Giornale Degli Orologi
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Tag: LVMH Group

  • Louis Vuitton Tambour Convergence. Fuori dal coro

    Louis Vuitton Tambour Convergence. Fuori dal coro

    È un orologio emblematico il Louis Vuitton Tambour Convergence, presentato il mese scorso alla LVMH Watch Week. Emblematico del livello di maturità e raffinatezza cui è arrivata l’orologeria della Casa, che con questo esemplare dimostra quali vette si possono toccare quando si conosce la grande Storia dell’orologeria e si è in grado di reinterpretarla a modo proprio. Quando si è abbastanza forti da fregarsene delle tendenze mainstream per seguire il proprio stile, da imporre il proprio gusto al di là delle mode. E si è talmente sicuri di sé da poter adottare un’estetica tutt’altro che popolare: élitaria, invece, perché parla di cultura, di conoscenze e savoir-faire…

    La Fabrique du Temps Louis Vuitton

    Il Louis Vuitton Tambour Convergence è emblematico anche di tutta la strada fatta dal Brand, da quando ha esordito nel settore, nel 2002, con il lancio del Tambour e l’apertura di un primo laboratorio di movimenti a La Chaux-de-Fonds. Da allora, una tappa essenziale in questo percorso di crescita è stata, nel 2011, l’acquisizione de La Fabrique du Temps, l’atelier di Enrico Barbasini e Michel Navase specializzato nella progettazione e fabbricazione di calibri e complicazioni. Fondata a Ginevra nel 2007, La Fabrique du Temps ha collaborato con Louis Vuitton fin dall’uscita del primo Spin Time, nel 2010. E ha sempre avuto un peso notevole nello sviluppo dell’orologeria del Marchio: basti pensare agli esemplari con ripetizione minuti, con tourbillon e Punzone di Ginevra prodotti in questi anni, per capire a cosa mi riferisco.

    E arrivo finalmente al Tambour Convergence, in cui del resto La Fabrique du Temps Louis Vuitton ha giocato di nuovo un ruolo in primo piano. Anche perché oggi riunisce sotto lo stesso tetto tutte le competenze – di design, ingegneria e artigianato – necessarie per fabbricare la maggior parte dei componenti degli orologi LV. A Meyrin, nello stabilimento inaugurato nel 2014, si trovano infatti La Fabrique des Boîtiers, La Fabrique des Mouvements, La Fabrique des Cadrans e La Fabrique des Arts. (Non credo ci sia bisogno di spiegazioni, tranne per quest’ultima, dedicata ai mestieri rari). Tutte insieme hanno collaborato nella creazione del nuovo esemplare, che è il punto d’incontro delle loro attività, la sintesi dei loro know-how. Da qui il termine convergence, convergenza, appunto.

    Le antiche montre à guichet

    Il Louis Vuitton Tambour Convergence colpisce per l’aspetto insolito, perché è privo di lancette e mostra le informazioni orarie in due apposite finestrelle. In realtà è l’erede di una lunga tradizione: quella delle montre à guichet. Abbiate pazienza, è necessario sorbirsi ancora qualche pillola di storia. Guichet in francese vuol dire proprio finestrella: la piccola apertura – spesso più d’una – presente sul quadrante per visualizzare diverse informazioni. La più semplice e frequente è la data, ma vi si possono leggere anche il giorno della settimana, oppure il mese, le fasi di luna, le ore saltanti, l’autonomia residua.

    Se le prime finestrelle appaiono già negli esemplari da tasca nel XVIII secolo, gli orologi con affissione numerica, o digitale come diremmo oggi, conoscono un certo successo attorno al 1830 con l’affermarsi delle ore saltanti. Ma sono in gran voga soprattutto negli anni Venti e Trenta del Novecento, soprattutto sul mercato americano. Allora, quadrante e lancette lasciano il posto a una piastra in metallo in cui sono praticate due aperture: all’interno delle quali compaiono le cifre delle ore e quelle dei minuti, riportate su dischi rotanti. In genere il primo disco è azionato da un dispositivo a scatto (le ore saltanti, appunto), il secondo da un meccanismo a trascinamento continuo.

    I precedenti storici

    Il primo orologio da polso à guichet sembra essere un Audemars Piguet del 1921: un modello dall’estetica lineare e rigorosa, con cassa rettangolare ispirata all’architettura modernista. Ma i più celebri sono sicuramente i Cartier Tank à Guichets, apparsi sul finire del decennio, dalla costruzione tipicamente Art Déco, con varie forme e posizioni delle finestrelle e della corona di carica. Al quel punto, l’aspetto sobrio e funzionale rifletteva le difficoltà economiche provocate dalla Crisi del 1929 e dalla successiva, obbligata austerità. Tant’è che la Maison parigina limita la brillantezza dell’oro con lavorazioni spazzolate e finiture opache, o ricorre al platino, in apparenza meno prezioso.

