Giornale Degli Orologi
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Tag: film orologi

  • Le cronache di PDV: al cinema, a vedere “First Man”

    Le cronache di PDV: al cinema, a vedere “First Man”

    Le cronache di PVD – Percorsi di Viaggio VI

    È arrivato in programmazione, nelle principali sale cinematografiche d’Italia, il nuovo film di Damien Chazelle: “First Man”, adattamento cinematografico della biografia ufficiale di Neil Armstrong, il “primo uomo”, appunto, a mettere piede sulla Luna. Chi scrive ha avuto il piacere di vedere la pellicola già due volte: ad agosto, in occasione della serata inaugurale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (ospite Jaeger-LeCoultre), e a metà ottobre, all’anteprima per la stampa all’Anteo di Milano (su invito Omega). Una vera e gioiosa fortuna per chi è da sempre appassionato di fantascienza e della reale, ma non meno immaginifica, epopea spaziale. E che sedicenne, in villeggiatura con la famiglia, era stato sveglio tutta la notte del 20 luglio 1969 per seguire, dal televisore in bianco e nero dei vicini di casa, la diretta dello sbarco sul nostro satellite degli astronauti a stelle e strisce della missione Apollo 11.

    “Un piccolo passo per un uomo, ma un salto gigantesco per tutta l’umanità”. È la frase che Neil Armstrong, scomparso nel 2012, pronunciò appena sbarcato – dopo interminabili istanti in cui aveva cercato di rendersi conto, dalla scaletta della capsula spaziale, dell’effettiva tenuta del suolo polveroso – sulla Luna. E che echeggia in sala anche per lo spettatore, con pacata e suggestiva solennità, nel silenzio assoluto in cui sono immerse le ultime sequenze del film, quelle che riguardano appunto lo sgancio del modulo lunare dal velivolo rimasto in orbita e l’allunaggio. Il regista ha pensato bene di evitare ogni retorica tipicamente americana della serie “arrivano i nostri” e ancor più gli “effetti speciali” possibili oggi con le nuove tecnologie, per renderci invece in tutta la sua realistica intensità la concentrazione, l’emozione e la preparazione militare di quel primo uomo in avvicinamento e poi con gli stivali sulla Luna.

    Assenza di rumori e oscurità squarciata da rare visioni fantascientifiche, con il comandante dell’Apollo 11, magnificamente interpretato da un magnetico e impassibile Ryan Goslin, taciturno e sempre pervaso da ironico disincanto. Attore e allo stesso tempo spettatore di questo universo perennemente immaginato, ma mai visto prima di quel momento, inquadrato sempre e solo da un

  • Sul grande schermo, “Il mistero della casa del tempo”

    Sul grande schermo, “Il mistero della casa del tempo”

    È uscito nelle sale “Il mistero della casa del tempo”. Ma forse è più accattivante con il titolo originale: “The House with a Clock in Its Walls” (la casa con un orologio nei muri). Un fantasy/horror per ragazzi che potrebbe divertire anche alcuni genitori, quelli appassionati di lancette & Co – certo non adatto ai più piccoli: troppo cupo e inquietante (creepy direbbero gli inglesi). Diretto da Eli Roth, con un cast di tutto rispetto che vede Jack Black, Cate Blanchett e Kyle McLachlan tra i protagonisti, è la trasposizione cinematografica di un romanzo di John Bellairs, “La pendola magica”. Ed è prodotto dalla Amblin di Spielberg, che con questo film sembra voler riportare in auge un certo genere fantastico degli anni ’80.

    In breve, è la storia di Lewis (Owen Vaccaro), un bambino di 10 anni rimasto orfano che va a vivere nella casa un po’ sinistra di uno zio fuori di testa. Poi però il ragazzino scopre che il bizzarro zio Jonathan in realtà è uno stregone, la sua amica una maga potente e le mura domestiche nascondono non solo un passato misterioso ma anche un malvagio sortilegio. Al di là delle opinioni della critica, quello che sembra funzionare davvero sono gli elementi spaventosi inseriti un po’ ovunque (in particolare gli automi, le bambole, i pupazzi), e la magistrale interpretazione della Blanchett, che trasforma la signora Zimmerman in un personaggio affascinante e ricco di charme. Ma soprattutto i tanti, tantissimi orologi – di tutti i tipi e le epoche, dagli strumenti a pendolo agli esemplari da tavolo, grezzi o barocchi, con ingranaggi, lancette e quadranti disseminati in tutta la casa -, che con i loro ticchettii, i rintocchi, le suonerie saturano scene e atmosfere.

    “Hai tanti orologi”, dice Lewis all’inizio. “Beh, questa è una faccenda di gusto personale: per me è una quantità assolutamente normale”, risponde lo zio Jonathan. “Ah, scusa, lì c’è un cucù pazzoide…”. Ma da una pendola a cassalunga spunta la signora Zimmerman e lo interrompe: “La ruota dentata è andata”, spiega, “e la molla la seguirà molto presto”. Quasi fosse un orologiaio. ”’”><\/script>‘