Giornale Degli Orologi
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Tag: Bulgari

  • 13 novità di W&W Geneva 2026

    13 novità di W&W Geneva 2026

    Ci siamo: apre oggi a Ginevra Watches and Wonders. Il tanto atteso Salone, foriero di molte (se non proprio di tutte) le novità realizzate dalle case di orologeria per questo 2026. In parte già “bruciate”, per colpa dei social. Che già dalla mezzanotte scorsa hanno presentato in anteprima quello che vedremo esposto in questi giorni nei padiglioni del Palexpo. Ora, la cosa avrà fatto piacere a un pubblico di nottambuli impallinati, è fuori di dubbio. Ma noi preferiamo rivolgerci agli appassionati – quelli veri – che nutrono una sana curiosità senza perdere il raziocinio… e il sonno. Ecco allora 13 novità di W&W, raccontate in modo sintetico nelle caratteristiche essenziali.

    In queste 13 novità di W&W troverete un assaggio della produzione di nomi diversi – sia per “costituzione” sia per segmento di mercato. Case storiche e di più recente fondazione, marche indipendenti o di proprietà di grandi gruppi. Inclusa una buona componente di brand artigianali che espongono al Carré des Horlogers. Ma non cercate Rolex e Patek Philippe – tanto non li troverete. Per entrambi, ormai si sa, vige il top secret più assoluto, manco si trattasse di segreti industriali… A noi poco importa. Il quadro che emerge in questa pagina rende comunque l’idea quanto sia diversificata e articolata l’orologeria contemporanea.

    Le 13 novità di W&W riunite qui sotto sono prive di indicazioni di prezzo. Il motivo è presto detto. Molti marchi preferiscono non divulgare in anticipo “quanto costa” un orologio per non fornire cifre imprecise: lo dichiareranno solo durante il Salone. Un’ultima precisazione. Si tratta di un singolo esemplare per ogni marchio, che abbiamo accuratamente selezionato fra quelli più rappresentativi scoperti dai giornalisti nelle scorse settimane. Finora però protetti però da un rigoroso divieto di pubblicazione, il cosiddetto embargo, nel gergo degli addetti ai lavori. Da rispettare, se non si vuole fare la figura dei cioccolatai…

    13 novità di W&W

    Rigorosamente in ordine alfabetico, per rendere più facile la consultazione:

    ALPINA Startimer Pilot Automatic
    L’ormai storica collezione, presentata 15 anni fa, rinasce in quattro inediti “solo tempo”. Come sempre ispirati agli orologi da aviatore degli anni ’20/’30 del Novecento, quando il Marchio era fornitore ufficiale per diverse forze armate internazionali, i nuovi modelli sono interamente ripensati, nel design come nella meccanica. La cassa ora misura 40 mm ed è più compatta e sottile, il movimento è un La Joux-Perret con 68 ore di autonomia. Il quadrante, dall’ottima leggibilità e luminescenza Old Radium, è declinato in khaki, blu e nero. Esiste anche una versione all black.

    BREMONT Altitude Chronograph Pulsograph Valjoux 23
    Un cronografo dal carattere colto e sofisticato, in equilibrio tra memoria storica, design atemporale e tecnica contemporanea. Nasce da un raro movimento Valjoux d’epoca, a carica manuale: uno dei più celebri dell’orologeria del secolo scorso, prodotto fra gli anni ’50 e gli anni ’70, restaurato e rifinito secondo gli standard attuali. Che è stato inserito in una cassa in titanio di 42 mm e rivestito di un quadrante color salmone, dalle finiture spazolate e grené, con scala pulsometrica sul réhaut come gli orologi dei medici d’antan.

    BVLGARI Octo Finissimo 37
    Il celebre ultrapiatto conosce una versione inedita. La cassa mid-size assume un diametro più piccolo, adatto a tutti i polsi e trasversale ai generi, grazie al nuovo movimento di manifattura. Il calibro BVF 100, frutto dell’esperienza maturata con il Piccolissimo, ha uno spessore di appena 2,35 mm, ma vanta 3 giorni di autonomia grazie al micro-rotore decentrato. L’orologio esiste in due referenze in titanio (interamente satinato o dalle finiture lucido-satinate) oppure in oro giallo.

    CARTIER Roadster
    Torna lo storico sportivo della Maison parigina. Lanciato nel 2002, ispirato alle fusoliere degli aerei e alle carrozzerie delle auto degli anni ’50/’60, ora riappare completamente ridisegnato – nelle proporzioni, nelle linee più affusolate, nell’ergonomia. Ma mantiene i caratteristici segni di stile: la corona integrata, la finestrella della data, il bracciale a tre file anch’esso integrato. Realizzato in acciaio, ha la cassa tonneau (o forse sarebbe meglio dire ogivale) di 38 x 47 mm e il movimento automatico di manifattura, calibro 1847 MC. Ne riparleremo.

    CHOPARD L.U.C 1860 Chronometer
    La Manifattura di Fleurier spegne 30 candeline. E la Maison festeggia con questo esemplare che rende omaggio al modello del 1996 e ne rappresenta un aggiornamento tecnico raffinato. La cassa da 36,6 mm è in Lucent Steel, l’acciaio eco-sostenibile e ultra-resistente prodotto in esclusiva; il quadrante è in oro massiccio guilloché a raggi di sole. Il movimento di manifattura, calibro L.U.C 96.40-L, deriva da quello originale: ultrasottile (solo 3,30 mm di spessore), vanta il micro-rotore decentrato, 65 ore di autonomia (grazie alla tecnologia Twin con i due bariletti sovrapposti), la certificazione Cosc e il Punzone di Ginevra.

    CYRUS GENEVE Dominium Lapis Blue GMT
    La collezione nota per l’architettura scheletrata si evolve: e acquista un quadrante “pieno” in lapislazzuli. Una roccia preziosa, di colore blu intenso con vene di calcite e pirite: sempre diverse in ogni frammento di pietra, le inclusioni bianco-giallo dorate rendono ogni esemplare unico e irripetibile. Immutati comunque restano la cassa da 42 mm in titanio grado 5 e il movimento automatico di manifattura, calibro CYR708, con 55 ore di autonomia, indicazione retrograda della funzione GMT e piccoli secondi. Edizione limitata di 28 pezzi.

    CZAPEK & CIE Antartique Dark Sector Cosmic Blue
    Quest’anno, protagonista delle novità del Marchio è il titanio. Che qui reinterpreta il modello uscito nel 2023 affiancato a un’esclusiva sfumatura di blu, scelta per la profondità visiva. La scansione concentrica e l’effetto vellutato del quadrante sono ulteriori tocchi di originalità. All’interno l’orologio ospita l’ormai noto calibro automatico SXH5, di manifattura, con 60 ore di autonomia, micro-rotore decentrato in platino e 7 sette ponti scheletrati, ispirati ai “tasca” ottocenteschi di François Czapek. La cassa esiste in due formati: 40,5 mm e 38,5 mm, in edizione limitata rispettivamente di 25 e 10 esemplari.

    FREDERIQUE CONSTANT Classic Manufacture Worldtimer
    Reinterpetazione di un “classico” della Marca, lanciato nel 2012 e diventato un autentico bestseller. Minime le differenze estetiche rispetto al passato: la cassa ha un formato più piccolo, di 40 mm, il quadrante perde la data, l’ergonomia e la leggibilità migliorano. Notevole invece l’upgrade meccanico: il nuovo calibro FC-719 di manifattura ha un’autonomia di 3 giorni, che si aggiunge alla consueta facilità d’uso nella regolazione dei 24 fusi orari tramite la corona. Tre le nuove referenze, tra cui un’edizione limitata con diamanti e una con bracciale rastremato.

    L’EPEE 1839 Belly Tank Racer
    Un autentico giocattolo meccanico. Il design s’ispira alle auto da corsa belly tank degli anni ’40, costruite dai piloti reduci della Seconda Guerra Mondiale con i serbatoi esterni del carburante (aerodinamici e a forma di goccia) degli aerei da caccia. La carrozzeria è in alluminio leggero con finitura lucida, le ruote vintage hanno gli inserti in schiuma e gli pneumatici sono in gomma morbida. Il motore è un calibro di manifattura con 8 giorni di autonomia, che visualizza ore e minuti su dischi trasparenti (quello dei minuti serve anche a regolare l’orario). Esiste con dettagli in blu, verde, rosso, grigio metallizzato e nero, ciascun colore in 99 esemplari.

    NOMOS GLASHÜTTE Tangente gold neomatik 38 Update
    L’aggiornamento indicato nel nome sta nelle caratteristiche della cassa. Prima di tutto, nell’oro giallo, che ne accentua la vocazione da dress watch. E poi nelle dimensioni più compatte: 38,5 mm di diametro per 7,4 mm di spessore, che rispondono a proporzioni armoniose adatte a qualunque polso. Il merito di una simile sottigliezza va al calibro DUW 6101, un movimento automatico concepito e realizzato in-house, con scappamento proprietario (Nomos Swing System) e spirale blu. Sempre dotato di datario ad anello, che sul perimetro del quadrante riporta l’indicazione del giorno corrente fra due segmenti rossi.

    PANERAI Luminor Destro PAM01732
    Mix di eredità storica e vestibilità contemporanea, reinterpreta l’iconica architettura della collezione con due novità. Uno: il formato, ridotto a 44 mm di diametro. Due: la corona (con il celebre ponte di protezione brevettato) sul lato sinistro che lo trasforma in un orologio per mancini. La cassa in acciaio lucido ospita il quadrante blu, a sandwich, con Super-Luminova beige effetto vintage, protetto da un vetro zaffiro bombato che ricorda il Plexiglas d’antan. Il movimento di manifattura è il calibro P.6000 a carica manuale, con 3 giorni di autonomia.

    RESSENCE Type 11
    Un esemplare che segna una tappa fondamentale nella storia del Marchio belga. Perché è il primo a montare il calibro Ressence Werk RW-01, progettato per integrare in modo nativo l’ormai celebre sistema ROCS, brevettato: con indicazione orbitale, 60 ore di autonomia, carica manuale e regolazione dell’ora tramite leva sul fondello. La cassa a ciottolo è in titanio grado 5 e misura 41 mm di diametro, il quadrante è disponibile in tre colori (Pine, Sky e Latte) e il cinturino in 4 versioni, compreso il bracciale di titanio in maglia milanese. In vendita da maggio.

    ZENITH Chronomaster Sport
    Inedita configurazione nella famiglia di cronografi lanciata nel 2021, è una bella sintesi di estetica sofisticata e tecnica sopraffina. Partiamo dall’habillage: la cassa da 41 mm e il bracciale sono in acciaio e oro rosa, mentre il quadrante è in madreperla e i contatori azuré sono in tre diversi colori. Per passare alla meccanica, il movimento è il calibro El Primero 3600, con ruota a colonne e 60 ore di autonomia. L’alta frequenza (36000 A/h) gli permette di misurare il 10° di secondo, che è visualizzato sulla lunetta. Edizione limitata di 50 esemplari.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/02/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 17/02/2025

    Tornano le Cronache dell’orologeria. Oggi parliamo di nuovi ambasciatori, scelti nel mondo dello spettacolo come dello sport, con news dell’ultim’ora. Quelle, per intenderci, che riguardano la 78a edizione dei Bafta – i British Academy of Film and Television Arts Awards -, andati in scena proprio ieri sera alla Royal Festival Hall di Londra. (E no, niente Sanremo: la Rai ci ha fatto ‘na capa tanta da prima di Natale, non se ne può più…). E poi fiere, imminenti o annunciate, eventi, negozi e altro ancora. In un consueto “fritto misto” di notizie (selezionate), che toccano un po’ tutti gli interessi dell’industria delle lancette. Buona lettura!

    Il fascino del supereroe

    Longines ha un nuovo Ambasciatore dell’Eleganza: Henry Cavill. Noto per aver vestito i panni di Superman, protagonista del DC Extended Universe per più di un decennio, l’attore inglese in realtà sa mettersi alla prova con i ruoli più disparati. Del resto, chi non se lo ricorda agli esordi, come duca di Suffolk nella serie The Tudors? In attesa di vederlo nel nuovo film di Guy Ritchie In the Gray e nel live-action di Voltron, eccolo nella campagna della Casa di St.Imier: con qualche ruga in più, ma con charme immutato e classe da vendere.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Edward Berger ai Bafta (foto Kate Green/Getty Images courtesy Omega).

    In prima fila (si fa per dire) alla cerimonia di premiazione dei Bafta di Londra, ieri sera, c’era Omega. O meglio, c’erano i suoi orologi, che spiccavano al polso dei protagonisti della serata. Come il regista del superpremiato “thriller papale” Conclave, Edward Berger, che sfoggiava un De Ville Trésor. Mentre Guy Pearce, in lizza per The Brutalist, indossava uno Speedmaster ’57, Yura Borisov portava un Seamaster Aqua Terra. E ancora Tom Felton, nel ruolo di presentatore, che aveva un De Ville Prestige… tanto per gradire.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    James McAvoy ai Bafta (foto Joe Maher/BAFTA/Getty Images for BAFTA courtesy IWC).

    Sempre in tema di “chi-ha-indossato-cosa” ai Bafta, meritano almeno un cenno anche altrattori con i relativi esemplari. Al polso di James McAvoy è stato avvistato un IWC Portugieser Perpetual Calendar. Jeff Goldblum invece esibiva un femminilissimo (!) Vacheron Constantin Egérie tempestato di diamanti. Sebastian Stan un Cartier Tank e Dev Patel un altro Cartier Tank, però vintage. Ancora, Jeremy Strong un Richard Mille RM-63Automatic Winding Dizzy Hands. Orlando Bloom un Porsche Design Chronograph 1… Ci fermiamo qui, ma l’elenco potrebbe continuare.

    Salone d’arte

    Lee Bae, Brushtrole D1, presentato da Perrotin (foto Claire Dorn courtesy F.P.Journe).

    Ancora una volta F.P.Journe conferma il proprio legame con la scena artistica internazionale. Anche quest’anno ha infatti sostenuto Maze Art Gstaad, che si è tenuta dal 14 al 16 febbraio scorsi. Sotto il tendone del Festival-Zelt, questa seconda edizione ha riunito 35 gallerie internazionali provenienti da 12 Paesi, con l’ambizioso obiettivo di offrire uno sguardo raffinato sull’arte moderna e contemporanea, sul design da collezione e sull’alta gioielleria. Con un’interessante mix di riferimenti classici e sperimentazioni contemporanee.

    Racchette e lancette

    Si sa: da oltre 30 anni, Rado è legato a filo doppio con il tennis professionistico e coltiva talenti della racchetta vecchi e nuovi. Di recente ha ampliato la propria “squadra” con l’ingaggio di Barbora Krejčíková. Un nome che non ha bisogno di presentazioni: ottima doppista, con un palmarès da paura (12 titoli del Grande Slam e un oro olimpico), è la campionessa in carica di Wimbledon femminile. Ora, il Marchio di Legnanu le ha già messo al polso un Anatom Automatic: scommettiamo che la tennista ceca lo sfoggerà anche in campo?

    Sul circuito del Principato

    La Red Bull Racing di Max Verstappen al GP di Monaco 2024 (foto Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images courtesy TAG Heuer).

    La collaborazione fra TAG Heuer e l’Automobile Club de Monaco non è proprio una novità (è stata siglata nel 2011), ma quest’anno si concretizza in qualcosa in più. Ora che il Marchio elvetico è cronometrista ufficiale in F1, diventa anche title sponsor della tappa monegasca (23/25 maggio prossimi): che assume quindi il nome ufficiale di Formula 1 Tag Heuer Grand Prix de Monaco. Per l’occasione, nei paddock saranno esposti gli orologi dell’omonima collezione. A proposito: è lecito aspettarsi un esemplare dedicato?

    Da un Monaco all’altro

    Dettaglio della locandina della mostra multimediale Watches and Talents sui mestieri d’arte dell’orologeria

    Il weekend prossimo, il centro dell’orologeria (e della gioielleria) si sposta a Monaco di Baviera: dove, dal 21 al 24 febbraio, si tiene l’ormai tradizionale salone di Inhorgenta. Un’occasione per visitare, oltre agli stand dei 112 espositori nel padiglione 1 della Messe Münich, la mostra Watches and Talents della FHH, partecipare a dibattiti e tavole rotonde con i protagonisti del settore – da Mario Peserico a Federico Ziviani, da Andrea Furlan a Manuel Emch fino a Rolf Studer – e perfino cimentarsi con un Unitas. Info: inhorgenta.com

    Piccoli marchi crescono

    Chi l’avrebbe detto? Watches of Italy ha uno spin-off: Watches of Jesolo, che si terrà il 10/ 11 maggio nella cittadina veneta. Non una replica della fiera di Novi Ligure, ma un’inedita vetrina in cui si troveranno anche microbrand internazionali. Già previsti più di 50 marchi espositori, la presenza di noti content creator da Londra o Dubai, la partnership con Swiss Creative Lab e vari eventi che si terranno al Palazzo del Turismo – tipo il live painting a tema orologiero. Il tutto, a ingresso libero. Ne riparleremo…

    La stanza delle meraviglie

    A Roma, in via Condotti, Bulgari ha riaperto il New Curiosity Shop. Qui, Sotirio Bulgari, fondatore della Casa, aveva inaugurato nel 1905 l’Old Curiosity Shop di dickensiana memoria, a metà fra una Wunderkammer e un bazaar di preziosi. Diventato “New” nel 2018, lo spazio esponeva gioielli e accessori accanto a stravaganti oggetti di design. Oggi, dopo mesi di ristrutturazione, è invece dedicato esclusivamente all’orologeria della Maison, dalle collezioni in catalogo ai pezzi in tiratura limitata/issima. Da visitare.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Bvlgari x MB&F Serpenti: follemente geniale

    Bvlgari x MB&F Serpenti: follemente geniale

    Quando ho visto in anteprima gli schizzi preparatori e le immagini definitive del nuovo Bvlgari x MB&F Serpenti sono rimasto piuttosto confuso. Guardando prima i disegni abbozzati (ma mica poi tanto…) da parte di Fabrizio Buonamassa Stigliani, Direttore creativo dell’orologeria di Bulgari, poi le foto dell’orologio finito, non ho capito se avrei dovuto scrivere di follia o di genialità. Ci ho pensato su per un po’ e poi ho trovato la chiave di lettura: mettere sulle stesso piano i due stati mentali. Perché il Bvlgari x MB&F Serpenti è follemente geniale o genialmente folle, fate voi.

    Già la collaborazione tra un vulcano di idee e pozzo di scienza come Buonamassa Stigliani e uno dei più visionari maestri dell’orologeria contemporanea come Maximilian Büsser, patron di MB&F, è benzina sul fuoco della creatività. Se poi ci mettiamo il fatto che la capacità tecnica di Büsser, portata a sviluppare un’orologeria d’avanguardia, sia stata indirizzata a interpretare un orologio che più classico non si può, ecco fatta la frittata estetico-meccanica. Frittata in senso buono, naturalmente, perché il risultato è delizioso.

    Da cosa nasce cosa…

    Design e tecnologia orologiera, dunque, convivono nel Bvlgari x MB&F Serpenti. Parto dal design, perché ho avuto modo di ascoltare qualche aneddoto sulla nascita dell’orologio direttamente da Buonamassa Stigliani durante un recentissimo incontro a Roma. E la cosa più bella è stata sentire dalle sue parole come questa collaborazione sia nata in modo spontaneo, naturale: «Max, ho un’idea, ti mando un disegno. Quando lo ha mostrato in azienda, la risposta è stata unanime: dobbiamo farlo!». Sembra un gioco tra amici e invece ha dato vita a una creazione straordinaria.

    Ascoltando il Direttore creativo ho dato un senso ulteriore a quanto avevo letto sulla cartella stampa di Bulgari riguardo alle influenze del design automobilistico nella creazione di questa edizione limitata. Del resto, prima di entrare nell’azienda romana, Buonamassa Stigliani aveva lavorato per anni in Fiat, mettendo la propria matita al servizio delle vetture del gruppo.

    Come dice l’azienda, la sensazione che si ha osservando la cassa del Bvlgari x MB&F Serpenti è simile a quella che si ha di fronte a un’auto: la vista della cassa cambia del tutto a seconda che la si guardi di fronte, di lato, dall’alto o da sotto. E la cassa, insieme al movimento, è la vera star dell’orologio, gli elementi nei quali Buonamassa Stigliani e Büsser hanno messo tutta la loro enorme sapienza professionale.

    Misura 53 x 39 x 18 mm, dimensioni importanti specialmente in lunghezza e in spessore. Del resto, l’obiettivo era chiaro: mantenere i codici estetici del Serpente, facendo in modo che essi si fondessero insieme a quelli dei movimenti di MB&F. Perché i calibri sviluppati dal “collettivo” di Büsser non sono solo sublimi dal punto di vista tecnico, ma anche delle vere sculture meccaniche, che meritano di essere guardate almeno quanto la cassa.

    Cassa e vetri: le sfide del Bvlgari x MB&F Serpenti

    E per poterle guardare, cosa serve? Dei vetri zaffiri, ovviamente. Che nel caso dell’orologio sono ben cinque. L’estetica curvilinea della cassa del Bvlgari x MB&F Serpenti fa in modo che sia difficile da lavorare da un punto di vista delle finiture e dell’aerodinamica ed estende questa complessità ai cinque elementi in vetro zaffiro. Sono gli occhi del serpente, parte della testa, la sezione posteriore sfaccettata e il fondello.

    Una combinazione fra elementi metallici e in vetro zaffiro, tutti curvi, chiamata anche a garantire una impermeabilità consueta, fino a 3 bar. «I cinque vetri sono stati complicati da tenere insieme», ha raccontato Buonamassa Stigliani. «Il risultato iniziale non ci era piaciuto: e dopo quattro mesi abbiamo buttato tutto e ricominciato da zero».

    Per quanto la cassa del Bvlgari x MB&F Serpenti sia del tutto nuova, c’è stata comunque una base da cui partire, quella dell’HM10 Bulldog, orologio di MB&F del 2020. Il quale, però, ospitava un movimento diverso. Per cui, il calibro di manifattura creato da MB&F per questo Serpenti ha obbligato Buonamassa Stigliani a ripensare del tutto la cassa. «Credo che rispetto a quella, in MB&F abbiano cambiato almeno l’80% dei componenti. Infatti, rispetto al movimento del Bulldog, abbiamo abbassato il bilanciere, le due cupole, abbiamo ridisegnato la parte nascosta, cambiato la forma della platina, tolto la mascella».

    Un lavoro di restyling complesso e approfondito: «Dovevo disegnare questa cassa a forma di goccia e il vincolo, per me, era l’altezza del bilanciere. Non volevo fosse troppo alto perché la cassa è più piccola rispetto a quella del Bulldog e ci sarebbe stato il rischio di avere una forma curva che scendeva in modo troppo inclinato. Esteticamente non avrebbe funzionato». 

    Calibro vecchio o nuovo?

    Dire quindi che l’orologio è mosso dal calibro HM10 a carica manuale non è del tutto vero, dato il lavoro di adattamento fatto su componenti chiave quali il bilanciere, con relativo ponte, e la platina. Nello specifico, il bilanciere è anche qui volante, fissato al ponte tramite il proprio asse centrale. È sovradimensionato (misura 14 mm) ed è molto complesso da realizzare, in virtù anche delle quattro viti di regolazione tradizionali. Ha una frequenza bassa,18.000 alternanze/ora, un’autonomia di 45 ore e un’estetica del tutto funzionale a quella della cassa.

    Come ha ricordato Buonamassa Stigliani, nello sviluppo e creazione del calibro, MB&F ha lavorato sullo spessore per fare in modo che i componenti più visibili – il bilanciere e le cupole di ore e minuti – dessero vita al serpente al polso. E così è stato, perché tramite il movimento continuo delle parti della testa del rettile, visibili attraverso i tre vetri, l’orologio sembra davvero vivo, acceso, quasi pronto a dare uno scatto in avanti verso gli occhi di chi lo osserva. Come mai questo accada, provo a spiegarvelo un po’ di più nelle didascalie.

    Bvlgari x MB&F Serpenti: tre referenze limitate

    Come è comprensibile, l’orologio Bvlgari x MB&F Serpenti è stato creato in edizione limitata. Comprensibile perché la capacità produttiva di una manifattura come MB&F è per forza di cosa limitata, date le dimensioni contenute. Considerando che realizza circa 400 orologi all’anno e che questo pezzo per Bulgari lo costruisce dalla A alla Z, si capisce che farne 99 è uno sforzo industriale importante per l’azienda di Maximilian Büsser.

    I 99 pezzi sono divisi su tre referenze. La prima ha la cassa cassa in titanio grado 5 con cupole delle ore e dei minuti blu. La seconda ha la cassa in oro rosa 18 carati con occhi verdi. La terza versione è in acciaio inossidabile con rivestimento Pvd nero, animata da occhi rossi. Tutte hanno un cinturino in caucciù nero con fibbia nello stesso metallo della cassa. I prezzi? Vanno dai 132mila franchi svizzeri tasse escluse delle versioni in acciaio e in titanio ai 152mila franchi tasse escluse della versione in oro rosa. 

    Prima di lasciarvi alle didascalie, chiudo con un’affermazione di Fabrizio Buonamassa Stigliani che ho trovato nella cartella stampa e che riassume quanto ha raccontato a Roma nell’incontro con la stampa di settore: «Questo orologio è stato piacevole da progettare, ma tecnicamente molto impegnativo da realizzare. L’obiettivo era avere una visione totalmente diversa. Il Serpente è un soggetto magnifico, apprezzato da molti collezionisti. Credo che siamo riusciti nell’intento di offrire al Serpente di Bulgari un nuovo orizzonte. Non si tratta solo di un oggetto femminile legato al Dna del Marchio ma, per la prima volta, anche di un oggetto tecnico che parla il linguaggio estetico di Bulgari, mettendo in mostra al contempo l’expertise di MB&F. Come ogni buona collaborazione, è un progetto vantaggioso per tutti».

  • LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    Non si parla d’altro. La LVMH Watch Week 2025 oggi e nei prossimi giorni terrà banco, unico argomento di conversazione nell’industria delle lancette. E non può essere altrimenti: è il primo evento internazionale dell’anno orologiero, la sola occasione per fare una scorpacciata di novità almeno fino al prossimo Watches and Wonders Geneva (per il quale però dobbiamo aspettare l’inizio di aprile). E non ha certo deluso le aspettative: per la prima volta la LVMH Watch Week 2025 ha riunito nove marche del Gruppo francese, anche quelle che finora erano rimaste in disparte, compresa l’ultima acquisizione.

    Per riassumere. Accanto ai brand che partecipano alla manifestazione fin dagli esordi (a Dubai, nel 2020) – cioè Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith, per chi non lo ricordi -, lo scorso anno si erano aggiunti Daniel Roth e Gérald Genta, sotto la supervisione de La Fabrique du Temps. Per rinfrescarvi la memoria, potete andare a leggere qui. Ora invece è la volta di Louis Vuitton, Tiffany & Co. e L’Epée 1839. Pensate che l’elenco sia completo? In realtà brilla ancora per l’assenza Dior, che produce degli esemplari splendidi, soprattutto al femminile, e meriterebbe più attenzioni. Chissà, forse in futuro… Ma non divaghiamo.

    Un’edizione doppia

    Giunta alla sesta edizione, la LVMH Watch Week 2025 – lo abbiamo già scritto – si svolge in due tempi e in due sedi: il 21/22 gennaio a New York, per poi replicare il 30/31 gennaio a Parigi. La tappa nella Grande Mela ha luogo – come riporta il comunicato ufficiale – “nel cuore di Manhattan, presso l’iconico flagship store di Tiffany, The Landmark sulla 5th Avenue, e nelle vicine boutique Louis Vuitton e Bulgari”. A Parigi, si terrà invece nell’Hôtel Cheval Blanc Paris del Gruppo, oltre che nei negozi di diverse maison. 

    A quanto ha dichiarato lo stesso Frédéric Arnault, Amministratore delegato di LVMH Watches, “la decisione di organizzare la Watch Week negli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo (nel 2024 era stata a Miami, ndr) riflette la posizione chiave di questo mercato”. Un mercato strategico, se non fondamentale, per LVMH. Il Gruppo conta infatti qualcosa come 1.128 negozi e oltre 43mila dipendenti negli States, numeri che nel 2023 hanno fruttato un 25 per cento delle vendite totali. Non servono commenti.