    Questo sistema “numerico” di lettura dell’ora in realtà prefigura quello che sarà poi adottato negli anni Settanta, dopo l’avvento dei movimenti al quarzo. Altro periodo in cui l’affissione à guichet prolifera: e si riscontra in esemplari massicci, dalle geometrie 3D vagamente futuristici. Poi la moda ritorna negli anni Novanta, con le ore saltanti di Patek Philippe o dei Mickey Mouse di Gerald Génta. Mentre al giorno d’oggi i pezzi a tema sono rari. Mi vengono in mente solo gli esemplari realizzati da Ludovic Ballouard a partire dal 2010 circa, o in tempi più recenti l’IWC Hommage à Pallweber del 2018. Ma si tratta sempre di ore saltanti e di finestrelle affisse sul quadrante.

    Il Louis Vuitton Tambour Convergence, l’orologio à guichet 4.0

    Il Louis Vuitton Tambour Convergence invece è un’altra cosa. Sì, recupera la tradizione delle finestrelle tagliate nel metallo della piastra, l’assenza dei consueti quadrante-lancette-vetro. Ma è privo di ore saltanti: entrambi i dischi rotanti di ore e minuti sono “a trascinamento”, quindi mostrano il tempo attraverso una rotazione continua. Poi ha una forma rotonda, la tipica cassa del Tambour riveduta e corretta nelle proporzioni così da risultare più piatta, più sottile. Ed è declinato in due versioni, ambedue studiate per risultare preziose e di grande effetto scenico. La prima è in oro rosa, con la cover – concedetemi questo termine forse inappropriato – lucidata a mano, praticamente a specchio. La seconda invece in platino, completamente tempestata di diamanti serti neige.

    Riguardo alla meccanica, si tratta del calibro LFT MA01.01, che fa la sua comparsa in questa occasione ma ha tutte le carte in regola per diventare un cavallo di battaglia nella produzione di Louis Vuitton. Che non a caso lo definisce “una pietra miliare, a dimostrazione della forza della produzione e della competenza ingegneristica nel segmento orologiero della Maison”. A leggere fra le righe, potrebbe voler dire che questo movimento automatico sarà prodotto in grandi numeri. Non solo. Oltre a essere utilizzato come solo tempo, è abbastanza sottile da poter servire come base su cui montare eventuali moduli per varie complicazioni. Anche senza aver bisogno di una molla del bariletto maggiorata (che comunque potrebbe essere auspicabile, a vantaggio della regolarità di marcia soprattutto con funzioni energivore).

    Cosa ne penso

    Per conoscere le caratteristiche tecniche vi rimando alle didascalie. Qui concludo come sempre con il prezzo al pubblico e con un paio di considerazioni personali. Il Louis Vuitton Tambour Convergence costa 37.500 euro nella versione in oro rosa, 68.500 in quella in platino. Prezzi “importanti”, è vero, ma l’alta orologeria non è per tutti, per definizione. Chi se lo può permettere magari potrà anche farsi personalizzare il proprio esemplare. Per com’è fatto – con la parte superiore della cassa che si pone come una “tela bianca” – l’orologio si presta infatti a essere modificato a piacere, magari con piccole incisioni o una diversa incastonatura con gemme di colore. Ciò che conta, a parer mio, è rispettarne l’essenza. E avere la consapevolezza di possedere uno degli orologi eleganti più riusciti degli ultimi anni.

  • LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    LVMH Watch Week 2025, le principali novità

    Non si parla d’altro. La LVMH Watch Week 2025 oggi e nei prossimi giorni terrà banco, unico argomento di conversazione nell’industria delle lancette. E non può essere altrimenti: è il primo evento internazionale dell’anno orologiero, la sola occasione per fare una scorpacciata di novità almeno fino al prossimo Watches and Wonders Geneva (per il quale però dobbiamo aspettare l’inizio di aprile). E non ha certo deluso le aspettative: per la prima volta la LVMH Watch Week 2025 ha riunito nove marche del Gruppo francese, anche quelle che finora erano rimaste in disparte, compresa l’ultima acquisizione.

    Per riassumere. Accanto ai brand che partecipano alla manifestazione fin dagli esordi (a Dubai, nel 2020) – cioè Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith, per chi non lo ricordi -, lo scorso anno si erano aggiunti Daniel Roth e Gérald Genta, sotto la supervisione de La Fabrique du Temps. Per rinfrescarvi la memoria, potete andare a leggere qui. Ora invece è la volta di Louis Vuitton, Tiffany & Co. e L’Epée 1839. Pensate che l’elenco sia completo? In realtà brilla ancora per l’assenza Dior, che produce degli esemplari splendidi, soprattutto al femminile, e meriterebbe più attenzioni. Chissà, forse in futuro… Ma non divaghiamo.

    Un’edizione doppia

    Giunta alla sesta edizione, la LVMH Watch Week 2025 – lo abbiamo già scritto – si svolge in due tempi e in due sedi: il 21/22 gennaio a New York, per poi replicare il 30/31 gennaio a Parigi. La tappa nella Grande Mela ha luogo – come riporta il comunicato ufficiale – “nel cuore di Manhattan, presso l’iconico flagship store di Tiffany, The Landmark sulla 5th Avenue, e nelle vicine boutique Louis Vuitton e Bulgari”. A Parigi, si terrà invece nell’Hôtel Cheval Blanc Paris del Gruppo, oltre che nei negozi di diverse maison. 

