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  • Ferragosto al polso: le app che lavorano mentre noi riposiamo

    Ferragosto al polso: le app che lavorano mentre noi riposiamo

    Dal meteo alle maree, dai sentieri alla musica dell’aperitivo: una selezione delle migliori app per smartwatch – in senso lato: watchOS, Wear OS, Garmin Connect IQ, Zepp OS e Huawei HarmonyOS. Perché almeno in vacanza lo smartphone può restare nella borsa

    A Ferragosto lo smartphone dovrebbe osservare un rigoroso turno di riposo: silenzioso, lontano dalla sabbia, protetto dal contatto con la crema solare e soprattutto irraggiungibile dalle chat di lavoro. Invece lo smartwatch, quale che sia, può rimanere in servizio. Non per ricordarci quante calorie contiene il pranzo del 15 agosto − informazione che nessuno ha chiesto −, ma per quei piccoli compiti che rendono la giornata più semplice: il meteo, la direzione del vento, il sentiero, il promemoria di bere, la canzone del chiringuito o il dubbio se quella luce nel cielo sia Venere oppure il drone del vicino di ombrellone.
    Prepariamo dunque lo smartwatch per la nostra giornata di meritato ozio. Sarà lui a lavorare. Noi ci limiteremo a sollevare il polso.

    Ore 8:00. Crema solare, ombrello o entrambe le cose?

    La prima decisione della giornata è anche la più delicata: mare, montagna, piscina o ritorno strategico sotto le lenzuola?

    Su Apple Watch, Weathergraph mostra le previsioni ora per ora con grafici leggibili in un secondo − pioggia, vento, raffiche, sole, UV − e conserva l’ultima fino a 24 ore, quindi funziona offline: utile dove il 5G è considerato una leggenda locale. Attenzione, sull’App Store ce ne sono due: quella giusta è di Tomas Kafka.

    Su Wear OS, Windy.com porta al polso previsioni, radar, tile e complicazioni. Prezioso per chi fa vela, surf o kitesurf, cioè per chi sa che “si è alzato un po’ di vento” può avere conseguenze più serie di un tovagliolo che vola via.

    Per Garmin, Weather Pro Widget aggiunge previsioni iperlocali da OpenWeatherMap: è il widget che il turista previdente consulta prima di partire… e quello meno previdente in cima, senza impermeabile.

    Sugli Huawei, Airly affianca alle previsioni la qualità dell’aria in tempo reale con proiezione a 24 ore: ottima anche per chi cerca una motivazione scientifica per rimandare la passeggiata. Su Zepp OS si può accettare che l’app preinstallata faccia il suo lavoro.

    Ore 10:00. Tutti al mare: le migliori app per smartwatch, fra onde e maree

    In spiaggia lo smartwatch può occuparsi di cose ben più serie delle notifiche: vento, onde, maree e orario del tramonto.

    Tide Guide, per Apple Watch, offre grafici delle maree, condizioni marine, calendario lunare e migliaia di stazioni nel mondo. Serve a surfisti e pescatori, ma anche a chi vuole il telo abbastanza vicino all’acqua da sentirsi romantico e abbastanza lontano da non doverlo recuperare a nuoto.

    Su Wear OS c’è Tide Watch, che però in modalità stazione copre solo Australia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. Sulle nostre coste, per ora, non può fare il comandante della giornata balneare.

    Chi ha un Garmin o un Amazfit può usare la stessa app, Tide Table Chart (su Amazfit serve Zepp OS 2.1: se non compare nello store, non è colpa della marea). Sono previsioni astronomiche, che non tengono conto di vento e piogge e che lo sviluppatore stesso sconsiglia per navigare. Perfette per la battigia, meno per prendere il comando di un transatlantico.

    Nel catalogo Huawei manca un equivalente convincente. Ma è meglio uno spazio vuoto che un’app poco affidabile: in vacanza si improvvisa sul gusto del gelato, non sulle condizioni del mare.

    Ore 12:30. Bere acqua: l’attività sportiva più indicata

    Con il sole alto lo smartwatch ci ricorda una cosa ovvia. Che però, inspiegabilmente, tendiamo a dimenticare: bere.

    WaterMinder, per watchOS e Wear OS, registra bevande, imposta obiettivi e invia promemoria, abbastanza in fretta da non richiedere una pausa tra un tuffo e l’altro.

