Giornale Degli Orologi
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Tag: Tazio Nuvolari

  • “Quei temerari delle strade bianche”. Storici clic in mostra a Cuneo

    “Quei temerari delle strade bianche”. Storici clic in mostra a Cuneo

    C’è un Tazio Nuvolari più coriaceo che mai, a bordo della sua Alfa Romeo P2. C’è un Hans Stuck in tuta immacolata, che sembra un attore di Hollywood. E poi piazza Vittorio con il palco delle autorità, la Principessa Clotilde e il podestà con il cappello a cilindro. Ma soprattutto “le discese ardite e le risalite”, la Bugatti 35B di Avattaneo ribaltata durante la gara e la Spa di Faravelli impegnata sui tornanti; le squadre dei meccanici, i polveroni sollevati dalle auto prima delle curve e la folla assiepata a bordo strada. Frammenti di vita lontana e di un “automobilismo eroico” ai nostri giorni inconcepibile. Testimoniato nella mostra fotografica “Quei temerari delle strade bianche. Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo – Colle della Maddalena”. Che inaugura domani (oggi per la stampa) al Complesso Monumentale San Francesco di Cuneo, dove resterà aperta fino al 29 settembre.

    Le immagini qui riunite sono state realizzate da Adriano Scoffone (1891/1980), un fotografo locale poco noto al grande pubblico, ma molto amato dai cuneesi che ne hanno riordinato l’archivio fin dagli anni Ottanta. Sono un’ottantina in tutto (solo una minima parte dell’immensa produzione di Scaffone) e illustrano appunto la corsa Cuneo-Colle della Maddalena soprattutto dell’edizione 1930, ma anche delle annate precedenti, dal 1925 al ’27. Con il loro carico di protagonisti, quegli assi del volante dai nomignoli leggendari – il Mantovano volante, il Re delle montagne (“Bergkönig”), El Negher, il Mago della pioggia, Baconin. Personaggi che hanno fatto la storia dell’automobilismo e che sembrano usciti dalla canzone di Lucio Dalla: Achille Varzi, Giuseppe Campari, Luigi Fagioli, Mario Umberto Borzacchini, e ancora Rudi Caracciola, Attilio Marinoni…

    Curata dal giornalista/scrittore Giosuè Boetto Cohen, la mostra “Quei temerari delle strade bianche” è promossa dal Comune di Cuneo e dal Mauto (Museo nazionale dell’Automobile di Torino), che l’anno prossimo la esporrà nella propria sede. Main sponsor, Eberhard & Co.: la cui partecipazione conferma ancora una volta non solo il forte legame con mondo delle auto d’epoca, ma anche la grande attenzione per “l’ottava arte”. «Il contributo di Eberhard & Co. a sostegno della mostra dedicata al Fondo Scoffone rispecchia la vocazione della Maison a favore di iniziative di grande spessore culturale», ha dichiarato al riguardo Mario Peserico, Ad di Eberhard Italia; «iniziative che riportano alla luce un patrimonio ancora celato e lo rendono fruibile a tutto il pubblico».

    Oltretutto la mostra dà il via alla digitalizzazione del Fondo Adriano Scoffone, attuata con il supporto tecnico del Mauto. L’inestimabile raccolta di 40mila lastre e pellicole fotografiche andrà così a costituire una banca dati pubblica, online, a disposizione di ricercatori e semplici curiosi. «Inoltre il nostro legame di lunga data con Nuvolari ci vede sempre coinvolti in eventi che ne celebrano la figura». Conclude Peserico: «Queste immagini aprono uno spaccato molto affascinante sul mondo delle gare automobilistiche d’epoca; quando piloti del calibro di Nuvolari realizzavano imprese incredibili e stupivano il pubblico accorso a vederli. Il percorso espositivo saprà coinvolgere adulti e bambini e rievocare un passato fatto di mitiche acrobazie sulle quattro ruote».

    In effetti, accanto alle stampe al bromuro d’argento di “Quei temerari delle strade bianche”, tra le navate di San Francesco si snoda un ricco impianto scenico, su un tappeto sonoro originale. In mostra anche tre bolidi del tempo: un’Alfa Romeo P2 simile a quella che condusse Nuvolari alla vittoria nel 1930; una Bugatti 35B, uguale a quella ribaltata in gara – entrambe provenienti dal Museo di Torino. E un’altra Alfa Romeo, la stessa 1500 MMS con cui Emilio Gola tentò la scalata alla Maddalena; e che ora – a distanza di 90 anni – torna a Cuneo guidata dall’attuale proprietario, Federico Göttsche Bebert.

