Protagonisti

Frédérique Constant e la passione trentennale di Mr. & Mrs. Stas

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Peter C. Stas e Aletta Stas-Bax raccontano la storia della marca che hanno fondato 30 anni fa. Nata da una passione comune e da un’idea (col senno di poi) vincente: produrre orologi di manifattura accessibili a un pubblico più vasto

Una vacanza sulla neve, ed è il colpo di fulmine: gli orologi meccanici esposti nella vetrina di un negozio di Ginevra accendono la scintilla. Nasce così una storia di passione e successi che ha trasformato esemplari costruiti in-house in lusso abbordabile. Sono passati 30 anni. La formula magica di Frédérique Constant è rimasta identica: «Design intelligente e metodi di produzione efficienti, costi pubblicitari non troppo elevati e margini ridotti, per dare ai nostri clienti la possibilità di avere orologi di manifattura svizzera a prezzi accessibili». Peter C. Stas e Aletta Stas-Bax, rispettivamente Presidente e Consigliere esecutivo di Frédérique Constant Group, raccontano i retroscena della storia della marca che in questo 2018 festeggia appunto il 30° anniversario.

«Aletta era ancora una studentessa. Nel 1988 andammo a Ginevra per una vacanza invernale», racconta Peter C. Stas, «ed entrambi ci innamorammo degli orologi meccanici svizzeri che a quel tempo in pochi potevano permettersi. Da allora, abbiamo sviluppato un’idea di produzione fatta in casa, affidabile e di alta qualità, ma che fosse accessibile a un gran numero di persone appassionate di alto artigianato e tecnologia innovativa».

La coppia non vede altra scelta se non sacrificare due promettenti carriere manageriali per scommettere sulla propria impresa orologiera. «Dopo essersi laureata alla Rijks University nel 1989, Aletta diventò asset manager nella divisione Commercial real estate del gruppo Ing nei Paesi Bassi, dove rimase due anni prima di trasferirsi a Hong Kong», spiega lui, «e diventare account manager nella divisione assicurativa del gruppo». «Il passaggio a Hong Kong non fu casuale: Peter era stato nominato direttore marketing di Philips Electronics per la regione Asia-Pacifico nel 1991», sottolinea lei, «e l’ufficio aveva sede anche a Hong Kong».

In quello stesso anno, sul tavolo della cucina di casa, Peter e Aletta iniziano a progettare e sviluppare i primi prototipi. «Avevo creato una piccola società di software e lavoravo allora su un programma di progettazione per pc che avrei poi utilizzato per creare i primi modelli di Frédérique Constant. Nel 1992, presentammo la nostra offerta orologiera alla fiera di Hong Kong e ricevemmo da un grossista giapponese un ordine di 350 orologi», aggiunge Peter: «Era quello l’incoraggiamento di cui Aletta aveva bisogno per dimettersi dal gruppo Ing e dedicare tutta se stessa a Frédérique Constant».

Un affare di famiglia, come testimonia anche la scelta del nome, che mette insieme Frédérique Schreiner, la bisnonna di Aletta, e Constant Stas, il bisnonno di Peter. Erano stati d’altronde i genitori a trasmettere a entrambi la passione per gli orologi. «Da adolescenti, ricevemmo in regalo dei Seiko, che erano di buona qualità ma dal design poco classico», ricordano. «In Svizzera avemmo poi modo di ammirare esemplari di marchi come Bucherer, classici ma molto costosi. Da qui l’idea di creare orologi dal design classico a prezzi più bassi».

All’inizio i loro esemplari montavano esclusivamente movimenti elettronici al quarzo. Poi, nel 1994, il lancio della fortunata collezione Heart Beat: il nome deriva dall’apertura creata sul quadrante per mostrare il “cuore pulsante” del movimento, l’organo regolatore. Si trattava

Condividi l'articolo