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La sincronizzazione dell’ora? Ecco cosa fare (e non fare)

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Il metodo migliore per rimettere a posto le lancette del proprio orologio. Con il giusto riferimento e senza rischiare danni. In nessun caso

La sincronizzazione dell’orologio: ossia rimettere a posto le lancette dopo che l’orologio si è fermato, per qualunque ragione. E non venitemi a dire che è una cavolata e che lo sanno fare tutti. Cominciamo subito con alcune informazioni per i duri e puri della precisione: non sempre è colpa dell’orologio. Certe volte siamo noi a sbagliare riferimenti. In pratica, dobbiamo usare sempre uno stesso riferimento, un segnale orario certo in qualunque momento intendessimo servircene.

Infatti, sia per quanto riguarda il cellulare che il computer, basta un aggiornamento di quelli sostanziosi per far saltare la sincronizzazione. Per scrivere questo articolo, ad esempio, ho innanzitutto controllato se l’ora del mio cellulare e quella del computer coincidevano. C’era oltre un minuto e mezzo di scarto. Sono quindi andato (il mio sistema operativo è Windows 10) in Pannello di controllo, Data e ora, terza scheda (ora Internet) sulla quale ho due scelte: o l’ora di Windows (time.windows.com), che però ogni tanto ha problemi di sincronizzazione, o quella dell’Istituto americano degli standard e della tecnologia (time.nist.gov), che sembra migliore. Fermo restando che le sincronizzazioni di Windows non sono poi così frequenti.

Con il cellulare, poi, le cose possono essere ancor più difficili. E allora per tranquillità un buon metodo è andare sul sito dell’INRiM, l’Istituto nazionale di ricerca metrologica di Torino, e usarlo come riferimento per la sincronizzazione. Ve lo mettete fra i preferiti e avrete sempre un riferimento coerente per sincronizzare il vostro orologio. Detto questo passiamo all’operazione pratica, complicata, in molti casi, dal datario a scatto rapido.

Nella maggior parte degli orologi, intorno alle ore 10 della sera un nottolino comincia a caricare, spostandola lateralmente, una piccola molla lineare. In sostanza, un sottile filo di acciaio. Se in quel lasso di tempo spostiamo le lancette (di solito all’indietro), la molla viene forzata fino a piegarsi. Il datario non funzionerà più, bisognerà aprire l’orologio per sostituire la molla. E ogni volta che si apre un orologio bisognerebbe, in teoria, sostituire anche gli oli, che si ossidano alla velocità della luce. In pratica, bisognerebbe fare una manutenzione completa, maledettamente costosa perché implica ore di lavoro di un tecnico specializzato. Evitare tutto questo è di una semplicità disarmante.

Si estrae la corona (generalmente in prima posizione) per arrestare l’orologio o comunque essere in grado di muovere le lancette di ore e minuti. Facendo prima un piccolo controllo, si cerca di capire in quale direzione bisogna ruotare la corona per far avanzare le lancette di ore e minuti: generalmente dal basso verso l’altro, ma una cauta verifica non fa mai male. Quindi fare avanzare le lancette fino alle ore 6, circa. A questo punto la molla del datario è libera e potete fare più o meno quello che volete.

Ossia estrarre la corona in seconda posizione (che è generalmente quella addetta a far avanzare il disco del datario) e mandare avanti il datario fino a quando segnerà il giorno precedente a quello in cui state eseguendo la sincronizzazione. Poi riportate la corona in prima posizione e fare andare avanti le lancette fin quando il datario non scatterà al giorno corrente, dopodiché continuate a far avanzare le lancette fino all’ora giusta. Avanzare, mi raccomando. E se per caso aveste la cattiva idea di eseguire la sincronizzazione di sera, intorno alle 10, ricordate di non far indietreggiare mai, assolutamente mai, le lancette. Ricominciate daccapo l’operazione sempre ricordando che le lancette, per rendere felice l’orologio, devono avanzare e non indietreggiare.

Tecnicamente esistono mille eccezioni, tutte ben indicate nei libretti d’istruzione. Alcuni orologi possono andare avanti o indietro senza problemi anche nelle ore “proibite” (generalmente fra le 10 di sera e le 2 del mattino). Altri contengono dispositivi diversi che, ad esempio, fanno avanzare le lancette a salti di un’ora. Ed esistono tante altre variabili che, da un orologio all’altro, suggeriscono per ciascuno una corretta procedura di sincronizzazione. Ma dal momento che le persone che leggono i libretti d’istruzione sono poche e quelli che ne ricordano il contenuto sono ancora meno, il metodo appena descritto consente di non sbagliare mai, in nessun caso.

Eviterete così di dover andare in negozio giurando che mai e poi mai avete sincronizzato l’orologio nelle ore “proibite”. Il negoziante se ne accorgerà non perché vi cresce il naso come a quel gran bugiardo di Pinocchio, ma perché appena aperto l’orologio vedrà la molla storta. Saprà che siete bugiardi e forse penserà che state anche tentando di fare i furbi. Magari non litigherà con voi perché il cliente ha sempre ragione, ma vi segnerà come uno di quelli che è meglio perderli che trovarli…

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