Giornale Degli Orologi
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Watches of Italy 2026, boom di marchi a Milano

Watches of Italy 2026 riunirà a Milano 51 espositori. La settima edizione del Salone dell’orologeria indipendente ha già esaurito tutti gli spazi espositivi: un sold out che testimonia l’interesse del settore per la manifestazione.

La formula resta quella della mostra-mercato: appassionati e collezionisti potranno conoscere le collezioni, provare gli orologi e acquistarli direttamente da chi li produce. Ma soprattutto incontrare i fondatori dei marchi, ascoltare le storie dei progetti e capire cosa c’è dietro le creazioni esposte.

Gli esordienti internazionali

Nato per dare visibilità alle piccole realtà orologiere italiane, il Salone ha aperto le porte ai marchi stranieri nel 2025. Quest’anno gli espositori provenienti dall’estero sono 13, circa un quarto del totale, con presenze da tutto il mondo.

Tra i marchi alla prima partecipazione figurano Vario da Singapore, Eniton dalla Cina, Elgé dalla Francia e gli svizzeri Belchengruppe e Monichs. Esordiscono inoltre De Marquée, Inanlou Watch e Montero dagli Emirati Arabi. La presenza internazionale comprende anche la formazione, con il debutto della Finnish School of Watchmaking.

Una mostra per tutta la filiera

Come avevamo raccontato nella guida alla scorsa edizione, Watches of Italy nasce per fare squadra fra le diverse realtà dell’orologeria italiana. Accanto ai brand di orologi trovano quindi spazio produttori di cinturini e componenti meccanici, decoratori, intarsiatori, designer e specialisti del packaging. Per le aziende, la mostra è anche un’occasione per conoscere fornitori, incontrare distributori e rivenditori, avviare collaborazioni.

«Manteniamo quote di partecipazione accessibili per permettere anche alle realtà più piccole di aprirsi a nuovi mercati», spiega Fabrizio Dellachà, Ceo e fondatore di Watches of Italy. «Watches of Italy 2026, oltre a offrire ai visitatori un’esperienza diretta, continuerà a rafforzare il suo ruolo di piattaforma di networking permettendo a buyer, distributori e produttori di incontrarsi e avviare collaborazioni concrete».

L’appuntamento segue un’edizione che ha registrato oltre 6mila visitatori in due giorni. È confermata anche la sede, il Superstudio Più, spazio del Design District milanese già noto per gli eventi del Fuorisalone e della Fashion Week.

Silvia Bonfanti, co-organizzatrice e responsabile della comunicazione, sottolinea il valore del rapporto con il pubblico: «Saranno proprio gli orologi − insieme alle storie di chi li realizza − a conquistare i visitatori. L’apertura ai marchi internazionali, introdotta lo scorso anno, ha riscosso grande successo: per molti brand, ancora poco noti in Italia, è stata un’opportunità concreta per affacciarsi sul nostro mercato e costruire nuove relazioni».

Watches of Italy 2026: i tre talk

Il programma comprende anche tre incontri: dalla storia degli strumenti del mestiere allo sviluppo di un calibro italiano, fino alla trasparenza sulla provenienza di componenti e lavorazioni.

Sabato 14 novembre, dalle 11 alle 12.30, il maestro Gabriele Ribolini sarà protagonista di Un viaggio nella storia orologiera: strumenti, tecniche e utensili del passato. Torni manuali, trapani ad archetto e strumenti di misura serviranno a raccontare come si costruiva un orologio prima delle macchine a controllo numerico e della progettazione digitale. Un patrimonio di conoscenze che resta alla base della micromeccanica di precisione.

Sempre sabato, ma dalle 15 alle 16.30, sarà la volta di Venezianico: il Rinascimento dell’Orologeria Italiana, un’Utopia diventa realtà. Alessandro Morelli, cofondatore e direttore operativo del Marchio, ripercorrerà lo sviluppo del calibro manuale V5000, realizzato con Oisa 1935, dalle sfide progettuali alle lavorazioni necessarie per personalizzarlo.

Invece domenica 15 novembre, dalle 15 alle 16.30, Fabrizio Dellachà presenterà Punzone d’Italia: il Made in Italy non basta più. Il sistema proprietario depositato nasce per rendere più riconoscibile l’effettiva identità produttiva degli orologi. Al centro del confronto, moderato da Silvia Bonfanti, la distinzione fra origine commerciale del prodotto e provenienza dei componenti e delle lavorazioni. Una questione concreta per chi vuole capire quanto sia italiano l’orologio che acquista.

Informazioni utili

Watches of Italy 2026 si terrà sabato 14 e domenica 15 novembre, dalle 10 alle 18, al Superstudio Più di via Tortona 27, a Milano, facilmente raggiungibile con la metropolitana M2 (fermata Porta Genova). L’ingresso è gratuito, con registrazione obbligatoria su Eventbrite, valida per entrambe le giornate. Il sold out riguarda esclusivamente gli spazi riservati agli espositori.

Si rinnova infine il sostegno a Gli Amici del Sorriso O.D.V., l’associazione impegnata nelle attività ludiche e ricreative per i bambini ricoverati nei reparti di oncoematologia e chirurgia pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia.