Dal meteo alle maree, dai sentieri alla musica dell’aperitivo: una selezione delle migliori app per smartwatch – in senso lato: watchOS, Wear OS, Garmin Connect IQ, Zepp OS e Huawei HarmonyOS. Perché almeno in vacanza lo smartphone può restare nella borsa
A Ferragosto lo smartphone dovrebbe osservare un rigoroso turno di riposo: silenzioso, lontano dalla sabbia, protetto dal contatto con la crema solare e soprattutto irraggiungibile dalle chat di lavoro. Invece lo smartwatch, quale che sia, può rimanere in servizio. Non per ricordarci quante calorie contiene il pranzo del 15 agosto − informazione che nessuno ha chiesto −, ma per quei piccoli compiti che rendono la giornata più semplice: il meteo, la direzione del vento, il sentiero, il promemoria di bere, la canzone del chiringuito o il dubbio se quella luce nel cielo sia Venere oppure il drone del vicino di ombrellone.
Prepariamo dunque lo smartwatch per la nostra giornata di meritato ozio. Sarà lui a lavorare. Noi ci limiteremo a sollevare il polso.
Ore 8:00. Crema solare, ombrello o entrambe le cose?
La prima decisione della giornata è anche la più delicata: mare, montagna, piscina o ritorno strategico sotto le lenzuola?
Su Apple Watch, Weathergraph mostra le previsioni ora per ora con grafici leggibili in un secondo − pioggia, vento, raffiche, sole, UV − e conserva l’ultima fino a 24 ore, quindi funziona offline: utile dove il 5G è considerato una leggenda locale. Attenzione, sull’App Store ce ne sono due: quella giusta è di Tomas Kafka.
Su Wear OS, Windy.com porta al polso previsioni, radar, tile e complicazioni. Prezioso per chi fa vela, surf o kitesurf, cioè per chi sa che “si è alzato un po’ di vento” può avere conseguenze più serie di un tovagliolo che vola via.
Per Garmin, Weather Pro Widget aggiunge previsioni iperlocali da OpenWeatherMap: è il widget che il turista previdente consulta prima di partire… e quello meno previdente in cima, senza impermeabile.
Sugli Huawei, Airly affianca alle previsioni la qualità dell’aria in tempo reale con proiezione a 24 ore: ottima anche per chi cerca una motivazione scientifica per rimandare la passeggiata. Su Zepp OS si può accettare che l’app preinstallata faccia il suo lavoro.
Ore 10:00. Tutti al mare: le migliori app per smartwatch, fra onde e maree
In spiaggia lo smartwatch può occuparsi di cose ben più serie delle notifiche: vento, onde, maree e orario del tramonto.
Tide Guide, per Apple Watch, offre grafici delle maree, condizioni marine, calendario lunare e migliaia di stazioni nel mondo. Serve a surfisti e pescatori, ma anche a chi vuole il telo abbastanza vicino all’acqua da sentirsi romantico e abbastanza lontano da non doverlo recuperare a nuoto.
Su Wear OS c’è Tide Watch, che però in modalità stazione copre solo Australia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. Sulle nostre coste, per ora, non può fare il comandante della giornata balneare.
Chi ha un Garmin o un Amazfit può usare la stessa app, Tide Table Chart (su Amazfit serve Zepp OS 2.1: se non compare nello store, non è colpa della marea). Sono previsioni astronomiche, che non tengono conto di vento e piogge e che lo sviluppatore stesso sconsiglia per navigare. Perfette per la battigia, meno per prendere il comando di un transatlantico.
Nel catalogo Huawei manca un equivalente convincente. Ma è meglio uno spazio vuoto che un’app poco affidabile: in vacanza si improvvisa sul gusto del gelato, non sulle condizioni del mare.
Ore 12:30. Bere acqua: l’attività sportiva più indicata
Con il sole alto lo smartwatch ci ricorda una cosa ovvia. Che però, inspiegabilmente, tendiamo a dimenticare: bere.
WaterMinder, per watchOS e Wear OS, registra bevande, imposta obiettivi e invia promemoria, abbastanza in fretta da non richiedere una pausa tra un tuffo e l’altro.
Su Garmin, Hydration Tracking fa lo stesso, integrata su alcuni modelli e su Connect IQ per altri. Non giudica il contenuto del bicchiere, ma probabilmente distingue tra l’acqua e l’ennesimo spritz meglio di quanto vorremmo.
