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Hamilton Intra-Matic Chronograph H: la bella sorpresa che non ti aspettavi

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Parlando di Hamilton ci sono due o tre premesse importanti da fare. La prima riguarda il concetto di rapporto fra prezzo e qualità. Per molti è una caratteristica di orologi economici che però vantano una buona qualità. Errore. Se considero uno Swatch è vero che costa poco e in cambio ti offre una qualità invidiabile e invidiata. Ma altrettanto vale per orologi costosissimi e tecnicamente inarrivabili, a parità di prezzo. E poi c’è chi si pianta solidamente in un segmento di prezzo medio, quello in cui la battaglia è più accesa e violenta. Hamilton, ad esempio.

Sono appena entrati in commercio i nuovi Hamilton Intra-Matic Chronograph H, animati ora da un movimento meccanico esclusivo, a carica manuale. Cominciamo dal prezzo: 1.895 euro per la versione con cinturino in pelle, 1.945 per quella con il bracciale in maglia d’acciaio. Sotto la soglia dei 2.000 euro. Ma, dirai tu, bella forza, ha il movimento solo a carica manuale. E no. L’automatico già c’era e costa, con il cinturino, solo poco di più: 2.045 euro. Non sono certo quei 150 euro di “risparmio” ad orientare la scelta. E le differenze non sembrano poi tante: forse qualcosa in meno di spessore (manca il dispositivo di ricarica automatica, ma anche il datario) e qualcosa in più, come vedremo, in estetica.

Per il resto le cose variano di poco o nulla: il movimento è di fatto la versione manuale del Calibro automatico H-31. Una versione che però piacerà molto ai puristi sia per la maggiore fedeltà all’originale del 1968, sia perché i movimenti a carica manuale, se ricaricati ogni giorno (l’autonomia complessiva è comunque di 60 ore, due giorni e mezzo), garantiscono una migliore costanza di marcia. Perché il movimento non lavora mai in condizioni energetiche sfavorevoli. Questa versione manuale (si chiama H-51) è stata realizzata proprio su richiesta di Hamilton. Si tratta, in pratica, di una vera e propria scelta culturale, come questione di cultura sono, a mio parere, le differenze estetiche. Differenze – sia chiaro – di nessun costo, se non il tempo per pensare e realizzare scelte ancor più raffinate di quelle dell’automatico.

Dettagli estetici che contano

Il quadrante, innanzitutto. La base metallica, di fatto, è identica a quella dell’automatico, eccezion fatta per la finestrella del datario. Cambia però la grafica. Scompare il colore in contrasto della fascia periferica su cui è riportata la scala tachimetrica, che in questo caso ha anche caratteri più piccoli. E già con questo l’Hamilton Intra-Matic Chronograph H (la H sta per Handwind, ricarica manuale) dichiara la propria vocazione all’eleganza, in alternativa a quella sportiva dell’automatico. In questo modo si ottiene l’impressione di un orologio dal “viso” più grande, aperto, più immediatamente leggibile.

Interessante anche la scelta di usare (su indici identici per entrambe le versioni) un colore di Super-LumiNova più vintage, un colore che somiglia a quello che il radio usato tanto tempo fa assumeva dopo qualche decina di anni. Una piccola raffinatezza stilistica che – ancora una volta – non costa nulla di più, ma richiede la presenza e l’uso di buoni neuroni. Diversa (e lo si vede bene nella foto delle due versioni a confronto) anche la conformazione della lunetta (più sottile e meno spessa di qualche decimo di millimetro – però percepibile) e datata di maggior profondità per una scalinatura interna.

E diversa, infine, la corona. Nel “manuale” viene usata una corona con zigrinature più rade e profonde per facilitarne l’uso durante la ricarica. Una scelta, un particolare che però trovo entusiasmante perché indica con quanto rispetto per l’utilizzatore sia stato progettato l’Hamilton Intra-Matic Chronograph H. In più c’è una ricerca dei dettagli così puntigliosa, così attenta da essere, di solito, caratteristica esclusiva degli orologi più costosi. Davvero ben fatto. Complimenti sinceri al Ceo Vivian Stauffer (in Hamilton dal 2007) e ad Alfredo Bellaveglia, capo della produzione.
E qui, tornando alle premesse di cui parlavo all’inizio, devo ammettere un mio rispetto particolare per Hamilton, una marca che da sempre sa conciliare i prezzi “umani” con una qualità inaspettata. E con questo abbiamo sistemato la seconda premessa.

Hamilton Intra-Matic Chronograph H, terza premessa

Sì, ogni tanto mi piace saltabeccare come una capra fra le diverse parti di un articolo. Ma arrivo – infine – alla terza premessa. Il valore culturale di Hamilton. Alto, molto alto. Fondamentalmente Hamilton se ne frega di mettere i propri orologi al polso di personaggi famosi. Quello che una volta si chiamava jet-set, quello già ricco di per sé cui venivano regalati orologi che per giunta erano in qualche modo pagati da noi. No. Il marketing di Hamilton è diverso. La sua passione per il cinema la porta a partecipare ai film, diventando addirittura attore del cast, come è accaduto al Khaki di Interstellar, vero protagonista del sorprendente finale.

Ma la vocazione a questo tipo di marketing culturale si è esteso anche al nostro Paese, ad esempio con la sponsorizzazione del Festival di Taormina, del Torino Film Festival. E poi c’è la creazione del premio Behind the Camera, che si tiene di solito a Los Angeles. Fermo restando che il tutto, ovviamente, quest’anno dipende dalla situazione pandemica.

Ma quel che conta è la volontà di compiere un’operazione di valore culturale indiscutibile. A questo aggiungete la sincerità di un marketing che non promette sfracelli, non giura che vi farà diventare una persona incredibilmente nuova e incredibilmente (appunto: e chi ci crede?) migliore. Ma che si limita ad un maquillage – di buon gusto – di caratteristiche di per sé eccellenti. Se volete farvi del bene e se intendete comprare un buon cronografo a buon prezzo, andate in negozio a dare un’occhiata all’Hamilton Intra-Matic Chronograph H e controllate se quel che ho scritto in questo articolo corrisponde a verità. E scommetto che, indipendentemente da un effettivo acquisto, scapperà anche a voi di dire: ottimo lavoro, davvero ben fatto. Indipendentemente dai gusti personali.