Giornale Degli Orologi
Menu
Menu

Tag: Ciclismo

  • PR100 Tour de France: Tissot, pedali e passione

    PR100 Tour de France: Tissot, pedali e passione

    La passione che lega l’orologeria al ciclismo è di lunga data e coinvolge molti marchi. Lo stiamo vedendo in questi giorni, mentre Tissot accompagna come cronometrista ufficiale il Tour de France, cui ha dedicato il nuovo cronografo PR100 Tour de France. Un orologio che ha il pedale nel Dna: non solo per l’estetica che lo contraddistingue, ma anche per il fatto di appartenere a una delle collezioni di cronografi del Brand dall’animo fortemente sportivo. 

    Tissot è partner ufficiale per il cronometraggio del Tour de France dal 2016, anche se il legame tra il Brand e la corsa gialla è molto più antico, poiché Tissot è stato cronometrista anche dal 1988 al 1992. Negli ultimi anni ha realizzato un orologio in serie speciale per ogni edizione della corsa e anche per il Tour 2024 la tradizione continua. In un anno, oltretutto, in cui la Grande Boucle ha espresso un grande affetto per l’Italia. Lo scorso 29 giugno la gara è infatti partita da Firenze (dove, per l’occasione, Tissot ha inaugurato la propria boutique) e, dopo aver attraversato Emilia Romagna e Piemonte, è arrivata a casa.

    L’estetica del PR100 Tour de France: uno scatto in avanti

    Anche per il 2024, quindi, il Marchio di Le Locle ha sfornato per l’occasione il PR100 Tour de France. Un cronografo che per gli appassionati di orologeria e pedivelle diventa, anno dopo anno, l’occasione per arricchire la propria collezione. Ebbene, dal mio punto di vista quest’anno l’orologio è più raffinato di quelli presentati nelle precedenti edizioni, a partire dalle finiture della cassa e dal design complessivo.

    Intanto, la cassa in acciaio satinato ha la lunetta liscia e lucida, a differenza delle versioni del 2022 e del 2023. Queste ultime erano infatti caratterizzate da un rivestimento in Pvd nero che dava loro un aspetto più dinamico, sportivo meno elegante. L’introduzione della lunetta liscia ha comportato l’eliminazione della scala tachimetrica. Come conseguenza, il quadrante è più ampio e leggibile, nonostante il diametro della cassa sia di 40 mm – contro, per esempio, i 45 mm del modello pensato per il Tour de France 2022.

    È vero che il PR100 Tour de France è comunque un orologio ispirato da uno sport di velocità, ma personalmente trovo che la mancanza della scala tachimetrica non tolga nulla al pezzo. A meno che non si voglia calcolare la velocità media di un ciclista in una specifica tappa del Tour, non sono molte le situazioni quotidiane il cui utilizzarla. Se poi l’assenza fa guadagnare ariosità e leggibilità al quadrante, ben venga. 

    I dettagli del PR100 Tour de France

    Il quadrante del PR100 Tour de France ha dettagli ben rifiniti. È nero, con una lavorazione granulosa che, nelle intenzioni dei designer di Tissot, dovrebbe richiamare quella dell’asfalto su cui si disputa la corsa. Il layout è quello classico del PR 100, a tre contatori (o tri-compax, per chi vuol parlare bene): quello dei 30 minuti, quello del decimo di secondo e infine dei secondi continui. La finitura concentrica li fa risaltare nettamente dal resto del quadrante.

    Belli e sottili gli indici a bastone, che aiutano il quadrante “a respirare” e gli danno anche una certa tridimensionalità, perché appoggiano l’estremità esterna al disco liscio della minuteria. Le lancette del decimo di secondo e quella dei trenta minuti sono gialle, colore simbolo del Tour de France che torna anche in quella dei secondi cronografici. In più, quest’ultima ha il contrappeso a forma di bicicletta, piuttosto ingombrante alla vista ma coerente con la “missione” dell’orologio. La finestra del datario è a ore 4:30, posizione che personalmente trovo incomprensibile ma che è giustificata dal disco data del calibro. Il datario è liscio: fosse stato granuloso come il quadrante, forse sarebbe stato meno evidente.

