Protagonisti

Il segno (grafico) di Bulgari

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Vedere un oggetto che non esiste, e dargli forma nel rispetto dei codici della marca. Ovvero, come Fabrizio Buonamassa Stigliani ha cambiato il corso dell’orologeria di Bulgari

Hai citato il titanio. Quanto è importante per un designer conoscere i materiali?

È molto importante perché ogni materiale ha delle sue regole e conoscerle ti permette di utilizzarlo in maniera anche inaspettata. In alternativa è bene affidarsi a esperti del mestiere. Perché il designer non è un tecnologo, non è qualcuno che si occupa di stampi, di ritiri dei materiali. La ceramica per esempio ha dei ritiri di 10/11 volte rispetto alla dimensione finale, ma non è che tutti conoscano le tecnologie per la sua lavorazione nonostante oggi sia un materiale molto utilizzato in orologeria. Stesso discorso per il titanio: è quattro volte più duro dell’acciaio, molto più leggero, ma ha bisogno di utensili speciali, altrimenti dopo che hai fatto due casse finisci per buttare tutto.

I materiali possono anche costituire un vincolo?

Ormai tutti conosciamo la lavorazione dei metalli. Si fanno degli stampi e in seguito si utilizzano macchine utensili per dargli la forma perfetta. Però oggi nell’orologeria ci sono anche materiali compositi, materie plastiche che si stampano a iniezione oppure con sistemi ibridi di stampaggio. Che occorre conoscere, semplicemente per sapere cosa uscirà fuori alla fine. Perché le materie che si stampano a iniezione, come la plastiche o alcuni compositi, quando escono dallo stampo presentano degli elementi che vanno rifiniti. Quindi in fase di disegno è utile sapere dove questo avverrà perché a seconda della forma della cassa potrebbe essere poi impossibile riprenderli in una seconda fase della lavorazione.

Questi nuovi materiali ti hanno ampliato gli orizzonti dandoti opportunità in più?

Più che il materiale conta l’idea. Oggi siamo pieni di oggetti, non ne abbiamo bisogno di nuovi. Però ci sono ancora designer che disegnano sedie e ci sono ancora io che disegno orologi. Anche se siamo pieni di sedie e di orologi. La cosa stimolante è però l’opportunità di reinventare sempre l’oggetto. Prendiamo l’esempio dell’Octo Finissimo. Non è un orologio di riferimento solamente perché ben fatto o perché è tra i più sottili al mondo. Ma perché rappresenta la marca in un periodo storico, perché reinventa la maniera di utilizzare un orologio ad alta complicazione. A volte un’innovazione di carattere tipologico è molto più importante e più difficile da realizzare di un’innovazione di carattere tecnologico. Perché devi indicare all’utente come usare un oggetto che conosce già ma che va utilizzato in maniera diversa. L’oggetto di design, inteso come ben fatto, è in grado di raccontarti da solo di che materiale è fatto, a cosa serve e come si utilizza. Se te lo devo mostrare, vuol dire che c’è qualcosa che non va, che l’oggetto da solo non si spiega.

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