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  • Ferragosto al polso: le app che lavorano mentre noi riposiamo

    Ferragosto al polso: le app che lavorano mentre noi riposiamo

    Dal meteo alle maree, dai sentieri alla musica dell’aperitivo: una selezione delle migliori app per smartwatch – in senso lato: watchOS, Wear OS, Garmin Connect IQ, Zepp OS e Huawei HarmonyOS. Perché almeno in vacanza lo smartphone può restare nella borsa

    A Ferragosto lo smartphone dovrebbe osservare un rigoroso turno di riposo: silenzioso, lontano dalla sabbia, protetto dal contatto con la crema solare e soprattutto irraggiungibile dalle chat di lavoro. Invece lo smartwatch, quale che sia, può rimanere in servizio. Non per ricordarci quante calorie contiene il pranzo del 15 agosto − informazione che nessuno ha chiesto −, ma per quei piccoli compiti che rendono la giornata più semplice: il meteo, la direzione del vento, il sentiero, il promemoria di bere, la canzone del chiringuito o il dubbio se quella luce nel cielo sia Venere oppure il drone del vicino di ombrellone.
    Prepariamo dunque lo smartwatch per la nostra giornata di meritato ozio. Sarà lui a lavorare. Noi ci limiteremo a sollevare il polso.

    Ore 8:00. Crema solare, ombrello o entrambe le cose?

    La prima decisione della giornata è anche la più delicata: mare, montagna, piscina o ritorno strategico sotto le lenzuola?

    Su Apple Watch, Weathergraph mostra le previsioni ora per ora con grafici leggibili in un secondo − pioggia, vento, raffiche, sole, UV − e conserva l’ultima fino a 24 ore, quindi funziona offline: utile dove il 5G è considerato una leggenda locale. Attenzione, sull’App Store ce ne sono due: quella giusta è di Tomas Kafka.

    Su Wear OS, Windy.com porta al polso previsioni, radar, tile e complicazioni. Prezioso per chi fa vela, surf o kitesurf, cioè per chi sa che “si è alzato un po’ di vento” può avere conseguenze più serie di un tovagliolo che vola via.

    Per Garmin, Weather Pro Widget aggiunge previsioni iperlocali da OpenWeatherMap: è il widget che il turista previdente consulta prima di partire… e quello meno previdente in cima, senza impermeabile.

    Sugli Huawei, Airly affianca alle previsioni la qualità dell’aria in tempo reale con proiezione a 24 ore: ottima anche per chi cerca una motivazione scientifica per rimandare la passeggiata. Su Zepp OS si può accettare che l’app preinstallata faccia il suo lavoro.

    Ore 10:00. Tutti al mare: le migliori app per smartwatch, fra onde e maree

    In spiaggia lo smartwatch può occuparsi di cose ben più serie delle notifiche: vento, onde, maree e orario del tramonto.

    Tide Guide, per Apple Watch, offre grafici delle maree, condizioni marine, calendario lunare e migliaia di stazioni nel mondo. Serve a surfisti e pescatori, ma anche a chi vuole il telo abbastanza vicino all’acqua da sentirsi romantico e abbastanza lontano da non doverlo recuperare a nuoto.

    Su Wear OS c’è Tide Watch, che però in modalità stazione copre solo Australia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. Sulle nostre coste, per ora, non può fare il comandante della giornata balneare.

    Chi ha un Garmin o un Amazfit può usare la stessa app, Tide Table Chart (su Amazfit serve Zepp OS 2.1: se non compare nello store, non è colpa della marea). Sono previsioni astronomiche, che non tengono conto di vento e piogge e che lo sviluppatore stesso sconsiglia per navigare. Perfette per la battigia, meno per prendere il comando di un transatlantico.

    Nel catalogo Huawei manca un equivalente convincente. Ma è meglio uno spazio vuoto che un’app poco affidabile: in vacanza si improvvisa sul gusto del gelato, non sulle condizioni del mare.

    Ore 12:30. Bere acqua: l’attività sportiva più indicata

    Con il sole alto lo smartwatch ci ricorda una cosa ovvia. Che però, inspiegabilmente, tendiamo a dimenticare: bere.

    WaterMinder, per watchOS e Wear OS, registra bevande, imposta obiettivi e invia promemoria, abbastanza in fretta da non richiedere una pausa tra un tuffo e l’altro.

    Su Garmin, Hydration Tracking fa lo stesso, integrata su alcuni modelli e su Connect IQ per altri. Non giudica il contenuto del bicchiere, ma probabilmente distingue tra l’acqua e l’ennesimo spritz meglio di quanto vorremmo.

    Su Zepp OS e HarmonyOS, in mancanza di meglio, bastano sveglie e timer. Non serve l’intelligenza artificiale per tradurre il messaggio “bevi un bicchiere d’acqua”…

    Ore 16:30. Facciamo due passi: mappe e navigazione al polso

    Dopo pranzo esistono due scuole di pensiero: il sonnellino di durata imprecisata e la passeggiata. Per i secondi, le app di navigazione sono lo strumento più utile al polso.

    WorkOutDoors trasforma Apple Watch in un accessorio completo per corsa, bici ed escursionismo − con mappe, percorsi, waypoint, campi configurabili − senza iPhone al seguito. Ideale per chi lascia il telefono nello zaino e per chi, dopo venti minuti, vorrebbe lasciare anche la salita.

    Su Wear OS, Komoot pianifica e segue itinerari a piedi, in bici o di corsa (in alternativa, AllTrails). C’è anche per Garmin via Connect IQ e su diversi Amazfit tramite la Zepp app, con l’attività che a fine giro torna indietro su komoot da sola. Comodissima per chi prepara il percorso prima, senza trasformare l’escursione in un concorso di orientamento.

    Per Huawei, Navigation Companion – G Maps invia al polso mappa, indicazioni passo dopo passo e traffico in tempo reale. Mi raccomando, verificare la compatibilità prima di partire, non quando il sentiero si divide in tre.

    Ore 19:00. Aperitivo, calendari e piccoli salvataggi

    All’ora dell’aperitivo lo smartwatch smette di fare il personal trainer e diventa più un assistente: mostra una prenotazione, ricorda un appuntamento, controlla la musica, aiuta a ritrovare il gruppo disperso sul lungomare.

    Su Huawei, Events – G Calendar sincronizza il calendario Google tramite Huawei Health: non sarà l’app più spettacolare dell’estate, ma evita di presentarsi alla cena del 14 agosto convinti che sia quella del 15. Mobcards porta al polso carte, tessere e codici e funziona su Garmin, Huawei e Wear OS. Molto utile quando la tessera dell’albergo è finita nella tasca sbagliata.

    Su watchOS e Wear OS le app per traduzioni, messaggi e liste abbondano, ma la regola ferragostana resta una: installare solo ciò che riduce il tempo davanti a uno schermo. Un’app che invita a fissare per dieci minuti un display da quaranta millimetri ha frainteso la propria missione.

    Ore 23:00. Che stella è? E soprattutto, che canzone è?

    Di sera lo smartwatch si dedica alle cose davvero importanti: guardare il cielo e capire che canzone stiamo ascoltando.

    Night Sky porta su Apple Watch un piccolo planetario per riconoscere stelle, pianeti e costellazioni: basta orientare l’orologio verso l’alto. Più autorevole dell’amico che indica una luce a caso e annuncia: «Quella è sicuramente la Stella Polare».

    Su Wear OS, Moon Phases Pro mostra fasi lunari, posizione della Luna, eclissi e sciami meteorici. What’s That Song? funziona da sola sull’orologio, senza telefono né app companion, purché ci sia connessione. Uno Shazam da polso, per non finire la serata con un ritornello in testa e nessuna idea del titolo.

    Sui Garmin compatibili con la musica, Spotify scarica playlist e podcast da ascoltare senza telefono: perfetti per la corsa del mattino dopo, sempre che sia ancora nei programmi. Per Amazfit c’è Moon Calendar (da Zepp OS 2.1). Su Huawei, For Spotify Controller comanda riproduzione, brani, volume e dispositivo, ma serve un account Premium.

    Un’app in meno può essere la scelta migliore

    Davanti a uno store la tentazione è sempre la stessa: installare tutto. Meteo, maree, mappe, bussola, traduttore, contatore d’acqua, riconoscimento musicale e magari un simulatore di dadi, in caso di improvvisa emergenza ludica durante il pranzo.

    Lo smartwatch, però, funziona meglio quando resta uno strumento rapido: due o tre app adatte alla giornata valgono più di venti icone dimenticate nel menu. Per il mare servono vento, onde e maree; per la montagna mappe e previsioni. Per una settimana tra sdraio e ristorante basta un’app che ricordi l’orario dell’aperitivo. E forse nemmeno quella.

    Un controllo allo store prima di partire conviene comunque: su Zepp OS e Huawei la disponibilità varia per modello, sistema e Paese, e diverse di queste app sono a pagamento o tengono le funzioni migliori dietro abbonamento.

    Poi basta. Lo smartphone può tornare nella borsa, lo smartwatch restare al polso e noi dedicarci alla funzione più importante che nessun aggiornamento software è ancora riuscito a migliorare: non fare assolutamente nulla.

    Buon Ferragosto e buon relax.

  • Latest. A proposito di smartwatch – 18/03/2026

    Latest. A proposito di smartwatch – 18/03/2026

    Nelle Latest di questa settimana il mondo degli orologi connessi corre veloce tra sport, lusso e spirito racing. Marzo si conferma un mese particolarmente caldo per il settore dei wearable: tra l’eco del Mobile World Congress di Barcellona appena concluso e presentazioni internazionali come quella di Huawei a Madrid, i brand spingono sull’acceleratore con smartwatch sempre più evoluti.

    In queste Latest troviamo Amazfit che rinnova la gamma tra fitness e outdoor, Huawei che torna a parlare ai runner più ambiziosi e TAG Heuer che intreccia design e Formula 1. Latest diverse tra loro, ma unite da una stessa direzione: più prestazioni, più stile, più identità. Qui le trovate in ordine di prezzo, dal più accessibile in su. A voi la scelta.

    È qui la festa?

    Amazfit Active Max debutta in Italia e mette il fitness in modalità “party”: cassa leggera (39,5 g) e maxi-display AMOLED da 1,5” super luminoso (fino a 3000 nit) per leggere i dati anche sotto il sole in spiaggia. Tiene d’occhio oltre 160 sport, propone piani smart e ti segue con mappe offline e navigazione. In Europa c’è anche Zepp Pay (se la tua banca è tra quelle abilitate). E 4 GB a bordo per musica e podcast “senza rete”. Se esageri, ti avvisa: zone cardio automatiche, start/stop smart e report su sonno, HRV e BioCharge per capire quanta energia ti resta per l’after-party. 169 euro.

    Corri ragazzo corri – 1

    Non c’è due senza… tre! E così Amazfit alza ancora il tiro con il nuovo Active 3 Premium, che porta la soglia del lattato (stimata) al polso dei runner con ambizioni da personal best. Cassa in acciaio, vetro zaffiro, AMOLED luminosissimo e fino a 12 giorni di autonomia: bello fuori, tosto dentro. Tra Zepp Coach, mappe offline ed NFC, è il compagno per allenarsi sul serio senza svenarsi. Da ultimo, dettaglio geniale, tiene anche il conto dell’usura delle scarpe. Perché arrivare impreparati alla maratona, o con le sneaker distrutte, non è più un’opzione. Disponibile nelle colorazioni Aero White, Apex Silver e Atlas Blue. Il prezzo? 169,90 euro.

    Corri ragazzo corri – 2

    Dopo cinque anni di silenzio, Huawei torna a fare sul serio con la corsa professionale. Il nuovo WATCH GT Runner 2 è stato sviluppato con Eliud Kipchoge – due ori olimpici e record mondiale sulla maratona – e presentato a Madrid. GPS con antenna floating 3D preciso anche in città, Modalità Maratona come coach digitale al polso, display AMOLED da 3.000 nit, cassa in titanio leggera 34,5 grammi e fino a 32 ore di autonomia con GPS attivo. Non mancano ECG e monitoraggio fisiologico avanzato. Tutto questo a 399 euro. Disponibile in Italia dal 18 marzo, con coupon sconto da 50 euro su Huawei Store. Le scuse per non correre stanno finendo.

    Camping de luxe

    Amazfit T-Rex Ultra 2 sbarca ufficialmente in Europa e rende l’outdoor de luxe: titanio grado 5, vetro zaffiro e display AMOLED da 1,5” fino a 3000 nit. In valigia? Batteria da 870 mAh: fino a 30 giorni in uso tipico, oppure ore di GPS “hard” con mappe offline a colori e topografiche, navigazione turn-by-turn e torcia con modalità SOS (perfetta per la tenda). Supporta 180+ sport, chiamate Bluetooth e, in versione UE, pagamenti NFC via Zepp Pay. Pesa 89 g e resta operativo fino a -30 °C: dal trail al brunch, senza cambiare polso. E con 64 GB di memoria (26,7 GB liberi) ti porti dietro mappe e musica! 549,90 euro.

    Dal paddock al polso

    TAG Heuer accende la stagione F1 con la scintillante Connected Calibre E5 45 mm x Formula 1, uno smartwatch in titanio che profuma di pista e cambia quadrante a ogni Gran Premio: 24 circuiti, 24 design diversi, con un puntino animato che gira sul tracciato al posto delle lancette dei secondi. Chic e tech insieme, come si conviene ai signori della velocità. Include l’app ufficiale F1 con dati FIA in tempo reale, classifiche aggiornate e notifiche che imitano le radio del pit wall. Cinturino in pelle con pattern carbonio e packaging da paddock VIP completano il quadro. Presentato a Melbourne il 5 marzo, perché il tempismo, per TAG Heuer, non è mai casuale. 2.550 euro.

  • Huawei Watch GT6 da 41 mm, la prova al polso

    Huawei Watch GT6 da 41 mm, la prova al polso

    Quando Huawei ha presentato la serie Watch GT6 alcuni mesi fa, il claim principale era chiaro: autonomia prolungata e funzioni outdoor migliorate. Ma in un mercato saturo di smartwatch che promettono miracoli e poi ti abbandonano dopo due giorni, quanto c’è di vero? Per scoprirlo ho indossato per un paio di settimane consecutive il modello da 41 mm Nero Fluoroelastomero, pensato espressamente per chi preferisce dimensioni contenute senza rinunciare alle funzionalità. Per la cronaca, esiste anche una versione da 46 mm, differente non solo per le proporzioni ma anche per alcune caratteristiche. Non è questa l’occasione per parlarne: chi vuole saperne di più trova tutte le informazioni sul sito ufficiale. Qui racconto la mia esperienza con l’esemplare più piccolo

    Huawei Watch GT6: prime impressioni

    La confezione rispecchia il posizionamento premium del prodotto. All’interno, oltre allo smartwatch, troviamo la base di ricarica wireless. Huawei Watch GT6 da 41 mm si presenta immediatamente come un dispositivo ben costruito. La cassa rotonda con ghiera bombata ha un design elegante, ben lontano dall’estetica più sportiva di molti competitor.

    Il cinturino in fluoroelastomero nero merita qualche parola. Questo materiale, utilizzato anche nell’automotive nel settore aerospaziale per l’ottima resistenza chimica e termica, offre una texture particolare: morbida al tatto ma con sufficiente rigidità per mantenere la forma. Non attira polvere come certi siliconi economici e resiste bene al sudore senza emanare odori sgradevoli dopo sessioni intensive di allenamento.

    Design e costruzione: compatto ma presente

    Con i suoi 41 millimetri di diametro e appena 37,5 grammi di peso (senza cinturino), Huawei Watch GT6 si rivolge a una fascia di pubblico specifico: chi ha polsi di circonferenza ridotta, o semplicemente chi trova ingombranti gli smartwatch oversize da 46-48 millimetri che dominano il mercato. Ad ogni modo, una volta indossato l’orologio risulta perfettamente bilanciato. Non è uno di quei dispositivi che si dimentica di indossare, ma nemmeno un peso che costringe a continui riposizionamenti.

    La cassa in acciaio appare ben realizzata e curata nelle finiture. Un aspetto apprezzabile è la capacità di scivolare sotto il polsino della camicia senza creare antiestetiche protuberanze. Per chi utilizza lo smartwatch anche in situazioni formali, questo dettaglio non è secondario. L’estetica pulita – con la ghiera che, come accennavo, ricorda vagamente gli orologi tradizionali – lo rende abbastanza versatile: adatto tanto ad accompagnare giacca e cravatta durante la settimana quanto l’abbigliamento sportivo nel weekend.

    La tripla certificazione 5 atm, IP68 e IP69 garantisce una resistenza all’acqua superiore alla media degli smarwatch, oltre che protezione totale da polvere, sabbia e umidità.

    Il display: leggibile in ogni condizione

    Il cuore visivo del Watch GT6 è il display AMOLED da 1,32 pollici con risoluzione 466 x 466 pixel, che si traduce in una densità di 352 PPI, superiore persino al modello da 46 mm. Huawei dichiara una luminosità di picco di 3.000 nits, un valore che sulla carta colloca questo smartwatch tra i più luminosi della categoria. Ma i numeri contano fino a un certo punto: quello che interessa è la leggibilità reale.

    Durante un’uscita in bicicletta nelle ore centrali di una giornata di sole, ho potuto verificare che il display mantiene effettivamente un’ottima leggibilità anche in condizioni di luce diretta. I dati di velocità, frequenza cardiaca e navigazione rimanevano chiaramente visibili senza dover cercare zone d’ombra o coprire lo schermo con la mano.

    L’interfaccia basata su HarmonyOS 6.0 si rivela fluida e reattiva. Gli swipe per navigare tra i vari menù rispondono senza lag percepibili, le animazioni sono morbide, la rotazione tra i quadranti avviene con naturalezza. Huawei ha evidentemente lavorato sull’ottimizzazione software per garantire un’esperienza utente scorrevole.

    I quadranti preinstallati sono numerosi e coprono stili diversi, dallo chic minimalista allo sportivo ricco di informazioni. Personalmente li ho trovati un po’ troppo orientati verso un’estetica tech, con colori accesi e grafiche elaborate che non sempre si sposano con il design fisico. Fortunatamente l’assortimento di quadranti scaricabili dall’app Huawei Health è sufficientemente vasto da soddisfare praticamente ogni gusto.

    L’autonomia: finalmente uno smartwatch che dura

    Veniamo al punto centrale, quello che più interessa chi considera l’acquisto di questo smartwatch: l’autonomia. Huawei promette 14 giorni di utilizzo normale per il modello da 41 millimetri. Un dato che suona quasi irrealistico in un mercato dove la maggior parte degli smartwatch richiede ricariche ogni 1-2 giorni.

    Durante il mio periodo di test ho riscontrato valori che si avvicinano sensibilmente a quelli promessi dal produttore cinese. L’autonomia reale si attesta tipicamente tra i 10 e i 12 giorni in uso misto, quindi con notifiche attive, monitoraggio continuo del sonno e allenamenti regolari nel corso della settimana. Un risultato che, nel panorama degli smartwatch attuali, rappresenta un vantaggio competitivo difficile da ignorare.

    Il merito va alla batteria da 540 mAh con tecnologia avanzata ad alto contenuto di silicio, che secondo Huawei offre una capacità superiore del 65% rispetto alla generazione precedente. Ma al di là delle dichiarazioni tecniche, quello che conta è come un’autonomia così lunga cambia concretamente l’esperienza d’uso quotidiana.

    GPS e tracking: preciso ma perfettibile

    Il sistema di posizionamento Sunflower potenziato è uno dei cavalli di battaglia dichiarati con orgoglio dal produttore per questa serie. La vera notizia, però, è che Huawei Watch GT6 integra un GPS dual-band multi-sistema che supporta gli standard GPS, GLONASS, Galileo, BeiDou e QZSS. Questo arsenale di tecnologie satellitari spiega la precisione del tracking sbandierata da Huawei.

    In ambiente extraurbano, su sentieri collinari lontani da edifici, il GPS del Watch GT6 si è comportato egregiamente. Il tempo di aggancio satellitare si è attestato mediamente sui 15-20 secondi (spesso anche meno): un valore accettabile. Una volta agganciato il segnale, il tracking è risultato stabile e affidabile per tutta la durata dell’attività.

    Funzioni sportive: complete per l’amatore

    Huawei Watch GT 6 supporta oltre 100 modalità sportive, un numero che sulla carta impressiona ma che spesso, nella pratica, si riduce alle 5-6 attività che ciascuno di noi pratica regolarmente.

    Per la corsa, il tracking è preciso e affidabile. I dati di passo, cadenza, frequenza cardiaca e distanza sono presentati in modo chiaro e facilmente consultabili anche mentre si corre. La funzione di coaching vocale, attivabile dall’app Huawei Health, fornisce aggiornamenti periodici sulle performance senza risultare invasiva. Apprezzabile anche la possibilità di impostare zone di frequenza cardiaca personalizzate e ricevere avvisi quando si esce dal range target.

    Sul ciclismo si concentra una delle novità più pubblicizzate: la potenza di pedalata virtuale. Huawei sostiene di aver sviluppato questa funzione attraverso migliaia di simulazioni in galleria del vento per calcolare con precisione la potenza espressa in watt durante la pedalata. L’idea è quella di offrire ai ciclisti un dato normalmente disponibile solo con costosi power meter dedicati.

    In palestra, il riconoscimento automatico degli esercizi funziona discretamente con i movimenti più comuni: squat, panca piana, rematore, shoulder press vengono identificati senza problemi. Il conteggio delle ripetizioni è generalmente accurato, anche se può capitare l’errore sporadico. Per esercizi meno standardizzati o varianti particolari, il sistema fa più fatica e può confondere i movimenti.

    Monitoraggio salute: TruSense fa la differenza

    Il sistema TruSense rappresenta l’evoluzione del monitoraggio della salute secondo Huawei. La funzione HRV (variabilità della frequenza cardiaca) è stata una di quelle che ho apprezzato di più durante il test. Ogni mattina l’orologio presenta un punteggio di prontezza basato sulla qualità del sonno, sull’HRV notturna e su altri parametri fisiologici. Questo dato aiuta a capire se il corpo è pronto per un allenamento intenso o se conviene optare per un recupero attivo.

    Particolarmente utile la funzione di rilevamento delle apnee notturne, che può aiutare a identificare eventuali problemi respiratori durante il sonno.

    La nuova funzione Health Insights, infine, integra dati provenienti da vari aspetti della vita quotidiana: emozioni, allenamento, benessere generale e qualità del sonno. Attraverso algoritmi avanzati, il sistema identifica tendenze e fornisce suggerimenti personalizzati.

    Ecosistema e app: bene su Android, limitato su iOS

    L’esperienza d’uso del Watch GT 6 dipende fortemente dall’ecosistema in cui si inserisce.

    Su smartphone Android, l’integrazione tramite l’app Huawei Health è completa e soddisfacente. Le notifiche arrivano puntuali con un ritardo minimo di 1-2 secondi rispetto allo smartphone. È possibile gestire chiamate in arrivo, leggere messaggi e rispondere tramite risposte rapide predefinite o dettatura vocale.

    La vera svolta riguarda iOS: con il rilascio di iOS 26.3, Apple ha rimosso i blocchi storici sull’interazione con le notifiche (per l’area UE). Questo ha permesso al Watch GT6 di visualizzare correttamente tutte le icone delle app e sta aprendo la strada alla risposta diretta dall’orologio, funzione precedentemente riservata solo ad Apple Watch.

    L’app Huawei Health, dopo anni di sviluppo, è ormai una piattaforma matura. L’interfaccia è chiara, i dati sono organizzati logicamente, le statistiche sono dettagliate e ben presentate. Si possono impostare obiettivi personalizzati, consultare storici di allenamenti, analizzare trend nel tempo.

    Conclusioni: per chi è davvero Huawei Watch GT6?

    Dopo due settimane di utilizzo intensivo, Huawei Watch GT6 da 41 millimetri si conferma a mio parere un prodotto solido con un posizionamento chiaro. Non compete con Apple sul fronte dell’ecosistema integrato, non offre le funzioni outdoor estreme di un Garmin, non ha il sistema operativo completo di un Samsung. Ma ha un’autonomia che surclassa praticamente tutti i concorrenti citati, materiali di qualità, un design curato e funzioni sportive e per la salute più che adeguate per l’utente medio.

    Il prezzo di 249 euro lo colloca in una fascia accessibile, soprattutto considerando l’autonomia offerta e le specifiche tecniche di tutto rispetto. È lo smartwatch ideale per chi cerca affidabilità nell’uso quotidiano, funzioni sportive solide senza pretese professionali, e soprattutto per chi è stufo di ricaricare il proprio dispositivo ogni due giorni.

    Se cercate uno smartwatch che non vi abbandoni a metà settimana, che abbia funzioni sportive affidabili senza pretendere di sostituire strumenti professionali, e che si presenti bene anche in contesti formali, il Watch GT6 da 41 millimetri merita seria considerazione.

    Huawei ha fatto i compiti a casa, creando un prodotto equilibrato che sa esattamente a chi rivolgersi.

  • Galaxy Watch8, la prova al polso del nuovo Samsung

    Galaxy Watch8, la prova al polso del nuovo Samsung

    Dieci giorni al polso. È questo il tempo che ho trascorso con il nuovo Samsung Galaxy Watch8 nella versione da 40 mm, colorazione Silver, per testare sul campo le promesse dell’azienda coreana. E posso dirlo senza esitazione. Questo è lo smartwatch Samsung più convincente degli ultimi anni, capace finalmente di coniugare design, prestazioni e un’autonomia accettabile in un formato compatto.

    Il primo impatto: sottile, leggero, sorprendentemente confortevole

    Quando si estrae il Galaxy Watch8 dalla confezione, la prima sensazione è quella di avere tra le mani un dispositivo finalmente maturo dal punto di vista del design. I 30 grammi di peso (senza cinturino) si sentono appena al polso. E lo spessore di 8,6 mm rappresenta un progresso significativo rispetto ai modelli precedenti. Samsung parla di una riduzione dell’11% dello spessore grazie a una completa riprogettazione dell’architettura interna, e sul polso la differenza si nota eccome.

    Il design cushion – quella forma leggermente bombata che ricorda vagamente un cuscino – potrebbe sembrare un vezzo estetico, ma nella pratica quotidiana dimostra la sua utilità. La cassa da 40 mm si adatta perfettamente a polsi di media dimensione senza quell’effetto “disco volante” che spesso caratterizza smartwatch troppo generosi nelle dimensioni.

    Il sistema Dynamic Lug permette al cinturino di muoversi con maggiore fluidità seguendo i movimenti del polso. Si tratta di un dettaglio che fa la differenza soprattutto durante l’attività fisica. Dopo una settimana di utilizzo intenso – comprese quattro sessioni di corsa e due di allenamento in palestra – posso confermare che l’orologio rimane saldamente al polso, senza creare fastidiosi punti di pressione.

    Ma su questo bisogna essere chiari. Dynamic Lug introduce un attacco diverso rispetto alle generazioni precedenti, il che crea incompatibilità con i cinturini delle generazioni precedenti. Tradotto: se si possiedono cinturini (anche originali Samsung) per i precedenti Watch4/5/6/7, non è possibile riutilizzarli direttamente sul Watch8. A meno che non si utilizzino adattatori di terze parti, che però sono una soluzione “ufficiosa” e possono aggiungere spessore o cambiare la resa al polso.

    Display: una finestra luminosa sul mondo

    Il display Super Amoled da 1,34″ (438×438 pixel) protetto da vetro zaffiro è semplicemente eccellente. La densità di pixel è tale da rendere impossibile distinguere a occhio nudo i singoli elementi, e i colori sono vividi senza risultare eccessivamente saturi.

    Ma è la luminosità il vero punto di forza. Samsung dichiara un picco di 3.000 nit, e nelle mie prove all’aperto la leggibilità è sempre stata impeccabile. La modalità Always On a colori completi, inoltre, permette di avere sempre sott’occhio l’orario e le notifiche più importanti, senza compromettere eccessivamente l’autonomia.

    Prestazioni

    Sotto la scocca batte Exynos W1000, un processore a cinque core realizzato con processo produttivo a 3 nanometri. Sulla carta, dovrebbe garantire prestazioni superiori e maggiore efficienza energetica rispetto al predecessore. Nella pratica quotidiana, l’esperienza d’uso è fluida e reattiva. Le app si aprono istantaneamente, le animazioni scorrono senza impuntamenti, e la sincronizzazione con lo smartphone avviene in modo trasparente.

    I 2GB di RAM e i32GB di storage sono adeguati alla maggior parte degli utilizzi, anche se gli utenti più esigenti che desiderano scaricare molta musica offline potrebbero preferire il modello Classic da 46mm con i suoi 64GB. Durante i miei test ho installato una decina di app di terze parti, salvato alcune playlist Spotify e registrato numerose sessioni di allenamento senza mai avvicinarmi al limite di memoria.

    Wear OS 6 e Gemini: l’AI al polso

    Il Galaxy Watch8 è la prima serie Galaxy Watch a uscire dalla scatola con Gemini preinstallato, e questo rappresenta un cambio di paradigma significativo nell’interazione con i dispositivi indossabili. L’assistente AI di Google è accessibile tenendo premuto il tasto superiore della cassa, e funziona sorprendentemente bene considerando le limitazioni di uno schermo da 1,3 pollici.

    Basta dire: «Gemini, avvia una corsa di 30 minuti» e lo smartwatch apre Samsung Health per iniziare subito il workout. Oppure: «Trova un ristorante nelle vicinanze e manda un messaggio a Fabio per invitarlo a cena” – cioè due operazioni concatenate eseguite con un unico comando vocale – e il Galaxy Watch8 esegue. Anche se la tecnologia non è perfetta: in ambienti rumorosi il riconoscimento vocale può fare cilecca, e alcune richieste complesse vengono rimandate allo smartphone. Ma quando funziona – e funziona nella maggior parte dei casi –, la sensazione è quella di avere effettivamente un assistente personale al polso.

    La One UI 8 Watch rappresenta l’interfaccia più matura mai realizzata da Samsung per i suoi smartwatch. I nuovi riquadri informativi permettono di visualizzare più metriche contemporaneamente a colpo d’occhio, mentre la Now Bar mostra in modo intelligente le attività in corso o imminenti. L’integrazione con l’ecosistema Samsung è eccellente. Le notifiche vengono sincronizzate perfettamente, le chiamate possono essere gestite direttamente dall’orologio (la qualità audio è buona anche se non eccezionale), e la condivisione di dati tra dispositivi Galaxy avviene in modo completamente trasparente.

    Salute e fitness: nuove metriche

    È nel monitoraggio della salute e del fitness che il Galaxy Watch8 mostra il suo vero valore. Il sensore BioActive di Samsung – che combina sensore ottico, segnale cardiaco elettrico e analisi dell’impedenza bioelettrica – è tra i più completi sul mercato. E le nuove funzionalità introdotte con questo modello aggiungono un ulteriore livello di profondità all’analisi.

    Antioxidant Index. La capacità di misurare i livelli di carotenoidi in cinque secondi è una novità assoluta per uno smartwatch. Samsung suggerisce che valori più alti indicano una maggiore capacità antiossidante dell’organismo, correlata a una dieta ricca di frutta e verdura. Non posso verificare l’accuratezza clinica di questi dati, ma come strumento di consapevolezza e motivazione al miglioramento dello stile di vita ha un suo valore.

    Bedtime Guidance. Dopo 3 giorni di “apprendimento”, Watch8 ha iniziato a suggerirmi l’orario ottimale per andare a dormire basandosi sul mio ritmo circadiano. Le raccomandazioni si sono rivelate abbastanza accurate e, quando le ho seguite, la qualità del sonno misurata dall’orologio è effettivamente migliorata, con un aumento della percentuale di sonno profondo.

    Vascular Load. Questa metrica monitora lo stress sul sistema vascolare durante il sonno, integrando dati su qualità del riposo, livelli di stress e attività fisica. È un indicatore complesso. È necessario indossare l’orologio a letto per almeno 3 notti (tipicamente 3 notti negli ultimi 14 giorni) per costruire la baseline, poi la metrica ha senso soprattutto come trend nel tempo. Fornisce infatti informazioni significative, mostrando correlazioni interessanti tra giornate particolarmente stressanti e valori elevati di carico vascolare.

    Running Coach. Come runner amatoriale, questa è stata la funzione che mi ha maggiormente incuriosito. Dopo un test iniziale di valutazione, l’orologio mi ha assegnato un livello di fitness 6 su 10 e ha generato un piano di allenamento personalizzato di otto settimane. Durante le corse, fornisce feedback in tempo reale sulla zona di frequenza cardiaca, sul passo, e suggerisce quando accelerare o rallentare. L’approccio è intelligente e motivante, anche se gli utenti più esperti potrebbero trovare le indicazioni un po’ troppo conservative.

    Il Gps dual-frequency si è dimostrato preciso e veloce nell’aggancio del segnale, anche in zone urbane con molti edifici alti. Confrontando i tracciati con quelli registrati da un orologio sportivo dedicato Garmin, le differenze sono risultate minime, nell’ordine dei 20-30 metri su percorsi di 8-10 chilometri.

    Autonomia: un tallone d’Achille risolto solo parzialmente

    La batteria da 325 mAh del modello da 40 mm non è certo generosa sulla carta, e l’autonomia rappresenta tradizionalmente il punto debole degli smartwatch Samsung. Con il Galaxy Watch8, tuttavia, qualcosa è cambiato. Samsung dichiara ufficialmente fino a 30 ore con display Always On attivo. Nella mia esperienza, l’ho utilizzato con notifiche abilitate, monitoraggio continuo della frequenza cardiaca, due sessioni di allenamento Gps a settimana e circa 30 minuti di chiamate, l’autonomia si è attestata coerentemente tra le 28 e le 32 ore. Quindi ha confermato sostanzialmente le promesse del produttore.

    Non siamo ai livelli dei 7 giorni promessi dal Galaxy Ring o delle settimane dei Garmin, ma per uno smartwatch completo di display sempre acceso è un risultato accettabilissimo. Con una ricarica ogni giorno e mezzo, il compromesso funziona. La ricarica rapida wireless, inoltre, permette di recuperare circa il 50% di batteria in 30 minuti. Il che è utile quando si dimentica di caricare l’orologio durante la notte.

    Considerazioni finali sul Samsung Galaxy Watch8

    Dopo dieci giorni di utilizzo intensivo, il Samsung Galaxy Watch8 da 40mm mi è sembrato uno degli smartwatch più completi e bilanciati sul mercato. Non è perfetto, è vero: l’autonomia potrebbe essere migliore, alcune funzioni AI necessitano di connessione dati costante… E lo street price sul mercato italiano di 319 euro, ma spesso in promo attorno ai 270 euro, lo posiziona nella fascia medio-alta del mercato.

    Tuttavia, rappresenta il miglior compromesso attualmente disponibile tra design, comfort, funzionalità smart e capacità di monitoraggio della salute. Il formato da 40mm, in particolare, si rivela ideale per chi cerca uno smartwatch completo senza l’ingombro dei modelli più grandi. E il peso contenuto lo rende indossabile anche di notte, senza fastidio.

    L’integrazione di Gemini e Wear OS 6 apre scenari interessanti per il futuro. Mentre le nuove metriche di salute come l’Antioxidant Index e il Vascular Load aggiungono valore reale al dispositivo, andando oltre il semplice conteggio dei passi. L’impermeabilità fino a 5 atm e le certificazioni IP68 e MIL-STD-810H lo rendono sufficientemente robusto per affrontare qualsiasi situazione quotidiana, dallo sport alle condizioni climatiche avverse.

    Per chi è già nell’ecosistema Samsung, l’acquisto è praticamente obbligato. Per chi viene da altri brand, il Galaxy Watch8 rappresenta un’alternativa credibile e competitiva, capace di tenere testa all’Apple Watch Series e di superare in alcune aree i concorrenti Wear OS. Dopo anni di tentativi, Samsung sembra aver finalmente trovato la formula giusta. E il polso ringrazia.