Su Zepp OS e HarmonyOS, in mancanza di meglio, bastano sveglie e timer. Non serve l’intelligenza artificiale per tradurre il messaggio “bevi un bicchiere d’acqua”…
Ore 16:30. Facciamo due passi: mappe e navigazione al polso
Dopo pranzo esistono due scuole di pensiero: il sonnellino di durata imprecisata e la passeggiata. Per i secondi, le app di navigazione sono lo strumento più utile al polso.
WorkOutDoors trasforma Apple Watch in un accessorio completo per corsa, bici ed escursionismo − con mappe, percorsi, waypoint, campi configurabili − senza iPhone al seguito. Ideale per chi lascia il telefono nello zaino e per chi, dopo venti minuti, vorrebbe lasciare anche la salita.
Su Wear OS, Komoot pianifica e segue itinerari a piedi, in bici o di corsa (in alternativa, AllTrails). C’è anche per Garmin via Connect IQ e su diversi Amazfit tramite la Zepp app, con l’attività che a fine giro torna indietro su komoot da sola. Comodissima per chi prepara il percorso prima, senza trasformare l’escursione in un concorso di orientamento.
Per Huawei, Navigation Companion – G Maps invia al polso mappa, indicazioni passo dopo passo e traffico in tempo reale. Mi raccomando, verificare la compatibilità prima di partire, non quando il sentiero si divide in tre.
Ore 19:00. Aperitivo, calendari e piccoli salvataggi
All’ora dell’aperitivo lo smartwatch smette di fare il personal trainer e diventa più un assistente: mostra una prenotazione, ricorda un appuntamento, controlla la musica, aiuta a ritrovare il gruppo disperso sul lungomare.
Su Huawei, Events – G Calendar sincronizza il calendario Google tramite Huawei Health: non sarà l’app più spettacolare dell’estate, ma evita di presentarsi alla cena del 14 agosto convinti che sia quella del 15. Mobcards porta al polso carte, tessere e codici e funziona su Garmin, Huawei e Wear OS. Molto utile quando la tessera dell’albergo è finita nella tasca sbagliata.
Su watchOS e Wear OS le app per traduzioni, messaggi e liste abbondano, ma la regola ferragostana resta una: installare solo ciò che riduce il tempo davanti a uno schermo. Un’app che invita a fissare per dieci minuti un display da quaranta millimetri ha frainteso la propria missione.
Ore 23:00. Che stella è? E soprattutto, che canzone è?
Di sera lo smartwatch si dedica alle cose davvero importanti: guardare il cielo e capire che canzone stiamo ascoltando.
Night Sky porta su Apple Watch un piccolo planetario per riconoscere stelle, pianeti e costellazioni: basta orientare l’orologio verso l’alto. Più autorevole dell’amico che indica una luce a caso e annuncia: «Quella è sicuramente la Stella Polare».
Su Wear OS, Moon Phases Pro mostra fasi lunari, posizione della Luna, eclissi e sciami meteorici. What’s That Song? funziona da sola sull’orologio, senza telefono né app companion, purché ci sia connessione. Uno Shazam da polso, per non finire la serata con un ritornello in testa e nessuna idea del titolo.
Sui Garmin compatibili con la musica, Spotify scarica playlist e podcast da ascoltare senza telefono: perfetti per la corsa del mattino dopo, sempre che sia ancora nei programmi. Per Amazfit c’è Moon Calendar (da Zepp OS 2.1). Su Huawei, For Spotify Controller comanda riproduzione, brani, volume e dispositivo, ma serve un account Premium.
Un’app in meno può essere la scelta migliore
Davanti a uno store la tentazione è sempre la stessa: installare tutto. Meteo, maree, mappe, bussola, traduttore, contatore d’acqua, riconoscimento musicale e magari un simulatore di dadi, in caso di improvvisa emergenza ludica durante il pranzo.
Lo smartwatch, però, funziona meglio quando resta uno strumento rapido: due o tre app adatte alla giornata valgono più di venti icone dimenticate nel menu. Per il mare servono vento, onde e maree; per la montagna mappe e previsioni. Per una settimana tra sdraio e ristorante basta un’app che ricordi l’orario dell’aperitivo. E forse nemmeno quella.
Un controllo allo store prima di partire conviene comunque: su Zepp OS e Huawei la disponibilità varia per modello, sistema e Paese, e diverse di queste app sono a pagamento o tengono le funzioni migliori dietro abbonamento.
Poi basta. Lo smartphone può tornare nella borsa, lo smartwatch restare al polso e noi dedicarci alla funzione più importante che nessun aggiornamento software è ancora riuscito a migliorare: non fare assolutamente nulla.
Buon Ferragosto e buon relax.