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Tissot Seastar 2000: prezzo pop e specifiche da alto di gamma

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Mi ha sempre colpito “l’orologeria democratica” di Tissot. E con “orologeria democratica” intendo la capacità di proporre esemplari dai prezzi accessibili, ma con caratteristiche tecniche che di solito si trovano nei segmenti di mercato di fascia alta. Il merito va alle economie di scala del Gruppo Swatch, certo, sinergie di cui beneficia anche Tissot. Ma il punto è che mi ci imbatto periodicamente e ogni volta rimango piacevolmente stupita. Non perché sia una sprovveduta, ma perché la casa di Le Locle spesso e volentieri alza l’asticella. Lo abbiamo già visto nell’evoluzione dell’entry-level del Tissot Gentleman 38 mm. E lo vediamo ancora nel nuovo Tissot Seastar 2000 Professional, che riduce il formato del subacqueo professionale già in catalogo e ne mantiene tutte le peculiarità.

Il Tissot Seastar 2000 da 46 mm e i test delle norme ISO 6425

Uscito nel 2021, il Tissot Seastar 2000 ha la cassa di 46 mm di diametro (uso il tempo presente perché è ancora in produzione) e gli elementi distintivi di uno strumento studiato per immersioni in saturazione. Vale a dire: impermeabilità fino a 60 atm, valvola di decompressione, un affidabile movimento Powermatic 80 con spirale in Nivachron e i tanti requisiti strutturali richiesti dalle norme ISO 6425 che definiscono proprio gli standard internazionali per gli orologi subacquei professionali. Riassumo qui, in breve, almeno quelli principali, per chi se li fosse dimenticato o non sapesse proprio di cosa sto parlando. Insieme ai test di laboratorio cui gli orologi devono essere sottoposti per garantire la conformità agli standard.

La resistenza costruttiva della cassa, prima di tutto, che deve poter sopportare pressioni elevate senza deformarsi o indebolirsi. E deve anche essere fornita di corona e fondello serrati a vite, per una perfetta tenuta stagna. La ghiera girevole unidirezionale, per evitare rotazioni accidentali, con scala dei minuti dalle indicazioni chiare dei 5 minuti per monitorare il tempo di immersione. Ancora, una completa visibilità al buio: quadrante, lancette e indicazioni sulla lunetta devono essere leggibili a una distanza di 25 cm nell’oscurità totale. Un indicatore di marcia: la lancetta dei secondi deve essere luminescente per confermare a colpo d’occhio che l’orologio sta funzionando correttamente anche al buio.

La normativa prevede quindi anche le “prove sul campo”. Esami severi come la sovrapressione del 25%: l’esemplare cioè deve resistere a una pressione idrostatica superiore del 25% rispetto a quella dichiarata. Se è garantito per 60 atm, in realtà è testato in realtà a 75 atm. Oppure lo shock termico: immerso alternativamente in acqua calda (circa 40°C), fredda (circa 5°C) e ancora calda, l’orologio non deve mostrare infiltrazioni o condensa sotto il vetro. Poi le proprietà antimagnetiche: il movimento deve mantenere un’ottimale costanza di marcia anche se esposto a forti campi magnetici. Quindi la resistenza chimica e meccanica: si verificano le proprietà anti-shock, la resistenza alla corrosione da acqua salata, la solidità del cinturino/bracciale alle trazioni.

Nuova collezione Seastar 2000 44 mm: il compromesso perfetto al polso

Come scrivevo sopra, il nuovo Tissot Seastar 2000 presenta le stesse qualità costruttive di quel predecessore, ma le concentra nella cassa di dimensioni più contenute: 44 mm di diametro per 15,29 mm di spessore (rispetto ai 16,25 mm del precedente). Ora, 44 mm non sono pochi. Del resto, come abbiamo visto, l’architettura massiccia è una conditio sine qua non per uno strumento professionale. Tuttavia, quei due millimetri in meno, al polso, fanno davvero la differenza e rendono l’orologio decisamente più portabile da un pubblico più ampio. Sempre all’interno di una platea necessariamente ristretta, perché limitata a quanti hanno veramente bisogno di un’impermeabilità così elevata. In sintesi, diciamo quindi che si tratta di un ottimo compromesso fra indossabilità quotidiana e prestazioni professionali.

Cinque le nuove referenze del Tissot Seastar 2000 da 44 mm entrate in catalogo. Tre hanno la cassa in acciaio e il quadrante nero, blu, oppure arancione. Colore che – meglio sottolinearlo – durante le immersioni a profondità ridotta (entro i 15 metri) o in acque particolarmente torbide, offre un contrasto eccezionale rispetto allo sfondo scuro dell’acqua. Altre due versioni hanno invece la cassa in acciaio annerito da un trattamento Pvd e il quadrante blu o nero. A seconda del modello, la lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica è blu oppure nera.

E poi c’è il cinturino Tropical, in gomma nitrilica idrogenata (Hnbr). Per chi non mastica la chimica dei materiali, si tratta di un elastomero sintetico noto per l’eccezionale resistenza agli oli, ai carburanti e a molte sostanze chimiche, dall’elevata resistenza termica e notevole robustezza meccanica. Risulta cioè eccezionalmente resistente alla trazione, alla lacerazione e soprattutto all’usura da abrasione. In alternativa, il Tissot Seastar 2000 da 44 mm si allaccia al polso con un bracciale in acciaio, facile da regolare e pratico da usare perché dotato di una nuova fibbia da sub con blocco di sicurezza e sistema di estensione. In entrambi i casi, bracciale e cinturino sono intercambiabili.

Prezzi senza rivali

Le didascalie in alto contengono altre informazioni più dettagliate sia riguardo all’estetica che alla meccanica. Qui concludo con un altro dei punti di forza del Tissot Seastar 2000 Professional: il prezzo. L’orologio con il cinturino costa 975 euro, che salgono a 995 se si preferisce il bracciale e arrivano al massimo a 1025 per le versioni Pvd nere. In pratica, 1.000 euro per uno strumento professionale mi sembra davvero un prezzo molto, molto concorrenziale…


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