sia i relativi ricambi, addirittura nei loro incarti originali.

    Soluzione diapason + cronografo: 9210

    ESA si preoccupa di avere a listino anche un cronografo, che sarà l’unico mai realizzato a essere mosso da un diapason. Anziché sviluppare un movimento da zero preferisce un approccio modulare. Incarica perciò la Dubois Dépraz di creare un modulo cronografico da infilare a mo’ di panino tra il motore e la platina col datario. Nel 1972 il progetto è pronto e il calibro ESA 9210 viene presentato a Basilea l’11 maggio, insieme alla versione 9164, solotempo con day/date.

    Nei tre anni di produzione complessivamente ESA ne ha realizzato 21mila esemplari, così ripartiti: 12mila Omega 1255, gli unici color rame, in genere incassati nel modello Speedsonic; 3mila Longines Ultronic L749.2; 3mila Certina C-Tronic Chronolympic 749; 3mila Baume & Mercier Tronosonic Chronograph 19210. Questi ultimi sono rifiniti un po’ meglio, color nickel e lavorati a Côtes de Genève. Invece i fondi di magazzino Longines sono stati venduti come Derbysonic Chronograph. E sul loro quadrante, sopra le finestrelle del datario, restano visibili i forellini in cui si applicava la clessidra alata, che peraltro resta visibile incisa nella fibbia.

    La versione cronografo resterà in vendita dal 1972 al 1976.

    Soluzione quarzo: i calibri 9180 e 9240

    Di calibri al quarzo ESA ne ha realizzati un’infinità. Ci limitiamo qui ai primi due, il calibro 9180 e il calibro 9240 realizzati nel 1972, perché rappresentativi del periodo di passaggio.

    Il quarzo infatti è già da 32.768 Hz ma è ancora in forma di barra, abbastanza sensibile agli urti. Il chip è già un integrato Eurosil CMOS ma il motore è ancora un Lip con rotore a 8 magneti di platino-cobalto e bobina fissa a 4 ciambelle, che si era già visto sul Lip R33. Questo tipo di motore aveva un difetto: i rubini del rotore si usuravano velocemente per le forze magnetiche non tangenziali ma perpendicolari al rotore stesso, il che provocava una continua attrazione e repulsione da parte delle bobine. L’istituto di ricerca LSRH di Neuchâtel dovette studiare un olio apposito, il G5.

    Il vantaggio del motore Lip è una totale silenziosità di funzionamento. L’aspetto del calibro 9180 ricorda da vicino il 9158, da cui riprende l’esperienza accumulata.

    Le varianti del calibro 9180 montate in orologi da uomo sono state il 9181 con datario mensile e il 9182 con datario settimanale. Il calibro 9240 montato negli esemplari da donna, delizioso nelle ridotte dimensioni, ha visto le varianti 9241 e 9242. Tratteremo il resto della storia della Svizzera nel mondo elettrico in un prossimo futuro.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 24/08/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 24/08/2023

    Terminata la pausa estiva, tornano le nostre Cronache dell’orologeria. Che, assenti da quasi un mese, a questo punto devono guardare indietro e riassumere le cose notevoli successe nelle scorse settimane, oltre che annunciarvi gli appuntamenti da non perdere nel prossimo futuro. Dopo un’accurata e opportuna selezione delle notizie, abbiamo quindi dato spazio in particolare alle operazioni benefiche e all’intrattenimento, senza dimenticare un pizzico di sport e qualche indirizzo utile. Se vi sembra che il risultato sia un po’ troppo composito, più simile a un variegato fritto misto che a una zuppa omogenea, avete ragione. Questa volta le Cronache dell’orologeria non hanno un filo conduttore, ma pescano nell’attualità per non farvi perdere nulla di importante. Perché l’obiettivo, come sempre, è tenervi aggiornati. Buona lettura!

    Impegno filantropico…

    Il 19 agosto è stata la Giornata mondiale umanitaria. Nomos Glashütte ne ha sottolineato il valore, in questo periodo di crisi climatica, e l’ha celebrata come sempre a fianco di Medici senza Frontiere, con cui è partner dal 2012. Da allora ha prodotto oltre 11mila orologi a sostegno dell’organizzazione vincitrice del Nobel per la pace, suddivisi in 14 modelli. Dell’ultimo, un Tangente 38 in edizione speciale dedicata ai 50 anni della Onlus, è ancora disponibile qualche esemplare. Pensateci: se volete dare il vostro contributo, lo trovate qui.

    …e ambientale

    Dal 2020, Speake Marin cerca di dare un contributo alla salvaguardia delle specie animali a rischio. E lo fa con la collezione Art Series, in cui i mestieri d’arte creano capolavori a sostegno di associazioni impegnate nella protezione dell’ambiente. Quest’anno è la volta del Piccadilly “Academic Koala”, con la cassa in titanio, il movimento automatico di manifattura e il quadrante color eucalipto dipinto a mano con l’effigie del piccolo marsupiale. L’orologio, in edizione limitata, andrà a favore della Queensland Koala Crusaders.

    Orgoglio Azzurro

    Lo sanno tutti: ai Campionati di atletica di Budapest, martedì scorso, Gianmarco Tamberi ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto, scavalcando il muro dei 2,36. Un colpaccio per Omega: che oltre a salire sul gradino più alto del podio con i propri ambasciatori per la terza volta in questi Mondiali (lo aveva già fatto con Noah Lyles per i 100 metri e con Ivana Vuleta per il salto in lungo), mette sotto i riflettori i propri orologi, al polso degli atleti in gara (per il campione marchigiano, un Seamaster Aqua Terra Ultralight). Complimenti!

    Artistiche trasparenze

    Terza edizione del Louvre Abu Dhabi Art Here e del Richard Mille Art Prize, la mostra di arte contemporanea indetta nel più grande Museo del mondo arabo. Per la quale è stata annunciata la giuria internazionale, composta da personalità di spicco in diverse aree – dall’architettura alla curatela. Saranno loro a valutare i lavori degli artisti, chiamati a interpretare il tema del 2023: Trasparenze. Inaugurata a novembre, si preannuncia già come uno spettacolo suggestivo di luci, ombre, riflessi, sotto gli intrecci della cupola galleggiante. Ne riparleremo…

    Al Cuore e al polso

    Su Netflix, l’11 agosto, è uscito Heart of Stone con Gal Gadot e Jamie Dornan (sì, quello di Cinquanta sfumature…). Un film d’azione, diretto da Tom Harper, un po’ thriller e un po’ poliziesco, girato fra le Alpi italiane, Londra, Lisbona e il Senegal. Non ci addentriamo nella trama, né nella critica. Lo segnaliamo solo perché Rachel Stones, la protagonista, indossa un Hublot Big Bang E Gen3 Black Magic. E non poteva essere altrimenti, in questa storia di spionaggio e di doppiogiochisti in cui l’intelligenza artificiale è al centro della vicenda.

    A proposito di corse

    All’estero è uscito l’11 agosto, ma per vederlo nelle sale italiane dobbiamo aspettare il 20 settembre. Gran Turismo – La storia di un sogno impossibile è l’adattamento cinematografico dell’omonima serie di videogame. E racconta la storia (vera) di Jann Mardenborough, giovanissimo campione di eSport che diventa pilota professionista della Nissan proprio grazie alla bravura alla Playstation. Diretto da Neill Blomkamp, con Archie Madewke, Dave Harbour e Orlando Bloom, vede al polso di quest’ultimo un TAG Heuer Monaco. Cosa, se no?

    Jet d’Eau e dintorni

    Dal 29 agosto al 2 settembre, (ormai) consueto appuntamento con i Geneva Watch Days. Giunto alla IV edizione, il salone indipendente, come sempre autogestito e decentralizzato (o meglio diffuso), quest’anno riunisce una quarantina di marchi. Che presenteranno le loro novità tra il padiglione della Rotonde du Mont-Blanc sul Lago e numerose boutique o locali vari in tutta la città, in un’esperienza che vuol essere immersiva tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati e semplici curiosi. Negli spazi aperti al pubblico, l’ingresso è gratuito.

    Shopping in Costa Smeralda

    Chi è stato in vacanza a Porto Cervo (e dintorni), quest’estate, lo avrà notato di sicuro. Nella centralissima piazzetta, Rolex e Rocca hanno aperto una nuova boutique monomarca. Uno spazio di due stanze dall’atmosfera marina e dagli arredi in legno: tre vetrine con i banconi nella prima, e nella seconda un più intimo salottino dove sembra di trovarsi sotto coperta in una barca. Per la grande catena di negozi che fa capo al Gruppo Damiani, si tratta del 25° indirizzo. Se qualcuno di voi lettori c’è andato, ci contatti in privato sui nostri social…

    L’Impero colpisce ancora

    La sede di Bucherer in rue du Rhone a Ginevra. Foto @WatchPro

    Rolex ha acquistato Bucherer: la notizia, anticipata dal magazine inglese WatchPro, è stata confermata da un comunicato stampa ufficiale di Rolex. Ricordiamo che Bucherer non è un semplice retailer: è una potente catena di negozi. Possiede oltre 100 punti vendita in tutto il mondo (15 solo in Svizzera, 30 negli States), metà dei quali vendono Rolex, 48 Tudor. Pare che la Casa della Corona sia intervenuta per la decisione della proprietà di vendere tutto in assenza di eredi. E che non toccherà né la gestione né l’organico, ma solo integrerà la Società nel Gruppo. Di sicuro un grosso business…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 26/07/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 26/07/2023

    Eccoci di nuovo con il nostro rotocalco di informazione e curiosità dal mondo delle lancette. Le Cronache dell’orologeria di questa settimana registrano diversi eventi sportivi, sia di rilievo internazionale sia di carattere più locale, oltre a qualche novità in tema di anniversari e intrattenimento. Ai lettori più fedeli dobbiamo dire però che si tratta dell’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Ci riaggiorniamo dopo le vacanze. Se con le cronache dell’orologeria chiudiamo qui (per ora), non ci resta che augurarvi buona estate. E buona lettura.

    Orologiaio per un giorno

    Vi piacerebbe visitare una manifattura svizzera per capire come si costruiscono gli orologi? Frédérique Constant apre le porte al pubblico della propria sede di Plans-Les Ouates, a Ginevra. I tour della Manufacture Experience durano un’ora e mezza, anche con una guida che parla italiano, e si effettuano tutti i giorni, dal lunedì al giovedì (previa prenotazione, s’intende). In più, la Maison organizza anche un laboratorio di orologeria, che permette ai neofiti di cimentarsi con l’assemblaggio di un calibro. Trovate ulteriori informazioni a questo link.

    Tic tac, tic tac…

    Manca esattamente un anno all’apertura delle Olimpiadi di Parigi 2024. E Omega, cronometrista ufficiale anche in questa occasione (per la 31a volta!), ha inaugurato proprio ieri il tradizionale Countdown Clock, che scandisce – secondo dopo secondo – il tempo mancante all’inizio dei Giochi. A tagliare il nastro, il Presidente e Ceo Raynald Aeschlimann, in presenza delle autorità. Il grande orologio digitale si trova al Port de La Bourdonais, proprio sotto la Tour Eiffel. Andate a vederlo, se passate dalla Ville Lumiere nei prossimi 365 giorni…

    Bravo Thomas

    Foto Sarah Stier / Getty Images courtesy Omega

    Per restare in tema di cronometraggio sportivo, Omega è anche Official timekeeper dei Campionati mondiali di sport acquatici, che si tengono fino al 30 del mese a Fukuoka, in Giappone. (Ve ne sarete accorti, se li state seguendo in tv). Bene. Proprio quella strumentazione precisissima due giorni fa ha registrato i 22,68 secondi di Thomas Ceccon nei 50 maschili a farfalla, nuovo record italiano che è valso la medaglia d’oro al campione di Thiene. Un motivo d’orgoglio non solo per la Maison di Biel, di cui è ambasciatore, ma per tutti gli Azzurri…

    Non solo per i soci

    Il Club Nautico di Rimini spegne 90 candeline. E per festeggiare l’anniversario ha siglato una partnership con Oris e la Gioielleria Ciacci per la creazione di una special edition commemorativa: un Aquis Date Caliber 400, con cassa in acciaio e movimento automatico di manifattura, personalizzato con i colori e il guidone dello Yacht club. Fornito di 10 anni di garanzia, si può prenotare presso la Gioielleria di Rimini. Chi fosse interessato, però, non perda tempo: l’orologio è realizzato in una tiratura limitata di 30 esemplari…

    Bell’Italia

    A proposito di eventi futuri, Locman è diventato cronometrista ufficiale del Gran Premio Nuvolari. La 33a edizione della prestigiosa competizione di auto d’epoca si terrà dal 14 al 17 settembre prossimi. E si snoderà su un percorso di circa 1000 chilometri, con partenza e arrivo a Mantova (come di consueto), attraverso antichi borghi e città d’arte (con tappe a Modena, Imola, Rimini, e poi Arezzo, Siena, San Marino). Numerosi anche i momenti conviviali. Del resto meccanica, passione e italianità sono concetti cari alla Marca elbana…

    Giovani muse crescono

    Chanel ha annunciato che Lily-Rose Depp è la nuova “musa” del Première. Figlia d’arte – il padre è Johnny Depp, la madre Vanessa Paradis (ma lo sanno tutti, che lo scriviamo a fare?) -, l’attrice, cantante e modella francese – da anni ambasciatrice Chanel – presterà così il polso e il volto al Première Edition Original nella nuova campagna, le cui immagini saranno svelate al pubblico il 1° settembre. Nel frattempo, se non l’avete ancora vista recitare, guardatela nella serie tv Hbo The Idol, andata in onda di recente su Sky. Merita.

