Giornale Degli Orologi

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  • L.U.C XP Il Sarto Kiton: l’ultrapiatto sartoriale di Chopard

    L.U.C XP Il Sarto Kiton: l’ultrapiatto sartoriale di Chopard

    Si chiama L.U.C XP Il Sarto Kiton il primo orologio nato dall’incontro tra la maestria tecnica di Chopard e l’eleganza partenopea di Kiton. La presentazione ufficiale è avvenuta nel quartier generale milanese del marchio famoso per il savoir-faire in fatto di sartoria; una sede nel cuore di Brera dove la prestigiosa marca svizzera ne ha svelato i dettagli.

    Tra gli eredi del fondatore Ciro Paone e la famiglia Scheufele è scattato il feeling di chi vive il prodotto con passione, puntando sull’impeccabilità di esecuzione abbinata alla ricerca del bello. «Noi iniziamo dove gli altri finiscono», questo è il mantra di Antonio De Matteis, Amministratore delegato di Kiton. E, come lo zio Ciro, ossessionato dall’attenzione per i dettagli, per la selezione dei materiali e per lo stile deciso, inconfondibile.

    Una vocazione all’eccellenza del tutto simile a quella di Chopard, con cui Kiton condivide un’altra peculiarità: la creatività briosa, carica di energia e di positività. C’è un fil rouge che unisce una giacca in cashmere ultra light e un esemplare di alta orologeria: ed è il modo di progettare l’oggetto, superando gli standard di cui gli altri si accontentano. Ecco perché L.U.C XP Il Sarto Kiton è una serie limitata di soli 100 pezzi. La rivisitazione di uno dei modelli ultrapiatti di Chopard, il L.U.C XP, vestito per l’occasione come se fosse appena uscito dall’atelier di Kiton.

    Il quadrante del L.U.C XP Il Sarto Kiton è animato da un motivo a pied-de-poule, tessuto tipico della sartorialità maschile; riscaldato dal cashmere grigio che ammanta il cinturino, doppiato dal rosso intenso di pelle di alligatore. Altrettanto raffinato è ciò che non si vede dall’esterno: il movimento automatico L.U.C 96.53 L, realizzato in-house. Impeccabile nelle finiture, ha una particolare costruzione: con micro-rotore in tungsteno e tecnologia Chopard Twin, per un’autonomia superiore ai 2 giorni.

    E proprio come un blazer Kiton, stiloso e leggerissimo, L.U.C XP Il Sarto Kiton si appoggia al polso senza appesantirlo, grazie alla cassa dallo spessore minimo di 7,2mm. Quanto al cinturino, è realizzato a mano con una base di puro cashmere della Mongolia, in mescola con lana, flanella e una minima percentuale di elastan, per garantire il giusto comfort. E può essere sostituito da un secondo cinturino, consegnato insieme all’orologio, in pelle nera di alligatore, sempre foderato in pelle rossa di alligatore.

  • L.U.C XP, così Chopard ringiovanisce gli ultrapiatti

    L.U.C XP, così Chopard ringiovanisce gli ultrapiatti

    Chopard, L.U.C XP. Un nome fatto di sigle, però subito comprensibile per chi abbia un minimo di dimestichezza con la Casa. Della collezione L.U.C abbiamo già parlato altrove, su questo sito, mentre XP sta per “extra-piatto”. Una tipologia di esemplari d’indiscussa eleganza, che affondano le radici nella grande tradizione dell’orologeria.

    Mi riferisco in particolare ai vari Piaget o Vacheron Constantin degli anni Cinquanta/Sessanta, essenziali nell’aspetto ma ricchi di contenuto tecnico. Sì, perché ridurre a pochi millimetri lo spessore di un movimento meccanico non è cosa da poco… E infatti il genere è sempre stato considerato, a tutti gli effetti, alla stregua di una complicazione. Ieri come oggi.

    Anche se ai nostri giorni l’elettronica aiuta, la miniaturizzazione dei componenti e le tolleranze minime di un ultrapiatto richiedono comunque grande maestria. Tant’è: le (poche) marche che vi si cimentano, urlano ai quattro venti i risultati raggiunti: e declamano “record assoluto”, “prima mondiale”… Quasi fosse una gara tra chi lo fa più piatto. Chopard no. Ha in collezione i L.U.C XP da parecchi anni, ma più che alla ricerca di inutili primati (fine a sé stessi, se non supportati da reali innovazioni), più che alle sirene del marketing, sembra rivolto verso una serena, concreta consapevolezza del proprio savoir-faire.

    La collezione L.U.C XP è infatti una seria, garbata interpretazione, in chiave contemporanea, di un classico dell’alta orologeria. Così almeno la presenta la stessa Maison, con toni pacati e senza sbandierare numeri che lasciano il tempo che trovano. Sicura di sé, sa di fare degli orologi ai massimi livelli, nell’estetica come nella meccanica. Semmai, nel caso dell’esemplare di quest’anno, punta l’attenzione sulla modernità e sulla “sartorialità” del proprio lavoro. Che si inscrive nel solco della tradizione, è vero, ma con un twist del tutto personale, un piglio giovane capace di svecchiare l’idea di “esemplare elegante”.

    Prima di tutto, la cassa è in acciaio e si discosta quindi dai modelli tradizionali in metalli preziosi. Misura 40 mm di diametro per 7,2 di spessore: proporzioni che si adattano anche ai polsi femminili (le signore ringraziano). E si distingue per il look attuale del quadrante blu dalla satinatura verticale – altro elemento abbastanza insolito rispetto ai guilloché diffusi in questo settore (tuttalpiù alternati alle lavorazioni soleil); sul quale spiccano numeri, indici e lancette nei toni caldi dell’oro rosa. Molto anomalo, direi.

    Quindi il movimento, rigorosamente di manifattura. Anche il nuovo L.U.C XP monta, come il suo più immediato predecessore (del 2017), un calibro automatico L.U.C 96-53-L. Fornito di micro-rotore decentrato, in modo da mantenere lo spessore ridotto; la piccola massa oscillante è realizzata in tungsteno, un metallo pesante, ed è quindi capace di caricare il doppio bariletto, tipico della Casa (tecnologia Twin, brevettata). Tuttavia la presenza del doppio bariletto, per giunta coassiale, non va a influire sullo spessore, che rimane limitato a 3,3 mm. Notevole.

    Quindi il cinturino. Un dettaglio che di solito non prendiamo neppure in considerazione. Ma in questo caso è parte integrante dello stile del nuovo LUC XP: è realizzato infatti in un tessuto di lana Merinos, foderato in pelle di alligatore. Un tocco quasi casual, che contribuisce a sdrammatizzare l’estetica dell’ultrapiatto e lo rende adatto a un uso quotidiano. Quale che sia il look: dall’abito giacca e cravatta al paio di jeans con golf e camicia.