    Movimento e bracciale

    Che cosa intendevo poco fa parlando del disco data? Mi riferivo al fatto che il PR100 Tour de France è mosso da un calibro al quarzo, costruito da Eta, anch’essa parte di Swatch Group come Tissot. Si tratta del calibro cronografico G10.212 AD, con le indicazioni dei tre contatori di cui sopra e un disco data periferico. Per come è strutturato questo disco, l’unica altra posizione in cui la data risulterebbe leggibile in modo decente sarebbe quella classica a ore 3 ma, come penso immaginiate anche voi, la presenza di un datario lì sarebbe rovinosa per l’intera estetica dell’orologio.

    L’orologio è completato da un bracciale in acciaio a tre file completamente satinato con fibbia pieghevole a farfalla. È fornito con un bel cinturino ibrido, con la parte interna in gomma e quella esterna in pelle. Le piccole traforature ricordano quelle sull’impugnatura dei manubri. Il nero del cinturino lo armonizza al colore del quadrante, i profili gialli richiamano le lancette cronografiche e sono un ulteriore tributo alla Grand Boucle.

    Non di solo Tour vive Tissot

    La corsa gialla è l’occasione per ricordare che all’interno della collezione il PR100 Tour de France non è certo l’unico cronografo. Oltre all’edizione speciale legata al ciclismo, la linea PR100 offre altri tre cronografi: che si distinguono dal PR100 Tour de France per alcuni dettagli, mentre condividono le dimensioni della cassa, il movimento al quarzo e il lay-out a tre contatori.

    Intanto, hanno quadranti azzurro ghiaccio, blu scuro o verde, tutti con finitura soleil e non grené. Poi, il bracciale in acciaio non è completamente satinato ma ha la maglia centrale lucida (non è presente un cinturino aggiuntivo); il disco della data è bianco e non tono su tono; le lancette cronografiche non sono colorate ma in acciaio, in tinta con quelle di ore e minuti.

    I prezzi sono in linea con la vocazione di Tissot a creare orologi robusti, affidabili, ben rifiniti a un prezzo accessibile. In questo caso, su quest’ultimo aspetto influisce anche l’impiego di un movimento al quarzo. Il PR100 Tour de France costa 495 euro, 100 euro in meno per il PR 100 standard. Insomma, hai voluto il cronografo? Ora indossalo e… pedala.

  • Giro d’Italia: l’ultima tappa e l’arrivo a Milano. Con Tissot

    Giro d’Italia: l’ultima tappa e l’arrivo a Milano. Con Tissot

    Con la cronometro individuale di Milano, che si è disputata ieri, è calato il sipario sull’edizione numero 104 del Giro d’Italia. Edizione che è stata vissuta da tutti, ciclisti e pubblico da nord a sud dello “stivale”, con uno spirito speciale, di rinascita, dopo i mesi di restrizioni che lo scorso anno hanno tenuto i fan lontano dalle strade dell’evento rosa. Spirito che abbiamo potuto respirare, praticamente toccare con mano, anche noi del Giornale degli Orologi grazie a Tissot, dallo scorso anno cronometrista ufficiale della Corsa Rosa.

    Il marchio di proprietà di Swatch Group, infatti, mi ha fatto vivere in prima persona l’emozione di accompagnare dietro-ruota il corridore danese Jensen Christopher; dalla partenza della tappa conclusiva della corsa a Senago, 30.3 chilometri da Milano, fino all’arrivo in piazza Duomo. Per motivi di sicurezza, io e gli altri ospiti abbiamo dovuto prima superare la prova tampone e per tutto il tempo non abbassare mai, nonostante il caldo torrido, la mascherina.

    La partenza a Senago

    Poche manifestazioni sportive sanno sviluppare un tasso di empatia come il Giro d’Italia, un vento in grado di accomunare persone di ogni età e formazione anche fra i meno appassionati delle due ruote. Fa parte della nostra cultura, della nostra storia. Ce ne accorgiamo ancora prima di arrivare ai paddock Tissot a Senago. Durante il tragitto in van, che da centro città ci porta alla partenza della crono, tra colleghi non si fa che parlare della gara e dei favoriti della tappa.

    E ovviamente durante il percorso dietro il corridore danese, possiamo sentire l’abbraccio dei tantissimi tifosi posizionati lungo i 30,3 km della 21esima tappa. Tutto il percorso è “vestito” di rosa, fin dal centro del paese di partenza e poi via, via lungo le altre località da Garbagnate a Cascina Traversagna, e poi Cascina Battiloca, Cormano, Bresso, Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni.