    Sul grande schermo

    Continua la collaborazione fra Hamilton e Christopher Nolan. Dopo Tenet, Interstellar, Inception, ecco ora Oppenheimer, un thriller basato sulla vita del padre della bomba atomica. Fissato com’è con la coerenza dei dettagli, il visionario regista ha inserito al polso dei protagonisti – Cillian Murphy, Emily Blunt e Matt Demon – ben sei esemplari storici: il Cushion B, il Lexington, l’Endicott, il Lady Hamilton A-2 e ancora il Piping Rock e il Military Ordinance. Il film uscirà in Italia il 23 agosto. Andatelo a vedere in una sala Imax, se potete…

    …e in tv

    Foto Filippo Tenti courtesy Seiko

    Seiko è diventato partner di Overland. La nuova stagione del diario televisivo di viaggi e avventure – ideato da Beppe Tenti fin dal 1995 e trasmesso su RaiUno – sarà in onda fino a 6 settembre. E per 8 puntate su 10 vede al polso di Filippo Tenti gli esemplari del Marchio giapponese. In particolare: un Astron Gps Solar, un Prospex e un Prospex Alpinist, che affronteranno le spedizioni naturalistiche fra Uganda, Somalia e Borneo Malese. Non una semplice operazione di product placement, insomma, ma un vero test di resistenza e performance.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai, ma sono spesso riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Ploprof, storia e attualità dell’inconfondibile Omega

    Ploprof, storia e attualità dell’inconfondibile Omega

    A fine giugno, Omega ha festeggiato a Mykonos il 75° della collezione Seamaster. E per l’anniversario ha lanciato la collezione Seamaster Summer Blue: 7 modelli, declinati in 11 referenze, con il quadrante blu dalle sfumature sempre più intense in diretta proporzione con il dato dell’impermeabilità. Presenti tutte le linee della storica famiglia di orologi: dall’Aqua Terra al Diver 300, dal Planet Ocean all’Ultra Deep. Ma l’esemplare per noi più interessante, quello che più di tutti qui in redazione ci ha fatto battere forte il cuore, è di sicuro il Ploprof. Un autentico simbolo della Maison di Biel, che non ha eguali in alcun segmento di mercato e merita ben più di due parole.

    Mezzo secolo fa…

    Fast rewind. Già dagli anni Sessanta, Omega collaborava con i sommozzatori della Comex, le cui richieste di strumenti sempre più avanzati si facevano via via pressanti con lo sviluppo delle ricerche sottomarine. Così, dopo il Seamaster 300, uscito nel 1957, nel 1971 nasce il Seamaster 600, con caratteristiche costruttive davvero particolari. Un unicum nel panorama internazionale dei diver’s, subito riconoscibile per l’estetica e rivolto proprio ai plongeurs professionels. Deriva da qui il nome PloProf: il nickname con cui il Seamaster 600 diventa famoso ne sottolinea la vocazione di orologio subacqueo destinato agli usi professionali.

    L’imponente cassa monoscocca in acciaio (ma anche in titanio, per alcuni prototipi) presenta dimensioni ragguardevoli. E soprattutto una forma del tutto inedita: ha il vetro minerale monolitico, la corona posta a ore 9 con massicce spallette di protezione e barra di blocco, la ghiera girevole bi-direzionale dotata di un pulsante di sicurezza per evitare pericolosi spostamenti accidentali. Il quadrante blu scuro possiede indici e lancette macro, ben visibili al buio degli abissi grazie a un generoso trattamento luminescente, e la lancetta dei minuti è ulteriormente evidenziata dal profilo arancione.

    Performance degne di nota

    Non solo. Come si evince dal nome, l’orologio ha una tenuta stagna garantita fino a 60 bar, ma in laboratorio è sottoposto a pressioni ben maggiori. Testato fino al limite delle possibilità, ha un cedimento strutturale soltanto a 137 bar: il vetro si deforma e blocca le lancette, ma il movimento, il calibro automatico 1002, continua a funzionare. Le prestazioni reggono bene il confronto con i pochi equivalenti presenti allora sul mercato (leggi Rolex Sea-Dweller). Ma il Proplof si distingue dagli altri per l’assenza della valvola di decompressione: la cassa totalmente ermetica non permette all’elio di penetrare all’interno neppure dopo lunghi soggiorni in atmosfera iperbarica. Problema risolto.

    Utilizzato in numerose esplorazioni subacquee, apprezzato nell’ambiente dei professionisti delle immersioni, l’orologio sale però agli onori delle cronache (mondane) quando appare al polso di Gianni Agnelli. L’Avvocato lo sfoggia nel pozzetto della sua barca e sui pontili di un molo, al solito, sopra il polsino della camicia o la manica del maglione. E lo rende famoso: il Ploprof assurge al ruolo di status symbol. Tuttora è ricercatissimo dai collezionisti, che sferrano duelli serrati, a suon di banconote, per aggiudicarsi i pezzi migliori durante le battute d’asta.

    Il PloProf oggi

    Fast forward. Torniamo alla nostra epoca. Personalmente ricordo, nel 2009, l’uscita del Ploprof Co-Axial 1200Mt, equipaggiato appunto dal calibro Co-Axial 8500 e con una tenuta stagna che raggiunge i 120 bar. E poi ancora, nel 2016, altre versioni con la cassa in titanio, la lunetta in ceramica e la certificazione Metas. Non sto qui a raccontare i dettagli di questi orologi o le differenze rispetto al modello originario. Mi preme solo sottolineare che gli esemplari del Nuovo Millennio presentano tutti la valvola di decompressione, proprio per l’impermeabilità raddoppiata.

    Con la somma delle tante innovazioni acquisite negli ultimi decenni, comunque, il Ploprof diventa più leggero, robusto e affidabile di quanto sia mai stato. Lo si riscontra anche nel nuovo esemplare, il Ploprof Summer Blue. Che richiama l’originale dal punto di vista estetico, ma ne rappresenta l’evoluzione contemporanea: decidamente migliorata, grazie ai numerosi progressi che la tecnologia ha conosciuto nei tempi più recenti. Non me ne vogliano i collezionisti e i cultori del vintage, ma il discorso è valido per qualsiasi orologio, non solo per il Ploprof. I modelli attuali sono indiscutibilmente superiori a quelli del passato. Sempre.

    Un acciaio speciale

    Il Ploprof Summer Blue è realizzato in O-megasteel, l’esclusivo acciaio realizzato dalla Casa di Biel. Come tutti sanno, Omega negli ultimi anni ha dedicato energie e risorse alla ricerca di nuovi materiali: per esempio l’oro Sedna, il Canopus e il Moonshine riguardano le diverse tonalità del metallo prezioso… Allo stesso modo l’O-megasteel è una specifica lega d’acciaio di colore più bianco rispetto alle tradizionali 316L o 904L, e quindi di maggiore lucentezza. A proposito del 904L, pochi sanno che Omega fu la prima marca a utilizzarlo proprio nel programma di sviluppo del Ploprof, con il nome di acciaio Uranus.

    Dicevo, l’O-megasteel è una lega speciale, priva di nichel: il che la rende praticamente anallergica, o almeno ipoallergenica, e più resistente alla corrosione marina rispetto ad altri acciai austenitici. Ed è migliore anche per proprietà meccaniche, in particolare per il carico di rottura (ovvero: “Il limite in termini di forza o sollecitazione esterna applicata, oltre il quale un materiale risulta definitivamente inservibile dal punto di vista della resistenza”, per citare Wikipedia). Per intenderci, l’acciaio 316L ha un indice di 200/250 MegaPascal (dipende dalle leghe), il 904L di 220 MPa, il titanio grado 5 di 800/900 MPa, mentre l’O-Megastell è dichiarato a 560 MPa. Praticamente il doppio delle leghe “classiche”.

    Le caratteristiche principali del Ploprof Summer Blue

    Nella versione del Ploprof 2023, la cassa misura 55 x 45 mm (leggermente più piccola dell’originale, che arrivava a 48 mm) ed è impermeabile fino a 120 bar. Il quadrante spazzolato soleil riporta la lancetta delle ore e gli indici luminescenti a emissione turchese, mentre la lancetta dei minuti e l’indice sulla ghiera al 12 sono a emissione verde. Coerente con il nome della collezione, la cromia dominante è proprio il blu: sfumato sul display, pieno e intenso sulla lunetta in vetro zaffiro e sul pulsante di blocco in ceramica, inscalfibile e resistente all’usura del tempo. Coordinato il cinturino in caucciù.

    Riguardo al movimento, il Ploprof Summer Blu monta il calibro Co-Axial Master Chronometer 8912, a carica automatica. Oltre alle 60 ore di autonomia e allo scappamento co-assiale, segnalo proprio la certificazione rilasciata dal Metas (l’Istituto federale di metrologia, ente indipendente di diritto pubblico della Confederazione elvetica) che riguarda due caratteristiche fondamentali in un orologio subacqueo: la costanza di marcia e la resistenza ai campi magnetici. Quest’ultima è garantita fino a 15mila gauss, il massimo che le strumentazioni attuali riescono a misurare. Altri dati tecnici sono reperibili nelle didascalie.

    Prezzo e disponibilità

    Concludo questo lungo approfondimento sul nuovo Ploprof con qualche informazione pratica. Prima di tutto, il prezzo: 15.600 euro. Immagino già il mugugnare diffuso di quanti “vorrei ma non posso”. A parte il fatto che l’orologeria svizzera ha in senso lato aumentato notevolmente i prezzi, negli ultimi anni (e non è questa la sede in cui spiegarne i motivi), a mio parere in questo caso ogni centesimo è ben speso. Il PloProf va considerato quasi una forma di investimento, che dovrebbe “reggere” anche in futuro.

    Il problema semmai si pone per la disponibilità. Online, sull’e-commerce ufficiale, non è ancora in vendita. Per ora lo si trova di sicuro nel pop-up store a Forte dei Marmi. Per chi non è in zona sarebbe buona cosa rivolgersi nelle boutique monomarca o al proprio concessionario di fiducia, in modo da avere una certezza sui tempi di consegna: presumibilmente l’autunno. Dobbiamo tutti aver pazienza: il Ploprof merita l’attesa…

  • Barbie style: 7 orologi con il quadrante rosa

    Barbie style: 7 orologi con il quadrante rosa

    È uscito ieri nelle sale italiane, ma se ne parla da mesi. Barbie, con Margot Robbie, Ryan Goslin e la regia di Greta Gerwig, è il film dell’estate, destinato a tingere di rosa non solo il grande schermo ma anche la vita reale. Promotore di una tendenza travolgente, trasforma la moda secondo l’immaginario fantastico da Barbie Land: dalle Case dei sogni alle Corvette rosa, dai fenicotteri di plastica ai pattini a rotelle, dagli abiti bon ton ai look anni Ottanta, accessori compresi. Tutto rigorosamente Barbie style.

    Lecite, fra l’altro, le tante, infinite nuance di rosa: pastello, confetto, shocking, chewing-gum, fluo, pallido, ciliegia, perla, fiori di melo… Il Barbie style non guarda troppo per il sottile, si fa andar bene qualsiasi sfumatura rimandi a quel mondo di plastica, edulcolorato e perfetto (almeno in apparenza). Ma se il fashion world cavalca l’onda ormai da settimane, noi abbiamo deciso di trasferire il gioco del Barbie style agli orologi. E abbiamo identificato 7 esemplari con quadrante rosa adatti a interpretare il tema.