    Su Garmin, Hydration Tracking fa lo stesso, integrata su alcuni modelli e su Connect IQ per altri. Non giudica il contenuto del bicchiere, ma probabilmente distingue tra l’acqua e l’ennesimo spritz meglio di quanto vorremmo.

    Su Zepp OS e HarmonyOS, in mancanza di meglio, bastano sveglie e timer. Non serve l’intelligenza artificiale per tradurre il messaggio “bevi un bicchiere d’acqua”…

    Ore 16:30. Facciamo due passi: mappe e navigazione al polso

    Dopo pranzo esistono due scuole di pensiero: il sonnellino di durata imprecisata e la passeggiata. Per i secondi, le app di navigazione sono lo strumento più utile al polso.

    WorkOutDoors trasforma Apple Watch in un accessorio completo per corsa, bici ed escursionismo − con mappe, percorsi, waypoint, campi configurabili − senza iPhone al seguito. Ideale per chi lascia il telefono nello zaino e per chi, dopo venti minuti, vorrebbe lasciare anche la salita.

    Su Wear OS, Komoot pianifica e segue itinerari a piedi, in bici o di corsa (in alternativa, AllTrails). C’è anche per Garmin via Connect IQ e su diversi Amazfit tramite la Zepp app, con l’attività che a fine giro torna indietro su komoot da sola. Comodissima per chi prepara il percorso prima, senza trasformare l’escursione in un concorso di orientamento.

    Per Huawei, Navigation Companion – G Maps invia al polso mappa, indicazioni passo dopo passo e traffico in tempo reale. Mi raccomando, verificare la compatibilità prima di partire, non quando il sentiero si divide in tre.

    Ore 19:00. Aperitivo, calendari e piccoli salvataggi

    All’ora dell’aperitivo lo smartwatch smette di fare il personal trainer e diventa più un assistente: mostra una prenotazione, ricorda un appuntamento, controlla la musica, aiuta a ritrovare il gruppo disperso sul lungomare.

    Su Huawei, Events – G Calendar sincronizza il calendario Google tramite Huawei Health: non sarà l’app più spettacolare dell’estate, ma evita di presentarsi alla cena del 14 agosto convinti che sia quella del 15. Mobcards porta al polso carte, tessere e codici e funziona su Garmin, Huawei e Wear OS. Molto utile quando la tessera dell’albergo è finita nella tasca sbagliata.

    Su watchOS e Wear OS le app per traduzioni, messaggi e liste abbondano, ma la regola ferragostana resta una: installare solo ciò che riduce il tempo davanti a uno schermo. Un’app che invita a fissare per dieci minuti un display da quaranta millimetri ha frainteso la propria missione.

    Ore 23:00. Che stella è? E soprattutto, che canzone è?

    Di sera lo smartwatch si dedica alle cose davvero importanti: guardare il cielo e capire che canzone stiamo ascoltando.

    Night Sky porta su Apple Watch un piccolo planetario per riconoscere stelle, pianeti e costellazioni: basta orientare l’orologio verso l’alto. Più autorevole dell’amico che indica una luce a caso e annuncia: «Quella è sicuramente la Stella Polare».

    Su Wear OS, Moon Phases Pro mostra fasi lunari, posizione della Luna, eclissi e sciami meteorici. What’s That Song? funziona da sola sull’orologio, senza telefono né app companion, purché ci sia connessione. Uno Shazam da polso, per non finire la serata con un ritornello in testa e nessuna idea del titolo.

    Sui Garmin compatibili con la musica, Spotify scarica playlist e podcast da ascoltare senza telefono: perfetti per la corsa del mattino dopo, sempre che sia ancora nei programmi. Per Amazfit c’è Moon Calendar (da Zepp OS 2.1). Su Huawei, For Spotify Controller comanda riproduzione, brani, volume e dispositivo, ma serve un account Premium.

    Un’app in meno può essere la scelta migliore

    Davanti a uno store la tentazione è sempre la stessa: installare tutto. Meteo, maree, mappe, bussola, traduttore, contatore d’acqua, riconoscimento musicale e magari un simulatore di dadi, in caso di improvvisa emergenza ludica durante il pranzo.

    Lo smartwatch, però, funziona meglio quando resta uno strumento rapido: due o tre app adatte alla giornata valgono più di venti icone dimenticate nel menu. Per il mare servono vento, onde e maree; per la montagna mappe e previsioni. Per una settimana tra sdraio e ristorante basta un’app che ricordi l’orario dell’aperitivo. E forse nemmeno quella.