    I pezzi chiave della LVMH Watch Week 2025

    Ma bando alle ciance, passiamo agli orologi. Abbiamo fatto una selezione delle novità esposte alla LVMH Watch Week 2025 e vi presentiamo quindi gli esemplari più interessanti, secondo noi. Una scelta in certi casi facile – come per Daniel Roth, che ha lanciato un solo pezzo -, in altri più complicata. Abbiamo cercato di prendere in considerazione i tanti aspetti dei diversi modelli (tecnico, commerciale, storico, di immagine), tant’è che ciascuno meriterebbe un approfondimento (ma dovrete aspettare le prossime settimane). Però si tratta sempre di valutazioni arbitrarie, che potrebbero anche non trovare d’accordo qualcuno di voi. Per avere un quadro completo, vi invitiamo quindi a prendere visione di tutto ciò che è stato proposto direttamente sul sito o sui social delle varie marche. Poi, fateci sapere cosa ne pensate…

    Cominciamo dall’orologio che abbiamo “sparato” in copertina, forse quello più emblematico dell’intera LVMH Watch Week 2025: il Serpenti Tubogas di Bulgari. Il quale – alla pari al suo omologo Serpenti Seduttori – monta un nuovo calibro automatico, concepito e realizzato “in casa”: il BVS100 Lady Solotempo. Importante non solo perché è la sintesi del savoir-faire accumulato nel tempo dalla Manifattura di Le Sentier, ma soprattutto perché rivaluta la collezione dal punto di vista meccanico. La famiglia di esemplari-gioiello, dopo decenni di movimenti al quarzo, si ricollega così idealmente alle origini, quando era fornita di meccaniche firmate dal gotha dell’industria orologiera dell’epoca. Non solo. Rivela quanto il pubblico femminile sia importante oggi per la Maison romana – in linea con una tendenza che sembra sempre più diffusa nel mondo delle lancette… Lo vedremo proprio a Watches and Wonders: ma è tutto ancora top secret, quindi andiamo oltre.

    Preziose ed esclusive novità

    Partiamo dall’alto-altissimo di gamma, dagli esemplari – complicati e non – in edizione limitata. Come l’Extra Plat Souscription di Daniel Roth, che si rifà direttamente all’orologio lanciato dal Maestro nel 1990. Rivisitato nelle proporzioni, ripropone i consueti codici stilistici di quel precedente – come il guillochage a Clou de Paris sul quadrante in oro massiccio, che richiede due giornate di lavorazione. Ma è equipaggiato da un nuovo movimento meccanico a carica manuale, il calibro DR002, sviluppato ad hoc dalla Fabrique du Temps Louis Vuitton, secondo tutti i sacri crismi della grande orologeria di tradizione. In 20 esemplari.

    L’originalità del design è invece la chiave del Gentissima Oursin di Gérald Genta. Ispirato a un riccio di mare, deriva da un modello creato negli anni Novanta da Monsieur Genta in persona e allora prodotto in pochissimi pezzi. Oggi è realizzato in cinque versioni. Nella più appariscente – o per meglio dire flamboyant – ha la cassa completamente incastonata di microscopiche boule di opali di fuoco, ciascuna fissata da un piccolo perno in oro giallo, a riprodurre proprio gli aculei dell’animale marino. Nulla si sa né sulla tiratura limitata, né sul prezzo, se non che l’orologio dovrebbe essere in vendita in maggio.

    Sempre a proposito di preziosità che rimandano al passato, l’orologio Bird on a Rock Tsavorite di Tiffany & Co. riprende l’omonima spilla realizzata nel 1965 dal grande designer di gioielli Jean Schlumberger. Qui però l’uccellino non si trova più sull’enorme diamante giallo, il celebre Tiffany Diamond, appunto. Invece è posato su un anello rotante in baguette di tzavoriti, il cui colore verde risalta nella cassa interamente tempestata di diamanti incastonati a neve, come il quadrante. Il risultato è uno strabiliante pezzo di alta gioielleria, che avrà ovviamente una produzione limitata di pochi pezzi all’anno.

    Altri highlight della LVMH Watch Week 2025

    Un legame con il passato ce l’ha anche il Tambour Convergence di Louis Vuitton, che ci ha colpito per l’originale eleganza. Un orologio di gran classe, che si rifà agli esemplari digitali tipici dell’Art Déco: i cosiddetti montre à guichet, con la cassa “chiusa”, priva di quadrante, e il display ridotto a due finestrelle che mostrano le indicazioni orarie tramite dischi rotanti. La nostra favorita è la versione in oro rosa, così chic da togliere il fiato. Sia chiaro, senza nulla togliere alle varie edizioni del nuovo Tambour Taiko Spin Time, che però sono variazioni sul tema dell’esemplare uscito nel 2009 e da allora rimasto un’icona del Marchio…

    Non ce ne vogliano nemmeno gli amanti del tourbillon se al Verde Saxem preferiamo il Big Bang Meca-10 di Hublot. Che è uscito nel 2016, è vero, ma nella nuova riedizione – con la cassa più piccola e compatta – sembra quasi un altro orologio. Le tre modernissime versioni, in titanio, King Gold (l’esclusivo oro della Casa) o carbonio nero, hanno infatti un nuovo calibro a carica manuale scheletrato – alleggerito, o meglio “ottimizzato”, come lo definiscono in quel di Nyon. Visibilmente diverso dal predecessore, e non solo perché è colorato da un processo galvanico che lo abbina al materiale della cassa, segna una marcata evoluzione rispetto al precedente. Ma mantiene sempre i fatidici 10 giorni di autonomia che l’hanno reso famoso.

    Cronografi & Co.

    Con il ritorno al ruolo di cronometrista ufficiale conquistato di recente, il nuovo Formula 1 di TAG Heuer potrebbe sembrare ovvio, quasi scontato. In realtà è un bel modo per rendere omaggio alla lunga tradizione del Marchio nei motorsport. E non solo per i tanti richiami estetici alle monoposto (gli indici, per esempio). Soprattutto perché il cronografo ora monta finalmente un movimento automatico – e spezza così la consuetudine del quarzo della collezione. Un salto di qualità, dunque, per i cinque nuovi modelli in titanio, dal formato XL ma ugualmente mettibili anche da chi non ha il polso poi così massiccio. Al top spicca la referenza dedicata al team di Oracle Red Bull Racing, che celebra la partnership attiva dal 2016.

    Sempre in tema di esemplari sportivi per definizione, da citare anche il Defy Skyline Chronograph Skeleton di Zenith. Attesissimo dai fan della Marca, sostanzialmente reinterpreta la versione dello scorso anno in chiave scheletrata (e più “cattiva”). Il celeberrimo El Primero 3600, introdotto nel 2019, è stato infatti del tutto traforato e ora fa bella mostra di sé sotto i tagli geometrici del display. La versione blu – secondo noi – è la più suggestiva, con quei lampi di viola dei rubini e del silicio (per la ruota di scappamento e l’ancora) che risaltano fra i componenti blu della meccanica, in perfetto pendant con il quadrante. Restano chiaramente identiche le prestazioni, cioè la capacità di misurare il 10° di secondo tramite la lancetta centrale.

    Merita un cenno infine la Watch Box di L’Epée 1839. Interamente in vetro acrilico, serve da espositore per un singolo orologio. Non siate delusi, non è tutto qui: la creazione è equipaggiata da un sistema meccanico che solleva l’orologio e apre il coperchio. La storica Manifattura non si smentisce mai.

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  • I 10 orologi del 2024 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2024 che ricorderemo

    Come sempre, la fine di dicembre è il momento dei bilanci, delle riflessioni. In ambito orologiero, viene spontaneo chiedersi quali esemplari resteranno impressi nella nostra memoria come i più rappresentativi dei 12 mesi appena trascorsi. Ecco allora i 10 orologi del 2024 più memorabili – almeno secondo noi. Quelli che ricorderemo in futuro, che ci verranno in mente quando penseremo all’anno che sta per finire. Qui elencati rigorosamente in ordine alfabetico.

    Per ognuno dei 10 orologi del 2024 vi forniamo i motivi che ci hanno portato a sceglierli, con una breve descrizione dei dati essenziali e il prezzo. Come vedrete, abbiamo voluto prendere in considerazione esemplari trasversali ai diversi segmenti di mercato e realizzati dalle marche più celebri, perché sono di sicuro i più indimenticabili. Se però pensate ce ne siano altri da ricordare, fatecelo sapere sui nostri social: così pubblicheremo anche i 10 orologi del 2024 più votati da voi.

    AUDEMARS PIGUET (Re)Master02
    Attuale interpretazione di un esemplare del 1961, ne accentua non solo le dimensioni, ma anche il carattere. E con quelle forme spigolose ispirate al Brutalismo, non passa certo inosservato. Oltretutto è ancora più d’effetto se si pensa alla “classicità” del (Re)Master01.
    Cassa asimmetrica (41 mm) in Sand Gold (lega d’oro esclusiva della Casa), movimento meccanico a carica automatica, calibro 7129 di manifattura. Edizione limitata di 250 esemplari, 47.800 euro.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra Cosc
    Del record in sé, francamente, ce ne infischiamo… Ma è un ultrapiatto sconvolgente per la leggerezza estrema, per l’estetica personalissima, per le interessanti soluzioni tecniche della costruzione. Impossibili da dimenticare.
    Cassa (40 mm x 1,7 di spessore) e bracciale in titanio, movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL180 sviluppato con Concepto, e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Edizione limitata di 20 esemplari, 600mila franchi svizzeri.

    EBERHARD & CO. Chronographe 1887 Edition Limitée
    Sarà per l’estetica vintage, ispirata ai modelli degli anni Trenta conservati nel Museo aziendale. O sarà per il calibro, appositamente realizzato. Sta di fatto che questo cronografo flyback ti si imprime nella mente per non uscirne più.
    Cassa (41,5 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica manuale, calibro EB 280, sviluppato in esclusiva con Manufacture Amt. Edizione limitata di 250 esemplari, 6.960 euro.

    IWC Portugieser Eternal Calendar
    È il primo calendario secolare prodotto industrialmente. E ha un valore tecnico innegabile: riconosce le eccezioni degli anni bisestili nel Calendario gregoriano e riporta fasi di luna che devono essere corrette di un giorno ogni 45 milioni di anni. In sintesi è un progresso per l’intero settore.
    Cassa (44,5 mm) in platino, movimento meccanico a carica automatica, calibro con 7 giorni di autonomia. 150mila franchi svizzeri.

    LONGINES Conquest Heritage Central Power Reserve
    Ridar vita a un “classico” con materiali, meccaniche e sensibilità di oggi è sempre meritevole. Ancor di più se il “classico” il questione – datato 1959 – ha una complicazione come l’indicazione centrale dell’autonomia residua. Che era ed è rimasta un unicum.
    Cassa (38 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica automatica, calibro L896.5 sviluppato in esclusiva da Eta. In tre versioni, 4.300 euro.

    OMEGA Speedmaster Moonwatch Professional
    Lasciate perdere la storiella delle tute spaziali e le altre amenità da marketing. Questo particolare Moonwatch merita di entrare nei 10 orologi del 2024 proprio per l’insolito (ma ben fatto) quadrante bianco. Dai nobili precedenti.
    Cassa (42 mm) in acciaio, movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial 3861 con certificazione Metas. 8.700 euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Toric
    Noi che seguiamo fin dall’inizio l’evoluzione della Marca sotto Guido Terreni, non possiamo che apprezzare il lavoro svolto sul primo orologio di Michel Parmigiani. Rivisitato da un completo restyling, è diventato uno dei dress watch più chic e raffinati del momento.
    Cassa (40,6 mm x 8,8 di spessore) in oro rosa, oppure in platino; movimento meccanico a carica manuale, calibro PF780 di manifattura. Da 45mila franchi svizzeri.

    PATEK PHILIPPE Cubitus
    Può piacere o non piacere – cosa del tutto ininfluente. Ma è di sicuro l’orologio (o forse dovremmo dire la collezione) più discusso dello scorso autunno. Quello che ha suscitato un gran polverone, quello che ha diviso il pubblico fra detrattori e sostenitori. Davvero indimenticabile…
    Cassa (45 mm) e bracciale in acciaio, oppure in acciaio e oro; movimento meccanico a carica automatica, calibro 26-330 S C di manifattura. Da 41.580 euro.

    PIAGET Polo 79
    Fedele riedizione dell’esemplare uscito 45 anni fa, rispetto a quello – non ce ne vogliano gli appassionati di vintage – è però una spanna sopra. Perché? Ovvio, per la qualità della meccanica: un tempo montava un movimento al quarzo, oggi un raffinatissimo ultrapiatto.
    Cassa (38 mm x 7,45 di spessore) e bracciale in oro giallo godronato, movimento meccanico a carica automatica, calibro 1200P1 di manifattura. 82mila euro.

    TUDOR Black Bay Chrono Pink
    Che sia un omaggio alla Maglia Rosa del Giro d’Italia, all’Inter Miami o a Jay Chou poco importa. Ciò che conta è aver sdoganato il quadrante rosa su un orologio maschile – alla faccia dei vecchi tromboni più tradizionalisti.
    Cassa (41 mm) e bracciale in acciaio, movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5813 di manifattura e con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 5.790 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 21/11/2024

    Cosa è successo di recente nel mondo delle lancette? Qui di seguito trovate, in sintesi, le notizie che hanno tenuto banco negli ultimi giorni. Tante e di tutti i generi, spaziano dagli eventi mondani ai testimonial, dall’intrattenimento al corporate. Del resto, lo scopo delle Cronache dell’orologeria è proprio questo: raccontarvi in breve l’essenziale… Buona lettura.

    Assassin’s wrist

    Chiunque segua The Day of the Jackal su Sky Atlantic se ne sarà accorto: in tantissime scene, lo Sciacallo porta un Omega sempre diverso. Nei panni del camaleontico sicario, protagonista della serie tv tratta dal romanzo di Frederick Forsyth, non a caso c’è uno strepitoso Eddie Redmayne, ambasciatore della Maison di Biel. Mentre al suo polso finora si sono visti un Globemaster in oro, un Railmaster e un AquaTerra. Il tutto pare proprio una libera scelta della costumista e non una massiccia operazione di product placement. Ci crediamo.

    Cronache dell’orologeria… hollywoodiana – 1

    Foto Gilbert Flores/Variety via Getty Images courtesy Omega

    Lo scorso 17 novembre, al Ray Dolby Ballroom dell’Ovation Hollywood di Los Angeles, si sono tenuti i Governors Awards, cerimonia che attribuisce i premi voluti dall’Academy’s Board. Sul tappeto rosso dell’annuale gala hanno così sfilato molte star griffate Omega. Prima fra tutti Nicole Kidman, che sfoggiava uno chic-chissimo pezzo in platino e diamanti degli anni Venti. Poi Scoot Mc Nairy e Yura Borisov, ciascuno con un De Ville Prestige. Ma a catturare l’attenzione dei più curiosi è stato l’orologio di Daniel Craig. Inedito.

    Cronache dell’orologeria… hollywoodiana – 2

    Ancora a Hollywood, ma all’Athletic Club, il 14 novembre si è svolta la premiazione degli Hamilton Behind the Camera Awards presentati da Variety. Giunto alla 13a edizione, l’evento celebra i professionisti che lavorano dietro la macchina da presa. Qualche nome? Joe Walker per il montaggio di Dune: parte II. Chris O’Hara, stuntsman in The Fall Guy. Gia Coppola per la regia di The Last Showgirl. Ryan Reynolds (nella foto) per la sceneggiatura di Deadpool & Wolverine… Non c’è modo migliore per sottolineare il rapporto del Brand con il mondo del cinema.

    The Voice

    Unimatic ha un nuovo ambasciatore: Vittorio Grigolo. Presenza ricorrente sui più grandi palcoscenici del mondo e noto per aver lavorato con i migliori direttori d’orchestra, il celebre tenore incarna l’eccellenza e lo stile italiano cari al Marchio (così dicono fonti ufficiali). In futuro vedremo come si svilupperà la collaborazione. In attesa di sentirlo all’inizio di dicembre all’Opéra MonteCarlo per un insolito tributo a Frank Sinatra, lo possiamo vedere in un bel servizio fotografico realizzato da Stefano Galuzzi. Eclettico, Vittorio…

    Premio alla creatività

    Il trofeo per il vincitore del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives

    Louis Vuitton ha annunciato l’apertura delle candidature per la 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives. Il concorso, biennale, è un riconoscimento al pensiero creativo e al talento degli orologiai indipendenti, ed è organizzato con La Fabrique du Temps, la Manifattura che fa capo al Marchio. Alla scorsa edizione, vinta da Raúl Pagès per il Régulateur à Détente RP1, hanno partecipato più di mille artigiani provenienti da 15 Paesi: chissà se quest’anno si farà il bis… Le iscrizioni sono aperte fino al 15 aprile.

    Grande ritorno

    Il portafoglio di Pisa 1940 si amplia con un nome prestigioso nell’alta orologeria: Daniel Roth. Fondato come marchio indipendente dall’omonimo orologiaio nel 1988, passato nel 2000 a Bulgari, oggi è parte di LVMH (che lo ha acquisito nel 2011 insieme alla Maison romana) e gestito da La Fabrique du Temps. Un piacevole ritorno per l’Orologeria milanese, che lo rappresentava già negli anni ’90 e contribuì a farlo conoscere sul mercato italiano. Pochi gli esemplari disponibili: del resto la produzione attuale si aggira attorno ai 100 pezzi l’anno.

    La casa dei quadranti

    Sempre il 14 novembre c’è stata l’inaugurazione ufficiale della manifattura Bulgari a Saignelégier. Restaurata e ampliata (ora raggiunge i 4.400 mq), la fabbrica è stata rimodernata dal punto di vista dei macchinari e dei sistemi di produzione come della sostenibilità e del benessere di chi ci lavora. È dedicata alla produzione di casse e quadranti, e prevede anche un laboratorio specializzato in mestieri d’arte, dall’intarsio di piume o pietre dure alla micro-pittura. Un ulteriore passo verso l’integrazione verticale della Maison romana.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 18/11/2024

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 18/11/2024

    Eccoci di nuovo con le latest, la rubrica che vi racconta in sintesi le novità da polso presentate di recente. Come al solito qui sotto troverete orologi di ogni tipo – dagli esemplari-gioiello alle complicazioni utili, serie limitate comprese -, e di tutti i segmenti di mercato. Vi avvisiamo però che questa pagina di latest sarà implementata nei prossimi giorni, man mano che riceveremo ulteriori modelli, così da tenervi il più possibile aggiornati. Del resto è naturale che queste latest siano più numerose che mai: le marche programmano lanci ad hoc per l’avvicinarsi delle feste natalizie, che per tradizione sono uno dei periodi dell’anno in cui il pubblico di appassionati è più predisposto a fare acquisti. Quanto a voi, siete tra quelli che metteranno un orologio sotto l’Albero? Fatecelo sapere sui nostri social…

    Solo per pochi

    CHOPARD Ice Cube
    Quando uscì, nel 1999, con quell’estetica dirompente che sembrava fatta tutta di cubetti di ghiaccio, fece scalpore. Ora ritorna in un’edizione fedele all’originale, ma sostenibile: con la cassa (25 mm di lato) e il quadrante in oro bianco etico, interamente tempestato di diamanti taglio Asscher, rispettosi del Kimberly Process e certificati RJC. Per un totale di 14.55 carati di algido splendore. Prezzo non disponibile.

    JAEGER-LECOULTRE Reverso Tribute Chronograph
    Lanciata lo scorso anno, la versione cronografo del celebre modello torna con una livrea preziosa, adatta alle prossime festività: ovvero con ben nota cassa reversibile (29,9 x 49,4), i due quadranti (quello posteriore per le funzioni aggiuntive) e i ponti del movimento in oro rosa. Mantiene comunque lo stesso calibro 860, di manifattura: a carica manuale, con 52 ore di autonomia e la lancetta del contatore dei 30 minuti crono ad andamento retrogrado. Ed è in vendita con due cinturini intercambiabili, firmati Fagliano. Edizione limitata di 250 esemplari, in vendita nelle boutique monomarca, 73.500 euro.

    BULGARI Octo Finissimo Laurent Grasso Special Edition
    Nuova partnership per la Maison romana, che affida all’artista concettuale parigino la rielaborazione di uno dei propri orologi cult. Il risultato è del tutto inatteso: il titanio sabbiato di cassa e bracciale assume un trattamento Pvd blu, sul quadrante appare una nuvola multicolore serigrafata con pigmenti metallici. Il movimento è il calibro BVL138 di sempre: un ultrapiatto a carica automatica, con micro-rotore decentrato, 60 ore di autonomia e uno spessore di 2,23 mm. Edizione limitata di 200 esemplari, 22.000 euro.

    Latest a meno di 20mila euro

    BLANCPAIN Fifty Fathoms Bathyscaphe
    La Manifattura di Le Brassus amplia la collezione con tre nuovi modelli in ceramica nera. I due “solo tempo” con datario montano il celebre calibro 1315 con 5 giorni di autonomia e si distinguono per il colore del quadrante: verde o blu (sempre sfumato soleil). Invece il cronografo ha il quadrante blu ed è equipaggiato dal calibro F385 con funzione flyback. Tutti però hanno la cassa (43 mm) impermeabile fino a 30 bar e permettono di scegliere fra cinturino in tela vela, oppure Nato, e bracciale in ceramica. Da 15.100 euro.

    PANERAI Luminor Destro Otto Giorni PAM01655
    Il primo Panerai per mancini, apparso negli anni 60, rendeva omaggio all’abitudine dei subacquei della Regia Marina di portare l’orologio sul polso destro, per lasciare il sinistro ad altri strumenti (tipo il profondimetro). Oggi la Maison fiorentina continua la tradizione con questo esemplare “filologicamente corretto”: nell’estetica rétro, con il quadrante a sandwich e i piccoli secondi, come nella meccanica, un calibro a carica manuale (di manifattura) con 8 giorni di autonomia. La cassa (44 mm) in acciaio è impermeabile fino a 30 bar. 8.200 euro.

    OMEGA Seamaster Diver 300M 42mm
    Quando è stato avvistato la prima volta al polso di Daniel Craig, l’estate scorsa alle Olimpiadi di Parigi, questo orologio ha suscitato subito interesse e curiosità. E in effetti l’ispirazione deriva dal Seamaster Diver 300M 007 Edition indossato dall’attore (Brand ambassador) nel film di James Bond, No Time To Die. Simili la cassa di 42 mm e il bracciale a maglia milanese, stessa estetica vintage e stesso calibro automatico 8806 Master Chronometer. Questo però è in acciaio e non in titanio, a tutto vantaggio del prezzo. 7.700 euro. Esiste in quattro versioni.

    NOMOS GLASHUETTE Orion neomatik doré
    A proposito di dress watch, ideali per le feste, la Manifattura sassone veste il celebre calibro automatico DUW 3001 con due nuovi look, nella collezione Orion oppure Tangente. Entrambi con il quadrante argenté impreziosito da tocchi di oro rosa, sulle lancette sottili e i lunghi indici a bastone, ed entrambi con i piccoli secondi. In questo caso la cassa in acciaio misura 36,4 mm (8,5 di spessore) e il cinturino è in pelle Horween. 3.060 euro.

    Latest a meno di 1000 euro

    HAMILTON PRS 74
    La riedizione, opportunamente riaggiornata, è uscita nel 2020, per i 50 anni dal primo esemplare. Ora, questa nuova versione s’ispira invece – come si intuisce dal nome – al modello del 1974: il Pulsar Cushion. La cassa ha appunto la forma a cuscino (30,9 x 25,6 mm), mentre il display a cristalli liquidi (Lcd) utilizza anche la tecnologia Oled, che migliora il contrasto della visualizzazione. Il movimento al quarzo Swiss made ora è fornito di due pulsanti (al posto di uno solo, come in passato). Due anche le referenze: tutto acciaio o Pvd oro giallo. Quest’ultima costa 895 euro.

    BREIL Abarth Chrono
    Il Marchio milanese prosegue la collaborazione con la Casa dello Scorpione e ne celebra il compleanno con un inedito cronografo bicompax. Ispirato alla Abarth 695 75° Anniversario, ne riprende i colori: nel total look in acciaio Ip nero mat spiccano i dettagli in oro, tra cui il logo celebrativo sul quadrante e la corona decorata come un cerchione. La cassa (43 mm) ha la lunetta lucida, il movimento è al quarzo. Edizione limitata di 375 esemplari, 399 euro.

    ALVIERO MARTINI 1a CLASSE Roma
    L’ultima tappa (in ordine di tempo) del viaggio ideale intrapreso dal Brand tocca la Città Eterna, ed è declinata in tre modelli in acciaio con la cassa lady size (34 mm). Quello più basic ha il quadrante soleil con dettagli in oro rosa, il cui colore riprende i toni del cinturino in pelle, decorato con la tipica stampa Geo Map. Le altre versioni invece si allacciano al polso con un bracciale, anche bicolore. Da 99 euro.

  • Il tourbillon centrale, parte 2. Ieri e oggi

    Il tourbillon centrale, parte 2. Ieri e oggi

    Ed eccoci con il seguito della rassegna sul tourbillon centrale. In questa puntata ci occuperemo sia degli esemplari usciti negli ultimi anni, sia delle novità 2024 presentate nei vari “Fuorisalone”, organizzati a Ginevra durante Watches and Wonders, la scorsa primavera. L’obiettivo è sempre quello di fornire informazioni riguardo ai tourbillon centrali presenti sul mercato.

    Architetture anomale

    Risale a Baselworld 2018 il lancio del Klepcys Vertical Tourbillon di Cyrus Watches. Che non si limita a “riscoprire” l’insolita complicazione del tourbillon centrale, ma lo reinventa attraverso la rotazione di 90° della gabbia del tourbillon. In questo modo, la creazione di Abraham-Louis Breguet riacquista quell’effettiva utilità che sembrava perduta negli esemplari da polso, tenuti di solito in posizione orizzontale. La verticalità del tourbillon contrasta in modo più efficace gli effetti della forza di gravità sull’organo regolatore e garantisce una maggiore costanza di marcia.

    A rendere ancora più scenografico il tourbillon centrale verticale di Cyrus, c’è l’intera architettura della cassa a cuscino, sovrastata da una cupola di vetro zaffiro. Al di sotto della quale si erge una struttura autoportante installata al centro della platina: il doppio ponte del tourbillon, anch’esso ricurvo, quasi fosse un grande, duplice arco con una singola campata. Reale asse di simmetria della costruzione, è installato sul display leggermente concavo che riporta le indicazioni retrograde di ore e minuti su due settori, mentre al 12 una sfera segnala l’autonomia residua. Presentato dapprima in oro rosso, titanio Dlc nero o bicolore, poi declinato in versione scheletrata, oggi è in catalogo anche con la cassa in vetro zaffiro, che rivela la suggestiva meccanica.

    Estremamente insolito è poi l’HM11 Architect di MB&F, con tourbillon centrale orizzontale ma una costruzione “organica”, che rimanda a certe abitazioni sperimentali degli anni ’60/’70. La cassa è infatti costituita da quattro volumi simmetrici dalla forma parabolica, quattro stanze che mostrano rispettivamente le ore e i minuti, l’autonomia residua, la temperatura esterna e il logo a forma di ascia bipenne. Al centro, protetto da una cupola di vetro zaffiro, si staglia il tourbillon volante invertito con un ponte a forma di fiore quadrilobato. Lanciato lo scorso anno, l’HM11 monta un esclusivo movimento tridimensionale, con ingranaggi conici, che ha richiesto anni di sviluppo – i primi progetti, firmati dal designer Eric Giroud, sono datati 2018. In titanio con quadrante azzurro oppure oro rosso, l’orologio è realizzato in due serie limitate di 25 esemplari ciascuna.

    Altri precedenti

    È uscita invece nel 2021 la collezione Grand Central Tourbillon di Frank Muller. Anche in questo caso, i tecnici di Watchland hanno dovuto studiare un nuovo sistema per le informazioni orarie, e hanno installato gli indicatori di ore e minuti su due anelli rotanti attorno alla gabbia del tourbillon. Nato all’interno della famosa cassa Cintrée Curvex, ridisegnata ad hoc e sviluppata in diversi materiali/colori, nel 2022 il tourbillon centrale ha quindi trovato posto in una cassa rotonda. Lo scorso anno si è poi vestito di colori vitaminici e quest’anno è stato rivisitato da un’operazione di scheletratura. Il Curvex CX Grand Central Tourbillon Skeleton, infatti, è caratterizzato da quattro lunghi ponti che sembrano tenere in sospensione l’intero movimento. E mostrano il maggior numero possibile di ingranaggi, comprese le ruote di ore e minuti.