    Tra i cimeli esposti, anche l’Eberhard & Co. da tasca degli anni Trenta, identico a quello appartenuto a Nuvolari andato perduto, di cui è stata ritrovata solo la custodia. Un pezzo che fa parte del Museo Nuvolari di Mantova, dato in prestito per l’occasione. Va ricordato che Eberhard & Co. nel 1992 ha creato una collezione dedicata proprio al grande Nivola, da allora continuamente aggiornata con nuovi esemplari. L’ultimo è il Nuvolari Legend The Brown Helmet, ispirato agli accessori amati dal pilota e agli strumenti del tempo d’antan. Un cronografo automatico con il quadrante color cuoio antico, la scala tachimetrica centrale a chiocciola, e il cinturino in pelle di antilope effetto vintage.

  • Alla Winter Marathon Eberhard & Co. e le auto storiche sulle Dolomiti

    Alla Winter Marathon Eberhard & Co. e le auto storiche sulle Dolomiti

    Cento auto storiche scaldano i motori sulle vette più belle del mondo. E chi ha detto che vintage non faccia rima con veloce e performante? Eberhard & Co. è pronta a cronometrare ancora una volta i tempi sorprendenti della Winter Marathon, competizione invernale di regolarità classica riservata alle vetture costruite entro il 1968 e a una selezione di modelli di particolare interesse storico e collezionistico prodotti fino al 1976.

    A Madonna di Campiglio, da oggi fino a domenica 26, si tiene la 32esima edizione della gara di cui la manifattura svizzera è Main sponsor e Official timekeeper. Un impegno che conferma la passione per i motori della casa orologiera. Che non a caso dagli anni Novanta dedica a uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, Tazio Nuvolari, una speciale collezione di cronografi con forti richiami allo stile automobilistico e alla strumentazione delle corse dell’epoca.

    E che oggi sostiene le competizioni più significative del panorama mondiale per le auto storiche. La Winter Marathon è tra tutte, certamente, la più mozzafiato. Per l’altitudine che letteralmente spezza il respiro; per gli scenari impareggiabili delle Dolomiti; e per la durezza delle condizioni atmosferiche (l’anno scorso si gareggiò con picchi di -14° C al Passo Pordoi) e le difficoltà da affrontare (tra curve a gomito e ghiacciai).

    Pronti a sfidarsi i piloti provenienti da Germania, Austria, Repubblica Ceca e Svizzera; oltre ovviamente ai padroni di casa, tra i quali anche Davide Valsecchi, che ha corso sia in GP2 Asia Series che in Formula 1 (oggi commentatore sportivo). Equipaggio speciale per il due volte campione del mondo di rally Miki Biasion, brand ambassador di Eberhard & Co., al volante di un’Alfa Romeo GT 1750 Veloce del 1968.

    Partenza, dal centro di Madonna di Campiglio giovedì 23, come di consueto, notturna; inedito invece il percorso di 90 chilometri attraverso la Val di Sole, per un totale di 20 prove cronometrate, suddivise in due serie fino al Passo del Tonale.

    Venerdì, alle ore 13.30, la seconda tappa più impegnativa su un tragitto di oltre 360 chilometri, con 45 prove cronometrate lungo le strade e i passi più famosi del Trentino-Alto Adige. Dai Passi Campo Carlo Magno, Mendola, Lavazè e Pramadiccio fino al controllo orario di Predazzo in Val di Fassa; oltre i valichi più caratteristici (come il Pordoi, Campolongo e Garden) per raggiungere il centro di Bolzano e rientrare in piena notte in piazza Righi a Campiglio.

    Da non perdere, sabato, l’appuntamento con il Trofeo Eberhard & Co. sul lago ghiacciato. Una sfida a eliminazione diretta riservata ai primi 32 equipaggi classificati che durante le tappe precedenti avranno saputo cimentarsi meglio fra passi ghiacciati, curve e salite. Che l’anno scorso vide trionfare Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini su Fiat 508 S Balilla Sport del 1933, in una finale “tutta in famiglia” con Riccardo e Federico Riboldi su Fiat 508 C del 1939, rispettivamente fratello e figlio di Alberto.

    All’equipaggio vincitore del Trofeo Eberhard & Co. la Maison di La Chaux-de-Fonds assegnerà un cronografo della collezione Tazio Nuvolari. Ai primi classificati assoluti della Winter Marathon andranno invece due cronografi della collezione Champion V, a ribadire con enfasi la vittoria.

  • La collezione Nuvolari di Eberhard & Co.

    La collezione Nuvolari di Eberhard & Co.

    Mantova, 20/22 settembre, 29ª edizione del Gran Premio Nuvolari. L’occasione giusta per dare spazio alla collezione Nuvolari di Eberhard & Co. Per evitare di ripeterci sulla gara di regolarità di auto d’epoca, su cui ogni anno si stendono fiumi d’inchiostro (anche virtuale). E insieme per celebrare lo storico legame che unisce la Marca di orologi e la figura di Tazio Nuvolari. Un legame a filo doppio, o forse di più: a ben guardare composto da innumerevoli fili.