    Un controllo allo store prima di partire conviene comunque: su Zepp OS e Huawei la disponibilità varia per modello, sistema e Paese, e diverse di queste app sono a pagamento o tengono le funzioni migliori dietro abbonamento.

    Poi basta. Lo smartphone può tornare nella borsa, lo smartwatch restare al polso e noi dedicarci alla funzione più importante che nessun aggiornamento software è ancora riuscito a migliorare: non fare assolutamente nulla.

    Buon Ferragosto e buon relax.

  • Latest: 6 novità in tema di smartwatch – 15/09/2025

    Latest: 6 novità in tema di smartwatch – 15/09/2025

    Dalle ultime Latest di agosto a oggi, è stato un periodo denso di uscite, nel segmento dell’elettronica da polso. In parte perché dal 5 al 9 settembre scorso, a Berlino, si è tenuta IFA, la più importante fiera del tech a livello europeo, punto di riferimento per circa 2000 produttori provenienti da tutto il mondo. E poi perché anche quei marchi che non erano presenti in Germania, hanno organizzato i loro eventi per il lancio dei nuovi prodotti. Uno per tutti: Apple, che ha colpito ancora con un tris di nuovi smartwatch, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Leggete sotto.

    AMAZFIT T-Rex 3 Pro
    È uscito da poco ma ha già fatto il giro del mondo… letteralmente: Ruth Croft l’ha portato alla vittoria sui 172 km dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc. Titanio grado 5, vetro zaffiro, torcia integrata e mappe offline interattive lo rendono il compagno ideale per trail runner e avventurieri dell’outdoor. Con oltre 180 sport, GPS super-preciso, speaker, microfono e fino a 25 giorni di autonomia, promette di dare filo da torcere ai giganti del settore. Disponibile in due formati (44 e 48 mm) e tre colori, da 399,90 euro.

    APPLE WATCH SE 3
    Tutt’altro che un entry-level: display always-on, ricarica rapida (15 minuti per 8 ore di batteria!), chip S10 che abilita smart gesture, e Siri super-veloce. Focus su salute e fitness, dal monitoraggio del sonno alle notifiche per apnee notturne, passando per i gesti “magici” come doppio tap e Scatto del polso, fino alla stima dell’ovulazione e al coach vocale Workout Buddy, grazie a watchOS 26. In vendita dal 19 settembre, da 279 euro.

    APPLE WATCH Serie 11
    Porta il monitoraggio del sonno a un nuovo livello con la funzione “Qualità del sonno”, promette fino a 24 ore di autonomia e offre un display in alluminio rinforzato con rivestimento ceramico, due volte più resistente. Debuttano i quadranti Flusso e Precisione, la gesture Scatto del polso e il coach AI Workout Buddy (inizialmente in inglese). Disponibile con la cassa da 42 e 46 mm, nuove finiture vivaci e persino in titanio lucido, parte da 459 euro in pre-ordine.

    APPLE WATCH Ultra 3
    Il più robusto e completo della gamma (e delle nuove proposte). Sfoggia un ampio display OLED LTPO3 ben leggibile in ogni condizione, un’autonomia finalmente fino a 42 ore e la grande novità della comunicazione satellitare per SOS anche senza rete (gratuita per 2 anni). Pensato per chi pratica sport e avventura, integra mappe offline, punteggio sonno dettagliato, bussola evoluta. Il tutto in un look di titanio riciclato e cinturini riflettenti. Disponibile sempre dal 19 settembre, a partire da 909 euro.

    GOOGLE Pixel Watch 4
    Anche il colosso Usa alza l’asticella: in questo smartwatch introduce display Actua 360 da 3000 nits più grande e più sensibile, autonomia fino a 40 ore e ricarica lampo al 50% in 15 minuti. Ma la vera chicca? È il primo smartwatch con chiamate SOS satellitari: anche senza rete, avverte i soccorsi. A bordo ha pure l’AI di Gemini con raise to talk, nuove funzioni fitness e un coach virtuale sempre al polso. Un alleato tecnologico che fa quasi tutto… tranne abbinarsi all’abito da sera (ma ci prova con i nuovi cinturini). In arrivo il 9 ottobre, da 399 euro (il 41 mm), e 499 (il 45 mm).

    SUUNTO Race 2
    Dalla terra dei laghi ghiacciati arriva l’evoluzione dello sportwatch tutto europeo che ha fatto innamorare runner e atleti di ogni sorta. Display AMOLED più grande, 50+ ore di autonomia GPS e soli 65 grammi al polso. Le cuffie Wing 2 a conduzione ossea, poi, permettono di ascoltare musica senza perdere il contatto con il mondo circostante. Prezzi: da 499 euro per la versione acciaio e 599 per quella in titanio. Uno smartwatch perfetto per rimediare ai bagordi estivi!

  • Pixel Watch 3: Google alza l’asticella degli orologi intelligenti

    Pixel Watch 3: Google alza l’asticella degli orologi intelligenti

    A meno di un anno di distanza dal predecessore, presentato al pubblico lo scorso ottobre, Google torna a far parlare di sé con il lancio del Pixel Watch 3. Un concentrato di tecnologia, che sulla carta promette un salto di qualità rispetto ai modelli precedenti del colosso di Mountain View, con un focus particolare sul fitness e la sicurezza. Ma cosa rende questo nuovo arrivato così speciale? Immergiamoci nei dettagli!

    Design e display

    Innanzitutto, partiamo dalle novità visibili a colpo d’occhio: Google ha finalmente ascoltato le richieste dei fan. Il Pixel Watch 3 arriva in due taglie, con un nuovo modello da 45 mm che si affianca al “classico” da 41 mm. Un’aggiunta apprezzatga da chi desidera un orologio con un po’ più di “presenza” al polso.

    La vera star dello show, tuttavia, è il nuovo display Actua Vetro con vetro Gorilla Glass 5. Con una luminosità che raggiunge i 2000 nit*, questo schermo è così brillante che, usandolo durante una corsa sotto il sole di mezzogiorno, probabilmente non si rimarrà delusi. E per le serate al cinema? Nessun problema, la luminosità può scendere fino a 1 nit, per non disturbare chi ci sta accanto.

    Le cornici più sottili e i display più ampi rispetto al precedente Pixel Watch 2 offrono il 40% di schermo in più per il modello da 45 mm e il 10% in più per quello da 41 mm. Ulteriore chicca: la frequenza di aggiornamento variabile. Che passa da 60 Hz fino a 1 Hz in modalità always-on, per un’esperienza visiva efficiente anche dal punto di vista energetico.

    *(nit = unità di misura della “luminanza”, che risulta dal numero di candele su metro quadro. Questo termine è usato dai costruttori di monitor per descrivere la luminosità della superficie frontale misurata con un apposito strumento digitale, ndr).

    Autonomia senza pensieri

    Parlando di autonomia, Google sembra aver fatto i compiti a casa. Grazie a display più efficienti, a Wear OS 5 e a un’architettura ibrida a basso consumo, il Pixel Watch 3 promette una batteria su cui fare affidamento per tutta la giornata. E se si dimentica di ricaricarlo, la nuova modalità risparmio energetico consente fino a 36 ore di autonomia, senza rinunciare al tracker per fitness e benessere o alle funzioni di sicurezza.

    Le funzionalità fitness

    Ma veniamo al cuore del Pixel Watch 3: le funzionalità fitness. Con l’integrazione avanzata di Fitbit, il nuovo smartwatch di Google offre tool potenti e precisi per monitorare la salute. Tre nuovi strumenti in particolare – Recupero giornaliero, Carico cardiaco e Carico target – aiutano a capire quanto si è pronti per l’allenamento quotidiano ed è il momento di “spingere”. Oppure quando è meglio prendersi una pausa rigenerante.

    Il Recupero giornaliero utilizza un algoritmo migliorato per tener traccia della frequenza cardiaca a riposo, la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e il sonno recente, offrendo un quadro completo della prontezza fisica. Il Carico cardiaco monitora lo sforzo cardiaco e l’intensità durante l’attività, mentre il Carico target fornisce un obiettivo personalizzato per l’allenamento, basato sul carico cardiaco recente e la prontezza. In più c’è anche il nuovo Riepilogo mattutino che fornisce una panoramica completa della giornata già dal risveglio, con un occhio attento anche alle condizioni atmosferiche.