    A quanto ha dichiarato lo stesso Frédéric Arnault, Amministratore delegato di LVMH Watches, “la decisione di organizzare la Watch Week negli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo (nel 2024 era stata a Miami, ndr) riflette la posizione chiave di questo mercato”. Un mercato strategico, se non fondamentale, per LVMH. Il Gruppo conta infatti qualcosa come 1.128 negozi e oltre 43mila dipendenti negli States, numeri che nel 2023 hanno fruttato un 25 per cento delle vendite totali. Non servono commenti.

    I pezzi chiave della LVMH Watch Week 2025

    Ma bando alle ciance, passiamo agli orologi. Abbiamo fatto una selezione delle novità esposte alla LVMH Watch Week 2025 e vi presentiamo quindi gli esemplari più interessanti, secondo noi. Una scelta in certi casi facile – come per Daniel Roth, che ha lanciato un solo pezzo -, in altri più complicata. Abbiamo cercato di prendere in considerazione i tanti aspetti dei diversi modelli (tecnico, commerciale, storico, di immagine), tant’è che ciascuno meriterebbe un approfondimento (ma dovrete aspettare le prossime settimane). Però si tratta sempre di valutazioni arbitrarie, che potrebbero anche non trovare d’accordo qualcuno di voi. Per avere un quadro completo, vi invitiamo quindi a prendere visione di tutto ciò che è stato proposto direttamente sul sito o sui social delle varie marche. Poi, fateci sapere cosa ne pensate…

    Cominciamo dall’orologio che abbiamo “sparato” in copertina, forse quello più emblematico dell’intera LVMH Watch Week 2025: il Serpenti Tubogas di Bulgari. Il quale – alla pari al suo omologo Serpenti Seduttori – monta un nuovo calibro automatico, concepito e realizzato “in casa”: il BVS100 Lady Solotempo. Importante non solo perché è la sintesi del savoir-faire accumulato nel tempo dalla Manifattura di Le Sentier, ma soprattutto perché rivaluta la collezione dal punto di vista meccanico. La famiglia di esemplari-gioiello, dopo decenni di movimenti al quarzo, si ricollega così idealmente alle origini, quando era fornita di meccaniche firmate dal gotha dell’industria orologiera dell’epoca. Non solo. Rivela quanto il pubblico femminile sia importante oggi per la Maison romana – in linea con una tendenza che sembra sempre più diffusa nel mondo delle lancette… Lo vedremo proprio a Watches and Wonders: ma è tutto ancora top secret, quindi andiamo oltre.

    Preziose ed esclusive novità

    Partiamo dall’alto-altissimo di gamma, dagli esemplari – complicati e non – in edizione limitata. Come l’Extra Plat Souscription di Daniel Roth, che si rifà direttamente all’orologio lanciato dal Maestro nel 1990. Rivisitato nelle proporzioni, ripropone i consueti codici stilistici di quel precedente – come il guillochage a Clou de Paris sul quadrante in oro massiccio, che richiede due giornate di lavorazione. Ma è equipaggiato da un nuovo movimento meccanico a carica manuale, il calibro DR002, sviluppato ad hoc dalla Fabrique du Temps Louis Vuitton, secondo tutti i sacri crismi della grande orologeria di tradizione. In 20 esemplari.

    L’originalità del design è invece la chiave del Gentissima Oursin di Gérald Genta. Ispirato a un riccio di mare, deriva da un modello creato negli anni Novanta da Monsieur Genta in persona e allora prodotto in pochissimi pezzi. Oggi è realizzato in cinque versioni. Nella più appariscente – o per meglio dire flamboyant – ha la cassa completamente incastonata di microscopiche boule di opali di fuoco, ciascuna fissata da un piccolo perno in oro giallo, a riprodurre proprio gli aculei dell’animale marino. Nulla si sa né sulla tiratura limitata, né sul prezzo, se non che l’orologio dovrebbe essere in vendita in maggio.

    Sempre a proposito di preziosità che rimandano al passato, l’orologio Bird on a Rock Tsavorite di Tiffany & Co. riprende l’omonima spilla realizzata nel 1965 dal grande designer di gioielli Jean Schlumberger. Qui però l’uccellino non si trova più sull’enorme diamante giallo, il celebre Tiffany Diamond, appunto. Invece è posato su un anello rotante in baguette di tzavoriti, il cui colore verde risalta nella cassa interamente tempestata di diamanti incastonati a neve, come il quadrante. Il risultato è uno strabiliante pezzo di alta gioielleria, che avrà ovviamente una produzione limitata di pochi pezzi all’anno.

