Attualità

Chronomat Lady, la libera scelta di Breitling

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Realizzare una collezione di orologi femminili che funzioni (in senso commerciale) non è mai stato facile. In passato ne ho parlato più volte con manager di diverse marche, e la risposta è sempre stata la stessa. Le donne sono un pubblico difficile, esigente, talvolta imprevedibile. Guardano all’estetica, è vero, ma detestano la banalità; premiano l’originalità ma non l’eccesso. E non cercano solo il “bello” ma anche il “ben fatto”. Sembrerebbe una questione di equilibri di forze differenti, un appeal indefinito che è un mix di design, qualità, buon gusto, prestigio della marca, possibilità di scelta – oltre a una serie di altre variabili, perfino di incognite. La sfida questa volta è stata raccolta da Breitling, che da poco ha lanciato il Chronomat Lady. Versione femminile dell’omonima collezione − un classico della casa di Grenchen −, a sua volta oggetto di un recente restyling. Ne abbiamo parlato qui

L’operazione deve essere costata parecchio ai progettisti della marca. Perché, non si creda, per creare una collezione femminile non basta ingentilire l’orologio e ridurne il formato. Poteva essere così (forse) una volta, quando le donne rappresentavano un pubblico esiguo, quasi ininfluente per l’orologeria svizzera. Ma ormai da decenni, e ancor più negli ultimi anni, hanno acquistato quote di mercato sempre maggiori, grazie a consapevolezza, potere d’acquisto, competenza. Quindi no, non si tratta solo di rimpicciolire le dimensioni della cassa, inserire un movimento al quarzo e condire il tutto con una spruzzata di diamanti. La cosa è più complessa, e lo dimostra proprio il Chronomat Lady. Che, a confronto con l’omologo maschile, rivela una propria, spiccata personalità. Li si può ricondurre a una stessa matrice, ma sviluppata in altro modo. Come due fratelli con gran parte del corredo genetico in comune, ma ciascuno con una distinta identità.

La differenza macro – visibile alla prima occhiata – sta nel fatto che il Chronomat Lady è un “solo tempo”, mentre la versione da uomo è un cronografo. Montare un calibro diverso, nelle funzioni e quindi nella costruzione, cambia del tutto le proporzioni della cassa. Il Chronomat Lady infatti non è solo più piccolo, è anche proporzionalmente più sottile. E qui bisogna fare subito un distinguo perché l’orologio è declinato in due misure: 36 e 32 mm di diametro. Alla taglia differente corrisponde anche un movimento differente: la più grande è equipaggiata da un movimento meccanico a carica automatica, la più piccola da un movimento al quarzo. Quindi, l’uno misura 3,6 mm di spessore (la cassa 10,01 mm), l’altro 3,22 (la cassa 8,32 mm). Mentre i numeri del cronografo maschile sono: 42 mm di diametro, 7,2 mm il calibro B01 e 15,10 mm la cassa. Fate voi i calcoli.

Anche questa differenziazione nei contenuti tecnici è estremamente positiva. Perché, di nuovo, offre una possibilità di scelta. E risponde alle sempre più numerose donne che danno valore alla meccanica. Il Chronomat Lady automatico è infatti equipaggiato da un calibro B10, ovvero una base Eta 2892 riadattata da Breitling; di provata affidabilità (è montato in numerosi modelli maschili come i Superocean 57), qui con certificato di cronometro del Cosc. Senza però trascurare quante prediligono il quarzo, alle quali è stato riservata la precisione del calibro B77. Un Superquartz termocompensato, sempre certificato cronometro dal Cosc. (In didascalia vi spiego cos’è).

Riguardo al design, l’impostazione è senza dubbio simile, anche se le linee del Chronomat Lady sembrano più leggere. In entrambi i casi le forme sono arrotondate, prive di spigoli vivi. Il che non stupisce affatto nel Chronomat Lady: nel senso che le curve morbide e dolci sono quasi una prerogativa dell’orologeria da signora in generale. La cosa invece è più sorprendente nel Chronomat da uomo, che sembra quasi essere stato in qualche modo condizionato “a priori” dall’esemplare femminile. Un po’ come se i progettisti avessero considerato fin dall’inizio la composizione del pubblico cui la collezione si sarebbe rivolta. Con una buona percentuale di donne, appunto, tenute ben presenti già nelle fasi di ideazione del Chronomat.

A guardar bene, comunque, si notano parecchie piccole differenze nei particolari delle due versioni. Nel Chronomat Lady, per esempio, la lunetta girevole unidirezionale ha i cavalieri che sembrano più bombati e a rilievo (satinati ma privi di numeri nelle referenze più piccine); mentre gli indici scavati sono satinati all’interno (e non sottolineati dal colore nero). Sul réhaut presenta la scala sessagesimale al posto di quella tachimetrica, e il quadrante riporta gli indici più lunghi, anche se sempre ben trattati di materiale luminescente – così come le lancette. (E vivaddio, finalmente qualcuno si rende conto che le donne non hanno la vista a raggi x e al buio non riescono a vedere l’orario proprio come gli uomini). Ma non mi soffermo oltre: se volete giocare all’“Aguzzate la vista” (tipo La Settimana Enigmistica), vi rimando alle didascalie.

Chiaro, il Chronomat Lady mantiene tutte quelle caratteristiche tipiche dell’esemplare “storico”: come la corona ogivale, già presente nel primo modello uscito nel 1984; o il bracciale Rouleaux, che può piacere o meno, ma è un segno identificativo della collezione. Tecnicamente interessante, per la costruzione integrata e rastremata, ha le maglie “a rullo” satinate, però con i profili esterni (e gli elementi di raccordo interni) smussati e lucidati a specchio; poi, soprattutto, è comodissimo al polso. La sensazione, insomma, è che anche il Chronomat Lady sia stato realizzato con la massima cura per i dettagli e il gusto per le finiture eccellenti del cronografo.

In più è stato sviluppato in una quantità notevole di referenze. In acciaio, bicolore in acciaio-e-oro-rosa, interamente in oro rosa. Con quadrante bianco, blu, rame o verde (avete presente il colore del latte e menta?), anche con indici incastonati di diamanti. E con la lunetta liscia o tempestata di diamanti (in questo caso, senza cavalieri). Per un totale di 17 modelli. E con prezzi a partire da 3.600 euro, per la versione più “basic” (tutto acciaio, al quarzo). Quando si dice “ampia scelta”… A conti fatti, mi sembra che il Chronomat Lady abbia tutte le carte in regola per piacere alle signore. Si accettano scommesse.