Giornale Degli Orologi
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Tag: orologi con tourbillon

  • Breguet Classique Tourbillon 7357: l’evoluzione della specie

    Breguet Classique Tourbillon 7357: l’evoluzione della specie

    Il mondo delle lancette quest’anno ha celebrato un’importante ricorrenza: il 225° anniversario del brevetto d’invenzione del tourbillon, depositato da Abraham-Louis Breguet il 26 giugno 1801 – il 7 Messidoro dell’Anno IX, secondo il calendario rivoluzionario francese allora in voga. Per l’occasione, la Maison Breguet ha presentato sei nuovi modelli dedicati alla complicazione regina. Tra le novità abbiamo scelto il Breguet Classique Tourbillon 7357, che inserisce lo storico dispositivo in un contesto tecnico e stilistico contemporaneo. Ma prima di addentrarci nell’esame di questo esemplare, rivediamo i retroscena del tourbillon, una delle principali invenzioni nella storia dell’orologeria.

    Come la gravità influisce sulla precisione

    Qualsiasi oggetto dotato di massa subisce l’effetto dell’attrazione gravitazionale terrestre. Una forza ineliminabile che agisce sempre verso il centro della Terra, introducendo un’asimmetria tra le varie sollecitazioni che operano sulle componenti meccaniche di un orologio e influenzando, in particolare, l’isocronismo del gruppo bilanciere-spirale.

    Quando l’orologio da tasca viene indossato, trascorre la maggior parte del tempo in posizione verticale: in questo assetto, la forza di gravità esercita sul bilanciere un’attrazione costante verso il basso. L’effetto varia continuamente a ogni movimento di chi lo indossa, compromettendo l’uniformità e la simmetria delle oscillazioni e creando inevitabili variazioni sulla marcia dell’orologio. Al contrario, se si adagia l’orologio in orizzontale su un tavolo, la gravità agisce parallelamente all’asse di rotazione, senza provocare disturbi o perturbazioni sulla costanza di marcia.

    L’intuizione di Abraham-Louis Breguet: la nascita del tourbillon

    L’idea di Breguet, maturata nel corso di anni, fu quella di compensare gli scarti di marcia legati alla gravità mettendo in movimento l’intero scappamento. Racchiudendo l’organo regolatore all’interno di una gabbia mobile in continua rotazione, l’asse del bilanciere varia costantemente orientamento, annullando – per sommatoria statistica – gli errori di posizione. Un’idea straordinaria, figlia di un puro genio.

    Cessato il periodo di copertura del brevetto, la realizzazione di questa complicazione è diventata un banco di prova per i maggiori maestri dell’orologeria. Eppure, da sempre, il concetto di tourbillon rimane indissolubilmente legato al nome di Breguet.

    Breguet Classique Tourbillon 7357 e il calibro 187B

    Il Breguet Classique Tourbillon 7357 è l’evoluzione di un esemplare storico: la ref. 3350 del 1989, il primo tourbillon da polso moderno della Maison. La diretta discendenza è evidente anche nel movimento: l’orologio è animato infatti dal calibro 187B, a carica manuale, versione ottimizzata e aggiornata del celebre calibro 558 dell’epoca. Fornito di indicatore dell’autonomia (che si attesta sulle 60 ore), vanta finiture d’alta orologeria ed è certificato dal punzone Breguet.

    La cassa del Breguet Classique Tourbillon 7357 è declinata in due versioni: in platino e in oro Breguet, una lega esclusiva che si distingue per la peculiare tonalità. Ma la rivisitazione dello storico Tourbillon anni ’80 va oltre il semplice omaggio a quello che è un modello ormai entrato nella galleria dei classici senza tempo.

    Nel rispetto della modernità quasi futuristica che fu la vera firma estetica del grande Abraham-Louis Breguet, troviamo dettagli inediti. Come le anse ridisegnate, la cui curvatura delicata rende l’orologio ancora più confortevole al polso. La rigidità geometrica della Ref. 3350 lascia così il posto a un’estetica essenziale ma più “morbida”, in linea con i canoni stilistici introdotti per il 250° della Maison Breguet, festeggiato lo scorso anno.