    Sempre del 2021, ma tuttora in catalogo, è anche il tourbillon centrale di Bulgari: l’Octo Roma Central Tourbillon Papillon. Dotato tra l’altro di tourbillon volante, trova un’inedita soluzione per le indicazioni orarie. Le ore saltanti si leggono in un’apposita finestrella al 12; i minuti invece su un arco di cerchio di 180° tramite una lancetta, chiamata proprio Papillon. A dire il vero le lancette, a losanga, sono due: entrambe poste su un disco rotante, retrattili e indipendenti. Una lancetta infatti si muove lungo la scala dei minuti, mentre l’altra (simmetrica) ruota su sé stessa per non nascondere le ore. Quando la seconda lancetta raggiunge lo zero dei minuti, il loro ruolo si inverte, con un ingegnoso sistema brevettato. Per la cronaca, lo scorso anno l’orologio è uscito anche in versione Striking, con cassa in titanio Dlc nero e indicazioni luminescenti. Meno classico, più sportivo.

    Il tourbillon centrale 2024

    Sviluppato all’interno del Gucci Watch Lab di Cortaillod, invece, il tourbillon centrale della Maison adotta due look differenti che seguono l’estetica di altrettante collezioni. Più sobrio ed essenziale, il Gucci Interlocking presentato quest’anno mette il tourbillon al centro di un anello di avventurina, che riporta l’indice dei minuti, mentre le ore saltanti sono mostrate con numeri romani in una finestrella a ore 12. Declinato in tre modelli, in oro bianco o rosa con quadrante in avventurina nera o blu, si distingue per la gabbia del tourbillon personalizzata dal logo.

    Più spettacolare invece il G-Timeless Planetarium, parte della prima collezione di alta orologeria della Casa, lanciata nel 2022, e da allora riproposto in varie declinazioni. Qui il tourbillon volante è al centro di sistema che evoca la rivoluzione dei pianeti attorno alla propria stella. Non a caso la gabbia del tourbillon è decorata proprio da una stella incastonata di diamanti. Basta premere un pulsante coassiale alla corona per attivare il moto delle ore: 12 gemme dal taglio sferico ruotano attorno al proprio asse in 9 secondi e impiegano 90 secondi per compiere un’intera rotazione del quadrante. Il tutto crea una sorta di danza che dà il nome anche al movimento: Dancing Hours Flying Tourbillon. È probabile che alla base dell’animazione ci sia un dispositivo tipo star wheel, ma Gucci non fornisce spiegazioni riguardo alla meccanica.

    Versioni ludiche

    Da citare anche Lotus Tourbillon realizzato nel 2021 da Kross Studio x Alain Silberstein, in cui il tourbillon centrale ricorda proprio un fiore di loto. Realizzato in 18 esemplari, non è che una delle tante variazione sul tema del tourbillon flottante (o galleggiante) del Brand fondato da Marco Tedeschi. Apparso sempre nel 2021, nel tempo è stato sviluppato in una vastissima collezione, in cui pezzi allegorici e divertenti convivono con altri più “seri” o seriosi. Pensiamo ai modelli dedicati alla Morte Nera o a Wonder Woman, a Batman, a Space Jam o ai Transformers… E ancora quelli di Games of Thrones/House of the Dragon oppure con il quadrante in pietra dura di ogni sorta e colore. Tutti rigorosamente in tiratura limitata, molti già terminati.

    Terminiamo con una notizia un po’ spiazzante per quanti pensano che il tourbillon centrale sia un’esclusiva dell’alta orologeria. Così è di solito, in effetti. Ma a confondere le idee arriva un marchio come Atowak, basato a Hong Kong, che crea homage (siamo buoni, chiamiamoli così) di famosi esemplari. Tra cui il modello Core (nucleo, in inglese), in due versioni di quadrante – blu o rosso -, dal prezzo impareggiabile: meno di 2.600 euro. Uscito la scorsa primavera in edizione limitata, ormai sold-out.

  • 7 orologi wow visti a Ginevra. Al Salone e dintorni

    7 orologi wow visti a Ginevra. Al Salone e dintorni

    No, non siamo gente dai facili entusiasmi. Dopo tanti anni in orologeria, è difficile che qualcosa riesca ancora a stupirci. Eppure, la scorsa settimana a Ginevra, ci siamo ritrovati in varie situazioni a sgranare gli occhi di fronte a certi esemplari, che ci hanno impressionato per le novità costruttive, le soluzioni tecniche e, di conseguenza, l’estetica innovativa. A tal punto da farci dire ogni volta un accorato «woooow…», per motivi diversi. Ecco, qui vogliamo raccontarvi i 7 orologi wow che abbiamo visto durante Watches and Wonders, sia al Salone sia al “Fuorisalone”. In un contesto tutto sommato abbastanza piatto, in cui i pochi expolit erano ancor più evidenti.

    Una premessa d’obbligo

    Una scelta arbitraria – sia chiaro – e che potrebbe anche non trovarvi d’accordo. Sui gusti non si discute, lo abbiamo scritto fino allo sfinimento e continua a essere vero. Anche perché – ne siamo consapevoli – oltre ai 7 orologi wow riuniti qui sotto, molti altri meriterebbero questo appellativo, fra gli innumerevoli nuovi modelli lanciati dalle centinaia di marchi presenti in città. Che hanno esposto non solo al Palexpo, ma anche a Head, o nelle suite del Beau Rivage, del President Wilson e degli altri 5 stelle, senza dimenticare gli showroom privati di quanti hanno la sede sotto il Jet d’Eau. Una selezione però andava fatta: e questa è la nostra, condivisibile o meno.

    Due parole ancora riguardo alla definizione di “7 orologi wow”. Che deriva da quei Wow Watches con cui i giornalisti (soprattutto di moda) da sempre si riferiscono agli esemplari più glamorous, più preziosi o straordinari, quasi sempre irraggiungibili da noi comuni mortali. Il concetto vale anche nel nostro caso: noi però abbiamo dato all’idea una connotazione più tecnica, perché a colpirci c’è sempre, prima di tutto, la meccanica. Poi, è vero, l’etichetta “7 orologi wow” include anche una sfumatura di ironia: che non vuole però essere mancanza di rispetto o irriverenza verso gli oggetti in questione, tutt’altro. Piuttosto un divertito riferimento alla nostra reazione – stupefatta, quasi estasiata, sempre entusiasta – la prima volta che li abbiamo visti.

    I 7 orologi wow, secondo noi

    Specifichiamo che abbiamo scelto solo orologi da polso: non soltanto perché più “portabili”, più vicini alla nostra sensibilità e ai nostri gusti, ma soprattutto perché la miniaturizzazione dei movimenti/componenti è di per sé un valore aggiunto. Come potete vedere si tratta di esemplari di diverso genere, non riconducibili a una sola categoria: ci sono un paio di ultra-piatti (molto ultra), variazioni sul tema del tourbillon, smalti e automi. Ad accomunarli è proprio il wow, sincero, che ci è sgorgato dal cuore. Sarebbero tutti da raccontare con lunghi approfondimenti, ma qui li possiamo solo elencare, rigorosamente in ordine alfabetico. Per ognuno riportiamo un personalissimo commento – e ovviamente le informazioni tecniche. Eccoli, dunque. Voi fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social…

    BULGARI Octo Finissimo Ultra Cosc
    Cassa (40 mm di lato x 1,7 mm di spessore) in titanio e carburo di tungsteno. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Bvl 180 di manifattura (7 richieste di brevetto), ultrapiatto, con 50 ore di autonomia, componenti montati direttamente sul fondello/platina; certificato cronometro dal Cosc. Indicazione di ore e minuti con differenziale, vetro zaffiro, bracciale in titanio con fibbia pieghevole integrata (1,5 mm di spessore). Edizione limitata di 20 esemplari.

    Una costruzione reinventata ex-novo. E, una volta indossato, un effetto di leggerezza indescrivibile. Sconvolgente, al di là dei record, perché spinge i limiti “oltre”. E raggiunge traguardi finora impensabili.

    CHANEL J12 Atelier Couture Automat Calibre 6
    Cassa (38 mm) in ceramica mat ad alta resistenza e oro bianco, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, Calibro 6 di manifattura, con automi, animazione su richiesta. Quadrante in decalque, lunetta e corona in acciaio con diamanti taglio baguette e brillante (3.34 carati in totale), vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in ceramica. Edizione limitata di 100 esemplari.

    È il primo automa realizzato dallo Studio de Création Horlogerie Chanel in un nuovo calibro “in-house”. E ritrae – perfettamente riprodotta – Mademoiselle Coco al lavoro nel suo atelier, un po’ voluttuosa, un po’ divertita.

    CYRUS GENÈVE Etheral Twin Orbital Tourbillon
    Cassa (44 mm) in oro rosa e titanio grado 5, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Cyr518-E di manifattura (3 richieste di brevetto), con 3 giorni di autonomia (indicata sul lato fondello), due tourbillon volanti, paralleli e inclinati di 20°, indicazione saltante delle ore su dischi, anch’essi inclinati e paralleli, indicazione dei minuti tramite indice; l’intero sistema compie una rotazione in senso orario in un’ora. Chassis rotante, indicazioni luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 18 esemplari.

    Definirlo “suggestivo” è un eufemismo: si resta letteralmente incantati davanti alla rotazione ininterrotta dei componenti. Arte cinetica allo stato puro, da vedere almeno in video sul sito ufficiale.

    HERMES Arceau Duc Attelé
    Cassa (43 mm) in titanio grado 5 lucido. Movimento meccanico a carica manuale, calibro H1926 di manifattura, ad alta frequenza, con indicazione dell’autonomia, ripetizione minuti (ponte della suoneria in vetro zaffiro a 3/4, traforato) e dispositivo tourbillon centrale su 3 assi (rotazione della gabbia esterna in 300 secondi, quella intermedia in 60 secondi, quella interna in 25 secondi). Quadrante inferiore guilloché, giro delle ore decentrato e inclinato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (prodotto “in casa”).

    Tecnica sopraffina e massima personalizzazione: i timbri hanno la forma della testa di un cavallo, così come il rastrello dei minuti della suoneria, mentre le ruote del movimento sono simili a quelle del calesse del logo.

    PIAGET Altiplano Ultimate Concept Tourbillon 150th Anniversary Cassa (41,5mm di diametro x 2 mm di spessore) in lega di cobalto (M64bc) Pvd blu, impermeabile fino a 2 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 970P-Uc di manifattura, con 40 ore di autonomia, componenti montati direttamente sul fondello/platina, dispositivo tourbillon a un minuto, piccoli secondi sulla gabbia. Indicazione decentrata di ore e minuti, vetro zaffiro, fondello con mini-oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle.

    Dimenticatevi i tourbillon sferici, carpiati, bi o triassiali. Questo è un inedito tourbillon piatto, così sottile (2 mm) da sembrare bidimensionale. Lo sviluppo dell’esemplare del 2018. Davvero impressionante…

    ROGER DUBUIS Orbis in Machina Central Monotourbillon Cassa (45 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Rd115 di manifattura, scheletrato, con 3 giorni di autonomia, dispositivo tourbillon centrale a un minuto (con gabbia in titanio e cromo-cobalto). Quadrante multilivello, indicazione di ore e minuti su disco, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 88 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca.

    Simmetrico, ipnotico, spettacolare. La modernità fatta tourbillon, almeno visto dal lato quadrante. Ma, quando lo si gira dal lato fondello, la meccanica rivela la migliore tradizione del Poinçon de Genève. E superbe finiture.

    VAN CLEEF & ARPELS Lady Arpels Cadrans Extraordinaire Jour Enchanté Cassa (41 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale. Quadrante con intarsi di turchese, sole in oro giallo, zaffiri gialli, granati spessartiti, diamanti, mini-scultura in oro bianco, foglie e fiori in smalto façonné e plique-à-jour; indicazione decentrata di ore e minuti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello inciso; cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile (in vendita con un secondo cinturino, a scelta). Edizione limitata di 8 esemplari.

    Guardare il quadrante, incredibilmente profondo per la sovrapposizione di elementi, è come immergersi in un mondo fatato, in miniatura. Ma lo smalto incastonato di diamanti – mai visto prima – è un’autentica follia.

  • Latest. Le novità più recenti – 14/03/2024

    Latest. Le novità più recenti – 14/03/2024

    Ed eccoci con il nostro aggiornamento sulle novità presentate nelle scorse settimane: latest, appunto. Riprendiamo il discorso là dove lo avevamo lasciato alla fine di febbraio: e diciamo subito che questi ultimi quindici giorni sono stati, tutto sommato, un periodo ricco di nuovi lanci. Più del previsto, almeno per quanti si aspettavano la calma piatta in vista del boom di Watches and Wonders (o al limite delle uscite note solo agli addetti ai lavoro ma protette da embargo, quindi non divulgabili fino al salone).

    Ed è proprio da Watches and Wonders che arriva in anticipo il pezzo del momento, l’orologio che più farà parlare di sé nei prossimi giorni. E per questo gli dedichiamo la foto di apertura: lo trovate qui sotto, al quarto posto nella lista. A proposito, organizziamo gli esemplari di queste Latest news in ordine di prezzo, per dare un’idea immediata dello spettro di possibilità offerte dall’orologeria… Per tutte le tasche.

    BREGUET Reine de Naples Mint 8918

    Lanciato l’8 marzo per festeggiare tutte le donne, il nuovo esemplare della storica collezione si veste di verde menta. Ma mantiene il consueto movimento automatico con componenti in silicio e soprattutto il caratteristico stile: cassa ovoidale in oro bianco, diamanti sulla lunetta, sulla corona, sul réahut e sul contatore decentrato di ore e minuti, piccole lancette a pomme evidée, e quadrante in madreperla con numeri digradanti, a tono con il cinturino in pelle di alligatore nacré. Très chic. 54.600 euro.

    AUDEMARS PIGUET Code 11.59 by Audemars Piguet
    Tra le news del primo semestre della Manifattura di Le Brassus, c’è anche un’estensione di linea della collezione lanciata cinque anni fa. Sette le nuove referenze, tutte con la cassa in oro rosa (due da 38 mm di diametro e cinque da 41 mm) e tutte riconducibili alla tendenza “full color“, o meglio alle declinazioni in monocromia: azzurro, blu e verde per i “solo tempo”, blu, verde e nero per i cronografi flyback. Ovunque movimenti di manifattura e quadranti dall’esclusivo motivo guilloché. Da 34.600 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Copper Diamonds
    Il modello con quadrante color rame, uscito due anni fa, si arricchisce di diamanti. Ma non si tratta del solito “giro” di pietre sulla lunetta: qui le gemme hanno dimensioni (e carature) diverse, e sono incastonate con ordine e simmetria sugli otto lati, a creare un insolito gioco di bagliori. Per il resto, tutto resta immutato: la cassa di 38 mm di diametro con bracciale integrato e rastremato, l’acciaio dalle finiture lucido-satinate, il movimento automatico di manifattura, il quadrante a Clous de Paris. 21.200 euro.

    BULGARI Octo Finissimo Sketch
    Super-anteprima di Watches and Wonders, un inedito trompe-l’œil presentato dalla Maison romana. Che, non paga di aver declinato la collezione in innumerevoli varianti, anche col quadrante “disegnato”, ora la interpreta in modo del tutto originale. Con il bozzetto del calibro ultrapiatto Bvl 138, realizzato dalla penna di Fabrizio Buonamassa Stigliani, riprodotto sul quadrante laccato – quasi un avatar di ciò che appare sul fondello. Tre le referenze, in tiratura limitata: 70 esemplari in oro rosa, 280 esemplari in acciaio e 140 della versione Cronografo GMT (in cui però il calibro è il Bvl 318). Da 17.800 euro.

    RADO Anatom
    Versione riveduta e corretta del DiaStar di 40 anni fa, prende nome dall’ergonomia che da sempre gli appartiene. La cassa (32,5 x 46,3 mm) in acciaio Pvd nero, leggermente convessa, colpisce per il vetro zaffiro dalla doppia curvatura (interna ed esterna), ben evidente quando la si guarda di profilo. Ora poi adotta una lunetta in ceramica e un cinturino in caucciù che rendono l’orologio più leggero. Il movimento automatico è antimagnetico e ha 3 giorni di autonomia. Il quadrante è declinato in tre colori, ma esiste anche in edizione limitata, all black. 3.800 euro.

    TISSOT T-Race MotoGP Automatic Chronograph
    Festa doppia in quel di Le Locle: per i 75 anni della MotoGP e per i 25 anni di sodalizio come cronometrista ufficiale. Per l’occasione il Brand ha quindi realizzato sette nuovi esemplari, fra estensioni di linea e modelli speciali. Al top (per noi) questo cronografo con cassa da 45 mm in acciaio, lunetta in Pvd e quadrante trasparente che rivela parte dei componenti del movimento automatico, con 60 ore di autonomia. Oltretutto ricco di dettagli che rimandano alle due ruote: cercate di individuarli… Edizione limitata di 2024 esemplari, 2.245 euro.

    VERSACE Chrono Master
    Fra le novità presentate dalla Casa della Medusa per la spring-summer, uno dei pezzi più emblematici è questo maschilissimo cronografo. Interamente in acciaio, con la cassa di 44 mm di diametro, ha la lunetta, la corona, i pulsanti e i link centrali del bracciale a cinque file con trattamento Ip oro giallo. Il quadrante stampato è un susseguirsi di lavorazioni: sullo sfondo decorato dal lettering del logo spiccano i contatori a cerchi concentrici, dai profili dorati lucidi. Movimento al quarzo Swiss made. 1.320 euro.

    PHILIP WATCH Caribe Diving Automatic
    La storica collezione del Brand italiano si amplia di diverse referenze, tra cui spicca questo bel subacqueo in acciaio. La cassa di 42 mm di diametro è impermeabile fino a 20 bar e ospita un movimento automatico calibro Sellita Sw200. La lunetta girevole unidirezionale ha l’inserto in ceramica bicolore, il quadrante opaco è ben visibile anche al buio grazie alle lancette e agli indici puntiformi luminescenti, ed è protetto da un vetro zaffiro. In più, il bracciale facilmente intercambiabile si può sostituire con il cinturino in silicone incluso nel packaging. 1.190 euro.

    FERRAGAMO Crystal
    È uno dei femminili di punta fra le novità primavera-estate della Maison. Di forma, dal design minimale e complesso allo stesso tempo, nel nome fa riferimento al vetro zaffiro sagomato, dal taglio smeraldo. La cassa ottagonale (26 x 33 mm) ha la carrure scandita da una sequenza di piani sovrapposti, il quadrante essenziale, cioè privo di numeri o indici, è decorato da una leggera finitura soleil, il cinturino in pelle stampa cocco crea un contrasto cromatico audace con l’acciaio Ip oro rosa. 1.100 euro.

    Latest – Sotto i 1.000 euro

    BOSS Skytraveller
    Un cronografo bicompax dall’aspirazione aeronautica. La cassa misura 44 mm e ospita un movimento al quarzo che riporta i contatori dei minuti crono, dei secondi continui e il datario in un’insolita posizione al 9. Due le versioni: in acciaio, con quadrante blu soleil e bracciale mesh; oppure in acciaio Ip canna di fucile con quadrante antracite soleil e bracciale a 5 file. Entrambe con logo, lancette e indici dorati. Da 349 euro.

    D1 MILANO Square Bracelet – Caribbean Sea
    Dichiarato omaggio all’orologeria vintage, interpretata però con gusto attuale, la nuova collezione Square si distingue per la cassa a tv (37 mm) con il bracciale integrato. Ma è articolata in 5 referenze, diverse sia per il colore sia per l’affissione e la meccanica. Qui abbiamo scelto una versione “basic”, con quadrante soleil dagli indici a bastone e movimento al quarzo (Miyota); ma esiste anche con un total look blu o nero e quadrante anni ’30, che mixa numeri arabi e romani; e perfino in chiave Skeleton con movimento automatico (Seiko SII NH70). Da 335 euro.

    ROSEFIELD Studio Edition 01
    Un esemplare gioiello dallo spiccato gusto anni ’70, con l’orologio come charm. Interamente in acciaio Ip oro giallo, ha il bracciale a catena con i link quadrati, simili alla cassa di formato mini (15 x 18,5 mm x 7,5 mm di spessore). Sul quadrante soleil appare la scritta AMS-NYC, che rimanda a un ideale collegamento fra Amsterdam e New York: cioè fra la città olandese sede del Brand e la capitale mondiale della moda. La chiusura a T è regolabile sulla misura del polso, il movimento è al quarzo. 159 euro.

    CALVIN KLEIN Ascend
    Un fashion watch che conferma l’impronta minimalista che ha reso famoso il Brand. Cassa di 43 mm di diametro in acciaio e movimento al quarzo, presenta il display scandito ai quarti da numeri romani o indici a bastone. Null’altro se non il logo. Anche qui, due le versioni: con quadrante verde soleil sfumato nero e cinturino in pelle: oppure con quadrante soleil blu sfumato nero e bracciale mesh, vagamente rétro. Da 139 euro.

    L’appuntamento con le Latest news torna fra due settimane. Restate sintonizzati…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 04/03/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 04/03/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria per il consueto aggiornamento sulle attività di marketing che animano l’industria delle lancette. Quanto mai variegate, le notizie di questa settimana spaziano dagli ambasciatori ai nuovi indirizzi, dalle partnership alle iniziative speciali fino alle opere di mecenatismo e altro ancora. Tanto per rendere l’idea di come le marche di orologi sanno muoversi negli ambiti (e negli ambienti) più diversi… Buona lettura.

    Nouvelle égerie

    Il Première ha un nuovo volto: Jeannie. La cantante (rapper, ballerina, performer) sudcoreana, nota per essere una delle Blackpink – la girl band di k pop -, raggiunge così Lily-Rose Depp nel prestare il polso all’orologio di Chanel. A dire il vero la ragazza è già di casa in rue Cambon: ambasciatrice dal 2021, è stata protagonista della campagna Coco Neige, della borsa Chanel 22 e dei gioielli Coco Crush. Ora invece interpreta il Première Édition Original per Inez & Vinoodh in quelli che sono video (e scatti) d’autore. Da vedere qui.

    So chic

    Barbara Palvin è la nuova Ambasciatrice d’Eleganza Longines. Come non condividere la scelta? Nata a Budapest ma newyorkese d’adozione, Barbara solca le passerelle da quando era adolescente con stile innato. A dispetto dell’età, ha una lunga carriera: è stata Angelo di Victoria Secret, ha interpretato innumerevoli campagne ed è apparsa sulle copertine dei principali magazine di moda. Ma non è solo una modella: sa anche recitare. E poi è una filantropa… Perché l’eleganza, come la intende Longines, è fatta anche di valori.

    Sul green e non solo

    Altro salto Oltreoceano per Unimatic, che stavolta è atterrato a Tinley Park, Chicago – Illinois, per siglare una partnership con Bettinardi, uno dei marchi più rinomati nella produzione di putter e attrezzature varie per il golf. Dall’accordo sono scaturiti due orologi: il Modello Uno U1-BF e il Modello U1-BFN, entrambi con il quadrante personalizzato dal pattern e dal doppio logo, ed entrambi in edizione limitata di 50 esemplari. In vendita solo su l sito The Hive, sono andati sold out in pochissimo tempo. Quando si dice “andare in buca”…

    Cronache dell’orologeria… artigianale

    La Chronométrie Ferdinand Berthoud sbarca in Italia. E approda da Pisa 1940, che nel flagship store di via Verri 7, a Milano, avrà l’esclusiva per il nostro Paese. Il marchio storico di grande prestigio – incentrato sulla figura del maître-horologer vissuto nel XVIII secolo, autore di trattati di orologeria e creatore di esemplari da marina – è stato riportato in vita una decina d’anni fa da Karl Friedrich Scheufele (co-Presidente di Chopard). E ora vanta un esiguo catalogo di referenze complicate, di estrema qualità. Solo per pochi, in tutti i sensi…

    Da visitare

    Sempre a Milano, pochi giorni fa, Audemars Piguet ha inaugurato una nuova AP House, la 20a nel mondo. In via Bagutta, in pieno centro, all’interno dell’ex Garage Traversi recentemente restaurato, occupa una superficie di oltre 1600 metri quadri suddivisi su 5 piani. Il progetto, firmato Lissoni & Partner, vede gli ampi spazi organizzati fra sale espositive, in cui i pezzi storici convivono con quelli di produzione attuale, il tradizionale AP lounge, un intero piano dedicato agli orologiai e perfino un tetto panoramico sulla città.

    Imprese da record

    Secondo capitolo di Authentic Project, l’iniziativa che celebra le grandi imprese firmate Garmin. Dopo la storica, prima scalata invernale del Nanga Prabat realizzata da Simone Moro, ora è la volta del record (imbattuto) dell’ora su pista di Filippo Ganna, che l’8 ottobre 2022 ha percorso una distanza di 56,792 km nel Velodromo di Grenchen. Il progetto, che coinvolge il circuito di rivenditori Garmin, vedrà l’esposizione itinerante della sua Pinarello. E una strategia di pr e digital dedicata proprio al racconto dell’autenticità del Brand.

    Patriottico restyling

    Foto ThePhotografer CC BY-SA 4.0

    Iniziano proprio oggi i lavori di restauro del Vittoriano, il monumento a Vittorio Emanuele II meglio noto come Altare della Patria. Finanziati interamente da Bulgari, riguardano i gruppi scultorei sulla facciata, per i quali sono previsti interventi di pulizia, consolidamento e protezione dei marmi e dei bronzi (fino al ripristino della doratura originaria di questi ultimi). La Maison romana, non nuova in azioni di mecenatismo nella Capitale, ha messo sul piatto 240mila euro per ridare splendore a un simbolo dell’Italia intera. Grazie..

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2024: una selezione di novità

    L’abbiamo preannunciata nelle ultime Cronache dell’orologeria. La LVMH Watch Week 2024, il salone privato del Gruppo francese che si tiene in questi giorni a Miami, ha svelato una nutrita serie di novità. News che terranno banco nei prossimi mesi – almeno fino a Watches and Wonders Geneva, il momento clou dell’anno orologiero. Impossibile recensirle tutte in questa occasione. Abbiamo quindi cercato di individuare gli highlight della manifestazione, e di focalizzare la nostra attenzione su un solo esemplare per marchio. Quello più significativo, o che ci è piaciuto di più, oppure più rilevante dal punto di vista commerciale. Per altri magari troveremo spazi di approfondimento in futuro. Comunque li si può già vedere tutti sui social delle marche espositrici.

    Protagoniste della LVMH Watch Week 2024, come sempre, Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith hanno fatto gli onori di casa per un pubblico internazionale di addetti ai lavori. Ma questa edizione resterà memorabile perché per la prima volta annovera anche la presenza di Gérald Genta e Daniel Roth. Due marchi storici, acquistati da Bulgari nel 2000, e passati di mano a LVMH con l’acquisizione della Maison romana nel 2011. Di recente, il Gruppo ha trasferito entrambi a La Fabrique du Temps di Louis Vuitton, ovvero la squadra di tecnici e progettisti diretta da Michel Navas ed Enrico Barbasini (che si sono formati tra l’altro anche nell’atelier dello stesso Genta). Restano invece grandi assenti Louis Vuitton e Tiffany & Co., ma c’è già chi dice che li vedremo on stage il prossimo anno.

    Gli orologi di Gérald Genta e Daniel Roth alla LVMH Watch Week 2024

    E cominciamo proprio da loro, le marche eponime dei maestri orologiai che le hanno fondate. Oggi i brand Gérald Genta e Daniel Roth continuano a vivere in modo indipendente, anche se sono gestiti appunto da La Fabrique du Temps che è, per così dire, il loro braccio operativo. E ciascuno ha conservato la propria identità e la propria filosofia, come si può vedere proprio dalle novità presentate alla LVMH Watch Week 2024.

    In primis il Mickey Mouse. Se quarant’anni fa Mr. Genta stupiva tutti con il suo Topolino complicato, la novità di oggi ne riprende l’essenza e lo stile. La cassa ottagonale, i rintocchi sonori e le complicazioni – i capisaldi della Casa, secondo Navas – ritornano nel pezzo unico che avrebbe dovuto partecipare a Only Watch 2023. Il festoso Mickey Mouse mostra le ore saltanti e i minuti retrogradi, indicati dalla caratteristica mano guantata come vuole la tradizione, ma in più nasconde una ripetizione minuti. Notevole del resto il calibro GG-01 a carica manuale, di cui elenchiamo le caratteristiche nelle didascalie.

    Mentre da Daniel Roth il nuovo Tourbillon Souscription rende omaggio alla Ref. 2187/C187, la prima creazione realizzata dal Maestro nel 1989. E il design identico all’originale, solo leggermente riaggiornato nel gusto, conferma quanto i capolavori sappiano sopravvivere al trascorrere del tempo. La tipica cassa di forma – cosiddetta a doppia ellisse – presenta il tourbillon a un minuto con i secondi sulla gabbia riportati su una tripla scala, in posizione simmetrica rispetto alle indicazioni decentrate di ore e minuti. Anche qui è degno di nota il calibro a carica manuale DR001, sottile solo 4,6 mm. L’orologio verrà prodotto in una tiratura limitata di 20 esemplari.