  • T-Rex 3 Pro: il dinosauro di Amazfit ha imparato a pensare

    T-Rex 3 Pro: il dinosauro di Amazfit ha imparato a pensare

    continua…

    Se il Balance 2 è l’intelligenza che si fa discreta, il T-Rex 3 Pro è l’istinto che diventa razionale.
    Il T-Rex 3 era un carro armato da polso: resistentissimo, ma un po’ “sordo” al contesto. Oggi, con la versione Pro, Amazfit riesce a trasformare quella forza bruta in una robustezza intelligente, senza snaturarne lo spirito.

    Titanio e zaffiro: l’outdoor curatissimo

    A prima vista, il T-Rex 3 Pro conserva la silhouette inconfondibile della serie: imponente, con i quattro pulsanti fisici e un design militare che sembra pronto a una spedizione in Antartide. Ma appena lo si tocca, si capisce che molto è cambiato.

    La lunetta in titanio grado 5, il vetro zaffiro e la cura costruttiva lo avvicinano più a un prodotto Garmin e Suunto che a uno smartwatch “cinese”.
    La resistenza è quella che ti aspetti da un T-Rex: impermeabilità fino a 10 atm (con la funzione di “profondimetro” che misura fino a 45 metri sott’acqua) e tolleranza termica da –30 °C a +70 °C.

    Ma il vero colpo di genio è un piccolo LED sulla cassa: una torcia bicolore integrata, capace di illuminare un sentiero o funzionare come luce SOS. Sembra un dettaglio, ma dopo averla usata di notte in tenda o anche solo per cercare le chiavi, se ne capisce presto l’utilità.

    Un display che abbaglia (letteralmente)

    Amazfit ha alzato l’asticella anche sul fronte visivo: lo schermo AMOLED da 1,5” raggiunge una luminosità di 3.000 nit − il 50% in più rispetto ai 2.000 nit del predecessore. Sulle piste da sci o in spiaggia sotto il sole, si legge sempre perfettamente. I colori sono più vividi, il contrasto migliorato e la reattività ai tocchi più immediata.

    Zepp OS 5

    Il salto più grande non si vede, ma si sente all’utilizzo, come già per il Balance 2.

    Il T-Rex 3 Pro adotta Zepp OS 5, mentre il T-Rex 3, almeno per ora, resta fermo alla versione 4.5 (pur aggiornata più volte). La differenza è netta: il nuovo sistema è più fluido, più intelligente e molto più completo.

    Zepp Flow 2, l’assistente vocale di casa Amazfit, ora funziona anche offline e riconosce comandi naturali come “avvia trail running” o “accendi la torcia”.

    Le mappe offline − già presenti sul T-Rex 3 − diventano interattive: il Pro permette di creare percorsi ad anello, ricercare punti di interesse (POI), toccare la mappa per pianificare un punto di arrivo e persino generare automaticamente un itinerario in base alla direzione e alla distanza desiderata.

    GPS e sport: il dinosauro non perde la bussola

    Sotto la scocca c’è una nuova antenna a polarizzazione circolare, che riduce le interferenze di alberi e canyon urbani. Il risultato è un GPS più stabile e preciso. Durante i miei test in città, ho notato subito la differenza rispetto al T-Rex 3: tracciati più lineari, agganci più rapidi.

    Anche in questo caso, la sezione dedicata allo sport è stata ampliata: ora include oltre 180 tipi di allenamento, tra cui l’intera suite HYROX. Presente la compatibilità con le piattaforme TrainingPeaks e Intervals.icu: i piani di allenamento caricati sull’app Zepp vengono sincronizzati direttamente sull’orologio.

    A onor di verità, il T-Rex 3, dopo gli ultimi aggiornamenti, ha recuperato molto terreno: ora include HYROX Training, PFT e Race, dinamiche di corsa avanzate (tempo di contatto, oscillazione verticale, rapporto verticale) e una mappa migliorata con riconoscimento delle svolte. Resta però privo della voce integrata, della torcia e delle funzioni di pianificazione automatica dei percorsi.

    BioCharge e sensoristica: la scienza del recupero

    Il cuore pulsante del sistema è il nuovo sensore BioTracker 6.0 PPG, abbinato a barometro, sensore di temperatura, luce ambientale e giroscopio. Anche il T-Rex 3 Pro, come il Balance 2, misura potenza aerobica, carico di allenamento, tempo di recupero, frequenza cardiaca a riposo, HRV, stress e qualità del sonno, integrando tutto nel nuovo indice BioCharge Energy Score, che mostra in tempo reale quanta energia ti resta per affrontare la giornata.

    Funzioni smart e autonomia

    Il nuovo tirannosauro smart di Amazfit è anche il primo della serie a integrarsi davvero nella vita quotidiana: microfono e altoparlante permettono di gestire chiamate Bluetooth, ascoltare podcast offline (oltre 4 milioni disponibili) e ricevere notifiche vocali più complete durante gli allenamenti.

    La batteria da 500 mAh garantisce fino a 25 giorni di uso tipico e circa 15 reali in uso misto. Non è da record ma, considerando potenza e schermo, è un risultato eccellente.

    T-Rex 3 Pro: evoluzione vera, non solo lusso

    Il T-Rex 3 Pro non è la classica versione “tirata a lucido” di un modello già riuscito. È un orologio diverso: più robusto, più preciso, più intelligente. Il titanio e il vetro zaffiro gli danno una solidità quasi “meccanica”, mentre il nuovo Zepp OS 5 lo trasforma in un compagno capace di ragionare, guidare, parlare e, quando serve, perfino illuminare la strada.

    Il software, finalmente maturo, regala fluidità e funzioni che mancavano: mappe interattive, percorsi automatici, allenamenti avanzati, sincronizzazione con TrainingPeaks, comandi vocali offline, chiamate Bluetooth e persino podcast scaricabili. Non raggiunge ancora la sofisticazione estrema dei top di gamma di altre marche, ma ci si avvicina più che mai, con un rapporto dotazione/prezzo competitivo.

    Chi già possiede un T-Rex 3 aggiornato può tranquillamente restare fedele al modello originale: con i nuovi firmware è uno dei migliori sportwatch sotto i 300 euro.
    Chi invece vuole il massimo della gamma Amazfit, con materiali premium, mappe intelligenti, voce, audio e torcia integrata, troverà nel T-Rex 3 Pro uno strumento degno del nome che porta: un dinosauro evoluto, capace di correre come un coach e sopravvivere come un carro armato.

    Prezzo consigliato: 399 euro (e 90 centesimi) sia per la versione 48 mm che per quella da 44 mm. Entrambe includono un cinturino sportivo rinforzato, in silicone con sistema di sgancio rapido, e il nuovo caricatore magnetico di seconda generazione.

    Due orologi, due filosofie

    In fondo, Balance 2 e T-Rex 3 Pro rappresentano le due anime di Amazfit. Uno è il minimalista che trova la perfezione nei dettagli, l’altro il guerriero che scopre il piacere della tecnica. Dove il Balance 2 accompagna nel quotidiano con discrezione e autonomia infinita, il T-Rex 3 Pro sfida ad andare più lontano, più in alto, più a lungo. Diversi, ma entrambi maturi. Ed è questa, oggi, la vera conquista di Amazfit.

  • Balance 2: prova al polso e confronto con l’Amazfit Balance

    Balance 2: prova al polso e confronto con l’Amazfit Balance

    Ci sono evoluzioni che somigliano a una rivoluzione silenziosa. Il 2025 ha segnato infatti un punto di svolta per Amazfit: con Balance 2 e T-Rex 3 Pro, la Casa cinese affina due prodotti molto diversi – quasi opposti – ma che condividono una stessa filosofia. Quella secondo cui la tecnologia non deve scegliere tra design e resistenza, tra comfort e prestazione, tra vita quotidiana e avventura.

    Il Balance 2 è il più “urbano” dei due: un orologio intelligente, curato, preciso, che misura tutto ciò che serve, senza mai farsi invadente. Il T-Rex 3 Pro, invece, è la faccia ruvida del Marchio: nasce per chi non ha paura del fango, delle escursioni termiche o di qualche graffio in più, ma oggi evolve in uno strumento sportivo davvero completo, capace di parlare agli atleti veri senza rinunciare alle funzioni smart.

    Li ho messi personalmente alla prova a lungo, alternando scrivania e sentieri, città e campagna. Ecco com’è andata.

    Balance 2: la forma che si allena

    C’è un momento, anche nel settore degli smartwatch, in cui la crescita non si misura più con le specifiche, ma con le sensazioni. Il Balance 2 per Amazfit rappresenta esattamente questo momento: un prodotto che non cerca di stupire con effetti speciali, ma tende a perfezionare tutto ciò che già funzionava bene nel primo Balance, come potete leggere qui. È il classico prodotto che non cambia la ricetta, la migliora. E al polso, si sente subito.

    Il Balance 2 riprende l’estetica sobria del predecessore, ma con materiali e proporzioni più “importanti”. La cassa raggiunge i 47,4 mm di diametro e adotta un vetro zaffiro al posto del vetro temperato del Balance originario. È una scelta che cambia tutto: maggiore resistenza ai graffi, una trasparenza più profonda e quel tocco “premium” che lo avvicina agli orologi tradizionali.

    Anche la costruzione è più solida. Lega di alluminio con fondello in polimero rinforzato e impermeabilità fino a 10 atm (contro i 5 del modello precedente) lo rendono pronto anche per mare, piscina e immersioni. C’è poi la certificazione MIL-STD-810G (lo standard militare, o meglio definito dal Dipartimento della Difesa statunitense) che ne garantisce la capacità di affrontare gli ambienti più difficili, in quanto a temperature estreme, umidità, cadute e vibrazioni.

    Nonostante l’aumento di robustezza, il Balance 2 resta comunque leggero: 42 grammi (senza cinturino). È un orologio che si dimentica addosso, anche dormendoci.

    Il display AMOLED da 1,5″, con una risoluzione di 480×480 pixel e fino a 2.000 nits di luminosità, assicura un’ottima leggibilità anche sotto il sole. Un salto notevole rispetto al Balance originale, dove qualche riflesso disturbava ancora la visione.

    Hardware e sensori: precisione e potenza in equilibrio

    Sotto la scocca del Balance 2 batte il nuovo BioTracker 6.0 PPG, sensore sviluppato “in casa” per misurare frequenza cardiaca, ossigenazione del sangue, stress, variabilità del battito cardiaco e temperatura. È più preciso del sensore montato sull’originale, soprattutto durante gli allenamenti intensi, e lavora in sinergia con il barometro capace di calcolare la profondità in immersione fino a 45 metri sott’acqua.

    In più ha un sistema di localizzazione GNSS dual-band compatibile con sei costellazioni satellitari che migliora la precisione anche nei percorsi cittadini. Nella pratica, la differenza si sente. Mentre il Balance precedente agganciava il segnale GPS in 10-15 secondi, il Balance 2 guadagna ancora qualche secondo, e con una traccia più lineare anche in zone urbane dense.

    Oltretutto il sistema è ottimizzato per consumare meno: merito del processore HS3 e del nuovo sistema operativo Zepp OS 5, che gestisce le risorse in modo più efficiente.

    Zepp OS 5: un sistema che parla di sport (e di quotidianità)

    Ed è proprio nel software che si percepisce il vero salto generazionale. Zepp OS 5 è più maturo, più intuitivo, più coerente.

    Le schermate sono pulite, le animazioni scorrevoli, i dati centrali a portata d’occhio. Si può bloccare lo schermo durante gli allenamenti, ingrandire le metriche con un doppio tocco, personalizzare font e densità delle informazioni, gestire tutto con gesti naturali.

    È uno di quegli aggiornamenti che non cambiano solo l’estetica ma soprattutto, come già accennavo, migliorano l’esperienza d’uso.

    Sport e mappe: da amatore a professionista

    Le modalità sportive salgono a oltre 170, un vero salto rispetto alle 150 del predecessore, con una scelta che va dal golf al padel, fino allo ski mountaineering e al freediving. La grande novità è però la suite HYROX, con tre modalità dedicate (Race, PFT e Training, quest’ultima in arrivo entro fine anno). Amazfit, partner ufficiale della disciplina, ha costruito qui un vero ecosistema sportivo.

    Anche il comparto cartografico è stato potenziato: le mappe sono offline e gratuite e includono percorsi cittadini, topografici, piste da sci e campi da golf. Ma soprattutto ora mostrano anche punti intermedi sul percorso (i cosiddetti waypoint), distanza dal prossimo punto e dislivello rimanente. Strumenti che fino a poco tempo fa erano un’esclusiva dei modelli di fascia alta.

    Benessere e recupero: la scienza del corpo in un punteggio

    Ricordate il Readiness Score del primo Balance? Ora è stato sostituito dal BioCharge Energy Score, una metrica più sofisticata che misura in tempo reale l’energia residua ancora presente in corpo, considerando sonno, stress e carico di allenamento.

    L’orologio diventa così un consigliere, non un controllore, suggerendo quando “spingere” e quando invece è più opportuno fermarsi. Anche le misurazioni sono più accurate: il battito viene rilevato ogni secondo, rendendo l’analisi del ritmo cardiaco più affidabile.

    Compatibilità Stryd: la corsa “scientifica”

    Il Balance 2 ha guadagnato anche la compatibilità con i sensori Stryd, molto amati dai runner professionisti. In pratica, collegando uno di questi piccoli sensori al proprio orologio, è possibile ottenere dati molto più dettagliati sulla corsa: non solo ritmo e distanza, ma anche la potenza di corsa, cioè quanta energia si sta usando passo dopo passo.

    Il sistema misura persino come il corpo si muove: quanto tempo ogni piede rimane a contatto con il terreno, quanta “spinta elastica” si genera e se c’è una differenza tra la gamba destra e la sinistra. Tutte informazioni che aiutano a migliorare la tecnica, a gestire meglio la fatica e a prevenire gli infortuni.

    È un aggiornamento importante, perché per la prima volta un Amazfit offre strumenti di analisi della corsa paragonabili a quelli dei marchi dalla pura vocazione sportiva.

    Assistenti vocali e funzioni smart: addio compatibilità Amazon, benvenuta fluidità

    Qui si nota una divergenza filosofica tra i due Balance. Il primo integrava Alexa, insieme a Zepp Flow, l’assistente proprietario che oggi parla anche italiano. Il Balance 2 rinuncia invece ad Alexa per puntare tutto su Zepp Flow, ora più rapido e integrato nel sistema.

    È una perdita per chi vive in un ecosistema Amazon, ma un guadagno in fluidità generale: Zepp Flow reagisce istantaneamente, riconosce comandi vocali complessi e controlla musica, allarmi e impostazioni.

    Sul fronte smart, il Balance 2 offre Zepp Pay (compatibile con Curve e alcune banche afferenti al circuito MasterCard), chiamate Bluetooth a due speaker, musica e podcast offline, e la possibilità di installare mini-app.

    Autonomia: sempre più instancabile

    Il primo Balance era già un maratoneta, superando con disinvoltura le due settimane di utilizzo – un risultato che molti smartwatch blasonati si sognano ancora oggi. Era uno dei motivi per cui ci si affezionava al Balance: lo si indossava, lo si usava, e quasi ci si dimenticava di doverlo ricaricare.

    Con il Balance 2, Amazfit ha voluto conservare quella sensazione di libertà, ma spingendola ancora un po’ più in là. La batteria, più capiente, e il nuovo processore, abbinato a Zepp OS 5, lavorano in modo più efficiente e costante. Il risultato? L’orologio garantisce fino a 21 giorni con un uso tipico e, anche nel concreto, mantiene la promessa: nel mio test ho superato tranquillamente i 17 giorni di autonomia.

    C’è poi la modalità Ultramarathon, introdotta con uno degli aggiornamenti firmware più recenti, pensata proprio per le imprese di resistenza. Con GPS continuo e sensori sempre attivi il Balance 2 arriva a circa 33 ore, mentre scegliendo la modalità di risparmio energetico può spingersi fino a 67 ore di tracciamento.

    Balance 2: un upgrade vero, con identità sportiva

    Rispetto al predecessore le differenze sono evidenti: materiali premium, autonomia migliorata, fluidità del software, navigazione evoluta e metriche da sportwatch di fascia alta.
    Solo chi usa Alexa sentirà la mancanza dell’integrazione con l’ecosistema di Amazon. Tutti gli altri, invece, scopriranno uno smartwatch completo, preciso, piacevole da usare – e sorprendentemente difficile da togliere dal polso.

    Prezzo consigliato: 299 euro (anzi, 299,90, per essere precisi) con due cinturini sportivi, in silicone arancione e nero, inclusi nel packaging.
    E che dire del T-Rex 3 Pro? Ne riparleremo presto. Prestissimo… continua

  • Huawei Watch 5, la prova al polso

    Huawei Watch 5, la prova al polso

    Dieci anni dopo il primo Huawei Watch, l’azienda cinese torna sul mercato con un prodotto che ambisce ancora una volta a cambiare le regole del gioco. Il nuovo Huawei Watch 5, presentato a Berlino lo scorso 15 maggio, è uno smartwatch di fascia alta che mette insieme materiali e finiture dell’orologeria tradizionale, tecnologie di monitoraggio della salute inedite e funzioni sportive avanzate. Non si limita a migliorare le prestazioni dei modelli precedenti: introduce un linguaggio di design e un approccio alla misurazione biometrica che, nelle intenzioni di Huawei, dovrebbero fare la differenza. Ma riesce davvero a mantenere le promesse? Ho avuto modo di provarlo per qualche tempo: scopriamolo insieme.

    L’estetica dello Huawei Watch 5

    Riguardo al design, Huawei Watch 5 prende ispirazione dalla linea di Kármán, quel confine immaginario che segna il limite tra l’atmosfera terrestre e lo spazio. Una scelta simbolica che si traduce concretamente in un profilo di cassa integrato, privo di spigoli vivi, con superfici fluide che si adagiano sul polso.

    Due i formati proposti: 42 e 46 mm. Per il nostro test ho provato il modello da 42 mm nella colorazione Sand Gold, con cassa in acciaio 904L – lo stesso utilizzato da marchi svizzeri di alta gamma – e bracciale in titanio con trattamento di superficie color oro, ma è disponibile anche nella colorazione Beige. Per chi cerca alternative, il 46 mm adotta invece il titanio aerospaziale. Vale a dire il titanio grado 5, un materiale più leggero del 45% rispetto all’acciaio, ma più duro e naturalmente resistente alla corrosione. La versione XL è disponibile nelle finiture Silver, Brown e nella suggestiva Purple Edition. Esistono anche modelli in acciaio 316L nei toni Blue e Black.

    Particolare attenzione meritano i processi produttivi sviluppati per le colorazioni esclusive. La variante Purple è il risultato di complessi metodi di ossidazione che conferiscono alla lega di titanio una tonalità blu-grigia distintiva. Allo stesso modo, la colorazione Sand Gold deriva da una tecnica anti-ossidazione messa a punto internamente da Huawei – per evitare l’indesiderato viraggio verso il verde, tipico degli orologi economici placcati oro.

    Completano il look i cinturini e i bracciali. Intercambiabili (con attacco proprietario Huawei), spaziano dal già menzionato titanio al fluoroelastomero sportivo, fino al materiale composito effetto pelle, anche in varianti denim o seta, per una versatilità che accompagna dalla sala riunioni alla palestra.

    Display: visibilità estrema

    A protezione del quadrante, un vetro zaffiro a cupola garantisce resistenza ai graffi e una maggiore profondità visiva. Oltretutto arriva quasi al bordo della cassa, il che amplia visivamente la dimensione dei lay-out sottostanti. La lunetta minimal misura 1,8 mm sul 42 mm (rapporto schermo/cassa 82,5%) e 2,2 mm sul 46 mm (80,4%). In pratica, il risultato è un effetto quasi full screen che migliora la leggibilità all’aperto e, soprattutto, valorizza le watchface dinamiche.

    Anche il display, del resto, è improntato alla massima visibilità. Huawei Watch 5 è dotato infatti di un pannello LTPO 2.0 AMOLED con luminosità di picco capace di raggiungere i 3.000 nit e risoluzione di 466 x 466 pixel.

    X-TAP: il sensore laterale che cambia le regole

    L’innovazione più significativa del Watch 5 risiede nella tecnologia X-TAP, un modulo laterale in vetro curvato che integra tre funzioni fondamentali: ECG, PPG (photo pletismografia, sensore che misura il volume di sangue nei capillari ossigenazione) e sensore tattile. La particolarità sta nel punto in cui avviene la misurazione: non più il polso, ma la punta del dito. Qui la pelle è più sottile e ricca di capillari, il che consente di ottenere dati più rapidi e precisi, riducendo le interferenze dovute alla presenza di peli, alla pigmentazione o anche alla vestibilità del cinturino.

    Con un tocco di tre secondi si attiva Health Glance, un mini check-up di 60 secondi che – nella versione software attualmente disponibile in Italia – misura 9 indicatori: frequenza cardiaca media, variabilità della frequenza cardiaca (HRV), saturazione di ossigeno (SpO₂), temperatura cutanea, livello di stress, rigidità arteriosa, analisi ECG, salute respiratoria e screening apnea del sonno.

    Particolarmente impressionante la velocità di rilevazione della saturazione di ossigeno: meno di 10 secondi per una misurazione puntuale, con possibilità di monitoraggio continuo in tempo reale. Una funzione preziosa in scenari ad alta quota o per allenamenti in ipossia, con avvisi automatici quando i valori scendono sotto una soglia preimpostata.

    In Cina è attualmente in corso anche la sperimentazione di un sistema di monitoraggio del rischio ipertensivo senza bracciale, sviluppato in collaborazione con l’Istituto di Ipertensione di Shanghai. Basato su analisi di 24 ore attraverso molteplici rilevazioni X-TAP, non è ancora disponibile in Europa e, almeno per ora, rappresenta un’anteprima delle possibilità diagnostiche non invasive allo studio in futuro.

    Interazioni: pulsanti fisici e Gesture control

    Uno dei limiti storici degli smartwatch è la capacità di tradurre le rilevazioni in informazioni utili. Con il sistema Huawei TruSense e la funzione Health Insights, Huawei Watch 5 raccoglie oltre 60 parametri relativi a sei sistemi del corpo (cardiovascolare, respiratorio, nervoso, endocrino, riproduttivo, muscolare) e li correla per fornire suggerimenti concreti e personalizzati. Dalla gestione dello stress al miglioramento della qualità del sonno, fino alla prevenzione cardiovascolare, il focus è passare dalla semplice registrazione alla vera interpretazione dei dati.

    A completare le possibilità di interazione con l’orologio, sono presenti i consueti controlli fisici: la corona rotante che consente di scorrere i menu e il pulsante laterale personalizzabile.

    Huawei Watch 5 introduce anche due gesture: Double Slide (scorrimento del pollice sull’indice per navigare tra le opzioni) e Double Tap (doppio tocco pollice-indice per confermare). Queste funzioni permettono di rispondere o rifiutare chiamate, controllare musica, timer, sveglie e persino la fotocamera dello smartphone, senza toccare il display. Tuttavia, non sono attive di default: richiedono un breve tutorial di calibrazione e in contesti molto dinamici la precisione può risultare variabile.

    Software: HarmonyOS Next maturo ma ancora un po’ “chiuso”

    Alla base del Huawei Watch 5 opera HarmonyOS 5.1, la nuova iterazione del sistema proprietario che segna un passo decisivo verso l’autonomia tecnologica di Huawei. Questo sistema operativo rappresenta una visione evoluta in cui smartwatch, smartphone e dispositivi vari dialogano in un ecosistema integrato, svincolato dalle dipendenze di altri produttori.

    Dal punto di vista dell’esperienza utente, HarmonyOS convince per fluidità e coerenza estetica. La logica di navigazione è intuitiva: swipe verso l’alto per le notifiche, verso il basso per i toggle rapidi (le scorciatoie alle funzioni), lateralmente per le card informative personalizzabili (meteo, fitness, musica). Le animazioni sono curate, mai eccessive, e le transizioni sfruttano al meglio la qualità del display AMOLED.

    Tuttavia, permangono ancora alcuni limiti strutturali per quanto concerne le app di terze parti. L’AppGallery di Huawei conta ancora su un catalogo ridotto rispetto agli store simili di Google ed Apple, con alternative spesso poco ottimizzate per servizi mainstream come Spotify, WhatsApp o le principali app bancarie. Anche la compatibilità con iOS, pur presente, resta limitata. Il pairing funziona, ma molte funzionalità interattive – come la risposta ai messaggi o l’integrazione completa delle notifiche – non sono disponibili. L’esperienza ottimale si ottiene inevitabilmente con smartphone Android, meglio ancora se del brand Huawei.

    Sport e navigazione: vocazione outdoor

    Il Watch 5 supporta oltre 100 modalità sportive, dall’escursionismo al triathlon, dal nuoto in acque libere allo sci alpino. Merito anche dell’impermeabilità fino a 5 atmosfere (o il nuovo IP69, per chi preferisce usare altri standard di certificazione).

    Il sistema di posizionamento Huawei Sunflower offre precisione GPS anche in ambienti complessi come boschi fitti o aree urbane dense. Le mappe a colori sono disponibili sia online che offline, con navigazione turn-by-turn completamente indipendente dallo smartphone, pianificazione dei percorsi, ricalcolo automatico e guida lungo il tragitto. È un tassello importante per colmare il gap con i multisport “puri” in ambito navigazione. L’ho provato sia a piedi che in bicicletta e sono rimasto piacevolmente sorpreso.

    Huawei Watch 5 si rivela completo per l’utente sportivo medio e l’appassionato di outdoor. Va detto, però, che non offre ancora alcune metriche ultra-specialistiche tipiche dei multisport professionali, presenti in altri prodotti di fascia alta.

    Connettività e autonomia

    Grazie alla eSIM integrata, Huawei Watch 5 può effettuare chiamate e usare dati senza smartphone, con supporto dual-SIM. In Italia la disponibilità di eSIM per smartwatch dipende dagli operatori: oggi solo alcuni la supportano pienamente.

    Migliorata la connettività Wi-Fi, che ora raggiunge una velocità massima di 65 Mbps, triplicando le prestazioni rispetto al modello precedente. Il che si rivela utile per il download di mappe o app direttamente dall’orologio.

    La batteria offre due modalità di utilizzo. Quella Standard garantisce fino a 4,5 giorni di autonomia per il modello da 46 mm (3 giorni con Always-On Display attivo) e fino a 3 giorni per il 42 mm (3 giorni con Always-On Display attivo). Invece la modalità Risparmio energetico – se si disattivano alcune funzioni – permette circa 11 giorni sul 46 mm e 7 sul 42. Nell’uso reale – con display Always-On, eSIM e sensori di salute sempre attivi – l’autonomia si è attestata intorno ai 2-3 giorni per la versione da 42 mm da me provata. Mentre so per certo che è di 3-4 giorni per il 46 mm. La ricarica completa richiede circa 90 minuti per il modello più grande e 60 per quello più compatto.

    Huawei Watch 5: un ibrido credibile

    Con il Watch 5, Huawei tenta di fondere tre universi distinti: lo stile dell’orologeria tradizionale, la funzionalità del wearable sportivo e l’innovazione del dispositivo di monitoraggio della salute.

    Il test mi ha lasciato un’impressione chiara: questo è uno smartwatch capace di unire design ricercato, robustezza e performance. Rispetto alla concorrenza (penso in particolare a Apple o a Garmin), non punta solo alle prestazioni sportive estreme, ma offre una polivalenza capace di adattarsi ai contesti più svariati.

    Ovviamente le sfide non mancano. Le due importanti: convincere il pubblico occidentale della solidità dell’ecosistema software – oggi meno ricco in app di terze parti rispetto ai leader di mercato – e consolidare la credibilità delle misurazioni in ambito medico. Il prezzo di lancio, seppur giustificato dalle tecnologie implementate, posiziona in particolare il dispositivo in competizione diretta con Apple Watch e Galaxy Watch. Prodotti che godono di un vantaggio difficilmente colmabile nel breve termine.

    Resta il fatto che, al polso, Huawei Watch 5 trasmette un’impressione di solidità e coerenza progettuale. È bello come un orologio meccanico, tecnologico come un top di gamma, e per molti utenti potrebbe rappresentare il compromesso ideale tra design, prestazioni e benessere personale.

    L’X-TAP rappresenta una risposta concreta ai limiti di precisione dei sensori da polso e propone un’esperienza integrata che pochi concorrenti offrono. In un settore saturo di update incrementali, Huawei ha scelto una strada ambiziosa: ridisegnare l’interazione e spostare il sensore dove i segnali sono migliori. È un gesto semplice – toccare un bordo –, ma racconta bene l’obiettivo: rendere il monitoraggio una naturale estensione del gesto, non un’operazione. È così che l’orologio oltrepassa, almeno un po’, la sua linea di Kármán.

    Huawei Watch 5 è già in vendita nell’e-commerce ufficiale e presso i rivenditori autorizzati. Il prezzo parte da 399 euro (per le versioni in acciaio e fluoroelastomero) e arriva a 649 euro (per quelle in titanio).

  • Latest. Novità da polso per un’estate smart – 11/08/2025

    Latest. Novità da polso per un’estate smart – 11/08/2025

    Siete di quelli che in ferie non stanno fermi un attimo e si buttano in qualunque attività, meglio se estrema? Volete sfogarvi e cercate adrenalina? O preferite oziare per abbattere lo stress? Potete concedervi lunghe pennichelle su un’amaca o – massimo dell’impegno – restare sotto l’ombrellone a leggere un buon libro… Qualunque sia la vostra idea di “vacanza”, in queste Latest abbiamo raccolto per voi le novità più aggiornate in tema di smartwatch. Quanto di meglio offre la tecnologia: dalla misura degli antiossidanti ai 21 giorni di utilizzo non-stop, performance e funzionalità ormai fanno passi da gigante. Poi, come sempre, anche le Latest di oggi sono organizzate in ordine di prezzo, per rendervi più agevole la scelta. Perché magari potreste trovare ciò che fa al caso vostro e concedervi uno sfizio. Tanto, lo sapete, i corrieri vi raggiungono anche in villeggiatura…

    GARMIN Quatix 8
    Attenzione, capitani di stile! Elegante come uno skipper a Portofino, tecnologico come una plancia di comando, questo nuovo smartwatch fa venire voglia di mollare gli ormeggi anche a chi non ha la barca. Tra i plus: display Amoled, vetro zaffiro, lunetta in titanio spazzolato, 29 giorni di batteria e comandi vocali per il controllo al polso di rotte e vento in tempo reale. Due misure (47 e 51 mm), una sola anima: nautica, smart, blu e irresistibilmente glamorous. Tecnologia da regata e design da jet set: pronto a salpare, da 1.099 euro.

    GARMIN Venu X1
    Ricercato, leggero e ricco di funzionalità. Lo smartwatch più sottile di sempre dell’azienda di tecnologia – 8 mm di puro stile – ha il display Amoled da 2 pollici e il fondello in titanio. Leggero come una piuma (solo 40 g!), vanta torcia Led, chiamate al polso e comandi vocali per correre o impostare timer senza smartphone. Con 8 giorni di batteria, mappe TopoActive e 100 app sportive, è il re del fitness glamour. Disponibile in Black & Slate o Moss a 799,99 euro. Per chi vuole brillare… e vederci chiaro.

    HUAWEI Watch 5
    Vocazione da astronauta, stile alto di gamma. Presentato lo scorso maggio a Berlino, ora arriva anche in Italia nelle versioni da 42 e 46 mm di diametro, entrambe con la cassa in titanio aerospaziale o in acciaio 904L, vetro zaffiro sferico e cinturini effetto pelle. La tecnologia X-Tap monitora 9 parametri vitali (ossigeno nel sangue, Ecg e altro ancora) in 60 secondi, con un semplice tocco. Ispirato alla linea di Kármán (confine Terra-spazio), combina materiali aeronautici e uso quotidiano. Disponibile in Purple e Sand Gold da 449 euro.

    SAMSUNG Galaxy Watch 8 e Watch 8 Classic
    Innovazione alla portata di chiunque abbia a cuore fitness e salute. Con un design ultrasottile (-11%) e un display brillantissimo (+50%), possiede un rivoluzionario sensore che misura gli antiossidanti in soli 5 secondi. Dal divano alla palestra, il nuovo smartwatch monitora sonno, stress e fitness con coaching AI vocale personalizzato, grazie a Wear OS 6 e Gemini integrato. Disponibile in versione Watch8 (40/44 mm) e Classic (46 mm) con ghiera zigrinata: gusto orientale e tecnologia del futuro. A partire da 379 euro.

    AMAZFIT Balance 2 e Helio Strap
    L’estate 2025 ha un’altra power couple in chiave tech! Il primo è il re degli smartwatch multisport: con 170 modalità (golf e freediving inclusi!), mappe offline, pagamenti Nfc e display Amoled da 2000 nits con vetro zaffiro. Autonomia monstre: 21 giorni che sfidano qualsiasi maratona. L’altro è il compagno dal peso piuma – solo 20 g di pura tecnologia, senza schermo – ideale per il monitoraggio continuo, anche a riposo. Discreto ma potente. I prezzi? Il Balance 2 costa 299 euro, l’Helio Strap 99.

    Amazfit Balance 2

    ONEPLUS Watch 3 43mm
    Essenziale, leggerissimo (solo 37,8 g) e con un cuore hi-tech da far invidia ai “grandi”. Il nuovo esemplare del produttore cinese ha debuttato l’8 luglio e si presenta con linee pulite, un display da 1,32″ e prestazioni top, in una cassa d’acciaio compatta. L’asso nella manica? La funzionalità “Mind & Body Evaluation”, che coccola corpo e mente con analisi smart e sessioni antistress per migliorare l’equilibrio psicofisico h24. Finalmente uno smartwatch per chi ha polsi sottili ma gusti extralarge! Minimal nel design, massimo nelle funzioni. E giusto nel prezzo: a partire da 279 euro.

    SUUNTO Run
    Tecnologia di precisione ed estetica spartana: con il nuovo Suunto Run, l’azienda finlandese svela lo sportwatch dedicato ai runner di ogni livello. Segni particolari: design ultraleggero (36 impercettibili grammi), 12 giorni di autonomia, 34 sport integrati e funzioni smart come ghost runner, modalità maratona e monitoraggio del recupero. Un coach da polso per ogni avventura, anche fashion: 4 colori vivaci e cinturini intercambiabili. Costa 249 euro. Ed è perfetto per chi insegue il proprio record o semplicemente il buonumore!

    Foto Niko Hirvimäki courtesy Suunto

    HUAWEI Watch Fit 4 e Fit 4 Pro
    Altra coppia di esemplari sottili come una promessa d’estate (9,3 mm), leggeri come una piuma (27 g) e pronti a seguirti ovunque. I nuovi modelli della società cinese combinano design e prestazioni: sono perfetti per trail, golf e immersioni fino a 40 metri – nella versione Pro. Che vanta anche una cassa in titanio con vetro zaffiro, barometro e mappe offline, monitoraggio salute 24/7 con Ecg e 10 giorni di autonomia. Discreti, sportivi, intelligenti. Insomma: fit, ma con stile! Da 169 euro su Huawei Store.

    AMAZFIT Active 2 Square
    Con un display Amoled in vetro zaffiro da 1,75” e un design squadrato ma dalle linee morbide, è lo smartwatch perfetto per chi vuole passare direttamente dalla palestra all’aperitivo. In sintesi, offre pagamenti Nfc grazie a Zepp Pay, peso piuma da soli 31g (meno di una mousse!), autonomia fino a 10 giorni e monitoraggio avanzato con il nuovo BioTracker 6.0. Supporta oltre 160 sport – sì, anche hyrox e padel – con mappe offline e intelligenza artificiale integrata. 149,90 euro.

