Giornale Degli Orologi
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Tag: orologi da regata

  • Promaster Wave Tracker: il nuovo Citizen per la vela

    Promaster Wave Tracker: il nuovo Citizen per la vela

    La stagione delle regate è ormai iniziata. E chi scende in acqua ha sempre bisogno di uno strumento affidabile, anche se non partecipa alla Giraglia o alla Kieler Woche. Certo, sul mercato esistono parecchi esemplari a tema, fra yacht timer meccanici e smartwatch nautici, ma l’offerta si riduce notevolmente se si ha a disposizione un budget limitato. Per i regatanti che non vogliono finire sempre sui soliti digitali dall’estetica anonima, è in arrivo una nuova proposta da parte di Citizen: il Promaster Wave Tracker, presentato di recente e in distribuzione nei prossimi giorni. Un orologio analogico-digitale, avanzato dal punto di vista tecnologico ma con un posizionamento aggressivo: compreso fra 549 e 599 euro a seconda del modello.

    Un passato nelle regate

    Gli estimatori di Citizen, del resto, sanno che il Brand vanta una lunga esperienza nel segmento degli orologi per la vela. Il primo, e forse più famoso, è stato il Wind Jack, anche detto Windsurfing, lanciato nel lontano 1985: realizzato in collaborazione con un esperto velista – secondo alcuni il capo dei designer interni del colosso giapponese -, aveva un display Lcd a blocchi colorati e un movimento al quarzo calibro D060 con funzioni di cronografo, conto alla rovescia e allarme.

    Tra gli anni ’80 e i ’90, Citizen sviluppò altri esemplari dedicati. Come lo Yachting Chronograph Calibro 6840, un analogico sempre con movimento al quarzo ma con i tempi di pre-partenza indicati in apposite finestrelle. Oppure lo Yachting Calibro 3510, un cronografo al 100° di secondo, con countdown e un’impermeabilità fino a 20 bar. O ancora lo Yacht Timer Calibro C050, un modello ana-digi con un “Racing Timer” acustico super-sofisticato per l’epoca.

    Ancora, all’inizio degli anni 2000, con l’esordio della tecnologia Eco-Drive e della collezione Promaster, ecco il celeberrimo Promaster Sailhawk Calibro C660. Rimasto in produzione per almeno un decennio in vari allestimenti, è stato considerato dai velisti di tutto il mondo lo strumento definitivo, fino a guadagnarsi il titolo di “re dei campi da regata”. Oltre al conto alla rovescia da 99 minuti, aveva le ore del mondo e una lunetta girevole con i punti cardinali e la rosa dei venti.

    C’è da dire che modelli celebri come il Wind Jack o il Sailhawk Ref. JR4060 sono tuttora ricercatissimi dai collezionisti sulle piattaforme di secondo polso. Non solo. Oltre a produrre orologi ormai leggendari, Citizen divenne anche sponsor ufficiale di regate internazionali di rilievo come la Citizen Cup, la Serie di selezione del Defender per l’America’s Cup del 1992 e del 1995, che si svolsero nelle acque di San Diego.

    Il movimento del Promaster Wave Tracker

    Erede di questa lunga tradizione è proprio il Promaster Wave Tracker. O meglio, il Promaster Eco-Drive Combination Watch Wave Tracker, per usare il nome completo, utile in questo caso perché riassume le due caratteristiche esseziali dell’orologio: l’indicazione analogico-digitale riportata sul quadrante e la tecnologia Eco-Drive, che lo alimenta grazie all’energia luminosa. Entrambe riconducibili al movimento: l’innovativo calibro U812.

    Proprio grazie al calibro U812, il Promaster Wave Tracker si configura come uno strumento molto tecnico, che include funzionalità evolute facili da utilizzare (anche se all’inizio bisogna sicuramente prenderci la mano). Alle funzioni specifiche come la modalità Regata, il Grafico delle maree e l’indicazione degli orari di alba e tramonto in 203 località del mondo, se ne aggiungono altre più consuete, come il calendario perpetuo, le fasi di luna o il cronografo a 1/100 di secondo.

    Per entrare nel dettaglio, la modalità Regata (Yacht Race Timer) è molto intuitiva: basta impostare il conto alla rovescia prima della partenza e, una volta raggiunto lo zero, l’orologio comincia automaticamente a cronometrare, per misurare con esattezza i tempi di navigazione fino al traguardo. Mentre il Grafico delle maree mostra l’andamento del livello dell’acqua, i cambi di direzione delle maree e le variazioni orarie in tempo reale.

    …e le altre caratteristiche

    Un’altra caratteristica fondamentale del Promaster Wave Tracker è il display MIP (Memory-in-Pixel). A differenza dei vecchi schermi Lcd, piccoli e difficili da leggere nelle ore più luminose, il nuovo schermo digitale ad alta definizione risulta perfettamente leggibile anche fra mille riflessi in mezzo al mare, con il sole allo Zenith.