    Il quadrante: lavorazione Clous de Paris e blu Breguet

    La visualizzazione oraria, decentrata verso l’alto, mostra le classiche cifre arabe Breguet, elegantissime, su una decorazione a Clou de Paris. Subito sotto, leggermente sovrapposto, l’arco dei piccoli secondi – mostrati dalla lancetta azzurrata a tre bracci – sormonta la grande finestra del tourbillon, che compie appunto una rivoluzione completa in un minuto.

    Le lancette à pomme evidée, le cifre orarie e le viti di fissaggio del ponte del tourbillon sfoggiano il blue de France, così come dello stesso blu sono le scritte identificative dell’esemplare. Si tratta di una gradazione di blu brillante e satura, che rappresenta la Francia fin dal XII secolo, e rimanda alle radici parigine dell’atelier di Abraham-Louis Breguet. A fare da cornice alla coreografia meccanica, una finitura a grain d’orge decora il resto della superficie.

    Fondello, cinturino, prezzo

    Sul lato fondello, il Breguet Classique Tourbillon 7357 colpisce per l’essenzialità della platina posteriore, una rigorosa pulizia geometrica impreziosita da una lavorazione dai rilievi geometrici su base triangolare. L’apertura posteriore del tourbillon fa risaltare la trasparenza e contribuisce al senso di mistero tipico della complicazione. Riguardo al cinturino, la scelta è caduta sulla pelle di vitello: grigio ardesia con interno blu Breguet per la versione in platino, color champagne con interno blu per il modello in oro.

    Il Breguet Classique Tourbillon 7357 si inserisce nella collezione permanente a un prezzo perfettamente proporzionato al segmento d’eccellenza in cui opera la Manifattura. Vale a dire: 166.500 euro per la versione in oro, e 183.100 euro per quella in platino.

  • RM 64-01 Tourbillon Colnago: il Richard Mille di Tadej Pogačar

    RM 64-01 Tourbillon Colnago: il Richard Mille di Tadej Pogačar

    Le gare ciclistiche si vincono grazie alla forza e alla tenacia di chi pedala, ma non possono prescindere dalle prestazioni che il mezzo garantisce. Tant’è che i principali campi di studio del ciclismo, almeno ai livelli più alti, sono l’aerodinamica, la scienza dei materiali e la leggerezza. Temi cari anche a Richard Mille, che non a caso ha sempre nutrito molto interesse per il mondo delle due ruote. Basti ricordare amicizie storiche con corridori del calibro di Mathieu van der Poel o Mark Cavendish, che ne testavano in gara prototipi e modelli definitivi. Poi, nel 2021, il Marchio ha anche siglato una collaborazione con UAE Team Emirates. E oggi questo legame si concretizza nel nuovo RM 64-01 Tourbillon Colnago.

    Colnago, per l’appunto, è la storica azienda italiana di biciclette da corsa, che è anche fornitore della squadra professionistica emiratina. E il cerchio si chiude in tutta la sua perfezione con il nome del momento: Tadej Pogačar. Il ciclista sloveno, che dal 2019 mette il proprio inesauribile talento al servizio dello stesso Team, da anni indossa gli orologi di Richard Mille. Ma di recente ha formalizzato il rapporto con il Brand, di cui è diventato ambasciatore proprio per il lancio del nuovo orologio ispirato a Colnago. Vediamo quindi in dettaglio cos’ha di speciale questo esemplare.

    Dal telaio al polso: design e analogie con lo stile Colnago

    Scheletrato e con cassa tonneau, il Richard Mille RM 64-01 Tourbillon Colnago mostra nell’estetica una forte derivazione dal mondo dei pedali. Privo di quadrante, si affida a elementi geometrici che richiamano i tubolari modulari della Colnago C68. Un modello che per l’azienda di Cambiago rappresenta la massima espressione dell’arte di costruire a mano biciclette da corsa.

    Il motivo simmetrico dei ponti del calibro RM 64-01, che toccano il réhaut in oro rosso in corrispondenza degli indici 12, 4, 6 e 10, si ripropone speculare anche alla base del movimento, osservandolo dal fondello in vetro zaffiro. Il tutto converge in due punti speciali. Sotto quello superiore, a ore 1, si trova il bariletto. Sotto quello inferiore, a ore 7, il tourbillon con la grande gabbia da 12,40 mm. Due elementi di forma circolare che, disposti in diagonale, simboleggiano il sistema di trasmissione, composto da corona e pignone, di cui ogni bicicletta è dotata.