  • Hip Hop Hero.NEXT, la prova al polso

    Hip Hop Hero.NEXT, la prova al polso

    Quando si parla di smartwatch, spesso si finisce per valutare solo la potenza dei sensori, la risoluzione del display o la precisione del Gps. Ma ci sono prodotti che si muovono in una direzione diversa, dove l’obiettivo non è primeggiare nella scheda tecnica, bensì comunicare un’identità. L’Hip Hop Hero.NEXT, smartwatch celebrativo dei 40 anni del Brand milanese, appartiene a questa categoria. L’ho indossato per una settimana, cercando di capirne il senso reale. Il verdetto? Stile azzeccato, abbinato a una tecnologica basic ma perfettamente coerente con il Marchio.

    Hip Hop Hero.NEXT: unboxing e primo impatto

    La confezione dell’Hip Hop Hero.NEXT gioca subito la carta dell’estetica: cromie vivaci, layout grafico che strizza l’occhio al mondo pop, e i canonici due cinturini in silicone – uno Fucsia Fluo, l’altro Teal Blue – con copricassa integrato. Diretta estensione della filosofia Hip Hop, che ha sempre fatto della creatività e del colore i propri marchi di fabbrica.

    Il design è dichiaratamente rétro: linee essenziali, colori lollypop, trasparenze jelly. La cassa da 41 mm in Abs nero è leggera, quasi impalpabile, e si accompagna a dettagli dal gusto modern-tech, come la corona in alluminio anodizzato blu e la chiusura in acciaio Ip blue. È un orologio che non passa inosservato e che chiede di essere portato con disinvoltura. Perfetto con lo streetwear, meno adatto in un contesto formale.

    Display e interfaccia. Autonomia e ricarica

    Lo schermo da 1,09 pollici non è Amoled, ma garantisce una buona visibilità in ambienti chiusi e una certa leggibilità anche sotto la luce diretta del sole, sebbene con riflessi visibili. I quadranti sono oltre 60, scaricabili e modificabili attraverso la companion app Hip Hop Smart (disponibile per Android e iOS). Ce ne sono di tutti i gusti, da quelli minimal a quelli più eccentrici, alcuni dedicati proprio all’anniversario. Il touchscreen risponde discretamente.

    L’interfaccia grafica è semplice, volutamente basic. Non ci sono animazioni complesse, ma le icone sono ben leggibili, pensate chiaramente per un pubblico giovane o meno abituato alla tecnologia.

    La batteria da 150 mAh regge bene. Nella mia settimana di prova con un uso normale (notifiche attive, monitoraggio del sonno, qualche sessione sportiva), l’orologio ha raggiunto circa quattro giorni pieni prima di dover essere ricaricato. Il sistema di ricarica magnetica a due pin è pratico e veloce, anche se il cavo è proprietario e va tenuto con cura.

    Funzionalità: essenziali ma concrete

    L’Hip Hop Hero.NEXT non pretende di sostituire uno smartwatch premium. È un dispositivo che offre le funzioni essenziali per un utilizzo quotidiano equilibrato. Il monitoraggio dell’attività fisica funziona bene: passi, distanza e calorie sono misurati con buona precisione. Il tracciamento sportivo copre una ventina di discipline, dalla corsa al nuoto, passando per yoga e ciclismo indoor. Tuttavia, va sottolineata l’assenza del Gps integrato, un limite da considerare per chi pratica sport outdoor o desidera un’esatta mappatura dei percorsi.

    I sensori per la salute (battito cardiaco, pressione arteriosa, ossigenazione del sangue) e l’analisi del sonno non vanno intesi come strumenti medicali, ma offrono un’indicazione di massima, utile per chi vuole mantenere una panoramica del proprio benessere. Tra le altre funzioni smart presenti figurano: notifiche di messaggi e chiamate (senza risposta diretta), controllo musica, meteo, sveglie, calendario e timer. Non manca una sezione dedicata al relax, con esercizi di respirazione guidata – da usare nei momenti di stress.

    Una nota positiva va alla Configurazione Famiglia: una modalità che consente di collegare più dispositivi alla stessa app, e serve per monitorare le attività dei figli, soprattutto se non hanno uno smartphone. Una funzione intelligente, pensata per genitori attenti ma non invasivi.

    Hip Hop Hero.NEXT: uno smartwatch che dice chi sei

    Alla fine del test, il giudizio non può che tenere conto del contesto. A un prezzo di 69,90 euro, l’Hip Hop Hero.NEXT non promette performance da top di gamma, ma un’esperienza coerente con la sua anima: colore, identità, accessibilità. È uno smartwatch per chi ha più interesse nel raccontarsi che nel misurarsi. Non è un compagno per l’atleta professionista né per il maniaco del biohacking, ma è ideale per studenti, adolescenti, giovani adulti e per chi considera l’orologio prima di tutto un’estensione del proprio stile, una dichiarazione di personalità. Hip Hop, con questo modello, riesce a mantenere intatta la propria firma anche nel digitale. E in un mare di wearable tutti uguali, non è poco.

  • Latest. A proposito di smartwatch – 20/02/2025

    Latest. A proposito di smartwatch – 20/02/2025

    Aggiornamenti in tema di dispositivi elettronici da polso – e non solo, visto quanto si legge qui sotto. Le Latest di oggi si aprono infatti con una curiosa notizia, apparsa un paio di settimane fa sul New York Times e diventata subito virale. Un fenomeno che provoca assurde incomprensioni su due fronti e che la dice lunga sulla stupidità umana. Anche perché basta poco – consultare i manuali d’uso e i materiali di supporto agli utenti – per capire che le metriche e le funzionalità degli smartwatch sono calibrate su una determinata zona del corpo… O no?
    Comunque sia, in queste Latest troverete alcune novità in tema di smartwatch, presentate proprio nei giorni scorsi. Riportate qui sotto in ordine di prezzo – come sempre nella nostra rubrica – dimostrano la vivacità del settore, a tutte le latitudini.

    APPLE WATCH dislocato
    Addio polso, benvenuta caviglia! L’Apple Watch cambia “punto di vista”: influencer e fitness lover d’Oltreoceano dicono che così il tracking è più preciso, mentre i medici e le mamme lo usano per necessità. Ma attenzione agli sguardi curiosi: l’effetto “braccialetto elettronico” è dietro l’angolo! Apple tace, ma i social impazziscono. Siamo di fronte a un nuovo must-have del wearable o si tratta solo di una moda lampo? Il tempo – e forse le caviglie – ce lo diranno!

    Latest… per tutte le tasche

    GARMIN tactix® 8
    Il fascino del total black non tramonta mai. Soprattutto se veste dimensioni extralarge: un muscoloso 51 mm per i polsi più massicci e un più discreto (si fa per dire) 47 mm per chi preferisce volare sotto radar. Tecnologia di prima classe con display Amoled o versione Mip con ricarica solare per i più green, lunetta in titanio e vetro zaffiro. Da vero 007, con funzioni tattiche, sportive e qualche immersione (fino a 4 bar), questo smartwatch non teme nulla: integra anche una torcia multi-Led per le missioni notturne. Dal 21 febbraio, a partire da 1.399,99 euro.

    GARMIN Descent G2
    Chi l’ha detto che i sub non hanno stile? Il nuovo Descent G2 di Garmin si rivolge agli amanti delle profondità, con un display Amoled da sogno e un cuore eco-friendly: la cassa (lunetta e pulsanti compresi) è realizzata con plastica recuperata dagli oceani. Un gioiellino tech che non solo vi guiderà nelle immersioni con sei modalità diverse, ma vi farà fare bella figura anche fuori dall’acqua, grazie ai cinturini intercambiabili QuickFit. Curiosi di sapere se siete in forma per l’immersione? Chiedetelo a lui: lo sa ancora prima di voi! 699,99 euro.

    ONEPLUS Watch 3
    Il Marchio cinese fa il bis (anzi, il tris!) nel mondo degli smartwatch con questo nuovo esemplare. Design premium in titanio emerald e obsidian, batteria che dura quanto il viaggio che vorreste fare in Polinesia (16 giorni!) e in arrivo la funzionalità 60s Health Check-In per monitorare la salute in meno di un minuto. Non mancano Wear OS 5, 100 modalità sportive, Gps a doppia frequenza per i runner più esigenti e, prendete fiato prima di leggere, una corona rotante rétro. In pre-ordine dal 25 febbraio, 349 euro.

    SECTOR NO LIMITS S-07
    Credete davvero che gli smartwatch entry-level debbano essere noiosi? Il Marchio italiano lancia una nuova collezione che strizza l’occhio al fashion: la cassa fa “ciao ciao” alla solita plastica per adottare l’alluminio anodizzato nero. Sfoggia un display Amoled sempre acceso con una suite fitness completa, dal Gps al monitoraggio del sonno. I cinturini? C’è da scegliere, dal silicone sportivo alla mesh metallica per i momenti “da aperitivo”. Un tocco di classe senza svuotare il portafoglio! 99 euro.

  • Garmin MARQ Golfer – Carbon Edition, la prova al polso

    Garmin MARQ Golfer – Carbon Edition, la prova al polso

    Indossare il Garmin MARQ Golfer (Gen 2) – Carbon Edition significa immergersi in un mondo di passione sportiva, tecnologia premium e manifattura orologiera. Chi già conosce la collezione MARQ sa quanto Garmin abbia saputo rivoluzionare la categoria degli smartwatch di alta gamma, introducendo per la prima volta materiali ricercati (titanio, ceramica, vetro zaffiro) in un contesto spesso dominato prevalentemente dalla plastica e dall’acciaio. Con questo modello in carbonio, l’asticella si è alzata ulteriormente, integrando un materiale da sempre sinonimo di performance e leggerezza in un orologio connesso pensato per gli appassionati di golf, ma non solo. Durante le festività appena concluse, ho avuto l’opportunità di testarlo per alcuni giorni. Ecco le mie impressioni.

    Leggerezza e unicità

    Come dicevo, la caratteristica distintiva della seconda generazione del Garmin MARQ Golfer è senza dubbio la cassa in fibra di carbonio. Il Marchio ha investito circa cinque anni di ricerca per perfezionare la giusta sovrapposizione degli strati di carbonio, garantendo così resistenza, leggerezza e la robustezza necessaria per superare i severi test militari (cadute ripetute con angoli diversi, impatto con materiali come cemento o acciaio, eccetera).

    Questo impegno si traduce in una cassa da 46 mm di diametro che, al polso, appare sorprendentemente comoda da indossare. Il carbonio, infatti, riduce significativamente il peso complessivo dell’orologio. Il design, ben calibrato delle anse, assicura confort anche per chi non è abituato a dimensioni importanti. E migliora l’aderenza del fondello al polso, ottimizzando le rilevazioni biometriche.

    Ogni Garmin MARQ Golfer presenta venature peculiari dovute alla lavorazione a strati della fibra di carbonio, tanto da rendere il singolo orologio potenzialmente unico. L’estetica è enfatizzata dalla lunetta, anch’essa in carbonio, con un intricato pattern che trasmette sportività e Dna “tecnico”. Completa il look il cinturino ibrido in pelle e gomma Fkm, con impunture verdi. Chi preferisce un aspetto ancora più tecnico, può optare per un cinturino in silicone o nylon, facilmente intercambiabili grazie al sistema QuickFit™.

    Display Amoled e utilizzo migliorato

    L’adozione di uno schermo Amoled touch da 1,2” con risoluzione di 390×390 pixels, protetto da vetro zaffiro bombato, rappresenta un significativo miglioramento rispetto alla precedente generazione. La leggibilità è eccellente in qualsiasi condizione di luce: i colori brillanti e la reattività al tocco rendono l’interfaccia utente intuitiva e piacevole da utilizzare. Durante il test, ho riscontrato transizioni fluide tra le schermate, mentre la buona organizzazione delle funzioni mi ha permesso di accedere facilmente alle numerose opzioni disponibili. In definitiva posso parlare di un’esperienza d’uso elevata.

    Un elemento distintivo che ho molto apprezzato sono i cinque pulsanti fisici sulla cassa: tre sul lato destro e due su quello sinistro. Questa scelta progettuale si rivela particolarmente azzeccata in diverse situazioni. In acqua, per esempio – il Garmin MARQ Golfer vanta un’impermeabilità fino a 10 atm -, dove il touchscreen potrebbe risultare inefficace, i pulsanti garantiscono un controllo preciso e affidabile delle funzioni. Lo stesso vale con le mani bagnate o con l’utilizzo di guanti invernali, situazioni in cui la precisione del tocco sullo schermo potrebbe risultare compromessa. Inoltre, la possibilità di personalizzare le scorciatoie associate ai pulsanti consente un accesso rapido e intuitivo alle applicazioni e alle funzioni preferite.

    Funzioni avanzate sul green (e oltre)

    Come suggerisce il nome, il Garmin MARQ Golfer è pensato per gli appassionati di golf, amatori o professionisti, e offre tutta una serie di funzionalità avanzate che migliorano l’esperienza di gioco. Ne riporto alcune:

    • 42.000 campi internazionali precaricati. Una mappa virtuale sempre a disposizione, senza scaricare ulteriori dati, grazie ai 32Gb di memoria di storage di cui l’orologio è dotato.
    • Virtual Caddie consiglia il ferro più adatto da utilizzare, valutando vento, altitudine, stile di swing e dispersione del tiro.
    • PlaysLike Distance: calcola automaticamente pendenze e dislivelli del percorso, fornendo le distanze “front-middle-back” del green con grande precisione.
    • Green Contour Data: mostra la conformazione del green, consentendo di pianificare al meglio il colpo successivo.

    L’utilizzo del MARQ Golfer in combinazione con l’app Garmin Golf, disponibile per Android e iOS, potenzia ulteriormente queste funzionalità.
    Un valore aggiunto non trascurabile è la presenza, nella confezione, di tre sensori Approach CT10. Applicati al grip delle mazze, questi dispositivi forniscono dati precisi per un’analisi completa del gioco. Un vantaggio concreto per ottimizzare le performance sul green.

    Come emerso dalle prove su altri modelli MARQ (Commander, Athlete), è bene sottolineare che tutte le funzionalità specializzate non rappresentano un limite: l’orologio dispone anche di un’ampissima suite multisport. Il passaggio dal golf alla corsa, al nuoto o all’escursionismo avviene con pochi tocchi o tramite i pulsanti fisici. E permette di sfruttare in ogni contesto i sensori biometrici (lettura della frequenza cardiaca, saturazione del sangue, respirazione, stress, analisi del sonno, ecc.) e il Gps multi-GNSS potenziato dalla tecnologia SatIQ per una localizzazione più accurata e parsimoniosa nei consumi.

    Autonomia e funzioni da smartwatch premium

    Sul fronte smartwatch, il Garmin MARQ Golfer mantiene tutte le caratteristiche di punta tipiche dei dispositivi del Brand. Ovvero notifiche di chiamate, messaggi e applicazioni. Garmin Pay per i pagamenti contactless. Musica integrata con memorizzazione di brani e sincronizzazione con servizi streaming. Funzioni di sicurezza come rilevamento incidenti e LiveTrack.

    L’autonomia dichiarata è di circa 16 giorni in modalità smartwatch, un valore reso possibile dall’adozione di un nuovo chipset a basso consumo e dall’ottimizzazione del display Amoled. Durante i giorni di prova con un utilizzo misto (touch frequente, notifiche attive, monitoraggio sonno e qualche ora di Gps), ho verificato che la promessa di raggiungere le due settimane senza dover ricaricare è alla portata di un utente medio.

    Un aspetto interessante è la presenza della connettività Wi-Fi, che permette di eseguire diverse operazioni senza avere lo smartphone a portata di mano. Il MARQ Golfer può così sincronizzare automaticamente le attività e le metriche di allenamento con il cloud di Garmin senza bisogno di collegarsi al telefono via Bluetooth. Inoltre, è possibile ricevere e installare aggiornamenti software e firmware direttamente con il Wi-Fi, assicurando che il dispositivo sia sempre aggiornato con le ultime funzionalità e miglioramenti.

    La connessione Wi-Fi consente anche di scaricare e installare nuove app, widget, watch faces e data fields tramite Garmin Connect IQ, il ricco store di contenuti del Marchio, che amplia le capacità dell’orologio e consente una personalizzazione avanzata. Per quanto riguarda la navigazione, è possibile scaricare mappe dettagliate e aggiornamenti cartografici che migliorano le funzionalità di trekking, orientamento e navigazione.

    Sicurezza e tracciamento

    La funzione LiveTrack permette di condividere la propria posizione in tempo reale con amici e familiari attraverso il Wi-Fi per aggiornamenti più rapidi e affidabili. È poi possibile effettuare il backup dei dati e delle impostazioni su Garmin Connect, garantendo che tutte le informazioni siano al sicuro e facilmente ripristinabili se necessario.

    L’ampiezza delle informazioni offerte dal Garmin MARQ Golfer è notevole, con un focus che spazia dal monitoraggio biometrico all’analisi ambientale. Le 170 pagine del manuale utente riflettono la complessità e la precisione con cui ogni funzionalità è stata implementata. Prendiamo in considerazione per esempio l’app meteo. Si distingue per la completezza: oltre alle consuete previsioni, fornisce dati orari, percentuali di piovosità, informazioni su direzione e intensità del vento, trend meteorologici a 12 ore, indicatori della qualità dell’aria… E un’avanzata interfaccia cartografica, che consente la sovrapposizione di layer informativi relativi a precipitazioni, copertura nuvolosa, temperature e campi di vento. Una vera e propria stazione meteorologica portatile.

    Garmin MARQ Golfer – Carbon Edition: prezzo e conclusioni

    La politica di Garmin per la linea MARQ è molto chiara: proporre smartwatch collocati nella fascia alta del mercato, sia per materiali sia per soluzioni tecnologiche. Il prezzo di listino di 3.100 euro, certamente importante, riflette dunque questa scelta. E si rivolge a un pubblico che cerca un prodotto d’élite, in grado di coniugare lusso e sportività. Una filosofia che fa dei MARQ delle vere e proprie piattaforme su cui Garmin sperimenta e sperimenterà in futuro innovazioni destinate a influenzare anche le altre gamme di prodotto.

    Durante il test al polso, il Garmin MARQ Golfer – Carbon Edition si è dimostrato “un compagno di gioco” impeccabile, che unisce il meglio della tecnologia con la cura costruttiva e l’esclusività. Uno smartwatch robusto ma de luxe, per intenderci, in grado di offrire mappe avanzate, suggerimenti tattici e metriche di training approfondite. Non è necessario essere professionisti del golf per apprezzarne le qualità: la ricchezza di funzioni e il design premium lo rendono un dispositivo versatile, capace di accompagnare l’utente in ogni contesto, dal green a una riunione di lavoro, da un’occasione formale a un’escursione all’aria aperta.

    L’approccio “carbonio & tecnologia all’avanguardia” dimostra come Garmin sia riuscita a fondere performance, estetica e comfort in un unico prodotto. E ha così consolidato ulteriormente la propria posizione tra i brand più dinamici nel panorama degli smartwatch alto di gamma.

  • Withings ScanWatch Nova, la prova al polso

    Withings ScanWatch Nova, la prova al polso

    Non capita tutti i giorni di incontrare, fra gli appassionati di orologi, qualcuno che accetti volentieri di indossare uno smartwatch. Per quanto utili e ricchi di funzioni, quel grande e freddo display nero che li contraddistingue resta per molti la negazione del design, dello stile, della bellezza. Withings, azienda francese con quasi 20 anni di storia, ha da tempo rivoluzionato il concetto di smartwatch inserendo sensori e misuratori avanzati in orologi dall’aspetto tradizionale, quelli che in gergo tecnico sono definiti “ibridi”. In origine con gli ScanWatch di prima e seconda generazione – alcuni sportivi, altri veri e propri dress watch -, oggi con i nuovi Withings ScanWatch Nova che riprendono in tutto e per tutto il look degli orologi diver.

    Viste le premesse e le peculiarità che lo caratterizzano – di cui vi parlerò fra poco – ho voluto provarlo per voi. L’ho avuto a disposizione per qualche settimana nella versione con quadrante blu, ma – per completezza di informazioni – devo dire che esiste anche con un classicissimo display nero, oppure verde, più di tendenza. Sono convinto infatti che uno smartwatch di questo tipo sia perfettamente a proprio agio fra gli esemplari meccanici e al quarzo che da sempre trattiamo nelle pagine del nostro giornale.

    Funzionalità specifiche

    Ci sono smartwatch e smartwatch. Il Withings ScanWatch Nova, come gli altri modelli del Marchio francese, occupa la fascia premium della categoria. I suoi sono infatti orologi in grado di eseguire misure e stime mediche, realizzati in collaborazione con cliniche e specialisti d’Oltralpe. Il claim che accompagna il modello in questione parla chiaro: “Clinical precision meets luxury design”, ossia “La precisione clinica incontra il design di lusso”.

    Ovviamente non vuole e non deve sostituirsi al medico ma, utilizzato nel modo giusto, il Withings ScanWatch Nova può fornirci indicazioni precise e attendibili sul nostro stato di salute. In particolare del cuore. È infatti uno dei pochi smartwatch ad affiancare alla misura della frequenza cardiaca, della saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2), della qualità del sonno e delle variazioni di temperatura corporea, la funzione Ecg. Ebbene sì, il Withings ScanWatch Nova è in grado di eseguire un elettrocardiogramma di livello clinico, ricavando i dati necessari (attività elettrica del cuore) da entrambe le braccia nell’arco temporale di 30 secondi.

    Delle 12 derivazioni (o vie) del cuore utilizzate da un normale dispositivo ospedaliero, il Withings ScanWatch Nova esegue le sue misure attraverso il braccio destro e sinistro (derivazione D1).  L’elettrocardiogramma così ottenuto può essere condiviso, dopo opportuna conversione in formato Pdf, con il proprio medico o specialista. Tutto questo senza sottoscrivere alcun abbonamento e senza limiti nel numero di misure. Ma non è tutto: tenendo sotto controllo la frequenza cardiaca, l’orologio è in grado di rilevare eventuali aritmie come la diffusa fibrillazione atriale. In altre parole, può, attraverso notifiche, allertare chi lo indossa suggerendo di sottoporsi a uno specifico controllo medico. 

    App e display del Withings ScanWatch Nova

    A gestire le funzioni del Withings ScanWatch Nova ci pensa l’app Withings. Tuttavia il piccolo display rotondo posto a ore 12, abbinato alla corona, consente di accedere alle stesse anche quando si è lontani dal telefono. Basta premere la corona per attivare il display, quindi ruotarla fino a raggiungere la funzione desiderata ed esercitare una lieve pressione per selezionarla e avviarla. Quando entrerete nel raggio d’azione del telefono, senza che ve ne accorgiate, l’orologio si sincronizza e trasferisce all’app le misure precedentemente effettuate. Più facile di così…
    Sempre a proposito di funzionalità, dimenticatevi di regolare l’ora come si fa con un normale orologio. L’ora esatta, al secondo, la ricava dallo smartphone cui è connesso via Bluetooth.

    E non fatevi ingannare dalle dimensioni del display. L’alta risoluzione gli permette di visualizzare grafici e testo con grande precisione e leggibilità. Il diametro limitato gli permette inoltre di “scomparire” nel quadrante, contribuendo a far sembrare il Withings ScanWatch Nova un vero e proprio orologio analogico. Il contatore circolare a ore 6 non segna i secondi, come si potrebbe pensare a una prima osservazione. Con una scala da 0 a 100 permette di visualizzare, in percentuale, la quantità di passi compiuti nella giornata. Se nell’app avete impostato l’obiettivo di compiere 10.000 passi al giorno, giunti a 5.000 vedrete la piccola lancetta a metà scala, ossia puntare sul numero 50.

    Un’autonomia da record

    Non posso evitare di dedicare un intero paragrafo all’autonomia da record del Withings ScanWatch Nova. Tallone d’Achille per la gran parte degli smartwatch, l’autonomia è invece uno dei punti di forza dello smartwatch in prova. I 30 giorni dichiarati dall’azienda sono reali, soprattutto se non si imposta l’orologio per effettuare misure continue durante il sonno.

    Anzi, mi è sembrato che un suo “uso rilassato” possa farlo durare ancora di più. Laddove, per “uso rilassato” intendo un utilizzo che non preveda continue accensioni del display o misurazioni ripetute e inutili. Io, per esempio, che degli smartwatch non amo il loro essere invasivi, ho disattivato le notifiche degli Sms, dei messaggi WhatsApp, dei vari social, eccetera… In questo modo, il fastidio della ricarica – che dura appena 2 ore – si ripresenta davvero una volta al mese.   

    A proposito delle misurazioni

    Se vi chiedete come va indossato e utilizzato il Withings ScanWatch Nova per effettuare le misure, è presto detto. Esattamente come se fosse un normale orologio. Con la sola accortezza di regolare il bracciale (o in alternativa il cinturino in silicone) in modo che il fondello sia a contatto con il polso. Non serve che sia stretto, chiariamoci, ma che i sensori integrati nella parte inferiore (visibili se l’orologio viene rimosso) tocchino la pelle.

    Nelle misurazioni invece, è bene sedersi, poggiare braccio e polso con l’orologio sul tavolo e posare su di esso l’altra mano. Il tutto in una situazione di calma, respirazione e relax. Nessun timore: a portare a termine con successo ogni misura, vi aiutano le istruzioni visualizzate nel piccolo display che si trova a ore 12.  

    Cosa fa sembrare il Withings ScanWatch Nova un “vero” orologio

    L’ho già detto in apertura. Nonostante le funzioni avanzatissime di cui dispone (il superlativo è d’obbligo), il Withings ScanWatch Nova è lo “smartwatch meno smartwatch di tutti”. Ecco, da bravo ibrido, cosa eredita dal mondo dell’orologeria tradizionale:

    • Due lancette fisiche rivestite di Super-LumiNova, il materiale fluorescente adottato da quasi tutte le maison svizzere e non solo. Vi informo a tal proposito che la lancetta dei minuti è “saltante”: la vedrete passare da un minuto all’altro in un unico scatto.
    • Indici applicati ai multipli di cinque, anch’essi riempiti di Super-LumiNova, cui si abbinano, per i minuti intermedi, indici stampati.
    • Una lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica e numeri/indici incisi. Finemente zigrinata lungo il bordo, consente regolazioni precise su 120 scatti in tutto.
    • Una cassa in acciaio inossidabile con diametro di 42 mm e 13 mm di spessore. Ripropone le forme classiche dei diver senza lasciar intuire che all’interno trovi posto dell’elettronica evoluta anziché un movimento meccanico o al quarzo.
    • Un quadrante soleil i cui riflessi cambiano direzione al variare della inclinazione dell’orologio rispetto alla luce incidente. Credetemi, in pieno sole, l’effetto ottico è molto bello.
    • Un contatore a ore 6 con lancetta fisica e quadrante stampato con un pattern circolare che ricorda fortemente un contatore dei piccoli secondi.                
    • Un corredo in dotazione di tutto rispetto, consistente in un cofanetto che contiene diversi attrezzi per orologiaio, compreso un cinturino in silicone blu da alternare al bracciale in metallo tipo Oyster.
       

    Prezzo e conclusioni

    Il Withings ScanWatch Nova costa 599 euro. Un prezzo in linea con l’estetica e le potenzialità espresse durante la prova. Una spesa che vi permetterà di mettere al polso un orologio bello da vedere, curato dal punto di vista costruttivo e in grado di fornirvi, su richiesta, indicazioni di livello medico. La funzione Ecg di valore clinico – oltre alle più classiche misure di frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno, variazione di temperatura corporea e qualità del sonno – lo pone ai primi posti fra gli smartwatch di fascia alta.

    Mi sarei aspettato di più dal bracciale, devo ammetterlo, che è in metallo ma non in acciaio massiccio. Bello e morbido, invece, il cinturino in silicone in dotazione. Quanto alla impermeabilità, la casa dichiara 10 atm, il minimo per non rischiare che l’orologio si danneggi se colpito da schizzi o immerso in acqua per poco tempo.

    Per concludere, vi segnalo che del Withings ScanWatch Nova è stata appena introdotta la variante Brilliant Edition, con la lunetta zigrinata e l’estetica da dress watch. Uno sforzo creativo che avvicina ancora di più gli smartwatch dell’azienda francese al mondo della vera orologeria.  

  • Smartwatch Vagary X03A, la prova al polso

    Smartwatch Vagary X03A, la prova al polso

    Ho trascorso un paio settimane con al polso il nuovo Vagary Smartwatch X03A, l’ultima proposta del Brand di proprietà del gruppo Citizen e che punta a democratizzare la tecnologia indossabile. La prima impressione, appena estratto dalla confezione minimal che include il cavo di ricarica magnetico e il manuale utente, è quella di un dispositivo che non tradisce le aspettative estetiche di chi cerca un orologio dal design contemporaneo ma dalle linee “classiche”.

    La cassa è realizzata in Abs, dalle finiture convincenti che simulano bene l’effetto dell’acciaio. Le dimensioni generose (37,7 x 45,5 mm, per 42 g di peso) lo rendono più presente al polso rispetto al modello precedente, una scelta che privilegia la leggibilità ma che potrebbe non convincere chi ha un polso sottile. Per questo esiste anche in un formato più piccolo, unisex (versione X02). Disponibile in tre varianti di colore – metallo naturale, grigio antracite, color oro rosa -, offre versatilità per interpretare stili diversi. Il bracciale in maglia milanese aggiunge un tocco di ricercatezza, rendendolo adatto sia a contesti formali che casual. Nel mio caso, l’ho trovato equilibrato e confortevole quando indossato correttamente, ovvero almeno un dito sopra l’osso del polso per garantire il corretto funzionamento dei sensori.

    Controlli intuitivi e display personalizzato

    L’interfaccia utente si basa su un touchscreen full touch che supporta gesture in tutte le direzioni, mentre il tasto fisico sul lato destro si rivela molto versatile. Oltre alla classica funzione home con pressione breve, una pressione di 2 secondi attiva Alexa. Invece una pressione prolungata di 5 secondi durante la ricarica permette di forzare il riavvio del software.

    Il display Lcd Tft da 1.8 pollici offre una buona visibilità in condizioni di luce normale, anche se sotto la luce diretta del sole si nota qualche limite. I quattro quadranti preinstallati sono personalizzabili attraverso la companion app. Ho particolarmente apprezzato la possibilità di scaricarne altri – tutti rigorosamente brandizzati Vagary – dal market integrato nell’app, ma soprattutto di personalizzarli utilizzando le proprie foto. La disposizione delle diverse funzioni dell’orologio può essere configurata secondo le preferenze dell’utente, con un sistema che adatta intelligentemente i suggerimenti in base alle abitudini d’uso.

    Notifiche, comunicazione, promemoria

    Sul fronte delle notifiche, il Vagary Smartwatch X03A è stato implementato rispetto al precedente e si distingue per la completezza delle funzioni. Quindi ora non solo effettua chiamate bluetooth, ma gestisce le notifiche di messaggi con supporto per le emoji, promemoria eventi e avvisi delle principali app di messaggistica. Consente di memorizzare fino a 10 contatti preferiti per chiamate rapide e l’accesso a una cronologia delle chiamate recenti. È presente anche un tastierino numerico virtuale per comporre manualmente i numeri.

    Il sistema di promemoria intelligenti contribuisce al benessere quotidiano. In aggiunta agli avvisi per chiamate e messaggi, il Vagary Smartwatch X03A può ricordare di bere acqua, avvertire in caso di sedentarietà prolungata e segnalare il raggiungimento degli obiettivi giornalieri. Particolarmente utile il monitoraggio dello stress con esercizi di respirazione guidata integrati, che offrono tre diverse modalità (lenta, normale e veloce) per aiutare nei momenti di tensione. Per le utenti, è presente anche una funzione dedicata al tracciamento del ciclo mestruale, con promemoria personalizzabili.

    Funzionalità sportive

    Sul fronte sportivo, il dispositivo sorprende per le varie e numerose modalità di allenamento disponibili. Oltre ai comuni running, walking e cycling (sia indoor che outdoor), comprende anche escursionismo, vogatore, ellittica e persino allenamenti Hiit. La funzione di riconoscimento automatico dell’attività si è rivelata utile, così come la pausa automatica durante gli allenamenti. La certificazione IP68 fino alle consuete 3 atmosfere lo protegge dagli schizzi d’acqua, ma non dall’immersione. Sconsigliato dunque l’utilizzo in piscina o nell’acqua di mare, ma anche sotto la doccia o nella vasca da bagno.

    Durante i miei test, il monitoraggio del battito cardiaco si è rivelato abbastanza affidabile. Il saturimetro ha fornito letture coerenti, con la possibilità di attivare la misurazione automatica continua. Ho particolarmente apprezzato il sistema di monitoraggio del sonno, che offre dati dettagliati sulla qualità del riposo, distinguendo le fasi di sonno leggero e profondo.

    … e smart

    Le funzionalità smart includono il controllo della musica in riproduzione sullo smartphone, con gestione del volume e dei brani, e un pratico comando remoto per la fotocamera, che trasforma l’orologio in un telecomando per gli scatti. La funzione “trova telefono” può far squillare lo smartphone smarrito, mentre l’integrazione con Alexa va oltre i semplici comandi vocali, permettendo di gestire timer, sveglie e promemoria attraverso l’assistente. L’app meteo fornisce previsioni per 7 giorni, con temperatura attuale, massime e minime giornaliere: un’aggiunta utile per pianificare attività all’aperto o semplicemente organizzare la giornata.

    Companion app e autonomia

    La companion app VeryFit, disponibile sia per Android che per iOS, sebbene non raffinata come quelle di altri brand, offre un’interfaccia intuitiva e funzionale. La sincronizzazione dei dati con Google Fit o Strava è rapida e l’organizzazione delle statistiche risulta chiara anche per gli utenti meno esperti.

    L’autonomia dichiarata di 6/8 giorni si traduce in 4/5 giorni di utilizzo reale. Per la ricarica completa tramite il caricatore magnetico proprietario, la batteria da 340mAh impiega circa 2 ore e mezza.

    Conclusioni

    Il nuovo Vagary Smartwatch X03A si rivela una proposta convincente per chi cerca un primo smartwatch o desidera un dispositivo affidabile senza spendere cifre importanti. Con un prezzo che va da 109 a 129 euro, a seconda della variante scelta, rappresenta un buon punto d’ingresso nel mondo degli smartwatch, soprattutto considerando la presenza della funzione chiamate, l’integrazione con Alexa e la completezza delle funzioni fitness. Certo non sostituirà un Apple Watch o un Garmin di fascia alta, ma non è questo il suo obiettivo. Vagary ha creato un prodotto onesto, funzionale e accessibile, perfettamente in linea con la propria filosofia.

  • Amazfit T-Rex 3, la prova al polso

    Amazfit T-Rex 3, la prova al polso

    L’Amazfit T-Rex 3, presentato all’IFA di Berlino il 6 settembre scorso, rappresenta l’ultima evoluzione di wearable in casa Zepp Health. È uno smartwatch rugged progettato per gli appassionati di avventure all’aria aperta e per chi cerca un dispositivo resistente e ricco di funzionalità avanzate. L’ho indossato per qualche settimana e ve lo racconto quindi a ragion veduta. Di seguito le mie impressioni.

    Design, display, resistenza dell’Amazfit T-Rex 3

    L’Amazfit T-Rex 3 introduce un display Amoled da 1,5 pollici, con una risoluzione di 480 x 480 pixel e una luminosità massima di 2.000 nit, doppia rispetto al modello precedente. Questa caratteristica, fondamentale per le attività outdoor, garantisce un’ottima visibilità anche sotto il sole diretto. L’ho verificato, nei giorni scorsi, sulla spiaggia di Rimini: è vero che non siamo più in estate, ma la luce era forte e lo schermo si leggeva benissimo.

