Succede sempre. Quando il caldo si fa sentire, e la mente inizia a vagare verso spiagge deserte o immersioni più serie del solito tuffo dal pedalò, la tentazione di infilarsi al polso un diver “puro e duro” è forte. Per fortuna. Perché la categoria degli orologi subacquei – lo dico con assoluta franchezza – soffre spesso di due grandi mali: quelli che vorrebbero fare i professionisti e pesano quanto un’ancora da piroscafo, oppure i loro opposti, quelli “da marinaio della domenica” che andrebbero in crisi al primo schizzo. Poi pensi a Mido e ti ricordi che c’è chi il mestiere delle immersioni lo mastica da un po’. Dagli anni Trenta, per essere precisi, quando la Casa di Le Locle inventò il sistema Aquadura. Poi, nel 1944, realizzò la prima collezione Ocean Star, un bestseller ancora ai nostri giorni. Tant’è: oggi la storia si rinnova con il nuovo Ocean Star 200. L’ho visto “dal vivo” in anteprima lo scorso inverno, l’ho studiato con attenzione e devo ammetterlo: ispira quella fiducia che in estate non guasta mai.
41 mm di puro equilibrio al polso
Se provi a guardare da vicino l’Ocean Star, la prima sensazione che ti trasmette è quella dell’equilibrio formale. Niente estetica “muscolare” che sembra pompata, niente eccessi da bodybuilder, soltanto le “giuste” proporzioni. La cassa in acciaio satinato e lucido ha un diametro di 41 mm e uno spessore di 11,7 mm. Grande e robusta quanto basta per affrontare gli abissi, ma senza esagerare. Ha un formato ideale, che non sparisce su un polso generoso e non sembra una padella su chi ha un’anatomia più esile. La lunetta girevole unidirezionale fa il suo dovere con un inserto in alluminio e numeri argento ben leggibili, utilissimi in profondità. Fondello e corona serrati a vite garantiscono un’impermeabilità fino a 20 bar.
L’identità del nuovo Ocean Star 200 si gioca però tutta nel quadrante blu. Non la solita finitura lucida che sotto il sole riflette anche l’invisibile, ma una texture granulata (quasi contenesse granelli di sabbia) che cattura la luce senza accecare. Vi campeggiano gli indici ben definiti riempiti di Super-LumiNova®, la finestrella per giorno e data al 3 e un réhaut che dona una notevole profondità tridimensionale anche a costo di rimpicciolire un po’ il quadrante. E poi c’è il marchio di fabbrica: quel tocco di arancione Mido. Lo si trova discretamente laccato sulla punta della lancetta dei secondi e nella scritta Caliber 80 che preannuncia ciò che muove le lancette.
Meccanica Swatch Group: antimagnetica e con 80 ore di autonomia
Quindi arriviamo alla sostanza, perché un bell’orologio da immersione deve anche essere affidabile. Oltre il fondello serrato a vite, che sfoggia con orgoglio la storica stella marina in rilievo, l’Ocean Star 200 monta appunto il Calibro 80 (su base ETA C07.621). Un movimento ormai celebre, che appartiene alla famiglia del Powermatic 80 di Tissot, derivata dagli studi per il Sistem51 effettuati nel reparto Ricerca & Sviluppo di Swatch Group. Nelle didascalie trascrivo tutte le informazioni in merito ai dati tecnici.
Qui mi soffermo solo su un paio di caratteristiche che influiscono sull’uso quotidiano. Prima di tutto, l’autonomia di 80 ore. Traduzione: potete toglierlo il venerdì sera, dimenticarvelo per tutto il weekend e lunedì mattina sarà ancora lì a scandire i minuti, come se niente fosse. Non solo. Avere un’autonomia così lunga significa che la molla di carica rilascia una tensione costante e omogenea per un periodo prolungato, il che garantisce un flusso di energia continuo ed equilibrato allo scappamento anche dopo due giorni sul comodino.
Poi, la spirale in Nivachron™. In questo caso la tecnologia ci dà una (grande) mano contro i campi magnetici quotidiani – dai tablet agli smartphone – e contro gli urti meno simpatici delle vacanze, per evitare che le insidie quotidiane alterino l’isocronismo dell’organo regolatore. Ma autoinomia di 80 ore e spirale in Nivachron™ non servono solo a fare bella figura sulla scheda tecnica: sono proprio loro a garantire la costanza di marcia dell’orologio, in ogni situazione, dentro e fuori dall’acqua. E a farci godere le giornate estive senza l’ansia di doverlo continuamente rimettere all’ora.
Mido Ocean Star 200: ultimi dettagli (che apprezzerete)
Un plauso ai progettisti va anche per la costruzione del bracciale. In acciaio satinato, con maglie centrali lucide, non solo ha la classica e utilissima estensione subacquea per poterlo indossare sopra la muta, ma integra anche l’esclusivo sistema di cambio rapido. Basta solo un gesto per toglierlo e sostituirlo con un cinturino in gomma o in tessuto. Perché in vacanza, si sa, anche l’orologio ha il diritto di cambiare look per l’aperitivo o la cena.
Insomma, niente fronzoli, tanta sostanza e la certezza di una Casa elvetica che fa sul serio. Tutto questo a un prezzo accessibile a tanti, se non proprio a tutti: 950 euro. Se cercate il subacqueo “definitivo” per accompagnarvi al mare (o semplicemente per sognarlo dalla scrivania), prendetelo in considerazione: l’Ocean Star 200 merita decisamente un giro di prova al polso.