    No, non fraintendeteci: non è che le case di orologeria si siano fatte contagiare dalla Barbiemania imperante. Sotto le lancette, il rosa c’è sempre stato. Ma finora era riservato esclusivamente al pubblico femminile. Gli orologi Barbie style qui di seguito invece non hanno caratteristiche “da donna” – né formati mignon né dettagli di diamanti -, rompono gli stereotipi di genere e si prestano a essere indossati da chiunque. Anche dagli uomini capaci di osare: da chi può essere, proprio come Barbie, “tutto ciò che vuole”.

    Non ne siete convinti? Ok, potete sempre pensare di indossarli solo per andare a vedere il film al cinema, con un look coordinato. Rosa, s’intende…

    MAURICE DE MAURIAC L3 Cherry Blossom
    Cassa (40,5 mm) in acciaio lucido-satinato. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Concepto Tricompax C8100, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Disegnato da Fabian Schwaerzler, è dedicato alla Zurich Cancer Foundation come contributo per la lotta al cancro al seno. 4.400 franchi svizzeri.

    NOMOS GLASHÜTTE Club Campus deep pink
    Cassa (38 mm ⊘) in acciaio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Alpha di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante laccato, lancette luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzabile, cinturino in pelle. 1.500 euro.

    OMEGA Seamaster Aqua Terra Shades
    Cassa (34 mm ⊘) in acciaio lucido, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial 8800 di manifattura, con spirale in silicio e datario. Quadrante laccato soleil, lancette e indici applicati in oro bianco, luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. Certificato Master Chronometer. 7.200 euro

    ORIS Diver Sixty-Five “Cotton Candy”
    Cassa (38 mm ⊘) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Oris 733 (base Sellita SW 200-1) con datario. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con logo inciso, bracciale in acciaio. 2.350 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual rosa candy
    Cassa (36 mm ⊘) in acciaio Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante laccato, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio Oystersteel. Certificato Cronometro Superlativo. 6.150 euro.

    TAG Heuer Carrera Data
    Cassa (36 mm ⊘) in acciaio lucido-satinato, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 7, con datario. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio lucido-satinato. 3.200 euro.

    VERSACE DV One
    Cassa (40 mm) in ceramica, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Ronda R150.2, con datario. Quadrante smaltato, lunetta con Greca in rilievo, vetro zaffiro, fondello in acciaio con oblò in vetro zaffiro, bracciale in ceramica. 2.700 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 19/07/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 19/07/2023

    Tra costume e società, le Cronache dell’orologeria di questa settimana riuniscono notizie varie. Siamo andati a spigolare sui giornali (non solo di settore), abbiamo spulciato fra i tanti comunicati, ascoltato voci di corridoio, dato retta ai pettegolezzi (verificati)… Vi riportiamo il tutto con il solito sorriso, che non è superficialità ma solo voglia di leggerezza. Del resto fa caldo ed essere un po’ frivoli ci sta, anche nelle Cronache dell’orologeria. Buona lettura.

    And the winner is…

    Lo sanno tutti, anche quelli che non seguono il tennis: a Wimbledon Carlos Alcaraz ha battuto Novak Djokovic. Forse però non tutti sanno che l’orologio indossato dal giovane spagnolo, quando la ricevuto il trofeo dalle mani di Kate, la principessa del Galles, era un Rolex. E che Rolex: un Daytona con cassa in oro giallo e quadrante in meteorite. A dire la verità, quell’incontro sempiterno può essere visto anche come un duello fra Rolex e Hublot. Oltretutto la Casa della Corona giocava “in casa”: è partner del torneo dal 1978…

    Rob de matt

    La notizia è apparsa ieri su il Post, rimbalzata dal quotidiano Malay Mail. Swatch ha fatto causa al Governo malese per aver sequestrato dai propri rivenditori locali 172 orologi, lo scorso maggio. Esemplari di diversi design, riconducibili tutti a collezioni del Pride (di quest’anno e dei precedenti), quindi “colpevoli” di alludere in qualche modo al mondo LGBQ+. Il Marchio svizzero ha chiesto la restituzione fisica dei pezzi (dal valore di oltre 14mila dollari) e danni economici per la propria reputazione commerciale. Siamo dalla sua.

    On stage

    Bravo Marco Mengoni – e non solo come cantante… Da quando è diventato ambasciatore di Omega, non perde occasione per sfoggiare sempre nuovi esemplari della Maison di Biel. Lo si è visto anche nel tour italiano, che si è concluso l’altro giorno a Roma, con una mega-festa live al Circo Massimo. Lasciato a casa lo Speedmaster con gli outfit borchiati, ha optato per i nuovi AquaTerra Shades con quadrante colorato. Dall’estetica meno impegnativa, risultano perfetti con i look estivi di scena, tra il bianco vaporoso e lo scintillio di paillettes…

    Pop-up store

    In occasione del lancio dei Seamaster in Summer Blue, a Mykonos, Omega ha inaugurato anche una boutique pop-up. Ma, oltre all’isola greca, ha scelto altre tre destinazioni del glamour internazionale per aprire altrettanti temporary store: San Diego, Saint-Tropez e Forte dei Marmi. Ambienti che inneggiano alla vita a contatto con il mare, fra pareti in acciaio martellato ispirate alle increspature dell’acqua e statue di Poseidone effetto alabastro. Se fate vacanze in zona, andate “a Forte” a dare un’occhiata, in via Spinetti 13/15. Merita…

    Progetti speciali

    Foto Stefano Pinci courtesy Hausmann & Co.

    Definirlo un nuovo negozio di orologi è riduttivo. Loft, lo spazio aperto di recente a Roma da Hausmann & Co., in via di San Giacomo 20/21, presenta un inedito concept in cui si incontrano il passato e il futuro. Immersi in un’atmosfera de luxe in cui la storia della Casa è evocata nei décor, si trovano modelli vintage in condizioni impeccabili, novità di grandi marche ed esemplari di brand indipendenti. Oltre al laboratorio di assistenza tecnica, ci sono perfino un mastro pellaio e una tecnologica Play room. Un’esperienza a 360° nell’alta orologeria. Da provare.

    Shopping prezioso

    Damiani ha aperto una nuova boutique a Cipro. Realizzata in collaborazione con il partner Vassos Eliades, si trova al’interno del City of Dreams Mediterranean, il grande resort-casinò non lontano da Limassol, nella zona meridionale dell’Isola. Un colpaccio per il Marchio di gioielleria. Che, in quest’area dedicata allo shopping più élitario, è perfettamente a proprio agio, con i principali brand del lusso internazionale come “vicini di casa”. Un segno, oltretutto, dell’ottima salute di cui gode il Gruppo, che continua a espandersi nella distribuzione.

    Grande ritorno

    Il Leroy 01: premiato all’Esposizione Universale del 1900, per quasi un secolo fu l’orologio più complicato del mondo

    Torna sul mercato lo storico marchio L.Leroy. Fondato da Charles Leroy a Parigi nel 1785, oggi è di proprietà del Gruppo Festina, che fa capo all’imprenditore spagnolo Miguel Rodriguez. Sua la volontà di riportarlo a nuova vita, dopo qualche anno di assenza, con una produzione alto di gamma. Vedremo così grandi complicazioni in piccole serie e pezzi unici anche custom-made, ispirati agli esemplari del ricco archivio aziendale. Intanto il primo pezzo di questa nuova era sarà battuto all’asta di Only Watch. E già promette bene…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai, ma sono spesso riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 06/07/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 06/07/2023

    Hanno davvero un sapore vacanziero le Cronache dell’orologeria di questa settimana. Un insieme di notizie e anticipazioni che raccontano l’estate: con tanti eventi diversi, dalla musica allo sport (di tutti i generi), e con l’immancabile contorno di frivolezze mondane. Ma che parlano anche di sostenibilità e solidarietà, due temi molto sentiti dall’industria delle lancette negli ultimi tempi. C’è da dire che le Cronache dell’orologeria di oggi ci danno anche la possibilità di introdurre in breve argomenti che poi tratteremo più diffusamente nei prossimi giorni (o mesi). Quindi una specie di godurioso aperitivo, giusto per stimolare l’appetito e farvi venire l’acquolina in bocca… Le Cronache dell’orologeria servono anche a questo. Buona lettura.

    Into the blue

    La scorsa settimana, a Mykonos, Omega ha festeggiato i 75 anni della collezione Seamaster, con un evento che ha riunito numerose celebrities: gli attori George Clooney, Naomi Harris, Jesse Williams, Diego Boneta, Paul Wesley; i velisti Blair Tuke e Peter Burling; l’esploratore Victor Vescovo… Tra conferenze sulla tutela degli oceani e cene a lume di candela sulla spiaggia, la Maison di Biel ha lanciato anche la nuova linea Seamaster in Summer Blue. Undici esemplari famosi accomunati dal colore, tra cui una vera chicca. Tranquilli, ne parleremo presto.

    Roba da leccarsi i baffi

    Sono stati annunciati i 73 marchi (e molti dei 62 orologi) aderenti a Only Watch 2023. La tradizionale asta charity, organizzata ogni due anni a favore della ricerca contro la distrofia muscolare Duchenne, quest’anno si terrà il 5 novembre, come sempre al Palexpo di Ginevra (o in digitale). E come sempre vedrà finire sotto il martelletto di Christie’s ambitissimi prototipi e pezzi unici. Ne riparleremo, ma intanto guardateli a questo link. A meno che non abbiate la fortuna di vederli dal vivo nel tour che partirà a Los Angeles a settembre…

    Dolce Vita smeralda

    Ancora una volta Eberhard & Co. si conferma protagonista dei grandi eventi di auto d’epoca. Da oggi fino al 9 sarà infatti sponsor del Concorso d’Eleganza Poltu Quatu Classic, che vedrà sfilare 50 vetture lungo la costa sarda davanti alla Maddalena. Tra i partecipanti, anche il Brand ambassador Miki Biasion a bordo di una Kimera Evo37 (reinterpretazione attuale della mitica Lancia Rally 037). La Maison de l’Aigle premierà i vincitori con un Tazio Nuvolari Legend (e i vincitori di classe con un Tazio Nuvolari desk clock). Un po’ di invidia ci sta.

    Astenersi deboli di cuore

    Lo scorso 2 e 3 luglio, Polignano a Mare ha ospitato l’ormai tradizionale appuntamento con i tuffi da grande altezze per la 10a edizione della Red Bull Cliff Diving World Series. Partner dell’intero circuito di gare internazionali si conferma Mido, che ha colto l’occasione per presentare un nuovo Friend of the Brand: l’atleta britannico Aidan Heslop. Che con il suo difficilissimo, ultimo volo da 20 metri ha sbaragliato tutti i concorrenti. Per la cronaca, sul gradino più alto del podio aveva al polso un Mido Ocean Star 600 Chronometer. Buon per lui.

    E il regatar m’è dolce… 1

    Foto Thierry Martinez / 11th Hour Racing courtesy Ulysse Nardin

    Si è conclusa il 1° luglio a Genova The Ocean Race 2022/23, l’epica regata intorno al mondo partita da Alicante in gennaio. A tagliare per primo il traguardo (sia della regata d’altura sia del Grand Finale In-Port Race), l’Imoca 60s di 11th Hour Racing Team. E con lei il suo sponsor, Ulysse Nardin, altrettanto sensibile alla salvaguardia degli oceani. La Maison, oltre che cronometrista ufficiale, è infatti partner Time to Act della storica competizione velica. E ne ha festeggiato i 50 anni con The Ocean Race Diver Chronograph. Sì, son soddisfazioni…

    E il regatar m’è dolce… 2

    Lo scorso anno, Tudor ha siglato una partnership con Alinghi Red Bull Racing, il team della Société Nautique de Genève in lizza per la 37a Americas’ Cup (prevista a Barcellona nel 2024). Ora la collaborazione è sfociata in due inediti orologi, ispirati ai monoscafi con hydrofoil AC75: i Pelagos FXD “Alinghi Red Bull Racing Edition”, in versione solo tempo e cronografo. Entrambi con cassa in carbonio composito, movimento di manifattura certificato dal Cosc, cinturino con attacco a barrette fisse e ovviamente i colori ufficiali della barca. Buon vento.

    A tempo di jazz

    Ancora una volta Audemars Piguet è partner del prestigioso Montreux Jazz Festival, che si tiene proprio in questi giorni. E per la serata di chiusura, il 15 luglio prossimo, ha chiesto al proprio ambasciatore Mark Ronson un evento speciale. Nasce così Mark Ronson and His Favourite Band Ever, un concerto che riunirà musicisti come Lucky Daye e Yebba (nella foto) e promette faville. Date un’occhiata al video Sincyng Sounds – Live che ne racconta il processo creativo e vi farete un’idea della magia che ci sarà su quel palco. Da brividi.

