Attualità

Philipp Plein Timemachine, tra Swiss made e arte digitale

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Si chiama Philipp Plein Timemachine la nuova linea di orologi dello stilista tedesco. Di fabbricazione svizzera come tradizione comanda, ma per nulla tradizionale. Piuttosto, anticonvenzionale, secondo la filosofia di Philipp Plein, dal gusto personalissimo e dallo spirito digital. Un notevole passo avanti rispetto alla collezione di fashion watches con cui il Marchio ha esordito nel 2021 nel mondo delle lancette. Una tappa importante nell’affermazione del Brand nel settore luxury, ma sempre coerente con lo stile massimalista, audace, a tratti perfino eccessivo che gli appartiene.

Un upgrade cioè con cui il designer ha avuto accesso a un segmento ben più alto del mercato, ma lo ha fatto con la stessa formula di sempre. Philipp Plein è e rimane dirompente (disruptive, per usare un termine a lui caro), originale e sopra le righe in tutto ciò che fa. Nell’estetica aggressiva dei nuovi orologi come nelle peculiari forme di comunicazione ed eventi con cui li ha fatti conoscere al pubblico. Mi spiego meglio.

Il lancio di Philipp Plein Timemachine

Philipp Plein Timemachine è stata presentata a Ginevra la scorsa primavera, con un certo clamore. Durante Watches and Wonders, è stata letteralmente lanciata da un paracadutista in smoking (alla James Bond), che è saltato giù da un elicottero ed è atterrato in una zattera sul lago Lemano. È stata poi portata nella suite duplex all’attico del Fairmont Hotel, per essere introdotta dallo stesso Philipp Plein a un selezionato gruppo di giornalisti internazionali, distributori e clienti. Special guest: Bonnie Tyler, che ha allietato gli ospiti con un sound anni Ottanta.

Nelle settimane e nei mesi successivi la collezione ha seguito un tour promozionale. Incontri privati, organizzati in varie città del mondo, con lo stesso Philipp Plein in prima fila a far da anfitrione. Come lui stesso racconta: «Ogni evento era completamente dedicato al consumatore», racconta. «Abbiamo scelto accuratamente location tra le più lussuose e prestigiose, che potessero glorificare l’iniziativa e attrarre in ogni città sia i nostri clienti fidelizzati, sia i potenziali clienti. Così abbiamo creato un ecosistema che ci ha permesso di amplificare il messaggio del progetto».

Il format seguito, e adattato alle diverse situazioni, era quello dei trunk show: ovvero eventi esclusivi in cui gli invitati hanno la possibilità di provare in anteprima la nuova collezione. Solo dall’autunno Philipp Plein Timemachine è entrata in una distribuzione più ampia, sebbene abbia mantenuto una connotazione esclusiva. «Durante i roadmaps – che hanno toccato Milano, Parigi, Londra, Cannes, Cap Ferrat, ma anche New York, Los Angeles, Singapore… – era già possibile acquistare queste Time Machine», conferma. «Ora invece sono disponibili in tutte le nostre boutique monomarca, a livello globale».

Crypto King e Crypto Queen

Per entrare nel dettaglio, Philipp Plein Timemachine è composta da due collezioni: Crypto King da uomo e Crypto Queen da donna, per un totale di 14 referenze. Prodotta da Timex Group Luxury Division, negli atelier di Lugano, ha richiesto un anno e mezzo di sviluppo. «È un progetto che ho voluto seguire personalmente», ricorda. «Ho investito molto tempo e attenzione nel mettere a punto i dettagli legati all’utilizzo delle mie icone, la cura dei colori, le forme e le geometrie rievocative dell’esagono, che amo definire symbol of greatness».

In effetti il design è sul filo della continuità con gli esemplari già in catalogo. La cassa tonneau di grandi dimensioni è decorata da motivi esagonali, sul quadrante si staglia in 3D l’inconfondibile $kull sfaccettato e l’impatto cromatico è deciso, come sempre. Ma un primo salto di qualità sta nei materiali: accanto al policarbonato e all’acciaio di alcuni modelli, in altri appaiono l’oro massiccio e la fibra di carbonio (al maschile), l’eco-ceramica e i diamanti (al femminile). Il movimento è rigorosamente meccanico a carica automatica, calibro Landeron 24, dalla costruzione scheletrata. In più c’è un’opzione gift set in cui il cinturino in silicone trasparente è intercambiabile con un altro in pelle di alligatore, incluso nel packaging.

Sguardi sul futuro

Già, il packaging: è questo un importante elemento di novità della collezione Philippe Plein Timemachine. «Consiste in una box laccata nera con uno schermo che riproduce un video dell’orologio creato dall’artista Antoni Tudisco», spiega ancora. «E, insieme all’orologio, è possibile scaricare un NFT in edizione limitata, sempre creato da Tudisco». Per chi non lo conoscesse, Antoni Tudisco è un artista digitale nato ad Amburgo, che crea mondi fantastici popolati da personaggi bizzarri e oggetti surreali. Il suo stile, intriso di cultura pop, è subito riconoscibile per i colori brillanti e la grafica tridimensionale, dal mood futuristico.

Ma la collaborazione con Tudisco, così come l’uso della computer art e degli NFT, sono da inquadrare in un’ottica più ampia. Perché il Brand ha una forte connessione con il mondo digitale. È stato uno dei primi ad accettare pagamenti in criptovaluta, non solo sulle piattaforme di e-commerce, ma anche nei negozi fisici. E lo scorso anno ha realizzato un investimento importante nel Metaverso (si parla di un milione e mezzo di dollari) per l’acquisto del Plein Plaza, in cui oggi si trova un grattacielo alto 100 metri progettato sempre da Tudisco. Un non-luogo che è stato anche cornice di un evento per il lancio dei nuovi Crypto King e Crypto Queen.

A proposito, com’è stata accolta la collezione Philipp Plein Timemachine? «Con grande entusiasmo. Il pubblico ha avuto un engagement sul progetto altissimo e il ritorno in termini di sell-out, in pochi mesi, è stato oltre le aspettative. Dunque siamo ampiamente soddisfatti e siamo pronti per un nuovo lancio nel 2024». Vuol dire che è già previsto un seguito in termini di linee o di referenze? «Sì: il progetto si evolve. Presenteremo le nuove skus durante il prossimo Watches and Wonders». Appuntamento, dunque, a Ginevra in primavera. Dove Philippe Plein saprà stupirci ancora, c’è da scommetterci.