    Un’altra novità che ha attirato la mia attenzione è il Rilevamento di assenza di battito. Una funzione che potrebbe letteralmente salvare vite, rilevando un arresto cardiaco e chiamando automaticamente i soccorsi, inviando anche la posizione. Questa feature sarà disponibile in alcuni Paesi europei a partire da settembre, e Google sta lavorando per estenderla ulteriormente.

    L’integrazione con l’ecosistema Google

    Google ha anche pensato a chi cerca uno smartwatch che faccia tutto. Il Pixel Watch 3 si integra perfettamente con l’ecosistema Google, in casa e fuori: è possibile usarlo come telecomando per Google Tv, rispondere alle chiamate, visualizzare il feed delle telecamere di sicurezza o addirittura sbloccare il vostro smartphone Pixel con un semplice gesto. E, per i più tecnologici, c’è anche la possibilità di usare l’orologio come chiave digitale per auto BMW o Mini.

    Prezzo e disponibilità del Pixel Watch 3

    In Italia, il Pixel Watch 3 sarà in vendita dal prossimo 10 settembre in diverse combinazioni di colori e cinturini. Il modello da 41 mm è disponibile con cassa in alluminio nero opaco e cinturino sportivo nero ossidiana; con cassa in alluminio argento lucido e cinturino sportivo rosa quarzo; con cassa in alluminio champagne e cinturino sportivo grigio verde; oppure con cassa in alluminio argento lucido e cinturino sportivo grigio creta. Il modello da 45 mm è disponibile in tutte le versioni sopra citate tranne il rosa quarzo. In tutti i casi, l’alluminio è riciclato al 100%.

    Il prezzo? Non proprio per tutte le tasche, dato che va da 399 euro per il modello Wi-Fi da 41 mm fino ai 549 euro per la versione LTE da 45mm.

    Cosa ne penso

    Che dire? Con il Pixel Watch 3 Google pare aver messo sul piatto un prodotto completo e ambizioso, che si rivolge a un pubblico ampio e variegato. L’esperienza maturata e l’integrazione con i servizi Fitbit sono serviti, sicuramente. La mia prima impressione, da comprovare con il tempo, è che questo smartwatch sia non solo un gadget per appassionati di tecnologia, ma anche un accessorio intelligente e utile sia dentro che fuori la palestra.

  • Pixel Watch 2: l’essenza di Google (e di Fitbit)

    Pixel Watch 2: l’essenza di Google (e di Fitbit)

    A un anno di distanza dal lancio del primo smartwatch della serie Pixel, Google ne ha svelato il successore: il Pixel Watch 2. L’obiettivo è chiaro: creare un orologio che non sia solo esteticamente gradevole, dal design modernissimo, ma anche un dispositivo potente e versatile. Grazie all’utilizzo del sistema operativo per smartwatch Wear OS, giunto alla quarta major release e prodotto da Google stessa, il Pixel Watch 2 mira a fornire un’esperienza utente il più completa possibile.

    Design e prestazioni

    Il Google Pixel Watch 2 è stato progettato per essere indossato 24 ore su 24. Ha un guscio realizzato in alluminio riciclato al 100%, il che lo rende, con i suoi 31 grammi senza cinturino, circa il 10% più leggero del modello precedente. Il design curatissimo e la corona più grande e più integrata con la silhouette circolare inoltre fanno sì che l’orologio risulti ancora più confortevole al polso, specialmente durante il riposo notturno.

    Ma non di sola apparenza vive l’uomo… Ecco quindi che il Pixel Watch 2 ospita un processore quad-core Qualcomm Snapdragon Wear 5100, garanzia di prestazioni fluide e potenti. Inoltre, grazie a un ulteriore nuovo co-processore a basso consumo, l’orologio assicura una durata della batteria di 24 ore, anche con il display sempre acceso. La capacità di ricarica rapida è notevole: solo 30 minuti sono necessari per ricaricare oltre il 50% della batteria da 306 mAh in dotazione.

    Le funzionalità di Pixel Watch 2: per la salute…

    Il Pixel Watch 2 è dotato di tre nuovi sensori che forniscono informazioni più dettagliate sulle condizioni fisiche dell’utente. Un algoritmo migliorato, che utilizza l’intelligenza artificiale per monitorare la frequenza cardiaca, permette una lettura estremamente accurata, supportata da un rinnovato sensore a LED. Google dichiara un miglioramento del 40% per le attività che richiedono un maggiore dispendio energetico, come lo spinning e il canottaggio.