    Rappo dunque sono

    Prima Marracash e Shiva, ora Sfera Ebbasta. Sarà il legame con la street culture, sarà che all’estero da tempo è attivo in ambito hip hop (con gente del calibro di Eminem o i Gorillaz), sta di fatto che G-Shock amplia il giro delle collaborazioni sulla scena rap italiana. Al polso del novello ambasciatore ha messo quindi un GM-200, subito sfoggiato dall’artista con un post nel suo profilo Instagram. Oltretutto questa partnership rientra nei festeggiamenti del 40° anniversario del Brand, che prevedono altre sorprese e novità. Ne vedremo delle belle…

    Mare, sole e shopping

    Scorcio dell’interno della nuova boutique Rocca a Palermo

    Continua l’espansione di Rocca 1794 in Italia. La catena di orologerie e gioiellerie d’alta gamma ha infatti appena inaugurato una nuova boutique a Palermo (in via Libertà 35). E ha anche riaperto lo store stagionale al Forte Village (in piazza Luisa), meta del turismo de luxe a Santa Margherita di Pula. In entrambe le location, oltre ai marchi del Gruppo Damiani (cui Rocca appartiene), si possono trovare anche le creazioni dei maggiori brand internazionali. Un motivo in più per andare in vacanza tra Sicilia e Sardegna…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 15/06/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 15/06/2023

    Negozi, sport, testimonial, novità: eccoci di nuovo con le notizie dal mondo delle lancette. Le Cronache dell’orologeria continuano a tratteggiare un settore in piena espansione, che non solo conferma attività di marketing ormai assodate, ma se ne inventa sempre di nuove – per conquistare nuove fette di mercato, diversificare il pubblico, puntare sempre più alto. E il compito delle nostre Cronache dell’orologeria è quello di raccontarvi le iniziative più interessanti… Buona lettura.

    Tra rapaci ci si intende

    Chi frequenta i profili social delle marche di orologeria se ne sarà accorto: da un paio di settimane sull’account di Eberhard & Co. è apparso Tex Willer, in una serie di teaser evocativi. Vuoi vedere che, dopo Zagor, la Maison de l’Aigle avrà qualcosa in comune con l’Aquila della Notte? In realtà basta fare un giro sul sito di Sergio Bonelli per scoprire che l’autunno prossimo il Ranger più famoso dei fumetti compirà 75 anni. E sarà festeggiato con un Chrono 4 in edizione limitata, personalizzato dai 4 Pards. Non vediamo l’ora di vederlo!

    Volti nuovi

    Nuovo ambasciatore per Omega. Si tratta dell’attore e cantante Diego Boneta, messicano di origine ma cittadino del mondo (ha anche cittadinanza statunitense e spagnola). Il protagonista delle serie tv Louis Miguel ha presenziato a un evento esclusivo a Città del Messico per il lancio dell’Aqua Terra, insieme all’altro ambasciatore locale – l’attore Diego Calva (Babylon) – e a tre nuove amiche della Marca: le attrici Aislinn Derbez e Karla Souza, nonché l’astronauta Katya Echazarreta – molto note in Patria. Indovinate cosa avevano tutti al polso…

    Come passare inosservati

    Prima per l’addio alla Mercedes e il super-ingaggio in Ferrari (subito smentito). Poi per il tradimento nei confronti di Shakira. O ancora per la conferenza stampa con Wolff in cui hanno fatto irruzione gli animalisti. Sta di fatto che negli ultimi giorni Lewis Hamilton è finito spesso sotto i riflettori. Così i gossippari più attenti hanno notato che il sette volte campione del mondo di F1 portava un bell’orologio bianco. Quale? Il nuovo calendario perpetuo di IWC Big Pilot’s Top Gun Lake Tahoe in ceramica. Al suo polso in anteprima.

    Tridenti sull’Appennino

    E torniamo di nuovo a Eberhard & Co., che dal 9 all’11 giugno ha partecipato alla 27a edizione della Vernasca Silver Flag, rievocazione della storica corsa di velocità in salita sui colli piacentini, fra Castell’Arquato e Vernasca. Protagoniste quest’anno le Maserati, ma quasi 200 i bolidi d’epoca iscritti – tra cui merita almeno un cenno l’esemplare unico della Ferrari 308 GT Bertone Rainbow del 1976, guidato da Miki Biasion (nella foto). Ai vincitori anche con un cronografo Champion della Maison svizzera. Non bastasse la gloria…

    Torna la Freccia Rossa

    Si conclude sabato 17 la Mille Miglia 2023. Partita martedì scorso come di consueto da Brescia, quest’anno vede le 417 vetture in gara impegnate su un nuovo percorso ad anello lungo oltre 2mila chilometri, attraverso i suggestivi panorami di mezza Penisola per raggiungere Roma – e ritorno. Partner principale e cronometrista ufficiale dell’evento, come vuole la tradizione, Chopard ha realizzato ad hoc un orologio in serie limitata: il Mille Miglia GTS Chrono in Lucent Steel. Dedicato all’Italia, contribuirà alla raccolta fondi a favore dell’Emilia Romagna. Ottimo.

    Shopping a bordo…

    Prima boutique Rolex all’interno di una nave da crociera. L’annuncio è stato dato da Explora Journeys, società armatoriale extralusso che fa capo a MSC Crociere. Il nuovo Rolex at sea monobrand store, come è stato definito, aprirà a luglio e offrirà la tipica accoglienza della Casa della Corona. Ovviamente sarà a esclusiva disposizione dei 900 ospiti che soggiorneranno a bordo della Explora 1, la nave appena varata dalla Fincantieri di Monfalcone, più simile a un super-yacht che a un traghetto. Niente cabine, solo suite…

    …e a Firenze

    Dopo Venezia e Roma, Firenze. La scorsa settimana TAG Heuer ha aperto la terza boutique in Italia su Ponte Vecchio, in collaborazione con il retailer Parati. Al piano strada si trovano le vetrine tematiche mentre al piano superiore c’è un salottino riservato con un piccolo balcone che dà sull’Arno, dalla vista spettacolare. Dopo l’inaugurazione, cena esclusiva per gli ospiti a Palazzo Capponi, a poche centinaia di metri da Ponte Vecchio. E siccome non c’è due senza tre e il quattro vien da sé, a fine estate il Brand aprirà anche a Milano…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna novità.

  • Quadranti in meteorite, frammenti extraterrestri da indossare

    Quadranti in meteorite, frammenti extraterrestri da indossare

    Sarà la passione per le pietre dure, che di recente sembra aver contagiato tutti i segmenti dell’orologeria in maniera trasversale. O sarà il fascino dello spazio, che è diventato un tema diffuso soprattutto nell’alto di gamma (lo abbiamo visto proprio ieri con Chanel…). Sta di fatto che i quadranti in meteorite negli ultimi anni sono cresciuti in popolarità come non succedeva da tanto. Si deve tornare indietro di qualche decennio per trovare qualcosa del genere…

    Che poi, a dir la verità, non è che dagli anni Settanta a oggi il mondo delle lancette sia rimasto immune dall’attrazione per i meteoriti, anzi. Poter sfoggiare al polso fette di rocce antichissime, provenienti da chissà dove e capaci di attraversare mezzo universo, è sempre stata un’idea irresistibile per il mondo delle lancette. Per esempio, nel 2002 (quindi in tempi non sospetti), Rolex lanciò il Daytona Meteor, con il quadrante ricavato da un meteorite ritrovato in Namibia nel 1836. Quel meteorite, che si chiama Gàbaon, ha qualcosa come 40 milioni di anni ed è caduto sulla terra più o meno 12mila anni fa. Composto perlopiù da ferro-nikel con parti di cobalto e fosforo, oggi si trova nel Geological Survey of Namibia a Windhoek, che lo conserva come una reliquia.

    Sì, perché i meteoriti hanno nomi, origini ed età diverse, anche se noi li pensiamo simili. Sono il risultato della cristallizzazione di galassie lontane nel tempo e nello spazio, di eventi catastrofici tipo la creazione dei sistemi solari, poi forgiati da temperature estreme e levigati dall’impatto con l’atmosfera terrestre. Ma è la struttura cristallina, quel disegno intricato di lamelle che si intersecano, a fare la fortuna (e la bellezza) dei quadranti in meteorite. Gli scienziati le chiamano “figure di Widmanstätten” (dal nome del loro scopritore) e risaltano sulla loro superficie quando le si sottopone a bagni di acidro nitrico e alcool etilico. Il bello è che quella struttura è sempre differente, per cui non esistono due quadranti in meteorite uguali. La texture minerale e il colore maschile – dal grigio metallizzato all’antracite – fanno il resto.

    Anche se il loro prezzo può variare da pochi spiccioli a diverse migliaia di euro al grammo, a seconda dell’origine, l’emozione di possedere un pezzo di bolide spaziale ha sempre qualcosa di magico. Senza considerare che c’è perfino chi crede sprigionino anche una misteriosa energia… Di sicuro c’è che il meteorite è un materiale difficile da lavorare, soprattutto per ridurlo al disco sottile di un quadrante, il che incide sul costo degli orologi. Sebbene per tradizione i quadranti in meteorite si ritrovino negli esemplari di alta orologeria ad accompagnare spesso complicazioni astronomiche, negli ultimi tempi possono impreziosire anche modelli più accessibili. Come si vede qui di seguito.

    A proposito, qui abbiamo affiancato alle novità di quest’anno con quadrante in meteorite altri orologi già catalogo, con la sola discrimine della disponibilità commerciale. Negli ultimi anni sono state davvero numerose le proposte a tema delle marche, ma si trattava perlopiù di serie limitate ormai irreperibili (o quasi). Noi ci siamo concentrati su ciò che si può trovare effettivamente sul mercato… Se volete indicarcene altri, contattateci sui nostri social.

    Quadranti in meteorite: suggerimenti per l’acquisto

    ARNOLD & SON Luna Magna Platinum Meteorite
    Cassa (44 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, calibro A&S1021 di manifattura, con autonomia di 90 ore, fasi di luna astronomiche (correzione di un giorno ogni 122 anni). Quadrante in meteorite con indicazione decentrata di ore e minuti su un disco di madreperla, rappresentazione tridimensionale della luna con sfera in marmo e meteorite, lancette in acciaio azzurrato alla fiamma, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 28 esemplari, 70.900 franchi svizzeri.

    AWAKE Mission to Earth – Time Travelers – Grey
    Cassa (40 mm) in titanio riciclato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione giapponese, calibro Miyota 9039 modificato. Quadrante in meteorite, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in Biopoly (biopolimeri realizzati da materiali biologici come i semi di ricino). Edizione limitata di 500 esemplari, 1.490 euro.

    CHANEL HAUTE HORLOGERIE Monsieur de Chanel Tourbillon Météorite
    Cassa (42 mm) in ceramica ad alta resistenza e acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 5.1 di manifattura, con tourbillon volante (la gabbia compie una rotazione completa in un minuto), doppio bariletto, autonomia di 3 giorni, piccoli secondi. Quadrante traforato in meteorite, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù foderato in pelle di vitello. Edizione limitata di 55 esemplari. 120mila euro.

    LOUIS MOINET Super Moon
    Cassa (43,2 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LM45 di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante martellato con dettagli in alluminio anodizzato blu, frammento di meteorite lunare a ore 3, vetro zaffiro, indici sospesi, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 100 esemplari, 17.000 franchi svizzeri + Iva.

    OMEGA Speedmaster Grey Side of the Moon
    Cassa in ceramica (44,25 mm), impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Co-Axial 9.300 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 60 ore, scappamento Co-Axial, spirale in silicio, cronografo con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante in meteorite, lancette in oro Sedna, lunetta con inserto in nitruro di silicio e scala tachimetrica in Ceragold, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 15.300 euro.

    PIAGET Altiplano Origin Meteorite

    Cassa (40 mm x 6,36 mm di spessore) in oro rosa. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 1203P di manifattura, ultrapiatto (3 mm di spessore), con microrotore decentrato e datario. Quadrante in meteorite, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 300 esemplari. 29.900 euro.

    ROLEX Oyster Perpetual GMT-Master II
    Cassa (40 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3285 di manifattura, con autonomia di 70 ore, secondo fuso orario e datario. Quadrante in meteorite, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta girevole bidirezionale con inserto in ceramica bicolore, vetro zaffiro, bracciale Oyster in oro bianco con sistema di allungamento rapido. Certificato Cronometro Superlativo. 43.100 euro.

    VENEZIANICO Nereide Meteorite
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW 200-1, con datario. Quadrante in meteorite, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in tungsteno, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in caucciù. Da 1.200 euro.