    Altri highlight della LVMH Watch Week 2025

    Un legame con il passato ce l’ha anche il Tambour Convergence di Louis Vuitton, che ci ha colpito per l’originale eleganza. Un orologio di gran classe, che si rifà agli esemplari digitali tipici dell’Art Déco: i cosiddetti montre à guichet, con la cassa “chiusa”, priva di quadrante, e il display ridotto a due finestrelle che mostrano le indicazioni orarie tramite dischi rotanti. La nostra favorita è la versione in oro rosa, così chic da togliere il fiato. Sia chiaro, senza nulla togliere alle varie edizioni del nuovo Tambour Taiko Spin Time, che però sono variazioni sul tema dell’esemplare uscito nel 2009 e da allora rimasto un’icona del Marchio…

    Non ce ne vogliano nemmeno gli amanti del tourbillon se al Verde Saxem preferiamo il Big Bang Meca-10 di Hublot. Che è uscito nel 2016, è vero, ma nella nuova riedizione – con la cassa più piccola e compatta – sembra quasi un altro orologio. Le tre modernissime versioni, in titanio, King Gold (l’esclusivo oro della Casa) o carbonio nero, hanno infatti un nuovo calibro a carica manuale scheletrato – alleggerito, o meglio “ottimizzato”, come lo definiscono in quel di Nyon. Visibilmente diverso dal predecessore, e non solo perché è colorato da un processo galvanico che lo abbina al materiale della cassa, segna una marcata evoluzione rispetto al precedente. Ma mantiene sempre i fatidici 10 giorni di autonomia che l’hanno reso famoso.

    Cronografi & Co.

    Con il ritorno al ruolo di cronometrista ufficiale conquistato di recente, il nuovo Formula 1 di TAG Heuer potrebbe sembrare ovvio, quasi scontato. In realtà è un bel modo per rendere omaggio alla lunga tradizione del Marchio nei motorsport. E non solo per i tanti richiami estetici alle monoposto (gli indici, per esempio). Soprattutto perché il cronografo ora monta finalmente un movimento automatico – e spezza così la consuetudine del quarzo della collezione. Un salto di qualità, dunque, per i cinque nuovi modelli in titanio, dal formato XL ma ugualmente mettibili anche da chi non ha il polso poi così massiccio. Al top spicca la referenza dedicata al team di Oracle Red Bull Racing, che celebra la partnership attiva dal 2016.

    Sempre in tema di esemplari sportivi per definizione, da citare anche il Defy Skyline Chronograph Skeleton di Zenith. Attesissimo dai fan della Marca, sostanzialmente reinterpreta la versione dello scorso anno in chiave scheletrata (e più “cattiva”). Il celeberrimo El Primero 3600, introdotto nel 2019, è stato infatti del tutto traforato e ora fa bella mostra di sé sotto i tagli geometrici del display. La versione blu – secondo noi – è la più suggestiva, con quei lampi di viola dei rubini e del silicio (per la ruota di scappamento e l’ancora) che risaltano fra i componenti blu della meccanica, in perfetto pendant con il quadrante. Restano chiaramente identiche le prestazioni, cioè la capacità di misurare il 10° di secondo tramite la lancetta centrale.

    Merita un cenno infine la Watch Box di L’Epée 1839. Interamente in vetro acrilico, serve da espositore per un singolo orologio. Non siate delusi, non è tutto qui: la creazione è equipaggiata da un sistema meccanico che solleva l’orologio e apre il coperchio. La storica Manifattura non si smentisce mai.

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  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 11/11/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 11/11/2024

    Le Cronache dell’orologeria di questa settimana sono incentrate in particolare sulle nuove fiere internazionali. O, per meglio dire, piattaforme per appassionati, esposizioni organizzate da privati, eventi rivolti alle community di collezionisti. Comunque occasioni di incontro fra i produttori – soprattutto marchi indipendenti, ma non solo – e il loro pubblico, momenti di contatto diretto utili tanto per il business quanto per la passione. Il luogo giusto per vendere gli orologi già in catalogo e lanciare nuovi modelli, certo. Ma anche per conoscersi reciprocamente, scambiarsi opinioni, informarsi, approfondire la propria cultura, visto l’ormai immancabile contorno di lezioni, tavole rotonde, conferenze. Poi, certo, all’interno di queste Cronache dell’orologeria si trova anche altro: notizie sportive, attività corporate, curiosità… Buona lettura.

    Shopping a Taiwan

    Lo scorso 7 novembre, Chanel ha inaugurato una nuova boutique a Taipei. All’interno del Taipei 101, uno dei grattacieli più alti del mondo nonché un punto di riferimento per lo shopping extra-lusso, è il primo flagship store nella regione dell’Asia Pacifico dedicato interamente agli orologi e ai gioielli della Casa. Come sempre progettato dall’architetto Peter Marino, l’ambiente è un tripudio di nero, oro e cristallo di rocca, con pezzi di antiquariato e una collezione di arte contemporanea. E perfino un’identità olfattiva unica.