    Per passare all’habillage, la cassa in acciaio misura 42,4 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 bar. Sul réhaut e sulla lunetta girevole si trova il regolo calcolatore, che permette di calcolare la direzione del vento e stabilire la miglior andatura (i cosiddetti “punti di vela”) in base agli angoli di incidenza del vento stesso. Certo, non è di immediato utilizzo per tutti, ma è un plus dedicato ai velisti più esperti.

    Due infine le opzioni per indossare il Promaster Wave Tracker. Un cinturino in poliuretano arancione ricavato da biomassa (Benebiol™) o, in alternativa, un bracciale in acciaio a tre file, con le maglie spazzolate in verticale. Tre le referenze disponibili in Italia: con quadrante soleil nero e lunetta arancione; con quadrane soleil blu e lunetta blu e nera; con quadrante soleil nero e lunetta coordinata. La scelta è strettamente personale.

  • Speedmaster Alinghi, Omega alza le vele al vento

    Speedmaster Alinghi, Omega alza le vele al vento

    Sbaglia chi crede che le partnership abbiano solo finalità di marketing. Non è sempre così: a volte dalle collaborazioni scaturiscono novità tecnicamente interessanti. Come nel caso dello Speedmaster Dark Side of the Moon Alinghi (questo il nome completo, ma d’ora in poi per comodità lo chiamerò semplicemente Speedmaster Alinghi). Il primo risultato tangibile dell’accordo fra Omega e il team di Ernesto Bertarelli, siglato nel maggio dello scorso anno. Un esemplare che non solo conferma la passione per la vela della casa di Biel, ma si attesta come un riferimento nell’ambito degli orologi da regata. Sia per il modo in cui  sviluppa il tema, sia per le specifiche costruttive. 

    Non fatevi condizionare dal look aggressivo, giocato sui contrasti accesi, di questa versione inedita del celebre cronografo. Dal punto di vista estetico – e non poteva che essere così – lo Speedmaster Alinghi rende omaggio al catamarano TF35. Ovvero l’avanzatissima barca del team svizzero, vincitrice di un fantastico triplete nel 2019. Ma andate oltre l’aspetto. Che è importante, certo (ne parleremo tra poco), ma non è il nocciolo della questione. Ciò che mi preme piuttosto sottolineare qui è l’indicazione evidenziata all’interno del contatore dei minuti crono, posto al 3.

    Come si vede, infatti, i primi 5 minuti sono sottolineati dal colore rosso e da una scala graduata, con il numero 4 riportato in grande per segnalare il trascorrere dell’ultimo, fatidico minuto. Si tratta di un’informazione – lo si intuisce facilmente – dedicata alle fasi di pre-partenza di una regata, le più concitate, le più importanti, soprattutto in un match race. Quando le due barche ingaggiano un vero e proprio duello, e cercano di “guadagnare acqua” nel modo giusto, per solcare la linea di partenza nell’istante esatto in cui echeggia il colpo di cannone; perché l’esito della gara spesso dipende proprio da questo momento.

    Nello Speedmaster Alinghi, in pratica, l’indicazione dei 5 minuti in rosso sostituisce la tradizionale funzione regata, in modo semplice ma altrettanto efficace. Al posto di un conto alla rovescia, un normale contaminuti. Geniale, facilissimo da realizzare. La misurazione è attendibile grazie al calibro 1865, un movimento meccanico a carica manuale che fa parte della famiglia di calibri Omega 1861. Da segnalare perché è basato sullo storico Lemania 1873: un movimento considerato un po’ l’archetipo dei calibri cronografici integrati a camma, non a caso presente anche all’interno dello Speedmaster adottato dalla Nasa.

    Montato su 18 rubini e animato da una frequenza di 21.600 Alternanze/ora, il calibro 1865 è un movimento compatto e robusto. Che, per lo smistamento delle funzioni crono, utilizza appunto un sistema a camma (composta da due navette sovrapposte); un dispositivo più raffinato rispetto al sistema a leve (e con un’attivazione del cronografo più morbida), ma meno costoso rispetto alla ruota a colonne. Rinnovato per l’occasione a livello cromatico, il calibro 1865 è stato sottoposto a un’ablazione laser che ne ha annerito la superficie, senza alterare le proprietà del metallo; e ne ha decorato platina e ponti con un motivo a nido d’ape, che ricorda la struttura in carbonio del multiscafo di Alinghi.

    Perché, come dicevo, lo Speedmaster Alinghi prende ispirazione dal TF35, nei materiali come nei colori. La cassa è in ceramica nera, lucida e satinata: un materiale hi-tech, confortevole e leggero ma duro, resistente e inscalfibile; il quadrante è in fibra di carbonio (come lo scafo, appunto), e rivela parte dei componenti; la scala tachimetrica sulla lunetta e il cinturino racing evocano l’adrenalina della gara e la velocità della barca, spinta (e sollevata) dal vento. Merita un cenno infine il contatore dei secondi continui, sostituito da un disco in alluminio anodizzato con il logo Alinghi. La cui rotazione ricorda la danza di due barche impegnate nel circling, il momento più classico della pre-partenza.