    La cassa in resina ha un formato XL che per qualcuno potrebbe risultare eccessivo. Non è il mio caso: ho un polso importante su cui si acquattava benissimo, l’ho trovata perfino comoda e confortevole. In più ha acquisito una lunetta in acciaio che conferisce una maggiore robustezza e un aspetto premium. Il design ottagonale aggiunge un tocco distintivo, pur mantenendo l’estetica tosta, tipica della serie T-Rex. Il peso rimane comunque contenuto a 68 grammi.

    Progettato per resistere a condizioni estreme, l’Amazfit T-Rex 3 è impermeabile fino a 10 atmosfere ed è certificato per immersioni in apnea fino a 45 metri di profondità. Oltretutto opera in un range di temperature estremamente ampio, che arriva fino a 70°C. La modalità a bassa temperatura, attivabile nelle impostazioni, ne consente l’uso fino a -30°C, sebbene con funzionalità limitate.

    Quanto ho scritto fin qui basta a capire che è davvero adatto a tutti gli ambienti, dalle cime delle montagne alle profondità marine. Personalmente avrei voluto provarlo in una discesa di rafting, ma non so se ne avrò l’occasione a breve. Lo dico per sottolineare quanto lo smartwatch si presti agli utilizzi più duri e impegnativi. Praticamente è pronto a tutto, perfino a essere trattato “male” – o comunque con poco riguardo…

    Funzionalità, dallo sport alla salute

    Con oltre 170 modalità sportive, l’Amazfit T-Rex 3 copre una vasta gamma di attività, dall’escursionismo all’alpinismo fino all’apnea. Include anche la nuova modalità Hyrox Race, che – per chi non lo sapesse – è un format di gara di fitness ad alta intensità, con otto stazioni di esercizi, ciascuna preceduta da una corsa di un chilometro. Io non la pratico, ma so che sta prendendo piede un po’ ovunque.

    Il dispositivo poi supporta mappe offline gratuite e mappe topografiche con indicazioni di svolta, il che facilita la navigazione in aree remote senza copertura di rete. Il sistema di posizionamento a doppia banda e l’antenna a polarizzazione circolare garantiscono una precisione elevata nel tracciare il percorso.

    L’Amazfit T-Rex 3 integra anche sensori di ultima generazione per il monitoraggio della salute, tra cui la misurazione della frequenza cardiaca, la saturazione dell’ossigeno nel sangue (SpO2), il livello di stress e la variabilità della frequenza cardiaca (HRV). Funzionalità che ovviamente offrono agli utenti una panoramica completa del proprio stato di salute, e sono utili tanto agli atleti quanto a chiunque sia attento al proprio benessere quotidiano.

    Prestazioni: autonomia, sistema operativo e AI

    Uno dei punti di forza dell’Amazfit T-Rex 3 è sicuramente la durata della batteria, che può raggiungere fino a 27 giorni con un utilizzo tipico e fino a 180 ore con l’uso massimo del Gps. L’autonomia estesa è particolarmente vantaggiosa per chi intraprende spedizioni prolungate o attività in ambienti dove la ricarica frequente non è possibile. La batteria da 700 mAh richiede circa 3 ore per una ricarica completa, l’ho appurato personalmente.

    L’Amazfit T-Rex 3 è alimentato da Zepp OS 4, che introduce un assistente di intelligenza artificiale basato su GPT-4o di OpenAI e offre tra l’altro un’interazione vocale più naturale. L’integrazione con Zepp Flow consente il controllo di dispositivi esterni come telecamere GoPro e sistemi audio Sonos, ampliando le possibilità d’uso del dispositivo.

    L’ecosistema di app, già ricco, è stato ulteriormente potenziato con strumenti avanzati per il monitoraggio dell’attività fisica e test specifici per gli sportivi. Un recente aggiornamento ha introdotto la possibilità di rispondere ai messaggi sia utilizzando una tastiera completa, con lettere, numeri, simboli ed emoji, sia tramite input vocale, rendendo l’esperienza d’uso ancora più versatile e comoda.

    Grazie a Zepp Pay, gli utenti in 31 Paesi europei possono effettuare pagamenti contactless direttamente dal polso. Inoltre, offre opzioni particolari per la gestione della privacy, per cui permette di scegliere tra diverse modalità di archiviazione dei dati GPS, inclusa la possibilità di disabilitare completamente il tracciamento. Questa attenzione alla privacy risponde alle crescenti preoccupazioni degli utenti riguardo alla sicurezza dei propri dati personali.

    Amazfit T-Rex 3: qualche limite

    Nonostante le numerose funzionalità avanzate, l’Amazfit T-Rex 3 presenta anche alcuni limiti. Il più evidente è l’assenza di un altoparlante integrato, una mancanza che impedisce di gestire direttamente le chiamate. Sebbene lo smartwatch possa notificare le chiamate in arrivo, per rispondere è necessario utilizzare lo smartphone o degli auricolari Bluetooth. Non il massimo per un dispositivo che si propone come compagno per le attività outdoor, dove avere le mani libere è spesso essenziale…

    Un’altra restrizione che ho riscontrato, anche se di entità minore, riguarda la mancata integrazione con alcuni assistenti vocali. Sebbene il T-Rex 3 integri un microfono per l’interazione con Zepp Flow e il suo assistente AI proprietario, manca (perlomeno al momento) il supporto a dispostivi popolari come Alexa o Google Assistant.

    Prezzo e considerazioni finali

    Il T-Rex 3 è disponibile sul sito ufficiale di Amazfit e presso i partner di vendita al dettaglio, con un prezzo di 299,90 euro. Considerate le caratteristiche, si posiziona in una fascia di mercato competitiva, offrendo funzionalità tipiche di smartwatch di fascia alta a un costo più accessibile. Nonostante alcune limitazioni, mi sento di definire eccellente il rapporto qualità-prezzo.

    Per riassumere, si tratta di uno smartwatch robusto e versatile, ideale per gli appassionati di attività outdoor che vogliono un dispositivo efficiente e affidabile. Il design resistente, il display luminoso, l’ampia gamma di modalità sportive e l’eccezionale autonomia della batteria lo rendono un compagno ideale per le avventure quotidiane. Gli aggiornamenti software recenti, inoltre, dimostrano l’impegno di Amazfit nel migliorare continuamente l’esperienza utente e rendere il T-Rex 3 un dispositivo in costante evoluzione.

  • Huawei Watch GT 5 Pro, la prova al polso

    Huawei Watch GT 5 Pro, la prova al polso

    A distanza di circa un anno dal precedente modello, Huawei ha svelato il mese scorso a Barcellona il nuovo Watch GT 5 Pro. L’ultimo arrivato della linea di smartwatch top di gamma, con cui il produttore cinese cerca di consolidare la propria presenza nel mercato dei dispositivi premium, offre una combinazione di design, robustezza e funzionalità avanzate.

    Design e materiali

    Il Watch GT 5 Pro si presenta in due formati: una versione da 42 mm con cassa in ceramica e un’altra da 46 mm in titanio, quest’ultima oggetto del nostro test. Sin dal primo impatto, l’architettura curata e la solidità della costruzione emergono come caratteristiche distintive. La cassa combina titanio nella parte anteriore e ceramica sul retro, garantendo al polso leggerezza, resistenza e comfort.

    Rispetto al suo predecessore, il GT 3 Pro, questo modello rinuncia alla lunetta girevole, ma introduce una sofisticata forma ottagonale, che si allinea allo stile del recente Watch GT 4. I dettagli in rosso e blu attorno al display conferiscono un tocco di modernità e richiamano esemplari celeberrimi nella storia dell’orologeria, senza eliminare il carattere sobrio tipico del Brand.

    Sul lato destro della cassa troviamo una corona girevole, utilizzata per navigare tra i menu. È affiancata da un pulsante che offre un rapido accesso agli allenamenti sportivi e funge anche da elettrodo per le analisi ECG, una delle nuove funzionalità di salute integrate. La presenza di altoparlante e microfono permette inoltre di effettuare chiamate via Bluetooth, aggiungendo praticità al ventaglio di funzionalità disponibili.

    Il bracciale in titanio è intercambiabile e veste polsi di diverse dimensioni grazie a un sistema di maglie removibili. È disponibile anche una versione con cinturino in fluoroelastomero, ideale per chi preferisce una scelta più sportiva. A proposito, il Watch GT 5 Pro è certificato IP69K: quindi resiste a polvere, umidità e corrosione, ed è impermeabe fino a 5 ATM. È quindi adatto a diverse attività, comprese quelle acquatiche non professionali.

    Display e interfaccia utente

    Il display AMOLED da 1,43 pollici, con una risoluzione di 466 x 466 pixel e 326 ppi, offre un’ottima qualità visiva. Le immagini appaiono nitide e il sensore di luminosità ambientale regola automaticamente lo schermo per garantire una visibilità ottimale anche all’aperto. Huawei ha potenziato il livello di luminosità rispetto ai modelli precedenti, raddoppiandone l’intensità.

    L’interfaccia utente rimane fedele alla semplicità d’uso, con menu a griglia che consentono di accedere rapidamente alle funzioni desiderate. Da segnalare la novità della tastiera su schermo, che permette risposte più articolate ai messaggi. Un netto miglioramento rispetto alle risposte preimpostate o alle emoticon dei modelli precedenti, ancora utilizzabili. Sebbene lo spazio ridotto dello schermo possa rendere la tastiera meno adatta a chi ha le dita grandi, è comunque utile per digitare messaggi brevi e risposte immediate.

    La batteria del Watch GT 5 Pro, da 524 mAh, promette fino a 14 giorni di autonomia. Tuttavia, con un uso intensivo delle funzionalità più avanzate, la durata reale da me constatata si aggira tra i 6 e i 10 giorni. Un risultato comunque buono.

    Un ecosistema sempre più integrato

    A bordo di Huawei Watch GT 5 Pro troviamo HarmonyOS 5, l’ultima versione del sistema operativo proprietario, cuore tecnologico di un ecosistema in continua espansione. Il Watch GT 5 Pro risulta compatibile sia con smartphone Android che iOS, con cui si interfaccia grazie a Huawei Health. Ancora un po’ poche, tuttavia, le applicazioni disponibili tramite AppGallery, in confronto agli store dei principali concorrenti.

    Tra i punti di forza del Watch GT 5 Pro c’è invece il nuovo sensore TruSensor 6.0, progettato per fornire dati sempre più precisi: in particolare per la frequenza cardiaca, paragonabile a quella delle fasce toraciche di livello medio-alto. La funzione ECG permette di monitorare le condizioni del cuore in modo dettagliato, con la semplice pressione sull’elettrodo presente nel pulsante inferiore, sul lato destro della cassa, per circa 30 secondi.

    Le funzionalità del Watch GT 5 Pro

    L’orologio supporta oltre 100 modalità sportive, e copre un’ampia gamma di attività, indoor e outdoor. Huawei ha perfezionato in particolare la modalità golf, integrando un database aggiornato di campi da gioco. Mentre le nuove funzionalità per il trail running e le immersioni rappresentano un significativo passo avanti.

    Un aspetto particolarmente interessante di Huawei Watch GT 5 Pro è la possibilità di utilizzare mappe offline durante le attività all’aperto, precaricabili sull’orologio tramite l’app Huawei Health. Questa funzione consente non solo di orientarsi senza smartphone, ma anche di attivare il sistema di ritorno a casa, che guida l’utente sullo stesso percorso fino al punto di partenza. Una caratteristica ideale per chi esplora nuovi itinerari.

    Tra le funzionalità più apprezzate c’è anche la possibilità di caricare i propri percorsi e attivare le curve di livello, che permettono di monitorare i dislivelli del terreno nei chilometri successivi. Le mappe offline offrono inoltre indicazioni in tempo reale e avvisi di fuori rotta, migliorando la sicurezza durante le escursioni o le corse in ambienti sconosciuti.

    La mia opinione

    Huawei Watch GT 5 Pro è uno smartwatch completo, che non solo mantiene gli standard elevati del Brand, ma li innalza con un design premium e nuove funzionalità di monitoraggio della salute. La versione con cassa in titanio e cinturino coordinato, da me provata, si rivolge dichiaratamente a chi cerca un dispositivo versatile ma resistente.

    Nonostante alcune limitazioni, come l’assenza del supporto ai pagamenti contactless tramite NFC (almeno per il momento), l’esperienza d’uso del Huawei Watch GT 5 Pro rimane nel complesso positiva. Il prezzo di 499 euro lo posiziona in una fascia di mercato molto competitiva. Ed è ampiamente giustificato dalla qualità dei materiali, dalle funzionalità avanzate e dalle prestazioni offerte.

    Curioso notare come, tra i principali concorrenti del GT 5 Pro, figuri anche lo stesso Huawei Watch GT 4, spesso in vendita a meno di 200 euro. Quest’ultimo rappresenta tuttora un’ottima scelta per chi cerca equilibrio tra prezzo e prestazioni, e offre molte caratteristiche che hanno reso famosa la linea GT di Huawei.

    Per chi acquista lo Huawei Watch GT 5 entro il 31 ottobre, l’azienda offre un interessante vantaggio: include gratuitamente le cuffie FreeBuds 5i, del valore di 79 euro.

  • Smartwatch cinesi a prezzi irrisori. La prova al polso

    Smartwatch cinesi a prezzi irrisori. La prova al polso

    Cari fanatici del polso smart, amanti del tech e cultori dell’orologeria 2.0, oggi vi porto in un mondo parallelo fatto di prezzi irrisori e funzioni che – almeno sulla carta – sembrano uscite da un film di fantascienza, ma che nella realtà potrebbero farvi fare anche qualche risata. Parliamo di quegli smartwatch cinesi white label che stanno letteralmente invadendo il mercato online. Con prezzi che non fanno solo girare le lancette… ma anche la testa!

    Direttamente dal Regno di Mezzo, questi gingilli sono i nuovi protagonisti degli store online, con cifre che fanno impallidire persino il più parsimonioso degli dei dell’Olimpo dell’orologeria. Per capirci meglio, parliamo di importi tra i 15 e i 30 euro. Sì, avete capito bene: con il prezzo di una pizza gourmet e un calice di vino, potreste portarvi a casa un orologio smart capace di fare “invidia” persino a James Bond. Beh, magari non proprio a Bond, ma sicuramente ad Austin Powers!

    Ma la domanda è: cosa offrono davvero questi piccoli prodigi a basso costo? Scopriamolo insieme, perché con gli smartwatch cinesi, tra una battuta e un sorriso, c’è di che divertirsi.

    Lo ZL02C Pro e i suoi fratelli

    Lo ZL02C Pro è la dimostrazione che non servono migliaia di euro per avere al polso uno smartwatch con un look vagamente cool e un arsenale di funzioni. Il tutto a un prezzo che oscilla tra i 13 e i 16 euro: roba da far arrossire anche i mercatini delle pulci. Lo trovate in nero, blu, rosa o giallo, con la chicca del cinturino in silicone o la più elegante versione in maglia milanese… Che però, diciamocelo, non vi trasformerà certo in un uomo di classe. Ma è pur sempre un tentativo!

    Non si limita a dirvi l’ora, no. Con un display da 1,28 pollici, lo ZL02C Pro vi permette persino di fare e ricevere chiamate grazie alla connessione Bluetooth. Avete presente l’agente segreto che chiama dal polso? Ecco, dimenticatelo. Qui si tratta più che altro di uno strumento per sentirsi protagonisti di un film di serie B… Ma volete mettere la soddisfazione! Possibile anche ascoltare la musica dallo smartphone e persino interagire con Alexa e Google Assistant.

    Sul fronte salute, lo ZL02C Pro non si fa mancare nulla, almeno sulla carta: monitoraggio del sonno, contapassi, frequenza cardiaca, pressione sanguigna e saturazione dell’ossigeno nel sangue sono tutte funzionalità a portata di polso. Certo, l’hardware è quello che è, quindi non aspettatevi la precisione di un laboratorio svizzero. Ma vi sentirete comunque coccolati da una suite di funzioni che sembra quasi una versione “lite” dei big del settore.

    Gli aspetti positivi…

    Navigare tra le funzioni è semplice: bastano pochi swipe sul display touch, mentre un pulsante fisico laterale fa da tuttofare per accendere, spegnere e tornare alla schermata principale. E non finisce qui. Ci sono widget che riassumono le metriche di salute e mostrano le previsioni meteo settimanali, più altre chicche come il monitoraggio di alcune decine di sport, esercizi di respirazione per i momenti zen, una calcolatrice per i conti al volo, un minigioco per ingannare il tempo, e persino un telecomando per scattare foto sul vostro smartphone o controllare il player musicale.

    A completare il pacchetto, trovate timer, sveglia, cronometro e una funzione per visualizzare codici a barre utili per lo shopping o, perché no, per sentirvi un po’ futuristici al supermercato. Se poi vi serve sapere che ora è a Tokyo (anzi, pardon, a Pechino) mentre voi siete ancora alle prese con il jet lag, nessun problema: lo ZL02C Pro vi permette di gestire diversi fusi orari. Niente male per un orologio che costa poco più di un biglietto per il cinema!

    …e quelli negativi

    Ovviamente, e non poteva che essere così, sono presenti anche alcune note dolenti. Il GPS? Assente, mi spiace. Dovrete fare affidamento su quello del vostro smartphone. La localizzazione in italiano, poi, è un capolavoro di creatività. Se amate testi misteriosi e un po’ criptici, sarà una chicca imperdibile. Molto meglio usare l’inglese. La batteria promette sette giorni di autonomia, ma già dopo un paio potrebbe salutarvi con un “arrivederci e grazie”. Ah, e se pensavate di farci un tuffo in piscina, vi consigliamo di pensarci due volte. Sicuramente resisterà a una pioggia leggera, ma meglio non sfidare la sorte!

    Per quanto riguarda la personalizzazione, il nostro orolo-cino non delude: è possibile cambiare watchface a proprio piacimento, scaricandole direttamente dallo store integrato nell’app companion. Se poi volete dare un tocco di unicità al vostro polso, è possibile persino caricare le vostre immagini personali, così da avere il vostro gatto o la foto delle vacanze sempre a portata di sguardo.

    In definitiva, il LIGE ZL02C Pro rappresenta un’opzione interessante per chi cerca uno smartwatch entry-level e vuole davvero spendere poco. Nonostante i suoi limiti – inevitabili a questo prezzo – il pacchetto di funzionalità di cui dispone è sorprendentemente ampio. E lo rende una scelta interessante per chi non ha aspettative troppo elevate, ma desidera comunque un assaggio di tecnologia smart.

    Altri smartwatch cinesi

    Sostanzialmente simili allo ZL02C Pro, per quanto riguarda la piattaforma software su cui si basano, sono i fratelloni rugged, il K56 Pro e il KT76. Ovvero smartwatch cinesi pensati per un pubblico che predilige un aspetto più resistente, anche fosse solo per fare una passeggiata outdoor… al parco.

    Il K56 Pro sfoggia un display touch da 1,39 pollici con una risoluzione di 360×360 pixel, e offre un’interfaccia utente (UI) più colorata e dettagliata. Per la navigazione tra le funzioni è possibile scegliere il classico elenco oppure optare per un carosello più dinamico. In più, rispetto al fratello minore, è presente un secondo pulsante fisico, utile a semplificare il passaggio tra le diverse schermate.

    Il KT76, invece, alza la posta sia in termini di dimensioni del display che di batteria. Lo schermo cresce a 1,53 pollici, mantenendo la risoluzione di 360×360 pixel, mentre la batteria è di 500 mAh. La capacità extra è giustificata dalla presenza di una mini-torcia LED integrata (!), attivabile tramite un terzo pulsante fisico, capace di funzionare addirittura in tre modalità differenti: normale, SOS e strobo. L’interfaccia utente resta uguale a quella dello ZL02C Pro, ma con un tocco in più: il KT76 include anche una bussola.

    Entrambi sono in vendita a un prezzo tra i 25 e i 35 euro.

    La companion app: Da Fit

    Nel caso degli smartwatch cinesi di cui parliamo, tutti basati sulla stessa piattaforma hardware, l’app companion è Da Fit, disponibile per Android e iOS. Nonostante qualche piccolo intoppo qua e là – specialmente nelle traduzioni italiane – si difende bene con una buona gamma di funzioni. Oltre alle solite di notifica e monitoraggio, Da Fit offre anche video-corsi di fitness e meditazione, suddivisi per obiettivi e livelli di difficoltà.

    Tra le chicche più utili troviamo la ricezione delle notifiche da qualunque app (non scontata), la gestione dei contatti telefonici e dei codici QR salvati sull’orologio. Potete anche impostare avvisi per combattere la sedentarietà e ricevere notifiche se la vostra frequenza cardiaca dovesse impennarsi troppo. Inoltre, l’app permette di configurare un numero di emergenza da chiamare con cinque pressioni rapide del pulsante di accensione. Cosa che trasforma il vostro smartwatch in una sorta di “amico di pronto soccorso”.

    Per gli amanti della personalizzazione, Da Fit include anche uno store di watchface alternative. Alcune di queste sono decisamente apprezzabili, e vi permetteranno di dare al vostro polso uno stile tutto nuovo con pochi tap.

    Smartwatch cinesi: piccoli prezzi, grandi sorprese (e tante risate)

    Come in tutte le favole (tecnologiche), ci sono pro e contro. Tra i primi, oltre al prezzo che farebbe sorridere persino Zio Paperone, c’è la possibilità di sperimentare, a un costo davvero irrisorio, funzionalità spesso impensabili fino a poco tempo fa in prodotti di fascia bassa. Basti pensare alla possibilità di effettuare e ricevere chiamate via bluetooth.

    D’altra parte, anche i secondi non scherzano. La qualità costruttiva spesso è sopravvalutata: evitate tuffi in piscina o docce troppo entusiastiche, a meno che non vogliate trasformare il vostro smartwatch in una moderna opera d’arte subacquea. Preparatevi a un’esperienza linguistica unica: le traduzioni in italiano sono spesso così creative da far sembrare Google Translate e simili un premio Nobel per la letteratura. Il mio consiglio? Optate per l’inglese, a meno che non vogliate usare il vostro smartwatch come strumento per imparare un nuovo, misterioso idioma. Infine, dimenticate l’idea di un’assistenza clienti a portata di mano: raggiungere il supporto potrebbe rivelarsi un’impresa degna di un moderno Ulisse o di Tom Hanks in Cast Away.

    In conclusione, restando sempre in ambito cinematografico, con questi smartwatch cinesi non potrete certo sentirvi come Tony Stark. Ma potreste scoprirvi come un simpatico MacGyver tecnologico, pronto a spremere ogni funzionalità da un dispositivo che costa meno di una cena fuori.
    E ricordate: l’importante è divertirsi e non prendersi troppo sul serio. Dopotutto, a questi prezzi, anche se lo smartwatch decidesse di vivere di vita propria e diventare il vostro assistente personale sarcastico, beh… Già così sarebbe comunque un ottimo affare!

    p.s. Un ringraziamento speciale a Temu, che ci ha gentilmente fornito gli smartwatch cinesi oggetto di questa prova.

  • L’Apple Watch Series 10 è una realtà.  E c’è anche un Ultra 2

    L’Apple Watch Series 10 è una realtà. E c’è anche un Ultra 2

    Settembre ci porta non solo l’inizio dell’autunno, ma anche due nuove gemme tecnologiche targate Apple: Apple Watch Series 10 e Apple Watch Ultra 2. La casa di Cupertino ci ha abituato a innovazioni continue, e anche questa volta non si è smentita.

    Apple Watch Series 10: sottile, potente e con un display che fa la differenza

    Partiamo dall’Apple Watch Series 10 e, innanzitutto, parliamo di dieta. Il Series 10 ha perso qualche millimetro di spessore: così risulta il 10% più sottile rispetto ai suoi predecessori più recenti. Non solo, è anche più leggero, ma soprattutto è equipaggiato con il display più grande e luminoso mai visto finora sulla linea di smartwatch della Casa della mela morsicata. Il che non solo migliora la leggibilità, ma rende anche più semplice interagire con le app, e aggiunge maggiore spazio per i contenuti. Il nuovo design, che nelle parole di Apple non comprometterebbe né autonomia né potenza, è ottenuto grazie all’integrazione dell’antenna direttamente nella cassa dell’orologio.

    Il nuovo display Oled offre una migliore visibilità, con un aumento stimato della luminosità di circa il 40%, rispetto alla precedente Serie 9. Degno di nota il fatto che questo avviene soprattutto quando lo schermo è osservato lateralmente. Si tratta di una caratteristica molto gradita, apprezzabile ogni qualvolta si utilizza lo smartwatch all’aperto, che si tratti di leggere un messaggio al volo o monitorare l’allenamento sotto un sole abbagliante.

    A coronare il tutto, una gamma di nuove finiture, tra cui spicca il Jet Black in alluminio lucido e il titanio lucidato a specchio, disponibile nelle colorazioni naturale, oro e ardesia. Prendendo come paragone il peso della cassa dell’Apple Watch Series 9, la cassa in alluminio pesa fino al 10% in meno, mentre quella in titanio quasi il 20% in meno. Disponibili i due formati da 42 mm e 46 mm.

    Upgrade…

    Un’ottima dieta, insomma, come scrivevo prima. Non temete però, i muscoli ci sono ancora tutti. Equipaggiato con il nuovo processore S10 di Apple e il Neural Engine 4, l’Apple Watch 10 può ora avvalersi di funzioni smart quali la gestualità del doppio tap, la presenza di Siri on device e il riconoscimento automatico dell’allenamento. Utilissima la possibilità di servirsi dell’orologio come di un vero e proprio traduttore multilingue. Cospicuo anche il miglioramento dei tempi di ricarica: 15 minuti bastano a garantire 8 ore di utilizzo.

    Degna di nota l’introduzione di sensori aggiornati per la misurazione della profondità e delle temperature in acqua, ideali per chi si sente a casa tra le onde o in piscina. Il nuovo profondimetro può misurare fino a 6 metri sotto la superficie, e rende l’Apple Watch Series 10 ideale per lo snorkeling. L’app Profondità mostra l’ora, la profondità attuale, la temperatura dell’acqua, il tempo di immersione e la profondità massima raggiunta. Mentre l’app Marea di watchOS 11 offre previsioni settimanali sulle maree, rendendo più facile organizzare le attività in acque libere.

    …e funzionalità

    Non mancano le novità nemmeno sul fronte software, con watchOS 11 che sarà disponibile da lunedì 16 settembre e che introduce ulteriori funzionalità come il monitoraggio del carico di allenamento e la possibilità di personalizzare gli Anelli Attività. Possibile anche ascoltare i propri podcast preferiti direttamente dall’orologio, senza bisogno di auricolari. Inoltre, la nuova rete neurale di isolamento vocale elimina i rumori di fondo durante le telefonate e le chiamate FaceTime, per garantire, secondo Apple, una comunicazione chiara anche in ambienti rumorosi.

    La Casa di Cupertino ha poi ampliato la propria collezione di cinturini, mantenendo quella combinazione di funzionalità e stile che ha sempre contraddistinto il Brand. Le novità includono bracciali in maglia milanese e cinturini in maglia abbinati alla nuova cassa in titanio, mentre le varianti sportive firmate Nike offrono nuovi colori. Un tocco di classe arriva dalla collezione Hermès, che quest’anno ha creato il primo bracciale metallico per Apple Watch. Si chiama il Grand H e ha le maglie in acciaio satinato a forma di H, che racchiudono tutta l’essenza della Maison francese.

    Apple Watch Ultra 2: il ritorno in titanio nero

    Novità “minori”, invece, per l’Apple Watch Ultra 2. Nonostante quanto vociferato da alcuni rumors, Apple non ha introdotto il nuovo modello della famiglia di smartwatch rugged. Ha preferito invece presentare una nuova variante di colore per l’orologio già lanciato nel 2022. Il titanio nero satinato è l’elemento distintivo che ne eleva il design, impreziosito anche dal rivestimento in carbonio Dlc, estremamente resistente ai graffi.

    Il display da 3000 nit continua a essere un punto di forza, e garantisce un’ottima leggibilità in ogni condizione. Così come il GPS a doppia frequenza rimane una delle caratteristiche più apprezzate per la precisione durante allenamenti come corsa, ciclismo e trekking.
    Non mancano neppure in questo caso i miglioramenti software da parte di watchOS 11, che introduce nuove funzioni come il Carico di allenamento e l’app Parametri vitali, per monitorare ancora più a fondo la salute e le performance sportive. Il tasto Azione personalizzabile e la nuova app Marea migliorano ulteriormente l’esperienza d’uso.

    La nuova colorazione è accompagnata da una serie di cinturini coordinati. I modelli Trail Loop, Alpine Loop e Ocean sono ora declinati in titanio nero, offrendo una gamma di opzioni per ogni tipo di attività. Ma la vera novità è il loop in maglia milanese in titanio, il primo bracciale metallico per Apple Watch Ultra. Questo bracciale, ispirato alle maglie in acciaio inossidabile usate per le immersioni, è leggero, resistente alla corrosione e perfetto per ogni occasione. Per i fashionisti, infine, Apple ha pensato a una versione Hermès dell’Ultra 2, che combina la robustezza del titanio con lo stile del Brand francese. Oltre al cinturino speciale c’è anche un quadrante dedicato alle regate.

    Conclusioni

    Apple Watch Series 10 e Ultra 2 sono già disponibili per il preordine e saranno sugli scaffali il 20 settembre, a partire rispettivamente da 459 e 909 euro.
    Entrambi i modelli riflettono l’attenzione al dettaglio e la capacità di innovare dimostrate nel tempo da Apple. Con un occhio di riguardo anche alla sostenibilità, grazie all’impiego di materiali riciclati, e con l’obiettivo di realizzare un modello a impatto zero entro il 2030.
    Il mio consiglio? Se possedete un iPhone, cominciate a fare spazio sul polso e… preparate la carta di credito.

  • Pixel Watch 3: Google alza l’asticella degli orologi intelligenti

    Pixel Watch 3: Google alza l’asticella degli orologi intelligenti

    A meno di un anno di distanza dal predecessore, presentato al pubblico lo scorso ottobre, Google torna a far parlare di sé con il lancio del Pixel Watch 3. Un concentrato di tecnologia, che sulla carta promette un salto di qualità rispetto ai modelli precedenti del colosso di Mountain View, con un focus particolare sul fitness e la sicurezza. Ma cosa rende questo nuovo arrivato così speciale? Immergiamoci nei dettagli!

    Design e display

    Innanzitutto, partiamo dalle novità visibili a colpo d’occhio: Google ha finalmente ascoltato le richieste dei fan. Il Pixel Watch 3 arriva in due taglie, con un nuovo modello da 45 mm che si affianca al “classico” da 41 mm. Un’aggiunta apprezzatga da chi desidera un orologio con un po’ più di “presenza” al polso.

    La vera star dello show, tuttavia, è il nuovo display Actua Vetro con vetro Gorilla Glass 5. Con una luminosità che raggiunge i 2000 nit*, questo schermo è così brillante che, usandolo durante una corsa sotto il sole di mezzogiorno, probabilmente non si rimarrà delusi. E per le serate al cinema? Nessun problema, la luminosità può scendere fino a 1 nit, per non disturbare chi ci sta accanto.

    Le cornici più sottili e i display più ampi rispetto al precedente Pixel Watch 2 offrono il 40% di schermo in più per il modello da 45 mm e il 10% in più per quello da 41 mm. Ulteriore chicca: la frequenza di aggiornamento variabile. Che passa da 60 Hz fino a 1 Hz in modalità always-on, per un’esperienza visiva efficiente anche dal punto di vista energetico.

    *(nit = unità di misura della “luminanza”, che risulta dal numero di candele su metro quadro. Questo termine è usato dai costruttori di monitor per descrivere la luminosità della superficie frontale misurata con un apposito strumento digitale, ndr).

    Autonomia senza pensieri

    Parlando di autonomia, Google sembra aver fatto i compiti a casa. Grazie a display più efficienti, a Wear OS 5 e a un’architettura ibrida a basso consumo, il Pixel Watch 3 promette una batteria su cui fare affidamento per tutta la giornata. E se si dimentica di ricaricarlo, la nuova modalità risparmio energetico consente fino a 36 ore di autonomia, senza rinunciare al tracker per fitness e benessere o alle funzioni di sicurezza.

    Le funzionalità fitness

    Ma veniamo al cuore del Pixel Watch 3: le funzionalità fitness. Con l’integrazione avanzata di Fitbit, il nuovo smartwatch di Google offre tool potenti e precisi per monitorare la salute. Tre nuovi strumenti in particolare – Recupero giornaliero, Carico cardiaco e Carico target – aiutano a capire quanto si è pronti per l’allenamento quotidiano ed è il momento di “spingere”. Oppure quando è meglio prendersi una pausa rigenerante.

    Il Recupero giornaliero utilizza un algoritmo migliorato per tener traccia della frequenza cardiaca a riposo, la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e il sonno recente, offrendo un quadro completo della prontezza fisica. Il Carico cardiaco monitora lo sforzo cardiaco e l’intensità durante l’attività, mentre il Carico target fornisce un obiettivo personalizzato per l’allenamento, basato sul carico cardiaco recente e la prontezza. In più c’è anche il nuovo Riepilogo mattutino che fornisce una panoramica completa della giornata già dal risveglio, con un occhio attento anche alle condizioni atmosferiche.

    Un’altra novità che ha attirato la mia attenzione è il Rilevamento di assenza di battito. Una funzione che potrebbe letteralmente salvare vite, rilevando un arresto cardiaco e chiamando automaticamente i soccorsi, inviando anche la posizione. Questa feature sarà disponibile in alcuni Paesi europei a partire da settembre, e Google sta lavorando per estenderla ulteriormente.

    L’integrazione con l’ecosistema Google

    Google ha anche pensato a chi cerca uno smartwatch che faccia tutto. Il Pixel Watch 3 si integra perfettamente con l’ecosistema Google, in casa e fuori: è possibile usarlo come telecomando per Google Tv, rispondere alle chiamate, visualizzare il feed delle telecamere di sicurezza o addirittura sbloccare il vostro smartphone Pixel con un semplice gesto. E, per i più tecnologici, c’è anche la possibilità di usare l’orologio come chiave digitale per auto BMW o Mini.

    Prezzo e disponibilità del Pixel Watch 3

    In Italia, il Pixel Watch 3 sarà in vendita dal prossimo 10 settembre in diverse combinazioni di colori e cinturini. Il modello da 41 mm è disponibile con cassa in alluminio nero opaco e cinturino sportivo nero ossidiana; con cassa in alluminio argento lucido e cinturino sportivo rosa quarzo; con cassa in alluminio champagne e cinturino sportivo grigio verde; oppure con cassa in alluminio argento lucido e cinturino sportivo grigio creta. Il modello da 45 mm è disponibile in tutte le versioni sopra citate tranne il rosa quarzo. In tutti i casi, l’alluminio è riciclato al 100%.

    Il prezzo? Non proprio per tutte le tasche, dato che va da 399 euro per il modello Wi-Fi da 41 mm fino ai 549 euro per la versione LTE da 45mm.

    Cosa ne penso

    Che dire? Con il Pixel Watch 3 Google pare aver messo sul piatto un prodotto completo e ambizioso, che si rivolge a un pubblico ampio e variegato. L’esperienza maturata e l’integrazione con i servizi Fitbit sono serviti, sicuramente. La mia prima impressione, da comprovare con il tempo, è che questo smartwatch sia non solo un gadget per appassionati di tecnologia, ma anche un accessorio intelligente e utile sia dentro che fuori la palestra.

  • Pininfarina Sintesi Hybrid, la prova al polso

    Pininfarina Sintesi Hybrid, la prova al polso

    Quando si parla di Pininfarina, l’immaginario collettivo corre immediatamente alle forme sinuose ed eleganti delle supercar italiane più iconiche. Tuttavia, l’ultima creazione del rinomato Marchio, il Pininfarina Sintesi Hybrid, pur essendo ispirato all’omonima concept car, non ha né ruote né motore, ma invece un quadrante analogico-digitale e tanti cinturini intercambiabili.
    Sviluppato in collaborazione con Globics Technology, il Pininfarina Sintesi Hybrid si distingue nel panorama sempre più affollato degli orologi ibridi per la capacità di fondere la tradizione del design italiano con le funzionalità smart. Ho avuto l’opportunità di provarlo al polso ed ecco le mie impressioni.

