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Le cronache di PDV: alla Design Week di Milano. Fra il Salone e i dintorni

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Paolo De Vecchi ha girato per noi la Fiera e il Brera Design District sulle tracce di quadranti e lancette. E ha partecipato ai numerosissimi eventi del Fuorisalone, organizzati dalle case di orologeria

Le Cronache di PDV – Percorsi di Viaggio IX – Design Week 2019

È andata in scena, dal 9 al 14 di aprile, la 58a edizione del Salone del Mobile di Milano. Nato come appuntamento fieristico di settore, negli ultimi anni l’evento si è trasformato in un’occasione mondana e culturale, molto vasta e altrettanto internazionale. La cosiddetta Design Week, appunto. Con tutti gli spazi del capoluogo lombardo che hanno a che fare in qualche modo con l’arredamento, il design, l’architettura o il sistema espositivo a fungere da contenitore. E con incontri e mostre che animano tutte le ore del giorno e della notte nelle varie zone cittadine. In particolare il “quartiere latino” e i Navigli, con gli appuntamenti del Brera Design District e del Fuorisalone.

L’industria del tempo, completamente assente alle prime edizioni, in queste ultime ha invece partecipato con sempre maggiore risonanza. E non si intende solo la possibilità di imbattersi, ad esempio, negli orologi di design appesi alle pareti dello showroom di Alessi. Si tratta soprattutto di eventi creati ad hoc.

Se vogliamo fare il breve racconto di una giornata passata sulle tracce di quadranti e lancette alla Design Week, quindi, non possiamo non iniziare che da Audemars Piguet, per la seconda volta “Official Time” del Salone del Mobile. La manifattura d’alta orologeria ha portato in Fiera, dove si concentra la parte espositiva e commerciale dell’arredamento, una selezione dei propri pezzi più importanti. Protagonista di quest’esposizione, aperta al pubblico e allestita nella Red Lounge progettata da Piero Lissoni, era l’ultima collezione Code 11.59 by Audemars Piguet, dalla valenza non solo tecnica, ma anche estetica. Per la maison, un nuovo progetto – dopo quello del Royal Oak degli anni ’70 – che vuole ridefinire l’orologio d’alta gamma contemporaneo.

Passando per le strade del Brera Design District, oppure navigando sulla piattaforma Fuorisalone.it, non si poteva invece non notare la presenza di Rado. Che di queste realtà è stato sponsor e che ha importanti credenziali non mondo del design. Innanzitutto per la ricerca sui materiali innovativi – in particolare la ceramica, di cui è stato capostipite nell’applicazione in orologeria -, e poi per l’effettiva collaborazione con professionisti del progetto, come Jasper Morrison, Philippe Nigro o Konstantin Grcic.

Sempre in zona Brera ci si poteva anche imbattere nell’allestimento curato da Montblanc all’interno di una vasta corte. Con suggestioni che non alludevano soltanto al proprio nome – evocazione della montagna più alta e spettacolare d’Europa -, ma anche al messaggio dell’ultima campagna di comunicazione. Quel #Reconnect1858 in cui i protagonisti ritrovano se stessi e nuove emozioni riconnettendosi, appunto, con la Natura.

Spostandosi invece lungo Corso Sempione si arrivava dritti da Garage Italia. Una straordinaria location, nata fuori e dentro una grande stazione di servizio automobilistica degli anni ’60, oggi vera e propria opera d’archeologia industriale. Riadattata a bar e ristorante su un’idea di Lapo Elkan, con il suo brand Italia Independent e con l’appoggio di Hublot, per l’occasione e in quel contesto, ha visto il lancio di un nuovo cronografo Classic Fusion dedicato.

Ma alla Design Week hanno partecipato anche Panerai e Roger Dubuis negli spazi di prestigiosi marchi d’arredo come Turri e Visionnaire, dove hanno rispettivamente presentato i propri esemplari più iconici e la nuova collezione serie bronzo. Girard-Perregaux in Galleria Vittorio Emanuele, nelle stanze dell’Hotel 5 Stelle Lusso Vik. E Masera Design nella Zona K del Fuorisalone, con il suo orologio di design Atto Verticale.

Dulcis in fundo Seiko. Il marchio giapponese, già nel 2018, era entrato in contatto con l’evento milanese attraverso momenti espositivi al Palazzo della Triennale. E quest’anno ha portato la propria mostra “The Nature of Time” nelle sale del Poldi Pezzoli, la “casa del collezionista”, dove sono presenti anche raccolte d’orologi antichi. E dove ha ambientato il proprio innovativo meccanismo “ibrido” Spring Drive, all’interno di un’installazione d’immagini e suoni messa in scena per Grand Seiko con il raffinatissimo senso estetico del Sol Levante. 

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