    Non mancavano gli striscioni per Damiano Caruso, secondo in classifica. “È la gara più bella. Coinvolge tutti, fin da bambini. Ricordo che si fermava tutto, anche il lavoro, quando passava il Giro d’Italia. Quest’anno, anche se a causa della pandemia non c’è la carovana, l’entusiasmo è fortissimo. Finalmente la gente può tornare a fare il tifo. Non c’è niente per un corridore come fare una gara con il pubblico che chiama il tuo nome, ti incita a pedalare e ti manda il suo calore”, ci racconta con trasporto Mirko Selvaggi, ex ciclista professionista su strada toscano che ci ha accompagnato con l’auto del Giro lungo il tragitto della crono.

    L’arrivo in piazza Duomo

    La Cronometro è una prova per specialisti puri che si gioca sul filo del millesimo di secondo. Con 33 minuti e 48 secondi in sella quest’anno la 21esima tappa finale del Giro è stata conquistata dal favorito, l’azzurro Filippo Ganna. Il corridore del team Ineos Grenadiers, classe 1996, è il vincitore anche della tappa a cronometro inaugurale della gara rosa avvenuta a Torino, su un percorso lungo 8,6 chilometri, in 8’47” (alla media di 58,700 km/h). Insomma, un razzo in maglia rosa che si è imposto sul podio in piazza Duomo, a Milano, nonostante la foratura a tre chilometri dal traguardo, seguita poi dall’istantaneo cambio di biciletta.

    Podio che, stando sotto il palco, abbiamo avuto il privilegio di vederlo condividere da vicino con il colombiano Egan Bernal, il vincitore dell’edizione numero 104 del Giro d’Italia. “La cronometro è vissuta dal corridore come una grande festa. Significa che sei arrivato in fondo alla gara più bella del mondo, dopo oltre tremila chilometri di corsa totali. È la fine di un viaggio straordinario, che ti ha portato attraverso luoghi incantevoli. Non c’è niente come pedalare sulle strade della Val D’Orcia o delle Dolomiti. Un patrimonio che abbiamo solo noi, in Italia”, ricorda ancora Mirko Selvaggi.

    La premiazione del 104° Giro d’Italia. E il futuro di Tissot

    Ed è una festa assistere alla premiazione sul palco, allestito sotto la Madonnina di Milano. Un ‘emozione quasi tangibile, che serpeggia fra tutti i corridori che abbiamo visto scendere in pista alla partenza, a Senago. Come Domenico Caruso, secondo in classifica, che ha dato assalto alla tappa per penultimo, alle 16,34. Una festa che chiude il Giro ma che accompagna Tissot nei prossimi appuntamenti con la due ruote.

    La casa svizzera è infatti official timekeeper anche del Tour de France (28 giugno – 18 luglio) e de La Vuelta in Spagna (14 agosto – 5 settembre), per citare gli impegni dell’estate. Ma cronometra pure La Freccia Vallone (La Flèche Wallonne) in Belgio. Perché dal 1995 è partner dell’Uci, l’Unione Ciclistica internazionale. Quindi è cronometrista dei campionati mondiali in tutte le discipline del ciclismo. Nel 2021 Tissot ha, inoltre, accolto nella sua grande famiglia il nuovo ambasciatore Primož Roglič. Con il campione di ciclismo sloveno, il brand orologiero svizzero condivide valori forti, come la determinazione, il fair play e lo spirito di squadra. Vedremo cosa riserverà loro il futuro…

  • UAE Team Emirates, l’impegno nel ciclismo di Richard Mille

    UAE Team Emirates, l’impegno nel ciclismo di Richard Mille

    Due eccellenze che si incontrano: Richard Mille e la UAE Team Emirates. La prima è il celebre marchio di orologeria alto di gamma, fondato nel 1999 e caratterizzato da un mix di materiali innovativi e tecnologie avanzate, diventato in pochi anni sinonimo di esclusività. La seconda è la squadra di ciclismo nata nel 2005 dalla fusione di due team italiani, Saeco e Lampre.

    Le origini italiane (a dispetto del nome)

    Curiosa vicenda di acquisizione e cambiamenti di sponsor, quella della UAE: italiana fino al 2016, ha mantenuto per anni i colori ereditati dalla Lampre, il blu e il fucsia. Fu con questi colori che il rimpianto Michele Scarponi – il ciclista marchigiano scomparso nel 2017 dopo essere stato investito da un furgone durante un allenamento – vinse il Giro d’Italia del 2011.

