Attualità

We Are All Here, Bulova rende omaggio a Tony Bennett

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Il tempo, si sa, è una questione di ritmo. E pochi artisti hanno saputo interpretarlo con la stessa eleganza di Tony Bennett. Non sorprende quindi che Bulova, maison storicamente legata alla musica*, celebri oggi una leggenda senza tempo, con il lancio del primo orologio dedicato al grande crooner americano. Si chiama We Are All Here ed è una nuova collezione che celebra l’eredità musicale, artistica e umana di uno dei simboli più autentici di New York. Proprio come la stessa Bulova.

Nato dalla collaborazione tra Bulova e Iconoclast, società che gestisce il marchio e il patrimonio artistico di Tony Bennett, We Are All Here è pensato come un tributo che va oltre l’estetica. Non solo un orologio, ma un racconto da indossare. Quello di un artista che ha attraversato oltre settant’anni di storia della musica rimanendo fedele a sé stesso, al proprio stile e a un’idea di eleganza senza compromessi.

Un artista eclettico

Nato nel 1926 nel Queens, Anthony Dominick Benedetto alias Tony Bennett debutta negli anni Cinquanta, in un’America che sta ridefinendo il proprio immaginario culturale. La voce calda e controllata, unita a una straordinaria capacità interpretativa, lo colloca rapidamente tra i grandi del jazz e del pop orchestrale. Brani come I Left My Heart in San Francisco, Rags to Riches, The Lady is a Tramp, solo per citarne alcuni, diventano inni generazionali, mentre Bennett si afferma come uno dei grandi cantanti romantici americani insieme a Frank Sinatra e Dean Martin.

La sua carriera è costellata di successi, ma anche di momenti di trasformazione. Tony Bennett ha saputo attraversare epoche, mode e linguaggi senza mai snaturarsi, costruendo un percorso artistico che gli ha fruttato 20 Grammy Awards e 2 Emmy Awards. Parallelamente alla musica, ha coltivato una profonda passione per la pittura e per il cinema, dimostrando una sensibilità artistica poliedrica e coerente, sempre guidata dall’autenticità. Ciò che rende Bennett una figura unica è la capacità di dialogare con il presente. In un’industria spesso ossessionata dalla giovinezza, il cantante ha scelto la strada opposta: quella del confronto e della contaminazione.

Collaborazioni e filantropia

Numerosissime le collaborazioni con le nuove leve di artisti, da Christina Aguilera a Michael Bublé, dai Red Hot Chilly Pepper a Céline Djon. Indimenticabile quella con Lady Gaga, con cui ha inciso album di grande successo come Cheek to Cheek del 2014, con tanto di tour mondiale. Ed è merito dei suoi duetti se il jazz e lo swing sono tornati al centro della cultura pop globale, a dimostrare come il talento non abbia età. Un’influenza, quella di Bennett, riconosciuta anche da voci come Amy Winehouse, che ha sempre indicato in lui uno dei suoi riferimenti più importanti. Memorabile la loro interpretazione di Body and Soul, registrata nel 2011 (pochi mesi prima della scomparsa della cantante).

Accanto alla carriera artistica, Tony Bennett ha lasciato un segno profondo anche sul piano umano e sociale. Nel 2001 ha fondato, insieme alla moglie Susan, la Frank Sinatra School of the Arts: un liceo pubblico dedicato alle arti dello spettacolo, con l’obiettivo di ispirare e formare le nuove generazioni di creativi. Un impegno che riflette la sua visione dell’arte come strumento di crescita, condivisione e responsabilità.

We Are All Here, un orologio-manifesto

We Are All Here rappresenta perfettamente questo spirito. Il nome dell’orologio deriva da una conversazione che lo stesso Bennett ebbe con Ella Fitzgerald durante le marce di Montgomery, nel 1965. E rende omaggio alla sua fiducia nell’umanità e nella solidarietà, riflesse nella sua lotta per i diritti i civili, l’uguaglianza razziale e l’inclusione.

Il design invece prende ispirazione dallo stile “classico” degli anni ’80, un periodo che vide un importante ritorno sulle scene dell’artista. La cassa in acciaio – anche Ip yellow gold – ha una silhouette geometrica ed elegante. Animato da un movimento al quarzo, l’orologio presenta proporzioni armoniose, e una volta indossato al polso risulta leggero e confortevole. Tre le versioni di quadrante – champagne, bianco latte o nero, sempre dalla lavorazione spazzolata verticale – che si accordano con un cinturino in pelle di lucertola Teju marrone o con un bracciale multilink coordinato al colore della cassa: silver oppure oro giallo.

I dettagli raccontano la storia. Il contrappeso della lancetta dei secondi ha la forma di un fazzoletto da taschino, uno dei segni inconfondibili dello stile dell’artista. Il fondello riporta incisa la scritta We Are All Here insieme al suo autografo, firma che trasforma l’orologio in un autentico oggetto da collezione. Perfino il retro del cinturino è personalizzato con il suo nome.

Per concludere

We Are All Here costa 399 euro, sia nella versione tutto acciaio sia in quella con cassa color oro e cinturino. La referenza con bracciale dorato costa invece 429 euro. Parte dei proventi è destinata a sostenere la Frank Sinatra School of the Arts, chiudendo idealmente il cerchio tra arte, misura del tempo e futuro.


*Riguardo al legame di Bulova con la musica, vale la pena ricordare che la marca americana (di proprietà di Citizen Group) nel 2017 ha siglato una partnership con i Grammy Awards e nel 2022 con i Grammy Latin Awards. Vanta inoltre una stretta collaborazione con Marc Anthony, che si è concretizzata in una ricca e diversificata linea di orologi (disponibile solo in alcuni mercati internazionali) e con altri protagonisti della scena internazionale, come Nile Rodgers. Nel 2020 poi ha realizzato una collezione dedicata a Frank Sinatra, tuttora in catalogo.