    Le news di Bulgari e di Hublot

    Numerosi i lanci di Bulgari e Hublot alla LVMH Watch Week 2024. Il che ha reso ardua la nostra scelta, in entrambi i casi. Da Bulgari ci siamo trovati di fronte a un filo conduttore – l’oro giallo – che ci ha costretto a fare una prima scrematura fra maschili e femminili; e poi a una seconda, fra l’audacia del Bulgari Bulgari e quella del sempre meritevole Octo Finissimo. Da Hublot invece il dubbio era fra il futuristico MP-10, dall’inedita architettura meccanica, e l’esclusivo materiale del Big Bang Unico Saxem Green, che interpreta a modo proprio il colore protagonista del salone di Miami. Ecco dunque i prescelti.

    Nato sempre dalla penna di Gérald Genta, il Bulgari Bulgari nel 2025 spegnerà 50 candeline. E gli esemplari di quest’anno sono quindi un assaggio dei festeggiamenti che l’anno prossimo metteranno la collezione sotto i riflettori. Alla fine ci ha convinto di più la nuova versione con cassa in oro giallo e quadrante nero, dall’estetica d’impatto, sfacciatamente classica e immune alle mode. Anche per le dimensioni, quei 38 mm che non badano ai  generi e si adattano ai polsi di chiunque, e per il sottile movimento di manifattura, il calibro automatico BVL191.

    L’Hublot MP-10 Tourbillon Weight Energy System, invece, ha fatto sì tesoro di certi esemplari precedenti, ma è del tutto nuovo. Qualcosa di mai visto prima. Niente quadrante, niente lancette, le indicazioni di ore e minuti sono riportate su rulli, mentre quelle dell’autonomia e dei piccoli secondi si trovano su dischi. Altrettanto sorprendente il movimento automatico, dotato di tourbillon laterale e privo di massa oscillante, sostituita da un doppio sistema di carica verticale – come si evince dal nome. Cinque anni di sviluppo per una produzione di 50 esemplari, solo per pochi anche nel prezzo.

    Le novità di TAG Heuer e Zenith

    Più facile, in questa nostra rassegna sulla LVMH Watch Week, la selezione per le ultime due marche orologiere del Gruppo – esclusivamente in senso alfabetico, s’intende.

    TAG Heuer riesce a stupire tutti con la variante Dato del Cronografo Carrera. Che fa rivivere un raro modello creato da Jack Heuer, nel 1968, dall’estetica essenziale e dal movimento “ribaltato”. Sul quadrante pulito, decorato con una bella satinatura circolare, spicca un unico contatore per i minuti crono a ore 3, mentre il datario fa bella mostra di sé a ore 9. Completa il tutto l’ormai caratteristico glassbox, la cui curvatura scende dolcemente sulla carrure e mette in evidenza la scala a 1/5 di secondo sul réhaut. Ulteriore punto di forza, il colore: verde petrolio, spazza via ogni afflato nostalgico da amanti del vintage.

    Infine il Chronomaster Original Triple Calendar di Zenith. Un calendario completo con il senso della Storia: ma qui ci sta, visto che il celeberrimo El Primero era stato concepito originariamente proprio per accogliere questa complicazione, con tanto di fasi lunari (sebbene poi l’abbia avuta vinta il cronografo, molto più popolare). Diretto discendente dell’esemplare progettato nel 1969, il nuovo Chronomaster ha anche un design fedele al mitico A386, con le indicazioni del mese e del giorno in piccole finestrelle (che hanno fatto mugugnare i presbiti) e le fasi di luna integrate al contatore dei minuti crono. Due le versioni di quadrante: panda, la nostra preferita, e grigio ardesia, cui si aggiunge una referenza boutique. Verde, naturalmente.

  • I 7 orologi per l’inizio del 2024. Come sono e cosa fanno

    I 7 orologi per l’inizio del 2024. Come sono e cosa fanno

    Orologi artigianali, realizzati in piccole serie. O industriali, ma prodotti in edizione limitata. Ecco come sono – secondo noi – gli esemplari del momento, quelli da avere e da indossare in questo periodo, per cominciare il nuovo anno con il polso giusto… pardon, con il piede giusto. Qui di seguito trovate quindi i 7 orologi per l’inizio del 2024, scelti in modo trasversale alla tipologia e ai segmenti di mercato, ma con singole peculiarità. Perché ciascuno di noi ha i propri gusti e il proprio budget di spesa, e qui vogliamo solo dare qualche suggerimento… Poi, chiaro, qualsiasi modello rientri nel tema va sempre bene.

    L’importante è capire il concetto. Vogliamo puntare su qualcosa di raro ed esclusivo (nei limiti di ciò che è possibile per ciascuno di noi), qualcosa che ci faccia sentire in qualche modo speciali. Perché ognuno vale, ognuno è importante. Ma non solo. I 7 orologi per l’inizio del 2024 sono anche in un certo senso – come dire? – propiziatori: ci possono dare la giusta carica, la giusta energia per affrontare quello che verrà. No, aspetta, non siamo diventati superstiziosi: nessun potere magico, nessun valore apotropaico, niente del genere aglio fravaglio fattura ca nun quaglia… 😉 I 7 orologi per l’inizio del 2024 servono per farci sentire bene con noi stessi: per credere in noi, avere fiducia in ciò che siamo e che siamo in grado di fare. Sono un po’ come iniezioni di autostima, che aiutano nel predisporci al meglio per gli impegni e le sfide che ci aspettano.

    E poi mandano messaggi, per chi li sa cogliere. Parlano di noi, raccontano che tipi siamo: ciò che ci piace, ciò che possiamo permetterci e ciò che sappiamo scegliere. In pratica dimostrano il nostro senso estetico e il nostro stile, se siamo persone sportive o eleganti, raffinate o essenziali. Rivelano anche il nostro potere d’acquisto, le nostre possibilità economiche. Ma soprattutto esprimono la nostra cultura orologiera, quanto sappiamo e quanto siamo preparati nella nostra passione per il mondo delle lancette. Ecco perché i 7 orologi per l’inizio del 2024 sono così importanti…

    p.s. Qui sotto trovate le nostre scelte, ma non intendetela come una top seven: i 7 orologi per l’inizio del 2024 sono disposti semplicemente in ordine alfabetico.

    BULGARI Aluminium Gran Turismo
    Cassa (41 mm) in alluminio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro B381 (base Sellita e modulo Dubois-Depraz), cronografo con secondi continui e datario. Quadrante laccato, lancette luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, lunetta in caucciù, fondello in titanio Dlc nero personalizzato, cinturino in caucciù con link in alluminio. Edizione limitata di 500 esemplari, 5.200 euro.

    CYRUS WATCHES Klepcys DICE Saffron
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYR718 di manifattura, con autonomia di 55 ore, doppio cronografo indipendente, secondi continui. Quadrante ajouré, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in cordura. Edizione limitata 50 esemplari, 40.850 euro.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date “Golden Bay”
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 37-02 di manifattura, con spirale in silicio, indicazione dell’autonomia di 70 ore, cronografo con funzione flyback, secondi continui e grande datario. Quadrante in lacca, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, bracciale in acciaio con sistema di regolazione. Edizione limitata di 100 esemplari, 17.200 euro.

    IWC Big Pilot’s Watch 43 Tourbillon Le Petit Prince
    Cassa (43 mm) in Armor Gold, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 82095 di manifattura, con autonomia di 80 ore, sistema di ricarica Pellaton, massa oscillante in oro a forma di Piccolo Principe sul Pianeta, dispositivo tourbillon. Quadrante soleil, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle. Edizione limitata di 300 esemplari, 85.400 euro.

    NORQAIN Wild One Oro 42 mm
    Cassa (42 mm) in oro rosso e titanio sabbiato, impermeabile fino a 20 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro NN20/1 realizzato in esclusiva da Kenissi, con autonomia di 70 ore. Quadrante inciso al laser, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello in vetro zaffiro, cinturino in caucciù effetto maglia milanese. Edizione limitata di 99 esemplari, 11.950 franchi svizzeri.

    UNIMATIC X MASSENA LAB Modello Cinque ref. U5S-ML Cassa (36 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW200-1, con datario. Quadrante mat, lancette luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello inciso, in vendita con due cinturini in poliuretano termolastico, nero o giallo. Edizione limitata di 300 esemplari, 995 dollari.

    VULCAIN Skindiver Lagoon x Ocarat
    Cassa (38,3 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 20 bar. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta 2824. Quadrante bombato, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica, vetro zaffiro bombato, cinturino in pelle effetto carbonio. Edizione limitata di 50 esemplari, 1.500 euro. In consegna a febbraio.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/01/2024

    Primo appuntamento con le Cronache dell’orologeria del 2024. L’anno è appena iniziato, ma ha già fornito alcune interessanti notizie orologiere: cambi al vertice, sponsorizzazioni sportive e spetegulèss vari (tipo “chi indossa cosa”)… Puntualmente registrate dalle nostre Cronache dell’orologeria, fra il serio e il faceto. Buona lettura.

    Promoveatur ut amoveatur?

    Cambi di poltrone da LVMH. Frédéric Arnault, secondogenito del patron Bernard, è stato nominato Ceo di LVMH Watches (ruolo creato ad hoc). Lascia dunque le redini di TAG Heuer, che deteneva dal 2020, per la supervisione di Hublot, Zenith e TAG Heuer, ma dovrà rispondere a Stéphane Bianchi, già a capo della divisione Watches & Jewelry. Il nuovo Ceo di TAG Heuer è invece Julien Tornare, dal 2017 Ceo di Zenith. Mentre il nuovo Ceo di Zenith sarà Benoit de Clerck, in arrivo da Richemont Group. Vedremo presto le prime ripercussioni…

    Tra le sabbie dell’Arabia…

    Il Rally Dakar è partito il 5 gennaio ed è già al centro della cronaca, per la gara avvincente come per i primi incidenti. A noi interessa perché, per il quarto anno consecutivo, affida il ruolo di cronometrista ufficiale a Rebellion. Che, oltre a registrare i ritmi serrati dei concorrenti, ha presentato puntuale anche due orologi dedicati: il Predator Chrono Dakar 2024 (accanto) e il Predator 2.0 3 Hands Dakar (in alto). Due automatici con la cassa XL in fibra di carbonio e i colori del deserto. Realizzati in 15 esemplari, estremi come la corsa…

    … e i ghiacci dell’Antartide

    Per testare il 1858 Geosphere 0 Oxygen South Pole Limited Edition, Montblanc ha partecipato all’Antarctic Ice Marathon, durissima gara che si è svolta ai piedi dei monti Ellsworth lo scorso dicembre (ma è stata comunicata solo oggi), a una latitudine di 80° Sud, non lontano dal Polo. Al polso del Managing director Laurent Lecamp e dell’alpinista ambasciatore Simon Messner (sì, il figlio di Reinhold), l’orologio ha sfidato le rigidissime temperature locali e ha continuato imperterrito la propria marcia. Bene così.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Proprio ieri a Los Angeles si è tenuta l’81a edizione dei Golden Globes, con il solito contorno di gossip e di glamour. Tanti gli orologi avvistati fra il tappeto rosso e la cena di gala al Beverly Hilton Hotel: Robert Downey Jr, per esempio, indossava un Reverso di Jaeger-LeCoultre, Will Farrell un Omega Seamaster 007 (accanto), Barry Keoghan un altro Omega Seamaster Aqua Terra di gioielleria, Timothée Chalamet un preziosissimo Crash de Cartier, Ryan Goslin un TAG Heuer Carrera Date, Simu Liu un Vacheron Constantin Patrimony Day-Date…

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    Sempre ai Golden Globe, i più attenti hanno notato anche un Louis Vuitton Tambour al polso di Bradley Cooper, un Serpenti (haute joaillerie) di Bulgari sfoggiato da Selena Gomez, un Tag Heuer Carrera Chronograph portato da Kieran Culkin e un IWC Portugieser Automatic su John Krasinski (accanto). Sempre a proposito di IWC, un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe” è apparso a un recente evento in West Hollywood, sotto il bomber griffatissimo di Barry Keoghan. Che evidentemente ogni giorno cambia orologio…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • 75 Years of Infinite Tales, i Serpenti di Bulgari in mostra

    75 Years of Infinite Tales, i Serpenti di Bulgari in mostra

    Un motivo millenario, una collezione mitica, un gioielliere estroso. Sono i componenti di base della mostra 75 Years of Infinite Tales, organizzata da Bulgari a Milano per celebrare l’anniversario della collezione Serpenti. Aperta dall’11 ottobre al 19 novembre al Dazio di Levante di piazza Sempione, ripercorre appunto la storia dei preziosi esemplari del gioielliere romano, ma va oltre la semplice retrospettiva. Perché da un lato arriva fino alle produzioni contemporanee, e dall’altro trasforma i Serpenti in tema per inedite interpretazioni d’artista.

    Antichi rettili

    A titolo informativo, va detto che il soggetto del serpente nel mondo della gioielleria non è un’invenzione di Bulgari. Risale invece alle civiltà più antiche – l’Antico Egitto, la Grecia classica, la Roma imperiale –, dov’era visto come simbolo di saggezza, di vita ed eternità, onnipresente sia con funzione ornamentale che apotropaica (capace cioè di scacciare gli influssi negativi e le forze del male).

    Abbandonato nel Medioevo, quando assume una valenza satanica, il rettile ritorna solo a metà Ottocento, sotto forma di bracciali e collane dalle maglie flessibili. Ma è soprattutto l’Art Nouveau a riportarlo in auge come elemento decorativo ricorrente, esaltato nei modi più disparati e spesso riprodotto con smalti e gemme di colore. Poi, nella seconda metà del Novecento, il serpente diventerà l’animale feticcio di Bulgari.

    I primi Serpenti

    Il gioielliere romano infatti lo fa suo a partire dalla fine degli anni Quaranta come sviluppo del Tubogas – quella peculiare lavorazione artigianale composta da sottili fili d’oro, trafilati a U e accoppiati l’uno all’altro capovolti, a formare una fascia tubolare simile a quella delle vecchie condutture del gas. Gli archivi della Maison però non contengono documenti al riguardo, quindi è difficile fornire un’esatta datazione degli esordi.

    I primi orologi comunque risultano estremamente stilizzati. Cassa e quadrante a vista su un’estremità a rappresentare la testa, il corpo avviluppato su più giri attorno al polso e il movimento meccanico a carica manuale realizzato dalle grandi manifatture dell’epoca: Jaeger-LeCoultre, Vacheron Constantin, Audemars Piguet… Da sottolineare il senso di continuità fra quei pezzi esposti nelle vetrine di 75 Years of Infinity Tales e i Serpenti Tubogas di oggi.

    I favolosi Sixties

    Negli anni Sessanta però la forma degli orologi-serpenti di Bulgari si evolve e diventa più realistica. L’intera struttura si riveste di squame ispirate a quelle esistenti in natura, formate da minuscole lastre d’oro prodotte a mano e accostate fra loro con perni anch’essi in oro, saldati o avvitati. All’interno, una molla in oro bianco li rende flessuosi, all’esterno sono rivestiti di smalti policromi e in un secondo tempo anche di gemme preziose.

    Si tratta in effetti di montre-à-secret: la testa del serpente cela la cassa con il movimento, mentre il quadrante diventa visibile quando si apre un coperchio incernierato sulla parte superiore. All’inizio del Decennio comunque gli esemplari sono soprattutto in oro giallo, con la testa e la coda tempestate di diamanti. Ne è un esempio l’orologio di Liz Taylor, immortalato al polso dell’attrice sul set del film Cleopatra in una foto del 1962.  

    Sì, perché fra gli anni Sessanta e Settanta i Serpenti di Bulgari diventano un must per dive e divine dell’epoca, che li sfoggiano nelle occasioni mondane e nella vita privata, sia in versione orologio sia come gioielli. Memorabile rimane per esempio la lunga cintura in oro e smalto bianco e rosa commissionata da Diana Vreelend, indimenticabile direttrice di Vogue America e riconosciuta regina della moda. Indossata come collana, è resa celebre da Benedetta Barzini in uno scatto di Gian Paolo Barbieri per la rivista della Condé Nast nel 1968.

    Tempi moderni

    Impossibile ripercorrere qui il susseguirsi di stili e di modelli realizzati da Bulgari nel tempo: i Serpenti Tubogas degli anni Ottanta, i pezzi sfoggiati da Sophia Loren e Grace Jones nei Novanta, le rivisitazioni dei primi anni Duemila… Più di tante parole, vale una visita alla mostra milanese: che – come spiega bene il titolo, 75 Years of Infinite Tales – evoca gli infiniti racconti di cui sono protagoniste le creazioni della Maison.  

    Devo però almeno citare la modernissima rivisitazione che ne dà – a partire dal 2009 – Fabrizio Buonamassa Stigliani, il cui design incisivo accentua la valenza geometrica nelle maglie e nel capo del rettile. E le nuove versioni di Alta Gioielleria svelate per la prima volta proprio in occasione della mostra 75 Years of Infinite Tales. Come la collana Mediterranean Mystic Serpenti, un pezzo unico in oro bianco con smeraldi e ametiste dal taglio buff top, in cui il rettile racchiude uno spettacolare smeraldo colombiano di oltre 10 carati.

    Ovviamente non ho ancora avuto modo di vedere la nuova collezione. Ma mi aspetto qualcosa di simile alla collana Hypnotic Emerald indossata da Zendaya (che è ambasciatrice di Bulgari) al Festival di Venezia del 2021. Non nel senso dell’estetica (ogni pezzo unico vive di vita propria), ma in quello dell’importanza della creazione… In questo senso, se siete appassionati di gioielleria e volete rifarvi gli occhi, l’esposizione milanese è un’occasione da non perdere.

    75 Years of Infinite Tales, un’esposizione a 360°

    C’è da dire però che 75 Years of Infinite Tales non comprende solo l’esposizione di esemplari vintage e pezzi attuali. La mostra è un evento interattivo che offre esperienze multisensoriali. Vi si trovano per esempio l’Experience room e l’Infinity Room, stanze immersive con immagini in 3D in cui si potrà scoprire il mondo dei Serpenti. O il Cinemino in cui sarà proiettato il docu-film Inside the Dream, che racconta la vita di un pezzo di alta gioielleria, dalla nascita con la ricerca delle pietre fino al red carpet.

    Concludo infine con un cenno sulla Serpenti Factory. Un’iniziativa in cui Bulgari ha coinvolto sei artisti contemporanei internazionali per interpretare il tema dei Serpenti. Le opere di Quayola, Sougwen Chung, Daniel Rozin, Cate M Mercier, Fabrizio “Bixio” Braghieri e Filippo Salerni creeranno quindi una sorta di galleria monotematica, ciascuna con il proprio mezzo espressivo e la propria personalissima visione.

    Al di là della collaborazione contingente, tuttavia, l’excursus artistico di Bulgari avrà un seguito. Darà di sicuro ai creativi della Casa la possibilità di captare nuovi spunti e idee, di prendere ispirazione per gli sviluppi futuri della collezione. Perché è chiaro che i racconti infiniti sui Serpenti non si esauriscono certo in questi primi 75 anni…

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 15/09/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 15/09/2023

    Aste, mostre, corse d’auto, inaugurazioni di negozi… Al centro delle Cronache dell’orologeria di questa settimana ci sono gli eventi, selezionati per voi fra una serie di notizie e comunicati che confermano la vitalità del settore. Unica eccezione una curiosità, apparsa su Instagram e poi rimbalzata sui giornali, troppo ghiotta per essere tralasciata: se si avverasse, potrebbe essere the next big thing del prossimo futuro. Le Cronache dell’orologeria in fondo servono anche a farvi conoscere i pettegolezzi che girano nell’ambiente… Buona lettura.

    Imagine…

    Poco prima di morire, per il suo 40° compleanno, John Lennon ricevette in regalo da Joko Ono un Patek Philippe 2499 Cronografo con calendario perpetuo. Poi l’orologio sparì, pare rubato dall’autista turco, per riapparire nel 2014 nelle mani di un collezionista italiano di base a Hong Kong, che lo voleva far stimare da una casa d’aste di Ginevra. Dall’indagine sulla provenienza si risalì a Yoko Ono, che iniziò una battaglia legale contro il collezionista…

    – il quale dichiarò di averlo acquistato in buona fede da una casa d’aste tedesca (ora chiusa). Lo scorso 7 giugno, il Tribunale di Ginevra ne attribuisce la proprietà a Yoko Ono. La sentenza è pubblicata una settimana fa sul profilo Instagram di Arthur Touchot, manager di Phillips Auctioneer, il primo a ricicciare la faccenda. Vi immaginate cosa accadrebbe se il Patek di John Lennon fosse di nuovo messo all’asta? Potrebbe essere battuto per una cifra da capogiro, potrebbe battere il record del Rolex Paul Newman… Immaginate…

    Orologi giramondo

    FPJourne x Only Watch Chronomètre Furtif Blue

    Il 6 settembre è partito da Los Angeles il tour mondiale di Only Watch 2023. Che toccherà le maggiori capitali internazionali, dall’America all’Europa attraverso l’Asia e il Medio Oriente: New York (dove la collezione è esposta in questi giorni), quindi Hong Kong, Bangkok, Singapore, Dubai, e infine Ginevra, per l’asta di Christie’s del 5 novembre. Ma la tappa più vicino a noi è Montecarlo, dal 27 al 30 settembre, durante il Monaco Yacht Show. Se siete collezionisti, andateci: l’eccezionale raccolta di 62 prototipi e pezzi unici vi farà venire l’acquolina in bocca…

    Duplice impegno

    Un weekend impegnativo, questo, per Locman. Che, in veste di partner e cronometrista ufficiale, si deve sdoppiare su due fronti: il Gran Premio Nuvolari da un lato e dall’altro il Rallye Elba Storico. Come avevamo preannunciato, infatti, esordisce alla 33a edizione della gara di auto d’epoca mantovana, dove premierà l’equipaggio vincitore con un Montecristo Cronografo Automatico. Mentre, al 35° Trofeo cui presta il nome, riconferma il legame con il territorio e offre un esemplare personalizzato in edizione limitata. Mica male…

    Rarità storiche

    Foto Sotheby’s courtesy Science Museum London

    Il Clockmakers’ Museum del Science Museum di Londra ha inaugurato un nuovo programma di esposizioni annuali con la mostra Abraham-Louis Breguet: The English Connection, aperta fino all’8 settembre 2024. Realizzata in occasione del bicentenario della morte del genio dell’orologeria, che ricorre proprio nel 2023, ne racconta i rapporti con la clientela inglese altolocata e l’amicizia con John Arnold. Una ventina i capolavori esposti, fra cui l’esemplare n° 1297 (nella foto), un tourbillon a 4 minuti venduto nel 1808 a re Giorgio III. Da vedere.

    Meraviglie subacquee

    Sono stati annunciati ieri, con molto anticipo rispetto al consueto calendario, gli Ocean Photography Awards 2023. Che vedono Blancpain nel ruolo di partner – ormai è una tradizione – nonché di title partner di un premio in particolare. Vincitrice del primo premio è la fotografa cinese Jailin Cai, che ha ritratto un Nautilus di carta alla deriva su un bastone di legno (nella foto, un dettaglio). Mentre il Female Fifty Fathoms Awards è stato assegnato alla fotografa spagnola Merche Llobera. In gara immagini mozzafiato, come sempre. Da vedere

    Pezzi d’arte

    La collezione Serpenti quest’anno spegne 75 candeline. E Bulgari la celebra con la mostra 75 Years of Infinite Tales, che ne ripercorre la storia. Unica tappa europea: Milano, dall’11 ottobre al 19 novembre. Dove saranno esposti sia pezzi notevoli del passato, provenienti dagli archivi della Casa e da raccolte private, sia creazioni contemporanee e perfino modelli inediti. Non solo. Nella Serpenti Factory si troveranno le opere a tema realizzate da artisti di fama internazionale. N.B. La visita si può prenotare da oggi sul sito ufficiale. Organizzatevi, merita…

    Shopping sotto la Madonnina

    Si è svolta ieri l’inaugurazione ufficiale della nuova boutique milanese di Tudor. Aperta lo scorso giugno con la Gioielleria Ronchi, partner di lunga data del Brand ginevrino, si trova in via Manzoni 23, all’interno del famoso Quadrilatero della moda. Ed è uno spazio su tre piani, con tanto di zona lounge e minibar interno, che riflette negli arredi e nei colori (nero, bianco e rosso) l’identità Tudor. Durante l’evento è stato anche presentato il nuovo Pelagos FXD, che rende omaggio agli esemplari d’epoca per la US Navy. Ma questa è un’altra storia.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità…

  • Oroscopo di luglio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di luglio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Rieccoci puntuali, come all’inizio di ogni mese, a considerare gli influssi astrali un po’ per gioco e un po’ per davvero, a interrogare le stelle per le consuete predizioni orologiere. Quindi, cosa ci riserva l’oroscopo di luglio 2023?
    Per prima cosa chiediamo aiuto all’Astronomia, analizzando la situazione del cielo nell’intero mese ed esplorando come essa andrà a riflettersi sui nostri destini. Poi scopriremo quale esemplare interpreta meglio la situazione di ogni singolo segno dello Zodiaco.

    I transiti planetari

    Luglio sarà un mese caratterizzato da tanti moti retrogradi. I pianeti più lontani dal Sole, dal moto assai lento – in particolare Saturno, Nettuno e Plutone -, proseguono nel loro moto inverso, rispettivamente nei segni dei Pesci, Nettuno anche’esso nei Pesci (che peso!) e Plutone in Capricorno. Un’inversione significativa sarà quella di Venere, che dopo il moto diretto attivo fino al 23 luglio, cambierà direzione per ritornare sui suoi passi nel segno del Leone.
    I pianeti veloci ci riservano anche’essi mutamenti interessanti. Marte il 10 luglio passerà dal segno del Leone a quello della Vergine, mentre Mercurio dal proprio domicilio in Cancro sino all’11 luglio passerà nel Leone, per poi spostarsi in Vergine il giorno 28 dello stesso mese.
    Interessante notare la persistenza di Giove in Toro: avrà forte influenza, come sempre quando due calibri simili si rinforzano a vicenda.
    Passiamo ora ad esaminare cosa succede segno per segno, in questo oroscopo di luglio 2023.

    Ariete

    Mese propizio, tendenzialmente molto favorevole per i nati sotto il segno dell’Ariete, in particolare per chi ricopre mansioni al servizio della Pubblica Amministrazione. Buoni influssi per gli studenti, i docenti e i ricercatori che si apprestano a godere del meritato riposo. Positività anche sul fronte delle finanze personali, a patto che facciate sempre attenzione, per il vecchio principio di non abbassare mai la guardia. Salute complessivamente buona, forse qualche problema minore, come emicrania o un poco di stanchezza. Preparatevi a “staccare” con un orologio che sa di vacanze e sprizza “estate” da tutti i pori – o, meglio, dalle lancette al cinturino…

    SWATCH Neon to the Max
    Cassa in plastica di origine biologica. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante in colori contrasto, vetro in plastica, cinturino in plastica di origine biologica. 150 euro.

    Toro

    Per i nati in Toro, luglio si apre sotto i migliori auspici sul fronte economico. Soprattutto nella seconda metà del mese però sarà meglio evitare discussioni con i superiori o in generale con le istituzioni. Qualche spesa inattesa potrebbe rendersi necessaria. Bene la salute, che non potrà che trarre beneficio da una maggiore attenzione verso una dieta sana e dal continuare, per chi già lo pratica, l’esercizio fisico costante. Le relazioni umane si consolideranno grazie alla presenza di Giove nel vostro segno. Per chi è impegnato in una relazione sentimentale, un consiglio: in caso di problemi, parlatene pacatamente con il partner e ascoltatene con attenzione le ragioni. Rinsaldate l’armonia di coppia regalandovi un pair watch.

    ZENITH Defy Skyline Boutique Edition
    Cassa (41 o 36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura: rispettivamente El Primero 3620 ad alta frequenza con 60 ore di autonomia, contatore al 10° di secondo e datario; Elite 670 con datario. Quadrante soleil motivo “volta stellata”, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in acciaio – intercambiabile con cinturino in caucciù. 9.400 e 9.100 euro.