    A proposito di longevità

    Vacheron Constantin ha annunciato il proprio programma di usato certificato, anche detto CPO (l’acronimo sta per Certified Pre-Owned). Che riguarda gli orologi di secondo polso realizzati dalla Maison: ispezionati accuratamente e sottoposti a manutenzione, sono dotati di passaporto digitale (tecnologia blockchain), documento cartaceo e garanzia minima di due anni. Il servizio, svolto in collaborazione con Watchfinder, sarà presto esteso ad altri partner e, in futuro, anche alle case d’asta. Quando si dice sfidare il tempo…

    Cronache dell’orologeria… indipendente 1: lusso anticonformista

    Il 2 e 3 novembre scorso, allo Space42 Arena di Abu Dhabi, si è svolta la prima edizione di Mavericks of Time. Un evento che ha riunito 15 brand artigianali di alta orologeria: da Bovet ad HYT, da De Bethune a MB&F. Organizzato da Ahmed Seddiqi & Sons, il principale retailer di orologi e gioielli degli Emirati, con l’ente governativo Abu Dhabi Investment Office, ha poi fatto il bis lo scorso weekend al Museum of the Future di Dubai, sotto l’egida dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Giusto per far le cose in grande…

    Cronache dell’orologeria… indipendente 2: meeting fra amici

    Andiamo indietro di qualche settimana: lo scorso ottobre, a Singapore, si è tenuta IAMWATCH. Una manifestazione di 4 giorni voluta da The Hour Glass e dedicata ai collezionisti “panasiatici”: con una quarantina di ospiti celebri – tipo: Biver, Pruniaux, Chaykin, Sarpaneva, Rexhepi, Bacs, Picciotto, Emchs, Pagés… – , una selezione di orologi, nonché sessioni interattive e didattiche sull’orologeria. Chi c’era ha definito eccelsa l’organizzazione e ottimi gli scambi tra marchi, clienti e stampa. Però col nome si poteva fare meglio.

    Cronache dell’orologeria… di gruppo: nuovi arrivi in settimana

    Annunciati in anteprima, nei giorni scorsi, luogo e date della LVMH Watch Week 2025. Che si terrà a Los Angeles, California, dal 21 al 24 gennaio prossimi. Ma la vera novità sta nel fatto che quest’anno saranno nove le marche del Gruppo a partecipare, tre in più rispetto a Miami 2024. Louis Vuitton, Tiffany & Co. e L’Epée 1839 si sono infatti aggiunti ai soliti Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith, e a Gérald Genta e Daniel Roth che erano arrivati l’anno scorso. Come sempre, l’occasione vedrà il lancio di nuovi prodotti. Ne riparleremo.

    Prestazioni da manuale

    Si è conclusa ieri la 126a edizione di Fieracavalli, la storica manifestazione che dal 7 al 10 novembre ha trasformato Verona nella capitalen equestre internazionale. Clou dell’evento, la Longines FEI Jumping World Cup™, unica tappa italiana della Coppa del mondo di salto ostacoli, di cui la Casa della clessidra alata è appunto title sponsor e official timekeeper. Gara vinta per la prima volta da una donna: Sophie Hinners, in sella a Iron Dames my Prins. Premiata anche dal Brand manager Matteo Sovera con un bel Conquest.

    La rotta attorno al mondo

    Foto Vincent Curutchet courtesy Hublot

    A proposito di marche LVMH, Hublot l’aveva detto e ora lo fa. Per la prima volta partecipa alla Vendée Globe, per sostenere il velista Alain Roura, Brand ambassador dal 2022. Così, gli ha messo al polso il Big Bang Unico Sailing Team in fibra di carbonio e ha supersponsorizzato il suo 60 piedi Imoca Hublot. Ricordiamo che la regata, partita proprio ieri dal porto francese di Les Sables d’Olonne, prevede la circumnavigazione del Globo in solitaria, senza attracco né assistenza. Ed è così dura da meritarsi il soprannome di “Everest del mare”…

    Buon vento!

    Partner e cronometrista ufficiale alla Vendée Globe 2024, per la seconda volta, è di nuovo Ulysse Nardin. Che ha sposato questo ruolo anche per i risvolti “eco” della regata, in cui le barche partecipanti raccoglieranno dati sulla salute degli oceani. E l’impegno ambientale, si sa, per la Marca è importante. Tant’è che il Diver NET Vendée Globe, realizzato ad hoc, è l’orologio più sostenibile mai prodotto dalla Maison: fatto con materiali riciclati (acciaio, carbonio, nylon, perfino il silicio dello scappamento..), in 300 esemplari.

    L’arte della scrittura

    L’ultimo nato in casa Locman? No, non è un orologio, è una penna. O meglio, una collezione di stilografiche e roller: si chiama Mia ed è frutto della collaborazione con il designer Cristian Visentin. Con il corpo in alluminio anticorodal (una lega di alluminio, magnesio, manganese e silicio) anodizzato, è disponibile in diversi colori e finiture. E si distingue per la forma: che ricorda le antiche penne, quelle dei set da scrittura del passato, con tanto di calamai. Così particolare da essere stata scelta per concorrere al Compasso d’Oro.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 29/07/2024

    Eccoci di nuovo qui con le Cronache dell’orologeria, per raccontarvi le ultime novità dal mondo delle lancette. A cominciare dalle notizie in arrivo da Parigi, che in questi giorni è il centro del mondo, ma non solo. Qui di seguito troverete anche altri eventi e curiosità varie – compreso l’immancabile gossip – perché vogliamo tenervi aggiornati, al passo con l’informazione, prima della pausa estiva: da domani infatti le Cronache dell’orologeria vanno in ferie. Ma non preoccupatevi: dietro le quinte continueremo a raccogliere comunicati, a fare rassegna stampa, così da ritrovarci al rientro più preparati che mai. Buona lettura – e buone vacanze!