    Design: omaggio alla tradizione automobilistica

    Pininfarina è indubbiamente uno dei nomi più rispettati nel mondo del design automobilistico. Negli ultimi 94 anni, l’azienda fondata dal genio Battista “Pinin” Farina ha lasciato un segno indelebile, disegnando alcune delle supercar più desiderate e ammirate di sempre.

    Il Pininfarina Sintesi Hybrid non è da meno e cattura immediatamente l’attenzione per l’estetica essenziale ma chic. La cassa in acciaio 316L, con un diametro di 44 mm, si adatta elegantemente a polsi di diverse dimensioni. Nonostante la costruzione robusta, devo ammettere che, una volta indossato, l’orologio si rivela sorprendentemente leggero e confortevole. Il vetro zaffiro, resistente ai graffi, protegge un quadrante analogico pulito ed essenziale.

    Quattro le versioni in collezione, disponibili sul sito del produttore: con quadrante panna (Sand Dune), nero (Midnight Shadow), grigio antracite con dettagli color oro rosa (Midnight Rose), oppure blu (Azure Horizon). Forse mi sarò fatto suggestionare, ma mi sembra che in tutti i casi le linee fluide e le curve morbide evochino il dinamismo e l’armonia delle vetture firmate dal Marchio torinese.

    Personalmente ho testato la versione Midnight Shadow, quella con la cassa e il quadrante nero opaco. Il lay-out scuro, dalla finitura grené, crea un efficace contrasto con le lancette e gli indici argentati, luminescenti per una facile lettura al buio. E ottimizza gli spazi senza compromettere la visibilità. Un piccolo display Oled a ore 12 fornisce le informazioni digitali, mentre il contatore a ore 6 – oltre a riportare i piccoli secondi – può essere configurato per vari scopi, come il monitoraggio dei passi giornalieri.

    Completa il look il cinturino nero in pelle italiana. L’uso del pellame prodotto nel nostro Paese esalta il patrimonio del made-in-Italy e rende il Pininfarina Sintesi Hybrid adatto all’uso quotidiano, perfino nelle occasioni formali. Ad ogni modo, un pratico sistema di intercambiabilità permette di sostituirlo velocemente con altri cinturini in pelle di diversi colori (blu scuro, blu navy, bordeaux, grigio, nocciola), anche stampa alligatore. Oppure con altri cinturini più sportivi in morbido silicone (bianco, blu o nero). Questa versatilità permette di adattare l’orologio a diverse situazioni, dal meeting di lavoro alla sessione di allenamento.

    Funzionalità smart: discrezione ed efficienza

    Sotto l’aspetto classico, il Pininfarina Sintesi Hybrid nasconde un cuore tecnologico. La navigazione tra le funzioni avviene tramite la corona rotante sul lato destro, affiancata da due pulsanti fisici. Grazie ai sensori di cui è equipaggiato, il monitoraggio della frequenza cardiaca e dell’ossigenazione del sangue si è dimostrato preciso, con letture coerenti rispetto ad altri dispositivi fitness. La funzione di tracciamento del sonno ha fornito dati dettagliati sulla durata e sulla qualità del mio riposo.
    Ho particolarmente apprezzato la discrezione con cui il Pinifarina Sintesi Hybrid notifica chiamate e messaggi. Penso che questo approccio sia perfettamente allineato con la filosofia di un orologio ibrido, che mira a offrire funzionalità smart senza compromettere l’estetica classica.

    Pur privo di un GPS integrato, il Pininfarina Sintesi può sfruttare quello dello smartphone durante le attività all’aperto. La resistenza all’acqua fino a 5 atmosfere consente un utilizzo in piscina privo di preoccupazioni. L’app companion Pininfarina Hybrid Watch, disponibile per iOS e Android, si è dimostrata a mio parere sufficientemente intuitiva e ricca di funzionalità. La sincronizzazione dei dati è rapida e affidabile, con la possibilità di visualizzare statistiche dettagliate su attività fisica, sonno e parametri di salute. Un valore aggiunto è rappresentato dal monitoraggio del ciclo mestruale, che dimostra l’attenzione di Pininfarina anche alle esigenze del pubblico femminile.

    Due parole infine sull’autonomia. Il Pininfarina Sintesi Hybrid vanta un’autonomia discreta, superando le due settimane di utilizzo con una singola carica. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto per il monitoraggio continuo, incluso quello del sonno, senza la necessità di ricariche frequenti. Ottimo.

    Conclusioni

    Il nuovo ibrido di Pininfarina aspira a posizionarsi come prodotto di alto livello nel segmento degli orologi ibridi. Con un prezzo di 429 euro, particolarmente competitivo, offre un equilibrio convincente tra design italiano, qualità costruttiva e funzionalità intelligenti. Punti di forza sono sicuramente l’estetica curata, l’ottima autonomia e la discrezione con cui integra le funzionalità smart. L’app ben progettata completa l’esperienza utente in modo efficace.

    D’altro canto, sono consapevole che chi cerca un’esperienza smartwatch completa, con possibilità di rispondere ai messaggi o effettuare chiamate direttamente dall’orologio, potrebbe trovare il Pinifarina Sintesi Hybrid limitato. Ma questa non è una critica, piuttosto una conferma della filosofia del Marchio: creare un orologio che sia prima di tutto un bell’oggetto da indossare, con funzionalità smart che arricchiscono l’esperienza senza dominarla.

  • Suunto Ocean, la prova al polso

    Suunto Ocean, la prova al polso

    Nel panorama dei wearable sportivi, dove la specializzazione regna sovrana, Suunto ha deciso di giocare una carta audace. Il nuovo Suunto Ocean, presentato di recente dall’azienda finlandese, si propone come un vero e proprio jolly nel mazzo degli smartwatch.

    Perché? Partiamo dalle origini. Suunto, nata nel 1936 dall’ingegno di Tuomas Vohlonen, inventore appassionato di orienteering, porta nel Dna la passione per l’esplorazione e la precisione. Con il Suunto Ocean, l’azienda sembra voler tornare alle radici, offrendo uno strumento che non teme confronti né nelle profondità marine né sulle vette più alte. Non dimentichiamo che Suunto fu la prima azienda a portare una bussola sott’acqua: un primato che sottolinea la sua lunga esperienza nel settore delle immersioni.

    Mai come in questo caso, dunque, parlare di ibrido ha una connotazione differente – più filologicamente corretta, si potrebbe dire – da quella cui siamo abituati quando parliamo di orologi smart. Con questo termine, infatti, non ci riferiamo tanto a un dispositivo che sposa meccanica ed elettronica, quanto invece a un prodotto completamente digitale che unisce le funzionalità di un computer per immersioni a quelle di uno sportwatch Gps di alta gamma. Ma riuscirà questo dispositivo ibrido “tuttofare” a conquistare sia i subacquei più esigenti che gli sportivi di terra?

    Le caratteristiche del Suunto Ocean

    Il cuore pulsante del Suunto Ocean è un display Amoled da 1,43 pollici (466 di risoluzione), una scelta non casuale per un dispositivo che deve brillare anche nelle profondità marine. La tecnologia Amoled garantisce una buona leggibilità anche in condizioni di luce scarsa, un plus non da poco per chi pratica le immersioni.

    Il display è protetto da un vetro zaffiro e racchiuso in una cassa in acciaio inossidabile, di generose dimensioni e non proprio leggerissima – pesa 99 grammi -, ma che garantisce robustezza e solidità. Dettagli luminescenti e tre pulsanti laterali completano il tipico design minimal, concepito per essere al contempo funzionale sott’acqua e piacevole sulla terraferma.

    Corpo e anima finlandesi

    Suunto si è sempre distinta per un’estetica unica e riconoscibile, dai chiari tratti scandinavi. L’Ocean non fa eccezione: dal design alla confezione, dall’interfaccia utente alla qualità costruttiva, ogni elemento trasuda l’essenza nordica del Marchio. Non è un caso che l’intero processo – dalla concezione ai rigorosi test, fino alla produzione – avvenga interamente in Finlandia, garantendo un controllo totale sulla qualità e sull’identità del dispositivo. Che, ulteriore plauso al produttore, è progettato per essere riparabile.

    Ma l’impegno del Brand va oltre l’estetica e la funzionalità. Suunto ha infatti calcolato scrupolosamente l’impronta di carbonio totale generata dall’orologio, considerando l’intero ciclo di vita del dispositivo. Non fermandosi alla semplice quantificazione, l’azienda ha deciso di agire anche in concreto, compensando questa impronta piantando foreste di mangrovie per preservare la vita marina.

    Là in fondo al mar…

    Ma è sotto la superficie dell’acqua che il Suunto Ocean mostra i muscoli. Per gli amanti delle immersioni, offre modalità per Aria, Nitrox, Apnea, Snorkeling e persino “Mermaid”. L’algoritmo utilizzato, il Suunto Bühlmann 16 GF, è sviluppato in-house e certificato a livello internazionale. Di sicuro rappresenta un upgrade rispetto a quello del predecessore Suunto D5. Non solo guida il subacqueo durante la risalita, indicando pause e stop necessari, ma fornisce anche informazioni utili come il tempo di non volo successivo a un’immersione.

    La ciliegina sulla torta? La possibilità di monitorare la pressione della bombola direttamente dall’orologio, grazie all’integrazione wireless con il Suunto Tank Pod, acquistabile sia insieme allo smartwatch che in un secondo momento. Questa funzione permette di calcolare il consumo d’aria e il tempo residuo di immersione in base alla respirazione del subacqueo. Gli allarmi multipli personalizzabili per Ndl (Non-Decompression Limit), profondità, tempo totale di immersione e pressione delle bombole aggiungono un ulteriore livello di sicurezza.

    Una delle caratteristiche più innovative dell’Ocean è il Dive Track, un’esclusiva Suunto che sfrutta i sensori barometrici per registrare un percorso 3D dell’immersione. Questa funzione, unita alla possibilità di visualizzare il proprio percorso subacqueo nell’app dopo ogni immersione, rappresenta una gradita novità. L’orologio registra automaticamente i punti di ingresso e di uscita, permettendo di navigare verso i luoghi di immersione preferiti grazie alle mappe offline.

    E uscimmo a riveder le stelle…

    Usciti dall’acqua, il Suunto Ocean si trasforma in un discreto sportwatch, con 95 modalità sportive predefinite, dal trail running allo yoga, passando per il ciclismo e il nuoto. E poi include Gps integrato dual-band, barometro e mappe offline gratuite per gli appassionati di outdoor.

    L’orologio non si limita a monitorare le attività sportive. Traccia passi, calorie, frequenza cardiaca e sonno, offrendo una panoramica completa del proprio stato di salute. La frequenza cardiaca è monitorata anche durante le immersioni, fornendo dati preziosi per ottimizzare le performance e garantire la sicurezza.

    Come tutti gli orologi smart attuali, Suunto Ocean è anche un vero e proprio hub di informazioni. L’app Suunto, disponibile sia per telefoni Android che per iPhone, permette di visualizzare i propri registri dettagliati e analizzare gli allenamenti. Immancabile, e sempre gradita, la compatibilità con servizi di terze parti come Strava, TrainingPeaks e Komoot, in modo da condividere eventuali progressi con la community e trovare nuovi spunti per migliorare i propri allenamenti.

    Prestazioni e batteria

    Il Suunto Ocean è impermeabile fino a 10 atmosfere e può misurare profondità fino a 60 metri. La facilità d’uso è un altro punto di forza: per attivare il computer da immersione basta scorrere il menu delle attività sportive. Il display touch si arresta automaticamente durante gli allenamenti e le immersioni per evitare attivazioni accidentali.

    L’autonomia della batteria è ottima: fino a 40 ore in modalità immersione o con Gps dual-band attivo alla massima precisione, e fino a 26 giorni in modalità quotidiana. Numeri che permettono di affrontare con serenità anche le prove più lunghe, sia sopra che sotto il livello del mare.

    Suunto Ocean: conclusioni

    Suunto Ocean è disponibile in tre varianti: All Black, Steel Black e Sand. Con un prezzo di lancio di 799 euro (1.049 incluso il Suunto Tank Pod), si posiziona nella fascia alta del mercato. Cifre importanti, certo, ma giustificate dalla versatilità e dalla qualità costruttiva dello smartwatch, sottoposto a rigorosi test di immersione prima della spedizione.

    Del resto, il Suunto Ocean si presenta come un prodotto ambizioso e innovativo. Si rivolge principalmente a un pubblico di sportivi in senso lato che praticano immersioni ricreative, offrendo un mix equilibrato tra funzionalità subacquee avanzate e capacità di tracking per sport terrestri. Il tempo ci dirà se questo ambizioso progetto riuscirà a conquistare il cuore degli sportivi più esigenti. Ma una cosa è certa: non vediamo l’ora di scoprire dove ci porterà questa nuova “ondata” di innovazione.

  • Latest. A proposito di smartwatch – 18/07/2024

    Latest. A proposito di smartwatch – 18/07/2024

    Consueto appuntamento con le Latest News, la rubrica che si occupa delle ultime novità da polso, ancora una volta dedicata all’elettronica. Perché è stato un periodo denso di lanci da parte delle principali società orientali (e non): del resto siamo in estate, la stagione in cui ormai per tradizione si tengono gli eventi Unpacked e affini per presentare le nuove generazioni di dispositivi (in senso lato). Ecco allora la necessità di pubblicare le Latest, scritte dal nostro esperto di tecnologia ma con il sorriso sulle labbra, senza prendersi troppo sul serio. Del resto fa caldo e un po’ di leggerezza ci vuole, anche nelle Latest. Se poi vuoi saperne di più su qualche modello, ti rimandiamo al sito del relativo produttore. La redazione

    Latest in ordine di prezzo

    SAMSUNG Galaxy Watch Ultra
    Oohps… Samsung did it again! Il nuovo Galaxy Watch Ultra è così resistente che potrebbe sopravvivere a un’apocalisse zombie (ma speriamo di non doverlo verificare). Con una batteria che dura più a lungo di alcune relazioni, struttura in titanio grado 4 e resistenza all’acqua fino a 10 atm, è pronto per ogni avventura. Funzionalità fitness avanzate lo rendono il compagno ideale per gli sportivi. A 699 euro, l’accessorio perfetto per chi vuole conquistare il mondo… o almeno fare una bella figura in palestra.

    SAMSUNG Galaxy Watch 7
    Un gioiellino tech che non solo mostra l’ora, ma praticamente legge nel pensiero, grazie al processore 3nm e al sensore BioActive che rileva persino la glicemia. Il Galaxy Watch 7 di Samsung offre un monitoraggio Ai del sonno così preciso che non manca nemmeno la rilevazione delle apnee notturne (finalmente sapremo chi russa davvero!). Resistente all’acqua, con un Gps dual-frequency e una batteria che dura giorni, è il compagno perfetto per chi vuole un personal trainer, un dottore e un indovino al polso. A partire da 319 euro.

    ONEPLUS Watch 2R
    OnePlus fa il bis con il Watch 2R, il fratellino più leggero del Watch 2, che per l’occasione si veste di verde foresta (o grigio canna di fucile). Con 100 ore di autonomia, vi terrà compagnia più a lungo di una maratona di serie tv! Leggero come una piuma (beh, quasi, ma comunque molto meno pesante di un piumone), monitora oltre 100 sport – dal badminton allo sci -, perché sudare con stile è un’arte. E con Wear OS 4, è più smart di un personal trainer con laurea in ingegneria. Prezzo? 279 euro con regali esclusivi al lancio.

    HUAWEI Watch Fit 3 Sport Edition
    Huawei fa esplodere l’estate con il Watch Fit 3 Sport Edition, lo smartwatch che grida “vacanza” più forte del vostro capo! I cinturini in effetti sono proprio “da urlo”: bianco come la sabbia tra le dita dei piedi, grigio come il vostro cervello in relax e nero come una notte di festa in discoteca. Con 10 giorni di autonomia, vi terrà al passo anche nelle maratone di aperitivi! A 169 euro fino al 31 luglio, con FreeBuds SE 2 in omaggio. Un affare più rinfrescante di un tuffo a mezzanotte!

    SECTOR NO LIMITS S-03
    Il Sector S-03 è protagonista l’estate 2024, più smart e performante che mai. Con un upgrade a 5 atm, non teme né spruzzi né tuffi. La funzione Night View ti fa brillare anche al buio, mentre 30+ modalità sport ti tengono in forma senza perdere il ritmo. Parla 10 lingue, più di un diplomatico! E con cinturini intercambiabili e un bracciale in maglia mesh, passa dal look sportivo al glam in un batter d’occhio. Per chi vuole restare connesso senza perdere colpi. A partire da 169 euro.

    CMF by NOTHING Watch Pro 2
    Attenzione, fashionisti tech! Il nuovo smartwatch di CMF by Nothing sta già facendo impazzire i trendy wrists! Il Watch Pro 2 è stato presentato lo scorso 12 luglio, e in meno di una settimana ha già conquistato i cuori (e i polsi) degli amanti dello stile smart minimal. A soli 69 euro, questo camaleonte tecnologico vanta una ghiera intercambiabile per ogni outfit. Con display Amoled, chiamate Bluetooth, 120+ modalità sportive e una batteria che dura più di una fashion week, è il must-have dell’estate.

  • Watch 4 Pro Space Edition, la prova al polso del nuovo Huawei

    Watch 4 Pro Space Edition, la prova al polso del nuovo Huawei

    Quando si parla di innovazione e tecnologia avanzata, Huawei non delude mai. Lo abbiamo visto per esempio lo scorso anno, quando è uscito il Watch D, dotato di funzioni avanzate per il monitoraggio della salute. Ora, con il lancio del Watch 4 4 Pro Space Edition, l’azienda cinese ha nuovamente dimostrato di essere all’avanguardia nel settore degli orologi digitali, presentando un prodotto premium che si distingue non solo per le funzionalità offerte, ma anche per la qualità di materiali e finiture.

    L’estetica del Watch 4 Pro Space Edition

    Sin dal primo sguardo, appena estratto dalla confezione, il Watch 4 Pro Space Edition colpisce proprio per le suggestioni spaziali del design, mentre per i materiali va a lezione dall’orologeria tradizionale. Mi spiego meglio: la sensazione immediatamente percepibile è quella della leggerezza, a dispetto delle dimensioni. La cassa misura 48 mm di diametro e lo smartwatch pesa complessivamente 111 grammi (bracciale incluso), perché è realizzato interamente in titanio grado 5. Huawei lo definisce “titanio aerospaziale”, in quanto utilizzato specificamente in quel settore industriale – ma anche nel mondo delle lancette è molto diffuso, come ben sanno gli appassionati. Comunque, lo voglio ricordare, si tratta di un materiale estremamente leggero, eppure resistente e robusto, oltre che del tutto anallergico e bello da vedere. Quindi accattivante per diversi punti di vista.

    Un rivestimento Dlc (Diamond like carbon, carbonio dalla durezza del diamante) di colore nero non solo incrementa ulteriormente la resistenza ai graffi e all’usura, ma rende anche il device visivamente più aggressivo e adatto a ogni situazione, dal business casual alle attività sportive. Il quadrante Amoled da 1,5 pollici, con una risoluzione di 466×466 pixel, è protetto da un vetro zaffiro bombato, mentre la lunetta è in ceramica nanocristallina rosso-nera e il fondello è sempre in ceramica. Anche questi sono materiali ben noti in orologeria e qualitativamente notevoli: il vetro zaffiro è particolarmente duro (è corindone sintetico: 9 nella scala di Mohs), resistente agli urti o ai graffi, e mantiene inalterata la propria trasparenza nel tempo. La ceramica è anch’essa leggera e resistente, inattaccabile da graffi, urti, acidi, raggi Uv – verrebbe da dire lifeproof – e biocompatibile.

    Le caratteristiche tecniche

    Anche i pulsanti situati sulla parte destra dell’orologio meritano una menzione speciale. La corona girevole presenta un bordo rosso e incisioni triangolari, mentre un pulsante dedicato consente l’avvio veloce delle applicazioni preferite. Ovviamente, da un prodotto di questo livello non ci si aspetta che sia solo bello da vedere. Dopo aver avuto modo di testarlo al polso per quasi un mese, posso affermare che il Watch 4 Pro Space Edition non delude. L’interfaccia utente è intuitiva e facilmente personalizzabile.

    Ad accrescere il riferimento al tema spaziale ci pensano due nuove watch face esclusive: Laval e Star Explorer. La prima, ispirata agli ugelli de Laval utilizzati nei razzi (per intenderci, gli scarichi dei motori supersonici che hanno una strozzatura al centro, tipo clessidra asimmetrica), offre un’animazione che “accende” l’ugello con tre diverse tonalità di fiamma in base al livello di carica residua. Inoltre, i pianeti del sistema solare attraversano il bordo inferiore del quadrante: è possibile ruotarli ed esplorarli su schermo, creando un effetto visivo coinvolgente. La seconda, invece, richiama le costellazioni astrali, permettendo di personalizzare il quadrante con il proprio segno zodiacale. Le possibilità di personalizzazione sono ulteriormente ampliate dagli oltre 40.000 quadranti disponibili nello Huawei Watch Face Store.

    Le prestazioni del Watch 4 Pro Space Edition

    Prima di tutto la batteria. Quella del nuovo smartwatch di Huawei offre fino a tre settimane di autonomia in modalità ultra-long battery life, garantendo una performance continua senza la necessità di ricariche frequenti. In modalità standard, comunque, sono assicurati dai 3 ai (quasi) 5 giorni di funzionamento, con un utilizzo tipico. Tuttavia, un aspetto negativo riguarda i tempi di ricarica, non particolarmente brillanti.

    Dal punto di vista software, il nuovo top di gamma Huawei non delude, grazie alla compatibilità con Android e IOS, a specifiche eccellenti e alla presenza di una connettività completa, che include Wi-Fi e supporto eSim per effettuare telefonate anche senza smartphone. Per quanto riguarda il monitoraggio delle condizioni fisiche, spicca la nuova funzione Panoramica della salute 2.0, che consente di mantenere sotto controllo ben 9 parametri vitali: come il battito cardiaco, i livelli di ossigeno nel sangue, lo stress, il sonno e persino la temperatura corporea.

    Tra le novità più interessanti ci sono le funzioni di analisi del rischio di aritmie dalla forma d’onda del battito cardiaco, e il monitoraggio della respirazione durante il sonno, capace di rivelare eventuali problemi o apnee notturne. Ottime anche le prestazioni subacquee, grazie alla certificazione EN13319 che lo definisce “accessorio da immersione”. L’impermeabilità in effetti raggiunge le 5 atmosfere.

    Il mio parere

    In conclusione, questo Watch 4 Pro Space Edition mi ha conquistato. Con quel design ispirato allo spazio, materiali di alta qualità e funzionalità avanzate per la salute, rappresenta il compagno ideale per chi desidera portare al polso un tocco di futurismo e tecnologia avanzata, senza disdegnare l’estetica. Il prezzo di listino è di 649,90 euro (e include anche un paio di auricolari Free Buds e un buono sconto del 10%, sugli acquisti – almeno fino al 30 giugno). Mi rendo conto che è un po’ elevato, ma la qualità ha un costo. E in questo caso, la qualità è indiscutibile.

  • Garmin Marq Gen 2: versatilità al potere

    Garmin Marq Gen 2: versatilità al potere

    Non c’è dubbio che, con la collezione Marq, Garmin abbia fatto centro. Il suo lancio nel 2019 costituì una specie di rivoluzione nel mondo degli smartwatch. Per la prima volta, un’intera collezione di questo tipo di device entrava nell’alto di gamma dell’orologeria, grazie a un misto di avanguardia tecnologica e di materiali eccellenti. Questi ultimi, tra l’altro, fino a quel momento riservati al mondo dorato degli orologi meccanici di pregio.

    Quella linea di orologi, destinata agli appassionati di fitness (Athlete), vela (Captain), motori (Driver), outdoor (Expedition) e volo (Aviator) è stata per tre anni il vanto di Garmin e la punta di diamante del segmento premium dell’orologeria connessa. Poi, come è tipico dell’elettronica di consumo, sono maturati i tempi per un suo aggiornamento. E, a ottobre 2022, ecco il lancio della seconda generazione di Garmin Marq, la Gen 2, con l’introduzione di cinque nuovi luxury tool watch: Athlete, Adventurer, Golfer, Captain e Aviator. Una collezione che ha visto l’ingresso dello smartwatch pensato per gli amanti del golf e l’uscita di quello dedicato al motorsport.

    Garmin Marq e l’arrivo del carbonio

    Lo scorso anno, poi, Garmin ha accentuato ancora di più la ricerca della prestazione attraverso l’uso di materiali e tecnologie, introducendo il carbonio all’interno della collezione. Una strategia che ha portato il Brand ad affiancare al titanio questo materiale ad alta tecnologia e basso peso, con un obiettivo ben preciso: il miglioramento delle prestazioni e dell’esperienza di utilizzo di tutte le referenze della linea.

    Non sto a ricordare che cosa ha comportato l’ingresso del carbonio nella collezione Garmin Marq, con l’introduzione dei modelli Golfer, Athlete e Commander: penso sia sufficiente che rileggiate questa mia prova al polso. Una prova che, oltre a una generale impressione positiva, mi aveva lasciata aperta qualche curiosità, soprattutto in quanto possessore di un Marq Athlete con cassa in titanio. In particolare, mi incuriosiva la possibilità di provare insieme entrambi i Garmin Marq, quello in carbonio e quello in titanio. Esperienza che, grazie alle amiche e agli amici di Garmin Italia ho avuto la possibilità di fare e che condivido insieme a voi.

    Non solo per gli “specialisti”

    Lo faccio in una maniera un po’ diversa dal solito, ossia inserendo un buon numero di immagini all’interno della gallery e lasciando parlare loro. Quello che posso dire in più riguarda sostanzialmente l’impressione generale che si ha potendo mettersi al polso in sequenza le diverse referenze della collezione, in entrambe le configurazioni di materiale. La più importante è una: per indossare e portare un Garmin Marq, non bisogna essere necessariamente velisti, golfisti, piloti, escursionisti o super-atleti. 

    Quella che i fan dell’inglese chiamano “user experience” al polso è di altissimo livello con qualsiasi referenza e non bisogna temere, per così dire, di non sfruttare al 100% le infinite funzioni e possibilità di ciascun orologio. È un po’ la stessa situazione in cui ciascuno si trova quando ha in mano il proprio smartphone. Quanti di voi utilizzano tutte le app e le funzioni di un iPhone, di un Samsung o di qualsiasi altro telefonino? E quanti di voi possono dirsi smanettoni o appassionati di elettronica per il solo fatto di possederlo? Con la linea Garmin Marq Gen 2 funziona allo stesso modo.

    Le varie anime di Marq Garmin

    Nel Golfer sono precaricate le mappe di 43.000 campi da golf di tutto il mondo, ma può darsi che qualcuno lo acquisti perché adora il verde della lunetta in ceramica o del cinturino in tessuto jacquard. Il Captain consente di pilotare la propria barca utilizzando l’orologio anziché il timone, ma non è detto che lo comprino solo gli skipper. Magari piace per la combinazione di colori o perché ha la funzione Garmin Pay. Non tutti hanno un brevetto di volo, ma dell’Aviator si possono amare l’aspetto, simile a quello dei Gmt meccanici, o il comodo bracciale in titanio a tre maglie.

    Ecco il succo di quanto mi sono portato a casa dalla prova al polso multipla della collezione Garmin Marq Gen 2: i vari modelli sono smartwatch (o tool watch, se preferite) per tutti. L’alta tecnologia e la specificità di ciascuno non devono essere dei limiti e gli orologi non devono essere visti solo come strumenti professionali.

    La ricchezza di funzioni è, appunto, una ricchezza, ma a guidare la scelta può essere qualcosa di diverso dalla “destinazione d’uso” dell’orologio. Io che amo l’escursionismo e la montagna, possiedo un Athlete e non un Adventurer. Del resto, la libertà di scegliere dà sapore alla nostra vita. Anche quando si tratta di un orologio.

  • T-Touch Connect Sport: l’evoluzione dell’ibrido di Tissot

    T-Touch Connect Sport: l’evoluzione dell’ibrido di Tissot

    A volte ritornano. E come se ritornano! Della linea T-Touch Connect di Tissot abbiamo già avuto modo di parlare, in passato, con una prova al polso del T-Touch Connect Solar del nostro Veroni. A distanza di quasi quattro anni, il Marchio svizzero ha ora alzato il sipario sul successore, il T-Touch Connect Sport.

    Forte del proprio know-how ultracentenario nell’arte orologiera e di una serie di sinergie con altre società del Gruppo Swatch, Tissot ha sviluppato questo nuovo esemplare connesso, pensato sin dal nome per gli amanti dello sport e di uno stile di vita attivo. Trasversale ai generi, perfetto sui polsi maschili come su quelli femminili, ha l’obiettivo di soddisfare le esigenze di chi tiene al proprio benessere e al tempo stesso apprezza un autentico orologio al polso.

    Le caratteristiche del T-Touch Connect Sport

    Il T-Touch Connect Sport ha un design curatissimo. La cassa è realizzata in titanio – una lega (si sa) biocompatibile e ben tollerata perfino dalle epidermidi più sensibili. Tre le finiture disponibili: oltre al titanio naturale, anche Pvd nero o Pvd oro rosa, così da scegliere l’estetica più adatta al proprio stile personale. Ha un diametro di 43 mm, ma grazie alla particolare costruzione risulta ben portabile anche da chi non è “forte” di polso. È impermeabile fino a 5 bar, quindi non teme pioggia e umidità, mentre la lunetta in ceramica è resistente a eventuali urti o graffi. Caratteristiche che la rendono in grado di affrontare praticamente tutte le situazioni della vita quotidiana.

    Dal punto di vista meccanico, T-Touch Connect Sport è alimentato da un movimento al quarzo, come il fratello maggiore ricaricabile tramite energia luminosa. Le celle ad alta efficienza di cui è dotato, integrate nel quadrante, catturano la luce e immagazzinano l’energia in un accumulatore, permettendogli di funzionare per mesi senza necessità di ricarica. Sviluppate e prodotte da Nivarox-Far – un’azienda di Le Locle, di proprietà di Swatch Group (come Tissot) -, le celle hanno un’ottima resa anche in caso di scarsa illuminazione (lo confermano i sun test con varie intensità luminose cui sono sottoposte). E definiscono un nuovo standard all’interno dell’orologeria svizzera nel campo dell’energia “solare”.

    Presente, e non poteva essere altrimenti, un mini-schermo Amoled, sensibile al tocco diretto ma attivabile anche tramite i pulsanti laterali, che è collegato alla cella solare tramite una resina ottica trasparente. Questo sistema regala all’orologio diversi vantaggi: migliora il contrasto del display stesso, ne aumenta la robustezza meccanica ed evita l’intrusione di particelle esterne. Si tratta anche in questo caso di una tecnologia sviluppata “in casa” da Swatch Group. Tissot qui si appoggia infatti all’esperienza e al know-how di Em Microelectronic: un’azienda di Neuchâtel diventata leader della fornitura di circuiti elettronici nelle applicazioni a batteria o elettromagnetiche.

    Le funzionalità del T-Touch Connect Sport

    Soprattutto, il piccolo display Amoled è offre un’esperienza interattiva versatile e intuitiva. Un’esperienza che, come dicevo sopra, fa dello sport il principale obiettivo, grazie alle funzionalità integrate di monitoraggio degli allenamenti e ricezione di notifiche. Posizionato nella metà inferiore del quadrante e protetto da un vetro zaffiro resistente ai graffi, il mini-display è quasi impercettibile a prima vista. Tuttavia, se lo si attiva con una lieve pressione sul pulsante laterale, le lancette si spostano verso l’alto e lo schermo si illumina. A questo punto, si ha la possibilità di navigare tra le varie funzionalità connesse.

    La modalità allenamenti offre all’utente la possibilità di selezionare tra una vasta gamma di profili sportivi. Una volta avviata l’attività prescelta, si ha immediatamente accesso a statistiche in tempo reale, tra cui distanza percorsa, velocità, frequenza cardiaca e calorie bruciate. A potenziare l’accesso alle statistiche c’è l’app di accompagnamento, con la quale è possibile visualizzare una panoramica completa delle proprie prestazioni, anche per mezzo di grafici e tendenze che aiutano a monitorare i progressi nel tempo.

    Il T-Touch Connect Sport è dotato inoltre di notifiche per chiamate in arrivo, timer attivi, sveglie e promemoria. Il display Amoled si adatta a ognuna di queste funzionalità, aggiungendo un tocco di stile all’esperienza di utilizzo. Tissot ha promesso che sia la companion app sia SwALPS (Swiss Autonomous Low Power System), il software dell’orologio, beneficeranno di aggiornamenti continui, che non solo miglioreranno i contenuti esistenti, ma ne introdurranno di nuovi. A proposito di SwALPS: il sistema operativo proprietario è stato sviluppato dai tecnici Tissot in collaborazione con le menti del Csem, il celebre Centro svizzero di elettronica e microtecnica di Neuchâtel che segue un modello di partneriato pubblico-privato senza fini di lucro.

    Disponibilità, varianti, prezzi

    Il T-Touch Connect Sport si può già acquistare presso la rete di rivenditori autorizzati Tissot e sul sito web ufficiale del Marchio. Esiste in 6 varianti, diverse per colore della cassa e del cinturino in silicone, intercambiabile con il bracciale in titanio grazie al dispositivo di sgancio rapido. Il prezzo di listino va da 995 euro fino a 1.095 euro. Cifre importanti, se confrontate con quelle della maggior parte degli smartwatch realizzati dai grandi produttori di elettronica di consumo. Ma, in questo caso, il punto di vista da adottare è quello dell’appassionato di orologeria tradizionale, alla ricerca di un prodotto che combini design, materiali di pregio e funzionalità avanzate. Tutte qualità che al nuovo Tissot T-Touch Connect Sport certamente non mancano.

  • OnePlus Watch 2: doppio cuore, doppia energia

    OnePlus Watch 2: doppio cuore, doppia energia

    È una vera e propria “chicca tecnologica”, quella svelata da OnePlus nei giorni scorsi al Mobile World Congress 2024 di Barcellona. Mi riferisco a OnePlus Watch 2: così si chiama il nuovo smartwatch del produttore asiatico, lanciato a distanza di ben 3 anni dal predecessore. Un lasso di tempo importante, che tuttavia è servito a OnePlus per segnare un ritorno trionfale nel mondo dei wearable, grazie a caratteristiche per certi versi rivoluzionarie.

    Il punto di forza di OnePlus Watch 2, già disponibile in Italia, è la notevole autonomia che raggiunge i 5 giorni circa, una svolta attesa da tempo nel settore dei dispositivi indossabili. L’orologio promette infatti fino a 100 ore di durata della batteria, un traguardo che ridefinisce le aspettative del settore, in precedenza difficilmente superiori alle 24 ore.

    OnePlus Dual-Engine

    Per conseguire questo obiettivo, il produttore cinese ha avuto l’idea di servirsi non di un’unica Cpu, come di consueto, ma di un’architettura ibrida, basata su due processori differenti. Uno meno performante e meno affamato di energia, e dunque usato per la normale attività sportiva; l’altro, più potente, che entra invece in gioco ogni qualvolta sia necessario servirsi delle funzionalità più smart del dispositivo. Per la serie, two is megli’ che uan.