    Titolo che per anni ha rappresentato il punto più alto raggiunto dal team emiratino, che nel frattempo (2016) ha visto sfilarsi Lampre per fare spazio alle sponsorizzazioni arabe. Ed assumere ufficialmente la denominazione di UAE Team Emirates, appunto, dal nome della compagnia aerea di Stato che dal 2017 sponsorizza la squadra. Con l’organico rafforzato nel tempo da corridori di talento, durante la stagione di gare lo scorso anno ha ottenuto qualcosa come 33 vittorie.

    Risultati giunti al culmine in settembre con l’affermazione al Tour de France: l’edizione 2020 della più prestigiosa tra le corse su strada è andata infatti al giovane sloveno Tadej Pogačar. Capace pochi giorni fa (27 febbraio) di ripetersi: in occasione del Giro degli Emirati Arabi, primo appuntamento stagionale del calendario ciclistico e perfetta vetrina per i padroni di casa della UAE Team Emirates.

    La collaborazione con UAE Team Emirates

    Per Richard Mille, come spiega l’Ad Richard Mille Emea Peter Harrison, l’accordo con il team emiratino «segna una nuova tappa di avvicinamento alla comunità sportiva nella regione del Medio Oriente. Siamo molto orgogliosi di diventare il partner orologiero ufficiale dell’UAE Team Emirates. E non vediamo l’ora di supportare i ciclisti e lo staff mentre si impegnano a raggiungere ulteriori obiettivi».

    La partnership, siglata per i prossimi quattro anni, prevede non solo la presenza del marchio sull’equipaggiamento del team, che quindi avrà visibilità in tutte le gare; ma anche la dotazione dell’RM 67-02, le cui performance potranno essere così testate dai ciclisti. Un orologio leggerissimo: grazie alla cassa in Carbonio Tpt e il movimento automatico scheletrato, pesa solo 32 grammi.

    L’RM 67-02

    Lanciato nel 2015 in titanio, e poi nel 2017 in Carbonio, appunto, l’RM 67-02 è stato declinato in alcune edizioni speciali in diverse varianti di colore, dedicate ai membri della famiglia di ambasciatori Richard Mille. Dal velocista Wayde Van Niekerk all’altista Mutaz Essa Barshim, dal tennista Alexander Zverev allo sciatore Alexis Pinturault, fino ai piloti Sébastien Ogier e Fernando Alonso.

    Del resto i tecnici di Richard Mille hanno concepito fin dall’inizio questo modello per poterlo adattare alla pratica di differenti discipline. Perché è proprio questo il bello delle collaborazioni sportive del Marchio: il coinvolgimento di atleti e campioni nello sviluppo di nuovi prodotti, che porta a migliorarne le prestazioni in un ventaglio di attività. L’obiettivo è ottenere il massimo in funzione della vita di tutti i giorni. Siamo tutti curiosi di vedere cosa verrà fuori dalla partnership con Ferrari…

  • Il Giro d’Italia, Tissot e il Chrono XL della Corsa Rosa

    Il Giro d’Italia, Tissot e il Chrono XL della Corsa Rosa

    Dopo aver vestito la maglia gialla del Tour de France, Tissot ora indossa, per la prima volta, quella rosa del Giro d’Italia. E ha ormai toccato lo zero il conto alla rovescia per la competizione, che vede i ciclisti prendere il via proprio oggi, sabato 3 ottobre, in una cronometro da Monreale (alle porte di Palermo). Da lì, tappa dopo tappa, i campioni risaliranno prima la Sicilia, e poi l’intera Penisola, lungo la costa orientale. Per arrivare, come sempre, a Milano il 25 ottobre in piazza del Duomo.

    Ventuno tappe, tre settimane circa di sudore, fatica, scatti, forature e ripartenze sulle strade rese celebri dai campioni del passato e del presente. Se per Tissot è quello che in gergo tennistico viene definito il Grande Slam –  il marchio svizzero ha conquistato tutto il ciclismo (oltre al Giro e al Tour c’è la Vuelta spagnola, e i campionati del mondo su strada, su pista, di mountain bike e di BMX) -, per i cultori di questo sport è l’immersione in un mondo che affonda le radici nella leggenda.