    ZANNETTI Regent Meteorite
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Z3 realizzato da Oisa con specifiche Zannetti. Quadrante in meteorite con zona perimetrale in madreperla, lancette luminescenti, indici e scala dei minuti incisi a mano e smaltati, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di coccodrillo.

    ZODIAC Super Sea Wolf Limited Edition
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro STP 1-11. Quadrante in meteorite, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, bracciale in acciaio. In pre-ordine, 1999 euro.

  • Cronache dell’orologeria. Sport, arte, negozi… gossip – 06/06/2023

    Cronache dell’orologeria. Sport, arte, negozi… gossip – 06/06/2023

    Consueto appuntamento settimanale con le Cronache dell’orologeria, che questa volta si destreggiano fra gli eventi sportivi e le inaugurazioni di nuovi negozi, con una breve incursione in campo artistico. Normale amministrazione, insomma, per le ultime notizie che provengono dall’industria delle lancette. News da prima pagina, comunque, che (volendo) potrete approfondire direttamente sui siti delle marche qui citati. Noi, con le nostre Cronache dell’orologeria, vogliamo solo tenervi aggiornati…

    Menina mon amour

    Nuovo excursus di Frederique Constant nel mondo dell’arte. Dopo la collaborazione dell’anno scorso con lo street artist Dex Fernandez, la Manifattura ginevrina ora ha coinvolto Felipao. Di origini spagnole ma cittadino del mondo, l’artista pop ha così dato vita a uno speciale Highlife, che nel quadrante turchese sfaccettato ricorda i colori al neon e le superfici a poliedro delle sue opere. L’orologio, realizzato in 100 esemplari per il mercato iberico, è accompagnato da un Nft numerato e da una piccola Menina, la più nota fra le sue sculture.

    Dal tartan…

    Il 2 giugno, allo stadio Luigi Ridolfi di Firenze, si è tenuto il Golden Gala Pietro Mennea, unica tappa italiana della Diamond League. Ottimi i risultati raggiunti dai nostri Azzurri: Larissa Iapichino ha vinto nel salto in lungo donne, Leonardo Fabbri nel lancio del peso, Andy Diaz si è aggiudicato il record italiano nel triplo. Anche qui, a cronometrare tutte le gare c’era Omega, come di consueto dal 2010. Del resto, alla Maison di Biel si deve lo sviluppo della maggior parte delle tecnologie in uso, dalla pistola da starter al photofinish. Non dimentichiamolo…

    …alla terra rossa

    Carlos Alcaraz al Roland-Garros 2022 (foto Antoine Couvercelle courtesy Rolex)

    Beh, che fino all’11 giugno a Parigi c’è il Roland Garros lo sanno tutti. Così come tutti sanno che partner e orologio ufficiale dell’evento è Rolex (non solo qui, comunque: pure negli altri tre tornei del Grande Slam). Ma se il destino sui protagonisti della finale sembra segnato, vale la pena ricordare che l’attesissimo match fra i due grandi favoriti potrebbe anche essere un incontro fra marchi di orologeria. Carlos Alcaraz infatti è testimonial Rolex, mentre Novak Djokovic è testimonial Hublot. Chi vincerà l’Open di Francia? Lo scopriremo presto…

    Brivido elettrico

    Lo scorso 4 giugno, memorabile vittoria della Maserati in Formula E. La Casa del Tridente per la prima volta ha conquistato infatti il gradino più alto del podio all’E-Prix di Giacarta grazie alle eccezionali prestazioni di Maximilian Günther. Friend of the Brand di Cyrus Genève, il giovane pilota tedesco durante la premiazione – i più attenti se ne saranno accorti – aveva al polso un Kambys Titanium, un esemplare in edizione limitata con cassa tonneau e calibro a carica manuale con 7 giorni di autonomia. A proposito di performance…

    Shopping in Salento…

    Cambio di indirizzo per lo shopping più esclusivo a Lecce. Rocca 1794 ha trasferito di qualche decina di metri la boutique del centro storico: che ora si trova in via degli Antoglietta 1A, all’angolo con corso Vittorio Emanuele II, tra gli splendidi edifici nella tipica pietra leccese della Signora del Barocco. Per la cronaca, il nuovo spazio espositivo copre un’ampia superficie. E oltre a riunire i marchi del Gruppo Damiani – cui la catena di orologerie e gioiellerie appartiene -, è anche rivenditore autorizzato di Rolex e Tudor. Buono a sapersi…

    …e nella Grande Mela

    A New York è stato da poco inaugurato il più grande monomarca al mondo di Panerai. Progettato dall’agenzia creativa interna al Brand, il negozio trasferisce in Madison Avenue 711 la storia, le competenze, lo stile e l’art de vivre della Marca – con tanto di cocktail bar – così da meritarsi il nome di Casa Panerai. Per il taglio del nastro, il Ceo Jean-Marc Pontroué è stato affiancato dalla star dei Guardiani della Galassia Chris Pratt, che indossava il Luminor BiTempo New York Edition, uno dei 212 esemplari della serie speciale dedicata.

    Pettegolezzi

    Per ora sono voci di corridoio, ma è giusto che anche voi le sappiate. Un accreditato sito inglese ha assicurato la presenza di Breitling a Watches and Wonders Geneva 2024. E, insieme al marchio di Grenchen, annuncia anche l’arrivo di Bulgari – finora unica esclusa dalla manifestazione fra le marche di Lvmh. Altre voci invece danno per certo che fra le new entry ci sarà Eberhard & Co. E pare che il numero degli espositori, dai 48 attuali, salirà fino a 65. Possibile che rientrino dalla diaspora anche i marchi di Swatch Group? Ai posteri l’ardua sentenza…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna novità.

  • Seamaster Aqua Terra Worldtimer, Omega riedita le ore universali

    Seamaster Aqua Terra Worldtimer, Omega riedita le ore universali

    Nuovi esemplari per la collezione Seamaster Aqua Terra Worldtimer di Omega. Tre referenze, due in acciaio e ceramica e una in titanio e ceramica, che ampliano la famiglia delle ore del mondo dal punto di vista dei materiali, con un’inclinazione verso la leggerezza e l’introduzione del colore – almeno in due casi su tre. Un assortimento inatteso dalla maggior parte del pubblico ma che porta la linea di complicati a raggiungere una certa compiutezza e un buon livello di maturità. Vediamo perché.

    A proposito di complicazioni

    Il primo Seamaster Aqua Terra Worldtimer esce nel 2017. È un’edizione speciale, commemorativa, sviluppata per celebrare i 15 anni della collezione Seamaster. E introduce per la prima volta le ore universali nel catalogo della Casa. Una sorpresa solo per quanti considerano Omega una marca industriale che non fa complicazioni, identificano la produzione con l’esclusivo Speedmaster o ignorano la storia del Brand (oppure hanno la memoria corta).

    Per smentirli, ora come allora ricordo che già nel 1890 Louis Brandt realizzava calendari completi da tasca, seguiti nel 1892 dal primo orologio da polso al mondo con ripetizione minuti. Ed era il 1947 quando la Manifattura lanciò il primo tourbillon. In tempi più recenti, negli anni Novanta abbiamo visto sia calendari perpetui sia calendari annuali (uno per tutti: il De Ville Hour Vision), varie fasi di luna e perfino il Tourbillon Centrale tuttora in produzione. Ricordo anche che in quel di Biel esiste un team specializzato proprio in alta orologeria, l’Atelier Tourbillon.

    Per tornare al primo Seamaster Aqua Terra Worldtimer, comunque, gli si deve riconoscere il carattere dell’esclusività. Realizzato con la cassa in platino e la mappa del mondo in smalto (dipinta a mano su un disco in vetro zaffiro), era prodotto in una tiratura limitata di 87 esemplari. Cosa di per sé tutt’altro che insolita nell’industria orologiera elevetica, in cui il lancio delle nuove collezioni avviene per tradizione proprio in questo modo. Con l’uscita dapprima delle versioni più preziose, seguite poi in un secondo momento da quelle più accessibili al vasto pubblico.

    L’immediato precedente del Seamaster Aqua Terra Worldtimer

    E così è stato anche in questo caso. Due anni dopo, nel 2019, ecco puntuale il Seamaster Aqua Terra Worldtimer in acciaio. L’orologio, presentato alla riuscitissima manifestazione Time to Move alternativa a Baselworld, esibisce già le stesse caratteristiche degli esemplari di oggi. La cassa di 43 mm di diametro ospita il calibro 8938 Co-Axial Master Chronometer, il quadrante è decorato con la raffigurazione del Globo, incisa tramite ablazione al laser di un disco in titanio grado 5, attorniato da un motivo teak a righe verticali. La lunetta è piatta.

    Poi, nel 2020, la pandemia del Covid blocca tutto, i lockdown limitano necessariamente le libertà personali e con esse la possibilità di viaggiare. Gli orologi con le ore del mondo, così come quelli con funzione Gmt, subiscono una battuta d’arresto. Ma quando si ritorna alla vita normale, tornano sul mercato anche gli esemplari che evocano spostamenti intercontinentali o internazionali su lunghe distanze, incentivati anche dal desiderio irrefrenabile di ricominciare a viaggiare dimostrata da chiunque.

    Ci si ricorda allora che in parallelo alla versione in acciaio, il Seamaster Aqua Terra Worldtimer era uscito anche in oro Sedna, con la cassa (e volendo il bracciale) nell’esclusiva lega di oro rosso brevettata dalla Casa. Oltre al metallo, ha anche un diverso colore del display – sfondo argenté anziché blu – e il movimento è aggiornato nel calibro 8939, con la massa oscillante coordinata alla cassa.

    Il calibro 8938

    Arriviamo così ai giorni nostri. Le tre nuove versioni 2023 del Seamaster Aqua Terra Worldtimer montano sempre il calibro 8938 Co-Axial Master Chronometer. Cioè con la certificazione di cronometria rilasciata dal Metas e i conseguenti standard di qualità superiore garantiti dai relativi otto test. In primis la capacità di resistere a campi magnetici almeno fino a 15mila gauss – il limite di misurazione imposto dagli strumenti deputati.

    Chissà, se domani i progressi della tecnologia consentiranno sviluppi in questo senso, si potrà testare l’effettiva resistenza dei movimenti Co-Axial. Ma credetemi, 15mila gauss sono già abbastanza: corrispondono a 1,5 tesla, l’equivalente del campo magnetico emesso durante una risonanza. Anche se i macchinari di ultima generazione arrivano a 3 tesla: ma questa è un’altra storia…

    Per tornare al calibro 8938, al di là delle consuete informazioni raccontate nelle didascalie in alto, è opportuno spendere due parole sulla complicazione delle ore del mondo (altrimenti dette ore universali, appunto). Riproposta anche in questo caso con i consueti componenti ad affissione concentrica sul quadrante: l’anello più esterno indica le capitali mondiali corrispondenti ai diversi fusi orari, l’anello centrale riporta il giro delle 24 ore, distinte in colori differenti per la funzione giorno/notte, e la mappa del mondo che fornisce la rappresentazione geografica dei fusi orari stessi.

    L’ingegnoso sistema, inventato negli anni Trenta dall’orologiaio Louis Cottier e rimasto sostanzialmente immutato, permette di sapere a colpo d’occhio e contemporaneamente “che ore sono” ovunque nel mondo. Ma non mi soffermo oltre per evitare di ripetere quanto scritto da Augusto Veroni in maniera esauriente in questo articolo.  

    I nuovi Seamaster Aqua Terra Worldtimer: affinità…

    Riguardo ai dettagli dell’habillage, le tre referenze appena lanciate presentano tutte la cassa di 43 mm di diametro: una dimensione importante, è vero (considerati i 50 mm lug-to-lug), ma dettata dalla complicazione stessa, che richiede spazio per poter offrire una visualizzazione ben leggibile delle informazioni. A migliorare l’ergonomia e la vestibilità al polso, poi, ci pensano le anse leggermente tortili (che alcuni collezionisti definiscono “a lira”), fin dall’inizio uno dei segni distintivi della collezione Worldtimer.

    Altre caratteristiche comuni ai diversi esemplari riguardano la costruzione del quadrante: come dicevo, la rappresentazione della Terra dal punto di vista di un ipotetico osservatore posto sopra il Polo Nord è ottenuta a partire da un disco in titanio grado 5. Lavorato al laser così da ottenere la mappa dei continenti e degli oceani, il disco è lievemente bombato a emulare la curvatura del Globo. L’indicazione delle 24 ore è riportata invece su un vetro in esalite.