    A ognuno il suo

    Due frame del video Minimilians

    L’ultima creazione di MB&F? I Minimilians. Personaggi fantastici, tra i Minions e Casper, hanno la testa fatta come gli orologi del Brand: ecco quindi il Minimilian Frog, il Minimilian Aquapod, il Minimilian Mark 2… Disegnati da Maximilian Maertens (autore di Orb, T-Rex e Tri-Pod) e realizzati in poliammide (con stampante 3D), andranno a gratificare i circa 1.100 iscritti a The Tribe, la community di quanti possiedono un MB&F. Ogni Minimilian raggiungerà l’esemplare coordinato, nuovo o di secondo polso. Divertente!

    Cronache dell’orologeria… olimpica – 1

    L’inizio dei Giochi Olimpici ha visto il countdown di Omega raggiungere lo zero. E mentre lo strumento installato al Porto di La Bourdonnais, non lontano dalla Tour Eiffel, è ripartito per i Giochi Paralimpici, la Maison di Biel ha inaugurato l’Omega Pavillion al centro del Parc de Bercy, vicino alla Bercy Arena, per celebrare il proprio ruolo di official timekeeper fin dal 1932. La struttura interattiva, che prevede installazioni dedicate alle diverse discipline, è aperta al pubblico per tutta la durata delle Olimpiadi. Se siete a Parigi, andate a visitarla.

    Cronache dell’orologeria… olimpica – 2

    Foto Quinn Rooney/Getty Images courtesy Omega

    I Giochi sono appena iniziati ma per Omega già fioccano le prime medaglie. Il Brand ambassador francese Léon Marchard, ieri sera, ha vinto l’oro nei 400 misti dopo una gara spettacolare, con il pubblico che gli batteva il ritmo durante i tratti a rana e lui che ha stracciato non solo gli altri atleti in vasca, ma anche il record olimpico. A proposito di ambasciatori, tante le celebrities presenti all’inaugurazione di Casa Omega, tra cui Cindy Craword e Kaia Gerber. Alle Olimpiadi anche la mondanità gioca la sua parte.

    76, Avenue des Champs-Elysées

    Sempre a Parigi, sugli Champs-Elysées, Breitling ha appena aperto un pop-up store di 400 metri quadri, grande quanto la boutique di Madison Avenue a New York. Un’esperienza immersiva nel mondo del Brand, non solo per l’acquisto di nuove collezioni e per l’assistenza post-vendita (dal cambio cinturino alla completa revisione) ma anche per gli spazi dedicati a Deus e a Triumph, per il grande lounge bar e per l’organizzazione di eventi futuri. Preludio della boutique (definitiva) che nel 2025 sarà installata due civici più in là…

    Pardo d’oro e dintorni

    Prosegue la storica collaborazione fra Locarno Film Festival e Swatch. Che durante la celebre kermesse – giunta quest’anno alla 77a edizione e prevista dal 7 al 17 agosto – ha promosso varie iniziative. Come gli Swatch Studios, a pochi passi da piazza Grande, che esporrà anche un’opera d’arte virtuale dell’artista Luo Bi, ex residente dello Swatch Art Peace Hotel. Ma anche lo Swatch First Feature Award, un premio di 15mila franchi assegnato al miglior regista emergente. E un orologio, naturalmente: quadrato, come un frame di celluloide.

    Musica dal vivo

    Dal 5 al 20 luglio, si è tenuta la 58a edizione del Montreux Jazz Festival, che ha visto per la quinta volta Audemars Piguet nel ruolo di Global Partner. Dalla base dell’AP lounge, la Maison di Le Brassus ha organizzato (fuori dalla scaletta ufficiale) l’evento Audemars Piguet Parallel all’insegna della musica elettronica. Il 17 luglio, quindi, ha fatto salire sul palco il trio svizzero Mont Rouge, il dj/producer brasiliano Mochakk e l’artista sudafricana dell’afro-house Black Coffee. E, in più, ha partecipato anche alla festa di chiusura. Applausi.

    Nella Città Proibita

    Vacheron Constantin ha siglato una nuova partnership con l’Istituto educativo del Museo del Palazzo di Pechino. Il che non stupisce, visto che la Maison ginevrina collabora con grandi musei internazionali (Met, Louvre, Barbier-Muller) fin dal 2007. E che con la Cina ha rapporti secolari, iniziati nel 1845. Resta però tutto da scoprire quello che i due faranno insieme: si parla di progetti condivisi, collaborazioni creative, lectio magistralis di orologeria, programmi di ricerca e di scambio, sviluppo di mostre ed eventi speciali… Vedremo.