    Gemelli

    Mese interessantissimo, ma anche molto intenso, quello che si prospetta per i nati sotto il segno dei Gemelli. A cominciare dal lavoro e dai guadagni, che sono sotto buon auspicio ma richiederanno impegno, costanza e assiduità. L’oroscopo di luglio segnala miglioramenti in vista anche per quanto riguarda vecchi problemi di salute: approfittate della situazione astrale e cercate di dare una svolta a tutti quegli acciacchi che finora avete trascurato. È il momento buono. Amici, parenti e partner saranno ben disposti verso di voi: il consiglio (ovvio) è quello di contraccambiare, per poter consolidare affetti e sentimenti verso il vostro network di relazioni. Dotatevi di un conversation piece che possa essere oggetto di lunghe chiacchierate.

    Foto di sfondo Andrés Gomez courtesy Unsplash

    BULOVA Lunar Pilot
    Cassa (43,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo, calibro NP20 HPQ brevettato, ad alta frequenza (262 kHz), cronografo con secondi continui. Quadrante opaco con contatori azuré, lancette e indici luminescenti, réhaut con scala tachimetrica, bracciale in acciaio. 579 euro.

    Cancro

    Un mese complesso per i nativi del Cancro. Per quanto riguarda lavoro e affari, difficoltà impreviste potrebbero ostacolare il raggiungimento di obiettivi che forse avevate dato per scontati. Attenzione a chi vi circonda, specie se si dichiara palesemente vostro amico e alleato. Il momento di passaggio di Mercurio dal Cancro al Leone, il giorno 11, sarà particolarmente critico. Grazie al Cielo, la situazione sarà positiva per la salute, anche se dovrete prestare attenzione a qualche problema tra le persone a voi più vicine. Relazioni sentimentali e amicizie suscettibili di potenziali fraintendimenti: chiariteli subito, per evitare che un piccolo dissidio si tramuti in un’inutile frattura. Procuratevi un orologio che sembra avere occhi per tutto…

    MB&F HM8 Mark 2
    Cassa (47 x 41,5 x 19 mm) in titanio grado 5 con CarbonMacrolon®, bianco oppure verde (foto in alto). Movimento meccanico a carica automatica, base Girard-Perregaux, con rotore ad alabarda spaziale e modulo delle ore saltanti bidirezionali e dei minuti scorrevoli, sviluppato in casa. Prismi in vetro zaffiro rilfettente con lente di ingrandimento integrata, vetro zaffiro, cinturino in pelle di vitello. 73mila franchi svizzeri.

    Leone

    Fortissimi i nati sotto il segno del Leone, dice l’oroscopo di luglio, grazie alla loro creatività che sarà contrassegnata da una buona stella. Segnali di successo vi giungono dagli astri, ma vi mettono anche in guardia verso scelte troppo anticonservative. Cautela ma fiducia, quindi. Fino alla metà del mese salute eccellente, qualche strana sensazione di irrequietezza nelle due settimane seguenti, forse dovuta anche al carico di stress accumulato nel primo semestre. Una buona vacanza rimetterà tutto a posto. Amicizia e sentimenti anch’essi senza particolari problemi, anzi, in ulteriore miglioramento dopo metà mese. Se stavate pensando di fare qualche passo importante, è giunto il momento. Suggellate l’occasione con un esemplare altrettanto importante.

    PATEK PHILIPPE Golden Ellipse Ref. 5738P
    Cassa (34,5 x 39,5 mm x 5,9 mm di spessore) in platino. Movimento meccanico a carica automatica ultrapiatto, calibro 240 di manifattura. Quadrante soleil in oro, vetro zaffiro, fodello chiuso personalizzabile da un’incisione, cinturino in pelle di alligatore. 59.620 euro.

    Vergine

    Un mese caratterizzato da influssi altalenanti per le finanze e gli interessi lavorativi. Si alterneranno momenti positivi e negativi, anche se la fine del mese dovrebbe sorprendervi con buone novità. Salute tendenzialmente buona, possibili problemi di insonnia nella prima quindicina, anche correlati ai pensieri sui problemi economici appena descritti. Tenetevi stretti gli amici veri: potreste avere piccoli, non gravi screzi con il vostro partner – e il consiglio di un amico, che aiuterà a vedere le cose da un’altra prospettiva, si rivelerà prezioso. Siate meno impulsivi e irruenti anche se le situazioni e le persone vi porterebbero a cercare sfogo immediato. Scaricate l’aggressività nell’orologio: tutto nero, capace di osare, davvero pronto a tutto.

    Foto di sfondo Rob Martinez courtesy Unsplash

    IWC Pilot’s Watch Chronograph 41 Top Gun
    Cassa (41,9 mm) in ceramica, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce per la protezione dai campi magnetici. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6938 di manifattura, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato antidecompressione, fondello inciso, cinturino in caucciù, intercambiabile (sistema EasX-Change). 10mila euro.

    Bilancia

    L’oroscopo di Luglio 2023 consiglia ai Bilancia di avere pazienza: qualche disappunto possibile sul lavoro, per chi fa il dipendente; mentre i segnali sono positivi per chi è imprenditore, su piccola o grande scala. State alla larga dalla tentazione di prendere decisioni d’impulso. Mese senza particolari problemi di salute, forse qualche disturbo alla pelle e la necessità di curare l’alimentazione. Non indulgete in cibi spazzatura, anche se vi attraggono, e non lasciatevi tentare (magari dalla compagnia) a strafare. Per tutti: equilibrio, equilibrio, equilibrio. Siete della Bilancia, non scordatelo. Amici e amore stabili: le stelle saggiamente raccomandano di mostrarvi per come siete realmente. Farà al caso vostro un orologio in grado di mettersi letteralmente a nudo…

    BELL & ROSS BR 05 Skeleton Golden
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica scheletrato, calibro Br-Cal322 base Sellita 300-1a. Quadrante trasparente color oro, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale integrato in acciaio. 6.900 euro.

    Scorpione

    Mese ricco di prospettive per i nativi dello Scorpione: potenziali guadagni, molto interessanti, ai quali però dovrete contrapporre fermezza per non essere tentati, sulla scia dell’entusiasmo, di indulgere a spese inutili e stravaganti. Salute positiva: qualche rischio di dolori allo stomaco, quindi attenzione al cibo e soprattutto non fatevi tentare dalle bevute in compagnia. Bene i rapporti con parenti e amici. Per chi è impegnato stabilmente, nuovi elementi entreranno a consolidare ulteriormente la relazione. Possibilità in vista per chi è single – e magari non vorrebbe esserlo più. Affrontate nuovi contatti con cautela, ma al tempo stesso sincerità, soprattutto nei primi approcci. Indossate un “solo tempo” essenziale, leggero, nitido, incisivo.

    Bulgari Aluminium
    Cassa (40 mm) in alluminio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argenté, corona e lunetta in caucciù, vetro zaffiro, cinturino in caucciù con raccordi in alluminio. 3.200 euro.

    Sagittario

    L’oroscopo di luglio 2023 prevede buone nuove e consolidamento di situazioni positive per i nati sotto il segno del Sagittario. Non ci sono novità particolari, tendenzialmente tutto procede in modo positivo. Buona anche la salute: attenzione a qualche piccola noia verso l’ultima decade del mese. Non trascurate nei, dolori articolari o fastidi vari: se dovessero presentarsi, andate subito a farvi controllare da uno specialista. Tranquille le relazioni con gli amici e la famiglia. Serenità tra le mura domestiche e per chi è alla ricerca dell’anima gemella: la disposizione astrale è particolarmente favorevole. Mettetevi in luce con un esemplare capace di catturare l’attenzione.

    SPEAKE-MARIN Dual Time Pink
    Cassa (42 mm) in titanio grado 5 Dlc nero. Movimento meccanico a carica automatica, calibro SMA02 di manifattura, con micro-rotore decentrato, secondo fuso orario, piccoli secondi e datario con indice ad andamento retrogrado. Quadrante traforato color Pantone 700C, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 28 esemplari, 42.578 euro.

    Capricorno

    La prima metà di Luglio porterà ai Capricorno risultati positivi, talvolta inattesi. Avanti tutta, quindi, sempre con intelligenza e senza mai farvi travolgere da sentimenti di onnipotenza. Il lavoro costante e l’impegno saranno premiati. Attenzione invece per tutto il mese ai segnali del vostro corpo: non sottovalutate l’improvviso insorgere di disturbi o l’eventuale peggioramento di sintomi. Nel caso, sottoponetevi a un buon check-up. Prime due settimane nella più totale tranquillità con il partner, qualche screzio nelle seguenti. Correte ai ripari usando tutta la vostra diplomazia e ricordatevi che fare sentire all’altro quanto sia importante per voi è sempre un’arma vincente. Evocate una full immersion nel vostro rapporto con un bel subacqueo.

    TUDOR Black Bay
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro MT5602-U di manifattura, con 70 ore di autonomia; certificato cronometro dal Cosc e Master Chronometer dal Metas. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio anodizzato, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. 4.360 euro.

    Acquario

    Per i nati sotto il segno dell’Acquario l’oroscopo di luglio preannuncia qualche difficoltà, fortunatamente superabile. Ostacoli professionali per chi lavora in aziende od organizzazioni, profitti un po’ deludenti per chi si occupa di affari. Tenete duro: lavorare sodo è l’imperativo di questo mese. Ovviamente, tutto questo si rifletterà sullo stato di salute: bruciori di stomaco, emicranie, mal di schiena dipendono dallo stress che andrete accumulando. Famiglia e relazioni soffriranno nel vedervi irascibile, irritato, stanco: gli amici veri capiranno, e aprir loro il vostro cuore sarà di grande conforto. Cercate di scaricare giorno per giorno la carica energetica negativa con l’attività fisica: procuratevi uno smartwatch che vi aiuti a monitorare la situazione.

    GARMIN epix Pro (Gen 2) Standard edition 42 mm
    Cassa (42 mm) in polimeri fibrorinforzati, impermeabile fino a 10 atm. Autonomia fino a 10 giorni, funzioni per corsa, golf, fitness, attività ricreative all’aperto, sport acquatici e di squadra, allenamenti animati, sci e mountain bike; monitoraggio della salute; navigazione Gps, torcia elettrica integrata e tanto altro. Display Amoled da 1,2″, touchscreen, ghiera e fondello in acciaio, Corning Gorilla Glass, cinturino in silicone. 949,99 euro.

    Pesci

    Le stelle suggeriscono ai Pesci di chiudere la saracinesca sulle attività quotidiane e prendersi un periodo di meritato riposo. Per chi si occupa di business, qualche ostacolo inatteso nella prima metà del mese ma situazione in netto miglioramento dopo il 15. Sempre nelle prime settimane, complici proprio le tensioni lavorative, la salute non sarà eccellente. Appena tutto migliorerà gli acciacchi scompariranno. In famiglia vi troverete coinvolti in qualche problema che metterà alla prova la vostra pazienza: calma e obiettività siano le vostre armi. Non lasciatevi manipolare: siate disponibili, ma non fatevi coinvolgere in giochi stabiliti dagli altri, in cui non siete che una pedina nella loro scacchiera. Affermate la vostra sicurezza con un esemplare dalla forte personalità.

    GLASHÜTTE ORIGINAL Seventies Chronograph Panorama Date
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 37-02 di manifattura, con indicazione dell’autonomia di 70 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback e grande datario. Quadrante sfumato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. 16.500 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/04/2023

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/04/2023

    Non solo Watches & Wonders Geneva. In concomitanza con il Salone, la settimana scorsa, nella Svizzera delle lancette è successo un po’ di tutto: le marche hanno presentato nuovi ambasciatori, stretto alleanze, creato eventi, lanciato novità da polso e non solo. Ecco quindi le nostre consuete Cronache dell’orologeria. Per raccontarvi i fatti salienti, spettegolare un po’, tenervi aggiornati con le nostre notizie brevi – onde evitare che l’occhio fisso sulla fiera appena conclusa vi abbia fatto perdere qualcosa. Le Cronache dell’orologeria sono fatte per voi. Buona lettura!

    È qui la festa?

    Domenica 26 marzo, mentre il mondo si spostava a Ginevra, l’orologeria che conta si è ritrovata in una splendida fattoria fuori città per il lancio di un nuovo marchio: Biver Watches. Posizionato nel segmento dell’alto di gamma che più alto non si può, il brand dell’omonimo Jean-Claude, realizzato con il figlio Pierre, ha presentato così i primi tourbillon/ripetizione minuti a un pubblico di amici. Entusiaste le reazioni. E per colpire gente come Max Büsser, Kari Voutilanen, Pierre Jacques, Edouard Meylan, Wei Koh, Laurent Picciotto… beh, ce ne vuole!

    Buon appetito

    Foto The Image Gate for Breitling

    Breitling non si limita a farvi guardare l’ora. Ora vuole anche farvi leccare i baffi… Ecco perché ha inaugurato a Ginevra il suo secondo ristorante, il Breitling Kitchen. Presenti all’apertura (nella foto) il Ceo Georges Kern e l’attore Álvaro Morte, che ha rubato il cuore a milioni di fan interpretando La Casa di Carta e La Ruota del Tempo. A deliziare i palati lo chef Juan Arbeláez, che ha ideato per l’occasione un menù street food raffinato con ingredienti locali e freschi. Un mix senza tempo di sostenibilità e lusso, di relax e stile.

    Gare bestiali

    Tissot ha una vera e propria passione per la MotoGP. E chi incarna questa passione meglio di Enea Bastianini? Il romagnolo Doc continua a incantare il pubblico di tutto il mondo con le sue imprese sulle due ruote. Per lui, la maison svizzera ha lanciato una collezione che sa di brivido e adrenalina, composta da tre nuovi T-Race e dal T-Race MotoGP. Il sogno di Bastianini è sempre stato solo uno: diventare una leggenda della moto. E ci sta riuscendo alla grande. Forza, Bestia, spingi forte e “dai de gas”!

    Tempo in consolle

    Foto The Image Gate for Zenith

    Zenith ha un nuovo amico: Klaus, il Dj e creativo che fa impazzire il web per la musica e le visioni multimediali. E non solo sa come fare ballare la gente – come ha dimostrato alla festa di Zenith a Ginevra, durante Watches and Wonders -, ma è anche un esperto di orologi, da cui è affascinato fin da piccolo. Poi ama viaggiare, scoprire posti nuovi e persone interessanti. Per questo ha scelto il nuovo Pilot Big Date Flyback. Insomma, sfatiamo un mito: non è vero che i Dj non portano l’orologio perché “hanno sempre il tempo in testa”…

    Eccellenze italiane

    Quando si pensa ad Alessandro Gassmann, viene subito in mente un artista completo e versatile, capace di spaziare tra cinema, teatro e televisione con talento e carisma. Ma c’è un altro aspetto che lo rende speciale: la sua passione per gli orologi. Tant’è che Bulgari lo ha eletto da poco ambasciatore. E non è tutto: insieme alla maison romana, l’attore dal cuore “verde” porterà avanti diverse iniziative a favore del sociale e dell’ambiente. Intanto però è già diventato volto (e polso) del nuovo Octo Roma Chrono. Ha buon gusto, non c’è che dire…

    Parnership strategica

    Edouard Meylan di Melb Luxe e i fratelli Wiederrecht di Agenhor

    Cosa succede quando due protagonisti dell’orologeria indipendente si fanno gli occhi dolci? Lo scopriremo: Melb Luxe, il gruppo che controlla H. Moser & Cie., Hautlence e Precision Engineering AG, ha deciso di stringere la mano al famoso atelier ginevrino Agenhor. Non si tratta di una fusione, ma un investimento di minoranza che serve a cementare il legame tra due realtà affini. Che, così, potranno condividere idee, esperienze e segreti per realizzare orologi ancora più spettacolari. Non vediamo l’ora… di vederli!

    Nuove nomine

    Cambio della guardia da Assorologi. L’associazione di categoria da pochi giorni ha un nuovo Presidente: Marcello Borsetti. Da tempo nel ruolo di Vicepresidente, il Direttore commerciale di Citizen Watch Italy succede nell’incarico a Mario Peserico, che lascia la presidenza dopo 16 anni ma rimane nel Consiglio con la Delega alle relazioni internazionali. Come Vicepresidente vicario è confermata Elena Rusinenti di Rolex Italia, mentre Simone Binda dell’omonimo Gruppo assume la Vicepresidenza. Al Dottor Borsetti i nostri auguri di buon lavoro.

    Dracarys!

    Hai sempre sognato di avere un drago come Daemon e Rhaenyra? Kross Studio ha creato cinque set da collezione: in ciascuno, un esemplare con tourbillon centrale fluttuante e una scultura a forma di uovo di drago, da usare come portagioie o come arma in caso di attacco dei Lannister. L’orologio è fatto di Damasteel, un acciaio damasco che ricorda la spada Valyrian, e il quadrante sembra fatto di scaglie. Sul fondello c’è lo stemma di Casa Targaryen e il nome dello sputafuoco che ha dato il nome al set. Un regalo degno di un re… o di una regina!

    Il Freak di carta

    E concludiamo le nostre Cronache dell’orologeria di oggi con una notizia da W&W. Collaterale, o meglio, interna, per chi al Salone non c’è stato. Nello stand di Ulysse Nardin, ben visibile al pubblico, lavorarava su un banchetto da orologiaio una “vecchia” conoscenza del Giornale degli Orologi: Labeg Art. Per sapere chi è e cosa fa, andatevi a (ri)leggere l’intervista che gli avevamo fatto… Qui basti dire che è stato un piacere ritrovarlo e che il “suo” Freak One ci ha molto divertito. Bello vedere che l’orologeria a volte sa essere anche auto-ironica!

  • And the winner is… Gli orologi agli Oscar 2023

    And the winner is… Gli orologi agli Oscar 2023

    Ok, ieri lo hanno fatto tutti gli altri, oggi tocca a noi. Per assecondare quella (mal)sana dose di voyeurismo quotidiano che è ormai diventata patologica. Ma anche per ammortizzarla con un pizzico di un umorismo. Per prenderci un po’ in giro – siamo ben consapevoli che si tratta di un argomento davvero stupido – e soprattutto per prendere in giro chi è convinto invece di scrivere cose intelligenti (alla faccia del Giornalismo, quello vero). Eccoci allora con il consueto “chi ha indossato cosa”, stavolta riferito alla grande soirée della 95a edizione degli Academy Awards. Ovvero: gli orologi agli Oscar 2023 (e anche qualche gioiello, vah, per non farci mancare niente). Cioè gli esemplari che abbiamo visto sfilare sul tappeto rosso, pardon beige, del Dolby Theater di Los Angeles, domenica notte. Ma anche agli eventi di contorno, prima e dopo la premiazione.

    Non tutti, chiaramente. Quindi, popolo dei social, siete avvertiti: evitate di fare i “so-tutto-io”, di segnalarci nomi e modelli di cui avete letto altrove o che avete riconosciuto. Risparmiatecelo, per favore. Vogliamo solo darvi un assaggio degli orologi agli Oscar 2023 in senso lato, non comporre un’enciclopedia completa. Anche perché non sappiamo se si tratta di mirate azioni di marketing realizzate dalle case o di iniziative private da parte di qualche stylist estroso. C’è da dire, però, che alcune scelte sono mooolto discutibili dal punto di vista dell’etichetta orologiera. Che il buon gusto è ormai un mondo sconosciuto. E che certe star sono davvero di bocca buona, perché hanno accettato di indossare esemplari fuori luogo. Qualcuno glielo poteva dire però che se il dress code impone “cravatta nera” anche l’orologio deve essere elegante…

    Foto @richardmille

    Cominciamo con Michelle Yeoh, Miglior attrice protagonista per Everything Everywhere All at Once. Chic-chissima nel candido Dior di piume, al polso aveva un bel pezzo unico personalizzato di Richard Mille (un RM 07-02 con diamanti, in pendant con i gioielli Moussaieff). Storica ambasciatrice della Maison, per la quale ha anche disegnato più di un orologio, non perde occasione per esibire creazioni diverse: al 95° pranzo annuale dei candidati agli Oscar, per esempio, portava un RM 016 Extra Flat, perfetto con il tailleur in tweed Chanel.

    Foto Jeff Kravitz/FilmMagic courtesy Omega

    E continuiamo con Ke Huy Quan, l’ex bambino prodigio di Indiana Jones e The Goonies, Miglior attore non protagonista nello stesso Everything Everywhere All at Once. Che alla premiazione sfoggiava un Omega Globemaster in acciaio con movimento Co-Axial Master Chronometer (e una spilla Fred Leighton sullo smoking Giorgio Armani). Scelta impeccabile: si tratta di un orologio classico, iperclassico, quasi intramontabile (da vero “avventuriero del tempo”). Che gli ricorderà per sempre il più prezioso dei tesori che ha cercato nella vita.

    Foto Rodin Eckenroth/Getty Images courtesy Omega

    Per passare a Brendan Fraser, premiato come Miglior attore protagonista per The Whale. Anche lui l’altra sera indossava un Omega, ma era uno Speedmaster Chronoscope Co-Axial Master Chronometer. Di solito aborriamo l’uso dei cronografi durante le serate di gala, ma in questo caso ci stava. Perché forse gli è servito per cronometrare la durata del suo emozionante e profondo discorso di ringraziamento. E perché a noi permettete di dire che “era proprio ora” che venisse riconosciuto il suo talento: è un fantastico attore!

    p.s. Per evitare di fare una pagina monografica su Omega, il più gettonato fra i marchi di orologi agli Oscar 2023, ci limitiamo a elencare le tante celebrities adepte al rito dei Master Chronometer. In ordine di apparizione: Andrew Garfield con un De Ville Trésor in oro Sedna. Ariana DeBose con un De Ville Prestige in acciaio. Troy Kotsur con un altro De Ville Prestige in acciaio e oro Sedna. Berry Keoghan con un Globemaster in acciaio. Harry Shum Jr. ancora con un De Ville Prestige in acciaio, ma con quadrante e cinturino blu. Danny Ramirez con un De Ville Prestige in oro Sedna. Alexander Dreymon con uno Speedmaster Moonwatch in Canopus Gold. Lewis Pullman con un altro De Ville Trésor in acciaio. Fra tutti, emergeva (non solo in altezza) la divina Nicole Kidman, non con uno ma con due Omega vintage al polso, entrambi in oro bianco. Melium abundare…

    Nelle insolite vesti di presentatore, Dwayne Johnson ha accompagnato sul palco la co-protagonista di Jungle Cruise, Emily Blunt. In Valentino e Chopard lei (vedi sotto), in Dolce&Gabbana e Tag Heuer lui, The Rock ha scherzato sul “rosa balletto” della sua giacca (con tanto di fiore sul rever), ma non sull’Aquaracer Professional 200 Date. Del resto quello sportivone subacqueo si è rivelato molto versatile, visto che l’ex wrestler lo ha indossato per immergersi nel glamour dell’evento e nel bagno di folla post-cerimonia…

    Foto John Shearer/WireImage courtesy Hublot

    Al tradizionale party di Vanity Fair, invece, abbiamo avvistato due Hublot. Un Classic Fusion Orlinski Titanium White Pavé al polso di Jon Kortajarena – il supermodello e attore spagnolo che fa impazzire le donne e gli stilisti di tutto il mondo -, dal total look white come il suo abito, ma sbrilluccicante di diamanti. E un altro indosso a Zachary Levi (nella foto), un Classic Fusion Orlinski King Gold che sembra uscito da un film di supereroi. E ora, tutti insieme, facciamo un grande sorriso alla telecamera e in coro gridiamo: «Shazam!».

    Foto @paulmescalpics

    Candidato come miglior Attore non protagonista per Aftersun, Paul Mescal non ha ottenuto la bramata statuetta ma si è fatto comunque notare per l’impeccabile smoking spezzato (Gucci), corredato di un altrettanto inappuntabile Cartier Tank Chinose in oro bianco. Per la cronaca, va detto che la Maison parigina ha tirato fuori il meglio dell’Haute Joaillerie di ieri e di oggi dai propri forzieri per amplificare il fascino di Zoe Saldana, Elizabeth Olsen, Deepicka Padukone, Stephanie Hsu. Che, ça va sans dire, hanno molto gradito…

    Foto @idriselba

    Scelta in apparenza scontata per Idris Elba, vestito Gucci da capo a piedi, orologio compreso (com’è ovvio, visto che è ambasciatore della Casa della doppia G: se non lo sapete, leggete qui). In realtà ben poco prevedibile, se si guardava bene cosa aveva al polso: un G-Timeless Planetarium. Un pezzo della collezione di Alta Orologeria, con tourbillon centrale sovrastato da una stella di diamanti e circondato da 12 grandi pietre verdi (berilli) rotanti. In contrasto con lo smoking blu e nero, ma in accordo con lo Stella McCartney della moglie Sabrina. Applausi.

    Foto @michaelbjordan

    Un plauso all’originalità anche per Michael B. Jordan, che ha impreziosito il doppiopetto (Louis Vuitton) con gioielli e orologio Tiffany & Co. Al polso, l’attore di Black Panther aveva un elegantissimo Square 2-Hand dall’estetica anni Venti: carré, a carica manuale, con lancette cattedrale e piccoli secondi. Appuntate sulla giacca invece due magnifiche spille, eredi del mitico Bird on the Rock di Jean Schlumberger. Ma la Maison americana ha illuminato di diamanti anche molte signore: Lady Gaga, Michelle Williams, Florence Pugh…

    Foto Jesse Grant/Getty Images courtesy Chopard

    A proposito di scintillii, nel corso della serata alcune star hanno brillato ancor di più grazie a Chopard. Del resto, la Maison svizzera nel mondo del cinema è di casa, ed era naturale che sbarcasse Oltreoceano per questa occasione. Così, i pezzi unici delle collezioni di Haute Joaillerie hanno fatto risplendere volti e occhi di Emily Blunt ed Eva Longoria, entrambe sul palco come presentatrici, dell’attrice e cantante Sofia Carson (nella foto), e della cantante irlandese Jessie Buckley, candidata come miglior attrice non protagonista. Che dire? Châpeau, Chopard!

    Foto courtesy Chanel

    Numerosissime anche le stelle che hanno partecipato all’annuale party pre-Oscar organizzato da Chanel e Charles Finch. All’ormai imperdibile rendez-vous erano presenti infatti non solo le ambasciatrici della Maison – come Kristen Stewart e Marillon Cotillard – ma anche celebrità del calibro di Harvey Ketel o Hugh Grant, e molte di quelle citate sopra, dalla Kidman a MB Jordan a Idris Elba. Fra gli ospiti anche la “nostra” Beatrice Grannò (nella foto), reduce dal successo di The White Lotus, che si è confermata artista poliedrica. Brava…

    Foto @caradelevingne

    Come non citarla? Anche perché ci mancava, Cara Delevingne. Che, dopo il réhab, è finalmente riapparsa in tutto il suo splendore in un sofisticato Elie Saab d’epoca rosso fuoco, con gioielli Bulgari. Inconfondibili, sebbene declinati in tante versioni, i Serpenti della Maison romana hanno “vestito” anche l’immarcescibile Angela Bassett e Phebe Wallett-Bridge (che vedremo presto nel nuovo Indiana Jones), accanto ai Divas’ Dream di Rainsfor Qualley (la figlia di Andie MacDowell, che fa la cantante). Robetta… da guardia del corpo!

  • Mondanità orologiere, fra spettacolo e sport. News & previews – 20/1/2023

    Mondanità orologiere, fra spettacolo e sport. News & previews – 20/1/2023

    Inizio d’anno frenetico per le marche di orologi. Che nelle scorse settimane hanno partecipato a eventi, trovato nuovi testimonial, siglato partnership inedite… In un turbinio di mondanità orologiere in cui si fa fatica a districarsi. E ad agitare le acque ci voleva pure la diatriba Shakira-Piqué, che ha coinvolto – loro malgrado – la Casio e la Rolex, in una patetica allegoria in cui si parla di orologi per (non) parlare di corna. Robe da matti. Ma la telenovela fra la cantante e il calciatore è a suo modo emblematica delle circostanze in cui si muove l’orologeria in questo periodo, concentrata proprio fra spettacolo e sport. Forse perché si tratta di due ambiti seguiti da tanti, per gossip o per passione: per dirla chiaramente, insomma, spettacolo e sport fanno audience. Prova ne siano le tante notizie di mondanità orologiere riportate qui sotto. Buona lettura!