    Gli esordi della collezione Nuvolari

    Nata nel 1992, la collezione Nuvolari di Eberhard & Co. è fortemente voluta da Palmiro Monti come “operazione culturale prima ancora che commerciale” – (citiamo qui le parole di Giosuè Boetto Cohen nella bellissima monografia dedicata alla maison svizzera: un libro da leggere!). Appassionato di auto da corsa, affascinato dal Mantovano Volante, l’allora patron del Marchio segue il progetto in prima persona. È lui a condurre le trattative con l’Automobil Club di Mantova, che deteneva i diritti sul nome, e a definire che la somma versata avrebbe contribuito a costituire un museo dedicato al pilota. Ed è sempre lui a disegnare i primi schizzi, di propria mano, dopo essersi documentato con lunghe ricerche iconografiche.

    Il risultato è un cronografo sportivo, ispirato alla strumentazione di bordo delle vetture d’antan. Essenziale, nitido, facile da leggere, con grandi numeri luminescenti che spiccano sul fondo nero. Due grandi contatori per le misurazioni dei tempi brevi, per le 12 ore al 6 e per i 30 minuti al 12. La cassa in acciaio, con la scala tachimetrica in chilometri sul réhaut e in miglia sulla lunetta, incisa e decorata a perlage: una lavorazione che ricorda tanto le “rosette” dei cruscotti e dei motori racchiusi nei bolidi anni Venti o Trenta.

    Unico vezzo sul quadrante la tartarughina, portafortuna del grande Nivola. In origine, un dono che gli aveva fatto nel 1932 Gabriele d’Annunzio, con la dedica “All’uomo più veloce, l’animale più lento”, chiedendogli in cambio di vincere la Targa Florio. Cosa che in effetti successe. Da allora Tazio non si separò più da quella piccola tartaruga d’oro: e se prima la indossava con il celebre maglione giallo, poi se la fece cucire sul petto, a destra della divisa ufficiale. Ancora oggi, col carapace stilizzato, è una presenza ricorrente in tutti gli orologi a lui dedicati dalla Maison.

    Pezzi forti di una grande famiglia

    Sì, perché dal 1992, la collezione Nuvolari di Eberhard & Co. è stata continuamente rinnovata con nuovi esemplari. Tanti, troppi, per poterli passare in rassegna uno per uno. Alcuni però meritano di essere ricordati. Come il modello Gold Car Collection del 1999, un cronografo che si distingue per la riproduzione in oro sulla massa oscillante dell’Alfa Romeo Tipo C con cui Tazio Nuvolari riportò numerosi premi e primati. Il primo di una lunga serie di cronografi.

    O anche l’edizione Vanderbilt Cup, introdotta nel 2003, che rende omaggio alla vittoria americana del 1936. Per la versione originale Monti commissiona un movimento ad hoc, moderno nella concezione ma con il pulsante di rimessa a zero coassiale alla corona di carica, come negli esemplari d’epoca. Ancora, in tempi più recenti, la serie limitata Tazio Nuvolari 336, dedicata al record di velocità conquistato sull’autostrada Firenze Mare, nel 1935, a bordo della sua Alfa 16 C Bimotore (ideata da Enzo Ferrari). Il primo complicato della collezione, dotato di doppio fuso orario.

    Per arrivare ai nostri giorni: l’ultimo in ordine di tempo è il Nuvolari Legend, lanciato lo scorso anno. Che è subito riconoscibile per il sapore vintage dato dalla scala tachimetrica a chiocciola, posta al centro del quadrante come in certi esemplari d’inizio Novecento. Ma già c’è voglia di qualcosa di nuovo. In attesa della prossima uscita, su cui si mantiene ancora il più assoluto riserbo, vale la pena di ricordare un aneddoto che può far luce sull’origine di tutto.

    Un legame personale

    Già, perché Tazio Nuvolari possedeva un orologio della Maison, un esemplare da tasca purtroppo andato perduto. Dopo la sua morte, fu ritrovato solo l’astuccio di velluto che un tempo lo conteneva: con l’insegna della Casa di La Chaux-de-Fonds e l’adesivo della gioielleria in cui era stato acquistato, ma desolatamente vuoto. Un vuoto colmato solo nel 2013: quando Eberhard & Co. prelevò dalla propria raccolta di pezzi d’archivio un altro modello da tasca, per restituirlo idealmente al campione.

    Oggi, quell’esemplare degli anni Trenta con funzione di sveglia è conservato nella sua custodia tra le teche del Museo Nuvolari a Mantova, insieme ad altri cimeli, ricordi, oggetti personali. E sancisce una volta di più il profondo rapporto della Maison svizzera con il Nivola. “Il più grande corridore del passato, del presente e del futuro”, come lo definiva Ferdinand Porsche.