    … e diversità

    Per passare alle differenze fra le tre nuove versioni, quello con la cassa in titanio grado 2 si distingue innanzitutto per l’uniformità cromatica dei vari componenti, interamente giocata su un’alternanza tono su tono del nero e del grigio: il display grigio, la lunetta in ceramica nera spazzolata in senso circolare, la carrure e le anse in titanio naturale (anch’esse spazzolate), il cinturino in caucciù nero con impunture grigie e maglia d’attacco in titanio naturale. Il prezzo al pubblico di questo esemplare è di 13.600 euro.

    Le due varianti con cassa in acciaio, invece, sono caratterizzate dal quadrante Pvd verde, decorato con il classico motivo teak leggermente incurvato, così da seguire l’andamento della circonferenza centrale. Dello stesso colore è anche la lunetta in ceramica spazzolata (sempre in senso circolare), a creare una monocromia audace e di tendenza. I due modelli si differenziano tra loro per il cinturino in caucciù verde con impunture grigie e fibbia déployante, o per il bracciale in acciaio con fibbia a farfalla. E di conseguenza per il prezzo: 11.700 o 11.900 euro.

  • Cronache dell’orologeria. Musica, business, sostenibilità – 19/05/2023

    Cronache dell’orologeria. Musica, business, sostenibilità – 19/05/2023

    Eccoci di nuovo con le Cronache dell’orologeria, che questa settimana hanno come filo conduttore la musica e lo spettacolo. Sono tanti i brand dell’orologeria che amano legarsi a volti noti dello star system, non solo per diffondere la conoscenza del marchio, ma anche per parlare alle nuove generazioni. Ossia a nuovi, potenziali e – sperano – ricchi clienti. Ma c’è spazio anche per il business, per i nuovi indirizzi dello shopping orologiero, per l’arte e per la sostenibilità, tema carissimo a tanti marchi e ormai non più solo un argomento di marketing. Insomma, anche questa settimana con le Cronache dell’orologeria non c’è da annoiarsi.

    Due vite, un orologio

    Il 2023 è l’anno di Marco Mengoni. Il re matto del pop italiano festeggia 13 anni di successi e si prepara a un tour da record, dopo aver vinto Sanremo 2023 con “Due vite” e aver conquistato anche il cuore dell’Europa con il suo quarto posto all’Eurovision Song Contest. Ma Mengoni non è solo voce: è anche stile ed eleganza. Il trentaquattrenne è entrato a far parte della famiglia Omega sfoggiando sul palco uno Speedmaster in oro Moonshine 18 carati, con un quadrante verde spettacolare. Concedeteci un bel “noi l’avevamo detto”…

    Dalla Sassonia a Milano

    Milano ha una nuova attrazione per gli appassionati di orologi di lusso: la boutique monomarca di A. Lange & Söhne in collaborazione con Pisa Orologeria, nel cuore del Quadrilatero della moda. La Maison sassone di alta orologeria ha trasformato il suo punto vendita esistente all’interno di Pisa Orologeria in un ambiente accogliente, in cui un’installazione a parete con centinaia di componenti di movimenti rifiniti a mano illustra la ricerca della perfezione tecnica e del massimo livello manifatturiero. Fateci un salto: merita.

    L’arte del tempo

    Confermata per il secondo anno la collaborazione con Frieze, Breguet partecipa all’edizione newyorkese che si tiene fino al 21 maggio nel centro culturale The Shed, a Manhattan. Dove, nello stand all’8° piano, accanto ai propri maître horloger, ospita un’installazione intitolata Orbital Time: la prima di un progetto sulla percezione del tempo ideato con Somi Sim, curatrice indipendente che lavora fra Seoul e Parigi. Le altre opere, realizzate da artisti internazionali, saranno esposte nelle diverse tappe della fiera d’arte. Ne vedremo delle belle.

    Star in campagna

    Che cosa hanno in comune Lenny Kravitz e Anya Taylor-Joy? Oltre a essere due star del mondo della musica e del cinema, sono anche ambasciatori di Jaeger-LeCoultre. E in quanto tali sono i volti della nuova campagna The Watchmaker of Watchmakers. Nel video, i due artisti mostrano il loro talento in una performance minimalista e suggestiva, che svela il lavoro nascosto dietro la loro creatività. Proprio come quello degli orologiai della Grande Maison che realizzano i celebri Reverso ai loro polsi. Ma c’è bisogno di dirlo?

    Italians do it better

    Colpo grosso per il management di Bremont. Il Brand inglese ha infatti nominato Ceo Davide Cerrato. Il direttore creativo italiano ha un curriculum da far invidia, con esperienze in Panerai, Montblanc, Tudor e Hyt. Il suo sogno è fare di Bremont il top del top, mixando il savoir-faire britannico con il suo gusto e la sua fantasia. Cerrato è un amante delle auto d’epoca e dei voli acrobatici, due passioni che lo ispirano nel suo lavoro: siamo curiosi di vedere cosa ci riserverà questa sua nuova avventura professionale. Vai, Davide, fagli vedere chi sei!

    Con te stupirò

    Non solo una voce da brividi, ma anche un look da urlo. Andrea Bocelli, il tenore italiano più amato al mondo, ha incantato il pubblico al concerto per l’incoronazione di re Carlo III, tenutosi al Castello di Windsor lo scorso 6 maggio. Per l’occasione, il cantante ha indossato un orologio Chopard da sogno, in oro rosa etico e Lucent Steel. A fargli battere il cuore, però, c’era la splendida moglie Veronica Berti Bocelli, che ha sfoggiato un paio di orecchini Chopard a forma di cuore, sempre in oro bianco etico e con diamanti certificati. Una coppia da favola!

    Robusta o arabica?

    Se pensate che il caffè sia solo una bevanda, vi sbagliate di grosso. Grazie alla collaborazione tra Hublot e Nespresso, due marchi svizzeri impegnati nella sostenibilità, il caffè è diventato anche un orologio de luxe. Il Big Bang Unico Nespresso Origin è il primo esemplare al mondo realizzato con scarti di caffè riciclati: l’alluminio delle capsule ha dato vita alla cassa, i fondi del caffè al cinturino. Un esempio di economia circolare che trasforma un rifiuto in una risorsa preziosa. Un modello talmente eco-friendly… da leccarsi i polsi.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna chicca.

  • Cronache dell’orologeria. Al Met Gala e altrove – 03/05/2023

    Cronache dell’orologeria. Al Met Gala e altrove – 03/05/2023

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria. In gran parte dedicate, in questa puntata, al Met Gala, che si è tenuto come sempre la sera del 1° maggio al Metropolitan Museum of Art di New York. Non una serata qualsiasi, ma l’evento più atteso dell’anno nel mondo della moda e dintorni. Una ambitissima passerella cui hanno partecipato le maison e i personaggi più in vista del momento, fra pop star, divi del cinema, sportivi titolati e modell* (più o meno top) che in questa edizione hanno reso omaggio con i propri look a Karl Lagerfeld, il geniale e coltissimo stilista scomparso nel 2019.

    Ma non è certo per il tema – “Karl Lagerfeld: a Line of Beauty” – che ne parliamo in queste Cronache dell’orologeria. Né per i 50mila dollari a testa sborsati a sostegno del Museo dalle 400 celebrities che hanno risposto all’invito di Anna Wintour. Piuttosto, per gli orologi indossati dagli ospiti, fra quelli dichiarati e quelli paparazzati, così da fare il solito gioco del “chi indossa cosa” che piace tanto ai nostri lettori. Non si sa se per semplice curiosità o puro voyeurismo…

    Anche se le nostre Cronache dell’orologeria non si limitano alla serata del Met. Qui sotto troverete anche gli ultimi arrivi per quanto riguarda campagne e testimonial – per restare sempre in tema di celebrities. Così da comporre una sorta di C’era una volta… a Hollywood e dintorni, o se preferite C’era una volta in America in forma di gossip. Buona lettura.

    Le cronache dell’orologeria… mondana

    Foto Dimitrios Kambouris/Getty Images for The Met Museum/Vogue courtesy Chanel.

    Cominciamo da Chanel, a buon diritto visto che ha collaborato con kaiser Karl per una vita. Tante le celebrities ospiti della Casa: da Penélope Kruz a Dua Lipa, da Margot Robbie a Sofia Coppola, da Naomi Campbell a Gisele Bündchen (e l’elenco potrebbe continuare), tutte vestite, truccate e spesso ingioiellate dalla Maison della doppia C. Ma a noi interessa citare Kristen Stewart perché era l’unica del gruppo a indossare anche un orologio: un Code Coco in acciaio. Nascosto sotto la manica della giacca, nelle foto non si vede, ma giuriamo: c’era…

    Foto Jamie McCarthy/Getty Images courtesy IWC

    Eileen Gu, pluripremiata campionessa di freestyle nonché ambasciatrice IWC, ha partecipato al Met Gala più nel ruolo di modella che in quello di medaglia olimpica. Tant’è: fasciata in un lungo abito con tanto di strascico, sul red carpet si dilettava a giocare con un esemplare da tasca. E che esemplare: un Tribute to Pallweber Edition, uscito in occasione dei 150 anni della Casa di Sciaffusa, non paga del Portofino Automatic Day & Night 34 con cassa in oro rosa portato al polso. Il motivo? Dobbiamo proprio dirlo? “Two is megli’ che one”!

    Foto Christopher Polk/WWD via Getty Images courtesy Chanel

    Anche Omega ha partecipato all’evento newyorkese con uno stuolo di ambasciatori. E ciascuno indossava un esemplare adatto al caso: Eddie Redmayne un Aqua Terra Shades in acciaio con quadrante sabbia, Ke Huy Quan uno Speedmaster 57 in acciaio con quadrante verde, e Jonathan Bailey un Prestige in acciaio dal total look blu (il più elegante). Al top Nicole Kidman, divina in un abito di piume rosa firmato Chanel, con al polso un pezzo vintage: un Omega Sapphette del 1955 in oro bianco con diamanti, dal cristallo sfaccettato. Chic-chissimo.

    Foto @danielmartin

    E chic-chissima – ma non è una novità – era anche Michelle Yeoh, in un abito couture Karl Lagerfeld arricchito da gioielli di diamanti. Al polso portava uno dei suoi innumerevoli Richard Mille, un RM 07 con cassa in oro bianco e quadrante tempestati di brillanti, se la vista non ci inganna. C’è da dire che Mrs. Todt come ambassador è molto ligia: non solo ha disegnato parecchi orologi con il Marchio svizzero, ma non perde occasione per sfoggiare ogni volta un esemplare diverso. Date un’occhiata al suo feed di Ig e resterete senza parole.

    Accanto alla Direttrice di Vogue America, tra gli organizzatori e co-conduttori del Gala c’era anche Roger Federer. Impeccabile in un classicissimo tuxedo Dior, da bravo testimonial della Casa della Corona esibiva un Rolex Perpetual 1908 in oro bianco nuovo di zecca, mostrato in numerosi scatti e soprattutto nel plateale gesto di indossare gli occhiali da sole neri (un vezzo di Karl lagerfeld). No, dai, non arricciate il naso. Va bene l’indole sportiva, va bene il passato da numero 1 del tennis mondiale, ma cos’altro avrebbe dovuto mettere con lo smoking?

    Foto Mike Coppola/Getty Images courtesy Hublot

    Un Hublot invece era esibito con orgoglio da Bella Ramsey. Che qui indossava un Thom Brown custom-made, accompagnato al polso da un Big Bang Steel White Diamonds 38mm, con la lunetta (appunto) incastonata di diamanti. Nulla si sa riguardo alla partnership fra la Casa di Nyon e l’attrice britannica – nota per aver lavorato, giovanissima, nel Trono di Spade, ma ancor più come protagonista nel recente The Last of Us. Continuerà nel futuro oppure resterà one-spot, limitata in questa occasione? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Foto @simuliu

    “Quando Donatella ti chiede di andare al Met, vai al f***ing Met”: così scrive Simu Liu nel post del proprio profilo Instagram. Del resto, Oltreoceano, l’attore cino-canadese è già famosissimo – mentre da noi lo diventerà, c’è da scommetterci, dopo l’uscita di Barbie. Comunque l’altra sera, evidentemente vestito Versace, ha completato il look stile K.L. con un bel Vacheron Constantin Overseas in acciaio. Sia chiaro, questo è puro gossip: la Maison ginevrina non ha diffuso alcuna comunicazione ufficiale. Ma noi lo abbiamo visto lo stesso…

    Lezione di stile

    Diventata da poco Ambasciatrice di eleganza Longines, Jennifer Lawrence è già protagonista del primo commercial della Casa della Clessidra Alata. In cui la carismatica attrice – sofisticata ma senza eccessi, molto naturale – incarna con misurato garbo il Longines DolceVita (in acciaio, con diamanti sui brancard), mentre con voce pacata declama un messaggio di fiducia in sé stessi. Il video, girato in studio con una scenografia essenziale, è un’efficace risposta all’irritante sguaiataggine che va per la maggiore. Merita: lo trovate fra i reel di Longines.

