Dieci giorni al polso. È questo il tempo che ho trascorso con il nuovo Samsung Galaxy Watch8 nella versione da 40 mm, colorazione Silver, per testare sul campo le promesse dell’azienda coreana. E posso dirlo senza esitazione. Questo è lo smartwatch Samsung più convincente degli ultimi anni, capace finalmente di coniugare design, prestazioni e un’autonomia accettabile in un formato compatto.
Il primo impatto: sottile, leggero, sorprendentemente confortevole
Quando si estrae il Galaxy Watch8 dalla confezione, la prima sensazione è quella di avere tra le mani un dispositivo finalmente maturo dal punto di vista del design. I 30 grammi di peso (senza cinturino) si sentono appena al polso. E lo spessore di 8,6 mm rappresenta un progresso significativo rispetto ai modelli precedenti. Samsung parla di una riduzione dell’11% dello spessore grazie a una completa riprogettazione dell’architettura interna, e sul polso la differenza si nota eccome.
Il design cushion – quella forma leggermente bombata che ricorda vagamente un cuscino – potrebbe sembrare un vezzo estetico, ma nella pratica quotidiana dimostra la sua utilità. La cassa da 40 mm si adatta perfettamente a polsi di media dimensione senza quell’effetto “disco volante” che spesso caratterizza smartwatch troppo generosi nelle dimensioni.
Il sistema Dynamic Lug permette al cinturino di muoversi con maggiore fluidità seguendo i movimenti del polso. Si tratta di un dettaglio che fa la differenza soprattutto durante l’attività fisica. Dopo una settimana di utilizzo intenso – comprese quattro sessioni di corsa e due di allenamento in palestra – posso confermare che l’orologio rimane saldamente al polso, senza creare fastidiosi punti di pressione.
Ma su questo bisogna essere chiari. Dynamic Lug introduce un attacco diverso rispetto alle generazioni precedenti, il che crea incompatibilità con i cinturini delle generazioni precedenti. Tradotto: se si possiedono cinturini (anche originali Samsung) per i precedenti Watch4/5/6/7, non è possibile riutilizzarli direttamente sul Watch8. A meno che non si utilizzino adattatori di terze parti, che però sono una soluzione “ufficiosa” e possono aggiungere spessore o cambiare la resa al polso.
Display: una finestra luminosa sul mondo
Il display Super Amoled da 1,34″ (438×438 pixel) protetto da vetro zaffiro è semplicemente eccellente. La densità di pixel è tale da rendere impossibile distinguere a occhio nudo i singoli elementi, e i colori sono vividi senza risultare eccessivamente saturi.
Ma è la luminosità il vero punto di forza. Samsung dichiara un picco di 3.000 nit, e nelle mie prove all’aperto la leggibilità è sempre stata impeccabile. La modalità Always On a colori completi, inoltre, permette di avere sempre sott’occhio l’orario e le notifiche più importanti, senza compromettere eccessivamente l’autonomia.
Prestazioni
Sotto la scocca batte Exynos W1000, un processore a cinque core realizzato con processo produttivo a 3 nanometri. Sulla carta, dovrebbe garantire prestazioni superiori e maggiore efficienza energetica rispetto al predecessore. Nella pratica quotidiana, l’esperienza d’uso è fluida e reattiva. Le app si aprono istantaneamente, le animazioni scorrono senza impuntamenti, e la sincronizzazione con lo smartphone avviene in modo trasparente.
I 2GB di RAM e i32GB di storage sono adeguati alla maggior parte degli utilizzi, anche se gli utenti più esigenti che desiderano scaricare molta musica offline potrebbero preferire il modello Classic da 46mm con i suoi 64GB. Durante i miei test ho installato una decina di app di terze parti, salvato alcune playlist Spotify e registrato numerose sessioni di allenamento senza mai avvicinarmi al limite di memoria.
Wear OS 6 e Gemini: l’AI al polso
Il Galaxy Watch8 è la prima serie Galaxy Watch a uscire dalla scatola con Gemini preinstallato, e questo rappresenta un cambio di paradigma significativo nell’interazione con i dispositivi indossabili. L’assistente AI di Google è accessibile tenendo premuto il tasto superiore della cassa, e funziona sorprendentemente bene considerando le limitazioni di uno schermo da 1,3 pollici.
Basta dire: «Gemini, avvia una corsa di 30 minuti» e lo smartwatch apre Samsung Health per iniziare subito il workout. Oppure: «Trova un ristorante nelle vicinanze e manda un messaggio a Fabio per invitarlo a cena” – cioè due operazioni concatenate eseguite con un unico comando vocale – e il Galaxy Watch8 esegue. Anche se la tecnologia non è perfetta: in ambienti rumorosi il riconoscimento vocale può fare cilecca, e alcune richieste complesse vengono rimandate allo smartphone. Ma quando funziona – e funziona nella maggior parte dei casi –, la sensazione è quella di avere effettivamente un assistente personale al polso.
La One UI 8 Watch rappresenta l’interfaccia più matura mai realizzata da Samsung per i suoi smartwatch. I nuovi riquadri informativi permettono di visualizzare più metriche contemporaneamente a colpo d’occhio, mentre la Now Bar mostra in modo intelligente le attività in corso o imminenti. L’integrazione con l’ecosistema Samsung è eccellente. Le notifiche vengono sincronizzate perfettamente, le chiamate possono essere gestite direttamente dall’orologio (la qualità audio è buona anche se non eccezionale), e la condivisione di dati tra dispositivi Galaxy avviene in modo completamente trasparente.
