Attualità

Patrick de Gayardon, una vita al limite

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Sector No Limits torna a celebrare uno dei più grandi paracadutisti di tutti i tempi, pioniere degli sport estremi. Con una special edition che ripercorre quattro memorabili imprese

Chi ha attraversato gli anni ’90 in un’età sufficientemente matura per far propri in maniera indelebile i momenti e i fatti che l’hanno contraddistinta, si ricorderà senza dubbio di Patrick de Gayardon. E, automaticamente, del brand che lo accompagnava nelle sue imprese: Sector No Limits. L’associazione è un atto dovuto, perché la loro identità era talmente forte da rendere le due “entità” inscindibili. Patrick de Gayardon era Sector No Limits. Sector No Limits era Patrick de Gayardon. Tanto che ancora oggi, a poco più di 20 anni dalla scomparsa del paracadutista francese, il ricordo di quelle gesta è più vivo che mai.

E nemmeno un evento luttuoso, solitamente deleterio per qualsiasi tipo di partnership, è riuscito in qualche modo a guastare l’immagine e il sapore che quel binomio unico ha saputo trasmettere. Perché anzi, paradossalmente, quando ti accomiati dal mondo facendo proprio ciò che la gente normale si aspetta da te, allora entri nel mito. E finisci per non uscirne più. Per congelare la tua immagine, e con essa quell’insegna che ti sei sempre portato addosso, cucita su misura come neanche un pay off: No Limits.

Capire ciò che ha fatto Patrick de Gayardon, per le nuove generazioni, non è semplice. Perché nel frattempo il concetto di “no limits” è mutato. E se da un lato i territori da esplorare e sui quali mettere alla prova le capacità umane si sono moltiplicati, dall’altro quelle discipline un tempo realmente no limits – proprietà privata di pochi ardimentosi – si sono via via “relativamente” democratizzate. Così se oggi ci si vuole vestire con una bella tuta alare lo si può fare. Perché la si può comprare. Ma solo vent’anni fa non era così.

Lo stesso discorso vale per l’orologeria. E per Sector. Sebbene la fondazione formale della marca risalga al 1973, la vera identità si costituisce all’alba del nuovo millennio. Nel 1991, quando si plasma l’immagine di Sector No Limits, l’industria di settore è ancora ammaliata dalle sirene del quarzo, ma guarda oltre. E si pone nuove sfide. A partire dagli anni ’80 infatti, dall’Europa al Giappone (vedi Casio, con il G-Shock), nasce il mito dell’orologio indistruttibile. E la brillante idea di Sector, di legarsi ad un ristretto manipolo di atleti capaci di compiere gesta ai confini delle possibilità umane,

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