Attualità

Watches and Wonders 2021: ricominciare, sì, ma con prudenza

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Si è aperta mercoledì Watches and Wonders 2021, la prima vera fiera digitale dell’orologeria. È subito iniziata con notevoli problemi tecnici (impossibilità di connettersi agli incontri virtuali programmati) dovuti probabilmente ad una sottovalutazione del numero dei partecipanti, specialmente per quanto riguarda l’Europa. Il problema persiste tuttora, a due giorni dall’apertura, e la cosa comincia a essere ridicola. In realtà ho l’impressione che esista una qualche incompatibilità fra la rete svizzera e quella europea, come sembrerebbe dimostrare la difficoltà (enorme) di scaricare cartelle stampa di grandi dimensioni persino da SwissTransfer, l’equivalente elvetico di WeTransfer. E la mia connessione Fastweb – fibra fino in casa – di solito scarica a piena velocità. Ma questi sono dettagli tecnici. A voi interessano gli orologi.

Le tendenze di Watches and Wonders

Watches and Wonders 2021 è improntata alla più grande prudenza. Sia pure in un’atmosfera di ottimismo non di maniera, l’impressione è che nel primo semestre sia più positivo andarci piano. Poche novità vere, molti restyling e una raffica di quadranti in tutti i colori dell’arcobaleno, a partire dal verde che sembra il must del momento.
In certi casi i quadranti sono protagonisti anche sul piano tecnico. Ho trovato entusiasmante la facilità di lettura dell’ennesimo record mondiale di sottigliezza, quello del calendario perpetuo Bulgari di Octo Finissimo. Concepito per la massima facilità di lettura (obiettivo raggiunto), ha costretto i tecnici ad escogitare soluzioni come l’indicazione retrograda della data e del ciclo dei quattro anni. Il risultato è davvero notevole. Ne riparleremo presto.

Protagonista anche il quadrante del nuovo Tank Must di Cartier. Un quadrante in cui le cifre romane sono ritagliate nel metallo, consentendo così alla luce di raggiungere un pannello solare posto sotto il quadrante. La cellula fotovoltaica ricarica un movimento esclusivo il cui funzionamento viene garantito per 16 anni. Bizzarro, per un marchio come Cartier? Forse, ma l’eleganza del Tank non viene minimamente toccata e il prezzo, intorno ai 3mila euro, è allettante. Per un Cartier, sia chiaro.
Dopodiché tantissimi ritocchi (restyling), tanti movimenti scheletrati (ok, ma ora cominciamo a darci un taglio) e una vera e propria sinfonia di quadranti colorati. Che tra l’altro hanno consentito di andarci piano con i prezzi. Mano leggera. Perché?

Prudenza, appunto

Diciamo che tutti i produttori di orologi sono fondamentalmente ottimisti e lo hanno detto apertamente nei loro interventi durante le presentazioni di Watches and Wonders 2021. Del resto le cifre parlano chiaro: Cina e Usa sembrano essere tornati in grande spolvero e comprano con grande piacere – ma non così l’Europa. E comunque resta la paura che una variante del Covid possa gettare di nuovo il mondo nel panico e bloccare ancora le vendite. Si preferisce quindi attendere la seconda metà dell’anno, quando la vaccinazione della popolazione mondiale dovrebbe essere a buon punto.

E poi ci sono problemi di produzione. Tutte le fabbriche svizzere sono state chiuse per periodi anche relativamente lunghi. In più, per non perdere i propri preziosissimi tecnici (tecnici strapagati obbligatoriamente tenuti a casa), alcune fabbriche hanno organizzato turni che sono costati molto cari in termini di quantità della produzione e aumenti dei costi. Ma non aveva senso aumentare i prezzi quanto forse sarebbe stato necessario, perché in molti Paesi sono rimasti chiusi per mesi anche i negozianti, che quindi vedevano i propri magazzini – e i propri investimenti – fermi come grandi statue di pesantissimo marmo. In molti, insomma, hanno preferito una ripresa graduale: una strategia condivisibile che lascia spazio all’ipotesi di un secondo semestre più scoppiettante. Anche se le novità presentate sin ora non sono affatto disprezzabili. Al contrario.

E allora cosa dobbiamo fare?

Qualcuno potrebbe pensare che sia meglio aspettare, per un eventuale acquisto. Beh, sì e no. Di novità interessanti ce ne sono comunque parecchie (anche fuori da Watches and Wonders 2021: guardate bene i cronografi Breitling Heritage con movimento a carica manuale, ad esempio). E noi ve le presenteremo in altri articoli: questo è solo il primo di una serie. Ma bisogna anche contare il fatto che alcuni restyling sono di grande interesse (ad esempio l’Aquaracer di TAG Heuer) e persino alcuni quadranti sembrano cambiare le carte in tavola più di quanto non si creda. Come nel caso di Corum.

E poi bisognerà parlare a lungo del nuovo Nautilus di Patek Philippe, dello splendido e maturo H08 di Hermès, passando per l’impegno ecologico di Panerai e per gli orologi da aviatore di IWC. Il tutto con prezzi che vengono tenuti sotto controllo per evitare reazioni negative da parte del pubblico. In molti casi, insomma, comprare in questo primo semestre, per chi può farlo, potrebbe essere una buona idea.