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Patrick Pruniaux e Clémence Dubois: ecco il G.P. Tourbillon Tre ponti volanti

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Una chiacchierata con Patrick Pruniaux, Presidente e Ceo di Girard-Perregaux e Ulysse Nardin, le marche specialiste d’orologi del gruppo Kering. E con Clémence Dubois, a capo del Marketing e sviluppo prodotto. Come si può vedere una mini-struttura agilissima e rapida, in grado di prendere decisioni veloci. Il che sta portando le marche Kering ad una evoluzione decisamente efficace.

La prima domanda la fa – paradossalmente – Clémence Dubois, chiedendomi cosa ne penso del nuovo Tourbillon con Tre ponti volanti. Quello che vedete in foto e che è stato presentato poco fa, oggi. Le rispondo che mi era già piaciuto molto il Girard-Perregaux Tourbillon con Tre ponti volanti – Aston Martin Edition. Questa versione con cassa d’oro rosa la trovo ancor più interessante. Primo perché tanto non ho un’Aston Martin; e secondo perché il contrasto fra l’oro rosa della cassa e dei ponti – parzialmente anneriti con un procedimento Pvd – rende ancor più facile “leggere” la struttura, comprendere quanto sia innovativa l’impostazione tecnico/estetica di questo orologio.

Dovete aver trovato un designer davvero fantastico perché mi sembra in grande equilibrio fra estetica e tecnica.

Patrick Pruniaux: Beh, come sai alla Girard-Perregaux c’è una lunghissima storia, in questo senso. La stessa idea dei tre ponti d’oro è un modo per fare qualcosa di bello e al tempo stesso tecnicamente ineccepibile. Ma comprendo quel che dici: non tutti capiscono che “estetica”, in orologeria, deve avere anche una forte connotazione tecnica. Non è soltanto una questione di disegnare qualcosa che poi sia possibile realizzare. No, si tratta di rendere originale, “bello” anche il movimento. E questo è molto più difficile. La “Esmeralda” del 1889 anticipava, in un certo senso, questa tendenza moderna.

È vero: il movimento come parte dell’estetica di un orologio. Ritrovo questa stessa ricerca nella doppia finitura dei ponti…

Clémence Dubois: La parte superiore dei ponti è d’oro rosa come la cassa. E abbiamo pensato che questa scelta, una tradizione per Girard-Perregaux, dovesse essere sottolineata con la finitura superiore nera. Abbiamo scelto la finitura con il procedimento Pvd perché crea una superficie più opaca, granulata rispetto al Dlc. Che per altro non era necessario, visto che non c’è alcun attrito.

E la parte posteriore in titanio?

Clémence Dubois: Anche in questo caso è una scelta a cavallo fra estetica e tecnica. Abbiamo scelto il titanio perché la parte posteriore dei ponti, in questo Girard-Perregaux, “lavora” più di quella anteriore e richiedeva quindi la maggiore stabilità data dal titanio. La decorazione, poi, è la stessa: trattamento Pvd in superficie, bordi dei ponti in titanio lucidato.

In questa versione le differenze di colore consentono di apprezzare meglio la struttura della cassa.

Patrick Pruniaux: Sì, è vero. I due vetri box e la parte mediana, la carrure più sottile del solito, sono un elemento fondamentale per il Girard-Perregaux Tre Ponti d’Oro attuale e lo saranno anche in futuro. Consentono di ammirare come non mai la qualità del movimento, la sua complessità e al tempo stesso la sintesi meccanica…

Come la sovrapposizione di bariletto e rotore di carica.

Patrick Pruniaux: Esatto. Ma in questo modo riusciamo a creare anche sensazioni positive spero – per il tatto. Toccare questa cassa, tenerla fra le dita è davvero piacevole.

Clémence Dubois: Ma non dimentichiamo che, ancora una volta, questo ci obbliga a pagare un notevole tributo in termini economici. Ancora oggi i vetri box sono molto costosi. In questo caso non solo ne abbiamo due, ma anche di notevole altezza. Ognuno di questi vetri, che in alto hanno la superficie bombata, costa quanto tre o quattro vetri zaffiro sagomati.

Ho trovato molto piacevole anche il Laureato nella versione da 45 millimetri con cassa in titanio. Sembra una misura esagerata, ma le proporzioni sono così ben calcolate da non sembrare eccessive per un polso relativamente sottile.

Patrick Pruniaux: Vero. Quando abbiamo visto i prototipi siamo rimasti stupiti anche noi. Puntiamo molto sulla versione attuale di questa cassa che – vorrei ricordarlo – risale al 1975. Montava un movimento al quarzo realizzato quasi artigianalmente.

Sì, anche perché Girard-Perregaux, insieme ad Eta, creò lo standard per questo tipo di movimenti. Scelte ancora oggi attuali. E a proposito di movimenti, cose ne direbbe di dare una “rinfrescatina” al calibro meccanico a carica automatica, discendente di un movimento glorioso, ma tecnicamente ormai migliorabile?

Patrick Pruniaux (ridendo, ma ridendo tanto): Non so se lei abbia delle spie qui da noi o se la sua sia una deduzione logica, ma sì… Siamo alle ultime fasi di collaudo. Sarà una nuova famiglia di movimenti e saremo persino in grado di fornire anche altre marche. Perché Girard-Perregaux, oltretutto, è una manifattura di dimensioni notevoli… Ma se ne parlerà più avanti.