    Raise Vibrations

    Lenny Kravitz è il nuovo ambasciatore Jaeger-LeCoultre. Rocker, cantante, produttore, autore, polistrumentista, attore, designer, fotografo, in una parola creativo a 360 gradi, pare sia stato scelto dalla Grande Maison proprio perché rappresenta “l’archetipo dell’uomo moderno del Rinascimento” (qualsiasi cosa voglia dire). Di sicuro lo vedremo presto interpretare una nuova campagna insieme ad Anya Taylor-Joy. Intanto però si è già messo al polso un bel Reverso Tribute Duoface Tourbillon in oro rosa. Non proprio robetta…

    “Corto” d’autore

    S’intitola The Chase of Carrera il video realizzato da Tag Heuer per i 60 anni dell’omonima collezione. Non una semplice pubblicità, ma un vero e proprio “corto”, diretto da David Leitch (il regista di Bullet Train). Protagonista Ryan Goslin, racconta la caccia all’orologio rubato dall’attore sul set di un film (il nuovo Carrera Chronograph con vetro panoramico). Ed è un divertente action-movie in formato ridotto, fra ritmi serrati, inseguimenti, humour e con tanto di sorprese “invisibili” sulla storia dell’esemplare. Da vedere (qui).

  • Oroscopo di maggio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di maggio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Torniamo a voi con l’appuntamento astrologico. Qui di seguito i transiti planetari del mese (seriamente), più in basso (meno seriamente) le previsioni per ogni segno dello zodiaco con l’orologio più adatto alla situazione. Eccovi dunque il nostro oroscopo di maggio: un oroscopo tutto da leggere, perché nei diversi segni vi presentiamo pezzi davvero meritevoli di attenzione. Sempre con un tocco di ironia…

    I transiti planetari

    Luna piena il 5 Maggio nel segno dello Scorpione, che andrà scemando fino alla Luna Nuova del giorno 19: le energie di Selene, nei suoi quattro volti, accompagneranno questo mese mutando velocemente, come è nella loro natura.
    Il 7 maggio, a ridosso del plenilunio, Venere entrerà in Cancro ancora prossima alla quadratura con il lento Nettuno, evento del giorno 4, che contrappone le energie vitali della dea della Bellezza alla forza profonda del dio dell’Oceano.
    La prima quindicina del mese sarà caratterizzata da un Mercurio retrogrado: novità, cambiamenti, notizie. L’astro della comunicazione ci riserva sorprese.
    Il 16 maggio il poderoso Giove entrerà nel segno del Toro, mentre il giorno 20 sarà Marte ad entrare in Leone: sinergie significative, per chi scruta nel cielo.

    Ariete

    Lasciato alle spalle lo straordinario allineamento planetario dello scorso mese, non per questo meno eventi interessanti vi attendono in cielo. Giove – potentissimo ma anche ingombrante – ha abbandonato il vostro segno. Se lo stesso Sole vi ha lasciati per passare nel Toro, non dobbiamo dimenticare che voi Arieti, focosi come il vostro segno, troverete nel mese di maggio l’influenza taurina. Un’influenza terrigna e concreta che vi darà modo di impegnarvi a tramutare, all’insegna della solidità, le mille idee e intuizioni che vi caratterizzano. Per riuscirci, indossate un esemplare inscalfibile: vi aiuterà.

    CHANEL J12 Calibro 12.1 38 mm
    Cassa (38 mm) in ceramica ad alta resistenza, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 12.1 realizzato in esclusiva, con autonomia di 70 ore e datario; antimagnetico, certificato cronometro dal Cosc. Quadrante laccato, numeri applicati in ceramica, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in ceramica ad alta resistenza. Esiste anche nero. 7.850 euro.

    Toro

    Secondo l’oroscopo di maggio, è il vostro momento speciale: la vostra determinazione, la capacità che vi contraddistingue saprà portare a compimento quanto da lungo agognate di veder realizzato. Che sia un’idea di tipo artistico, o una nuova casa, o un nuovo interesse lavorativo, il Sole in Toro irradierà di energie positive tutto quello che vorrete portare a destinazione. I risultati non mancheranno, la vostra tenacia darà i suoi frutti. Urano e Mercurio, così diversi, vi daranno modo di esaminare possibili scelte da punti di vista inattesi. Celebrate gli influssi benefici con un quadrante che ricorda un cielo stellato.

    VENEZIANICO Nereide Avventurina
    Cassa (42 mm) in acciaio, impemeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW200-1, con datario. Quadrante in avventurina, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in tungsteno, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in gomma. 950 euro.

    Gemelli

    Mercuriali ed estroversi, come potranno i Gemelli, con Marte in Leone, venir meno alla loro natura? Indocili, a volte insofferenti, ma simpatici e costruttivi, già iniziano a coltivare quelle fiammate di creatività che il loro segno caratterizza tanto bene. L’Ariete alle spalle ha aperto delle opportunità che il Sole in Toro dovrebbe aiutarvi a concretizzare. Talvolta, si tratta di rinunciare a un po’ della fantasia esplosiva che vi contraddistingue, ma a maggio, ogni tanto, forse è meglio lasciare i calzari alati e sentire nei piedi il peso dello zoccolo taurino. La leggerezza? Riservatela al polso.

    UNIMATIC Modello Uno U1S-T-MP
    Cassa (41,5 mm) in titanio grado 2 microsabbiato, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita Sw200-01, con datario. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio, cinturino in gomma. Il packaging contiene un secondo cinturino Nato in tessuto. Edizione limitata di 500 esemplari, 1.440 euro.

    Cancro

    L’oroscopo di maggio segnala nel vostro segno sia Marte che Venere. Eros e battaglia, ma – ci raccomandiamo – che siano battaglie nel senso migliore del termine. Giove in Toro aiuterà certamente, soprattutto nelle decisioni importanti. Marte poi non è solo il Dio della guerra: ricordiamo come ceda alle lusinghe di Venere. Soprattutto per le lettrici, quindi, a buon intenditor… Saprete mettere a buon frutto le vostre capacità, su tutti i fronti. Ancor meglio con questo orologio al polso, dal nome allusivo.

    LOCMAN Amo Automatic
    Cassa (36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica rielaborato da S.I.O., con massa oscillante in oro rosa traforato, e datario. Quadrante in madreperla, indici con diamanti, vetro bombato con trattamento zaffiro, corona con cabochon, fondello trasparente, cinturino in pelle facilmente intercambiabile grazie alla particolare forma delle anse, simili ad ami da pescatore. 998 euro.

    Leone

    Fino alla metà del mese gli influssi di Giove si faranno sentire, ma il vigore di Mercurio in Toro andrà a sommarsi all’indomita natura del Re della Foresta. Meglio non farsi travolgere da vampate ed eccessi di energia, farsi forza per trattenersi e scegliere con l’atteggiamento più glaciale (quasi impossibile, lo so) quello che veramente è meglio per voi in questo momento. Opportuno resistere a scatti o a decisioni non meditate. Tergiversate: intanto potete vagliare il modello giusto in questa ricca collezione…

    OMEGA Aqua Terra Shades
    Cassa (38 o 34 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8800 di manifattura, con spirale in silicio, scappamento Co-Axial; antimagnetico fino a 15mila gauss, certificato Master Chronometer dal Metas. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. In 9 colori, 7.200 euro.

    Vergine

    L’oroscopo di maggio prevede un mese di sentimenti alterni, in cui non è del tutto chiaro neppure ai nati nel segno cosa effettivamente desiderino, in una sorta di visione poco chiara della propria strada. Saturno insiste, ma l’equilibrio che vi caratterizza resiste, talvolta fino al limite della stagnazione. Intorno al 17 Giove è stanziale, quasi a simboleggiare questa staticità. La seconda parte del mese scioglierà nodi e dubbi, anche se affronterete ogni decisione con la grazia che vi è connaturata. Nel frattempo fatevi luce con uno strumento luminoso…

    PERRELET Turbine Full Lum
    Cassa (44 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P-331-MH di manifattura, con esclusiva tecnologia Turbine. Sottoquadrante, lancette, pale della Turbine, réhaut e numeri luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 4.750 euro.

    Bilancia

    Liberate le spalle dall’incombenza di Giove, le cose procederanno speditamente anche per i nati nel segno della Bilancia. Mese curioso, all’insegna degli incontri: di persone, di opportunità, di eventi. Un consiglio: mettete da parte i timori, le ritrosie, la timidezza e lasciatevi andare verso nuove conoscenze, umane e spirituali. Sempre con la dovuta cautela, ma apritevi con un sorriso a chi forse non attende altro. Per questo, potrebbe esservi utile un protagonista dei Muppet…

    ORIS ProPilot x Kermit Edition
    Cassa (39 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 400 di manifattura, antimagnetico, con autonomia di 5 giorni e datario con “Kermit day”. Quadrante opaco, lancette e indici applicati con Super-LumiNova, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in titanio. 4.400 euro.

    Scorpione

    L’attentissimo Scorpione questo mese vedrà cambiamenti. Situazioni date per consolidate potranno evolvere, certezze potrebbero venir minate e un desiderio di tranquillità non trovare riscontro nei fatti. Attenzione alle vostre reazioni: non reagite d’impulso, per evitare di ferire chi magari si trovi nei vostri paraggi ma non abbia colpe. Giocate d’astuzia, analizzate con metodo tutti gli elementi e solo dopo, se sarà il caso, agite. Troverete sostegno e sicurezza in un esemplare dalla lunga autonomia.

    EBERHARD & CO. 8 Jours Grande Taille
    Cassa (41 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, con indicazione dell’autonomia di 8 giorni (dispositivo motore brevettato) e piccoli secondi. Quadrante soleil e argenté, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 4.280 euro.

    Sagittario

    Le posizioni planetarie di questo mese facilitano i nati sotto il segno del Sagittario, per i quali situazioni che si trascinavano apparentemente per sempre troveranno finalmente positiva evoluzione. L’ingresso di Marte in Leone darà energie vivificanti e farà da sprone verso nuove iniziative o decisioni alle quali guardare con fiducia. Sul fronte sentimentale, potrebbero esserci inattesi – ma favorevoli – cambiamenti. Siate ottimisti: volerete alto. Attrezzatevi già con un bel pilot’s.

    LONGINES Pilot Majetek
    Cassa a cuscino (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L893.6 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 3 giorni e piccoli secondi; antimagnetico e con certificato di cronometro del Cosc. Quadrante opaco, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole bidirezionale, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino Nato in tessuto (prodotto con materiali riciclati). 4.000 euro.

    Capricorno

    Pianeti in sintonia per i nati sotto il segno del Capricorno. Ottima occasione, quindi, per avere fiducia e non lasciarsi sopraffare dall’impazienza o dal nervosismo. Le cose accadono a tempo debito, certamente con il nostro fondamentale aiuto. La tensione, anche se trattenuta, è comunque sempre percepibile e non predispone al meglio il vostro interlocutore. Un po’ più di serenità e di apertura ad accogliere quanto la vita vi propone. Avventura? Perché no… Con questo al polso sarete pronti a tutto.

    ROLEX Oyster Perpetual Explorer 40
    Cassa (40 mm) in Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore; antimagnetico e con certificato di Cronometro Superlativo. Quadrante opaco, lancette, numeri e indici applicati con Chromalight, vetro zaffiro, bracciale in Oystersteel con sistema di estensione Easylink. 7.700 euro.

    Acquario

    Mese di alternanza, proprio per l’influsso di Giove nella prima metà e di Marte in Leone nella seconda metà. Pur tenendo tutto sotto controllo, i nati sotto il segno dell’Acquario sapranno anche fluidamente adattarsi al volere dell’universo, traendo dalle diverse situazioni il meglio per loro. Particolarmente positivo l’influsso delle stelle verso l’ultima parte del mese: una ragione di più per sopportare con un poco di stoicismo qualche contrattempo delle prime settimane. Che importa se per un po’ dovrete stare in apnea? Armatevi di uno strumento subacqueo.

    BAUME & MERCIER Riviera Azur 300 Mt
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 5 giorni e datario; antimagnetico. Quadrante in vetro zaffiro blu fumé, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. 4.150 euro.