    Un evento epico

    Un mito lungo 103 edizioni che hanno visto l’esordio, con il varesino Luigi Ganna, nel 1909; hanno appassionato con le grandi sfide, come quelle tra il campionissimo Girardengo e l’eterno secondo Belloni; o i duetti Coppi-Bartali: in strada, spesso non asfaltata, e al di fuori dalle competizioni, quando l’Italia della politica li aveva assunti a simboli. E hanno ammaliato con le gesta dei grandi “cannibali” come Merckx, Pantani e Nibali, le cronometro giocate sul filo del millesimo; e le montagne mitiche come lo Stelvio, con i passi del Gavia e del Mortirolo, o del colle delle Finestre ancora in sterrato.

    Il Giro d’Italia rivive un mese all’anno, solitamente a giugno – spostato quest’anno per il Covid a ottobre -, con quella bizzarra e rumorosa carovana, quel circo che riempie i borghi d’Italia per poi scomparire lasciando dietro di sé una “nuvola di polvere”. E quel popolo di appassionati, capaci di scalare i ripidi pendii delle strade di montagna alle prime ore dell’alba per conquistarsi un “posto in prima fila”; per vedere i corridori sfrecciare, per passargli una borraccia d’acqua o raccogliere quella gettata dal ciclista.

    Tissot & il Giro d’Italia

    Nonostante gli scandali, nonostante i sospetti che animano ogni competizione – da ultimo l’inserimento di motorini elettrici nei tubulari della bici per essere più performanti o i sistemi di comunicazione digitali – il ciclismo non stanca mai. Su quelle ruote, in quelle gambe ci sono uomini e ragazzi che macinano chilometri e accendono l’empatia. Anche da parte di chi, al di là dello schermo tv, vorrebbe allungare una mano e dare una spinta a chi “si pianta sulle pedaliere” e sembra non ritrovare il ritmo e la forza per proseguire.

    Una spinta emotiva che Tissot fa sua, come spiegava in passato l’ex Presidente, François Thiébaud: «Il coinvolgimento di Tissot in veste di partner di grandi eventi sportivi, come il Giro d’Italia, consente di associare alla bellezza e alla capacità del prodotto valori emotivi riscontrabili nello sport con prestazioni sia individuali che collettive… Con questi impegni, Tissot è orgogliosa di vestire il tempo e di esserne un degno custode».

    A suggello delle parnership anche un tris di orologi per celebrare La Vuelta, il Tour e il Giro. Per quest’ultimo ecco il Chrono XL Giro d’Italia 2020: un cronografo oversize (45 mm di diametro) con movimento al quarzo (ovviamente Swiss made). Numerosi i richiami alla manifestazione: una bici da corsa riprodotta sul contrappeso della lancetta dei secondi; numerosi i dettagli rosa, in omaggio all’iconico colore del Giro; il logo ufficiale inciso  sul fondello della cassa in acciaio 316 L, con trattamento Pvd nero. Completano il set un cofanetto dedicato all’evento e due cinturini intercambiabili.

     

  • Ciclismo, l’ultima passione delle case di orologeria

    Ciclismo, l’ultima passione delle case di orologeria

    Orologi & ciclismo: un connubio storico eppure attualissimo. Che oggi scopre nuove formule, oltre alle consuete sponsorizzazioni. Dalla realtà virtuale alla beneficenza

    Sospesa per ovvie ragioni, la Milano-Sanremo non si ferma. Si trasforma: diventa virtuale e aperta a tutti. Basta avere un rullo interattivo con smart trainer e una connessione wi-fi, ed ecco che sabato si potrà correre la Milano-Sanremo Virtual Experience. Grazie alla tecnologia Garmin Edge & Tacx, dalle 11 alle 18 si potrà pedalare lungo gli ultimi 57 chilometri della Classicissima di Primavera. Con le stesse salite e discese che si fanno nella realtà. E che da Alassio passano per i tre Capi (Mele, Cervo e Berta), la Cipressa, il Poggio, e i lunghi rettilinei fino all’arrivo in via Roma, nella Città dei Fiori.

    Per saperne di più, per registrarsi all’iniziativa o studiare i tutorial, è meglio collegarsi al portale Garmin Connect. Qui aggiungiamo però che tutti gli iscritti al gruppo parteciperanno automaticamente alla “sfida degli infaticabili”. Cioè, chi realizzerà più chilometri nella settimana del 22/29 marzo con la propria “bici intelligente” (su qualsiasi tracciato scaricato), sarà premiato da Garmin con uno speciale riconoscimento. In più, gli appassionati che vogliono “vincere” il Giro d’Italia possono collegarsi a questo indirizzo per saggiare la propria preparazione con quiz e giochi online.