    Cambio in pista

    Foto James Moy courtesy Rolex

    Le voci risalgono a inizio mese e hanno ormai sempre più credito. Sembra proprio che Rolex, allo scadere del contratto – nel 2025 – lascerà la sponsorizzazione della Formula 1. E c’è già chi morde il freno per prendere il suo posto: il Gruppo LVMH, pronto a fare un investimento di 150 milioni di dollari (contro i 50 spesi illo tempore da Rolex) per rilanciare TAG Heuer nel settore. Il che è coerente sia con il passato del Brand, sia con quanto diceva Frédéric Arnault. I diretti interessati si sono trincerati dietro un “no comment”, ma… ci sta.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/07/2024

    Sono state settimane dense di eventi quelle appena trascorse. Per noi quindi è doverso aggiornarvi con le nostre Cronache dell’orologeria, assenti da un po’ dal palinsensto del Giornale degli Orologi. Protagonista, questa volta, lo sport, nelle sue tante discipline – come sempre del resto, quando arriva la bella stagione. Ma non solo: spazio anche alle notizie di corporate e alle curiosità varie, sempre presenti in queste pagine, tra convegni e mostre-mercato. Buona lettura!

    Lassù sulle montagne…

    Si è tenuta dal 27 al 30 giugno la 29a edizione de La Leggenda di Bassano – Trofeo Giannino Marzotto. Circa 400 chilometri sulle strade delle Dolomiti, da Rossano Veneto a San Martino di Castrozza e ritorno a Bassano del Grappa, in una gara di regolarità dedicata alle “barchette” d’epoca. Ancora una volta, a cronometrare le prestazioni dei 100 equipaggi partecipanti, c’era Eberhard & Co. Che ha premiato con due cronografi Champion V i vincitori Paglione e De Angelis, primi assoluti a bordo di una Bugatti T37 del 1927 (nella foto).

    Mondanità in Côte d’Azur

    Sempre lo stesso weekend, in Costa Azzurra, si è svolta anche la 15a edizione del Riva Trophy. Organizzato da Lia Riva in collaborazione con lo Yacht Club di Monaco, è uno degli eventi più attesi della stagione, per il côté mondano che da sempre circonda i celebri motoscafi simbolo della Dolce Vita. Una ventina gli yacht che hanno navigato da Monaco a St. Tropez: oltre agli Aquarama, il 56′ Rivale, l’88’ Folgore e il 90’Argo. Partner della manifestazione: F.P.Journe, che ha premiato i vincitori con due esemplari della collezione élégante.

    Cronache dell’orologeria… e del ciclismo – 1

    Si sa, Tissot è cronometrista ufficiale del Tour de France dal 2016. Di recente, però, ha approfittato dell’eccezionale partenza della Grande Boucle da Firenze, per inaugurare una nuova boutique in via dei Calzaiuoli, cuore dello shopping cittadino. Uno spazio di 60 metri quadri arredato con stile industriale, dove si incontrano memorabilia del ciclismo, una cassaforte ispirata al design del T-Touch, installazioni multimediali sui 170 anni (e passa) di storia della Casa di Le Locle, e qualcosa come quattro metri di ledwall… Da vedere.

    Cronache dell’orologeria… e del ciclismo – 2

    Siete appassionati di micro-brand? Andate tutti gli anni a Woi – Watches of Italy? Occhio che la prossima edizione del salone dedicato alla filiera dell’orologeria italiana non si terrà più a Tortona, ma a Novi Ligure (a una ventina di chilometri di distanza, sempre in provincia di Alessandria). Esattamente al Museo dei Campionissimi, di solito dedicato al ciclismo e alla bicicletta, ma eccezionalmente prestato agli orologi nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 ottobre. Del resto, che siano grandi o piccole, sempre di ruote si parla, no?…😉

    Dai circuiti al grande schermo

    Un ex pilota torna in pista per risollevare le sorti della propria scuderia. Ecco, in sintesi, il soggetto di Formula 1, il nuovo film con Brad Pitt che uscirà a giugno del 2025 ma è già un blockbuster. Diretto da Joseph Kosinski, co-prodotto da Jerry Bruckheimer e da Lewis Hamilton, e girato in parte durante i gran premi, vede IWC nel ruolo di sponsor del team (fittizio) Atx GP. Così, mentre il logo della Casa di Sciaffura apparirà sulle monoposto e sulle divise del team, i suoi orologi saranno al polso di diversi personaggi. Stay tuned.

    Miglior azienda

    Sowind Group ha annunciato di aver vinto il premio Best Managed Companies 2024 di Deloitte. Un riconoscimento vissuto con orgoglio soprattutto dal Ceo, Patrick Pruniaux, alla guida di Girard-Perregaux e Ulysse Nardin dal 2017, che ha infatti espresso grande soddisfazione. E ne ha ben donde. Istituito a livello globale, con una copertura di oltre 40 Paesi, il premio è assegnato alle migliori aziende private che hanno dimostrato eccellenza nella gestione e nella crescita interna. Ed è la prima volta che tocca il settore svizzero del lusso.