    In sostanza, OnePlus Watch 2 incorpora la nuova architettura Dual-Engine che si avvale, come dicevo, di due differenti chipset: lo Snapdragon W5, più potente, e il BES 2700 MCU, più efficiente. Mentre il BES 2700 si dedica alla gestione standard dell’orologio, alle attività secondarie e ai compiti di routine, lo Snapdragon W5 entra in azione per le operazioni più esigenti, come l’utilizzo delle app Wear OS, tipo Google Maps o WhatsApp. Grazie all’interfaccia ibrida di Wear OS, il passaggio tra i due chipset avviene in modo fluido, garantendo agli utenti un’esperienza smartwatch senza interruzioni e, soprattutto, una maggiore autonomia tra una ricarica e l’altra.

    Design e specifiche

    Dal punto di vista estetico, il design di OnePlus Watch 2 si ispira a quello degli smartphone della Serie 12 dell’azienda. Non è dunque un caso che il quadrante circolare riprenda il design della loro fotocamera. A proteggerlo, è presente un vetro zaffiro 2,5D, affiancato da una struttura in acciaio inossidabile, con certificazioni MIL-STD-810H e IP68. In più offre un’impermeabilità fino a 5 atm, garanzia di un’ottima performance sia in spiaggia che durante le attività acquatiche come il nuoto.

    Il cinturino merita una menzione per design e comfort. Realizzato in gomma fluorurata, è accompagnato da una fibbia in acciaio inossidabile che assicura una chiusura sicura e una comoda vestibilità. La composizione inoltre permette al polso di non sudare eccessivamente, un dettaglio importante quando si indossa lo smarwatch durante l’attività fisica.

    Per quanto riguarda le altre specifiche, OnePlus Watch 2 è equipaggiato con un display Amoled da 1.43 pollici con risoluzione di 466×466 pixel e vanta 2 Gb di Ram e 32 Gb di memoria interna. La connettività è completa, con supporto a Bluetooth, Wi-Fi, Nfc e Gps (L1 + L5), oltre ai sistemi di posizionamento Galileo, Glonass, Beidou e Qzss. Include anche sensori per monitorare attività e condizione fisica. E una ricarica rapida Vooc da 7,5 W che raggiunge la piena carica in soli 60 minuti.

    Il software di OnePlus Watch 2

    Immancabili, ovviamente, le funzionalità legate al monitoraggio dei parametri sportivi. Con oltre 100 modalità di tracciamento sportivo, l’app OHealth trasforma OnePlus Watch 2 in un compagno ideale per una vasta gamma di attività, dal badminton alla corsa, fornendo analisi dettagliate come la forza dello swing o il VO2 max.

    La precisione è garantita dal Gps a doppia frequenza, che migliora di molto l’affidabilità del posizionamento. Inoltre, lo smartwatch offre un controllo completo del sonno, registrando fasi diverse e valutando la qualità del riposo. E monitora i livelli di stress attraverso la variabilità della frequenza cardiaca. Di fatto è quindi uno strumento utile per tener d’occhio i parametri della salute e del benessere quotidiano.

    OnePlus Watch 2: conclusioni

    OnePlus Watch 2 è disponibile all’acquisto sul sito ufficiale a partire da 329 euro, nelle colorazioni Black Steel e Radiant Steel. In più, la promozione attiva fino al 31 marzo include uno sconto di 30 euro e un paio di OnePlus Nord Buds 2.

    Con il Watch 2, OnePlus ha certamente centrato l’obiettivo di presentare un orologio innovativo e affidabile, portando finalmente l’esperienza di utilizzo di uno smartwatch a un livello superiore. Anche se i 5 giorni di autonomia non sono certo il moto perpetuo, rendono questo prodotto praticamente un must-have per tutti gli amanti degli orologi intelligenti.

  • Redmi Watch 4, l’aspirante best buy di Xiaomi

    Redmi Watch 4, l’aspirante best buy di Xiaomi

    Presentato il mese scorso, Redmi Watch 4 è l’ultimo modello di sportwatch di Xiaomi. E segna il tentativo del colosso cinese di consolidare la propria presenza nel segmento dei dispositivi indossabili entry-level, per i quali è noto fin dai tempi del primo Mi Watch Lite. Tentativo, a mio parere, ben riuscito: analizziamo insieme il nuovo smartwatch e capiremo perché.

    L’estetica del Redmi Watch 4…

    Il Redmi Watch 4 si distingue fin dalla prima occhiata per il display Amoled rettangolare: il più grande della linea Redmi, con una dimensione di 1,97 pollici. Il che permette un’esperienza visiva più completa, rendendo tutte le informazioni necessarie immediatamente disponibili con un solo sguardo.

    Curato il design, con il telaio stondato e compatto in lega di alluminio, che contribuisce a mantenere il peso dell’orologio abbastanza contenuto: 31,5 grammi, cinturino escluso. Inoltre, il Watch 4 è il primo wearable Redmi a presentare una corona rotante OTS in acciaio. Buono anche il dato sull’impermeabilità che raggiunge i 5 bar.

    …e le funzionalità

    Per quanto riguarda le funzionalità, il Redmi Watch 4 è equipaggiato con un sensore PPG a 4 canali aggiornato, che offre una maggiore precisione nella misurazione della frequenza cardiaca e del monitoraggio dell’ossigeno nel sangue. Offre agli utenti più di 150 modalità sportive, 6 delle quali vengono riconosciute e attivate automaticamente, ma funziona al meglio in sinergia con l’app Mi Fitness, che ne consente una completa personalizzazione. Si possono anche effettuare chiamate Bluetooth, e rispondere alle telefonate semplicemente alzando la mano e toccando il display.

    Non mancano il monitoraggio della qualità del sonno, l’indice di stress, il promemoria del ciclo mestruale, e soprattutto un Gps veloce e affidabile, con i suoi 5 sistemi di geolocalizzazione. C’è anche la possibilità di scegliere il proprio quadrante tra gli oltre 200 disponibili, per declinare il volto dell’orologio secondo il proprio stile e gusto. Interessante la funzionalità che permette di avvisare un contatto in caso di emergenza, premendo rapidamente tre volte il pulsante della corona. Peccato, invece, per l’assenza dell’Nfc per i pagamenti contactless, e dell’assistente vocale.

    Hardware & software

    Redmi Watch 4 è il primo esemplare di Xiaomi a montare il nuovo sistema operativo proprietario HyperOS. Intuitivo e reattivo, non presenta però tutte le integrazioni che ci si aspettava di trovare – forse perché è la prima release e non è ancora diffuso su un’ampia gamma di smartwatch. Per esempio, non supporta app di terze parti e, in quanto a interfaccia utente, non sembra così lontano dalle versioni precedenti. Mi riserbo comunque di aggiornare il mio giudizio in un prossimo futuro.

    In compenso l’autonomia dichiarata è notevole: fino a 20 giorni con un uso “normale”, che il costruttore definisce “modalità di utilizzo tipico”. In modalità risparmio energetico invece dovrebbe raggiungere i 30 giorni di autonomia. Diciamo che con le notifiche attive, il display always on (Aod) e i vari monitoraggi settati sulle proprie necessità, si scende a un più realistico dato di 10 giorni, che comunque è un buon risultato. La batteria da 470 mAh si ricarica completamente in un’ora e mezza circa (85 minuti, per essere precisi).

    Redmi Watch 4: considerazioni finali

    In Italia, il Redmi Watch 4 è disponibile nei colori Silver Grey e Obsidian Black con cinturino in Tpu abbinato, facilmente sostituibile grazie a un comodo sistema di sgancio rapido. Costa 99,99 euro. Può essere acquistato sul portale mi.com, sullo Xiaomi Store Italia e nei principali negozi di elettronica di consumo.

    In conclusione, sebbene il Redmi Watch 4 manchi di alcune funzioni e non si presti ai professionisti più esigenti, per il pubblico più ampio dei consumatori rappresenta un significativo passo avanti rispetto al precedente Redmi Watch 3. Per Xiaomi è una sicura affermazione nel mercato dei dispositivi indossabili entry-level. Sensoristica migliorata, design accurato e prezzo accessibile lo posizionano come un forte concorrente al trono del best buy sotto i 100 euro.

  • Amazfit Balance, la prova al polso

    Amazfit Balance, la prova al polso

    Per gli appassionati di smartwatch, Amazfit è un nome familiare, un marchio noto per l’innovazione costante e la buona qualità dei prodotti. Il nuovo Amazfit Balance – di cui vi parlo oggi dopo averlo provato per qualche settimana – si distingue anche per una spiccata versatilità.

    Come suggerisce il nome stesso, è stato progettato infatti per “bilanciare” le esigenze quotidiane e quelle sportive tipiche, offrendo una serie di funzioni avanzate e un design curato. Il modello ideale per coloro che cercano un dispositivo adatto sia per lo sport che per le normali attività quotidiane. Un orologio intelligente con un orientamento al lifestyle, ma senza rinunciare al lato sportivo.

    Creato per aiutare le persone a raggiungere l’equilibrio ottimale tra vita, lavoro e benessere, l’Amazfit Balance raccoglie il testimone delle precedenti linee GTR e GTS del Marchio, di cui di fatto diventa il successore.

    Caratteristiche principali

    L’Amazfit Balance presenta caratteristiche tecniche di tutto rispetto. Nonostante il peso di 35 grammi (senza cinturino) sia leggermente superiore rispetto a quello di altri modelli sportivi del produttore cinese, mantiene comunque una leggerezza e una maneggevolezza notevoli. Il quadrante da 1,5 pollici ospita un display AMOLED di alta qualità con una risoluzione di 323 ppi. Ha un diametro di 46 mm, la cassa realizzata in lega di alluminio, il fondello in polimero fibrorinforzato.

    L’Amazfit Balance fornisce ovviamente tutta la consueta pletora di funzioni utili – e qualcosa in più. Come il monitoraggio del sonno, il conteggio dei passi, il controllo del peso e della composizione corporea, il coaching per il sonno e il fitness, l’analisi della prontezza mentale e fisica. In termini di connettività, supporta le chiamate telefoniche tramite Bluetooth. Dulcis in fundo, vanta una discreta autonomia di 14 giorni, sufficienti a liberare gli utenti dalla schiavitù del caricatore.

    Vista la natura “funambolica”, potrebbe non essere la scelta migliore per i runners o gli atleti con esigenze di allenamento specifiche. Tuttavia, per quanto mi riguarda, ho trovato l’Amazfit Balance incredibilmente funzionale e versatile. Il motivo lo scoprirete nelle prossime righe.

    Approccio olistico

    Consapevole che il futuro degli indossabili intelligenti sarà sempre più guidato dai progressi dell’intelligenza artificiale, l’azienda diZepp Health ha sviluppato lo smartwatch con un focus rinnovato sul benessere olistico. L’Amazfit Balance, oltre alla ormai consueta analisi e comprensione dei parametri fisici, include infatti nuovi dati che consentono di esplorare e approfondire il benessere mentale.

    Grazie a un nuovo sensore ottico biometrico aggiornato a doppio LED e 8PD BioTracker 5.0 PPG, offre funzioni che valutano anche il recupero mentale. Un esempio è l’indicatore Readiness, che fornisce un punteggio quotidiano, ogni mattina, per aiutarti a capire come il sonno possa influenzare le tue condizioni mentali e fisiche, e a raggiungere un equilibrio ottimale tra attività e recupero.

    Sempre basato sull’intelligenza artificiale, il servizio a pagamento Zepp Aura crea paesaggi sonori per accompagnare e migliorare il sonno, il riposo, la meditazione e altro ancora, regolando in modo personalizzato i suoni riprodotti in base ai tuoi dati biometrici. Zepp Aura fornisce anche rapporti dettagliati sul sonno e una guida esperta, oltre a un assistente per il sonno.

    Ma non è finita qui. Tra i dati monitorati dall’Amazon Balance, non possono mancare ovviamente quelli relativi alla composizione corporea: non solo l’indice di massa corporea e il metabolismo basale, ma anche l’analisi dell’apparato muscolo-scheletrico, del muscolo e della massa ossea, la percentuale di grasso, acqua e proteine.

    Software e pagamenti

    A rendere possibile questa e altre funzionalità è la versione 3.0 del sistema operativo ZeppOS, che introduce diverse novità. Come la possibilità di eseguire applicazioni in background, riprodurre e registrare audio in formato MP3 e utilizzare l’Amazfit Balance come master cui collegare via bluetooth altri dispositivi: fasce cardio, contapassi, videocamere sportive e così via. Il che mi sembra un passo significativo verso l’espansione delle capacità degli indossabili, con oltre 150 applicazioni scaricabili e installabili.

    Un’altra novità sicuramente apprezzabile è la possibilità di effettuare pagamenti contactless grazie all’integrazione di Zepp Pay e Curve, un’app finanziaria che permette di gestire un portafoglio digitale ed effettuare pagamenti NFC in 31 Paesi, dentro e fuori l’Unione Europea, compresi Svizzera e Regno Unito. Con Zepp Pay, si possono quindi effettuare acquisti senza la necessità di portare con sé carte fisiche o contanti. Da sottolineare che è possibile virtualizzare e associare allo smartwatch fino a 8 carte. Una funzionalità apprezzabile in particolare mentre si è in viaggio.

    Amazfit Balance: info pratiche

    Disponibile per l’acquisto sul sito ufficiale, l’Amazfit Balance si presenta in quattro varianti di colore: Woodland, Lagoon, Meadow e Deep Sea Blu. Con un prezzo di partenza di 249,90 euro, si afferma come un prodotto di qualità eccellente che sposa alla perfezione stile e funzionalità. Caratteristiche avanzate e ottimo rapporto qualità-prezzo sono i suoi punti di forza. Per questo penso che sia la scelta ideale soprattutto per chi cerca un orologio intelligente per l’uso quotidiano.

  • Garmin Marq Carbon, la prova al polso

    Garmin Marq Carbon, la prova al polso

    Con la collezione Marq, Garmin ha da tempo alzato l’asticella della qualità nel settore degli smartwatch. Sistemi operativi di ultima generazione, usabilità intuitiva e immediata, vestibilità ottimale e materiali moderni e di altissima qualità caratterizzano la collezione di punta del marchio americano. La referenza più recente è il Garmin Marq Carbon, che ho avuto l’opportunità di testare e toccare con mano nella versione Commander, come ho fatto lo scorso ottobre con il Tactix 7 Amoled Edition. Eccomi qui a condividere con voi impressioni ed esperienze.

    Parto con il dire che non sono un novizio della collezione, in quanto possiedo un Marq 2 Athlete. Questo significa che, da una parte, prima di mettermi al polso il Garmin Marq Carbon conoscevo l’ecosistema Garmin, dall’altra sapevo che tipo di performance attendermi da un orologio così. Eppure, nonostante questo, lo smartwatch è riuscito a sorprendermi soprattutto per il tratto che lo distingue da tutti gli altri: la cassa in carbonio.

    Il fascino del carbonio

    Non si tratta certo di una prima assoluta in orologeria, anzi. Eppure, quando ho avuto l’orologio tra le mani, ho capito molto di quanto mi aveva raccontato, durante una chiacchierata, il creative leader di Garmin, Todd Register. In primis il fatto che la cassa in fibra di carbonio è uno sbocco naturale per la collezione Marq, una linea votata alla performance.

    Il carbonio è al vertice tra i materiali performanti, ma per arrivare al Garmin Marq Carbon il percorso è stato lungo. Per trovare e creare il giusto amalgama che superasse tutti i test cui deve essere sottoposto un vero adventure watch, ci sono voluti circa cinque anni.

    Da tempo, infatti, il Brand era impegnato nella valutazione e nella scelta di fibre di carbonio, un materiale la cui lavorazione è complessa. Serve tempo per trovare la giusta disposizione degli strati in modo che la resistenza agli sforzi, alle cadute e alla trazione siano ottimali. Una fase di prove che ha richiesto molto tempo, poiché il Garmin Marq Carbon è stato testato secondo le specifiche militari. Ciò significa centinaia cadute con diversi angoli d’impatto, su diversi materiali come cemento o acciaio. 

    Il risultato è una cassa da 46 mm di diametro (standard della collezione Marq 2) per 15 di spessore. Un valore, quest’ultimo, non banale per uno smartwatch, dispositivo spesso associato a qualcosa di ingombrante, una specie di mattoncino da polso. E invece no. Sia l’ottimo rapporto tra spessore e diametro, sia l’uso del carbonio rendono l’orologio comodissimo.

    Lo schermo del Garmin Marq Carbon

    Altro plus del Garmin Marq Carbon è lo schermo. Si tratta di un Amoled, ormai lo stato dell’arte per gli smartwatch di alta gamma, che misura 12 pollici, pari a 30,4 mm. La risoluzione di 390×390 pixel è al di sotto, per esempio, dei 454×454 del Tactix 7 Amoled Edition, ma non dimentichiamo che quello è un device con cassa da 51 mm.

    Detto questo, il display è perfettamente leggibile in qualsiasi condizione di luce, anche indossando occhiali per la visione notturna. La versione Commander è infatti pensata per un utilizzo militare, anche in missioni che prevedano volo e lanci con il paracadute.

    Proprio per un tale impiego lo smartwatch è dotato di funzionalità strategiche come la modalità Stealth, che lo mantiene operativo ma cessa di memorizzare e condividere la posizione GPS e disabilita la connettività e la comunicazione wireless. L’ho provata, anche se non ero al fronte: funziona. Per le operazioni in volo, segnala il Brand, il Garmin Marq Carbon è dotato di un pacchetto dedicato, composto dalle funzioni “direct-to” per navigare verso una posizione, un waypoint o un aeroporto vicino, e da differenti bollettini meteo.

    Un cervellone al polso

    La suite di app dedicate al benessere è più che fornita e in linea con quella che si può trovare nei device alto di gamma di Garmin. Dal valore dell’ossigenazione del sangue (quanto mai richiesto dopo lo choc del Covid) alle più classiche frequenze respiratorie e cardiache, fino ai parametri di idratazione e temperatura, ce n’è davvero di ogni. Date un’occhiata al sito ufficiale per rendervene conto.

    Allo stesso modo abbondano le funzioni per monitorare le attività sportive: dai profili per le sessioni in palestra a quelli per la corsa indoor e outdoor; dai profili multisport, bici o nuoto fino a quelli per le attività all’aperto o per gli sport acquatici o con racchetta. Si possono persino monitorare le proprie performance nel cricket o nell’hockey su prato, ma non sono arrivato a tanto.

    Quello che mi importa sottolineare, a parte la ricchezza della suite, è la precisione che il Garmin Marq Carbon ha nella rilevazione delle attività e dei parametri biometrici. Una precisione che è anch’essa “figlia” del carbonio. In che senso, vi chiederete. Provate a ragionare.

    Il peso dell’orologio è importante, perché l’operatività dei rilevatori biometrici che sono sul fondello può essere influenzata negativamente dal movimento del device: più esso è pesante, più rischia di muoversi con gli spostamenti del polso inficiando la precisione delle rilevazioni. Poiché il carbonio (così come anche il titanio, che caratterizza la collezione Marq 2) è leggerissimo, gli spostamenti dell’orologio indossato sono minimi anche durante l’attività fisica. In questo modo si massimizza il contatto del polso con i sensori posti sul fondello, garantendo rilevazioni precisissime. Per inciso, l’orologio pesa 76 grammi con il cinturino in nylon, uno in meno con quello in silicone.

    Garmin Marq Carbon, l’impressione estetica

    Qualche parola, infine, sull’estetica del Garmin Marq Carbon. Il colpo d’occhio, al di là delle performance e delle funzionalità, ha infatti il suo peso e nel caso di questo smartwatch è davvero notevole. Il nero profondo di cassa e cinturino è a mio personale gusto molto bello, soprattutto se parliamo del cinturino in nylon. Ha infatti una trama jacquard che richiama le venature e gli strati del carbonio sulla cassa e rende l’impatto visivo dell’orologio molto omogeneo.

    È evidente come per Garmin la collezione Marq sia un po’ come una concept car, sulla quale sperimentare nuovi materiali e nuove tecnologie e migliorarle, in modo che possano essere applicate anche ad altre collezioni. Creare questo tipo di orologi è molto costoso e ciò implica un posizionamento di prezzo alto: il Garmin Marq Carbon Commander che ho provato io costa 3.200 euro, le versioni Golfer e Athlete si fermano a 2.950 euro.

    Siamo, non dimentichiamolo, al top di gamma per Garmin e il perché credo sia chiaro da ciò che scritto finora e da ciò che potete leggere nelle didascalie. Per quanto abbia potuto provare questo tool watch solo per poche ore e non per diversi giorni come nel caso del Tactix 7 Amoled Edition, il feeling è scattato subito. Spero di avervi almeno in parte fatto capire il perché e di avervi minimamente incuriosito. Specialmente se siete gente, come me, per la quale la funzionalità è nulla senza l’emozione della bellezza.

  • Garmin Tactix 7 Amoled Edition, la prova al polso

    Garmin Tactix 7 Amoled Edition, la prova al polso

    Quando ci si mette al polso un Garmin, è abbastanza certo che la cosiddetta user experience sarà ai massimi livelli per uno smartwatch. Se poi si parla del Garmin Tactix 7 Amoled Edition, le aspettative non sono deluse. Ve lo confermo in prima persona, perché ho avuto l’opportunità di provare questo orologio tattico. Nonostante io non sia un professionista dell’azione, ho potuto apprezzare le performance e le funzionalità di questo smartwatch che è un’evoluzione del Tactix 7 PRO presentato circa un anno e mezzo fa.

    Garmin Tactix 7 Amoled Edition: il segreto è nello schermo

    Credo che la mia prova abbia valore proprio perché, lo scorso anno, ho testato anche il Garmin Tactix 7 PRO e oggi ho toccato con mano (anzi, con polso), analogie e differenze tra i due device. Analogie tante, differenze un po’ meno ma sostanziali. A partire da quella principale che dà il nome a questo orologio: lo schermo Amoled.

    L’esperienza di lettura delle informazioni sul display a colori del Garmin Tactix 7 Amoled Edition è decisamente di alto livello. Lo schermo è touchscreen, a colori, molto luminoso e si legge bene anche se colpito direttamente dalla luce del sole. Rispetto a quello del Tactix 7 PRO che ho indossato lo scorso anno, la definizione è stata aumentata da 280×280 pixel a 454×454.

    La dimensione del display a 1,4 pollici riempie bene lo spazio della cassa da 51 mm e la chiarezza delle informazioni, insieme alla definizione delle icone, rende l’utilizzo del touchscreen facile e comodo anche per chi non ha proprio le dita piccolissime. Anche la risposta delle icone al tocco è rapida e pulita.

    Visto che in Garmin sottolineano molto la facilità di utilizzo anche con scarsa illuminazione, l’ho provato anche di sera. Confermo che l’intensità regolabile della luminosità del display è molto comoda. Il Garmin Tactix 7 Amoled Edition ha infatti il cosiddetto Red Shift mode, che ne modifica l’interfaccia virando in sfumature di rosso che aiutano la visione notturna. Ridurre l’illuminazione durante le ore di riposo, va anche a vantaggio della durata della batteria.

    Vestibilità e versatilità

    Torno sulla cassa e sulle dimensioni. Ricordo che, come dice il nome stesso dell’orologio, il Garmin Tactix 7 Amoled Edition è un device tattico, ossia pensato in primis per i professionisti dell’azione: militari, ranger, guardiaparco e via dicendo. Quindi la grandezza della cassa deve favorire utilizzi in condizioni estreme, nelle quali la leggibilità può fare la differenza tra il successo o il fallimento di un’azione. I 51 mm di diametro non sono dunque esagerati, anzi.

    Io ho un polso sottile, da 16,5 cm, e mi sono trovato bene con la vestibilità dell’orologio. Certo, indossato rimane “importante”, ma alcuni fattori ne aiutano la portabilità. Per esempio le anse cortissime, oppure il cinturino in nylon tattico. È morbido e avvolgente, dotato di numerosissimi buchi per la fibbia da ardiglione in modo da adattarlo con precisione al polso. Grazie a un sistema di sgancio rapido, può essere sostituito con quello in silicone, in dotazione e parimenti comodo.

    Poi il peso, contenuto a 96 grammi. Leggermente più pesante del Tactix 7 Pro (89 grammi), al polso si percepisce solo per le dimensioni. Questo grazie al fatto che la cassa è in polimero rinforzato, con fondello e ghiera scolpita in titanio. Lo spessore di 16,4 mm è di oltre un millimetro e mezzo superiore rispetto a quello del PRO: una differenza che ho sentito, provandolo sotto a una camicia. Che un Navy Seal in missione di solito non indossa, ma vi riporto la mia esperienza.

    Il Garmin Tactix 7 e le funzioni pensate per l’outdoor

    Per quanto riguarda le funzioni, chi è abituato all’ecosistema Garmin si troverà perfettamente a proprio agio. Lo schermo Amoled si affianca ai tradizionali pulsanti lato cassa dai quali è possibile accedere ai menu. Il pulsante a ore 9 attiva la suite di monitoraggio della salute e del benessere, quello a ore 2 consente di entrare nel menu delle attività tattiche.

    Non faccio parte dei corpi speciali, per cui non ho potuto apprezzare funzioni come la Jumpmaster, dedicata ai lanci con il paracadute, o come la Applied Ballistics, dedicata alle attività di tiro (funzione peraltro Premium). Però ho apprezzato la chiarezza e il dettaglio delle mappe e la loro facilità di navigazione. Così come la funzione Track Me per calcolare tempi e distanze dei propri percorsi.

    Proprio su questo punto il Garmin Tactix 7 Amoled Edition ha fatto un deciso passo avanti. Appoggiandosi al supporto GPS multibanda, l’orologio consente di navigare con dati più precisi e affidabili garantiti dall’impiego di diverse frequenze satellitari e da costellazioni di satelliti.

    Oltre alle mappe per la navigazione outdoor e su strada battuta, le mappe SkiView consentono di conoscere le più importanti località sciistiche del mondo, le loro piste e il relativo coefficiente di difficoltà. Magari avrò modo di testare questa funzione se i cambiamenti climatici consentiranno di avere neve quest’inverno.

    Salute, benessere e tecnologia

    Ricchissima la gamma di funzioni dedicate a benessere e salute. Tra essi la frequenza cardiaca al polso o a riposo giornaliera, gli avvisi sulla frequenza cardiaca anomala, la frequenza respiratoria 24×7. E ancora la saturazione di ossigeno nel sangue Pulse Ox, il monitoraggio dell’energia Body Battery, il livello di stress quotidiano (evito di scrivere i dati che mi apparivano sul display…) o il timer respirazione per il rilassamento.

    Altre funzioni le potete trovare qui e sono così tante che nella mia prova non sono riuscito a esaurirle. Soprattutto sono innumerevoli quelle dedicate agli sport. Outdoor, naturalmente, ma anche indoor. Nonostante sia una persona sportivamente attiva, ho testato l’orologio solo con una breve corsa: la rilevazione dei tempi, delle distanze e dei parametri fisici durante lo sforzo e a riposo è stata a mio avviso eccellente. Così come la leggerezza dell’orologio al polso e la tenuta del cinturino in nylon al sudore.

    I test con bicicletta, arrampicata e sci me li sono riservati per quando avrò la possibilità di farli. Queste, come altre, sono attività che mettono a rischio anche l’incolumità dell’orologio. È garantita sia dalla robustezza del polimero che costituisce la cassa, sia dal vetro zaffiro che protegge il quadrante.

    Considerazioni finali

    Per quanto non abbia potuto sfruttare al 100% le potenzialità del Garmin Tactix 7 Amoled Edition, come avrete capito ho voluto focalizzarmi sulle prestazioni che può apprezzare anche chi conduce una vita più ordinaria. E il mio giudizio sull’orologio è ampiamente positivo.

    Leggero da portare nonostante le dimensioni, facile da utilizzare anche per chi è meno avvezzo all’ecosistema Garmin, ricco di funzioni utili. Le quali, soprattutto, possono essere “tagliate” sia su un approccio dinamico alle proprie giornate, sia su uno stile di vita più urbano. Certo, con quest’ultimo si esclude una buona fetta di funzioni interessanti, ma non si penalizza eccessivamente la “mission” per la quale l’orologio è stato creato.

    Una “mission” dinamica, outdoor, di training che è ben evidente anche nell’estetica dell’orologio: bella ma essenziale, senza fronzoli. Forse, in questo senso, chi si avvicina al mondo degli smartwatch cercando qualcosa di stiloso deve puntare su altro. Qui l’estetica è al servizio della funzione e la funzione è pensata per essere fruita in ambienti rudi e difficili. È il bello del Garmin Tactix 7 Amoled Edition.

  • Pixel Watch 2: l’essenza di Google (e di Fitbit)

    Pixel Watch 2: l’essenza di Google (e di Fitbit)

    A un anno di distanza dal lancio del primo smartwatch della serie Pixel, Google ne ha svelato il successore: il Pixel Watch 2. L’obiettivo è chiaro: creare un orologio che non sia solo esteticamente gradevole, dal design modernissimo, ma anche un dispositivo potente e versatile. Grazie all’utilizzo del sistema operativo per smartwatch Wear OS, giunto alla quarta major release e prodotto da Google stessa, il Pixel Watch 2 mira a fornire un’esperienza utente il più completa possibile.

    Design e prestazioni

    Il Google Pixel Watch 2 è stato progettato per essere indossato 24 ore su 24. Ha un guscio realizzato in alluminio riciclato al 100%, il che lo rende, con i suoi 31 grammi senza cinturino, circa il 10% più leggero del modello precedente. Il design curatissimo e la corona più grande e più integrata con la silhouette circolare inoltre fanno sì che l’orologio risulti ancora più confortevole al polso, specialmente durante il riposo notturno.

    Ma non di sola apparenza vive l’uomo… Ecco quindi che il Pixel Watch 2 ospita un processore quad-core Qualcomm Snapdragon Wear 5100, garanzia di prestazioni fluide e potenti. Inoltre, grazie a un ulteriore nuovo co-processore a basso consumo, l’orologio assicura una durata della batteria di 24 ore, anche con il display sempre acceso. La capacità di ricarica rapida è notevole: solo 30 minuti sono necessari per ricaricare oltre il 50% della batteria da 306 mAh in dotazione.

    Le funzionalità di Pixel Watch 2: per la salute…

    Il Pixel Watch 2 è dotato di tre nuovi sensori che forniscono informazioni più dettagliate sulle condizioni fisiche dell’utente. Un algoritmo migliorato, che utilizza l’intelligenza artificiale per monitorare la frequenza cardiaca, permette una lettura estremamente accurata, supportata da un rinnovato sensore a LED. Google dichiara un miglioramento del 40% per le attività che richiedono un maggiore dispendio energetico, come lo spinning e il canottaggio.

    È stata introdotta anche la funzione Body Response di Fitbit, Brand storico da tempo parte del portfolio di Google. Grazie a un nuovo sensore di attività elettrodermica continua (cEDA), è possibile rilevare eventuali segnali di stress utilizzando un algoritmo di apprendimento automatico che incorpora la frequenza cardiaca, la sua variabilità e la temperatura della pelle. Quando l’algoritmo rileva indicatori fisici di stress positivo o negativo, la funzione Body Response invia una notifica all’utente, che lo invita a riflettere sul proprio stato emotivo o a intraprendere azioni per ridurre la tensione, come esercizi di respirazione guidata o sessioni di mindfulness.

    Infine, il nuovo sensore di temperatura cutanea fornisce informazioni sul sonno e monitora i cambiamenti nel benessere generale durante il giorno e le ore notturne.

    …per lo sport…

    Le possibilità di allenamento sono state potenziate. Le nuove funzioni Heart Rate Zone Coaching e Pace Training possono aiutare a mantenere gli obiettivi di allenamento. Per esempio segnalando i cambiamenti della zona di frequenza cardiaca durante una sessione o fornendo feedback in tempo reale sugli obiettivi di ritmo durante una corsa. Per alcuni esercizi, come il running e il ciclismo all’aperto, promemoria automatici per l’inizio e la fine dell’allenamento aiutano a rispettare il proprio programma.

    …e per la sicurezza personale

    La seconda versione del Pixel Watch poi offre funzionalità di sicurezza personale notevoli. Oltre al rilevamento delle cadute e al messaggio SOS di emergenza, già presenti sul modello precedente, è infatti dotato di ulteriori funzioni di sicurezza proattive, che possono fornire assistenza anche in assenza del telefono.

    Come la funzione Safety Check, che – se lo si desira – assicura che i propri cari siano informati sulle proprie attività. Impostando un timer che prevede un orario massimo entro cui l’attività dovrebbe essere completata, se non si effettua il check-in una volta scaduto il timer, i contatti di emergenza selezionati riceveranno un messaggio con la posizione corrente su Google Maps.

    È anche possibile visualizzare le informazioni mediche sull’orologio quando è bloccato, o condividerle con i soccorritori durante una chiamata per fornire informazioni mediche importanti – tipo allergie, gruppo sanguigno e condizioni patologiche preesistenti.

    Connettività e Software

    In quanto prodotto Google, è ovvio che il Pixel Watch 2 si interfacci perfettamente con gli smartphone che utilizzano l’ecosistema Android del produttore americano. Per esempio, è possibile ottenere informazioni sulla salute e sulla forma fisica semplicemente chiedendo all’assistente vocale di Google: “Come ho dormito la scorsa notte?” per ottenere il punteggio giornaliero del sonno, servendosi del microfono e della cassa audio integrati.

    La nuova versione 4.0 di Wear OS arricchisce la piattaforma con nuove app come Gmail e Calendar, che ora permettono di accettare o rifiutare eventi e aggiornare la posta in arrivo direttamente dal polso. Molte app esistenti sono state migliorate: ora è possibile ascoltare i podcast su YouTube Music e controllare le informazioni sui luoghi vicini su Google Maps. Sono presenti anche app dedicate per la messaggistica WhatsApp e per l’ascolto di audiolibri su Audible.

    Info pratiche sul Pixel Watch 2

    Quattro le varianti attualmente disponibili: cassa in alluminio argento lucido con cinturino sportivo (in gomma) azzurro cielo; cassa in alluminio nero opaco con cinturino nero ossidiana; cassa in alluminio oro champagne con cinturino grigio verde; infine, cassa in alluminio argento lucido con cinturino grigio creta.

    Il Pixel Watch 2 è distribuito in Italia nella versione WiFi. E può essere acquistato nei punti vendita Unieuro, Amazon e nello Store di Google, a partire da 399 euro. Un prezzo competitivo per un prodotto che sembra rappresentare la maturità raggiunta da Google nel settore degli smartwatch.

  • Huawei Watch GT 4, la prova al polso

    Huawei Watch GT 4, la prova al polso

    “Fashion Forward!” (Avanti con la moda!): il claim utilizzato per il lancio del nuovo Huawei Watch GT 4 riflette la strategia dell’azienda di Shenzhen. Mentre la stragrande maggioranza dei produttori di smartwatch attuali opta spesso per un approccio conservativo al design dei propri orologi, Huawei ha sempre osato puntare verso soluzioni più ricercate, di alta gamma. E in questo caso attente alla moda.

    L’uso di materiali pregiati e l’adozione di display ampi ha costantemente permesso ai dispositivi Huawei di distinguersi, persino in presenza di alcune piccole mancanze lato software. Il Watch GT 4, annunciato nei giorni scorsi a Barcellona, prosegue questa tendenza, e dimostra ancora una volta l’abilità del team dei progettisti cinesi di creare sportwatch di stile, e al tempo stesso dotati di un buon rapporto prezzo/prestazioni. Ho avuto l’occasione di provare in anteprima il nuovo wearable e vi racconto le mie impressioni.

    Aspetto e display

    Huawei ha sviluppato due modelli di Watch GT 4, così diversi che potrebbero tranquillamente appartenere a categorie di orologi del tutto differenti. La versione da 41 mm, che ho avuto modo di provare, ha un aspetto più aggraziato, con la lunetta sottile, il bracciale snodato e un peso contenuto (37 g, cinturino escluso). Appare subito evidente che il Produttore cinese lo voglia rivolgere principalmente alle donne, anche se è adatto anche agli uomini dal polso sottile.