    Pesci

    L’oroscopo di maggio indica un inizio del mese segnato da Venere in Gemelli. Il che potrebbe portare un certo scompiglio, soprattutto nelle relazioni sentimentali e interpersonali. Dalla seconda decade in poi, però, una crescente serenità e un piacevole senso di sicurezza, ben percepibili, renderanno le giornate successive gradevoli e appaganti. L’estate ormai alle porte riscalderà i cuori e una notevole positività sembrerà caratterizzare gli incontri e le occasioni. Think pink: festeggiate la vita con un quadrante rosa!

    NOMOS GLASHÜTTE Tetra “Die Wildentschlossene”
    Cassa (29,5 mm x 6,5 mm di spessore) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Alfa di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante opaco, contatore azuré, vetro zaffiro, fondello personalizzabile, cinturino in pelle vegan scamosciata. 1.860 euro.

  • Aqua Terra Shades, Omega a tutto colore

    Aqua Terra Shades, Omega a tutto colore

    Blu oceano, verde alloro, ma anche color sabbia, zafferano, terracotta. E ancora lavanda, rosa conchiglia, verde laguna, blu mare… Sono le tante sfumature dei nuovi Aqua Terra Shades, selezionate da Omega per ampliare l’ormai storica collezione con modelli dai quadranti inediti. Esemplari in acciaio oppure in oro, che mantengono inalterata l’impronta classica e l’allure sport-chic della linea di orologi nata nel 2002, ma si presentano con un’estetica irresistibile, quasi golosa, e un mood fresco ed energizzante. Caratteristiche che derivano da un progetto modernissimo, decisamente giovane.

    Tendenze condivise

    Per raggiungere il cuore e il polso dei Millennials e della Gen Z, infatti, gli Aqua Terra Shades puntano tutto su un tema a loro caro: l’individualità, la personalità unica e irripetibile di ciascuno. E proprio per assecondare ogni singolo gusto, carattere e desiderio, gli orologi sono declinati in 12 versioni e in 2 formati, da 38 o 34 mm di diametro. Più femminile il secondo, assolutamente gender fluid il primo, rimandano entrambi a una tendenza diffusa nell’orologeria degli ultimi anni: il boom cromatico. Che porta proprio a una moltiplicazione seriale, crea collezioni articolate in numerosi esemplari diversi solo per il colore.

    Anche la scelta delle tonalità non è certo casuale. Risponde a studi ben precisi, che guardano non solo ai trend di moda apparsi sulle passerelle o alla palette Pantone dominante nel design, ma anche ai criteri dell’armocromia basata sulle tipologie delle stagioni. E poi l’ispirazione alla Natura – più che evidente, palese –, dichiarata in modo esplicito nei nomi delle nuance. Elementi che sanno toccare i tasti “giusti” nella sensibilità delle ultime generazioni, inclusive e “green” fin nel midollo. Il che ci fa capire quanto da Omega, nel caso degli Aqua Terra Shades, i progettisti abbiano lavorato a fianco dei marketing manager per sviluppare una collezione mirata.

    Quadranti realizzati ad arte

    E vale la pena spendere qualche parola anche sul modo in cui sono prodotti i quadranti colorati degli Aqua Terra Shades. Realizzati come di consueto in ottone, hanno una classica finitura spazzolata soleil, con i raggi convergenti al centro, che regala particolari effetti luminosi a seconda dell’incidenza della luce. Ma non basta. Interessante è anche vedere come sono state raggiunte quelle speciali sfumature, volute e analizzate con maniacale precisione fino alla minima frequenza (in quanto a lunghezza d’onda del colore). Per dar vita a ciascuna di queste speciali gradazioni cromatiche, infatti, i tecnici di Omega hanno sfruttato i più recenti progressi dell’innovazione tecnologica e adoperato il metodo di colorazione ogni volta più opportuno.

    Alcuni quadranti – come il terracotta – sono stati tinti con un “normale” trattamento Pvd (Physical vapor deposition, Deposizione fisica di vapore). Un processo che avviene all’interno di apposite camere sottovuoto, nelle quali si fanno evaporare determinati metalli che vanno a formare dei film sottili sulla superficie di uno specifico oggetto. Gli ioni metallici si depositano grazie all’energia cinetica e alla differenza di potenziale con il pezzo da rivestire. Altri quadranti invece sono colorati con un trattamento Cvd (Chemical vapor deposition, Deposizione chimica da vapore), un procedimento che prevede nelle apposite camere l’immissione di gas, le cui molecole vengono eccitate con una fonte di energia (tipo le alte temperature o la ionizzazione) e vanno così a legarsi alla superficie mediante reazione chimica. È questo il caso per esempio del blu mare.

    Questioni di movimento

    Dal contenitore al contenuto. Merita un cenno anche il movimento racchiuso negli Aqua Terra Shades, il calibro 8800. Ovviamente di manifattura, a carica automatica, appartiene alla famiglia Omega Co-Axial Master Chronometer e in quanto tale ha ottenuto il certificato ufficiale di cronometro dal Metas, l’Istituto federale svizzero di metrologia (Metas). Il che significa che è stato sottoposto e ha brillantemente superato gli 8 rigorosissimi test, in aggiunta a quelli del Cosc, per metterne alla prova comportamenti e prestazioni. Da qui risulta – ormai si sa – la comprovata costanza di marcia, l’estrema qualità e la massima resistenza ai campi magnetici attualmente misurabili. Insomma, il non plus ultra dei movimenti industriali, alla pari di tutti i Co-Axial Master Chronometer discendenti dal calibro 8500 uscito nel 2007. Per saperne di più vi rimando a quanto aveva scritto illo tempore Augusto Veroni in questo pezzo…

    Visibile dal fondello in vetro zaffiro, il calibro 8800 mostra le tipiche finiture a Côtes de Genève dei ponti e della massa oscillante. Ma per tutte le caratteristiche tecniche vi rimando alle didascalie. Qui mi limito a sottolineare, nelle due versioni dell’Aqua Terra Shades in oro, la presenza del calibro 8801: identico al “fratello” in quanto a  struttura e performance, se ne discosta per la massa oscillante e il ponte del bilanciere anch’essi in oro. Proprio a far da contraltare al metallo prezioso della cassa: oro Sedna quella del 38 mm impreziosita dalla lunetta di diamanti, e oro Moonshine quella del 34 mm. Ossia, le leghe dalle particolari tonalità sviluppate dalla stessa Omega, per chi non si accontenta delle “solite” sfumature auree.

    Aqua Terra Shades & Social(ite)

    Un’ultima considerazione riguarda infine il côté mondano che circonda l’orologio. Per il lancio dell’Aqua Terra Shades Omega ha realizzato una nuova campagna interpretata da tre dei suoi ambassador – fra gli attori più amati a livello internazionale, dal pubblico giovane e non solo: Zoe Kravitz, Zhou Dongyu ed Eddie Redmayne. Intitolata Every Shades of You (in italiano resa con “una sfumatura per ogni personalità”), gli scatti e i video celebrano proprio l’individualità di chi sceglie il colore del quadrante più adatto a sé. Le immagini – ci sta, colorate e intriganti – sono tuttora protagoniste online e sui social della Casa.

    In più, un mesetto fa, Omega ha organizzato anche un evento speciale a Londra. Una serata a Somerset House in cui gli ospiti hanno vissuto un’esperienza multisensoriale incentrata proprio sulle 9 esclusive tonalità della collezione, attraverso altrettante installazioni. Alla presentazione immersiva, oltre ai “volti” dell’Aqua Terra Shades, hanno partecipato i personaggi più hip del momento sulla scena inglese: Olivia Cook, Diego Calva, Léna Mahfouf, Theo James, Kiko Mizuhara, Nicholas Galitzine, oltre ai “nostri” Marco Mengoni, Federica Pellegrini e Matteo Giunta. A rappresentare la straordinaria varietà e unicità delle iGeneration.  

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/04/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/04/2023

    Eccoci di nuovo con le nostre ricorrenti Cronache dell’orologeria. Realizzate come sempre per tenervi informati sulle novità più recenti nell’industria delle lancette, riguardano in gran parte azioni di marketing, fra ambasciatori e celebrazioni. Ma non solo. Le nostre Cronache dell’orologeria riportano anche fatti e notizie che in genere hanno poca o nessuna risonanza, visto che non provengono dai soliti noti o non sono promossi con lanci in grande stile. Ma noi, da bravi insider, ve le raccontiamo lo stesso. Perché è proprio questo lo scopo delle Cronache dell’orologeria… Buona lettura!

    14 secondi epici

    Omega ricorda l’anniversario dell’Apollo 13, la missione spaziale fallita per un’esplosione che mise in pericolo gli astronauti a bordo. Come? Con un video in cui i suoi ambasciatori raccontano in 14 secondi come lo Speedmaster fu decisivo in quell’occasione: permise infatti di riallineare la navicella alla rotta, evitando che l’equipaggio finisse per sempre nello spazio. Tra i narratori ci sono George Clooney, Kaia Gerber, Cindy Crawford e Nicole Kidman. Un modo ironico per celebrare una storia drammatica e gloriosa.

    Family affair

    Foto Dylan Buell/Getty Images courtesy Richard Mille

    Jessica Korda è la nuova ambasciatrice di Richard Mille. Appassionata di golf fin dall’adolescenza, professionista nella Lpga (Lady Professional Golf Association) dal 2011, la trentenne ha già un palmarès di tutto rispetto, conquistato con talento e disciplina. Ma pare che il suo successo più grande sia stato partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, dove si è qualificata con i fratelli Sebastian (tennista) e Nelly (anche lei golfista). I quali, per la cronaca, sono sempre partner della Maison. Lo abbiamo sempre detto che quella di Richard Mille è una grande famiglia…

    Il tempo delle Muse

    Tre donne, tre storie, tre ambasciatrici di Chanel. Penélope Cruz, Margot Robbie e Zhou Xun sono protagoniste della nuova campagna J12, seguito ideale di quella uscita qualche anno fa e come la precedente dedicata ai “secondi che contano”. Nei relativi video le tre muse si mettono alla prova e si divertono a raccontare i momenti decisivi delle proprie vite, in uno scambio di battute ed emozioni tra amiche e icone di stile. E non hanno paura di mettersi in gioco, tutt’altro. Si mostrano a cuore aperto e senza risparmiare nemmeno un filo di mascara.

    Rarità online

    Se siete collezionisti “veri”, non perdete la prossima asta online di Christie’s Middle East (24 aprile/4 maggio). Troverete rarità come l’RM 69 Erotic Tourbillon di Richard Mille, un gioiellino di meccanica e malizia che vi svelerà le sue fantasie più hot (se avete un milione di dollari da spendere). E poi i Patek Philippe più preziosi, come il Nautilus Ref. 5711 con zaffiri; i mitici Daytona, come un. 6265 nero e oro da sballo; e complicazioni uniche come il Parmigiani Fleurier Tonda PF Split Seconds, inedito sotto il martelletto. A voi la scelta…

    App antifurto

    Se avete perso un orologio o un gioiello di valore, non temete: ad aiutarvi ci pensa il Gruppo Richemont. Il colosso del lusso ha creato Enquirus, una piattaforma online che coinvolge marchi di prestigio, forze dell’ordine, compagnie di assicurazione e ovviamente il pubblico finale. Un database in cui trovare informazioni su furti e smarrimenti, e che permette di registrare e proteggere i propri oggetti preziosi in modo anonimo e sicuro. Sono già migliaia i clienti registrati e oltre 28.000 i pezzi scomparsi denunciati. Un servizio… impagabile!

    Mécanique mon amour

    Dopo quasi 30 anni di silenzio, la Manufacture France Ebauches (FE) torna a far parlare di sé. Salvata dal Gruppo Festina nel 2017, la Manufacture riprenderà il proprio glorioso passato dando nuova vita a due calibri storici, ovviamente ottimizzati dal punto di vista meccanico. Così il tipico logo a “nido d’ape” si vedrà di nuovo sotto i fondelli trasparenti. Una bella notizia per la Franche-Comté, patria dell’orologeria d’Oltralpe, e per le marche dell’Esagono, che finalmente possono montare un cuore francese nei propri pezzi. Chapeau!

    Shopping in Brianza

    In arrivo a Monza uno spazio de luxe che farà girare la testa a gli amanti della bella orologeria e delle pietre preziose. Aprirà presto i battenti in centro città la Gioielleria Colombo, vetrina di brand noti in tutto il mondo. La boutique, progettata dallo studio 1Unicum, promette di offrire una customer experience unica nel suo genere, con un percorso sensoriale improntato alla bellezza. Compresi, ai piani superiori, l’alta gioielleria, il laboratorio di assistenza Rolex e i salottini per le trattative riservate. Non vediamo l’ora di andare a curiosare.