    È stata introdotta anche la funzione Body Response di Fitbit, Brand storico da tempo parte del portfolio di Google. Grazie a un nuovo sensore di attività elettrodermica continua (cEDA), è possibile rilevare eventuali segnali di stress utilizzando un algoritmo di apprendimento automatico che incorpora la frequenza cardiaca, la sua variabilità e la temperatura della pelle. Quando l’algoritmo rileva indicatori fisici di stress positivo o negativo, la funzione Body Response invia una notifica all’utente, che lo invita a riflettere sul proprio stato emotivo o a intraprendere azioni per ridurre la tensione, come esercizi di respirazione guidata o sessioni di mindfulness.

    Infine, il nuovo sensore di temperatura cutanea fornisce informazioni sul sonno e monitora i cambiamenti nel benessere generale durante il giorno e le ore notturne.

    …per lo sport…

    Le possibilità di allenamento sono state potenziate. Le nuove funzioni Heart Rate Zone Coaching e Pace Training possono aiutare a mantenere gli obiettivi di allenamento. Per esempio segnalando i cambiamenti della zona di frequenza cardiaca durante una sessione o fornendo feedback in tempo reale sugli obiettivi di ritmo durante una corsa. Per alcuni esercizi, come il running e il ciclismo all’aperto, promemoria automatici per l’inizio e la fine dell’allenamento aiutano a rispettare il proprio programma.

    …e per la sicurezza personale

    La seconda versione del Pixel Watch poi offre funzionalità di sicurezza personale notevoli. Oltre al rilevamento delle cadute e al messaggio SOS di emergenza, già presenti sul modello precedente, è infatti dotato di ulteriori funzioni di sicurezza proattive, che possono fornire assistenza anche in assenza del telefono.

    Come la funzione Safety Check, che – se lo si desira – assicura che i propri cari siano informati sulle proprie attività. Impostando un timer che prevede un orario massimo entro cui l’attività dovrebbe essere completata, se non si effettua il check-in una volta scaduto il timer, i contatti di emergenza selezionati riceveranno un messaggio con la posizione corrente su Google Maps.

    È anche possibile visualizzare le informazioni mediche sull’orologio quando è bloccato, o condividerle con i soccorritori durante una chiamata per fornire informazioni mediche importanti – tipo allergie, gruppo sanguigno e condizioni patologiche preesistenti.

    Connettività e Software

    In quanto prodotto Google, è ovvio che il Pixel Watch 2 si interfacci perfettamente con gli smartphone che utilizzano l’ecosistema Android del produttore americano. Per esempio, è possibile ottenere informazioni sulla salute e sulla forma fisica semplicemente chiedendo all’assistente vocale di Google: “Come ho dormito la scorsa notte?” per ottenere il punteggio giornaliero del sonno, servendosi del microfono e della cassa audio integrati.

    La nuova versione 4.0 di Wear OS arricchisce la piattaforma con nuove app come Gmail e Calendar, che ora permettono di accettare o rifiutare eventi e aggiornare la posta in arrivo direttamente dal polso. Molte app esistenti sono state migliorate: ora è possibile ascoltare i podcast su YouTube Music e controllare le informazioni sui luoghi vicini su Google Maps. Sono presenti anche app dedicate per la messaggistica WhatsApp e per l’ascolto di audiolibri su Audible.

    Info pratiche sul Pixel Watch 2

    Quattro le varianti attualmente disponibili: cassa in alluminio argento lucido con cinturino sportivo (in gomma) azzurro cielo; cassa in alluminio nero opaco con cinturino nero ossidiana; cassa in alluminio oro champagne con cinturino grigio verde; infine, cassa in alluminio argento lucido con cinturino grigio creta.

    Il Pixel Watch 2 è distribuito in Italia nella versione WiFi. E può essere acquistato nei punti vendita Unieuro, Amazon e nello Store di Google, a partire da 399 euro. Un prezzo competitivo per un prodotto che sembra rappresentare la maturità raggiunta da Google nel settore degli smartwatch.

  • Pixel Watch: ecco finalmente lo smartwatch di Google

    Pixel Watch: ecco finalmente lo smartwatch di Google

    A distanza di circa un anno dalle prime indiscrezioni, alcuni giorni fa Google ha finalmente svelato le proprie carte. E annunciato al mondo il suo primo smartwatch interamente autoprodotto: il Pixel Watch.