Salute e fitness: nuove metriche
È nel monitoraggio della salute e del fitness che il Galaxy Watch8 mostra il suo vero valore. Il sensore BioActive di Samsung – che combina sensore ottico, segnale cardiaco elettrico e analisi dell’impedenza bioelettrica – è tra i più completi sul mercato. E le nuove funzionalità introdotte con questo modello aggiungono un ulteriore livello di profondità all’analisi.
Antioxidant Index. La capacità di misurare i livelli di carotenoidi in cinque secondi è una novità assoluta per uno smartwatch. Samsung suggerisce che valori più alti indicano una maggiore capacità antiossidante dell’organismo, correlata a una dieta ricca di frutta e verdura. Non posso verificare l’accuratezza clinica di questi dati, ma come strumento di consapevolezza e motivazione al miglioramento dello stile di vita ha un suo valore.
Bedtime Guidance. Dopo 3 giorni di “apprendimento”, Watch8 ha iniziato a suggerirmi l’orario ottimale per andare a dormire basandosi sul mio ritmo circadiano. Le raccomandazioni si sono rivelate abbastanza accurate e, quando le ho seguite, la qualità del sonno misurata dall’orologio è effettivamente migliorata, con un aumento della percentuale di sonno profondo.
Vascular Load. Questa metrica monitora lo stress sul sistema vascolare durante il sonno, integrando dati su qualità del riposo, livelli di stress e attività fisica. È un indicatore complesso. È necessario indossare l’orologio a letto per almeno 3 notti (tipicamente 3 notti negli ultimi 14 giorni) per costruire la baseline, poi la metrica ha senso soprattutto come trend nel tempo. Fornisce infatti informazioni significative, mostrando correlazioni interessanti tra giornate particolarmente stressanti e valori elevati di carico vascolare.
Running Coach. Come runner amatoriale, questa è stata la funzione che mi ha maggiormente incuriosito. Dopo un test iniziale di valutazione, l’orologio mi ha assegnato un livello di fitness 6 su 10 e ha generato un piano di allenamento personalizzato di otto settimane. Durante le corse, fornisce feedback in tempo reale sulla zona di frequenza cardiaca, sul passo, e suggerisce quando accelerare o rallentare. L’approccio è intelligente e motivante, anche se gli utenti più esperti potrebbero trovare le indicazioni un po’ troppo conservative.
Il Gps dual-frequency si è dimostrato preciso e veloce nell’aggancio del segnale, anche in zone urbane con molti edifici alti. Confrontando i tracciati con quelli registrati da un orologio sportivo dedicato Garmin, le differenze sono risultate minime, nell’ordine dei 20-30 metri su percorsi di 8-10 chilometri.
Autonomia: un tallone d’Achille risolto solo parzialmente
La batteria da 325 mAh del modello da 40 mm non è certo generosa sulla carta, e l’autonomia rappresenta tradizionalmente il punto debole degli smartwatch Samsung. Con il Galaxy Watch8, tuttavia, qualcosa è cambiato. Samsung dichiara ufficialmente fino a 30 ore con display Always On attivo. Nella mia esperienza, l’ho utilizzato con notifiche abilitate, monitoraggio continuo della frequenza cardiaca, due sessioni di allenamento Gps a settimana e circa 30 minuti di chiamate, l’autonomia si è attestata coerentemente tra le 28 e le 32 ore. Quindi ha confermato sostanzialmente le promesse del produttore.
Non siamo ai livelli dei 7 giorni promessi dal Galaxy Ring o delle settimane dei Garmin, ma per uno smartwatch completo di display sempre acceso è un risultato accettabilissimo. Con una ricarica ogni giorno e mezzo, il compromesso funziona. La ricarica rapida wireless, inoltre, permette di recuperare circa il 50% di batteria in 30 minuti. Il che è utile quando si dimentica di caricare l’orologio durante la notte.
Considerazioni finali sul Samsung Galaxy Watch8
Dopo dieci giorni di utilizzo intensivo, il Samsung Galaxy Watch8 da 40mm mi è sembrato uno degli smartwatch più completi e bilanciati sul mercato. Non è perfetto, è vero: l’autonomia potrebbe essere migliore, alcune funzioni AI necessitano di connessione dati costante… E lo street price sul mercato italiano di 319 euro, ma spesso in promo attorno ai 270 euro, lo posiziona nella fascia medio-alta del mercato.
Tuttavia, rappresenta il miglior compromesso attualmente disponibile tra design, comfort, funzionalità smart e capacità di monitoraggio della salute. Il formato da 40mm, in particolare, si rivela ideale per chi cerca uno smartwatch completo senza l’ingombro dei modelli più grandi. E il peso contenuto lo rende indossabile anche di notte, senza fastidio.
L’integrazione di Gemini e Wear OS 6 apre scenari interessanti per il futuro. Mentre le nuove metriche di salute come l’Antioxidant Index e il Vascular Load aggiungono valore reale al dispositivo, andando oltre il semplice conteggio dei passi. L’impermeabilità fino a 5 atm e le certificazioni IP68 e MIL-STD-810H lo rendono sufficientemente robusto per affrontare qualsiasi situazione quotidiana, dallo sport alle condizioni climatiche avverse.
Per chi è già nell’ecosistema Samsung, l’acquisto è praticamente obbligato. Per chi viene da altri brand, il Galaxy Watch8 rappresenta un’alternativa credibile e competitiva, capace di tenere testa all’Apple Watch Series e di superare in alcune aree i concorrenti Wear OS. Dopo anni di tentativi, Samsung sembra aver finalmente trovato la formula giusta. E il polso ringrazia.