    Al contrario, il modello da 46 mm con la cassa ottagonale e la lunetta più robusta, è decisamente orientato verso un pubblico maschile. Ne dichiarano la virilità perfino i dettagli marcati: come gli intervalli dei cinque minuti incisi sulla ghiera esterna e gli indici dei minuti su quella interna.

    In entrambi i casi, Huawei ha mantenuto la consueta disposizione dei pulsanti: con la corona digitale per scorrere i menù posta in alto a destra, e il pulsante di azione sottostante.

    Huawei Watch GT 4 da 41 mm che ho indossato è fornito di un display circolare AMOLED da 1,32 pollici, con una risoluzione di 466×466 pixel. Coerentemente con la migliore tradizione della Casa, offre una nitidezza notevole, rendendo anche i testi più piccoli facilmente leggibili. I colori sono vividi, il contrasto è eccellente e gli angoli di visione sono adeguati. I quadranti a tutto schermo, ricchi di funzioni e widget, sono estremamente gradevoli e personalizzabili con vari stili e colori.

    HarmonyOS 4.0 e Huawei Health

    Il Watch GT 4 è il primo sportwatch di Huawei dotato di Harmony OS 4 che ho avuto il piacere di provare. Si tratta della nuova major release del sistema operativo per dispositivi da polso messa a punto dal colosso cinese. Presenta un’interfaccia più semplice e intuitiva, oltre a diverse nuove opzioni di personalizzazione. Chi ha già utilizzato uno smartwatch Huawei in passato, tuttavia, non avrà difficoltà ad adattarsi al nuovo ambiente, che mantiene la stessa logica e la stessa estetica.

    Il launcher delle app è la novità più evidente: ora mostra le icone in una griglia che si anima quando si raggiunge il bordo dello schermo. Una configurazione originale, ma non particolarmente funzionale, considerando che non rende più semplice la navigazione tra le numerose applicazioni e funzionalità disponibili.

    L’interfaccia utente è fluida e reattiva ai comandi touch. Le applicazioni si avviano rapidamente e non presentano rallentamenti particolari. Come è lecito aspettarsi, la maggior parte delle app riguarda esercizio fisico e benessere. Non manca il lettore musicale che consente di riprodurre anche tramite auricolari bluetooth abbinati i file MP3 salvati nella memoria interna dell’orologio. E sono presenti anche le altri funzioni tipiche, come il meteo e il calendario/agenda. Purtroppo l’assistente vocale funziona solo l’orologio è associato a uno smartphone Huawei.

    Allo stesso modo, occorre segnalare che l’attivazione dello Huawei Watch GT 4 è leggermente più complicata, perlomeno con dispositivi Android. L’app Huawei Health infatti non è disponibile nel Google Play Store, ma occorre scaricarla tramite un codice QR presente sul retro della confezione dell’orologio. Si tratta comunque di un passaggio abbastanza rapido e veloce e, una volta installata, Huawei Health si rivela come sempre un’ottima applicazione, ben fatta e completa.

    Funzionalità

    L’abbinamento tra Watch GT 4 e Huawei Health offre una serie di funzioni per monitorare la salute e il benessere dell’utente. Tra queste, ci sono il conteggio dei passi, il monitoraggio del sonno, dei livelli di stress, della temperatura cutanea e della saturazione di ossigeno nel sangue (SpO2). Da evidenziare la misurazione continua della frequenza cardiaca grazie al sensore ottico TruSeenTM 5.5+ di ultima generazione integrato nell’orologio. Che però non dispone, purtroppo, di funzioni avanzate come l’elettrocardiogramma (ECG) e la valutazione della rigidità arteriosa.

    Il monitoraggio del sonno è arricchito dalla funzione di consapevolezza respiratoria, che può aiutare a individuare eventuali disturbi come l’apnea notturna. Per le donne, il calendario del ciclo mestruale è ora più intelligente e in grado di fornire previsioni basate sui dati raccolti, anziché richiedere un inserimento manuale, attraverso l’analisi di indicatori fisiologici come la frequenza cardiaca durante il sonno, la temperatura cutanea e il ritmo respiratorio.

    Completamente nuova, la funzionalità “Rimani in forma”, integrata nell’orologio e visibile anche con un apposito quadrante. Che consente di monitorare in tempo reale il proprio fabbisogno calorico e ricevere consigli personalizzati in base alle esigenze specifiche, tenendo conto delle calorie assunte e di quelle consumate con l’attività fisica.

    I dati raccolti dall’orologio sono presentati in modo chiaro e intuitivo. Soddisfano le esigenze della maggior parte degli appassionati di fitness senza dover ricorrere a ulteriori applicazioni di terze parti. Il Watch Gt 4 offre inoltre la possibilità di registrare circa 100 diversi tipi di esercizi, attività e sport, tra cui quelli acquatici. L’impermeabilità è attestata fino a 5 atmosfere (IP68).

    Se Huawei è nota per la lunga durata della batteria degli smartwatch, il Watch GT 4 non fa eccezione. Il 41 mm al mio polso ha garantito circa 7 giorni di autonomia, con un uso medio.

    Huawei Watch GT 4: conclusioni e disponibilità

    Che dire? Huawei Watch GT 4 si distingue per il design ricercato e la qualità dei materiali. Rispetto a molti concorrenti nella stessa fascia di prezzo, ha un aspetto più curato. La batteria ha una durata ottima e lo schermo offre una nitidezza e una luminosità decisamente migliori della norma.

    Se si cerca principalmente uno smartwatch per il fitness e il monitoraggio della salute, Huawei Watch GT 4 può essere una buona scelta. Huawei Health offre una serie di dati e statistiche sia per gli sportivi occasionali sia per quelli più impegnati, e permette di tenere sotto controllo il proprio benessere quotidiano in modo efficace, a dispetto delle poche lacune presenti.

    Huawei Watch GT 4 è già in vendita nello store online ufficiale in sette varianti – tre da 41 mm e quattro da 46 mm – con prezzi che vanno da 249,90 euro fino a 399,90. Trovate alcuni modelli illustrati nella gallery in alto.
    In occasione del lancio, fino al 15 ottobre, con l’acquisto si riceveranno automaticamente in omaggio un anno di estensione della garanzia e un paio di auricolari Huawei FreeBuds SE 2 .

  • Galaxy Watch6: la serie Samsung dedicata al benessere

    Galaxy Watch6: la serie Samsung dedicata al benessere

    Quest’estate Samsung ha presentato due nuovi esemplari di tecnologia da indossare: il Galaxy Watch6 e il Galaxy Watch6 Classic. Due modelli che rappresentano un ulteriore passo avanti per il Marchio coreano, perché offrono un insieme di funzioni avanzate per il monitoraggio della salute e del benessere, un design personalizzabile, oltre a una piattaforma software innovativa basata sulla combinazione di Wear OS di Google e One UI di Samsung.

    Le caratteristiche

    Contraddistinto da una cassa in alluminio abbinata a un cinturino sportivo, in gomma o in tessuto, il Galaxy Watch6 si fa notare per la sottigliezza e la leggerezza. Mentre il Galaxy Watch6 Classic ha una connotazione estetica più classica e robusta grazie alla cassa in acciaio inossidabile e al cinturino in eco-pelle. Ogni modello è disponibile in due formati: 40 o 44 mm per il Watch6, 43 o 47 mm per il Watch6 Classic.

    I nuovi smartwatch Samsung hanno un display Super AMOLED da 1.5 pollici (nelle versioni più grandi) o da 1.3 pollici (nelle versioni più piccole), con risoluzioni rispettivamente di 480×480 pixel o 432×432 pixel. La luminosità di picco di 2.000 nit e la funzione always-on, che consente di visualizzare costantemente l’ora e le informazioni principali, sono tra le caratteristiche principali dei display, protetti da vetro zaffiro per garantire una maggiore resistenza ai graffi.

    A far funzionare entrambi gli orologi è il processore Exynos W930, un chip dual-core da 1.4GHz, che offre prestazioni elevate a fronte di un consumo energetico ridotto. Con 2GB di RAM, e 16GB di memoria interna, i nuovi wearable di Samsung sono pronti a gestire una vasta gamma di attività. Per quanto riguarda la connettività, sono dotati di bluetooth 5.3, Wi-Fi, NFC e GPS. Inoltre, alcune varianti includono anche la connessione LTE, permettendo chiamate e messaggi senza la necessità di un telefono associato.

    Obiettivo buonanotte

    Evidente lo sforzo del produttore coreano per fornire un’esperienza completa di monitoraggio della salute e del benessere. In particolare, la serie Galaxy Watch6 si focalizza su aspetti cruciali come il sonno, offrendo un’analisi dettagliata dei fattori che ne influenzano la qualità, accompagnata da suggerimenti personalizzati per il relativo miglioramento.

    Sfruttando le avanzate funzionalità di controllo e di esame del riposo notturno e del wellness, gli orologi offrono così un’analisi approfondita dei fattori che influiscono sul sonno e consentono agli utenti di comprenderne la qualità, notte dopo notte. Ogni mattina, messaggi personalizzati sviluppati in collaborazione con la National Sleep Foundation forniscono un dettagliato feedback sulle personali condizioni degli utenti.

    Presente anche una serie completa di istruzioni, suggerimenti e promemoria personalizzati, accessibili sia direttamente dal polso che tramite l’applicazione smartphone associata. Quando è il momento di andare a letto, per esempio, i nuovi Galaxy Watch6 possono contribuire a creare l’ambiente di sonno ideale. Regolano quindi automaticamente le impostazioni degli elettrodomestici connessi e attivano la modalità sonno sia sull’orologio che sul telefono, disattivando le notifiche e riducendo l’intensità luminosa dello schermo. Impostano perfino il sensore Led a infrarossi, che raccoglie dati senza causare fastidiose distrazioni luminose.

    A proposito di check-up

    La nuova funzione Zone di frequenza cardiaca personalizzate valuta le capacità fisiche individuali e consente di stabilire cinque livelli di intensità di corsa ottimali per aiutare raggiungere gli obiettivi desiderati: dal bruciare grassi alla perdita di peso fino all’allenamento ad alta intensità. Le funzioni Corsa Pista e Allenamento Personalizzato si aggiungono ai 100 allenamenti già predisposti: la prima permette di registrare i risultati su circuito, la seconda di creare una routine di training su misura.

    Le funzioni di monitoraggio cardiaco, tra cui la pressione sanguigna e l’elettrocardiogramma, sono state ulteriormente arricchite dalla nuova notifica di ritmo cardiaco irregolare, che può individuare la fibrillazione atriale (AFib) in background, persino durante il sonno. Tra le altre funzionalià è incluso il monitoraggio della temperatura cutanea notturna. La serie Galaxy Watch6 è in grado anche di rilevare cadute e, nel caso, avvisare automaticamente numeri di emergenza o contatti preselezionati.

    Ulteriori dettagli

    La potente combinazione di Wear OS di Google e One UI di Samsung rappresenta una piattaforma software versatile. Questa sinergia garantisce un’interfaccia utente intuitiva, che può essere personalizzata con quadranti esclusivi e widget dedicati. Inoltre, con l’accesso a Google Play Store, gli utenti possono scaricare le loro app preferite direttamente sullo smartwatch.

    Per quanto riguarda l’autonomia, infine, i nuovi smartwatch sono dotati di batterie da 425 mAh (nei modelli più grandi) e 300 mAh (nei modelli più piccoli).

    In Italia, il Galaxy Watch6 Classic è disponibile a partire da 419 euro nelle colorazioni Black e Silver. Il Galaxy Watch6, invece, può essere acquistato a partire da 319 euro nelle varianti Graphite, Silver e Gold. Tutti i modelli permettono la sostituzione rapida del cinturino per adeguare stile e comfort ai diversi utilizzi.

  • Suunto 9 Peak Pro, la prova al polso

    Suunto 9 Peak Pro, la prova al polso

    Squadra che vince non si cambia. O meglio, si cambia solo per migliorarla. Il Suunto 9 Peak Pro è il primo dispositivo presentato al grande pubblico dopo che il marchio finlandese è stato venduto ai cinesi di Liesheng, lo scorso gennaio. E, nelle intenzioni dei nuovi proprietari, si tratta di un modello-ponte tra il passato del brand e i nuovi dispositivi in corso di sviluppo per il futuro. È questo che ho pensato quando, qualche settimana fa, l’ho messo al polso per provarlo e scrivere questa recensione a ragion veduta.

    Minimalismo e anima green

    Ultimo arrivato della famiglia di sportwatch dell’omonimo marchio, come i precedenti e in linea con la filosofia aziendale, il Suunto 9 Peak Pro si distingue per le scelte improntate a un’estetica fortemente minimalista, tipica del design nord-europeo. Alvar Aalto docet.

    Altra caratteristica della mentalità scandinava che si riscontra in questo caso è poi la sensibilità ambientale. Il Suunto 9 Peak Pro è il primo esemplare del brand la cui impronta di emissioni di carbonio nella produzione è completamente verificata e compensata per mezzo di un progetto di riforestazione. Secondo quanto dichiarato, il nuovo sportwatch – nel corso dell’intero ciclo di vita – produce meno di 8 kg di anidride carbonica, equiparabili a un viaggio in auto di una quarantina di chilometri.

    La stessa attenzione alla sostenibilità, del resto, Suunto la dimostra anche con una progettazione realizzata in modo da garantire la riparabilità del dispositivo. Proprio con l’obiettivo di ridurre al minimo i rifiuti tecnologici e l’impatto sull’ambiente.

    Le caratteristiche esterne del Suunto 9 Peak Pro…

    Ma che dire di questo Suunto 9 Peak Pro? A prima vista, esternamente ben poco è cambiato rispetto a suo predecessore, quel Suunto 9 Peak di cui abbiamo avuto già modo di parlare in passato su queste pagine. Il design è robusto ma pulito, dalle linee ultrasottili e dalla leggerezza innata. L’orologio ha un peso di 55 g per i modelli in titanio e 64 g per quelli in acciaio inossidabile. La cassa è fornita di un ampio vetro zaffiro a racchiudere il display da 1,2 pollici e tre pulsanti sul lato destro.

    Purtroppo, come il predecessore, anche per questo modello è proprio il display a presentare alcune criticità, dal momento che non è sempre di facile lettura. Suunto si è certamente sforzata per migliorare la leggibilità del testo, sviluppando una nuova interfaccia utente, con icone e caratteri più grandi e l’uso di elementi di sfondo bianchi e colorati. Ciononostante, lo schermo del Suunto 9 Peak Pro, sia in termini di qualità che di dimensioni, continua a essere un elemento di svantaggio nei confronti dei principali concorrenti.

    …e le specifiche interne

    Discorso completamente differente, però, se passiamo ad analizzare le specifiche interne del dispositivo. Qui le novità non mancano: nuova la Cpu, più veloce e meno energivora; nuovo il chip per il posizionamento Gps, capace di comunicare sia con i satelliti Gps che con quelli nelle orbite di Glonass, Galileo e Beidou. Ancora, nuovo il sensore di frequenza cardiaca, con ossimetria e misurazione della potenza dal polso per il running e il trial runnning. E nuova, infine, è anche l’interfaccia utente, il che potrebbe inizialmente cogliere impreparato, per breve tempo, chi è abituato alla user experience precedente.

    Buone le prestazioni della batteria. Con un uso quotidiano, si arriva realisticamente a usare l’orologio per circa 3 settimane. Per un utilizzo più legato a prestazioni agonistiche, invece, Suunto garantisce 40 ore in modalità Performance, 70 nell’Endurance e addirittura 300 ore in quella Tour, con segnali GPS più distanziati. Molto utile la ricarica veloce: a seconda della modalità di utilizzo impostata, 10 minuti di carica possono essere sufficienti a garantire diverse ore di allenamento, mentre basta circa un’ora a garantire la carica totale.

    Un’ulteriore novità del Suunto 9 Peak Pro, sicuramente apprezzata dagli amanti delle immersioni in acque poco profonde, è poi la funzionalità Diving Sports. Lo sportwatch infatti è in grado di rilevare le prestazioni subacquee sino a una profondità di 10 metri: caratteristica abbastanza rara negli sportwatch di resistenza, più che sufficiente per chi vuole divertirsi praticando lo snorkeling. Del resto, quello di produrre anche ottimi strumenti per le immersioni subacquee è da sempre un motivo di orgoglio dell’azienda di Vantaaa.

    Prezzi e conclusioni

    Suunto Peak 9 Pro è disponibile in sei versioni. I quattro modelli in acciaio inossidabile hanno un prezzo di 499 euro, i due in titanio grado 5 costano invece 629 euro. Tutte le referenze sono personalizzabili con un’ampia gamma di cinturini da 22 mm (anche prodotti da terze parti), estremamente facili da sostituire grazie al sistema di intercambiabilità a pin.

    In conclusione, il Suunto 9 Peak Pro è un buon prodotto: forse un po’ costoso, a parità di funzionalità, se rapportato ai diretti competitor. Comunque, è uno sportwatch che riprende i fasti del passato e introduce alcune delle caratteristiche su cui il marchio – dopo il passaggio di proprietà – intende concentrare la propria attenzione. Attendiamo, curiosi, di vedere cosa ci riserverà il futuro.

  • Vagary Smartwatch, la prova al polso

    Vagary Smartwatch, la prova al polso

    Alzi la mano chi non ha mai sentito nominare Vagary. Marchio italiano storico del portfolio del gruppo Veglia, prima, e Citizen poi, il brand da sempre si è fatto notare per linee di orologi di buona qualità e prezzo “alla mano”. L’azienda ha recentemente presentato al pubblico anche un orologio connesso, il Vagary Smartwatch, di cui vi parlo in questa pagina, dopo averlo personalmente testato.

    Le caratteristiche

    Disponibile da alcuni mesi, il prodotto di Vagary è uno sportwatch di discreta fattura, realizzato avvalendosi della collaborazione con i cinesi di iDO Smart, di cui riprende il modello ID207 Mini (come visibile nelle impostazioni dell’orologio), opportunamente personalizzato e migliorato per il mercato italiano.

    Declinato in diverse combinazioni di colore, per incontrare i gusti di ogni genere e fascia d’età, il Vagary Smartwatch è disponibile con una sola misura di cassa in Abs, da 34,5 x 41 mm, adatta a tutti i polsi. Tutte le varianti adottano un cinturino in silicone con chiusura ad ardiglione coordinata alla tonalità della cassa: nera quando abbinata al cinturino nero e per quello color salvia; acciaio per il cinturino giallo e blu; e, infine, color oro rosa per il cinturino rosa cipria.

    Per quanto concerne la personalizzazione del dispositivo, al momento sono ben 33 i quadranti che si possono visualizzare sullo schermo touch screen Lcd da 1,5 pollici, capace di una risoluzione di 240×280 pixel. Oltre ai motivi precaricati, tutti brandizzati, è possibile servirsi anche di una propria immagine. A permettere il funzionamento del Vagary Smartwatch c’è una batteria al litio da 210 mAh. Ricaricabile attraverso il cavo Usb che si posiziona sul fondello, garantisce tra i 6 e gli 8 giorni di utilizzo.

    Le funzionalità del Vagary Smartwatch

    Numerose le funzionalità offerte: monitoraggio quotidiano della salute (passi, distanza percorsa, calorie consumate), battito e frequenza cardiaca, saturimetro, livelli di stress, fitness e archivio dati fitness, esercizi di respirazione, cronografo, timer, allarme, monitoraggio del sonno, gestione della riproduzione musicale su smartphone, informazioni meteo, ricezione notifiche/messaggi e funzionalità di ricerca del proprio smartphone. Assente, purtroppo, il supporto integrato al tracking Gps dei percorsi, per i quali si deve fare affidamento alla companion app VeryFit.

    Disponibile per smartphone Android e per iPhone, VeryFit è un’applicazione apprezzabile, che nel corso degli ultimi anni ha subito un notevole restyling sia per quel che riguarda l’estetico, sia per le funzionalità presenti, sempre più numerose. Utilizzandola è possibile accedere a dati sempre aggiornati sul proprio battito cardiaco e sulla saturazione di ossigeno nel sangue. Da citare anche le funzionalità per il monitoraggio del ciclo femminile, per l’analisi dei livelli di stress e della qualità del sonno. Degna di lode, infine, la possibilità di condividere i propri dati con Strava e Google Fit.

    Prezzo e conclusioni

    In vendita a un prezzo di listino di 79 euro, e a qualcosa meno approfittando degli sconti spesso presenti online, Vagary Smartwatch offre diversi atout. È un prodotto di un marchio conosciuto e si lascia certamente apprezzare dal punto di vista estetico, grazie a una scelta di varianti cromatiche azzeccate che strizzano l’occhio in particolare al pubblico più giovane. Tuttavia è innegabile che, nella medesima fascia di prezzo in cui si posiziona, la concorrenza con i prodotti di altri brand (Amazfit, Xiaomi, Oppo e Huawei, solo per citarne alcuni) è molto forte.

  • Pixel Watch: ecco finalmente lo smartwatch di Google

    Pixel Watch: ecco finalmente lo smartwatch di Google

    A distanza di circa un anno dalle prime indiscrezioni, alcuni giorni fa Google ha finalmente svelato le proprie carte. E annunciato al mondo il suo primo smartwatch interamente autoprodotto: il Pixel Watch.

    Design e software

    Fin dalla prima occhiata, il nuovo smartwatch colpisce per il design: ispirato a un orologio “classico”, ha una forma rotonda, con il vetro bombato e sagomato che arriva a filo sulla carrure, e la presenza della corona come vuole la tradizione. Il Pixel Watch è dotato infatti di un display da 1,2 pollici rinforzato da una copertura antigraffio in Gorilla Glass 5 a forma di cupola, montata su una cassa in acciaio inossidabile riciclato. Il diametro di 41 mm lo rende adatto a tutti i polsi, anche se chi è abituato alle dimensioni XL degli smartwatch potrebbe trovarlo un po’ piccolo. Posizionato sul lato, sopra la corona tattile, c’è un unico pulsante fisico.

    Il Pixel Watch è disponibile in due versioni: una con connettività Wi-Fi e l’altra in cui è presente anche il supporto alle reti Lte. Entrambe sono equipaggiate con Nfc per l’utilizzo di sistemi di pagamento in mobilità. Apprezzabile anche l’impermeabilità fino a 5 atmosfere, che ne consente l’utilizzo in acqua.

    Lato sofware, la dotazione è quasi ovvia: con Wear OS 3.5 a farla da padrone, in una versione priva delle personalizzazioni One UI Watch introdotte da Samsung nei propri dispositivi. Grazie all’acquisizione di Fitbit, avvenuta nel 2019 per circa 2,1 miliardi di dollari, Google ha potuto inoltre ampiamente attingere all’esperienza maturata nel tempo dal team di sviluppatori del marchio statunitense nel campo degli algoritmi per il monitoraggio della salute generale. Tra i sensori presenti a bordo del Pixel Watch spiccano quindi quello per il rilevamento della frequenza cardiaca e quello per gli elettrocardiogrammi. Circa 40 le modalità di allenamento disponibili per tracciare le attività e i progressi quotidiani.

    Hardware e app

    A consentire il funzionamento del sistema operativo per wearable della Grande G è una CPU Exynos 9110, affiancata da una discreta quantità di Ram (2 Gb). Appena sufficiente, invece, l’autonomia dichiarata, di circa 24 ore.

    Già presente su Google Play l’applicazione companion ufficiale, chiamata anch’essa Google Pixel Watch. Utilizzandola è possibile configurare e gestire l’orologio direttamente dal proprio dispositivo Android (al momento non è prevista un’applicazione per iPhone). Tra le funzionalità figurano così una serie di opzioni per la personalizzazione dei quadranti, degli avvisi e delle notifiche, e per la gestione delle schede, delle app e degli account presenti sul dispositivo.

    L’assistente Google integrato, che risponde ai comandi vocali, garantisce un aiuto rapido ed esaustivo. Con l’app Google Home, infatti, il Pixel Watch dialoga con i vari dispositivi della smart home (può per esempio accendere o spegnere le luci, e regolare il termostato). Immediato è il controllo di Gmail e Google Calendar, mentre Google Maps fornisce indicazioni passo passo (è inclusa anche una visualizzazione interattiva che consente di vedere facilmente dove cio si trova e dove si sta andando). Ovviamente l’accordo è perfetto con gli altri dispositivi Pixel, dai telefonini alle Pixel Buds.

    Prezzi e uscita del Pixel Watch

    Chiudo, purtroppo, con una brutta notizia per quanti volessero comprare l’orologio: il Pixel Watch non è attualmente disponibile in Italia. Si può invece acquistare negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Giappone, a Taiwan, in Germania, in Francia, nel Regno Unito e in Irlanda. Per il momento, quindi, per averlo si dovrà andare all’estero o al limite chiederlo agli amici che vivono lì e sono disposti a spedirvelo a casa. Proprio come si faceva in passato con un certo tipo di tecnologia, capi di abbigliamento o accessori irraggiungibili seppure ad alto tasso di desiderabilità.

    Nei pochi Paesi europei in cui il Pixel Watch è in vendita da oggi, 13 ottobre, il prezzo al pubblico è comunque di 379 euro per la versione Wi-Fi, e di 429 euro per quella Lte. Lo smartwatch esiste nelle tonalità argento, antracite e nero opaco. Ma si può personalizzare anche grazie al cinturino intercambiabile, da scegliere in una gamma di 20 modelli, in diversi colori e materiali.

  • Tambour Horizon Light Up, il nuovo smartwatch di Louis Vuitton

    Tambour Horizon Light Up, il nuovo smartwatch di Louis Vuitton

    Lanciato alcune settimane fa, il nuovo Tambour Horizon Light Up porta nuova linfa all’avventura di Louis Vuitton nel mondo degli orologi connessi. Lo fa con un sistema operativo aggiornato, design e tecnologia migliorati e maggiori opportunità di personalizzazione.

    Terza generazione di smartwatch della celebre Maison francese, il Tambour Horizon Light Up è dotato di un sistema operativo realizzato appositamente. Il primo ad essere accreditato come made for iPhone da Apple, pur non essendo realizzato dal brand della Mela morsicata. Buone notizie, però, anche per i possessori di dispositivi Android e HarmonyOS, con cui lo smartwatch di lusso di Louis Vuitton è comunque compatibile.

    Estetica e novità del Tambour Horizon Light Up

    Il Tambour Horizon Light Up colpisce immediatamente per la bella progettazione del vetro zaffiro curvo, che sembra riversarsi sul bordo dello smartwatch. Una volta indossato al polso, l’effetto che si viene a creare fa apparire la cassa da 44 mm molto più piccola.

    Le novità proseguono anche nel nuovo “software di bordo”, che ora offre la possibilità di personalizzare il display sempre attivo – dotato del caratteristico monogramma e di 24 luci Led che prendono vita a ogni movimento del polso o all’arrivo di una notifica. Si può scegliere tra 8 differenti quadranti, tra cui spiccano quello che rende omaggio ai bauli storici di Louis Vuitton e quello dedicato a Vivienne, la mascotte della Casa.

    Tutti comunque posso essere visualizzati affiancandoli a una miriade di colori; e tutti offrono ai proprietari dell’orologio la possibilità di aggiungere le proprie iniziali, definendone colore e carattere tipografico. Nel corso dell’anno, poi, il brand francese introdurrà ulteriori quadranti a tema. Che prenderanno spunto dalle collaborazioni esterne, dalle sfilate di moda, dalle stagioni e anche dalle ricorrenze più importanti: come il prossimo San Valentino oppure il Natale. Mentre è appena uscito quello dell’Anno della Tigre.

    Tre le colorazioni presentate in occasione del lancio: acciaio lucido, nero opaco e marrone opaco. Sia il modello nero che quello marrone sono completi di finiture PVD , e la variante nera presenta una corona in titanio a contrasto. Il Tambour Horizon Light Up è anche dotato di un sistema di cambio rapido del cinturino, per una personalizzazione ancora maggiore. I prezzi di listino ovviamente variano a seconda del modello, e sono compresi in un range che va dai 2.870 ai 3.450 euro.

    Come funziona

    L’interfaccia utente del Tambour Horizon Light Up funziona per mezzo di un sistema di swipe. Se chi indossa l’orologio scorre verso destra, si visualizza la schermata “La mia giornata”, in cui appaiono l’agenda, il meteo, il conteggio dei passi, la frequenza cardiaca e, graditissima, la qualità dell’aria. Scorrendo verso il basso, invece, si accede al pannello delle notifiche. Mentre un movimento verso l’alto porta al pannello di controllo delle varie funzioni dell’orologio: sveglie, cronometro, musica.

    Con uno swipe a sinistra, infine, si accede alla sezione “Il mio viaggio”, in cui è possibile programmare le proprie trasferte, caricare le carte d’imbarco e consultare 30 City Guides, le pregiatissime guide turistiche alle principali metropoli del pianeta che fanno parte della collana editoriale curata da Louis Vuitton. Presenti anche, per la prima volta in uno smartwatch della Maison, pulsanti fisici su entrambi i lati della corona, introdotti per aumentare le funzionalità dell’orologio.

    Costruito sulla piattaforma Snapdragon Wear 4100 di Qualcomm, il Tambour Horizon Light Up prende l’energia necessaria da una batteria capace di funzionare in quattro modalità differenti, in modo da soddisfare le diverse esigenze d’uso e con l’obiettivo di fornire almeno un giorno di autonomia. Consueta la resistenza all’acqua, garantita fino a 3 atmosfere. Interessante notare anche la presenza del chip NFC per effettuare pagamenti wireless attraverso il circuito cinese Alipay. Vedremo se futuri aggiornamenti del software renderanno tale funzionalità utilizzabile anche nei mercati occidentali.

  • Falster Gen 6: il top della tecnologia di Skagen

    Falster Gen 6: il top della tecnologia di Skagen

    Design minimal e alta tecnologia. È questo il pensiero che viene immediatamente spontaneo vedendo lo Skagen Falster Gen 6, ultimo arrivato tra gli smartwatch realizzati dal brand danese, da oltre un decennio di proprietà del gruppo Fossil.

    Successore del precedente Falster Gen 3, come suggerisce il nome stesso, il Falster Gen 6 è la versione made in Skagen del Fossil Gen 6, da cui eredita la nuova piattaforma SoC Snapdragon Wear 4100+ − in questo caso, però, associata a un look più stiloso e minimalista. Non per nulla la linea Falster di Skagen è stata una di quelle più alla moda degli ultimi anni, per quel che concerne gli smartwatch Wear OS.

    Concetto, questo, ribadito anche da Steve Evans, Chief Brand Officer EVP di Fossil Group: «Dopo l’attesissimo lancio degli smartwatch Fossil e Michael Kors Gen 6 lo scorso autunno, siamo orgogliosi di estendere la nostra ultima tecnologia anche ai clienti Skagen. L’obiettivo di Fossil Group è offrire sempre prestazioni e innovazioni di prim’ordine, senza rinunciare allo stile personalizzato dei marchi più amati dai nostri consumatori attenti all’estetica.

    Questa nuova versione ispirata al design danese di Skagen estende la tecnologia Gen 6 a un maggior numero di utenti senza compromettere la nostra dedizione alla modernità del design. Secondo noi non si dovrebbe essere costretti a scegliere tra la migliore tecnologia della categoria e il proprio stile personale».

    Falster Gen 6: hardware e caratteristiche

    Le affinità con il Fossil Gen 6 continuano anche nella dotazione hardware. Come il parente stretto, anche il Falster Gen 6 è equipaggiato con 1 GB di RAM e 8 GB di storage. Come il Fossil Gen 6, anche il Falster Gen 6 supporta la ricarica rapida, garantendo il raggiungimento dell’80% di carica in 30 minuti, e offrendo da 24 ore ad alcuni giorni di autonomia in base alla tipologia di utilizzo. Simile anche il display da 1,28 pollici, completato con un paio di pulsanti fisici e una corona digitale.

    Lo smartwatch di Skagen è ancora basato su Wear OS 2, in attesa di un aggiornamento a Wear OS 3 che dovrebbe essere rilasciato nel corso dell’anno; è resistente all’acqua fino a 5 atmosfere, supporta il Bluetooth 5.0 Low Energy ed è dotato di chip NFC per i pagamenti elettronici.

    Tra le novità più interessanti ereditate figurano anche un sensore del battito cardiaco aggiornato e un nuovo sensore SpO2, per mezzo del quale l’orologio è in grado di stimare la quantità di ossigeno presente nel sangue dell’utente.

    Presenti microfono e speaker, con i quali è possibile effettuare e ricevere chiamate per mezzo della connessione bluetooth al proprio telefono. Grazie alla quale è anche possibile avvalersi dell’assistente Google e, in futuro, di Alexa di Amazon.

    Il nuovo smartwatch di Skagen è disponibile a partire da questo mese in 3 diverse colorazioni (argento, grigio antracite e nero), al prezzo di 299 euro. Tutti i modelli in vendita saranno dotati del tipico bracciale in maglia d’acciaio per cui il brand è famoso o di cinturini in silicone e pelle. E saranno inoltre personalizzabili con tutti i cinturini e bracciali Skagen da 20 mm.

  • Venu 2 Plus e Vívomove Sport: i nuovi Garmin dal Ces di Las Vegas

    Venu 2 Plus e Vívomove Sport: i nuovi Garmin dal Ces di Las Vegas

    Inutile negarlo. Normalmente, quando si pensa agli orologi di Garmin, viene spontaneo immaginare sportwatch resistenti e un po’ ingombranti, ma con un Gps eccellente, un’ottima capacità di analisi e misurazione delle principali metriche, e una durata della batteria invidiabile. Garmin, tuttavia, da tempo sta facendo enormi passi avanti anche verso un pubblico differente, espandendosi oltre la nicchia di estimatori legati al mondo del fitness. E i due modelli Venu 2 Plus e Vívomove Sport, annunciati nei giorni scorsi dal produttore americano al Ces di Las Vegas, paiono avere tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo.

    Le funzioni innovative del Venu 2 Plus

    Il primo dei due modelli, il Venu 2 Plus è il successore del Venu 2, lanciato meno di un anno fa, la scorsa primavera. Rispetto al predecessore, l’innovazione principale è il supporto all’utilizzo della voce, attraverso l’introduzione di uno speaker e di un microfono. Il Venu 2 Plus consente così sia di ricevere ed effettuare chiamate direttamente dal polso, che di utilizzare uno qualunque degli assistenti vocali presenti sullo smartphone associato attraverso il bluetooth.

    Oltre a queste nuove funzionalità, Venu 2 Plus comprende ovviamente tutte le opzioni dedicate a fitness, benessere e salute già comprese nel modello “base”. Dal monitoraggio del sonno, dello stress e dell’energia al saturimetro – attraverso quella che è una delle feature bandiera del brand Garmin, la funzione Body Battery; fino alle 25 app dedicate ai tanti sport: ciclismo, corsa, pilates, yoga, arrampicata, escursionismo e tanto altro ancora.

    Dotato di display touchscreen, il Venu 2 Plus presenta una cassa da 43 mm, leggermente più piccola di quella del modello precedente (45 mm). La batteria garantisce, secondo quanto afferma Garmin, una durata di circa 9 giorni in modalità smart e di circa 8 ore in modalità GPS + musica. Non male, tanto che l’orologio si è aggiudicato uno dei premi CES 2022 Innovation Awards.

    Vívomove Sport

    Il secondo orologio presentato, il Vívomove Sport, è invece un nuovo modello ibrido entry-level di una linea, quella Vívomove, che è sempre stata elegante, ma anche abbastanza costosa. Ed è per questo motivo, da buon entry-level, che il Vívomove Sport intende abbinare il look tradizionale di un orologio analogico alle funzioni smart sempre più necessarie per stare al passo con gli impegni quotidiani.