    Hollywood Party

    Foto David Fisher/Shutterstock courtesy Omega

    Alla cerimonia di assegnazione dei Golden Globe, il 10 gennaio scorso, Omega ha vestito il polso dello show-biz. Al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills – Los Angeles, California – gli esemplari della Maison di Biel spiccavano sotto gli smoking e gli abiti da sera di tante star, sia ambasciatori che “friend of the brand”. Qualche esempio? Eddie Redmayne (nella foto) indossava un De Ville Trésor, Glenn Powell un De Ville Prestige Piccoli Secondi. Andrew Garfield un Seamaster Aqua Terra, Diego Calva un Moonwatch. E l’elenco potrebbe continuare…

    Hollywood Babilonia

    Foto Emma McIntyre/Getty Images x Critics Choice Association courtesy Omega

    Non pago di tante celebrità, il Marchio di Swatch Group la settimana successiva ha fatto il bis ai Critics’ Choice Awards. Al Fairmont Century Plaza Hotel di Los Angeles, il 15 gennaio, altri personaggi hanno sfoggiato Omega (più alcuni “di ritorno” ma con un modello diverso). Come l’attore Ke Huy Quan, che qui portava un De Ville Trésor Piccoli Secondi coordinato all’abito (nella foto). Mentre Brendan Fraser un Constellation 41 mm. Perfino il presentatore Murray Bartlett aveva uno Speedmaster Chronoscope. Impossibile citarli tutti… Applausi!

    Il K-pop veste il polso

    È volto di Bulgari dal 2020, e da allora ha interpretato vari esemplari del Gioielliere romano. Ora Lisa, la cantante delle Blackpink, firma un’edizione limitata del Bulgari Bulgari ispirata al suo fiore preferito: la stella alpina. In acciaio con lunetta in oro rosa, ha il quadrante effetto ghiaccio dai riflessi cangianti (forse allusione allo stile della performer coreana) e il fondello personalizzato da un’edelweiss disegnata di suo pugno. Molto gradito dal popolo di Instagram: postato sul suo profilo official, l’orologio ha preso più di 5 milioni di likes…

    La stella di Anya

    S’intitola Walk into the Dawn (Camminare verso l’alba, in italiano) la nuova campagna di Jaeger-LeCoultre dedicata al Rendez-Vous Dazzling Shooting Star. Protagonista, questa volta, è Anya Taylor-Joy (nota al grande pubblico per aver interpretato La Regina degli scacchi). Figura magnetica ed elegante, nel video rivela doti di grazia misurata in una breve sequenza di passi di danza (non per nulla: è ballerina per formazione), che riecheggia il moto della stella sul quadrante. Una storia in grado di dire tanto, senza parole. Da vedere.

    Valori sportivi

    Eberhard & Co. ha sempre più successo in Giappone. E anche per questo ha partecipato al Keizaikai Special Award. Nato negli anni ’70 come riconoscimento per i fautori dello sviluppo economico del Paese, lo scorso 14 gennaio il premio è andato a Hajime Moriyasu, il Ct della Nazionale nipponica. Che ha ricevuto anche un bel Traversetolo, dimostrazione di stima da parte della Maison de l’Aigle. Non solo per i risultati raggiunti dai Blue Samurai ai Mondiali, ma anche per il loro esemplare comportamento fuori e dentro il campo. Una lezione di civiltà.

    Talento in pista

    Chiusa l’eperienza con la propria squadra corse, Richard Mille rientra nel Campionato del mondo di endurance con Lilou Wadoux. Ex pilota dell’RM Racing Team, la giovane francese non solo entra nella famiglia di ambasciatori della Casa, ma diventa anche la prima donna a gareggiare come pilota ufficiale della Ferrari Competizioni GT. Al volante della Ferrari 488 GTE del team AF Corse, infatti, la troveremo sulla griglia di partenza il prossimo 17 marzo, nella categoria Le Mans Grand Touring Endurance Amateur. Da tenere d’occhio…

    Trasgressione e F1

    Per promuovere la collezione di orologi Skeleton, Philipp Plein ha ingaggiato un protagonista del mondo delle corse: nientepopodimeno che Eddie Jordan. Fondatore dell’omonima scuderia di Formula 1, lui stesso pilota prima di diventare manager, l’icona dell’automotive ha molto in comune con il designer tedesco, a cominciare dall’essere entrambi self-made men. Rockettaro di antica data ma anche benefattore impegnato nel sociale, nell’immagine della nuova campagna Jordan indossa l’orologio in modo anomalo… Ci piace!

    Alpi mon amour

    A Cortina d’Ampezzo, il 17 gennaio scorso, Chopard e Bartorelli Gioiellerie hanno organizzato un cocktail party. Ospite d’onore: Sofia Goggia. L’evento è stato un’occasione non solo per presentare i più recenti esemplari della Casa, ma anche per ricordarne l’amore per la montagna, dimostrato con il sostegno all’Alpine Eagle Foundation – associazione che si dedica alla tutela dell’aquila dalla coda bianca e alla salvaguardia dell’ambiente alpino. Al polso della campionessa di sci spiccava un prezioso Alpine Eagle: c’è bisogno di dirlo?

  • LVMH Watch Week 2023. Una selezione da Singapore

    LVMH Watch Week 2023. Una selezione da Singapore

    Dubai nel 2020, Ginevra nel ’21. Poi un’edizione digitale e adesso Singapore: scelta che la dice lunga sull’importanza di quel mercato per l’industria delle lancette… Si tiene in questi giorni (dal 10 al 12) la LVMH Watch Week 2023, ormai tradizionale appuntamento con l’orologeria del gruppo francese. Primo evento dell’anno nel calendario dei saloni, è una vetrina di novità cui partecipano i quattro marchi principali del colosso del lusso: Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith.

    Per citare la comunicazione ufficiale, “ognuna delle quattro Maison orologiere LVMH presenterà il proprio posizionamento distintivo e il proprio savoir-faire unico: creatività audace e raffinatezza di Bulgari, innovazione dinamica di Hublot, spirito d’avanguardia di TAG Heuer e competenza leggendaria di Zenith”. Per ciascuna, quindi, presentiamo una selezione di orologi, quelli che ci hanno colpito di più. Chi invece desidera avere una panoramica completa, potrà visitare i rispettivi siti ufficiali.

    Le novità della LVMH Watch Week 2023: da Bulgari…

    Per seguire rigorosamente un ordine alfabetico, partiamo da Bulgari. Che a Singapore si concentra sul segmento femminile ed espone una serie di esemplari gioiello, più o meno preziosi. Dove, al centro della scena, si trovano le pietre preziose e le gemme di colore. A cominciare dai Divas’ Dream. Un design d’impronta floreale, i petali mobili ispirati alle foglie di ginko biloba in oro e diamanti, inframmezzati da topazi e tanzaniti, ametiste e tormaline, oppure rubini. Anche in versione mosaico, con il quadrante interamente tempestato di “ventagli” in diamanti e zaffiri, rosa o blu. E sempre gli zaffiri sono protagonisti di Allegra, dalla ricca palette cromatica dominata dai toni del giallo o del rosa.

    Mentre Hublot ha presentato prima di tutto il Big Bang Tourbillon Saxem Yellow Neon, con la cassa fatta di uno speciale materiale: il Saxem. Sigla che sta per  Sapphire Aluminium oXide and rare Earth Mineral (zaffiro in ossido di alluminio e terre rare). Nato per la tecnologia satellitare, già utilizzato nel 2019 per il Big Bang MP11, è colorato dalla Maison prima in verde e ora in giallo fluo. Notevole anche il calibro di manifattura, con ponti in vetro zaffiro e componenti scheletrati. Ma il nostro favorito è sicuramente il Classic Fusion Original. Rilettura in chiave contemporanea del modello disegnato da Carlo Crocco nel 1980, ora ha la cassa in oro, in ceramica o in titanio in tre formati.  

    …a Zenith

    Invece da TAG Heuer, sotto i riflettori della LVMH Watch Week 2023 c’è il 60° anniversario del Carrera. Il celebre orologio creato da Jack Heuer in omaggio alla massacrante corsa sudamericana, torna nella versione più amata dai collezionisti, in un’edizione limitata di 600 esemplari. Ovvero con quadrante Panda, ispirato a un cult di fine anni ’60, e il calibro di manifattura Heuer 02 con autonomia di 80 ore. Altro ritorno da segnalare è poi quello del cronografo Monza, in un’inedita variante “hi-tech”: con cassa in carbonio e di nuovo il calibro Heuer 02, qui con funzione flyback. Inedito il quadrante traforato, sportivissimo nei colori e con doppia scala, tachimetrica e pulsometrica, sul réhaut.

    Per concludere con Zenith, che ha lanciato il Defy Sky Skeleton. Un solotempo con quadrante scheletrato, che compone una stella a 4 punte ispirata al logo “double zed” anni ’60. Equipaggiato da un movimento El Primero di ultima generazione, il calibro 3620 SK – anch’esso di costruzione squelette, con scappamento e àncora in silicio -, è in grado di misurare il 10° di secondo con la piccola lancetta nel contatore al 6. Senza dimenticare comunque il Defy Skyline 36 mm. Inedita versione no-gender della collezione, con dimensioni ridotte e quadrante in tre cromie: blu metallizzato, verde pastello o rosa, anche con lunetta incastonata. E cinturino in colori coordinati, intercambiabile al bracciale in acciaio.

  • I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    I 10 orologi del 2022 che ricorderemo

    Il 2022 sta per finire (finalmente, diciamo noi, e siamo certi che molti di voi saranno d’accordo…). È lecito quindi chiedersi per cosa sarà ricordato in orologeria. Cioè, quali sono stati gli orologi più rappresentativi dell’anno. Quelli che hanno segnato i costumi, e in certi casi sono diventati essi stessi un fenomeno di costume. Perfino al centro delle cronache giornalistiche, nazionali e internazionali. Quelli che hanno suscitato scalpore, e hanno fatto parlare di più, nel bene e nel male. O semplicemente quelli che ci hanno colpito, che sono rimasti più impressi nei nostri ricordi. Ecco allora i 10 orologi del 2022, secondo noi.

    Perché 10? Beh, ovviamente, il numero è arbitrario. Però 15, o 20, o magari anche 30 o 50, non sarebbero ugualmente incisivi: più la cifra è maggiore e minore è la capacità di scelta. Mentre 7, o 5, o 3… no, sarebbero troppo pochi, troppo riduttivi. Ecco perché abbiamo deciso di scegliere i 10 orologi del 2022, non uno di meno né uno di più: un numero pieno, significativo, capace di cogliere come un’istantanea gli esemplari topici – decisivi, fondamentali – di questo momento storico.

    Con un’accortezza: come sempre, la nostra non vuole essere una top ten in ordine di importanza. Ma un semplice elenco – rigorosamente in ordine alfabetico – dei 10 orologi del 2022. Fateci sapere se siete d’accordo… I social sono lì per questo.

    BULGARI Octo Finissimo Ultra 10th Anniversary Cassa (40 mm di lato x 1,8 mm di spessore) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro BVL 180 di manifattura, con platina/fondello in carburo di tungsteno. Display regolatore, cricchetto del bariletto con QR code che rimanda aun’esclusiva grafica Nft, bracciale in titanio sabbiato. Edizione limitata di 10 esemplari, 427mila franchi svizzeri.

    Un orologio da record (anche se poi superato dal Richard Mille qui sotto), super-elogiato dagli addetti ai lavori e praticamente scevro di critiche. Sicuramente una pietra miliare nella ricerca dell’ultrapiatto della Casa romana.

    HERMÈS Arceau Le Temp Voyageur Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H1837, con ore del mondo, indicazione vagante di ore e minuti dell’ora locale, ora di casa a finestrella. Quadrante “Planisphère d’un monde équestre” disegnato da par Jérôme Colliard, cinturino in pelle di vitello Swift. 18mila euro.

    Un modo inedito di indicare le ore del mondo. Che non solo conferma il modo poetico della Maison di concepire il tempo, ma anche la genialità di Jean-François Mojon (sì, quello di Chronode e Cyrus), progettista del modulo della complicazione. Indimenticabile.

    LONGINES Ultra-Chron Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L836 ad alta frequenza, con spirale in silicio, certificato cronometro da Timelab. Quadrante effetto martellato, lunetta girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro, cinturino Nato (oppure in pelle). 3.390 euro.

    Reboot di un esemplare del 1966, è piaciuto tanto agli estimatori del marchio (e non solo). Facile capire il perché: dall’estetica vintage all’alta frequenza, dalla costanza di marcia fino al prezzo, dalla sua ha tanti pregi…

    MAD EDITION M.A.D 1 Red Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Miyota 821A ribaltato e modificato, con autonomia di 60 ore, rotore di carica (a tripla lama, in titanio e tungsteno) sul lato quadrante e indicazioni sulla carrure. Dettagli luminescenti, cinturino in pelle di vitello. 2.900 franchi svizzeri (tasse escluse).

    È vero: è uscito nel 2012, ma la prima edizione era fuori commercio. A grande richiesta, l’orologio creato da Max Busser & Friends ha raggiunto un pubblico più ampio solo quest’anno: ma, esaudite le prenotazioni, i pochi pezzi rimasti sono andati a ruba. Tramite lotteria. Anche i 100 esemplari realizzati per Corvo sono spariti in un amen. Ora si replica – sempre con lotteria – all’inizio del 2023.

    OMEGA Speedmaster Chrono Chime Cassa (45 mm) in oro Sedna. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Co-Axial Master Chronometer 1932 di manifattura, con autonomia di 60 ore, cronografo con funzione sdoppiante e ripetizione minuti. Quadrante in avventurina blu, lunetta con scala tachimetrica, bracciale in oro Sedna. 549mila euro.

    È l’Omega più complicato di sempre. E per questo resterà per sempre nella memoria collettiva…

    OMEGA x SWATCH MoonSwatch Cassa (42 mm) in Bioceramic. Movimento al quarzo Swiss made, cronografo con secondi continui. Quadrante mat, lunetta con scala tachimetrica (con tanto di Dot over 90), cinturino in Velcro. 260 euro.

    Non ce ne vogliano gli altri marchi, ma in un’ipotetica classifica dei 10 orologi del 2022 sarebbe probabilmente in pole position. Per il clamore che ha suscitato, anzi, la follia collettiva: l’odio/amore incondizionato, le file interminabili davanti ai negozi, le speculazioni che lo hanno spinto a prezzi assurdi… Noi abbiamo scelto il Mission to the Moon, ma andrebbe bene uno qualsiasi degli 11 esemplari della collezione.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda Gmt Rattrapante Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF051 di manifattura, con micro-rotore decentrato e doppio fuso orario con funzione sdoppiante. Quadrante guilloché Grain d’Orge, lunetta zigrinata in platino, bracciale in acciaio. 26mila euro.

    Una “vera” prima mondiale: applicare la funzione sdoppiante alla lancetta del Gmt è stato davvero geniale. Talmente naturale da sembrare la scoperta dell’acqua calda. Eppure prima non c’era…

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ref. 5811 Cassa (41 mm) in oro bianco, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a caric automatica, calibro 26-330 S C di manifattura, con datario. Quadrante soleil sfumato con rilievo orizzontale inciso, bracciale in oro bianco. 70.350 euro.

    Lo scorso anno, l’uscita di scena del 5711 aveva creato sconforto e lanciato in orbita i costi dell’usato. Il nuovo 5811 ha un millimetro in più, è più prezioso e ha un altro prezzo. Ma che importa? Il cult di Patek è tornato…

    RICHARD MILLE RM-UP 01 Ferrari Cassa (51 x 39 x 1,75 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, calibro RMUp-01 di manifattura, e di forma (2,82 g di peso), con selettore di funzione. Vetri zaffiri (0,2 mm di spessore), cinurino in pelle. 1,7 milioni di franchi svizzeri (tasse escluse).

    Un altro orologio che ha fatto discutere (per l’estetica, la costruzione, il prezzo…): odiatissimo o amatissimo, senza vie di mezzo. Ma è un dato di fatto che mai s’era visto qualcosa del genere. Una vera bomba!

    ROLEX Deepsea Challenge Cassa (50 mm) in titanio Rlx, impermeabile fino a 1100 atm, con valvola di decompressione e sistema Ringlock. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore. Quadrante mat, lunetta girevole unidirezionale in Cerachrom, vetro zaffiro di 9,5 mm, bracciale in titanio Rlx. 26.100 euro.

    Il primo Rolex in titanio, il primo con una simile e impressionante tenuta stagna, eppure apprezzato da pochi e incompreso da troppi.

  • Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Il primo è stato Swatch. A metà anni Ottanta, sotto la guida di Nicolas Hayek, ha avuto l’idea di trasformare il quadrante in una tela bianca da affidare alla creatività degli artisti. E che artisti: Andrew Logan, Keith Haring, Kiki Picasso, e poi Jean-Michel Folon, Tadanori Yokoo, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella… Ha intessuto così un rapporto privilegiato con l’arte, che nel tempo si è evoluto: il marchio è diventato un grande mecenate, in particolare attraverso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, diretto da Carlo Giordanetti. Intanto, però, il suo esempio ha fatto scuola: e in orologeria le collaborazioni con i protagonisti della scena artistica internazionale si sono moltiplicate. A tal punto che negli ultimi anni gli orologi degli artisti rappresentano una precisa tendenza nel mondo delle lancette, soprattutto nell’alto di gamma.

    Relazioni complesse

    Ecco allora, nel 2017, Corum affiancarsi di volta in volta a Matthew Barnes, Booba, Matteo Ceccarini, Juliette Jourdain… E poi, nel 2018, a Elisabetta Fantone, Nelson de la Rue, o ancora Matt Barnes, per dar vita a tantissime varianti del mitico Bubble. Mentre, nel 2020, abbiamo visto Roger Dubuis lavorare accanto a Kaz Shirane su quel capolavoro di incastonatura che è l’Excalibur Superbia (anche se in questo caso l’intervento dell’artista ha riguardato la cassa – letteralmente trasfigurata – e non il quadrante). Senza dimenticare Hublot, che ha formato un vero e proprio collettivo: in cui si incontrano i nomi di Richard Orlinski, Takashi Murakami, Marc Ferrero, Sang Bleu… e tanti altri.

    Ma è impossibile ricostruire la trama delle partnership sottese agli orologi degli artisti negli ultimi anni, tanti sono i contatti, gli intrecci, le contaminazioni a tema. È importante però sottolineare che le case non si limitano a collaborare con una sola tipologia di artista – per esempio i pittori o gli scultori –, ma pescano in tutte le arti visive attuali. In senso lato: dai video all’illustrazione, dalla fotografia al digital, dalla grafica fino alla street art, ibridi compresi. E non solo: si rivolgono anche ai grandi nomi dell’architettura, del panorama musicale (vedi la partnership Richard Mille/Pharrel Williams), perfino della tattoo art. Hanno cioè un approccio multidisciplinare, alla ricerca di espressioni sempre nuove e originali nel mare magnum della creatività.

    Sì, perché in realtà gli orologi degli artisti altro non sono che rielaborazioni in chiave inedita e personale di esemplari già famosi, se non proprio di culto. Realizzati in genere in tirature limitate, o almeno millesimate, si rivolgono a un particolare segmento di collezionisti. Per esempio quelli specializzati in determinati modelli, o quelli cui piace semplicemente l’arte contemporanea. E possono così affermare con orgoglio: “Possiedo un Xyz…”. Ma c’è da dire che gli orologi degli artisti dal punto di vista commerciale funzionano benone… Altrimenti le marche non continuerebbero a produrli.

    Nuove forme di collaborazione

    Però, ultimamente, i rapporti fra le case di orologeria e il mondo dell’arte vanno oltre la semplice creazione degli “esemplari artistici”. Si estendono per esempio alla personalizzazione degli edifici. Come ha fatto qualche anno fa Zenith, quando ha trasformato la facciata della storica manifattura di Le Locle con una tela catramata realizzata ad hoc da Felipe Pantone. O più di recente Oris, che per rifare il look alle proprie boutique monomarca di Londra e di Basilea ha coinvolto BustArt. E grazie allo street artist svizzero è riuscito non solo a cambiare – e a migliorare – l’orizzonte urbano con il colore dei suoi personaggi (tra cui spicca ovviamente l’orsetto mascotte). Ma anche a fare un bel regalo di Natale ai passanti, cui cattura l’attenzione come un faro nella nebbia.

    E a complicare le relazioni ci si mettono pure le nuove tecnologie. Tipo gli Nft, che hanno permesso a Panerai di inventarsi una nuova strategia di lancio per una speciale edizione del Radiomir Eilean (dedicato appunto alla storica barca a vela). In pratica, lo scorso giugno, ha organizzato a Positano la Eilean Xperience, che ha portato gli acquirenti dell’orologio in crociera lungo la costiera amalfitana. E a ciascuno ha donato uno degli Nft in serie limitata che, accanto ai dati del Radiomir e alle informazioni di viaggio, comprendeva anche un’opera realizzata dal digital artist italiano Skygolpe.  

    Gli orologi degli artisti, le novità

    Qui di seguito quindi troverete una selezione di esemplari rielaborati da celebri nomi dell’arte internazionale. Proprio per restringere il campo, ci siamo però concentrati solo su quelli più recenti. Di ciascuno vi diamo come al solito le informazioni tecniche, ma – perdonateci – non riusciamo anche a spiegarvi i profili degli artisti. Problemi di spazio (l’abbiamo già tirata fin troppo per le lunghe) e impossibilità di sintesi (sarebbe ingiusto ridurre in poche righe la complessa personalità di ognuno). Questa vetrina quindi vuole essere anche un invito alla scoperta dei singoli artisti. Ammesso che vi piaccia l’arte contemporanea, s’intende.

    BULGARI Aluminuim Sorayama Special Edition Cassa (40 mm) in alluminio e titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argentato con motivo perlage, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato in titanio, lunetta, corona e cinturino in caucciù. Edizione limitata di 1000 esemplari, 3.400 euro.

    CORUM Bubble 47 x Aioroh Cassa (47 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante stampato, vetro zaffiro a cupola, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari. 7.200 franchi svizzeri.

    HUBLOT Classic Fusion Aerofusion Chronograph All Black Shepard Fairey Cassa (45 mm) in ceramica microbillé, impermeabile fino a 5 atm. Movimenro meccanico a carica automatica, calibro HUB1155 di manifattura, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante in vetro zaffiro decorato, vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 25.500 euro.

    HUBLOT Classic Fusion Orlinski Bracelet Titanium Cassa (40 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura. Quadrante lucido e sfaccettato, effetto 3D, vetro zaffiro, bracciale in titanio. 16.400 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Liu Wei Monotourbillon Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica manuale, calibro RD512 di manifattura, con autonomia di 3 giorni e tourbillon volante. Quadrante inciso e dipinto a mano (alcune righe sono in SuperLumiNova), lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 8 esemplari, certificati dal Punzone di Ginevra. 167.500 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Sorayama Monobalancier Cassa (42 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica automatica, calibro RD720SQ di manifattura, con micro-rotore decentrato e autonomia di 3 giorni. Vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in titanio lucido. Certificato dal Punzone di Ginevra e disponibile su ordinazione, 71.500 euro.

    URWERK UR102 “Reloaded” by Cooper Jacoby Cassa (41 mm) in titanio satinato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2.02, con ore vagabonde su dischi sabbiati e incisi, indici termocromatici. Vetro zaffiro di forma, cinturino in tessuto. Pezzo unico, all’asta da Phillips New York il 10 dicembre prossimo.

    ZENITH Defy Extreme Felipe Pantone Cassa (45 mm) in acciaio lucidato a specchio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 9004, con doppio scappamento ad alta frequenza (36mila e 360mila A/h), cronografo con lettura al 100° di secondo, massa oscillante Pvd arcobaleno, indicazione dell’autonomia di 60 ore e secondi continui. Quadrante in vetro zaffiro, indici luminescenti, lancette luminescenti e profilo del contatore dei minuti crono Pvd arcobaleno, lunetta e proteggi-pulsanti in Yas (alluminio silicato di ittrio), vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio intercambiabile con due cinturini, in caucciù e in Velcro. Edizione limitata di 100 esemplari, in vendita solo nelle boutique fisiche e online. 29.900 franchi svizzeri.

  • News & previews – 31/05/2022. Notizie sportive, di tutto un po’

    News & previews – 31/05/2022. Notizie sportive, di tutto un po’

    A distanza di pochi giorni dall’ultima rubrica a tema, le notizie sportive tornano protagoniste dell’orologeria. A tenere banco, nuove e vecchie partnership, gare, raduni, annunci in anteprima, soprattutto nel mondo dei motori (delle quattro ma anche delle due ruote), ma non solo… In redazione sono arrivate così tante segnalazioni da costringerci a fare una drastica selezione delle notizie sportive da pubblicare. Ecco (secondo noi) le più interessanti…

    Fra antichi borghi e cioccolata

    Dal 20 al 22 maggio si è tenuta la 33a edizione della Coppa della Perugina. Rievocazione di quella che nel 1924/27 fu la prima gara di velocità su un circuito cittadino, ideata da Giovanni Buitoni, ha visto sfilare sulle strade dell’Umbria un centinaio di vetture. Il clou a Perugia, domenica mattina, con tanto di equipaggi inabiti d’epoca e un seguito di moto e bici antiche. Main sponsor e Official timekeeper per la terza volta, Eberhard & Co. ha assegnato un Champion V Timeonly ai signori Valentini, vincitori a bordo di una Fiat 600 Cisitalia del 1956.

    Alla faccia dei poveracci

    Si è conclusa ieri The Run to Monaco, l’esclusiva manifestazione annuale riservata alle supercar in vista del Gran Premio di F1 nel Principato. Con un percorso snodato lungo le strade più suggestive dello Stivale – partenza da Roma e attraverso la Toscana, con tappa a Portofino fino a St. Jean Cap Ferrat -, scandito da location d’eccezione, fra ospitalità al top e show spettacolari. Sponsor dell’evento, Roger Dubuis ha punteggiato il viaggio con una serie di momenti adrenalinici, conclusi su un superyacht ormeggiato a Montecarlo.

    Dalla pista al polso

    Tra le notizie sportive emerse al GP di Monaco, anche due novità firmate Rebellion Timepieces. Cronometrista ufficiale dell’Alfa Romeo Team Orlen, il brand indipendente ha svelato infatti due serie speciali dedicate ai driver: il Re-Volt Valtteri Bottas C42 (nella foto) e il Re-Volt Zhou Guanyu C42. Ciascuno riprodotto in 50 esemplari, con la cassa in carbonio (autenticato) proveniente dalle monoposto della scuderia. Chi li acquisterà, potrà visitare le officine Rebellion e lo stabilimento Sauber. E li riceverà dalle mani del pilota a un evento privato…

    Red passion

    Nuova partnership Bulgari-Ducati. Scaduto l’accordo con Locman, la factory di Borgo Panicale è rimasta sì sull’italianità, ma ha preferito le meccaniche svizzere della maison romana. Nulla si sa riguardo ai termini della collaborazione (sarà solo rappresentativa o verrà estesa anche alla MotoGP? E quanto durerà?). Di certo però è già sfociata in un orologio dedicato alla Rossa delle due ruote: il Bulgari Aluminium Chronograph Ducati Special Edition. Personalizzato nella livrea e nel quadrante, con i numeri della strumentazione da cruscotto.

    So exciting…

    Si tiene fino al 10 giugno il Tourist Trophy, la celeberrima (massacrante, perfino letale) corsa motociclistica sull’Isola di Man. Per tradizione regno dell’orologeria inglese: dopo lo storico Graham, dal 2019 vede Bremont nel ruolo di Official watch & Timing partner. Che quest’anno ritorna, dopo lo stop della pandemia, con il nuovo cronografo Isle of Man TT Limited Edition, in 67 esemplari. E lo mette anche al polso del Brand ambassador Peter Hickmann, l’uomo più veloce della storia a completare il percorso dello Snaefell Mountain Course.

