Approfondimenti Watch Update Watch Update Natale

Grand Seiko e il Calibro 9SA5: luci e ombre

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Analisi tecnica del nuovo Calibro 9SA5 montato nell’Heritage del 60° anniversario di Grand Seiko. Un’occasione per scoprire qualcosa in più sulla marca. Nel bene e nel male

L’Italia – ogni tanto qualcuno lo dimentica – è uno dei Paesi più maturi, per quanto riguarda il mercato degli orologi. Storicamente e tecnicamente, la competenza in materia riguarda tutta la filiera, come si dice oggi. Dal compratore, per risalire al personale delle filiali e fino alle agenzie di pubbliche relazioni. Alle quali è demandato, fra l’altro, il compito di scrivere e diffondere le cartelle stampa con le quali vengono descritti gli orologi. Talvolta fanno un lavoro di qualità tale che qualche blogger, di tanto in tanto, li pubblica così come sono, facendo finta sia farina del proprio sacco.

Beh, si direbbe che in Giappone, alla Grand Seiko, la pensino diversamente. Basta entrare nel sito di Grand Seiko, appunto, per rendersi conto che qualcosa non va. I testi riescono talvolta a sfiorare la comicità, come potete osservare nella schermata che pubblichiamo. Conosco bene le persone di Seiko Italia e non farebbero mai l’errore di chiamare bilancia il bilanciere, per non parlare degli altri concetti tecnici “fantasiosi”, per usare un eufemismo. I comunicati stampa, nei limiti del possibile (visti i testi di partenza), sono impeccabili. Magari, lasciando più libertà agli operatori locali, il buon nome di Grand Seiko potrebbe ricevere il miglior trattamento che merita.

Il Calibro 9SA5

Ho trovato di particolare interesse l’edizione limitata del Grand Seiko Heritage del 60° anniversario, quello con il nuovo movimento meccanico a carica automatica, il Calibro 9SA5. È uno dei pochi movimenti automatici solo tempo con bilanciere da 36.000 alternanze/ora, frequenza che di solito garantisce prestazioni migliori rispetto ad orologi più “lenti”. In più finalmente Grand Seiko ha realizzato un proprio bilanciere ad inerzia variabile, in linea con quelle che sono le tendenze attuali.

I bilancieri ad inerzia variabile, è bene ricordarlo, sono più stabili nel tempo. Nel senso che una volta ben regolato il bilanciere, urti e vibrazioni causano decadimenti davvero trascurabili – nel tempo – rispetto alla regolazione iniziale. Per questo lascia un po’ perplessi il sistema di regolazione della spirale, comunque terminante in una curva “proprietaria” di compensazione. Le prestazioni dichiarate (+5/-4 secondi al giorno) potrebbero migliorare adottando un diverso sistema di fissaggio che, come dimostra il rendering, sbilancia un po’ l’organo regolatore.

Va comunque encomiato il lavoro svolto dalla SII – Seiko Instruments Inc, una delle aziende del Gruppo Seiko – che si è messa sulla strada giusta per produrre microcomponenti (realizza anche altre parti di questo Calibro) adatti per orologi di qualità.

Lo scappamento del Calibro Grand Seiko 9SA5

Appare subito evidente la somiglianza – per così dire – dello scappamento Dual Pulse di Grand Seiko con il Co-Axial di Omega. Fratelli separati alla nascita. Il Dual Pulse non avrà l’elegante sintesi tecnica del Co-Axial, ma è comunque il primo scappamento ad aggirare i brevetti Omega (è una pratica abituale anche in Svizzera), conservando molti dei suoi vantaggi. Il rendering lascia – come sempre – qualche perplessità, ma l’impressione è che si vogliano comprensibilmente nascondere alcuni dettagli.

Questo tipo di scappamento è basato su una idea originale di George Daniels, che solo la Nivarox era riuscita a produrre a costi ragionevoli (ma poi totalmente rielaborato dalla Nivarox stessa). Sulla carta comporta notevoli vantaggi in termini d’efficienza e bassi attriti. Ciò contribuisce al buon dato di autonomia complessivo, che nel Calibro 9SA5 è di circa 80 ore, oltre 3 giorni.

Altre particolarità

Con lo scappamento Dual Pulse, che praticamente si pone al di sotto del bilanciere e non accanto, i tecnici di Grand Seiko hanno avuto un po’ più di spazio a disposizione – in orizzontale – per il treno del tempo, e questo ha contribuito al contenimento dello spessore complessivo. Il Calibro 9SA5 è un po’ più sottile del precedente Calibro 9S, di impostazione tecnica meno raffinata.

La finitura generale è molto buona, anche se lascia inizialmente un po’ perplessi la scelta di realizzare un anglage molto sottile dei profili periferici. Si tratta più che altro di un attimo di incertezza sul piano estetico, dal momento che da un punto di vista tecnico l’effetto (eliminare eventuali sfridi di lavorazione dal taglio dei ponti) è quello desiderato.

Un’ombra: il prezzo

Va bene che si tratta di una serie limitata a 1000 esemplari. Va bene che per ovvie ragioni Grand Seiko non può godere (non ancora, almeno) delle economie di scala di marchi come Omega o Rolex, con i quali sembra volersi porre in concorrenza. Ma il prezzo di 10.000 euro del Grand Seiko Heritage è decisamente elevato. Si pensi che un Aqua Terra di Omega costa, nella versione da 41 mm di diametro e con bracciale d’acciaio, 5.700 euro.

Quest’ultimo consente una precisione, sempre in laboratorio, di 0/+5 secondi al giorno (pur con una frequenza di funzionamento di 25.200 alternanze/ora); è impermeabile fino a 15 atmosfere (contro le 10 del Grand Seiko); resiste a campi magnetici fino a 15.000 gauss (ma è buona anche quella dichiarata del Grand Seiko Heritage, leggermente inferiore ai 5.000 gauss) e ha la gestione rapida di un secondo fuso direttamente dalla corona. I conti sono presto fatti ed appare evidente che la differenza è di quasi il 100 per cento.
Per Grand Seiko è un primo, importante passo verso nuovi traguardi tecnici. Ma a prezzi un po’ più concorrenziali, speriamo.