    I colori bianco, blu e oro sono gli stessi che caratterizzano una delle varianti cromatiche del telaio della Colnago C68. Gli stessi colori si ritrovano sulla corona piuttosto sporgente, abbellita da un asso di fiori nero, logo di Colnago. Quella corona, oltre a consentire la rimessa all’ora, ricarica il movimento meccanico a carica manuale per un’autonomia massima di 65 ore.  

    Altri elementi di spicco sono la trasparenza complessiva e il look minimalista del calibro RM 64-01, il quale lascia intravvedere quasi tutti i 274 elementi che lo compongono. Evidente, da questo punto di vista, l’obiettivo di Richard Mille di dar vita a un design essenziale, che nella parte interna possa seguirsi con lo sguardo, esattamente come si farebbe con il telaio di una bicicletta. Dall’inizio alla fine. L’assenza della lancetta dei secondi, ben compensata dal tourbillon che compie un giro completo in un minuto, contribuisce al design minimalista dell’orologio.

    RM 64-01 Tourbillon Colnago: leggerezza estrema

    Come ogni orologio Richard Mille, anche l’RM 64-01 Tourbillon Colnago nasce dall’unione di materiali ricercati. La platina scheletrata del movimento, così come i ponti e altri componenti, sono realizzati in titanio grado 5. Trattasi di una lega metallica resistente dal punto di vista meccanico e chimico, ma particolarmente leggera, tanto da essere usata anche in ambito aeronautico, automobilistico e aerospaziale. La si ottiene fondendo titanio, alluminio e vanadio nella rispettive proporzioni del 90%, 6% e 4%. Ogni elemento in titanio è microsabbiato quindi smussato e lucidato a mano. Il nero e il grigio di alcune parti sono ottenuti mediante trattamento Pvd (Physical Vapor Deposition, ovvero deposizione fisica da vapore).

    La cassa è realizzata in Quartz TPT® (Thin Ply Technology), materiale composito sviluppato per Richard Mille. Declinato in diverse cromie e tessiture, è utilizzato per l’altissimo rapporto resistenza/peso. Non un unico blocco di quarzo, quindi, che sarebbe altrimenti soggetto alla frattura concoide tipica di questo minerale, ma un’infinità di strati sottilissimi sovrapposti, ciascuno ottenuto immergendo fibre di quarzo in una matrice di resina che funziona da collante. Un processo complesso, in parte coperto da segreto industriale, quindi non facile da descrivere, ma in grado di elevare ai massimi livelli le proprietà chimico-fisiche dei materiali che ne derivano.

    Le porzioni dei ponti color oro, in linea con gli stilemi della Colnago C68, sono dipinte a mano con oro rosso 5N. Lo stesso metallo prezioso è utilizzato per realizzare il réhaut, in cui sono incastonati gli indici fluorescenti, e le lancette forate, il cui aspetto richiama le pedivelle dell’iconica bicicletta da corsa.  

    Un tourbillon da collezionisti

    Gli appassionati di ciclismo potrebbero riconoscere il legame fra tra il Marchio elvetico e l’azienda lombarda anche solo guardando l’RM 64-01 Tourbillon Colnago in modo distratto. Le geometrie dei ponti e la scelta dei colori richiamano immediatamente alla memoria il famoso telaio da corsa. Un’associazione facilitata dalla già descritta disposizione in linea del bariletto e del tourbillon. La rotazione continua di quest’ultimo, poi, non fa altro che accentuare questa analogia.

    Ma l’RM 64-01 Tourbillon Colnago non risponde solo alla pura operazione di marketing. Piuttosto, è la dimostrazione di come le collaborazioni sportive possano essere utili e fruttuose. Come ho scritto a inizio articolo, il rapporto fra Richard Mille e il mondo del ciclismo è di lunga data. Ed è sempre stato finalizzato alla ricerca tecnica, al reale sviluppo ingegneristico, in poche parole alla messa a punto di orologi ottimizzati – studiati e via via migliorati – in modo specifico per quello sport. l’RM 64-01 Tourbillon Colnago ne è la dimostrazione.

