Attualità

Premier B01 Chronograph 42, il cronografo elegante 100% Breitling – 2

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Più che legittimo, quasi doveroso. Rivisitare il proprio passato, quando si ha la fortuna di avere un passato alle spalle, non è sintomatico di una carenza di creatività. Né è una semplice questione di moda. Significa invece creare un collegamento con le proprie radici, ribadire la propria identità e il proprio carattere, attualizzare la propria storia per proiettarla in una prospettiva futura. Un po’ come un fiume, in perenne mutamento eppure sempre uguale a sé stesso. È quanto ha fatto anche la Maison di Grenchen con la nuova collezione Premier B01 Chronograph 42, lanciata per celebrare gli 80 anni dell’omonima famiglia di orologi creata da Willy Breitling. Ispirata a un esemplare del 1945, reinterpretato nel design e riaggiornato nella meccanica, esprime l’essenza di Breitling – ciò che è oggi Breitling – con stile inconfondibile.

Il Premier Revival

Come si accennava proprio ieri, nella recensione del libro Premier story, far rinascere la collezione Premier dopo anni di assenza dal catalogo è stata una delle prime azioni compiute da Georges Kern, una volta preso il timone della Marca. Era il 2018. E il nuovo Ceo – per realizzare l’operazione nel modo migliore – non solo si era rivolto a Fred Mandelbaum, il maggiore collezionista ed esperto di orologi Breitling, ma aveva coinvolto anche i principali giornalisti del settore e i negozianti più accreditati, così da essere certo di aver intrapreso la strada giusta. Ci riuscì. Il “Premier revival” – come lo definisce Mandelbaum – trasferì l’appeal dei primi Premier in un formato contemporaneo.

In questo modo diede vita a quell’estetica modern rétro da allora rimasta uno dei segni particolari della Marca. Che poi chiamatela come volete: Modern rétro o neo-vintage, la sostanza non cambia. La si ritrova anche nella collezione Premier Heritage del 2021, lanciata con la cosiddetta Founder Squad (formata virtualmente dai tre padri fondatori della Marca). E in particolare nel Premier B09 Chronograph 40, l’immediato precedente del nuovo Premier B01 Chronograph 42. Che concretizzava il sogno di Willy Breitling di trasformare il cronografo da strumento funzionale a orologio elegante. Per usare le sue stesse parole: “Il segno inequivocabile di un gusto impeccabile”.

Premier B01 Chronograph 42, tra “vecchio e nuovo”

In questo stesso solco si inscrive il nuovo Premier B01 Chronograph 42, che recupera i dettagli storici più riconoscibili di Breitling e li integra a elementi dal gusto attuale. Ecco allora da un lato la lunetta fissa, liscia e sottile, i pulsanti rettangolari e piatti, la grande corona zigrinata, il quadrante a due contatori con la scala tachimetrica sull’anello esterno, il vetro bombato…  Dall’altro il diametro di 42 mm, le scelte cromatiche di tendenza, le scanalature orizzontali sulla carrure, l’alternanza di finiture lucido-opache. E soprattutto la presenza del calibro B01, di manifattura, che merita ben più di due parole.

Per entrare nel dettaglio, il nuovo Premier B01 Chronograph 42 prende spunto dalla referenza 777, un modello con la cassa in oro rosa prodotto dal Dopoguerra per almeno un intero decennio, declinato in molteplici varianti differenti per dimensioni e allestimento. Anche la collezione di oggi è articolata in molteplici versioni: le 5 referenze in acciaio si distinguono per il colore del quadrante: nero, blu, verde, crema o salmone. Ciascuna è disponibile con cinturino in pelle di alligatore o con bracciale in acciaio a 7 file, dall’aspetto vintage. Esiste anche con la cassa in oro rosso e il quadrante crema, sempre con l’opzione cinturino o bracciale.

Il calibro B01

Tratto distintivo comune ai sei modelli di Premier B01 Chronograph 42 è la meccanica: il calibro di manifattura B01, appunto. Presentato nel 2009 e diventato poi, in tempi più recenti, anche oggetto di una collaborazione con Tudor, è un movimento a carica automatica di moderna concezione. Cioè con una serie di caratteristiche imprescindibili riguardo a robustezza, affidabilità e precisione. Da citare almeno l’autonomia di 70 ore (weekend-proof, la definiscono in lingua anglosassone), la ruota a colonne (a innesto verticale) per lo smistamento delle funzioni cronografiche, la certificazione ufficiale di cronometro rilasciata dal Cosc (che garantisce uno scarto di marcia compreso fra i -4 e i +6 secondi al giorno) e una garanzia di 5 anni.

L’ultima versione del calibro B01 montata all’interno dei nuovi cronografi Premier è stata ridisegnata lo scorso anno e si differenzia dai precedenti per la massa oscillante traforata e per le nuove decorazioni che portano a un livello di finitura superiore. Nonostante sia un calibro più che rodato, Breitling lo sottopone internamente a una rigorosa sequenza di prove di laboratorio che ne controllano e ne confermano le performance. Per esempio i test sugli urti (circa 60mila urti a 500 G), sulla ricarica della massa oscillante (3.456.000 cambi di direzione), sui pulsanti del cronografo (circa 5.840 attivazioni delle funzioni di avvio, di stop e di reset), e sulla corona (100mila giri), che equivalgono a 16 anni di invecchiamento.

Conclusioni

Per ulteriori dettagli, vi rimando come al solito alle didascalie delle foto qui sopra. A questo punto, però, manca solo un’importante informazione: il prezzo. Per acquistare i nuovi Premier B01 Chronograph 42 con cassa in acciaio e cinturino, servono 8.600 euro, che diventano 8.950 nel caso si voglia il bracciale. E salgono a 19.600 per la versione in oro rosso con cinturino e raggiungono i 38.500 con il bracciale. L’invito di andarli a provare di persona gli orologi da un concessionario resta sempre valido ma, per avere una panoramica immediata, il sito ufficiale offre un bel colpo d’occhio – potenziato anche dagli esemplari della collezione Premier Heritage tuttora in catalogo. Non rimane che l’imbarazzo della scelta.