Attualità

Le cronache di PDV: in Giappone con Seiko, la “casa della precisione”

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Paolo De Vecchi è stato l’unico italiano invitato alla prima “Seiko Media Experience”. Un viaggio per conoscere da vicino la storica marca nipponica, ma anche un’occasione per riflettere sull’orologeria Made in Japan

Shiojiri (metallurgia e meccanica) e di Shizuku-ishi (assemblaggio e regolazione), svelando grandi tradizioni e competenze.

Partendo dal nome, si viene a sapere che si tratta della contrazione di “Seiko-Sha”, il cui significato è “casa della precisione”. Un concetto logico parlando d’orologi, ma pensando alla produzione giapponese è opinione comune abbinarla al quarzo, tecnologia che assicura appunto grande esattezza. Venendo in contatto con Seiko ci si rende invece conto di quanto, fin dalle origini, la marca abbia coltivato passione e competenza per la meccanica. Parallelamente a quanto documentato nei tradizionali siti produttivi elvetici e delineando un comune denominatore tra culture così lontane.

La “casa della precisione” è stata fondata ad opera di Kintaro Hattori – e tuttora governata dal discendente Shinji Hattori – nel 1881, con l’apertura di un negozio a Tokyo che importava e riparava orologi d’arredamento, per poi iniziarne la produzione nel 1892 e ingrandirsi fino a potersi trasferire nella Clock Tower di Ginza, ancora oggi uno dei simboli della città. Risale invece al 1924 la produzione del primo orologio da polso con marchio Seiko, mentre altre pietre miliari sono il Grand Seiko del 1960, ancora in catalogo in versione aggiornata, e l’Astron del 1969, il primo orologio al quarzo del mondo.

Una supremazia elettronica frutto d’importanti studi e investimenti sulla precisione, oggi trasferiti alla meccanica con risultati che non hanno deluso le aspettative. Come dimostrato – solo a titolo d’esempio – dal Calibro 9S86: il nuovo movimento automatico montato nel Grand Seiko, dallo scarto medio giornaliero di +4/-2 secondi (meglio del COSC, i cui parametri – per intenderci – si aggirano sui +6/-4 secondi al giorno). Sul versante estetico, dove tutto è declinato con un attento gusto del dettaglio e l’immenso amore per la natura, Seiko sembra attingere a piene mani dal proverbiale senso del bello giapponese, incrociando design tecnologico e minimalismo, concetti trasversalmente presenti in tutte le collezioni. Bisogna dire infine che gli accenni decorativi sono sempre molto sobri, ispirati al ricco patrimonio simbolico e metaforico del Sol Levante, secondo il concetto chiamato “mitate”.

Condividi l'articolo