    Il prezzo, come ci si può aspettare, sfiora il milione di euro. Più precisamente, l’RM 64-01 Tourbillon Colnago costa 800.000 franchi svizzeri (più di 860.000 euro), cui vanno aggiunte le tasse.
    Considerate, nel fare le vostre valutazioni, che il movimento RM 64-01, oltre a essere montato e rifinito quasi tutto a mano, fonda su un tourbillon, la complicazione più costosa di cui un orologio può dotarsi. E che l’edizione è limitata a 50 esemplari, il che ne fa un orologio di grande valore collezionistico.        

  • Audemars Piguet x Kaws, fra street art e alta orologeria

    Audemars Piguet x Kaws, fra street art e alta orologeria

    Audemars Piguet ha un profondo legame con il mondo dell’arte – in senso lato. Ricorrente presenza alla Biennale di Venezia come ad Art Basel (anche a Miami), ha sempre dato supporto a installazioni, progetti, sperimentazioni, visive come sonore. Andatevi a rileggere i numerosi precedenti raccontati in questo Giornale e ne avrete conferma. Non stupisce quindi la collaborazione con Kaws, un artista emblematico della cultura contemporanea. Così come non stupisce che dalla liaison sia scaturito un orologio: lo stesso era accaduto di recente con Matthew Williams o con Travis Scott. Stupisce, piuttosto, il risultato: un inedito complicato, l’Audemars Piguet x Kaws Royal Oak Concept Tourbillon “Companion”. Un nome che lascia intuire solo vagamente di cosa si tratta. E che rivela più di altri esemplari quanto i collegamenti extra-settore possano far bene all’alta orologeria in termini di ricerca e innovazione nella micro-meccanica.

    Pop art orologiera

    Ne parlavo l’altro giorno con Davide Passoni, che mi faceva notare come questo esemplare possa essere considerato una sorta di retaggio dell’era Bennahmias. Ed è vero: nei suoi quasi 30 anni di carriera all’interno della Maison di Le Brassus, 11 dei quali come Ceo, François-Henry ha dato un’impronta visionaria e anticonformista alla produzione. E in particolare al Royal Oak, trasformato da serio status symbol a oggetto di pop art, o di street art: esclusivo, costosissimo eppure divertente, perfino irriverente. Mi riferisco, ovvio, alle versioni con i personaggi della Marvel, con i quali il nuovo Audemars Piguet x Kaws sembra direttamente imparentato.

    Tant’è. La collezione è la stessa: quella celeberrima del ROC (Royal Oak Concept). Che insieme al temine Tourbillon è sinonimo di avanguardia tecnica, e allude alla ricerca, alla sfida, alla modernità. Anche l’impostazione grafica sembra la stessa: lì c’erano Spider-Man e Black Panther a sprigionare tutta la loro energia al centro del quadrante, la loro potenza, il loro dinamismo. Qui c’è un altrettanto espressivo Companion, che non è un super-eroe ma un simbolo della società di oggi. Affacciato verso l’esterno, sembra quasi una figura un po’ claustrofobica, con la testa e le mani appiccicate al vetro come se non solo guardasse fuori, ma volesse uscire, evadere dallo spazio ristretto della cassa.

    Ma, c’è un ma: l’Audemars Piguet x Kaws alza l’asticella della meccanica. Companion non è un semplice soggetto decorativo: coinvolge l’intero movimento, ne stravolge l’affissione. Costringe i progettisti del reparto Ricerca e Sviluppo, o meglio il team di APRP – leggi quel geniaccio di Giulio Papi e compagni -, a sviluppare un calibro del tutto nuovo, come vedremo poi.

    Chi è Kaws

    Prima però devo dire qualcosa su Kaws, arcinoto da chi bazzica il fashion world e l’universo artistico, ma magari poco conosciuto dal grande pubblico. Nato a Jersey City, classe 1974, Kaws (al secolo Brian Donnelly) è un protagonista della scena artistica newyorkese con una forte influenza internazionale, anche grazie alle implicazioni commerciali delle sue opere. Dopo il diploma alla School of Visual Art di Manhattan, va a lavorare come illustratore alla Jumbo Pictures, che fa capo alla Disney. Ma alle tavole preferisce i graffiti di strada, quindi lascia lo studio di animazione. Da quell’esperienza però prende probabilmente origine Companion, uno dei suoi personaggi più emblematici (l’altro è Bff, una specie di Muppet a pelo lungo). Che ha il corpo di Topolino ma la testa a forma di teschio, con tanto di tibie incrociate, due Ics al posto degli occhi e altrettante sulle mani guantate.