    E il navigar m’è dolce…

    Jaquet Droz si dà alla vela: è diventato Cronometrista ufficiale della SuperYacht Cup Palma, che si terrà dal 29 giugno al 2 luglio prossimi. Del resto la Maison, fondata nel 1738 e famosa per i propri automi, di recente ha rinnovato la propria strategia e acquisito una visione ancora più esclusiva. In cui si incontrano concetti come “Filosofia dell’unico”, carattere Disruptive (dirompente), personalizzazione, Montres d’Art. Certo, farsi conoscere dall’élite del Real Club Náutico de Palma non deluderà le aspettative…

    Countdown a Milano

    Foto Giulio Ciamillo / Ciamillo-Castoria courtesy Tissot

    Dopo 31 anni, l’Eurobasket Fiba tornerà in Italia. E sbarcherà nel capoluogo lombardo, dal 2 all’8 settembre, con le gare di uno dei 4 gironi al Milano Forum. Partner della Fiba dal 2008, Tissot non poteva certo starsene zitto e buono ad aspettare. E lo scorso 24 maggio, a 100 giorni dal primo match (Ucraina-Gran Bretagna), ha quindi allestito il Countdown clock in Galleria Vittorio Emanuele II. Alla presenza delle autorità (dal sindaco Sala al Ct Meo Sacchetti fino all’Azzurro Danilo Gallinari), con squilli di trombe e rulli di tamburi…

  • News & previews – 18/05/2022. A proposito di sport

    News & previews – 18/05/2022. A proposito di sport

    Nelle scorse settimane l’orologeria diffuso una serie di notizie che riguardano tutte l’ambito sportivo. Sport in senso lato, sinonimo di passioni maschili: dall’automobilismo (nelle sue tante accezioni) alla nautica. Si tratta soprattutto di partnership – alcune nuove di zecca, altre già affermate, celebrate da appositi esemplari – che fanno leva su nomi e marchi noti, seguiti spesso dal pubblico più privilegiato. Ma, a proposito di sport, non poteva mancare quello più popolare per eccellenza: il calcio. Perché va bene l’esclusività, ma niente è meglio della gente comune per far parlare di sé. Anche nello sport. Come dicevano gli antichi: “Vox populi, vox Dei”…

    Antishock rosa

    Continua la collaborazione fra Richard Mille e Bubba Watson. Iniziata nel 2011, si è da poco concretizzata in un quarto orologio (il terzo con tourbillon): l’RM 38-02 Bubba Watson, appunto. Che colpisce soprattutto per la costruzione del movimento a carica manuale: sottile e scheletrato, con platina in carbonio Tpt, è in grado di resistere a shock di 10mila g. Ma è particolare anche dal punto di vista estetico: su entrambi i lati è attraversato infatti da tubi colorati, simili all’iconico driver Ping rosa di Bubba. In 50 esemplari, estrosi come lui.

    Nuovo ruolo per Chiello

    Nei giorni scorsi, l’addio alla Juventus gli ha puntato addosso i riflettori. Ma che il senatore della Vecchia Signora entri a far parte della dirigenza o si traferisca a Los Angeles non è affar nostro. A noi interessa sapere che Giorgio Chiellini è diventato ambasciatore di Breitling. Che gli ha messo subito al polso un nuovissimo Navitimer: un 43 mm in acciaio con calibro B01 e quadrante azzurro (scelto direttamente dallo stesso King Kong). Perché la figura umana e sportiva del Capitano della Nazionale italiana risponde in pieno allo spirito delle Squad…

    Blu sport per 100…

    Crisi del settimo anno? Macché! Per celebrare la collaborazione con la Uefa Champions League, siglata appunto nel 2015, Hublot ha prodotto una speciale versione del proprio cronografo, vestita con il colore della Lega e personalizzata dal logo sul contatore dei secondi continui. Chiamato proprio Big Bang Unico Uefa Champions League, l’orologio (cassa di 42 mm in ceramica microbillé e movimento Unico 2, di manifattura) è realizzato in 100 esemplari. Del resto la Champions è pur sempre la competizione sportiva più seguita al mondo, no?

    …e per 200

    Prosegue anche la partnership fra Panerai e Brabus. Che ha impresso nuove direzioni allo storico legame con il mare del Brand italiano, con la produzione di modelli ispirati alla linea di yacht Shadow della Brabus Marine. Come il Submersible S Brabus Blue Shadow Edition, dedicato appunto allo Shadow 900 Deep Blue. Un subacqueo impermeabile fino a 30 bar con la cassa in titanio, la lunetta in Carbotech e il movimento automatico scheletrato (indicato dalla S nel nome), con autonomia di 3 giorni e funzione Gmt. In 200 esemplari.

    Not only for Hamilton

    Se siete fan del 7 volte campione del mondo Lewis Hamilton, questo orologio fa per voi. Il 5 maggio, al GP di Miami, IWC ha presentato il Pilot’s Watch Chronograph 41 Edition “Mercedes-AMG Petronas Formula One Team“, con cassa in titanio e movimento automatico di manifattura. Il primo orologio ufficiale della scuderia, da quando la partnership è stata siglata, nel 2013. Con la livrea verde Petronas, si trova al polso non solo di piloti e manager, ma di tutti i membri del team: progettisti, meccanici, tecnici di gara. Quando si dice spirito di squadra…

    Come una piuma

    Per restare in tema F1, dalla collaborazione fra Girard-Perregaux e Aston Martin (Aston Martin Cognizant Formula One™ Team, per essere precisi) è scaturito un terzo esemplare dedicato: il Laureato Absolute Cronografo Edizione AM F1. Un orologio leggerissimo perché ha la cassa realizzata con un composto di polvere di titanio ed elementi in carbonio, miscelati con resina; mentre il cinturino è in GP Rubber Alloy, un mix di gomma e carbonio. Tutti materiali derivati da due vetture di gara usate nella stagione di F1 2021. In 306 esemplari.

    Di nuovo a Villa d’Este

    Si tiene dal 20 al 22 maggio il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2022, come sempre sotto l’egida di A. Lange & Söhne. Partner della manifestazione dal 2012, la Manifattura sassone anche quest’anno premierà con un orologio il vincitore della categoria “Best of Show”. Il pezzo unico, con cassa in oro bianco e calibro di manifattura, rende omaggio alla storia del motor-sport e dell’orologeria (ci vogliono 9 giorni di lavoro solo per incidere il fondello). Fra la location, le auto d’epoca e il 1815 Chronograph, è tutta roba da perderci la testa…

    Intanto che siete lì

    Sempre sul lago di Como, il 21 e 22 maggio, si svolgerà un altro evento dedicato alla cultura dell’automotive: FuoriConcorso. A Villa Grumello e Villa Sucota, “FuoriConcorso Sonderwunsch” vedrà in mostra 30 auto da sogno realizzate su misura da Porsche Exclusive Manufaktur. A Villa Olmo “FuoriConcorso Open Museum” esporrà invece le auto italiane più iconiche dell’eccezionale raccolta del Mauto, il Museo nazionale dell’automobile di Torino. Poteva mancare l’orologeria? Certo che no: a Villa Grumello sarà presente anche Bulgari.

  • News & previews – 26/03/2022. Una selezione di novità

    News & previews – 26/03/2022. Una selezione di novità

    Tornano le notizie dal mondo delle lancette. Ecco gli eventi e le partnership che hanno catturato la nostra attenzione questa settimana: novità di vario argomento, dalla vela al rock ai rendez-vous, che abbiamo selezionato per voi. Un mondo sempre in movimento.

    Provaci ancora Alan!

    Alan Roura è il nuovo ambasciatore Hublot. Che sosterrà il velista ginevrino nella conquista della Vendée Globe 2024. Sarà la terza volta dello skipper alla regata delle regate, una prova durissima, considerata l’Everest dei mari: la gara oceanica prevede un giro del mondo in solitaria, senza soste e senza assistenza. A 29 anni, Roura è il più giovane finalista della Vendée Globe. E Hublot lo accompagnerà in tutte le gare in calendario, fra cui quattro transatlantiche, prima di ripartire nel 2024 per il giro del mondo.

    Octo fa dieci

    Foto Ernesto S. Ruscio/Getty Images courtesy Bulgari

    Bulgari ha celebrato il 10° anniversario della collezione Octo. L’evento si è svolto a Roma, nella leggendaria piazza della Rotonda che ospita il Pantheon. Non a caso. La maison romana ha scelto proprio la Città Eterna perché è qui che nel luglio 2012 ha presentato al mondo la celebre collezione, diventata nel frattempo un’icona dell’orologeria del XXI secolo. Per l’occasione, ha lanciato una novità con la cassa ipersottile, 1,8 mm di spessore (come un foglio di carta): l’Octo Finissimo Ultra, che segna un nuovo record nel mondo degli ultrapiatti.

    Il gioiello della Corona

    Riapre la boutique Rolex di Pisa Orologeria. Nello storico palazzo di via Montenapoleone, gli appassionati del lusso potranno riavere il loro punto di riferimento: 300 metri quadri di spazio distribuiti su tre livelli, dedicati all’esposizione, alla vendita e al servizio assistenza. Il restyling ha coinvolto l’intero edificio, dal piano interrato fino alla terrazza, ma ha conservato lo scalone curvo principale, ora rivestito di pannelli in vernice dorata. Così, la prima boutique Rolex in Italia – aperta con Pisa nel 2008 -, rinasce a nuova vita. Per la gioia degli appassionati.

    Dal polso di Slowhand

    Va all’asta il Rolex Daytona “Crazy Doc” di Eric Clapton. Acquistato dal grande chitarrista in Italia nel 1990, sarà battuto da Phillips nella vendita Geneva Watch Auction: XV, prevista per il 7/8 maggio. Interamente in oro giallo, la referenza 6239 è l’unica conosciuta con la scala pulsometrica sul quadrante. Stima: 1,5 milioni di franchi svizzeri. L’orologio di Mr. Slowhand finirà sotto il martelletto assieme ad altri highlight milionari: come un Patek Philippe Grande Complicazione Ref. 1518 e un altro Rolex Daytona Paul Newman John Player Special.

    Novità per collezionisti

    Un’iniziativa da segnalare. Time Unique, primo sito italiano a coniugare e-commerce e informazione, per debuttare sul mercato degli orologi ha siglato una partnership con echo/neutra. Il risultato è un Cortina 1956 Cronografo Bronzo Blu, una serie limitata di 50 esemplari con la cassa di 40 mm di diametro e un calibro a carica manuale Sellita SW510M rielaborato. D’ispirazione vintage, dedicato come tutta l’omonima collezione ai Giochi olimpici invernali del ’56, ha il fondello personalizzato Time Unique.

    Appuntamento a Monaco

    Foto courtesy Messe München GmbH

    Torna finalmente in presenza Inhorgenta Munich, il tradizionale salone tedesco. Previsto per lo scorso febbraio, poi posticipato per ovvie ragioni, si tiene dall’8 all’11 aprile come sempre nella Messe München. E si svilupperà attorno a due temi: “Innovazione e futuro del retail” e “Ispirazione e sostenibilità”. Parecchi seminari, dibattiti e tavole rotonde in programma renderanno Inhorgenta Trendfactory un’utile piattaforma per conoscere le attuali sfide che l’industria degli orologi, dei gioielli e delle pietre preziose deve affrontare.

  • I negozi di orologi, tra nuove aperture e problemi internazionali

    I negozi di orologi, tra nuove aperture e problemi internazionali

    Qualche parola ancora sui negozi di orologi. Questa volta però non ci focalizziamo più sul discorso dei prezzi: puntiamo invece l’attenzione su due diversi argomenti. Uno più “leggero”, nel nostro stile di intrattenimento: l’inaugurazione di nuove boutique monomarca – in Italia soprattutto, ma con una “puntata” anche dall’altra parte dell’oceano. L’altro, più serio e di respiro internazionale, riguarda invece la difficile situazione dell’Est europeo. Cominciamo da qui.

    L’invasione ucraina

    No, non abbiamo intenzione di mettervi ansia pure da queste pagine: quanto si vede in televisione e si legge sui giornali è già abbastanza angosciante. Ma vogliamo informarvi sul fatto che la guerra in Ucraina ha ripercussioni anche nel mondo dell’orologeria. Con approcci diversi in relazione alla nazionalità del marchio o del gruppo cui ci si riferisce. Anche se nessuno per ora ha fatto dichiarazioni spontanee riguardo al conflitto, attraverso varie fonti di informazione trapelano già le prime notizie.

    Swatch Group per esempio ha comunicato al sito inglese WatchPro di aver interrotto le esportazioni di tutti gli orologi dei propri marchi in Russia. E, per quanto ne sappiamo, è la prima presa di posizione di questo tipo all’interno dell’industria delle lancette. Sicuramente un bel gesto, anche se la filiale russa e i negozi dei marchi che fanno capo al Gruppo rimangono aperti, almeno per il momento. Ma la situazione è in divenire e non si sa cosa succederà nel prossimo futuro.

    Del resto le sanzioni prese a livello internazionale nei confronti del governo di Putin hanno drasticamente limitato il movimento del denaro contante in Russia e chiuso i mercati azionari. Succede quindi che i russi più ricchi acquistino orologi e gioielli come beni rifugio, nel tentativo di preservare la propria ricchezza. Perciò “la sospensione delle vendite di beni come gli orologi è significativa”, ha scritto Rob Corder proprio sulle pagine di WatchPro. “Si pensa che le élite russe stiano acquistando beni di alto valore poiché il rublo in caduta libera erode la loro ricchezza. E gli orologi, come i gioielli e l’oro, sono facili da trasportare”.

    Tant’è vero che Jean-Christophe Babin, Ceo di Bulgari, ha dichiarato a Bloomberg (la rete di canali tv satellitari e via cavo specializzata in economia e finanza) che le vendite nei negozi della maison romana in Russia sono aumentate negli ultimi giorni. “Nel breve termine (la situazione, ndr) ha probabilmente potenziato il business”, ha affermato Babin, che ha descritto i gioielli e gli orologi di Bulgari come “un investimento sicuro”. Ma, ha aggiunto, “è difficile dire quanto durerà perché in effetti, con le misure Swift pienamente attuate, esportare in Russia potrebbe diventare difficile se non impossibile”.

    Intanto però LVMH, che oltre a Bulgari ha in portafoglio anche Hublot, TAG Heuer e Zenith, ha donato 5 milioni di euro al Comitato internazionale della Croce Rossa proprio per aiutare le vittime della guerra in corso. In una dichiarazione apparsa due giorni fa sul sito ufficiale, il gruppo sostiene anche di avere come prima preoccupazione la sicurezza dei propri dipendenti in Ucraina (circa 150 persone), cui fornisce un’assistenza finanziaria e operativa essenziale. In più ha attuato una raccolta fondi tra le 76 maison che lo compongono e i dipendenti in sede. “Il comitato di crisi del gruppo LVMH segue costantemente la situazione e adatterà le sue misure secondo necessità”, conclude la dichiarazione. Stiamo a vedere in concreto cosa succederà*. D.F.

    Negozi e nuove aperture

    Flagship store

    La Fashion Week meneghina appena conclusa ha portato a Hublot l’inaugurazione della quarta boutique in Italia. Dopo Capri, Forte dei Marmi e Roma, il marchio di Nyon ha aperto i battenti a Milano, nel Quadrilatero della moda, in via Verri 7. A gestire il nuovo punto vendita, 60 metri quadri suddivisi su due piani, è lo storico partner Pisa Orologeria. Per il taglio del nastro c’erano il Ceo Ricardo Guadalupe e l’ambasciatrice del brand, Chiara Ferragni. Poi, cena di gala agli East End Studios con catering Da Vittorio e concerto con Mahmood e Blanco.

    Travel retail

    Rocca 1794 ha inaugurato una boutique all’aeroporto di Milano Linate. Il marchio, parte del gruppo Damiani, recentemente premiato come eccellenza nel settore della distribuzione di gioielli e orologi di alta gamma, in Italia è presente con 20 negozi nelle vie dello shopping chic. Ed è già presente nello scalo romano di Fiumicino e in quello Malpensa. Nel nuovo spazio gli appassionati potranno scoprire le creazioni del Gruppo Damiani e di vari marchi di orologeria: Hublot, Panerai, Tudor, TAG Heuer, Longines, Tissot, Gucci e Swatch.

    Lifestyle boutique

    Soho, 134 di Wooster Street. Impossibile non notare la vetrina fiammeggiante, con la porta d’ingresso di un garage che si apre sugli interni rossi. Sui muri della nuova boutique di New York, Roger Dubuis ha fatto scrivere il proprio motto a caratteri cubitali: No Rules Our Game. E così è. Accanto agli orologi, un’esposizione temporanea sui generis finora ha ospitato un aereo Icon A5 giallo canarino e una Lamborghini Huracan STO 2022 bianca. Per l’occasione, è uscito anche un Excalibur Monobalancier dedicato: iperorologeria nello stile del marchio.

    *Aggiornamento del 6/3/2020

    In questi giorni in effetti c’è stato qualche sviluppo.

    LVMH infatti ha annunciato la chiusura di tutte le sue 146 boutique in Russia. Ma ha comunicato anche di voler continuare a pagare gli stipendi ai propri dipendenti, che nel Paese sono circa 3500. La notizia, riportata dal giornale americano WWD che l’ha raccolta da una portavoce del gruppo, è rimbalzata poi sugli altri media a livello globale. Ed è stata seguita da dichiarazioni dello stesso tenore di altri colossi del lusso.

    Già venerdì scorso, infatti, il Gruppo Richemont ha affidato a un post su LinkedIn la decisione di aver sospeso dal 3 marzo tutte le attività commerciali in Russia (in Ucraina le aveva già bloccate il 24 febbraio). Inoltre ha affermato di voler assicurare ai propri dipendenti tutto il supporto finanziario, logistico e morale necessario. E di aver anche effettuato una cospicua donazione a Medici senza Frontiere impegnate sul campo, mentre ulteriori contributi sono in atto da parte delle propre maison.

    Un annuncio simile è stato pubblicato sul social network “professionale” anche da Hermès, che ha comunicato la temporanea chiusura delle proprie boutique in Russia e la sospensione di tutte le attività commerciali, ma la volontà di restare al fianco dei team locali. E da Chanel, che ha aggiunto in più di aver bloccato anche l’ecommerce. Idem per Kering Group, che ha divulgato la notizia ieri con un Tweet.

    Ricordiamo che lo scorso anno la Russia è stata il 17° mercato mondiale per l’orologeria elvetica (secondo i dati della FHS). Ha mosso un flusso di esportazioni dalla Svizzera di 260 milioni di franchi svizzeri, con un valore al dettaglio di oltre mezzo miliardo di franchi.

  • Antoine Pin: Bulgari, l’irrinunciabile stile italiano

    Antoine Pin: Bulgari, l’irrinunciabile stile italiano

    Dopo più di vent’anni nell’orologeria (Boucheron, poi, Zenith, poi TAG Heuer) è approdato a Bulgari. Antoine Pin, insomma, tutto è tranne che un novellino. Managing Director della Divisione Orologi di Bulgari, può disporre di circa 400 dipendenti che lavorano in tre fabbriche: a Saignelégier (mezz’ora di auto da La Chaux-de-Fonds, una delle capitali svizzere dell’orologeria) si producono casse e quadranti. È la fabbrica più recente. A Le Sentier (dove troviamo anche Jaeger-LeCoultre) Bulgari produce i movimenti, mentre l’assemblaggio avviene nella storica fabbrica di Neuchâtel.

    Bulgari, insomma, ha una vera e propria manifattura integrata di orologi. Diretta, appunto, da Antoine Pin. Con lui parliamo di come gli orologi Bulgari, oggi, passano guardare senza alcuna soggezione anche i prodotti tecnicamente più raffinati. È questa, la strada per il futuro?

    Antoine Pin: Penso sia sempre difficile trovare il giusto equilibrio anche nell’eccellenza. Nel mio ruolo vorrei urlare che Bulgari è un fantastico produttore di orologi straordinari. Ma se mi metto nei panni di Jean-Christophe Babin, beh, lui vuole più equilibrio e prospettive più ampie. Lui vuole che Bulgari sia innanzitutto il gioielliere romano – perché ce n’è uno e uno solo. E questa è la priorità, la sorgente che fa nascere Bulgari. Fissata questa priorità, questo tema centrale, allora c’è tutto lo spazio che mi serve per produrre orologi che siano, appunto, la più alta espressione di Bulgari, gioielliere romano.

    Il mio voler urlare che siamo produttori di alta orologeria deve quindi essere sempre in sintonia con la natura di Bulgari. E altrettanto vale per qualunque altro prodotto che porta il nostro marchio. E, quando parlo di marchio, non intendo un logo, ma una vera e propria filosofia, un modo di essere. Pensiamo ad esempio all’eccellente lavoro fatto da Silvio Ursini con gli Hotel Bulgari. Non sono normali alberghi, sia pure “di lusso”. Sono Hotel di Bulgari, gioielliere romano. Hanno un carattere preciso che va oltre, molto oltre il semplice concetto di brand o di marchio. C’è qualcosa di speciale, insomma, qualcosa che troviamo necessariamente anche negli orologi Bulgari.

    Quel che voglio dire è che ciascuno di noi, nel proprio ruolo, deve avere la più ampia e migliore esperienza possibile per mantenere altissimo il livello di qualità. Ma tutto, proprio tutto, deve convergere nell’irrinunciabile stile italiano, nel carattere romano di Bulgari il gioielliere. E non è un lavoro facile. Devi “sentirti Bulgari” per non uscire dal giusto sentiero. Io devo tirare e spingere allo stesso momento per continuare a costruire questa immagine di orologiaio raro, eccezionale. Non basta spingersi nell’alta orologeria. Devi sempre essere Bulgari il gioielliere romano. Altrimenti – per quanto eccezionali siano i tuoi orologi – hai sbagliato strada. Noi siamo innanzitutto gioiellieri e questo spirito deve sempre essere la nostra fonte di coerente ispirazione. Solo così potremo avere successo e crescere.

    Oltre al nome c’è una seconda parola chiave, mi sembra. Arte. Arte dell’ospitalità, della gioielleria. E arte dell’orologeria.

    Antoine Pin: Assolutamente sì. Credo che l’Italia sia ancor oggi l’origine, la sorgente dell’arte moderna. Nel Quattrocento e nel Cinquecento l’Italia non esisteva come nazione, ma era comunque una entità solida e ben riconoscibile da un punto di vista artistico. Una entità cui tutti ci siamo ispirati. Ripeto: non esisteva, politicamente, una nazione italiana, ma esisteva una filosofia di vita e di pensiero cui tutti noi facciamo riferimento nell’arte dell’ospitalità, dei gioielli, e degli orologi.

    Come tutti i gioiellieri siamo ispirati dalla natura, certo, ma vista attraverso una filosofia di vita. E quando entriamo nel campo dell’orologeria questa ispirazione non è più così ovvia come nei gioielli. Perché nel mondo della meccanica l’ispirazione della natura appare più lontana, distante. Per questo dovremmo portarla e integrarla di più. Per me la geografia del Mediterraneo è la chiave, la fonte di ispirazione… I colori, le luci, la gioia della vita sono ciò che rende Bulgari diverso da ogni altro marchio. Come ho detto alla presentazione della nostra collezione d’arte, ci sono elementi di espressione che, francamente, non ritrovo più quando guardo Cartier. Oggi Cartier è un po’ triste, nelle sue creazioni. Credo potrebbe essere più gioioso e un po’ più “pazzo”.

    Ci dovrebbe essere un armonioso caos in tutte le nostre forme di produzione, ci dovrebbe essere più spazio per la “pazzia”. A volte sono forme di autolimitazione per “non esagerare”, ma dovremmo cercare di spingere noi stessi un po’ più nel “perché no?”, senza ovviamente valicare i confini del buon gusto. Dobbiamo saper celebrare la vita e l’umanità, altrimenti diventeremo sempre più tristi, più dipendenti da fattori economici. Celebrare la vita: penso sia parte integrante dell’identità di Bulgari.

    Una gioia di vivere della quale oggi abbiamo più bisogno che mai. E forse anche questo sembra aver portato Bulgari ad avere richieste d’orologi superiori alle sue capacità produttive. È solo un effetto della pandemia e delle necessarie interruzioni alla produzione, oppure bisogna ulteriormente potenziare tutto il complesso delle fabbriche Bulgari?

    Antoine Pin: Un po’ questo e un po’ quello. Sai bene come funziona l’industria… Non puoi reagire in poche settimane ad un aumento delle richieste. Servono mesi per comprare i componenti e noi non dobbiamo sottostimare la crisi dell’anno scorso che è stata molto difficile per il 90 per cento di tutta l’industria. Anche noi abbiamo sofferto per questa pandemia e quindi dobbiamo gestire le nostre capacità produttive con attenzione, anche per non diminuire la qualità a causa della fretta. Ma soprattutto dobbiamo gestire con attenzione le persone che lavorano per noi. È una cosa complessa.

    Sì, è vero che negli ultimi anni abbiamo avuto un successo crescente  e che quando abbiamo dovuto fermare la produzione… In aprile e maggio dello scorso anno abbiamo prodotto zero e tutti erano a casa in cassa integrazione. Abbiamo fatto ripartire la produzione in giugno, e ancor oggi stiamo progressivamente recuperando. Ma abbiamo avuto nuove interruzioni fra settembre e ottobre… Insomma, teniamo sempre sotto controllo i vari parametri, cercando il miglior compromesso fra le esigenze di produzione – che comunque hanno poi effetti a distanza di cinque, sei mei – e quelle di non giocare con il destino delle persone.

    Perché sì, è vero che la domanda è più alta di quanto pensavamo di produrre. È anche vero, però, che per adattarci a questa maggior domanda dobbiamo assumere e fare investimenti. Al tempo stesso, però, non voglio che la nostra squadra abbia alti e bassi. Quindi dobbiamo fare in modo che il cambiamento di dimensione all’interno del nostro gruppo – per ogni divisione dell’azienda – sia armonico e non ci costringa ad alcun taglio. Per questo, pur consapevole che dobbiamo aumentare la produzione, preferisco non riuscire a soddisfare tutte le richieste di prodotto, piuttosto che giocare con la vita di chi lavora per Bulgari. Non voglio assumere e poi correre il rischio di dover licenziare. Alla fine, tutto sommato, non riuscire a soddisfare tutte le richieste di prodotto mi sembra il male minore. E tutto sommato stimolare il desiderio di un orologio Bulgari non è poi così sbagliato.

    I mercati. Stati Uniti e Cina in forte ripresa, Europa a pezzi. Ma l’Italia tutto sommato non va male come gli altri Paesi europei, sembra. Certo, abbiamo cali enormi nelle grandi città turistiche e quelli dovuti alla chiusura dei negozi, ma sembra che la grande provincia resti molto vivace…

    Antoine Pin: È vero. E questo è il motivo per cui dobbiamo continuare a comunicare, a far vedere senza timore le nostre nuove proposte. Continuare il lavoro senza fermarci perché probabilmente quello che dobbiamo comunicare oggi è il nostro dinamismo. Bulgari continua ad investire – sia pure con le dovute cautele –, continua a far proposte nuove e a sedurre perché c’è sempre un buon numero di persone che ha un atteggiamento positivo. Persone che, nei limiti del possibile, vogliono continuare a vivere e sorridere alla vita.

  • LVMH Watch Week 2021, i Ceo presentano le novità

    LVMH Watch Week 2021, i Ceo presentano le novità

    Ha preso il via la LVMH Watch Week 2021. La prima in formato digitale – o meglio phygital, per usare un termine di moda oggi; ma la terza se si guarda alla storia recente del gruppo, dopo quelle fisiche di Dubai (a gennaio 2020, in era pre-Covid: un altro mondo) e di Ginevra (ad agosto dello scorso anno, dalla durata limitata a pochi giorni). Proprio stamattina si è tenuta la conferenza stampa, in diretta streaming per i giornalisti di tutto il mondo: un’introduzione, di fatto, alle novità in uscita nei prossimi mesi.

    A dare il benvenuto Stéphane Bianchi, Ceo della Divisione orologi e gioielli di LVMH Group. E, accanto a lui, i Ceo delle diverse marche: Ricardo Guadalupe di Hublot, Jean-Christophe Babin di Bulgari e Julien Tornare di Zenith. Grande assente (giustificato): TAG Heuer. Che terrà un proprio evento in separata sede il 4 febbraio, per il lancio di un’importante partnership con relativi prodotti – come ha spiegato nel collegamento ad hoc il Ceo, Frédéric Arnaud.

    Qui non mi soffermerò volutamente sui tanti bla bla di contorno – com’è andato lo scorso anno, la storia più o meno lunga del brand, la consueta dialettica fra tradizione e innovazione, i convenevoli dei nuovi ambasciatori – che sempre condiscono i discorsi delle grandi occasioni. Non perché non siano interessanti, per carità. Ma preferisco concentrarmi invece sulla “sostanza”: gli orologi che sono stati presentati in questa LVMH Watch Week 2021. Anche se la farò breve: e di ognuno darò solo pochi cenni essenziali – consapevole che ciascuno meriterebbe un approfondimento.

    In attesa, oltretutto, delle presentazioni che in settimana i diversi brand manager locali faranno alla stampa italiana, in cui gli esemplari visti stamattina saranno trattati con maggior attenzione. Il Giornale degli Orologi si riserva quindi di dare ai singoli modelli lo spazio che meritano, in futuro: magari quando gli esemplari arriveranno nei negozi. Perché ci sembra corretto che i nostri lettori possano andare a verificare con i propri occhi – e toccare con mano – quello che scriviamo in queste “pagine”.

    Cominciamo quindi con Hublot, cui va il merito di aver ambientato la presentazione dell’LVMH Watch Week 2021 negli spazi della manifattura, a Nyon, in un tour fra i vari dipartimenti. Fra le tante novità in cantiere, riflettori puntati sul Big Bang Tourbillon Automatic Orange Sapphire: per la cassa in vetro zaffiro dal colore inedito – arancione – ma più ancora per il nuovo calibro automatico di manifattura. Con il tourbillon in posizione simmetrica al micro-rotore decentrato, posto sul lato quadrante.