    Design e software

    Fin dalla prima occhiata, il nuovo smartwatch colpisce per il design: ispirato a un orologio “classico”, ha una forma rotonda, con il vetro bombato e sagomato che arriva a filo sulla carrure, e la presenza della corona come vuole la tradizione. Il Pixel Watch è dotato infatti di un display da 1,2 pollici rinforzato da una copertura antigraffio in Gorilla Glass 5 a forma di cupola, montata su una cassa in acciaio inossidabile riciclato. Il diametro di 41 mm lo rende adatto a tutti i polsi, anche se chi è abituato alle dimensioni XL degli smartwatch potrebbe trovarlo un po’ piccolo. Posizionato sul lato, sopra la corona tattile, c’è un unico pulsante fisico.

    Il Pixel Watch è disponibile in due versioni: una con connettività Wi-Fi e l’altra in cui è presente anche il supporto alle reti Lte. Entrambe sono equipaggiate con Nfc per l’utilizzo di sistemi di pagamento in mobilità. Apprezzabile anche l’impermeabilità fino a 5 atmosfere, che ne consente l’utilizzo in acqua.

    Lato sofware, la dotazione è quasi ovvia: con Wear OS 3.5 a farla da padrone, in una versione priva delle personalizzazioni One UI Watch introdotte da Samsung nei propri dispositivi. Grazie all’acquisizione di Fitbit, avvenuta nel 2019 per circa 2,1 miliardi di dollari, Google ha potuto inoltre ampiamente attingere all’esperienza maturata nel tempo dal team di sviluppatori del marchio statunitense nel campo degli algoritmi per il monitoraggio della salute generale. Tra i sensori presenti a bordo del Pixel Watch spiccano quindi quello per il rilevamento della frequenza cardiaca e quello per gli elettrocardiogrammi. Circa 40 le modalità di allenamento disponibili per tracciare le attività e i progressi quotidiani.

    Hardware e app

    A consentire il funzionamento del sistema operativo per wearable della Grande G è una CPU Exynos 9110, affiancata da una discreta quantità di Ram (2 Gb). Appena sufficiente, invece, l’autonomia dichiarata, di circa 24 ore.

    Già presente su Google Play l’applicazione companion ufficiale, chiamata anch’essa Google Pixel Watch. Utilizzandola è possibile configurare e gestire l’orologio direttamente dal proprio dispositivo Android (al momento non è prevista un’applicazione per iPhone). Tra le funzionalità figurano così una serie di opzioni per la personalizzazione dei quadranti, degli avvisi e delle notifiche, e per la gestione delle schede, delle app e degli account presenti sul dispositivo.

    L’assistente Google integrato, che risponde ai comandi vocali, garantisce un aiuto rapido ed esaustivo. Con l’app Google Home, infatti, il Pixel Watch dialoga con i vari dispositivi della smart home (può per esempio accendere o spegnere le luci, e regolare il termostato). Immediato è il controllo di Gmail e Google Calendar, mentre Google Maps fornisce indicazioni passo passo (è inclusa anche una visualizzazione interattiva che consente di vedere facilmente dove cio si trova e dove si sta andando). Ovviamente l’accordo è perfetto con gli altri dispositivi Pixel, dai telefonini alle Pixel Buds.

    Prezzi e uscita del Pixel Watch

    Chiudo, purtroppo, con una brutta notizia per quanti volessero comprare l’orologio: il Pixel Watch non è attualmente disponibile in Italia. Si può invece acquistare negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Giappone, a Taiwan, in Germania, in Francia, nel Regno Unito e in Irlanda. Per il momento, quindi, per averlo si dovrà andare all’estero o al limite chiederlo agli amici che vivono lì e sono disposti a spedirvelo a casa. Proprio come si faceva in passato con un certo tipo di tecnologia, capi di abbigliamento o accessori irraggiungibili seppure ad alto tasso di desiderabilità.

    Nei pochi Paesi europei in cui il Pixel Watch è in vendita da oggi, 13 ottobre, il prezzo al pubblico è comunque di 379 euro per la versione Wi-Fi, e di 429 euro per quella Lte. Lo smartwatch esiste nelle tonalità argento, antracite e nero opaco. Ma si può personalizzare anche grazie al cinturino intercambiabile, da scegliere in una gamma di 20 modelli, in diversi colori e materiali.