    Macchine d’epoca

    Ieri, domenica 7 luglio, si è tenuto a Montecarotto (in provincia di Ancona) un incontro nell’ambito del progetto Città del Tempo delle Marche. Il progetto è volto alla creazione di un network tra i Comuni marchigiani per la valorizzazione e la tutela del patrimonio locale di orologeria antica. Tema della giornata è stata la geolocalizzazione degli esemplari storici. Alle relazioni del Sindaco e degli esperti, ha fatto seguito la visita all’antico orologio realizzato da Pietro Mei, sulla Torre davanti al Teatro Municipale. Gabriel Medina

    Avviso ai collezionisti

    Time Flies, orologio da tavolo realizzato da L’Epée 1839

    Lvmh ha acquisito L’Epée 1839. O meglio, ha acquisito la società Swiza, che ne è proprietaria. Nulla si sa circa i termini economici della transazione, ufficialmente inquadrata come “un’ulteriore prova della determinazione del Gruppo Lvmh nel preservare e sviluppare il savoir-faire storico, nonché nel garantire che venga trasmesso e coltivato nel tempo”. Vero. Così però la Divisione orologeria guidata da Frédéric Arnault si assicura un enorme potenziale creativo al servizio delle proprie marche, per la messa a punto di oggetti superesclusivi.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/01/2024

    Primo appuntamento con le Cronache dell’orologeria del 2024. L’anno è appena iniziato, ma ha già fornito alcune interessanti notizie orologiere: cambi al vertice, sponsorizzazioni sportive e spetegulèss vari (tipo “chi indossa cosa”)… Puntualmente registrate dalle nostre Cronache dell’orologeria, fra il serio e il faceto. Buona lettura.

    Promoveatur ut amoveatur?

    Cambi di poltrone da LVMH. Frédéric Arnault, secondogenito del patron Bernard, è stato nominato Ceo di LVMH Watches (ruolo creato ad hoc). Lascia dunque le redini di TAG Heuer, che deteneva dal 2020, per la supervisione di Hublot, Zenith e TAG Heuer, ma dovrà rispondere a Stéphane Bianchi, già a capo della divisione Watches & Jewelry. Il nuovo Ceo di TAG Heuer è invece Julien Tornare, dal 2017 Ceo di Zenith. Mentre il nuovo Ceo di Zenith sarà Benoit de Clerck, in arrivo da Richemont Group. Vedremo presto le prime ripercussioni…

    Tra le sabbie dell’Arabia…

    Il Rally Dakar è partito il 5 gennaio ed è già al centro della cronaca, per la gara avvincente come per i primi incidenti. A noi interessa perché, per il quarto anno consecutivo, affida il ruolo di cronometrista ufficiale a Rebellion. Che, oltre a registrare i ritmi serrati dei concorrenti, ha presentato puntuale anche due orologi dedicati: il Predator Chrono Dakar 2024 (accanto) e il Predator 2.0 3 Hands Dakar (in alto). Due automatici con la cassa XL in fibra di carbonio e i colori del deserto. Realizzati in 15 esemplari, estremi come la corsa…

    … e i ghiacci dell’Antartide

    Per testare il 1858 Geosphere 0 Oxygen South Pole Limited Edition, Montblanc ha partecipato all’Antarctic Ice Marathon, durissima gara che si è svolta ai piedi dei monti Ellsworth lo scorso dicembre (ma è stata comunicata solo oggi), a una latitudine di 80° Sud, non lontano dal Polo. Al polso del Managing director Laurent Lecamp e dell’alpinista ambasciatore Simon Messner (sì, il figlio di Reinhold), l’orologio ha sfidato le rigidissime temperature locali e ha continuato imperterrito la propria marcia. Bene così.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Proprio ieri a Los Angeles si è tenuta l’81a edizione dei Golden Globes, con il solito contorno di gossip e di glamour. Tanti gli orologi avvistati fra il tappeto rosso e la cena di gala al Beverly Hilton Hotel: Robert Downey Jr, per esempio, indossava un Reverso di Jaeger-LeCoultre, Will Farrell un Omega Seamaster 007 (accanto), Barry Keoghan un altro Omega Seamaster Aqua Terra di gioielleria, Timothée Chalamet un preziosissimo Crash de Cartier, Ryan Goslin un TAG Heuer Carrera Date, Simu Liu un Vacheron Constantin Patrimony Day-Date…

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    Sempre ai Golden Globe, i più attenti hanno notato anche un Louis Vuitton Tambour al polso di Bradley Cooper, un Serpenti (haute joaillerie) di Bulgari sfoggiato da Selena Gomez, un Tag Heuer Carrera Chronograph portato da Kieran Culkin e un IWC Portugieser Automatic su John Krasinski (accanto). Sempre a proposito di IWC, un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe” è apparso a un recente evento in West Hollywood, sotto il bomber griffatissimo di Barry Keoghan. Che evidentemente ogni giorno cambia orologio…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.