    Apparso per la prima volta come giocattolo di una marca giapponese nel 1999, da allora Companion è presente in tutte le opere di Kaws, di volta in volta rielaborato e reinventato. A un certo punto diventa anche un gonfiabile gigante, installato in cima a edifici e grattacieli, fino a raggiungere quasi i 40 metri della scultura Holiday, in cui appare sdraiato nel porto di Victoria Harbour, a Hong Kong. Intanto Kaws inizia a collaborare con le grandi firme della moda – Supreme, Nike, Bape, Uniqlo, perfino Dior… Ed entra a piè pari nell’universo della musica: firma la copertina di un album di Kanye West, le scenografie dei live dei Gorillaz, lavora con Pharrel Williams, ridisegna il Moonman (il premio degli Mtv Video Music Awards).

    Non sono un critico d’arte e non vi sto ad annoiare sul messaggio che viene attribuito alla sua arte. Aggiungo solo che oggi è considerato uno dei maggiori artisti contemporanei, una celebrità a livello globale, con un seguito di 4,4 milioni di followers sui social e una quotazione notevole sul mercato dell’arte. Tanto per capirci, nel 2019, un suo dipinto è venduto per 14 milioni di euro…

    L’Audemars Piguet x Kaws Royal Oak Concept Tourbillon “Companion”

    E arrivo finalmente all’orologio. L’Audemars Piguet x Kaws Royal Oak Concept Tourbillon “Companion” è una vera e propria opera d’arte da indossare da polso. Interamente realizzato in titanio, vede Companion, appunto, al centro della scena, quasi fosse schiacciato contro il vetro. La sua presenza è talmente totalizzante da relegare le informazioni orarie alla periferia del display. Ore e minuti sono riportati infatti da due indici che ruotano lungo una cremagliera, ben visibile dall’esterno, un po’ come quelle che si trovano associate a un tourbillon centrale. Tourbillon, fra l’altro, presente anche qui, ma posto nella consueta posizione a ore 6, sul petto di Companion, a rappresentare il cuore pulsante (sebbene meccanico) dell’icona pop.

    Ad animare l’orologio c’è, come scrivevo sopra, un movimento realizzato ad hoc: il calibro AP2979. A carica manuale, ha un’autonomia di 3 giorni, una frequenza di 3 Hz e, se lo si guarda dal lato fondello, parecchi richiami all’arte di Kaws. I ponti in titanio nero dalla decorazione tondeggiante, per esempio, così come la ruota a cricchetto del bariletto a forma di Ics, racchiusa in un altro ponte simile alla testa di Companion. Ics che ritornano, oltretutto, sulla testa delle viti di serraggio della lunetta. Per riprodurre gli speciali componenti del movimento così come della silhouette sul quadrante, tra l’altro, i tecnici della Manifattura di Le Brassus hanno dovuto sviluppare sia programmi specifici sia nuovi utensili delle macchine Cnc preposte a realizzarli.

    Conclusioni

    Concludo con qualche informazione in più, ma vi rimando alle didascalie per ulteriori dettagli. La cassa è grande e massiccia, ma estremamente leggera grazie al titanio sabbiato, e risulta quindi ben portabile a dispetto dello spessore notevole. Il cinturino in pelle effetto tessuto è intercambiabile con un altro, simile nella composizione ma diverso nella tonalità, leggermente più scura. Giusto per non perdere l’effetto della monocromia grigia che è parte fondamentale del nuovo Royal Oak Concept Tourbillon e della visione dell’artista di Brooklin.

    Poi, la tiratura limitata: del nuovo Audemars Piguet x Kaws verranno prodotti 250 esemplari, a sottolineare l’esclusività del pezzo. Che, c’è da scommetterci, sarà ambitissimo dalle generazioni più giovani e detestati dai tradizionalisti più intransigenti. Sul sito ufficiale trovate anche un video a tema, che farà la gioia dei fan dell’artista. Infine il prezzo, di 200mila franchi svizzeri, tasse escluse (a conti fatti, circa 260mila euro). Ma l’orologio è già stato avvistato su un noto sito di secondo polso a più di 420mila euro. C’era da aspettarselo: la speculazione è ormai una piaga connessa al collezionismo…