Vetrine

Al mare, con un subacqueo al polso (e il portafoglio pieno)

Prezzo accessibile, funzionalità studiate, materiali resistenti (e magari anche colori vivaci). Sono le caratteristiche ideali dell’orologio per l’estate: il subacqueo “da vacanza”


Ma chi l’ha detto che per comprare un orologio subacqueo bisogna spendere un capitale? Sul mercato se ne trovano tantissimi a un costo accessibile. Qui, per esempio, potete trovarne una dozzina con prezzi che variano dai 49 ai 540 euro. Certo, si tratta di una selezione di modelli diversi: c’è il diver professionale e quello più adatto a fare snorkeling. L’esemplare in resina e quello in acciaio. Ma tutti sono studiati per affrontare l’acqua in totale sicurezza.

Non solo. Sono anche valide alternative all’orologio “di rappresentanza”, che indossiamo tutti i giorni al lavoro e magari non è proprio l’ideale per la spiaggia. Non è un subacqueo, anche se è impermeabile. Ma siamo sicuri che le guarnizioni “tengano” ancora? E il vetro, dopo quell’urto micidiale preso il mese scorso? Ovvio, non per colpa nostra… Ma se ci fosse una microfrattura, resisterebbe agli sbalzi termici, inevitabili in certe situazioni? E poi il sale e la sabbia non fanno bene alla pelle del cinturino. Dovremmo forse tenerlo sempre sotto l’ombrellone? No, meglio non fargli correre rischi e lasciarlo a casa, quando partiamo per il mare. Da valutare se proprio in casa e non invece in cassetta di sicurezza…

Comunque sia, vale la pena di prendersi un orologio apposta per le ferie. Un subacqueo dal prezzo ragionevole, appunto. Che non ha bisogno di pianificare l’acquisto. Anzi, dia libero sfogo al nostro istinto di shopping compulsivo senza farci sentire in colpa o mandare all’aria il bilancio familiare. E ci lasci improvvisare nella scelta, sulla base delle nostre esigenze e del nostro stile. Decidere al momento se vogliamo un modello più tecnico o giocoso, più serio o colorato. E perfino permetterci di prenderne più d’uno, da alternare in funzione dell’attività in programma.

Un orologio che sia a perfetto agio tra le onde, disposto a tutto: capace di resistere all’impatto con l’acqua, quando facciamo i nostri tuffi più spettacolari e le nostre bracciate più potenti. E più ancora quando cadiamo dalla tavola da surf (da kate o da wake). Insomma, un subacqueo “da battaglia” – o forse sarebbe meglio definirlo “da vacanza“? C’è chi lo chiama “muletto”, tanto per capirci…