    A questo proposito, la notizia (uscita un mesetto fa) è che Tissot è diventato cronometrista ufficiale della Corsa Rosa, titolo appartenuto in precedenza a TAG Heuer. E insieme al Giro, la partnership include anche altre, celebri gare: le Milano-Sanremo, Tirreno- Adriatica, Milano-Torino o il Giro di Sicilia, per citare le principali. E così sarà almeno fino al 2022 compreso. Del resto il marchio di proprietà di Swatch Group ha all’attivo forti legami con il mondo delle due ruote, a tal punto da sembrare “specializzato” in ciclismo.

    È infatti già official timekeeper del Tour de France con le corse annesse, tipo la Parigi-Nizza o la Parigi-Tours (come è già successo in passato, dal 1988 al ’92). Non solo, cronometra anche La Vuelta in Spagna e La Freccia Vallone (La Flèche Wallonne) in Belgio. Tutto questo perché fin dal 1995 è partner dell’Uci, l’Unione Ciclistica internazionale. Il che significa “coprire” i campionati mondiali in tutte le discipline del ciclismo: su strada, su pista, di mountain bike e di bmx, oltre che delle relative prove cronometrate. Anche con specifici esemplari dedicati, ovvio.

    Altro nome storicamente legato alle due ruote è poi Festina. Ok, in questo caso il passato è da dimenticare (a fine anni ’90 l’omonima formazione è stata al centro di alcune delle pagine più buie del ciclismo mondiale). Ma il tempo è galantuomo e sembra aver sistemato le cose, tant’è che il marchio spagnolo si trova ancora a fianco dell’ex scalatore Richard Virenque. Certo non ha tradito la propria inclinazione ciclistica, come dimostra la linea Chrono Bike, vero e proprio bestseller in catalogo ormai da parecchi anni.

    Devo sottolineare però che la passione per la bici oggi si è diffusa un po’ ovunque nell’orologeria, anche ai livelli più elevati. Richard Mille, per esempio, di recente ha siglato una partnership con il Team Bahrain McLaren (ex Merida), tra i partecipanti all’Uci World Tour 2020. Di conseguenza la casa orologiera ha già annunciato l’uscita di diversi prototipi ad alto contenuto tecnologico dell’RM 67-02 , che saranno testati dai membri della squadra anche durante le gare (quando riprenderanno). Tra i corridori in sella va ricordato almeno il velocista Mark Cavendish, già “friend of the brand” del marchio. Senza dimenticare che, fino allo scorso anno, parte dei successi del team erano dovuti anche al “nostro” Vincenzo Nibali.

    Proprio “lo Squalo” fa parte anche della Breitling Champions Squad – trio di campionissimi in diverse discipline (insieme a lui ci sono Federica Brignone e Tony Cairoli). E accanto alla maison di Grenchen nel ruolo di cronometrista ufficiale, ha partecipato alle ultime due edizioni della Coronation Double Century. Per i pochi che non lo conoscono, il più importante evento di ciclismo endurance su strada che si tiene ogni anno in Sudafrica, a Swellendam. All’estenuante gara di oltre 200 chilometri, era presente anche la Breitling Triathlon Squad (ovvero Jan Frodeno, Chris “Macca” McCormack e Daniela Ryf). E tanti altri amici: dal campione svizzero di Ironman (e specialista di duathlon) Ronnie Schildknecht al ciclista sudafricano Nicholas Dlamini, fino allo stesso Ceo di Breitling Georges Kern.

    Sì, perché i ciclisti di Breitling hanno corso per fini di solidarietà, a sostegno di Qhubeka: un’organizzazione benefica che fornisce biciclette alle comunità africane con limitate possibilità di trasporto. In occasione dell’evento, Breitling ha donato 100 biciclette ad altrettanti alunni della Usasazo Secondary School di Khayelitsha, Città del Capo. Portando così a 350 il numero delle bici consegnate nell’ambito del programma di mobilità per studenti sostenuta lo scorso anno dalla maison orologiera. “È incredibile la differenza che può fare una bicicletta”, ha dichiarato Georges Kern. “Consente a un alunno di andare a scuola o di procurare cure mediche per un membro della famiglia. Cose che diamo per scontate…”.