“Un’ode alla leggerezza”. Quando ho letto il claim che introduce il nuovo Richard Mille RM 55-01, ho subito pensato che la scelta di quelle parole non fosse stata dettata da pure questioni di marketing. In effetti il Richard Mille RM 55-01, oltre a essere fisicamente leggero (attorno ai 60 grammi, a seconda della configurazione), fa della semplicità estetica e costruttiva il proprio tratto distintivo. Tanto da piacere anche a chi di solito trova le scelte stilistiche della Casa di Les Breuleux un po’ sopra le righe. Nelle pagine del nostro giornale lo abbiamo detto più volte: Richard Mille è un brand di cui non è facile scrivere, è divisivo e ha una personalità talmente forte da apparire, nel panorama dell’alta orologeria, un mondo a sé stante. Uno di quei mondi con cui ti scontri o ci vai a nozze.
Quando togliere è meglio di aggiungere
Se si approfondisce l’argomento, la conferma definitiva arriva dalla frase dello scrittore e pilota francese Antoine de Saint-Exupéry, che la Casa elvetica prende in prestito per dare ulteriore enfasi alla semplicità dell’orologio. “Perfection is achieved, not when there is nothing more to add, but when there is nothing left to take away”. Che vuol dire: “La perfezione è raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere”. L’aforisma a mio avviso ha una forza incredibile: con l’aggiunta si rischia il superfluo, con la rimozione si tende invece al perfetto, a ciò che vive da sé.
Non è un caso che gli inglesi dicano “less is more“. Basta guardare il nuovo Richard Mille RM 55-01, in direzione frontale soprattutto, per accorgersi di quanto sia minimale e conciso – “pulito”, verrebbe da dire -, di come ogni elemento sia al suo posto e perfettamente in grado di integrarsi con gli altri. Di come non serva altro. Di quanto i pochi colori presenti siano sobriamente combinati fra loro. E soprattutto di quanto il movimento, tanto essenziale quanto raffinato, sia in grado di far passare luce da un lato all’altro dell’orologio. Per questo lo reputo uno degli scheletrati meglio riusciti della Marca.
Richard Mille RM 55-01, come è fatto
Richard Mille, per mettere a punto il suo nuovo RM 55-01, anziché aggiungere, ha quindi tolto. Ha eliminato il rotore di carica, per esempio, preferendo un movimento più semplice, a carica manuale: il calibro RMUL4. Ne saranno felici i puristi dell’orologeria, secondo cui il rotore di carica sarebbe in qualche modo un elemento “perturbante” all’interno della meccanica.
Comunque sia, nell’RM 55-01 Richard Mille ha ridotto il numero complessivo dei componenti. Ha optato come sempre per un design scheletrato, ma per la cassa ha utilizzato solo il materiale composito TPT, e l’ha quindi privata dei consueti elementi in oro. Ha eliminato ogni complicazione che potesse appesantire l’orologio, nel peso e nella concezione, limitandosi alle tre sole lancette di ore, minuti e secondi. Anche la data, onnipresente nelle altre referenze in catalogo, qui manca.
Il risultato è uno scheletrato vero, leggero, arioso, a mio parere bellissimo. Perfettamente rifinito, con la cura e l’accuratezza tipiche della tradizione orologiera, sebbene l’architettura abbia ben poco di tradizionale e risulti invece modernissima. Un’alternanza di pieni e vuoti – anzi, più vuoti che pieni – definisce la meccanica. A tal punto che, una volta indossato, l’orologio permette chiaramente di vedere attraverso il cristallo zaffiro superiore, fino al fondello (anch’esso in zaffiro). E di cogliere quindi le sfumature della pelle del polso.
