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“Dialoghi sulla rappresentazione: il tempo”. A Genova e in Rete

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“Il tempo è la sostanza di cui è fatta la vita”, scrisse Benjamin Franklin. È forse questa la risposta alla domanda che ossessiona tutti: perché non abbiamo mai abbastanza tempo? Lo scrittore tedesco Stefan Klein, vincitore di moltissimi riconoscimenti internazionali, ha scelto di intitolare così – Il tempo: la sostanza di cui è fatta la vita – il suo intervento a Genova, giovedì 22 settembre (ore 17.30) a Palazzo Tursi, in via Garibaldi, 9. Klein sarà il quinto protagonista dei Dialoghi sulla rappresentazione, promossi e prodotti dal Teatro Pubblico Ligure. Il primo appuntamento è invece oggi, a Palazzo Tursi – e come tutti gli altri in diretta sulla pagina Facebook del Teatro – con Corrado Bologna su Il tempo ritrovato. Da Sant’Agostino a Gabriel García Márquez.

I Dialoghi, un’istituzione genovese

L’avrete capito: tema dei Dialoghi di quest’anno è il tempo. Dal tempo nella letteratura alla sostanza “materiale” che impregna l’universo. Dal tempo dei fisici, appunto, al non-tempo delle macchine. Passando per la misurazione del tempo, che ha impegnato l’umanità fin dalla notte dei tempi. Il matematico Piergiorgio Odifreddi spiegherà perché la durata di un anno può essere stabilita in tanti modi diversi, ma tutti matematicamente esatti.

Ma andiamo con ordine. “Dal trapassato remoto al futuro semplice”: questo il sottotitolo della XV edizione dei Dialoghi sulla rappresentazione, appuntamento annuale (fin dal 2008) con la Direzione artistica di Sergio Maifredi. Odio, amore, contagio, coraggio, paura, denaro, potere, ingegno: questi i temi intorno a cui, di edizione in edizione, sono stati invitati a confrontarsi filosofi, ingegneri, architetti, scrittori, viaggiatori, artisti, giornalisti, economisti, storici… Invitati quest’anno a riflettere su un’altra questione che condiziona le nostre vite: il tempo.

Gli appuntamenti…

Come scrivevo sopra, la rassegna si apre oggi con Il tempo ritrovato. Da Sant’Agostino a Gabriel García Márquez. Un intervento di Corrado Bologna, già docente alla Scuola Normale Superiore di Pisa di Letterature romanze medioevali e moderne, e Letterature comparate. «Letteratura», spiega il professore, «è narrare sé stessi, la propria esistenza e quella degli altri esseri umani, raccontare il mondo e la sua storia, anche inventando prospettive del tutto immaginarie». Tutta la letteratura europea – dalla Recherche du temps perdu di Marcel Proust a Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez – si è d’altronde confrontata con il trascorrere del tempo.

Per i fisici, invece, il tempo non è un concetto astratto. Da Newton ad Einstein, da Planck all’orologio cosmico, è stato protagonista di metamorfosi vertiginose, affascinanti e mostruose, fino alle più recenti domande ancora senza risposte. Rimane ad esempio da capire per quale motivo i buchi neri riescano ad annullarne la corsa. Guido Tonelli è fisico del Cern, professore ordinario dell’Università di Pisa e ricercatore associato dell’Istituto Nazionale per la Fisica della Materia, nonché uno dei protagonisti della scoperta del bosone di Higgs. E ci accompagnerà a immaginare il non-luogo del non-tempo da cui scaturirono le coppie indissolubili spazio-tempo e massa-energia. Venerdì 9 a Palazzo Reale di Genova, in via Balbi 10, e in diretta Facebook, il suo intervento dal titolo Tempo. Il sogno di uccidere Chrónos. Che rimanda all’ultimo volume da lui pubblicato con Feltrinelli.

Sarà il matematico Piergiorgio Odifreddi – martedì 13 settembre, a Palazzo Tursi – a spiegare perché C’è un tempo per ogni cosa e un tempo per ogni calendario. Dagli egizi e dai romani. Dal calendario gregoriano a quello del poeta persiano Omar Khayyam, passando per le piene del Nilo e per il ragionamento che ha portato alla convenzione dell’anno bisestile. La storia dell’umanità ha visto il susseguirsi di modi diversi di calcolare la durata dell’anno, tutti esatti dal punto di vista della matematica. Ed è forse questo l’intervento che potrebbe interessare maggiormente gli appassionati di orologeria, per i quali le lancette, probabilmente, si fermeranno. Perché i Dialoghi sulla rappresentazione sono in grado di “rapire” la nostra mente.

…tra scienze e letteratura

“Un istante equivale a un miliardo di anni”: lo conferma in maniera inequivocabile la vita di Dostoevskij. Aveva 28 anni quando si trovò davanti al plotone d’esecuzione ma, invece dell’ordine di sparare, arrivò la grazia dello zar Nicola I. La pena di morte fu commutata in otto anni di lavori forzati in Siberia. Quell’evento segnerà per sempre lo scrittore, il suo modo di percepire e rappresentare il tempo, la vita, il mondo. Lo rilevano Laura Salmon, professore ordinario di Slavistica all’Università di Genova, e Daria Farafonova, traduttrice e docente alle Università di Macerata e Urbino, nell’incontro dal titolo Dostoevskij, la relatività e il tempo, mercoledì 14, di nuovo a Palazzo Tursi.

Giovedì 22, sempre a Palazzo Tursi, arriva da Berlino Stefan Klein, protagonista appunto dell’appuntamento Il tempo: la sostanza di cui è fatta la vita, organizzato in collaborazione con il Goethe-Institut Genua (e tradotto in italiano). Considerato uno degli scrittori scientifici più influenti in Europa, Klein ci porterà alla scoperta dei ritmi circadiani, della psicologia della memoria e della percezione. Classificatosi per oltre un anno nelle liste dei bestseller con il libro The Science of Happiness, l’autore spiegherà perché il tempo ci sembra sempre poco. Come fare per prendercene cura e intanto prenderci cura anche di noi stessi.

Ultimo protagonista dei Dialoghi sulla rappresentazione è Maurizio Ferraris, professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Torino e prolifico autore con all’attivo più di sessanta libri. Il suo l’intervento, Non c’è più tempo – giovedì 29 settembre a Palazzo Reale -, riporta il discorso sull’uomo, sul destino e sulla percezione del tempo. E, mentre traccia un percorso a 360° che riconduce idealmente al primo appuntamento, chiude l’interessante rassegna. Da seguire, anche solo in Rete.