    Offre quindi un display touchscreen nascosto, solo nella metà inferiore dello schermo (che si accende quando occorre, mentre le lancette si spostano quando si interagisce con il touchscreen). Opta per un quadrante cooodinato al cinturino in silicone, visto il target più casual cui è destinato; e per la localizzazione geografica si affida al Gps dello smartphone cui è associato.

    Presenti invece direttamente nell’orologio la misurazione di passi, qualità del sonno, stress e livelli di energia. Il Vívomove Sport offre anche metriche dettagliate per molteplici sport, con app precaricate per yoga, camminata, attività cardio e respirazione, solo per citarne alcune. Non eccelsa ma nemmeno disprezzabile la durata della batteria, che si aggira attorno ai 5-6 giorni di uso.

    I prezzi

    Declinato in 4 versioni (grigio/argento, all black, bianco/oro, nero/marrone), il Venu 2 Plus è già disponibile a un prezzo consigliato al pubblico di 449,99 euro; mentre il Vívomove Sport, anch’esso in 4 colorazioni (menta, nero, cacao, avorio), è in vendita a un prezzo consigliato al pubblico di 179,99 euro.

  • Galaxy Watch4 (anche Classic), la IV generazione di smartwatch Samsung

    Galaxy Watch4 (anche Classic), la IV generazione di smartwatch Samsung

    Novità sostanziali quelle presentate da Samsung per la linea Galaxy Watch, di cui è stata annunciata recentemente la quarta generazione. Galaxy Watch4 e Galaxy Watch4 Classic, questi i nomi dei due nuovi dispositivi del produttore coreano, sono infatti i primi smartwatch a includere il sistema operativo Wear OS 3 di Google. Che per l’occasione è stato ampiamente personalizzato e ribattezzato Wear OS Powered by Samsung.
    In virtù della collaborazione con Google, la nuova piattaforma di Samsung coniuga l’ecosistema e le applicazioni della Grande G a un’interfaccia utente, la One UI Watch, più intuitiva, fluida e semplice da usare.

    Caratteristiche essenziali

    A supportare la nuova esperienza d’uso concorrono una serie di miglioramenti intervenuti a livello tecnologico. Ad esempio un processore migliorato, display più nitidi (con una risoluzione che raggiunge i 450×450 pixel) e una maggiore quantità di memoria RAM. Il nuovo processore, il primo da 5 nanometri usato in un device della serie Galaxy Watch, offre prestazioni sensibilmente migliori rispetto ai modelli precedenti, soprattutto nel comparto grafico. E con 16 Gb di memoria, lo spazio di archiviazione è sufficiente per scaricare e archiviare le proprie app, musica e foto preferite.

    Da sottolineare anche la presenza del nuovo sensore 3-in-1 BioActive, che consente di tenere contemporaneamente sotto controllo analisi ottica della frequenza cardiaca, analisi elettrica del cuore e, infine, dell’impedenza bioelettrica. Così gli utenti possono monitorare la pressione del sangue, rilevare una fibrillazione atriale irregolare, misurare i livelli di ossigeno nel sangue e, per la prima volta, persino calcolare la propria composizione corporea.

    Numerose le funzionalità per il benessere presenti nel Galaxy Watch4 e nel Galaxy Watch4 Classic. Che comprendono con un’ampia gamma di allenamenti guidati, sfide di gruppo con amici e familiari, e persino la possibilità di approntare una “palestra domestica”, collegando gli orologi al proprio televisore Samsung.

    Nonostante le numerose migliorie dal punto di vista hardware, potenzialmente energivore, Samsung dichiara per entrambi i nuovi prodotti un’autonomia di circa 40 ore. Il supporto alle tecnologie di ricarica veloce consente inoltre di ottenere rapidamente ulteriore energia; e infatti con 30 minuti di ricarica si ottengono fino a 10 ore di batteria.

    Disponibilità e prezzi

    Già pre-ordinabili online, Galaxy Watch4 e Galaxy Watch4 Classic saranno in vendita dal 27 agosto. Come i nomi lasciano intuire, il Galaxy Watch4 è il modello più sportivo, mentre Galaxy Watch4 Classic è la versione più elegante, anche grazie a una ghiera interattiva in acciaio inossidabile.

    Galaxy Watch4 sarà disponibile nei formati 40 mm e 44 mm, a partire da 269 euro per le versioni Bluetooth e 319 euro per i modelli dotati anche di connettività telefonica Lte. Al lancio, la versione da 40 mm sarà declinata nelle colorazioni nero, argento (in esclusiva su Samsung.com) e oro rosa; la versione da 44 mm sarà invece in nero, argento (in esclusiva su Samsung.com) e in un sofisticato verde.

    Galaxy Watch4 Classic sarà disponibile invece a partire da 369 euro per le versioni Bluetooth e 419 euro per i modelli Lte, nelle varianti da 42mm e 46 mm in tonalità black e silver.

  • Apple Watch. La storia degli orologi elettronici – Sesta uscita

    Apple Watch. La storia degli orologi elettronici – Sesta uscita

    Apple non ha avuto fretta a entrare nel mondo degli orologi digitali. L’azienda di Cupertino, nel 2013 (a due anni dalla scomparsa di Jobs), credeva poco agli smartwatch. Così ha atteso oltre dodici mesi dopo la discesa in campo del primo Galaxy Samsung prima di far uscire l’Apple Watch. Nel 2015 Wired pubblicò i retroscena accaduti nei labs californiani durante lo studio, con fasi di progettazione e uscita sul mercato avvenute al rallenty. Curioso conoscere cosa sia successo. Ecco gli antefatti.

    All’inizio era un iPhone col velcro

    È saltato fuori che il primo prototipo dell’Apple Watch altro non era che un iPhone legato al polso dei progettisti con un velcro. Semplice il motivo: il software era pronto con tanto di sistema operativo, mentre i designer non sapevano ancora come e dove inserire l’elettronica. Fu allora che Jonathan Ive prese in mano le redini della situazione. Studiò a fondo storia dell’orologeria e sistemi di misura del tempo. Soprattutto trovò la risposta al perché Apple dovesse entrare in questo nuovo mercato: «Come valida alternativa per quelli che non amavano tenere in tasca un telefonino», ma preferivano avere le informazioni direttamente al polso. Così il 9 settembre 2014 Apple svelò la prima serie, giunta sul mercato a gennaio dell’anno successivo. Prezzo: 349 dollari.

    Nasce la corona digitale

    L’Apple Watch, progettato come un “unicum”, era dotato dell’innovativa Digital Crown, una corona posta superiormente sul lato. Un uovo di Colombo, non adottato dagli altri costruttori orientali. Il motivo della scelta? Scorrere, zoomare e navigare senza coprire il display Retina con il dito. Un’originale trovata del team di Ive. Non solo. Integrava già l’innovativo sistema di pagamento elettronico Apple Pay. Il quadrante con tre cerchi colorati indicava calorie bruciate e minuti di intensa attività. Insomma, il  primo chiaro segnale dell’interesse per un dispositivo da polso dedicato alla salute. Unico neo, mancava il Gps.

    In quattro anni Apple batte gli orologiai svizzeri

    Da quel momento ogni anno venne presentato un nuovo modello con aggiornamenti del sistema operativo WatchOS. E nuove caratteristiche tecniche: l’introduzione del Gps, cassa resistente all’acqua, connessione a telefonino e applicazioni. Ma soprattutto il proseguo sulla strada di wellness e salute con l’arrivo di un nuovo cardiofrequenzimetro. Tutto questo ha portato Apple in vetta alla classifica dei produttori, con modelli delle Special Edition, vedi Hermès, con prezzo oltre 1700 euro. Fino ad arrivare al 2019. Anno storico della svolta. Per la prima volta la vendita di 30,7 milioni di Apple Watch ha battuto l’intero settore dell’orologeria svizzera che segnava in totale “solo” 21,1 milioni di pezzi. 

    Numeri impressionanti, sì – ma da prendere con le pinze. Perché in realtà l’Apple Watch e il mercato degli smartwatch non disturbano più di tanto l’industria elvetica delle lancette (soprattutto l’alto di gamma). Che si basa su principi opposti: l’uno è improntato all’obsolescenza tecnologica, l’altra mira a sfidare i secoli. L’orologeria svizzera si rivolge a un pubblico differente. Questione di cultura, di interessi, di passioni differenti: chi apprezza gli orologi meccanici, specialmente di un certo prezzo, cerca ben altro. La pretesa concorrenza dell’elettronica con l’orologeria svizzera quindi è un’idea del tutto falsa. Semmai la concorrenza è con l’orologeria elettronica giapponese: un contesto ben diverso, in cui la sola Citizen vende oltre 450 milioni di pezzi all’anno. Ma andiamo oltre.

    Apple Watch serie 7 cambierà vestito

    Come da tradizione il prossimo settembre uscirà il nuovo Apple Watch 7. E sette sarà l’anno della svolta. I rumors sui cambiamenti non mancano. Il primo riguarda il design. A sei anni dalla nascita gli angoli smussati che lo hanno caratterizzato fino a oggi saranno sostituiti da una cassa squadrata. Minimal. Si ipotizza poi un ulteriore passo avanti in termini di salute. Potrebbe integrare un sensore in grado di misurare glicemia e tasso alcolemico. Due parametri fondamentali per chi soffre di diabete e ha il vizietto di “alzare troppo il gomito”. Se queste novità fossero confermate, l’azienda di Tim Cook compirà una forte accelerazione per distanziare i concorrenti. Riprenderla sarà difficile.

    Nella prossima uscita: i migliori orologi digitali di sempre

  • Smartwatch. La storia degli orologi elettronici – Quinta uscita

    Smartwatch. La storia degli orologi elettronici – Quinta uscita

    Dopo i tentativi iniziali del 2010 esce il primo smartwatch. Made by Samsung, scatta foto e prende appuntamenti

    Nel secondo decennio del 2000 arriva il web 3.0. Così, dopo l’internet 2.0 dei social è l’ora dello Iot (Internet of things), l’internet degli oggetti. Una rivoluzione hi-tech destinata a pervadere, assieme alla nuvola informatica del Cloud computing, ogni aspetto della vita quotidiana. Il mondo degli orologi elettronici non poteva rimanere indenne a questi mutamenti, così all’Ifa di Berlino nel settembre 2013, Samsung presenta il primo smartwatch.

    Orologio con fotocamera alla James Bond

    Galaxy Gear il nome scelto dal colosso coreano, da subito in vendita a 299 euro in 140 paesi del mondo, Italia inclusa. Come giornalista l’ho provato tra i primi. Ecco le impressioni. Cassa in acciaio minimal con display a colori da 1,6 pollici Super Amoled. Chiara lettura dei messaggi in arrivo e scorrimento del testo come in un normale touch screen. Progettato per vivere in simbiosi col telefonino, grazie all’app, scambiava dati e notifiche via Bluetooth. Scopro subito che il microfono vivavoce lo hanno posizionato sulla clip di chiusura, basta appoggiare il polso vicino all’orecchio. Operazione un po’ goffa e complessa da compiere in ambienti rumorosi.

    A stupirmi però è la micro-fotocamera da 1,9 Megapixel sul cinturino. Un gadget che trasformava il Galaxy Gear in action camera alla James Bond, per scattare foto e registrare video fino a 15 secondi. Funzionava anche da telecomando per selezionare brani musicali. Il tutto gestito dal sistema Tizen, proprietario Samsung. Nel 2014 l’azienda coreana mette in vendita il rettangolare Fear Fit, con misuratore di passi e pulsazioni cardiache. Due modelli degni precursori di una lunga serie di smartwatch, migliorati in autonomia e funzioni d’uso. Fino all’odierno Watch 3.

    Lo smartwatch come personal trainer da polso

    Nello stesso periodo Fitbit, neonata startup californiana, ha l’intuizione che lo smartwatch possa andare oltre all’estensione del telefonino. Nascono quindi i primi modelli fitness. Merito dell’accelerometro: un sensore in grado di rilevare gli spostamenti, dunque contare passi e movimenti di chi lo indossa. Tra i primi a vedere la luce Fitbit One: un tracker non da polso, bensì da portare tramite clip su calzoni e indumenti.

    Seguono i primi Flex e Charge da mettere al polso con cinturino plastico. Fino all’avvento nel 2015 di Pure Pulse, lo smartwatch che apre la strada dei dispositivi per la salute. Quella serie felice di orologi health in grado di misurare le pulsazioni e la qualità notturna del sonno. Modelli prodotti fino allo scorso autunno, in piena pandemia, con Fitbit Sense. Ed ecco che, dopo il personal trainer, arriva il “medico digitale da polso” capace di tenere sotto controllo attività cardiaca e saturazione del sangue. Come Huawei Watch Fit, con ben 10 giorni di autonomia.

    La guerra del software

    A questo punto la sorte degli smartwatch si sposta sulla scelta del sistema operativo da mettere a bordo. È Google a fiutare il business dei dispositivi indossabili: e nel 2014 lancia Android Wear, seguito negli anni da Wear Os. Allora produttori come Motorola e la stessa Samsung, trovando pronto il “motore”, si lanciano su design e “carrozzeria”.

    Seguono finalmente i grandi dell’orologeria. Che non possono perdere il treno digitale e mettono sul mercato i loro primi esemplari connessi. La tendenza è trasversale: escono allo scoperto marchi famosi come Tag Heuer, Hublot, Montblanc, Louis Vuitton, Fossil, Emporio Armani, Hugo Boss e numerosi altri. Per ora, fra tutti questi attori, manca la “Mela morsicata” di Cupertino. Ma non ci siamo dimenticati di Apple: ne parleremo diffusamente nella prossima puntata.

    Nella prossima uscita: scende in campo l’Apple Watch

  • Mi Watch Lite. I pro e i contro dello sportswatch economico di Xiaomi

    Mi Watch Lite. I pro e i contro dello sportswatch economico di Xiaomi


    Xiaomi è un brand sempre più noto, sia sul mercato globale che in Italia. Fondata nel 2010 dall’imprenditore Lei Jun, l’azienda cinese opera nel campo dell’elettronica di consumo, con una strategia che vede affiancare all’utilizzo di hardware di ultima generazione, e discreta fattura, una politica dei prezzi molto aggressiva. Oltre che nel settore dell’elettronica, il marchio asiatico produce anche elettrodomestici, borse, scarpe e molti altri prodotti. Facile immaginare che, presto o tardi, si sarebbe cimentata anche nella produzione di sportswatch a basso costo.
    Ed è stato proprio uno sportswatch il Mi Watch Lite, il primo degli orologi in vendita nel nostro Paese, al netto delle smartband sportive della fortunata serie Mi Band e degli orologi prodotti dall’azienda partner Amazfit. Ho avuto la possibilità di testarlo a lungo, complice la pandemia che in questi ultimi mesi ha reso più difficili spostamenti ed allenamenti fuori casa. Ecco le mie impressioni.

    Prezzo, confezione, specifiche

    Trattandosi di Xiaomi, un brand noto per praticare prezzi decisamente abbordabili, partiamo proprio da questo dettaglio. Il Mi Watch Lite ha un prezzo di listino di 69,99 euro, nelle 3 colorazioni black, navy blue e beige. Online è possibile trovarlo anche a prezzi inferiori, attorno ai 50 euro.
    La confezione è essenziale ma completa, in pieno stile Xiaomi. E contiene la cassa dell’orologio, un cinturino, il manuale utente, e un dock di ricarica dedicata, molto solida e discretamente comoda, dal momento che quando il dispositivo è connesso a essa, entra in modalità “orologio da scrivania”.

    Il Mi Watch Lite, come è lecito aspettarsi da queste premesse, è un orologio molto semplice e lineare per stile e specifiche. La cassa rettangolare è realizzata in plastica, con angoli arrotondati e un pulsante laterale per accendere/spegnere il dispositivo e per accedere al menu di controllo delle varie funzionalità disponibili. L’utilizzo della plastica contribuisce a mantenere leggero il peso dell’orologio, di poco superiore ai 30 grammi. Anche il cinturino è in silicone; sebbene non sia in un formato standard, sono già disponibili, online, le alternative per chi volesse cambiare il look del proprio dispositivo.

    Per quanto concerne le specifiche, Mi Watch Lite è dotato di un discreto display Tft da 1,4’ con una risoluzione di 320×320 pixel; sensore Gps-Glonass per il rilevamento della posizione in tempo reale, sensore per la misurazione della frequenza cardiaca e connettività Bluetooth 5.0. Sono invece assenti, purtroppo, Wi-Fi ed Nfc. Come facilmente prevedibile, trattandosi di un modello di fascia “lite”, mancano anche speaker e microfono con cui effettuare chiamate telefoniche o servirsi di comandi vocali. A supportare il funzionamento del Mi Watch Lite una batteria da 230 mAh, che fornisce energia sufficiente per 9-10 giorni, se non si utilizza il Gps.

    Software: funzionalità…

    Diciamo subito che il software presente sul Mi Watch Lite lascia un po’ l’amaro in bocca. Non tanto per la mancanza di funzionalità: le principali feature che ci si aspetta da un orologio simile ci sono tutte o quasi; quanto per la scarsa attenzione prestata alla interfaccia utente dell’orologio, sin troppo semplice per quel che concerne grafica e interazione con l’utente. In particolar modo, quello che colpisce è come la user interface sia priva di animazioni, rendendola un po’ simile a quello dei primi sportswatch.

    Fortunatamente, è comunque possibile sostituire i quadranti, scegliendo tra le 5 watchface già presenti sull’orologio, o scaricandone ulteriori 120 dall’app di Xiaomi. Scorrendo il display in senso orizzontale è possibile accedere ad alcune sezioni riguardanti la frequenza del battito cardiaco, la qualità del sonno, le previsioni meteorologiche, le calorie bruciate e il controllo del lettore musicale. Scorrendo il display verso l’alto, invece, si visualizzano numerosi comandi rapidi, con cui è possibile attivare/disattivare la modalità “non disturbare” o l’accensione del display per mezzo del movimento del polso.

    Cambiando ancora una volta direzione e scorrendo, invece, verso il basso, si accede all’area dedicata alle notifiche. Perfettamente funzionante grazie alla possibilità di decidere quali app presenti sul proprio smartphone possono utilizzarla o meno. Apprezzabile il fatto che siano supportate le emoji, mentre purtroppo, perlomeno allo stato attuale, non è possibile rispondere ai messaggi, nemmeno per mezzo di frasi predefinite.

    …e app del Mi Watch Lite

    Ultimo menu, ma non certo per questo meno interessante, è quello delle applicazioni, cui si accede attraverso la pressione del tasto fisico dell’orologio. Subito presenti quelle dedicate alla misurazione dell’attività fisica, con 11 differenti modalità di allenamento: corsa all’aperto, tapis roulant, ciclismo all’aperto, nuoto libero, attività a corpo libero, nuoto in piscina, cricket, trekking, corsa trail, camminata e cyclette. La scelta sembra privilegiare i runner, mentre purtroppo mancano altri sport, quali il calcio, il tennis, il basket, eccetera.

    Tra le altre app presenti, spiccano quelle per il riepilogo degli esercizi effettuati, lo stato di attività del giorno, la misurazione puntuale del battito cardiaco (ma si può tranquillamente attivare la rilevazione durante tutto il giorno) e la possibilità di avviare sessioni di respirazione. Abbiamo poi tutta un’altra serie di utility: cronometro, timer, sveglia, bussola, pressione atmosferica, controllo musicale, meteo e trova smartphone.

    Conclusioni

    Xiaomi ha scelto di affrontare per la prima volta il mercato italiano con uno smartwatch economico adatto a tutte le tasche ma allo stesso tempo dotato di caratteristiche abbastanza interessanti. In primis la presenza del GPS, a cui affianca una gestione discreta delle notifiche e una buona autonomia. Trattandosi di un modello lite, tuttavia, alcune funzionalità presenti sono un po’ troppo basilari, quando non addirittura assenti. Abbastanza rilevante, soprattutto in questi tempi di pandemia, la mancanza della possibilità di calcolare l’ossigenazione del sangue. La speranza, certamente, è che il saturimetro possa essere introdotto in un secondo modello, magari con un aggiornamento del firmware dell’orologio.

    A un aggiornamento dell’app Xiaomi Wear, invece, è appesa la speranza di potere sincronizzare i nostri dati con l’account Google personale. Assenza, questa, davvero penalizzante, per chi intende fare un uso più sportivo del dispositivo e si trova invece nell’impossibilità di gestire i dati dei propri allenamenti.

  • Ces 2021. Fossil Group annuncia una nuova line-up di smartwatch

    Ces 2021. Fossil Group annuncia una nuova line-up di smartwatch

    Novità per gli smartwatch di Fossil Group dal Ces 2021 di Las Vegas, da poco concluso. Il colosso texano ha infatti confermato la propria volontà di mantenere in vita, praticamente da solo, il sistema operativo Wear OS, che langue in attesa di sapere quali sono i piani di Google dopo l’acquisizione di Fitbit. Tre i nuovi modelli presentati al pubblico.

    Il sistema Lte di Fossil

    Fra le news di Fossil Group al Ces 2021, in primo piano c’è sicuramente il Fossil Gen 5 Lte. Come è facile intuire dal nome, si tratta di uno smartwatch dotato di connettività Lte, una novità per gli orologi del produttore. Realizzato a partire da una piattaforma tecnologica ben rodata, anche se non più nuovissima, il Gen 5 Lte sarà disponibile negli States a partire dalla prossima primavera, mentre ancora non è dato sapere se raggiungerà i nostri lidi.

    Con la cassa in acciaio nelle due colorazioni nero oppure oro rosa, e il display digitale touchscreen da 1,3”, offre funzionalità quali frequenza cardiaca, Nfc, Gps, altimetro, accelerometro, giroscopio, luce ambiente, microfono, altoparlante. La durata della batteria è maggiore di 24 ore (in base all’utilizzo), più giorni in modalità estesa. Ed è fornito di cinturino intercambiabile.

    Michael Kors al Ces 2021

    Anche la seconda novità di Fossil Group presentata al Ces è un Wear OS. Cambiano però marchio e pubblico di riferimento. Il Michael Kors Access Gen 5E non è equipaggiato con connettività Lte ma è comunque dotato di tutte le caratteristiche essenziali, tra cui la possibilità di monitorare benessere e salute, uno speaker per le chiamate via Bluetooth e la capacità di effettuare pagamenti contactless servendosi del modulo Nfc integrato.

    In questo caso il display digitale touchscreen è da 1,19”. Due le versioni disponibili: il Michael Kors Access Gen 5E Darci, della collezione bestseller, progettato con un design alla moda; e il più sportivo Michael Kors Access Mkgo, con cinturino in silicone e cassa in alluminio. La durata della batteria è di 36 ore, oppure di una settimana in modalità orologio.

    L’ibrido di Skagen

    Ultimo ma non per questo meno interessante, lo Skagen Jorn Hybrid Hr. Si tratta, anche in questo caso è facile capirlo dal nome, di uno smartwatch ibrido, ossia con un aspetto da orologio classico ma dotato della tecnologia necessaria a notificare la ricezione di allerte e messaggi. Declinato in varie colorazioni e misure, ha la batteria che promette una durata di oltre due settimane e il plus della ricarica rapida (in 50 minuti raggiunge l’80 per cento).

    Disponibile sempre a partire dalla primavera, il Jorn Hybrid HR si caratterizza per l’utilizzo di un display da 27.9 mm e-ink, la stessa tecnologia impiegata dai lettori di ebook, caratterizzata da un’ottima visibilità alla luce solare. Visualizza informazioni di vario tipo, quali i passi compiuti, le attività sportive e gli allenamenti eseguiti, la frequenza cardiaca e, come scritto sopra, le notifiche dello smartphone connesso.

  • Hublot Big Bang e, un caleidoscopio da polso

    Hublot Big Bang e, un caleidoscopio da polso

    Dimenticate i tradizionali quadranti. Perché l’Hublot Big Bang e una volta indossato si trasforma in un “caleidoscopio da polso”. In cui personalizzare a piacere i minischermi, come siamo abituati a fare su telefonini e tablet, con tanto di rappresentazione di opere artistiche. Roboante e significativo il nome scelto per la collezione dalla maison svizzera (fondata quarant’anni fa da Carlo Crocco e oggi parte di LVMH). Ricorda il grande boom cosmico che ha dato inizio ai primi istanti di vita dell’universo.

    Hublot fa lo stesso con questo orologio connesso, erede dell’iconico modello meccanico lanciato nel 2005. Ho avuto il piacere di provarlo ed ecco le mie osservazioni. Prima sorpresa la confezione. Uno scrigno all black con apertura a cerniera. All’interno tre scomparti: uno per l’orologio appoggiato su un morbido cuscinetto, gli altri per i dispositivi di carica wireless. 

    La prova sul campo

    Ripercorrendo il motto “l’arte della fusione”, Hublot affianca a materiali tecnicamente avanzati – come ceramica e titanio – le ultime novità hi-tech del mondo digitale. E una volta acceso, la potenza del nuovo nato si percepisce all’istante.

    L’Hublot Big Bang e è un modello sofisticato, composto da 42 componenti. Oltre metà riservati al K module, la gabbia protetta dove trova posto il cuore digitale dell’orologio: processore, dispositivi elettronici di trasmissione e memoria inclusi. Il vetro è in zaffiro antigraffio, il cinturino in caucciù con sistema di aggancio/sgancio rapido One Click.

    Come prima operazione ho scaricato sullo smatphone Wear OS, il sistema operativo Google che gestisce connessione e funzioni dell’Hublot Big Bang e. A questo punto bisogna trasferire contatti e appuntamenti all’orologio, e duplicare Gmail. Lo smartwatch è pronto. Ogni operazione, comprese ricerche vocali e pagamenti, vengono gestite da Google che seguirà ogni secondo. Sono inclusi il calendario perpetuo con tanto di fasi lunari e il secondo fuso orario.

    Hublot Big Bang e: pro e contro

    La nota stonata delle prove riguarda le operazioni di messa a punto iniziali – da farsi, per fortuna, una sola volta. Dunque armatevi di pazienza al momento della connessione con lo smartphone, specie per scaricare i quadranti aggiuntivi. Perché tra menu e sottomenu non è semplice districarsi nelle selezioni. E le mini icone da cliccare non aiutano certo, vista la dimensione ridotta. Però la fatica viene ripagata dalla qualità e dalla brillantezza dei colori di sfondo della home page.

    Mentre ho apprezzato in particolare la scelta dei nuovi quadranti d’autore. Fanno parte dell’hashtag #HublotLovesArt, con una serie di otto screensaver multicolori dell’artista Marc Ferrero. Cambiano soggetto ogni tre ore, seguendo otto quadri di storytelling art. Invece ogni ora viene aggiunta un’animazione grafica di cinque secondi.

    Tiriamo le somme

    E per quanto riguarda i prezzi di questo top di gamma? Il nuovo smartwatch Hublot è disponibile in due versioni, differenti per il materiale della cassa da 42 millimetri e della lunetta: Black Ceramic nero costa 5.700 euro; un po’ meno, attestato a 5.100 euro, Titanium.

    Entrambe le versioni sono in vendita con il cinturino in caucciù strutturato a righe, nero, ma in alternativa sono disponibili numerose varianti di colore abbinate ai quadranti firmati Ferrero. Perché, come tutti i Big Bang, anche questo è equipaggiato dal sistema di intercambiabilità One Click, dunque può montare tutti i cinturini della serie.

    Tirate le somme alla fine delle prove, il mio giudizio sul nuovo nato dei mastri orologiai di Nyon non può che essere positivo. Direi più che lusinghiero. 

  • Apple Watch Series 6, un dottore al polso

    Apple Watch Series 6, un dottore al polso

    Non chiamatelo semplicemente orologio. Perché la funzione di indicare il tempo è l’ultima nell’infinito elenco di operazioni integrate all’interno della cassa. Parliamo dell’Apple Watch Series 6, l’ultimo nato nella casa della Mela. I progettisti di Cupertino hanno pensato in primis a inserire applicazioni rivolte a salute e benessere. Dunque lo smartwatch diventa un “dottore da polso” in grado di registrare pulsazioni, pressione e rilevazione di CO2, diventato un parametro vitale al tempo di Covid, per rilevare la saturazione sanguinea. Quella che indica lo stato di salute dei nostri polmoni.

    Apple Watch Series 6: wellness prima di tutto

    Andiamo con ordine, dando uno sguardo alle caratteristiche salienti. La cassa da 44 o 40 millimetri ha lo schermo luminoso in tecnologia Retina, il che significa buona visibilità anche in presenza di luce incidente. La durata della mini-batteria, viste le molteplici funzioni implementate, consente di arrivare a fine giornata, anche se Apple nelle specifiche garantisce solo 18 ore d’uso. La buona notizia riguarda la carica veloce: in una sola ora riporta le potenzialità energetiche al 100 per cento.

    Ma veniamo alle novità. Già nella versione dello scorso anno Apple Watch Series 5 era in grado di misurare pulsazioni cardiache e pressione. Adesso l’elettrocardiogramma diventa più preciso ed è implementata la nuova funzione Blood Oxygen. Con la misurazione della saturazione CO2 del sangue, il sistema può essere attivato in modo diretto oppure in modalità automatica, ad esempio nei periodi di sonno.

    Per farlo Apple Watch Series 6 impiega quattro gruppi di Led e fotodiodi posizionati sul cristallo posteriore. Sono loro a misurare la luce riflessa della circolazione sanguigna. Per elaborare i dati l’azienda della Mela masticata utilizza un algoritmo sviluppato ad hoc in grado di misurare la percentuale (dal 70% al 100%) di ossigeno. Dunque la bontà con cui respiriamo. A gestire tutte le funzioni è il nuovo sistema operativo Watch OS7. Per quanto riguarda i prezzi si parte da 439 euro per la versione Gps fino a 539 euro per quella Lte.

    Tutti i modelli si personalizzano

    Seguendo lo stile imposto da Steve Jobs, ogni  Apple Watch Series 6 si personalizza secondo i desiderata del cliente. Dando vita a centinaia di combinazioni. A partire da casse e cinturini: le prime disponibili in colore blu, grigio siderale e alluminio oro; mentre i modelli in acciaio prevedono grafite con finitura lucida. Nascono anche due cinturini ultraleggeri: Solo Loop disponibile in silicone morbido e filo intrecciato, con taglie e lunghezze di varie dimensioni; e poi Leather Link che si avvolge al polso con agganci magnetici sagomati.

    Per chi non si accontenta e vuole distinguersi, Hermès offre gli eleganti cinturini Simple o Double Tour in pelle Swift. A disposizione otto colori originali: si va dal bambou, al rouge piment o anemone. La fibbia in acciaio inossidabile ricorda quelle usate per fissare le selle dei cavalli: un richiamo alle origini del marchio legate al mondo dell’equitazione. Si ordinano direttamente online a 369 euro.

  • Bangle.js, lo smartwatch  open source per smanettoni

    Bangle.js, lo smartwatch open source per smanettoni

    Un orologio, anzi uno smartwatch decisamente differente, questo Bangle.js di cui parliamo oggi. Diverso nella filosofia che lo ha visto nascere, quella del software open source, libero e privo di costi e copyright. Differente nella scelta di non utilizzare materiale troppo costoso, per mantenere il più basso possibile il prezzo. Diverso nella catena produttiva, che parte dal basso, dagli sforzi di una singola persona: lo sviluppatore britannico Gordon Williams, estremamente noto tra gli appassionati di elettronica e tecnologia “in miniatura”. E diverso, infine, nella scelta di non servirsi di un sistema operativo o di applicazioni preconfezionate, per lasciare invece agli utenti la possibilità di crearsene di proprie, attraverso il medesimo linguaggio con cui si sviluppano le pagine di un sito web. Insomma, il Bangle.js è il paradiso per gli smanettoni e gli hobbisti di tecnologia. Un paradiso in formato tascabile, fattosi orologio.

    Aspetto ed estetica

    Come già detto in precedenza, i materiali con cui è realizzato il Bangle.js non sono certamente lussuosi. Lo smartwatch è interamente realizzato in plastica, ha un diametro importante, di circa 50 mm, e si presenta con la cassa rotonda e l’anello della lunetta in acciaio inossidabile. È certificato con il grado di protezione IP68 (impermeabile all’acqua fino a un’atmosfera e resistente alla polvere); e dunque può anche essere bagnato dall’acqua dolce.

    Va subito detto: non si tratta di un dispositivo adatto a chi ha i polsi sottili, nonostante i numerosi fori presenti sul cinturino in gomma. Cinturino che, occorre dirlo, è integrato alla cassa dell’orologio. Una scelta purtroppo un po’ poco pratica: nonostante la resistenza, in caso di rottura potrebbe non essere facile sostituirlo. Anche la confezione, un monolite nero dallo stile minimalista, è abbastanza parca. Al suo interno trovano posto, infatti, solamente l’orologio e un cavo di ricarica USB con aggancio magnetico.

    L’idea del Bangle.js 

    Apparso inizialmente come idea su Kickstarter, la piattaforma web più utilizzata da chi cerca fondi per i propri progetti creativi, il Bangle.js ha raccolto in breve tempo numerosi consensi tra sviluppatori e programmatori; tant’è che è arrivato a centrare l’obiettivo necessario alla realizzazione in sole 5 ore. Certo, il fatto di essere stato concepito da Gordon Williams ha influito certamente sul suo successo. Già autore di compilatori e software di grafica 3D per varie aziende (tra cui Nokia), Williams di recente si è dedicato alla progettazione di hardware e software molto apprezzati dagli appassionati di tecnologia.

    Le specifiche tecniche

    All’interno del Bangle.js, cuore dell’intero sistema, una CPU ARM Nordic nRF52832, una piattaforma economica per contenere i costi – coerente con l’impostazione generale. Queste le caratteristiche: 64kB di RAM, 512kB di ROM, 4MB di storage; la batteria da 350 mAh, secondo quanto dichiarato dal produttore, dovrebbe garantire circa una settimana di funzionamento in stand-by. Non possono ovviamente mancare, in un dispositivo di questo genere rivolto a una ben precisa nicchia di appassionati, tutti i sensori del caso: cardiofrequenzimetro, accelerometro, bussola. Presente anche un ricevitore GPS/Glonass. Insolita la scelta del display, grande 1,3 pollici ed equipaggiato con due aree touch: è quadrato, nonostante la forma circolare dell’orologio.

    Il software

    A un hardware già rodato e pronto, Bangle.js affianca una “anima software” quasi da scatola di bricolage nella sua accezione più positiva: ancora in divenire e in gran parte da realizzare con le proprie mani, quando ciò non fosse stato già fatto da altri utenti. Non per nulla, lo ricordiamo, si tratta di uno smartwatch per informatici. La piattaforma su cui questi ultimi possono dare vita alle proprie idee si chiama Espruino; è stata realizzata sempre da Gordon Williams e consente di programmare l’orologio in Javascript. Cioè con molti dei medesimi strumenti di cui normalmente ci si serve per realizzare pagine web interattive.

    Una scelta che ha portato alla nascita di una comunità indipendente di creatori di applicazioni abbastanza prolifica, che ha già realizzato svariati giochi e utilities (circa 150). Una delle più importanti consente di sincronizzare i dati dell’orologio con quelli di uno smartphone Android. Non mancano però anche programmi più “frivoli”: tipo quadranti per l’orologio, cloni di Tetris, misuratori della frequenza cardiaca e del sonno, contapassi eccetera.

    Il Bangle.js in sintesi

    Se confrontato con modelli di produttori più blasonati quali Amazfit, Huawei, Samsung o Apple, ovviamente il Bangle.js non riesce a stare al passo. Non che questa sia mai stata la sua intenzione. Si tratta di un orologio per hobbisti e appassionati di elettronica, come ripetuto più volte. E il fatto che possa essere usato bene anche nella vita di tutti i giorni, è piuttosto un piacevole effetto collaterale.

    Chi lo volesse acquistare, anche solo per la curiosità di possedere uno orologio “differente”, lo può fare, al prezzo di circa 80 euro, direttamente dallo store online del suo creatore. Le app ovviamente sono gratis.