    Ma anche il più accessibile Big Bang Integral Ceramic, notevole per il bracciale integrato, realizzato in ceramica; i cui link devono essere stati un vero incubo in fase di produzione. Da citare comunque il Big Bang MP-11 Magic Gold (oppure Blue Sapphire), con la cassa appunto nell’oro esclusivo della casa (antigraffio) e i suoi sette bariletti in linea; il Classic Fusion Orlinski 40 mm, con total look blu; e, per le signore, il Big Bang One-Click 33 mm, in due varianti di cassa ma con tante possibilità di personalizzazione grazie al cinturino intercambiabile.

    Per passare a Bulgari, che proprio alle donne ha dedicato la maggior parte delle news dell’LVMH Watch Week 2021. Dal Serpenti Spiga, con un inedito bracciale matelassé in oro bianco o rosa, avvolto su più giri attorno al polso; ai nuovi Lucea, tra cui spicca la versione Intarsio con quadrante in marqueterie di madreperla; fino a i tre Divas’ Dream Peacock, dedicati appunto al pavone e resi più sontuosi dal ricorso ai métiers d’art (tipo smalto champlevé e tarsia di piume).

    Per il pubblico maschile, invece, la maison romana ha sviluppato l’Octo Finissimo S Chronograph Gmt, con cassa in titanio o acciaio, e il calibro a carica automatica (con rotore periferico) sottile solo 3,3 mm. E l’Octo Roma Carillon Tourbillon, un super-complicato con cassa in titanio Dlc nero che associa al tourbillon la ripetizione minuti con suoneria Westminster su tre gong. In edizione iper-limitata a 15 esemplari.

    Infine Zenith, che in questa edizione della LVMH Watch Week ha concentrato tutte le attenzioni sul Chronomaster Sport. Un’assoluta novità che riunisce una serie di caratteristiche distintive dei cronografi prodotti in passato dalla Manifattura: il quadrante a tre colori dell’El Primero A386, la forma del Chronomaster De Luca, il bracciale simile a quelli fabbricati da Gay Frères. All’interno però monta un El Primero di ultima generazione: come sempre ad alta frequenza, riporta per la prima volta la misurazione del 10° di secondo sulla lunetta in ceramica.

    E con questo spero di avervi fatto venire l’acquolina in bocca. Per ulteriori dettagli vi rimando alla gallery qui sopra, ma concludo con un paio di considerazioni. Uno. Ancora non si sa nulla riguardo all’effettiva data di arrivo degli orologi nei negozi (e in certi casi neppure sui prezzi al pubblico); speriamo di saperne di più già nei prossimi giorni (nel caso, aggiorneremo le didascalie). Due. La LVMH Watch Week 2021, pur con tutti i limiti insiti nella modalità digital, va vista come un segnale positivo. Che rivela la voglia e la capacità dell’orologeria di andare avanti – nonostante tutto.

  • Fabrizio Buonamassa Stigliani, lo stile italiano in Svizzera

    Fabrizio Buonamassa Stigliani, lo stile italiano in Svizzera

    «Qui c’è una piccola collina che assomiglia al Vomero. E il lago più grande della Svizzera, che può sembrare il mare». Neuchâtel come una piccola Napoli. Attraverso gli occhi di un visionario, che guarda oltre le forme e le apparenze: Fabrizio Buonamassa Stigliani, responsabile del design team orologi di Bulgari. Un destino in qualche modo già scritto.

    Da bambino giocava con le macchinine, quando non disegnava. «Mia madre dice che disegnavo sempre. I miei primi ricordi sono automobili, libri e fumetti. Da quando ho iniziato a disegnare», racconta Fabrizio Buonamassa Stigliani, «ho visto gli oggetti come uno che disegna, appunto: mi interessava l’aspetto formale. Con l’età e con gli studi la questione è diventata un’altra: capire il progetto».

    Una precisazione: per gli italiani la forma è sempre fondamentale. «Ancora oggi il design italiano è unico nel mondo», sottolinea il designer degli orologi Bulgari. «E noi italiani siamo gli unici in grado di fare di necessità virtù. Il che significa ottimizzare tempi e spazi». Un creativo italiano di un marchio italiano, che disegna orologi nella pancia dell’orologeria svizzera, fa sicuramente la differenza. Lo dimostrano due successi per tutti: gli Octo Finissimo e i Serpenti Tubogas.

    La carriera di Fabrizio Buonamassa Stigliani ha seguito le sue passioni infantili. Che lo hanno portato dal Centro Stile Fiat di Torino al Design Center Bulgari, prima a Roma e poi a Neuchâtel. «Per me disegnare automobili o disegnare orologi è esattamente la stessa cosa. Sono prodotti. Bisogna capire chi deve usarli. E perché un cliente dovrebbe scegliere quell’oggetto creato da me. Che sia un’auto, un paio di scarpe, una collezione di gioielli, un orologio o una sedia cambia il mondo di riferimento. Sono diversi lessico e tecnologia; ma il processo creativo è lo stesso», spiega.

    «Quello che semmai mi manca delle automobili è la grandezza», ammette. «Finché sono stato in Fiat ho disegnato a mano in scala 1:1. In Bulgari agli inizi disegnavo orologi enormi, con prospettive estreme. Ma alla fine, in un diametro di 44/45 millimetri al massimo, hai un oggetto bidimensionale, rispetto alla tridimensionalità dell’automobile. La forma di una vettura ne deve suggerire l’uso, la prestazione e, in alcuni casi, il sogno. L’orologio presenta gli stessi obbiettivi. Con la sfida – per assurdo forse ancora più ardua – di fare tutto questo in circa 40 mm di diametro».

    I Serpenti Tubogas e gli Octo Finissimo sono gli oggetti più rappresentativi di questi più recenti anni di lavoro per Fabrizio Buonamassa Stigliani. «Sul Finissimo c’è ancora molta strada da fare», afferma. «Il nuovo Serpenti Tubogas è sul mercato da 10 anni. Ed è un grandissimo successo. Perché siamo riusciti a reinterpretare un oggetto iconico con un prodotto diverso dal predecessore. Un carattere innovativo, che allo stesso tempo rispetta palesemente il Dna Bulgari».

    E le sfide del futuro prossimo? «Dopo aver ottenuto il sesto record mondiale per l’orologio più sottile al mondo, e dopo il Tourbillon manuale e automatico, solo tempo e chrono, l’asset di sviluppo per l’orologeria maschile continua ad essere l’Octo Finissimo, con diversi movimenti». Per la donna, Bulgari continuerà a sviluppare la meccanica. «Dopo 50 anni siamo tornati a sviluppare movimenti per il Serpenti. Bulgari era famosa negli anni ’50 e ’60 per quest’orologio, che montava movimenti sviluppati da terzi», spiega Fabrizio Buonamassa Stigliani. «Poi ha internalizzato tutto Ora torniamo a montare nella collezione movimenti meccanici di manifattura, sviluppati da noi. Come nel caso del Serpenti Seduttori Tourbillon, che monta il tourbillon più piccolo oggi in commercio».

    Disegnare orologi da donna non deve essere semplice per un uomo partito dal disegno di oggetti del desiderio maschile (automobili e orologi). «È sicuramente più difficile. Perché mentre l’uomo lo conquisti con la tecnica e la meccanica, la donna è più affascinata dall’estetica. Per gli orologi femminili facciamo riferimento alle origini del marchio, al suo patrimonio e a quegli aspetti emozionali che sono meno facilmente gestibili», spiega Fabrizio Buonamassa Stigliani. «Al tempo stesso c’è una quota importante di clientela femminile interessata ai movimenti meccanici», sottolinea. «Ecco perché, dopo avere investito tantissimo sul Finissimo maschile, abbiamo avviato lo stesso processo per i Serpenti». Come il Seduttori con il piccolissimo tourbillon, appunto.

    Nel suo gruppo di creativi ci sono persone di origini e culture diverse, capaci di dare il proprio apporto per far sì che gli esemplari incontrino un gusto trasversale. Nel team lavorano anche alcune donne: una designer coreana e una francese. «Perché è importante che un orologio Bulgari sia disegnato per avere lo stesso impatto, dal punto di vista estetico, in tutto il mondo», spiega. 

    È nei cassetti del nonno che un giovanissimo Fabrizio ha frugato per scegliere i suoi primi orologi. «Chiesi a mio zio di regalarmene uno che non usava più. Io sono cresciuto con il mito di quegli zii, uomini elegantissimi», confessa. «E da sempre penso che l’orologio parli molto dell’uomo (o della donna) che lo indossa. Attraverso il suo orologio, capisci la persona che hai di fronte, i suoi gusti, le sue inclinazioni… Il disegno è forse la parte meno interessante. Se sei capace di disegnare, disegni quello che hai in testa. Altrimenti puoi fare un modellino. Ma se non hai in testa niente, non hai neanche un cliente di riferimento». Designer, ma anche psicologo, antropologo, economista…

    «Se vedo una persona vestita in modo interessante, mi domando quale orologio indosserebbe. Quando viaggio, passo ore a passeggiare osservando gli accessori indossati dalla gente che incontro. A cercare quello che manca. E a immaginare un oggetto che risponda a quel bisogno». Sintesi di un creativo. E di un esteta. Che a 16 anni ha avuto la sua prima giacca su misura. «Ogni volta che acquistavo un vestito in un negozio di confezioni», ricorda, «dovevano smontare la giacca per rifarla come piace a me. Allora ho scelto una strada diversa». La sartoria napoletana, ça va sans dire.

    «Oggi che vivo in Svizzera ho un sarto calabrese a Roma, più facilmente raggiungibile. Non cuce giacche sfoderate (la cosiddetta giacca tipicamente napoletana, ndr): ogni sarto ha le sue proporzioni e i suoi credi, come un designer. Per me l’eleganza è una cosa naturale. Non amo l’ossessione per il dettaglio, e non mi piace apparire. Ho quasi tutti abiti blu, in diverse gradazioni, e cravatte in tricot tinta unita», confida.

    Tanti piccoli grandi indizi per riconoscere un napoletano in Svizzera. Prima ancora di scoprire la spiccata dote italiana di fare di necessità virtù. «Dote che spinse Ferragamo, quando durante la guerra di Crimea non arrivavano i supporti per i tacchi in acciaio, a inventarsi una zeppa in sughero. E Bulgari a trasformare il tubo del gas in un’icona del lusso. Perché mentre i tedeschi sono ossessionati dalla forma che segue la funzione, noi italiani ci dobbiamo divertire», sorride Fabrizio Buonamassa Stigliani. Un esempio? «Una volta ho notato che la ripetizione minuti dell’Octo Finissimo Unico – essendo molto sottile – aveva un suono che andava “aiutato”, amplificato con il materiale della cassa. Ho proposto di fare la cassa in titanio. Mi hanno ribattuto: “In Svizzera la facciamo in oro”. Ho risposto: “Io non sono svizzero”. Il titanio, contenuto tecnologico, è diventato elemento estetico del nuovo orologio».

    Fare di necessità virtù è diventato il mantra del Design center orologi di Bulgari per il post-lockdown. «Nei tre mesi di chiusura abbiamo ridisegnato l’Aluminium da zero, vent’anni dopo il primo lancio. Come se fosse un prodotto nuovo», sottolinea Fabrizio Buonamassa Stigliani. «Perfetto in questo periodo, perché è un entry prize con uno stile iconico: 2.950 euro il solo tempo; 4.250 euro il cronografo». Con movimento meccanico a carica automatica, come allora. E lo stesso design in alluminio e caucciù che ridefinisce il significato di oggetto di lusso e orologio sportivo, oltre i confini del convenzionale.

  • Bulgari Octo, dal passato al futuro – parte II

    Bulgari Octo, dal passato al futuro – parte II

    13 luglio 2012: con una sbalorditiva cena all’aperto nello Stadio dei Marmi Bulgari lancia a Roma il restyling dell’Octo. Una cerimonia fastosa, ma non eccessiva, una cena della quale ancor oggi molti ricordano la perfetta organizzazione che sembrava farsi beffe di tutti i luoghi comuni sull’indolenza della Città Eterna. Ricordo bene che i presenti venivano a complimentarsi persino con me, in quanto romano. E approfitto dell’occasione per scusarmi con quanti ho vivacemente insultato per la stupida (ai miei occhi) propensione a considerare Roma una città perduta in pennichelle e menefreghismo. Beh, qualche volta hanno anche ragione…

    Sta di fatto che tanto fasto è ben motivato: l’Octo del 2012 abbandona definitivamente ogni traccia di Tamarro Style per reinserire Bulgari nel fiume della propria storia. Di Genta rimane soltanto l’essenza, la forma di una cassa che – spogliata dagli eccessi – si rivela potente quanto il Royal Oak, il Nautilus, l’Ingenieur. È l’inizio di un percorso di sintesi estetica che somiglia, in un certo senso, a quanto ha fatto ai suoi tempi Eric Clapton con la propria chitarra. In un mondo che tendeva a stupire imbottendo di note ogni assolo, Clapton toglieva tutto quel che non era necessario per comprendere il senso espressivo della musica.

    Eppure manca ancora qualcosa. Non ostante il restyling del 2012 sia un successo, il nuovo Octo sembra un albero incapace di riprodursi per diventare foresta. L’arrivo di Jean-Christophe Babin alla testa di Bulgari porta al marchio quella pace interna che s’era parzialmente persa nel passaggio a LVMH; un disagio nel sintonizzare il passato di Bulgari con il suo futuro. Il cambiamento definitivo si compie proprio con l’arrivo di Babin. Il quale non stravolge il lavoro precedente, ma tende a focalizzarlo con maggiore precisione su un futuro visto nell’ottica di un potente gruppo internazionale, una vera multinazionale del lusso in grado di proporre un ventaglio di prodotti molto, molto ampio.

    Jean-Christophe Babin conosce bene e ama Roma. Jean-Christophe Babin conosce bene e ama Bulgari. Jean-Christophe Babin conosce bene e ama il marketing onesto: quello che non promette sfracelli per un rapido incremento del fatturato (rapido, ma non necessariamente duraturo); quello che esalta la natura originaria del marchio. E quindi si “limita” ad impostare un nuovo percorso di lavoro con le preziose persone già presenti: in particolare Guido Terreni, dal 2009 Direttore Generale della Business Unit Orologi, in Bulgari dal 2000; e Fabrizio Buonamassa Stigliani, Direttore del Centro Design Bulgari dal 2007, che lavora per il marchio dal 2002.

    Di solito il Ceo appena insediato si comporta come “il nuovo sceriffo in città”, cominciando dal tagliare più teste di quante ne avrebbe volute la Regina di Alice per lasciar posto alla propria corte. Babin, che pure arriva da un’altra esperienza d’orologeria (Tag Heuer, sempre appartenente a LVMH), si limita a cambiare strategia secondo i desideri del gruppo, ma usando le stesse persone, delle quali conosce e apprezza il valore.

    Inizia un percorso che già nel 2014 porta ai primi esemplari dell’Octo Finissimo (Tourbillon e Automatico) con cassa in platino e la definitiva stilizzazione della cassa. Negli anni seguenti, poi, la creatività esplode: sia nei materiali (dal titanio all’acciaio rodiato, dal carbonio all’oro rosa sabbiato, con notevoli sorprese in serbo per il futuro); sia nelle declinazioni, che comprendono l’Octo Roma e Octo l’Originale.

    Quest’ultimo, in particolare, diviene subito quell’orologio “universale” che nei cataloghi Bulgari latitava dai tempi del Diagono. La sua impermeabilità fino a 10 atmosfere lo qualifica per un uso esteso, dalla vita quotidiana alle vacanze al mare. E il suo prezzo (poco meno di 7.000 euro per la versione di base) lo rende più accessibile dei “complicati” Finissimo. Perché non bisogna dimenticare che anche l’estremo contenimento dello spessore è considerato, giustamente, una vera e propria complicazione orologiera, fino a poco tempo fa riservata a “specialisti” come Piaget e Vacheron Constantin.

    Il risultato è davvero interessante perché ancora una volta (a onor del vero la cosa a Bulgari era già riuscita in passato con altri orologi) un marchio italiano diviene profeta in patria. Octo è uno degli orologi maschili più desiderati degli ultimi anni, un must anche a casa propria. Il team ha vinto una gran bella battaglia grazie ad un sapiente equilibrio fra tecnica (quella della manifattura di Neuchâtel), design (una sintesi estetica estrema, eppure capace di conservare ed esaltare la struttura originale) e un marketing serenamente indirizzato a creare e gestire la soddisfazione di un pubblico internazionale ben informato.

    Un’evoluzione che, secondo logica, lascia intendere notevoli sviluppi per il futuro, in particolare per quanto riguarda i materiali; ma anche nuove complicazioni destinate a dimostrare la potenzialità ormai matura della manifattura Bulgari di Neuchâtel. È per questo che abbiamo voluto introdurre una tipologia d’articolo un po’ diversa dal solito. Un itinerario che – specialmente per chi vorrà verificare con i propri occhi presso un concessionario – possa essere d’aiuto per una più completa valutazione personale.

    Alcuni indirizzi utili: Boutique e rivenditori autorizzati Bulgari

  • Bulgari Octo, dal passato al futuro – parte I

    Bulgari Octo, dal passato al futuro – parte I

    “Nemo propheta in patria” è un’espressione che spesso si crede riflettere un complesso vizio italiano. Un misto di invidia e sfiducia condito da un eccesso di autocritica per il quale tendiamo a pensare che solo quel che viene dall’estero (idee oppure oggetti) sia corretto e desiderabile. In realtà l’espressione, molto antica (viene dai Vangeli), ha un proprio forte influsso un po’ dappertutto, anche se altrove l’autocritica è meno chiassosa e autolesionista che da noi. Poi ci sono le eccezioni. Come Bulgari, che non è nuova ad improvvisi, forti afflati d’amore da parte del pubblico italiano. Sta accadendo, da un paio d’anni a questa parte, per la collezione Octo, che vale la pena esaminare in generale perché c’è molto da scoprire.

    In molti sono convinti si tratti di una collezione nuova di pacca: falso. Octo è un nome che compare negli anni Ottanta nelle collezioni di Gérald Genta, forse il miglior disegnatore d’orologi da polso che la Svizzera (e non solo) abbia conosciuto. Origini piemontesi, Charles Gérald Genta (Ginevra, 1º maggio 1931 / 17 agosto 2011) è autore della trilogia Royal Oak, Nautilus, Ingenieur (rispettivamente per Audemars Piguet, Patek Philippe e IWC), nonché fondatore di una propria marca – Gérald Genta, appunto. Il tema dell’ottagono ritorna spesso nei suoi disegni, convinto com’era che gli portasse fortuna. Il che era vero solo in parte.

    Non ostante fosse incondizionatamente amato dai mercati mediorientali e russi (il primo orologio da un milione di dollari – senza pietre preziose – fu un supercomplicato di cui vendette in poche ore tutti i sedici esemplari prodotti), non era un grande amministratore di se stesso. Per cui nel 1999 si trovò costretto a vendere la propria marca – e il proprio nome – a Bulgari, che pressoché contemporaneamente acquistò anche un altro marchio artigianale, Daniel Roth. Fu un ottimo affare, perché Bulgari oltre ai disegni di Genta comprò il grande know-how tecnico di entrambi i marchi, patrimonio di base sul quale ha in seguito fondato e sviluppato la propria manifattura. Bulgari per qualche anno continuò a produrre orologi con i due marchi acquisiti, mentre Genta provò una nuova avventura imprenditoriale con il nome di Gérald Charles, ma senza grande fortuna. Gradualmente poi Bulgari ha abbandonato i nomi di Gérald Genta e Daniel Roth, e nel 2011 il marchio romano verrà acquisito dal gruppo LVMH di Bernard Arnault.

    La collezione Octo dell’epoca non ha mai scatenato afflati d’amore né in patria né, tutto sommato, in Europa. E non è difficile comprendere perché osservando la versione del 2006: il Black Spirit, un bizzarro tourbillon con ore retrograde, interessante da un punto di vista tecnico (aveva il ponte del tourbillon in vetro zaffiro e la lunetta in tantalio, metallo raro che magari potrebbe tornare nel mirino di Bulgari), ma troppo chiassoso dal punto di vista estetico. Eppure, a guardar bene, la cassa è chiaramente riconoscibile come progenitrice di quella attuale.

    Né andava meglio, sempre nel 2006, con l’Octo 48-Month Perpetual Calendar: un calendario quasi perpetuo, nel quale la data andava corretta solo a febbraio degli anni bisestili (una semplificazione tecnica che abbassava un po’ il costo ma alzava molto l’affidabilità, anche perché la tenuta stagna era garantita fino a ben 10 atmosfere). Anch’esso interessante dal punto di vista tecnico ma difficile da digerire sotto l’aspetto estetico. Per noi italiani, ripeto, perché all’estero le vendite furono più che soddisfacenti, tanto che la tendenza per così dire all’eclettismo estetico perdurò con invenzioni ardite nel 2010 (quando accanto al marchio Gérald Genta comincia a comparire quello Bulgari) e nel 2011, l’anno della vendita a LVMH. Il cronografo a quattro lancette retrograde, con ore saltanti, cassa in acciaio (da 45 mm di diametro) e lunetta in ceramica, è ancora una volta pregevole da un punto di vista tecnico, ma segna un momento davvero confuso per quanto riguarda l’estetica, com’è possibile rilevare nella vista laterale.

    Sia ben chiaro: nulla nasce per caso e l’incontinenza estetica proviene da precise richieste di alcuni mercati esteri; ma accadeva che i gusti cominciassero a mutare anche laddove imperava quel che definisco il “tamarro style”, sul quale forse vale la pena di spendere poche rapide parole. Chiassosi, evidenti, ridondanti e poco o nulla inclini all’understatement, gli orologi “tamarro style” hanno progenitori ricchi che spaziano dal Franck Muller di una volta a (persino) certe versioni del Royal Oak Offshore. Tamarri perché richiesti dal desiderio di gridare la propria ricchezza in certi mercati emergenti (allora) come quello russo; ma anche perché in ciascuno di noi c’è un angolo o un momento tamarro, in ciascuno di noi è in agguato il tamarro magari parziale o temporaneo. Negarlo sarebbe bugia e il “tamarro style” è ancor oggi una solida realtà di mercato, trasversale in ogni fascia di prezzo. Ma Bulgari decide di cambiar strada.

    Continua… 

  • Il segno (grafico) di Bulgari

    Il segno (grafico) di Bulgari

    Fabrizio Buonamassa Stigliani, da buon partenopeo, è un inguaribile ottimista. Dotato di una solarità talmente tenace e persistente da essere sopravvissuta persino a una decennale permanenza in quel di Neuchâtel. Ed è tutto dire. Fabrizio Buonamassa Stigliani sorride sempre, ma quando trovandotelo di fronte percepisci anche un non so che di aria particolarmente soddisfatta, e i suoi occhi si fanno d’improvviso più brillanti del solito, allora capisci subito che ti sta per tirare fuori da sotto la manica qualcosa di inaspettato, e di cui va particolarmente fiero. Qualcosa di inequivocabilmente Bulgari, vista la recente effervescenza creativa della maison. Se invece tra le mani stringe una custodia, allora è il segno che da lì a poco ti racconterà un nuovo femminile.

    Partendo da una cassa estremamente semplice, circolare, per la prima volta abbiamo portato una complicazione come la ripetizione minuti in un contesto di gioielleria. E quando hai a disposizione un movimento del genere cerchi di esaltarlo nella maniera più efficace. L’orologio è molto semplice, cassa Divas’ Dream, tonda e con due anse a forma di petali, diamanti sulla cassa stessa e sulla lunetta. E un quadrante meraviglioso, creato con una tecnica mai utilizzata prima: lacca nera con sopra una polvere d’oro. Stendiamo sul quadrante una finitura lucida perfetta e poi ci lasciamo cadere della polvere d’oro. Infine ci soffiamo sopra così che la polvere d’oro si disponga in maniera casuale. Per farne uno ne buttiamo sei o sette, perché a volte c’è troppo oro, altre volte troppo poco, oppure si dispone male. Questa ripetizione minuti è l’esaltazione del savoir-faire di Bulgari come gioielliere e come orologiaio, una marca che oggi è in grado di dire delle cose diverse dagli altri.

    Non solo nel campo dei femminili. Perché vista l’aria che tira negli ultimi anni un maschile te lo aspetti. E questa volta la manica si alza davvero. Sotto, un Octo Finissimo Automatico inconsueto.

    Lo abbiamo fatto anche in acciaio, un acciaio molto bianco. Un colore frutto di un processo alquanto laborioso che richiede addirittura cinque passaggi. In quanto il metallo va prima indurito, poi va rodiato, in seguito placcato, anodizzato, e infine sabbiato. Una referenza che si aggiunge a quella in titanio, presentata lo scorso anno, e in oro rosa, altra novità 2018.

    Abbiamo toccato gli estremi, alta gioielleria e avanguardia. Perché a livello di stile oggi Bulgari vive di forti contrapposizioni.

    Sì, ma la cosa più importante sono gli elementi in comune che ci sono tra queste due categorie di prodotto. In entrambi i modelli la cosa fondamentale è quella di riuscire a riconoscere la marca. Il filo conduttore è dato dalle forme, dalle proporzioni, dall’attenzione per i dettagli. I nostri oggetti sono estremamente difficili da realizzare, vuoi per lo spessore del movimento, vuoi per la finitura dei materiali, ma quando li vedi sembra che quella sia la loro forma naturale.

    A proposito di design, in che fase evolutiva si trova quello di Bulgari?

    Si trova in una fase di consapevolezza. Siamo in grado di comprendere molto bene quello che vogliamo fare e quello che è la marca, e questo ci consente anche di immaginare un’evoluzione di questi elementi per il futuro. In questo momento i record del mondo o l’Octo Finissimo in titanio rappresentano un passaggio fondamentale ma anche la prova di quello che la marca è in grado di fare nell’ambito dell’orologeria.

    Hai citato il titanio. Quanto è importante per un designer conoscere i materiali?

    È molto importante perché ogni materiale ha delle sue regole e conoscerle ti permette di utilizzarlo in maniera anche inaspettata. In alternativa è bene affidarsi a esperti del mestiere. Perché il designer non è un tecnologo, non è qualcuno che si occupa di stampi, di ritiri dei materiali. La ceramica per esempio ha dei ritiri di 10/11 volte rispetto alla dimensione finale, ma non è che tutti conoscano le tecnologie per la sua lavorazione nonostante oggi sia un materiale molto utilizzato in orologeria. Stesso discorso per il titanio: è quattro volte più duro dell’acciaio, molto più leggero, ma ha bisogno di utensili speciali, altrimenti dopo che hai fatto due casse finisci per buttare tutto.

    I materiali possono anche costituire un vincolo?

    Ormai tutti conosciamo la lavorazione dei metalli. Si fanno degli stampi e in seguito si utilizzano macchine utensili per dargli la forma perfetta. Però oggi nell’orologeria ci sono anche materiali compositi, materie plastiche che si stampano a iniezione oppure con sistemi ibridi di stampaggio. Che occorre conoscere, semplicemente per sapere cosa uscirà fuori alla fine. Perché le materie che si stampano a iniezione, come la plastiche o alcuni compositi, quando escono dallo stampo presentano degli elementi che vanno rifiniti. Quindi in fase di disegno è utile sapere dove questo avverrà perché a seconda della forma della cassa potrebbe essere poi impossibile riprenderli in una seconda fase della lavorazione.

    Questi nuovi materiali ti hanno ampliato gli orizzonti dandoti opportunità in più?

    Più che il materiale conta l’idea. Oggi siamo pieni di oggetti, non ne abbiamo bisogno di nuovi. Però ci sono ancora designer che disegnano sedie e ci sono ancora io che disegno orologi. Anche se siamo pieni di sedie e di orologi. La cosa stimolante è però l’opportunità di reinventare sempre l’oggetto. Prendiamo l’esempio dell’Octo Finissimo. Non è un orologio di riferimento solamente perché ben fatto o perché è tra i più sottili al mondo. Ma perché rappresenta la marca in un periodo storico, perché reinventa la maniera di utilizzare un orologio ad alta complicazione. A volte un’innovazione di carattere tipologico è molto più importante e più difficile da realizzare di un’innovazione di carattere tecnologico. Perché devi indicare all’utente come usare un oggetto che conosce già ma che va utilizzato in maniera diversa. L’oggetto di design, inteso come ben fatto, è in grado di raccontarti da solo di che materiale è fatto, a cosa serve e come si utilizza. Se te lo devo mostrare, vuol dire che c’è qualcosa che non va, che l’oggetto da solo non si spiega.