I materiali e il savoir-faire
Quanto mai indovinate le tre varianti cromatiche della lunetta: Carbon TPT®, Grey Quartz TPT® e Quartz TPT®. Anche di questi speciali materiali, di come sono ottenuti e lavorati, abbiamo più volte fatto cenno nei nostri articoli. Vi rimando a questi link per conoscerli più da vicino. Qui mi preme però ricordare che per la speciale lavorazione cui sono sottoposte le fibre di carbonio e quelle di silice (il comune quarzo), e per le resine che danno consistenza al tutto, ogni esemplare assume un effetto damascato e risulta esteticamente differente da qualsiasi altro. È proprio il caso di dirlo: ogni Richard Mille, anche a parità di referenza, è un pezzo unico.
Le immagini fornite da Richard Mille ritraggono i tre orologi ripresi da varie angolazioni, ma anche le varie fasi di assemblaggio – il cosiddetto savoir-faire. La maestria dei fotografi è coerente con quella degli artigiani – credetemi, non è sempre così… Per cui vi lascio all’osservazione delle foto e alla lettura delle relative didascalie per cogliere qualche segreto tecnico ed estetico delle tre nuove referenze. Sono sicuro che apprezzerete i generosi spazi vuoti che garantiscono la trasmissione della luce da un lato all’altro della cassa.
Il calibro a carica manuale RMUL4
Credo sia d’obbligo qualche cenno sulle caratteristiche del movimento che anima l’RM 55-01. In primo luogo per l’incredibile leggerezza. Il RMUL4, rigorosamente di manifattura, pesa meno di 5 grammi. Ed è disegnato per essere alloggiato nella cassa dalle dimensioni non esagerate – almeno secondo gli standard di Richard Mille: 37,95 x 47,33 mm, 10,75 mm di spessore.
A tanta semplicità corrispondono scelte costruttive di altissimo livello. Richard Mille si affida come sempre a materiali e processi di lavorazione pregiati. La base è infatti una platina di titanio grado 5, non dalla superficie liscia, ma microsabbiata, levigata e rivestita con Pvd nero. Termini e procedimenti che comunicano un enorme valore a chi sa di lavorazioni industriali. Per lavorare il titanio grado 5 occorre infatti tanta maestria, per di più quando gli oggetti da trattare sono piccoli e le tolleranze minime. Alla platina sono poi fissati tre ponti, sempre in titanio grado 5, ai quali è assicurato il treno di ingranaggi che completa il calibro.
Voglio sottolineare la presenza nel movimento di due importanti elementi: il bilanciere a inerzia variabile e con spirale libera, e il doppio bariletto che garantisce un’autonomia di 55 ore. Il primo rinuncia alla racchetta di regolazione per affidarsi a quattro micro-pesi che ne stabilizzano l’oscillazione, risultando più resistente agli urti e gestibile in fase di assemblaggio e smontaggio. Mentre il doppio bariletto assicura all’orologio una coppia costante lungo tutta la durata della carica.
Ne deriva da un lato una maggiore costanza di marcia con una conseguente aumentata precisione cronometrica, e dall’altro una minore pressione su denti, cuscinetti e perni, il che preserva l’integrità totale del movimento nel tempo. Oltretutto i due bariletti, secondo me, sono anche molto belli da vedere, e contribuiscono al fascino del calibro scheletrato.
Prezzo e considerazioni Sul Richard Mille RM 55-01
Veniamo al prezzo. Come accade quando si parla di hypercar, anche con gli orologi Richard Mille l’argomento prezzi risulta indelicato. Eppure, chi ha voglia di comprarne un Richard Mille RM 55-01, deve sapere quanto costa. La cifra da sborsare per questo orologio è di 175mila franchi svizzeri (poco più di 190mila euro), tasse escluse, per ciascuna delle varianti. Che non è una cifra folle, riservata ai soli milionari, ma neanche alla portata di chi, di mese in mese, deve farsi i conti in tasca. Aggiungo che, valore assoluto a parte, è perfettamente allineata alle altre referenze della Casa. Materiali pregiati, costosi da realizzare e lavorare, soluzioni tecniche all’avanguardia e filosofia minimalista giustificano ampiamente il prezzo richiesto.