Approfondimenti

Excalibur Automatic Skeleton e il nuovo bracciale di Roger Dubuis

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Si possono coniugare regole ferree derivate da una tradizione di oltre 130 anni con uno stile giovane, basato sulla creatività e su tratti tutt’altro che classici – anzi, piuttosto estrosi? Certo che si può, e si può farlo davvero bene. Ce lo mostra Roger Dubuis ancora una volta, arricchendo quella che per la maison ginevrina è LA collezione, ossia Excalibur. Un cult come Excalibur Automatic Skeleton ritorna infatti con un nuovo bracciale che ne amplifica la grinta e l’impatto estetico; ma al contempo mantiene i consueti criteri costruttivi dettati dal Punzone di Ginevra.

Meccanico a carica automatica, solo tempo. Se descritto nelle sue funzioni, Excalibur Automatic Skeleton potrebbe sembrare, nella ricerca a volte bulimica delle complicazioni a tutti i costi, qualcosa di banale. Chi conosce Roger Dubuis, tuttavia, sa che non può essere così – e infatti l’orologio è quanto di più lontano dalla banalità ci si possa immaginare. Basta averlo davanti agli occhi. Basta guardare attraverso il calibro ampiamente scheletrato, così “etereo” da sembrare sospeso all’interno della cassa. L’architettura dei componenti è talmente unica da essere diventata, negli anni, un segno distintivo di stile e identità.

Il che è sufficiente per rendersi conto di cosa si può creare con un sapiente mix di ingredienti: le idee e il savoir-faire della casa con sede a Meyrin e la cura di ogni singolo dettaglio imposta dal Punzone di Ginevra. Un  riconoscimento che solamente 24mila esemplari (su oltre 20 milioni prodotti nell’intera Svizzera) arrivano a meritarsi. E che Roger Dubuis mira ad estendere al 100 per cento della propria produzione, almeno secondo le intenzioni del Ceo, Nicola Andreatta. “Un’assicurazione di eccellenza, dal punto di vista qualitativo e tecnico”, l’ha definito di recente.

Proposto in due versioni, acciaio oppure oro rosa, Excalibur Automatic Skeleton esprime una forte personalità sin dal primo sguardo. A molto contribuisce il nuovo bracciale, quasi unesclusiva, oggi, allinterno delle collezioni della maison. Composto da link geometrici dalla forma originale e dalla superficie satinata, presenta le maglie interne sagomate a U che lo rendono ben articolato e comodo al polso. La costruzione rastremata, poi, regala all’orologio un buon equilibrio statico e accentua la sensazione di comfort quando lo si indossa. Al punto da sentirlo come una piacevole presenza.

La cassa, tonda, ha un diametro di 42 millimetri: dimensione importante sì, ma che lo rende “portabile” anche da polsi femminili. La lunetta scanalata e le triple anse rappresentano il tratto inconfondibile della collezione Excalibur. Il réhaut antracite ha indici rodiati (dorati per la versione in oro rosa) e incornicia il cuore dell’esemplare: il calibro di manifattura RD820SQ, il primo automatico scheletrato prodotto dalla maison ginevrina. Impossibile non notare la stella che ne costituisce la struttura portante e con i propri tratti fornisce letteralmente delle linee guida per addentrarsi nel movimento.

Datemi retta: quando sarà di nuovo possibile, andate a vedere l’Excalibur Automatic Skeleton in negozio. Procuratevi una lente di ingrandimento e seguite “la stella” per contemplare i diversi componenti. Le decorazioni a côtes circulaire, le lavorazioni manuali presenti in ogni singolo elemento e in ogni singola superficie, e ancora i bordi smussati e lucidati a specchio come prescritto dal Punzone di Ginevra. Proseguite poi notando come il meccanismo si snodi su vari piani regalando un gradevole effetto tridimensionale.

E soffermatevi in particolare sul micro-rotore decentrato. Una bella sfida alle leggi della fisica: minor massa, minor diametro, quindi minore inerzia rispetto a un rotore fissato al centro, ossia minor forza per caricare la molla motrice. Oltretutto se ne sta lì, un po in disparte per non nascondere nulla della meccanica che contribuisce ad animare. Eppure questo piccolo rotore svolge un lavoro paragonabile a quello di un suo “fratello maggiore” unidirezionale e garantisce una (considerevole) autonomia di circa 60 ore.

167 elementi compongono questa sorta di opera d’arte moderna dipinta su una tela metallica. Per completare l’Excalibur Automatic Skeleton sono necessarie ben 530 ore di lavoro, 170 dedicate alle lavorazioni atte a ottenere il prezioso sigillo ginevrino. Non basta però raggiungere livelli di eccellenza nelle lavorazioni; quegli incontentabili del Punzone di Ginevra pretendono anche prestazioni di livello assoluto. Severi test svolti durante le fasi d’assemblaggio e sul meccanismo una volta incassato, ne attestano quindi l’impermeabilità (fino a 5 bar) e la precisione.

Insomma, potete starne certi, le lancette Dauphine vi comunicheranno sempre l’ora esatta per tantissimo tempo. Ora non vi rimane che scegliere quale versione si addice di più a voi e chiudere la fibbia déployante del bel bracciale. Ammesso che siate così fortunati da potervelo permettere. Per condividere le vostre giornate con queste creazioni, il prezzo da pagare è di 63.500 euro per la versione in acciaio e di 89.000 euro per la versione in oro rosa.